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20 settembre 2013 5 20 /09 /settembre /2013 22:30

Usagi,questo e' il nome della super tempesta tropicale formatasi nell'oceano Pacifico in rotta verso Taiwan ed Hong Kong.Il super tifone Usagi,l'equivalente di un uragano atlantico di categoria 5,sta rapidamente prendendo forza e si dirige verso le Filippine con venti che soffiano ad una velocita' di circa 300 kmh.Secondo la Cnn che ha denominato il ciclone come Monster strom (tempesta mostruosa),si tratta della prima super tempesta dell'anno del pianeta.Dichiarato lo stato di allarme ad Hong Kong e Taiwan.“Si tratta del tifone più violento sulla regione del Pacifico occidentale quest’anno”, ha ammonito il Taiwan Central Weather Bureau. Per le autorità filippine è allerta 4 per l’arcipelago Batanes, a nord del Paese, dove di prevede la caduta di alberi, di infrastrutture elettriche e la devastazione delle coltivazioni. “I danni alla comunità saranno elevatissimi”, ha aggiunto il Servizio di Geofisica e atmosferico. “Tutte le attività all’aperto devono essere cancellate”. In Cina le autorità hanno lanciato un allarme “giallo”, il terzo per gravità su una scala di quattro, riferisce l’agenzia stampa Xinhua.

 

Usagi



 

 

 

 

 

 

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10 agosto 2013 6 10 /08 /agosto /2013 23:04

Siberia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Verso la metà di questo secolo l’area del ghiaccio perenne nel nord-est della Russia potrà diminuire di un terzo: immensi territori rischiano di trasformarsi in paludi: chi lo dice? Degli studiosi di Mosca.

Lo scioglimento del ghiaccio può rivelarsi pericoloso sia per la natura che per la vita della popolazione locale. È praticamente impossibile impedire questo processo, resta solo monitorarlo.

Le previsioni relative allo scioglimento della coltre di ghiaccio in Russia sono poco consolanti. Secondo i pronostici più pessimistici, il ghiaccio in Siberia può scomparire completamente già alla fine di questo decennio. Stando ad altri ricercatori, il ghiaccio in Russia si ridurrà di un terzo alla metà del secolo.

Il ghiaccio perenne occupa due terzi del territorio russo. Già adesso il paese subisce conseguenze economiche della diminuzione della coltre di ghiaccio, commenta la situazione lo studioso Jurij Badu della cattedera di Criolitologia e Glaciologia della facoltà di Geografia dell’Università di Stato di Mosca: Le conseguenze economiche dello scioglimento del ghiaccio perenne possono rivelarsi sconsolanti. Gli edifici, costruzioni, utenze, linee elettriche, cioè l’infrastruttura, subiscono deformazioni e si distruggono gradualmente. Sono stati costruiti tenendo conto dello stato congelato del suolo su cui poggiano. Il processo di scioglimento del ghiaccio perenne dura da anni. In questo periodo si sviluppa la deformazione delle costruzioni. Bisogna solo osservare continuamente queste deformazioni. Distruzioni catastrofiche sono possibili solo laddove non viene realizzato tale monitoraggio. La natura si sviluppa conformemente alle proprie leggi. Il compito principale dell’umanità è seguire questi processi, provvedere al loro andamento controllato e garantirne uno sviluppo sicuro.

Tuttavia lo scioglimento dei ghiacci in Siberia non è così pericoloso come un’altra catastrofe che può avvenire per colpa dell’uomo. La Corrente del Golfo, che riscalda l’Europa e parte della Russia, può fermarsi. Secondo il parere degli studiosi, a ciò ha contribuito molto l'ecodisastro avvenuto nel Golfo del Messico. Il petrolio fuoriuscito nell'oceano ha formato una specie di tappo a molti strati che rallenta fortemente la corrente. Le conseguenze di ciò sono assolutamente imprevedibili, dice il geobiofisico Aleksej Karnaukhov dell’Istituto della biofisica della cellula presso l’Accademia delle scienze della Russia:

Esiste un pericolo di gran lunga maggiore per la salute degli uomini rispetto allo scioglimento del ghiaccio perenne. Tra 50 anni in Siberia possono apparire deserti con dune di sabbia arroventata. O, al contrario, vi può sorgere un deserto di ghiaccio. Ciò è legato al fatto che con un alto grado di probabilità la Corrente del Golfo può arrestarsi.

In questo senso la situazione in Russia è alquanto indeterminata, in particolare in Siberia soggetta all’azione sia di processi globali che di quelli legati al trasporto con la Corrente del Golfo di masse di aria calde. Il pericolo più grande è rappresentato dal fatto che il ghiaccio perenne scompare nelle regioni più densamente popolate. Il colpo è diretto proprio verso la parte meridionale della Siberia, dove è concentrata la maggior parte della popolazione. Ciò può avere immense ricadute economiche negative per il paese.

Gli studiosi sono unanimi nel sostenere che lo scioglimento della coltre di ghiaccio del pianeta non possa più essere arrestato. Anche se l’intera umanità cessasse d’un tratto di produrre i gas serra, il riscaldamento proseguirebbe per inerzia per ancora non meno di due decenni. Stando ai ricercatori, all’uomo resta solo adattarsi a questo processo.

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Fonte: italian.ruvr.ru

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2 agosto 2013 5 02 /08 /agosto /2013 23:13

L’anticiclone africano e’ in rimonta sul Mediterraneo e in questo primo weekend di agosto portera’ aria bollente su tutta l’Italia. Giornate molto calde già da domani, sabato, ma le temperature si alzeranno ancora di più domenica, contrassegnata dal bollino rosso per sette citta’ sul sito del ministero della Salute, e lunedi’, con temperature sopra la media stagionale. Particolarmente torride saranno Bologna, Bolzano, Brescia e Firenze, ma anche la Capitale, tanto da sconsigliare gite fuori ad anziani e bambini nelle ore calde della giornata.

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Questa nuova ondata di calore, la terza del periodo estivo secondo gli esperti, si prospetta lievemente meno intensa della precedente, ma “decisamente piu’ duratura – spiega Massimiliano Pasqui del Cnr-Ibimet -, patiremo il caldo per almeno sette, otto giorni anche se senza eccessi come fu per la prima ondata di caldo avvenuta a fine luglio“. Secondo le previsioni del Centro Epson Meteo (Meteo.it), “sabato le temperature sono in aumento con minime che vanno dai 20 ai 25 gradi e le massime oltre i 35 gradi nel 40% del territorio. Caldo ancora piu’ intenso ,con massime oltre i 35 gradi in piu’ del 50% dell’Italia, domenica con picchi di 39-40 gradi nelle pianure del Nordest, zone interne del Centrosud”. Sulla base delle previsioni, in almeno due regioni e’ stato dichiarato lo stato di ”emergenza calore” per sabato ma anche per domenica e lunedi’ 5 agosto. In Umbria i Comuni e le Asl, spiega in una nota la Regione, dovranno provvedere ad attivare ogni opportuna iniziativa per prevenire e monitorare eventuali danni gravi alla salute. Allarme caldo anche in Piemonte. In base alle previsioni meteo diffuse dall’Arpa, la provincia piu’ calda, sara’ quella di Alessandria, dove le temperature massime sabato saranno non inferiori ai 38 gradi. Il gran caldo durera’ almeno fino al 7 agosto “poi – precisa Pasqui del Cnr-Ibimet – dopo il 9 agosto ci sara’ un probabile break temporalesco al Nord, che smorzera’ poi la canicola anche al centrosud, sebbene al momento ancora non si possa prevedere se sara’ una perturbazione che durera’ un lungo periodo o solo qualche giorno“.

 

http://www.meteoweb.eu/2013/08/previsioni-meteo-caldo-in-tuttitalia-fino-all8-9-agosto-poi-breack-fresco-e-temporalesco-forse-anche-duraturo/218462/

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22 luglio 2013 1 22 /07 /luglio /2013 22:02

 Proveniente dal deserto del Sahara, la bomba di calore che investirà l' Italia, avrà le caratteristiche di una ondata di calore che rovinerà le giornate agli italiani: volere il caldo per questa estate molto pigra, diventa una richiesta legittima e un caldo opprimente, accompagnato da un' afa che farà aumentare ancora di più la sensazione di caldo non sarà molto gradito, specie per bambini e anziani. Attenzione dunque alle persone soggette a colpi di calore, evitare le ore più calde e all' occorrenza, portarsi dietro una bottiglia d' acqua.Si percepira’ gia’ nelle prossime ore, ma il picco sara’ nel week end: e’ in arrivo su tutta Italia la prima vera ondata di calore dell’estate. Secondo Massimiliano Pasqui del Cnr ”per i prossimi dieci giorni le temperature aumenteranno gradualmente fino a toccare il picco nel week end con 40 gradi, che nelle citta’ saranno ancora di piu’ per l’assenza di ventilazione e l’aumento di umidità”. L’aria calda spinta dall’Africa dall’anticiclone invadera’ questa volta ”prima le regioni del Nord – spiega Pasquipoi pian piano scendera’ al sud dove restera’ fino all”inizio di agosto”. Le giornate piu’ calde della settimana saranno quelle di giovedi’ e venerdi’, e poi certamente il week end ”infuocato sia di giorno che di notte, e sia al Nord che al Sud”, spiega l’esperto del Cnr. ”La colonnina di mercurio gia’ nei mesi scorsi ha avuto delle impennate, ma questa volta – conclude Pasqui- e’ una vera e propria ondata di calore, la prima dell’estate 2013 per lunghezza dei giorni di caldo e intensita’ delle temperature, decisamente sopra la media stagionale”.

 

Non è da sottovalutare l' idea di tante persone che hanno deciso di mettere da parte una timida vergogna e aprire un ombrello per ripararsi dal sole. In Cina è sempre stato usato, fin dall' antichità. Perchè non ricordarci che in molti casi, queste ''banalità'' possono evitare un colpo di sole?

Afa, caldo, meteo, roma

 

Farà molto caldo soprattutto nel weekend, a causa della rimonta dell’anticiclone Africano che risalirà da sud/ovest proprio sul nostro Paese. Molte Regioni supereranno i +40°C, con picchi di +42/+43°C nelle zone interne di Sardegna, Sicilia, Toscana, Lazio, Campania, Molise, Puglia e Basilicata. Anche in Emilia Romagna e Umbria si arriverà a un passo dai +40°C.
cnecaldoFarà caldo in tutto il nord, con temperature massime superiori ai +35°C in tutta la pianura Padana. Le temperature saranno molto elevate anche nelle ore notturne, con temperature minime superiori ai +25°C soprattutto al centro/sud. Sarà un’ondata di calore molto intensa, caratterizzata anche da una certa afa con alto tasso di umidità relativa e, quindi, temperature percepita ben più elevate rispetto alle temperature reali. Sicuramente nelle temperature percepite molte località andranno oltre i +45/+46°C. Le anomalie più significative rispetto alle medie si registreranno al nord, dove le temperature arriveranno fino a 7-8°C sopra la normalità del periodo, mentre al centro/sud arriveremo a 6-7°C sopra le medie. Comunque siamo nel periodo più caldo dell’anno, fine luglio, e per questo motivo un’ondata di caldo di quest’entità non rappresenta assolutamente un evento eccezionale, nè riuscirà ad avvicinare i record caldi del periodo, tutti ben superiori rispetto a quanto accadrà nei prossimi giorni.
CALCODCALDOCome dicevamo, non mancheranno i “temporali di calore”, anche se saranno più deboli e isolati rispetto ai fenomeni degli ultimi giorni. Si verificheranno a macchia di leopardo, soprattutto sulle Alpi ma localmente anche sugli Appennini, e saranno più brevi e localizzati. La buona notizia (per chi non sopporta il caldo), è che quest’ondata di calore durerà poco, al massimo 5-6 giorni, e che già da fine mese l’anticiclone inizierà ad indietreggiare verso l’Africa, mollando la presa dal nostro Paese. Le temperature inizieranno a diminuire dapprima al nord, con forti temporali dovuti ai contrasti termici nel momento in cui arriverà aria più fredda di origine Atlantica. Poi, nei primi giorni di agosto, il caldo abbandonerà anche il centro/sud, e il nuovo mese inizierà all’insegna dell’instabilità, con temperature nuovamente inferiori alle medie del periodo probabilmente per tutta la prima decade di agosto. Insomma, l’estate 2013 continuerà ad essere bizzarra, dopo una parentesi calda particolarmente significativa che, però, molto spesso rappresenta l’assoluta routine per lunghe settimane e settimane del trimestre estivo.

fonte

 

 

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2 luglio 2013 2 02 /07 /luglio /2013 20:59

Avevamo dubbi sul raffreddamento globale, poichè in questi periodi, ci sono notevoli sbalzi di temperature ed evidenti formazioni temporalesche che recano non pochi problemi alle popolazioni di tutto il mondo. So che il blog è seguito da molti fan che si occupano di meteorologia e lascia un senso di piacere, sapere che vengono ripresi ed analizzati diversi articoli che tenderebbero a tranquillizzare la gente che, si lascia spesso influenzare troppo, dalle notizie web. Vere o molto fantasiose, l' importante è rimanere con i piedi per terra ed analizzare logicamente quello che viene letto, se ritenuto attendibile o meno.

 Poichè proprio in questi ultimi anni, si parla molto del raffreddamento globale, ulteriori notizie vengono immesse nella nostra informazione da un noto scienziato: nel 2015 il clima nell’emisfero settentrionale cambierà gradualmente e si raffredderà. Queste conclusioni sono state raggiunte dallo scienziato dell’Agenzia Nazionale giapponese specializzata per la ricerche marine Mototaka Nakamura.
Nel corso della sua ricerca, lo scienziato giapponese ha analizzato le variazioni della temperatura superficiale dell’acqua nel mare della Groenlandia dal 1957 ad oggi ed ha confrontato questi dati con il cambiamento climatico globale nello stesso periodo. In base alle sue analisi statistiche Nakamura deduce che il ciclo del riscaldamento globale attualmente in atto verrà sostituito dall’opposta tendenza di raffreddamento. Niente di meno di notizie a riguardo per il raffreddamento globale siamo letteralmente invasi, perchè anche Gli scienziati russi presentano la loro versione della fine del mondo. Secondo la loro opinione tra due anni  avrà inizio un abbassamento brusco della temperatura. La nuova era glaciale durera’ non meno di due secoli e letteralmente congelera’ il mondo.

Il responsabile del settore della ricerca spaziale dell’osservatorio a Pulkovo dell’Accademia delle scienze russa, dott. Khabibul Abdusamatov ha detto che il pianeta ha gia’ cominciato a raffreddarsi.  Analizzando la periodicita’ dei cambiamenti dell’attivita’ solare si puo’ prevedere i prossimi abbassamenti ed aumenti di temperatura. “Secondo i dati disponibili, la temperatura andrà ad abbassarsi costantemente a partire dal 2014. Il picco sara raggiunto nel decennio del 2050”- ha detto lo scienziato.

“L’abbassamento si concludera’ con la riduzione delle zone seminate. Oltre ai problemi alimentari diventera’ piu’ difficile l’estrazione del petrolio e del gas nelle latitudini nord. L’abbassamento tocchera’ molti paesi, quasi tutti, ma in primo luogo quelli del nord” – avverte Khabibul Abdusamatov.

L’abbassamento previsto puo’ diventare la quinta mini-era glaciale degli ultimi nove secoli. Tali fenomeni climatici sono stati registrati già nel Medioevo, nel 1400, nel 1600 ed a fine Ottocento.

“Come al solito, prima tutti dicono che e’ una sciocchezza, priva di fondamento scientifico e poco probabile, poi dicono, che c’e’ da pensarci su, e poi che l’avevamo detto. La teoria dell’abbassamento di temperatura e’ riconosciuta da tutto il mondo” – conclude Abdusamatov.(EPA)


Il ricercatore Roger Davies ha affermato che, mentre il dato è troppo breve per essere definitivo, fornisce un indizio che qualcosa di molto importante potrebbe essere in corso.  Una consistente riduzione in altezza delle nubi permetterebbe alla Terra di raffreddarsi  nello spazio in modo più efficiente, riducendo la temperatura della superficie del pianeta e potenzialmente rallentare gli effetti del riscaldamento globale. Questo può rappresentare un meccanismo di “feedback negativo” ,un cambiamento causato dal riscaldamento globale che lavora per contrastarla. “Non sappiamo esattamente che cosa causa tale abbassamento”, continua Davies, “ma deve essere causato da un cambiamento nei modelli di circolazione che danno luogo a formazione di nubi ad alta quota.” Gli scienziati continueranno a monitorare i dati MISR attentamente per vedere se questa tendenza continuerà.

I tempi del declino nell’altezza delle nubi del pianeta  curiosamente corrispondono ad un periodo misterioso di accelerazione della migrazione del polo nord magnetico verso la Siberia. I due eventi potrebbero essere connessi.(Newsclima). Proprio negli ultimi anni, le notizie che si riferivano al global warnig erano molto allarmanti, al punto che oggi, si ripresentano anche così:

Negli ultimi 15 anni la temperatura del pianeta non sarebbe aumentata.

Si evidenzia, invece, un andamento decisamente opposto... ovvero, pare, che il futuro ci riserverà delle temperature sempre più basse.
Delle rilevazioni di 30.000 stazioni di misurazione, divulgati dal Met Office e dal Centro di ricerca sul clima della britannica Università dell’East Anglia, negli ultimi 15 anni la temperatura della Terra non è aumentata.




In questo 2013, oltre che piuttosto mite rimane il dubbio di un' estate quasi assente o almeno così i catastrofisti vogliono farla vedere: personalmente, dato che soffro terribilmente il caldo, questa estate mi va quasi bene e in molte giornate, al nord, non posso certamente dire che faccia freddo, a parte la notte che si rinfresca molto. Ovviamente ho sempre caldo....

  .Ma cosa influisce in tutto questo, una corrente oceanica, ad esempio....la corrente del Golfo?

Un evento ciclico, più volte avvenuto nel passato, come confermano le varie analisi sui dati del clima storico.  Circa 11.000 anni fa, la fusione di estesi ghiacciai fra il Labrador e la Groenlandia meridionale, causò il rallentamento della “corrente del Golfo”. La conseguenza fu il rapido raffreddamento del clima europeo per un periodo approssimativo di 1.000 anni. Ma vi sarebbero altre prove in tempi più recenti. Ad esempio, nel periodo del cosiddetto “optimum climatico medioevale”, fra l’anno 1000 e il 1200-1300, si sperimentò un periodo piuttosto caldo, tanto che in Inghilterra e in Scozia si coltivava la vite, mentre diverse fonti dell’epoca parlavano di frequenti e affascinanti aurore boreali avvistate sull’area mediterranea (persino in Italia), forse legate ad una attività solare molto forte.

 Proprio in quel periodo, il presumibile scioglimento di gran parte dei ghiacciai dell’Artico, arresto di botto la calda “corrente del Golfo”, al punto che il clima subì un forte raffreddamento su tutta l’Europa, con l’avvento di una fase climatica molto fredda che mise in ginocchio l’agricoltura in gran parte del continente, creando drammatiche carestie.Più che altro il rallentamento della “corrente del golfo” sta già comportando degli effetti su piccola scala, evidenziato dalla latitanza dell’alta pressione delle Azzorre e degli annessi “Centri d’Azione” che spesso, negli anni passati, caratterizzavano l’andamento meteo/climatico sullo scacchiere euro/atlantico. Per quel che ci è dato sapere l’indebolimento del nastro trasportare atlantico, e il venir meno del suo apporto mitigatore, potrà avere significative ripercussioni climatiche circoscritte al settore britannico/norvegese, con un abbassamento delle temperature medie e la crescita degli episodi di freddo e di neve.La sua influenza nel mitigare il clima di buona parte dei paesi dell’Europa nord-occidentale, in particolare quello delle Isole Britanniche, della Francia occidentale e della Norvegia centro-meridionale, è piuttosto chiaro.

Quel che meno chiaro sono gli effetti di un suo vistoso e preoccupante rallentamento, almeno per quel che concerne il comparto europeo occidentale. In questi ultimi anni, in particolare dall’inverno del 2009, il famoso nastro trasportatore atlantico ha subito un autentico rallentamento. In pratica non riesce più ad attraversare l’oceano, raggiungendo le coste dell’Irlanda, della Scozia, e della Norvegia con la stessa costanza degli anni precedenti. Del resto, analizzando i dati raccolti da diverse boe oceanografiche, si nota come il flusso della “corrente del golfo” non solo ha subito un pesante rallentamento pure in profondità, con una riduzione della salinità, ma ha mutato la propria traiettoria originaria, virando più verso nord anziché nord-est. Secondo alcuni climatologi, un aumento della temperatura del pianeta produrrebbe un afflusso di grandi quantità di acqua dolce, liberata dalla rapida fusione dei ghiacciai della Groenlandia. Acqua dolce che potrebbe bloccare l’importante corrente calda del Nord Atlantico, determinando un brusco raffreddamento di tutta l’area nord europea, fra Islanda, Regno Unito e Scandinavia.(meteoweb)

 

 

 

 

 

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25 giugno 2013 2 25 /06 /giugno /2013 21:55
 

Marco Mucciarelli, laureato in Fisica e professore universitario di Sismologia Applicata presso la Scuola di Ingegneria dell'Università della Basilicata ha lanciato l'allarme: l'Italia è sotto la minaccia di un terremoto che potrebbe essere distruttivo. Mucciarelli è anche il direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale.

LO STORICO DEI TERREMOTI

Secondo l'esperto l'imminenza di un terremoto catastrofico sarebbe accertato dalle analisi della semplice conta delle scosse definite catastrofiche, cioè con una magnitudo superiore ai 6.3 gradi. Dal 1100 a oggi se ne sono contati 59, anche se alcuni potrebbero non essere arrivati fino a noi. Prendendo per buono questo dato, significa però che la loro media si aggira su uno ogni 15 anni. E a oggi ne sono passati addirittura 33 dall'ultima violenta scossa registrata: era il 1980 e a tremare fu l'Irpinia. Questo significa che è già passato più del doppio del tempo dell'attuale media e che siamo ormai prossimi al periodo massimo mai intercorso tra scosse di questo tipo, 38 anni tra il sisma dell'Irpinia del 1930 e quello del 1968 del Belice.

PROBABILE RISCHIO AL SUD
Nel suo blog Mucciarelli ha sottolineato la veridicità di quanto dichiarato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, che ha riconosciuto di aspettare un imminente terremoto in Italia. Non è possibile fare delle stime molto precise o individuare data e luogo. Probabilmente il rischio maggiore è a Sud dello Stivale. Secondo il professore in questo momento si parla di un 30% di possibilità; il calcolo è semplice: il 60% dei terremoti di quell'intensità avvengono nella sud dell'Italia, la media di attesa di questi eventi è di quattro anni e visto che la conta è cominciata l'anno scorso, il 50% delle probabilità parla di una scossa entro un anno. Ecco quindi arrivare la stima di una possibilità attestata intorno al 30%.

 

Alessandro Martelli, direttore del Centro Enea di Bologna, in un'intervista pubblicata su Affari Italiani, rivela come il terremoto dell'Emilia fosse ampiamente prevedibile e lancia l'allarme per un imminente scossa violenta nel Sud d'Italia. Dalle sue parole si evince come la Commissione Grandi Rischi fosse stata informata del pericolo di scossa in Emilia già il 4 Maggio.

Direttore, era prevedibile il terremoto in Emilia? Ci sono state analisi precedenti?

Si, era stato previsto. Ci sono dei “cosiddetti” strumenti di previsione che sono fatti in diversi Paesi, in Italia li fa l’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) e l’Università di Trieste. In base al verificarsi di possibili anomalie nelle tre zone italiane, nord, centro e sud vengono emessi degli allarmi. E’ un po’ come misurare la temperatura corporea e vedere se hai la febbre.

E sono stati emessi allarmi?

Si, in marzo è stato diramato un allarme per la zona nord perché era stato stimato un movimento del terreno di magnitudo maggiore del 5,4. C’erano notevoli probabilità che a nord sarebbe arrivato un terremoto. La regione allarmata era questa anche perché c’erano stati terremoti vicini, nel Garda, nel veronese, poi a Parma. L’algoritmo dell’analisi mostrava che era fortemente probabile.

E come mai nessuno lo sapeva?

Si  tratta di metodologie sperimentali. Gli allarmi non vengono divulgati ma comunicati a un gruppo di esperti nazionali. Nella Commissione Grandi Rischi si sapeva, ne abbiamo proprio parlato il 4 maggio.

E cosa è stato fatto in proposito per preparare all’evento?

Se ne discusse anche perché questo tipo di analisi non sono accettate da tutti i sismologi. Io posso solo dire che la Commissione Nazionale Grandi Rischi era informata dai primi di marzo.

Sono previste altre scosse in Emilia?

Non si può dire. Ha ragione Gabrielli (Capo del Dipartimento della Protezione Civile, ndr) che bisogna attendere e stare attenti. Ci potrebbero essere solo scosse di assestamento come scosse più forti. Non occorre arrivare a conclusioni senza avere tutti gli elementi.

Ma cosa bisognerebbe fare in questi casi?

Non si possono immediatamente evacuare delle zone per mesi ma di sicuro si può verificare le strutture strategiche,  e organizzare la protezione civile, informare la popolazione su come si deve comportare.

Ma che sia andata come è andata… non l’allarma?

Certo! Più del nord adesso però mi preoccupa il sud. Per il nord c’erano stati due studi. Uno allarmava per un  eventuale terremoto e l’altro no. Ed è arrivato il terremoto in Emilia. C’è un allarme per il sud più grave in arrivo perché lì sono stati applicati tre modelli di studio. Tutti e tre danno l’allarme rosso. Quindi questo preoccupa oltretutto perché prefigura un eventuali terremoto molto violento.

Ma lei non aveva denunciato tempo fa che in Italia, al sud, esistono stabilimenti industriali potenzialmente soggetti a rischio di incidente rilevante in caso di terremoti?

Si, hanno sostanze potenzialmente pericolose in elevate quantità. Sono impianti chimici, ci sono stabilimenti che contengono serbatoi di gas naturale liquefatto (Liquefied Natural Gas o LNG), altri serbatoi di stoccaggio di grandi dimensioni, rigassificatori…

Ma quel’è il problema tecnico di questi impianti?

Il problema è che le scelte progettuali degli impianti sono state lasciate ai gestori e, generalmente, non è noto, per i diversi stabilimenti, se e quali criteri antisismici siano stati adottati. Poi c’è il rischio da maremoto, evento raro, ma non impossibile (vedi l’incidente di Fukushima, ndr) e che, quando si verifica, è devastante: questo rischio appare del tutto trascurato negli impianti chimici italiani situati in prossimità delle coste, e in aree sismiche come ad esempio a Milazzo o se penso ai serbatoi sferici situati a Priolo-Gargallo, sono alquanto pessimista e preoccupato. Manca In Italia una specifica normativa per la progettazione antisismica degli impianti chimici.

 
Recentemente il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha richiamato l'attenzione sul fatto che potrebbe essere imminente un evento sismico catastrofico in Italia (tipo Friuli o Irpinia, per richiamare i più recenti).
Ci sono state reazioni scomposte, da chi ha gridato all'inutile allarmismo a chi si meraviglia visto che si ripete sempre che i terremoti non si possono prevedere.
Non si tratta però di previsione (luogo, data e magnitudo precisi) quanto di una stima molto ragionevole.
In Italia ci sono stati tra il 1100 ed oggi 59 terremoti catastrofici (con magnitudo maggiore o uguale a 6.3). La loro distribuzione nel tempo è quella della figura qui sotto.

Il conto della serva ci dà una media di un terremoto ogni 900/59=15,25 anni. Ora, il terremoto dell'Irpinia nel 1980 è stato l'ultimo di questa classe di eventi, ormai 33 anni fa. Sono quindi passati più del doppio della media degli anni da quel terremoto, e già questo sarebbe preoccupante.
Le cose diventano ancora più serie se guardiamo come sono distribuiti gli anni trascorsi tra due terremoti catastrofici, dando un'occhiata al grafico sottostante.

Se guardiamo quante volte ci sono stati intervalli più corti di 33 anni scopriamo che sono stati il 90%. Dovremmo essere molto fortunati per sperare che terremoti così forti ritardino ancora molto.
Tra l'altro, 6 di questi 7 "ritardatari" sono avvenuti prima del 1600 e non possiamo escludere di esserci persi le informazioni su qualche terremoto storico. Se guardiamo i casi dopo il 1600 c'è solo un intervallo più lugo dell'attuale, i 38 anni tra il terremoto dell'Irpina del 1930 ed il terremoto del Belice del 1968. Quindi siamo vicini al periodo più lungo senza terremoti catastrofici da quando la memoria storica e completamente affidabile.
E circa le voci che girano su un forte terremoto al Sud entro due anni? (in realtà la voce è uscita l'anno scorso e quindi sarebbe rimasto solo un anno).
Vogliamo accettare la scommessa? Ragioniamo come un bookmaker. Qual'è la possibilità che per puro caso ci sia un forte terremoto al Sud nei prossimi due anni? Definiamo terremoti forti quelli con magnitudo superiore a 5.5, ovvero quelli con elevata probabilità di fare danni e feriti. Di questi eventi ce ne sono stati tra il 1000 ed il 2012 ben 250, quindi circa uno ogni 4 anni. La probabilità che ne venga uno in due anni la possiamo assumere attorno al 50%. E dove avverrà? Al Nord o al Sud?
Il grafico qui sotto ci fa vedere la distribuzione di questi terremoti forti in funzione della latitudine.

Dividendo brutalmente l'Italia in due metà quasi uguali a Nord e a Sud del 43°parallelo, si vede che al Sud sono capitati il 60% dei terremoti forti.
La probabilità che al Sud capiti un terremoto forte in due anni qualsiasi (inlcusi quindi i prossimi due) è pari al 60% del 50%, ovvero al 30%.
 

fonte  fonte   fonte

 

 

 

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18 giugno 2013 2 18 /06 /giugno /2013 21:04

La grotta di Massabielle a Lourdes allagato il 18 giugno.

 Proprio l' anno scorso il 20 ottobre 2012, il santuario aveva avuto un problema analogo a quello che attualmente sta rivivendo:

 Lourdes sommersa dall'acqua. Centinaia di pellegrini (circa 500) sono stati evacuati dai loro hotel a causa delle piogge torrenziali che hanno fatto straripare il fiume Gave de Pau allagando gran parte della città bassa.Le vie d’accesso alla grotta di Massabielle dove, secondo la tradizione, la Vergine sarebbe apparsa nel 1858 a Bernadette Soubirous, erano ricoperte da un metro d’acqua. Solo la Basilica dell’Immacolata Concezione e la cripta che sovrastano la città, erano accessibili.  Le immagini del canale YouTube del santuario mariano mostrano la violenza dell'acqua, arrivata a sommergere anche la grotta di Massabielle, dove secondo la fede cattolica apparve la Vergine. «Ci vorranno diversi giorni perché il santuario torni alla normalità», spiega l'economo diocesano. L'anno scorso Lourdes fu visitata da oltre sei milioni di pellegrini.

Ed oggi invece, la situazione non cambia molto:

La grotta di Lourdes, nell'ovest della Francia, dove la Vergine Maria sarebbe apparsa alla giovane Bernadette Soubirous, è inondata da 1,40 metri di acqua dopo che il fiume della Gave de Pau - come già in passato - è uscito dagli argini. Lo si è appreso dall'organizzazione dei 'Santuari', secondo la quale tutti i visitatori e i pellegrini sono stati evacuati. Avevamo previsto 3,50 m. sul livello medio alle 16, con 1,40 m. nella grotta e la situazione sta cambiando molto velocemente", ha detto il direttore della comunicazione dei Santuari, Mathias Terrier. "Supereremo senza dubbio la piena dell'ottobre 2012", ha aggiunto Terrier, riferendosi ai 3,49 metri di quell'evento, che causò danni per oltre 1,3 milioni di euro.  

 

 

Far scorrere le inondazioni -

 

Far scorrere le inondazioni - La Garonne, 18 giugno.

 

 

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3 giugno 2013 1 03 /06 /giugno /2013 23:11
Migrazione dei poli magnetici
La scoperta da parte della NASA rover Curiosity della prova che l'acqua scorreva su Marte - il pianeta più simile alla Terra nel sistema solare - dovrebbe intensificare interesse per ciò che il futuro potrebbe avere per l'umanità. L'unica cosa che ferma la Terra con un ambiente privo di vita come quello di  Marte è il campo magnetico che ci protegge dalle radiazioni solari, mortali e aiuta alcuni animali a  migrare, e può essere molto più fragile e febbrile di quanto si possa pensare. Gli scienziati dicono che il campo magnetico terrestre si sta indebolendo e ci riuscirà in meno di 500 anni come un precursore di un capovolgimento a testa in giù, non proprio letterale. E 'accaduto prima - il record geologico suggerisce il campo magnetico si è invertito ogni 250 mila anni, il che significa, con l'ultimo evento di 800.000 anni fa, un altro sembrerebbe essere in ritardo.Il  "Nord magnetico è migrato più di 1.500 chilometri nel secolo scorso", ha detto Conall Mac Niocaill, uno scienziato terrestre presso l'Università di Oxford. "Negli ultimi 150 anni, la forza del campo magnetico è diminuita del 10 per cento, che potrebbe indicare un'inversione è sulle carte." Mentre gli effetti sono difficili da prevedere, le conseguenze possono essere enormi. La perdita del campo magnetico su Marte miliardi di anni fa mettere attenzione alla vita sul pianeta, se mai ci fosse, dicono gli scienziati. Mac Niocaill ha detto che  Marte probabilmente ha perso il suo campo magnetico 3,5-4,0 miliardi di anni fa, sulla base di osservazioni che le rocce in nell'emisfero sud del pianeta hanno magnetizzazione. La metà settentrionale di Marte sembra più giovane perché ha un minor numero di crateri da impatto, e non ha alcuna struttura magnetica di cui parlare, in modo che il campo deve essere chiuso prima che le rocce si sono formate, che sarebbe stato circa 3,8 miliardi di anni fa. "Con il campo di morire lontano, il vento solare è stato poi in grado di spogliare l'atmosfera di distanza, e si avrebbe anche un aumento della radiazione cosmica che rende la superficie", ha detto. "Entrambe queste cose sarebbero una cattiva notizia per ogni vita che potrebbe essersi formata in superficie -  o costringendolo a migrare verso l'interno del pianeta."Ci sono delle teorie su qualche forma di vita possibile sotto la terra marziana.

Il campo magnetico terrestre ha sempre restaurato in sé, ma, come continua a cambiare e indebolirsi, si presenterà con nuove sfide -i satelliti potrebbero essere più esposti al vento solare. In natura, gli animali che utilizzano il campo megnetico come riferimento potrebbe essere potentemente confusi - uccelli, api, e alcuni pesci utilizzano tutti in campo per la navigazione. Così fanno le tartarughe marine la cui vita lunga, che può facilmente superare i cento anni, significa che in una sola generazione possono sentire gli effetti. Gli uccelli possono essere in grado di far fronte, perché gli studi hanno dimostrato di avere back-up di sistemi che si basano su stelle e punti di riferimento, tra le strade e linee elettriche, per trovare la strada. L'Agenzia spaziale europea sta prendendo sul serio la questione. Nel mese di novembre, si prevede di lanciare tre satelliti per migliorare la nostra comprensione abbastanza sfocata della magnetosfera. Il progetto - Swarm - manderà due satelliti in un chilometro di alta orbita polare, uno a 450 km per misurare le variazioni del campo magnetico, mentre un terzo satellite a 530 km che esaminerà l'influenza del sole. Gli scienziati, che hanno conosciuto da tempo il campo magnetico ha la tendenza a capovolgere, hanno fatto progressi in questi ultimi anni per comprendere perché e come accade. Il campo è generato da correnti di convezione che agitano nel ferro fuso del nucleo esterno del pianeta. Altri fattori, come le correnti oceaniche e le rocce magnetiche nella crosta terrestre contribuiscono a questo ciclo della Terra. La missione Swarm tirerà tutti questi elementi insieme per migliorare i modelli informatici utilizzati per prevedere come si muoverà il campo magnetico e quanto velocemente potrebbe indebolire. Ciaran Beggan, un geomagnetica specialista presso il British Geological Survey a Edimburgo, ha detto che gli studi inoltre hanno affinato la nostra comprensione di come il campo si inverte. Essi si sono concentrati sui flussi di lava. Quando questi sono freschi e formazione di  cristalli, gli atomi nel ferro-ricco roccia fusa allineano sotto l'influenza del campo magnetico, fornendo una memoria geologica del campo terrestre. Ma che la memoria ha un aspetto diverso in varie località in tutto il mondo, suggerendo l'inversione potrebbe essere un processo caotico e abbastanza casuale. "Piuttosto che avere una forte poli nord e sud, si ottiene un sacco di pali in tutto il pianeta. Quindi, una bussola non ti farebbe molto bene ", ha detto Beggan. Mentre l'intero processo richiede 3.000-5.000 anni, un ultima ricerca suggerisce la discesa in uno stato caotico che potrebbe richiedere un minimo di 500 anni, anche se ci sono buchi significativi nella comprensione scientifica. "Anche se le reti elettriche e sistemi GPS sarebbero più vulnerabili, non siamo veramente sicuri di come tutte le cose complesse che sono collegati tra loro reagiranno", ha detto Beggan. - Reuters
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26 maggio 2013 7 26 /05 /maggio /2013 22:27

Pamir 3 è parte di una serie di armi ambientali capaci di creare terremoti, tsunami, distruzione dell'equilibrio ecologico di una regione, modificazioni delle condizioni atmosferiche - nubi, precipitazioni, cicloni e uragani - modificazioni delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello strato di ozono o della ionosfera. In questo dossier vedremo le principali armi ambientali.

 

(a cura di Claudio Prandini)
 
 
 
 
 
In questi ultimi anni gli americani sono arrivati alla
creazione di una macchina più potente: Pamir 3
 
 
 
 
 
INTRODUZIONE
 
 
Nessuno può negare che, dopo Hiroshima e Nagasaki, ci siano state più di 1000 esplosioni nucleari nel sottosuolo terrestre, nella profondità degli oceani e persino nello spazio, esplosioni capaci di causare terremoti e tsunami, e altri disastri ambientali.

Creare un sisma o uno tsunami è dunque possibile. Sono cose vere, scientifiche, provate. Esistono linee di frattura e faglie assai evidenti e note sulla superficie terrestre. Ci sono mappe precise che rivelano i punti deboli e vulnerabili, sui quali è un giochino da ragazzi poter intervenire.

Non ho prove che ci sia stato un esperimento nucleare o convenzionale capace di provocare un determinato terremoto, ma sono abbastanza pessimista per non pensarlo. In 45 anni di carriera militare in giro per il mondo, ne ho viste di tutti i colori.

Negli anni 40, un professore israeliano-neozelandese faceva degli esperimenti in mare tra Nuova Zelanda e Australia, riuscendo a provocare delle onde anomale, dei piccoli tsunami. Lavorava in Australia per conto dell’Università di Auckland, ma i fondi dati a questo progetto erano gestiti dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna.... (generale Fabio Mini autore dell’articolo Owning the weather ("Possedere il clima"), pubblicato sulla rivista Limes N. 6 del 2007 - Vedi dossier)

Cosa sappiamo al momento dell'arma sismica?

Durante la Seconda Guerra mondiale, alcuni ricercatori neozelandesi hanno tentato di realizzare una macchina in grado di provocare tsunami che potesse essere utilizzata contro il Giappone. I lavori furono diretti dall'australiano Thomas Leech dell'università di Auckland, sotto il nome di "Progetto Seal". Furono realizzati numerosi esperimenti su piccola scala, nel 1944-45, a Whangaparaoa. Gli esperimenti furono coronati da successo.

Gli Stati Uniti consideravano questo programma tanto promettente quanto il "progetto Manhattan" per la fabbricazione della bomba atomica. Fu designato il dottor Karl T. Compton per collegare insieme le due unità di ricerca. Compton era il presidente del MIT [Massachusets Institut of Technology, ndt]. Aveva già reclutato numerosi esperti per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone incaricate di consigliare il presidente Truman sull'uso della bomba atomica. Egli pensava che [la bomba] avrebbe potuto fornire l'energia necessaria all'équipe di Leech per provocare grandi tsunami.

I lavori di Thomas Leech proseguirono durante la Guerra fredda. Nel 1947, Giorgio VI innalzò lo scienziato alla dignità di Cavaliere dell'Impero britannico per ricompensarlo di avere elaborato una nuova arma. Essendo il Progetto Seal ancora un segreto militare, non fu rivelato all'epoca che [Leech] era stato onorato per la bomba a tsunami. In seguito, i servizi USA si sono applicati per fare credere che queste ricerche non fossero mai esistite e che tutto fosse una finzione per impressionare i Sovietici. Tuttavia, l'autenticità degli esperimenti di Leech è stata stabilita, nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal ministero neozelandese degli Affari esteri. Ufficialmente, ora gli studi sono stati ripresi all'università di Waikato.

Si ignora se le ricerche anglo-sassoni siano proseguite negli anni '60, ma esse sono per forza ricominciate quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell'atmosfera a vantaggio dei test sottomarini. Gli Stati Uniti temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami. Volevano saperlo fare volontariamente.

Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli Stati Uniti e l'Unione sovietica hanno rinunciato alle guerre ambientali (terremoti, tsunami, distruzione dell'equilibrio ecologico di una regione, modificazioni delle condizioni atmosferiche - nubi, precipitazioni, cicloni e uragani - modificazioni delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello strato di ozono o della ionosfera) firmando la "Convenzione sul divieto di utilizzo di tecniche di modificazione dell'ambiente per scopi militari o per altri fini ostili" (1976).

Tuttavia, a partire dal 1975, l'URSS ha iniziato nuove ricerche di Magnetoidrodinamica (MHD). Si trattava di studiare la crosta terrestre e di prevedere i terremoti. I Sovietici studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitarne uno grande. Tali ricerche furono ben presto militarizzate. Sfociarono nella costruzione di Pamir, la macchina per terremoti.

All'epoca dello smantellamento dell'URSS, alcuni responsabili del programma decisero di passarlo agli Stati Uniti per denaro, ma essendo la loro ricerca incompiuta, il Pentagono rifiutò di pagare. Nel 1995, quando la Russia era governata da Boris Eltsin e dall'oligarca Victor Chernomyrdin, l'US Air Force reclutò i ricercatori e il loro laboratorio a Nijni Novgorod. Vi costruirono una macchina molto più potente, Pamir 3, che fu testata con successo. Il Pentagono acquisì allora gli uomini e il materiale e li trasportò negli USA dove furono integrati nel programma HAARP.

Negli ultimi anni sono stati suggeriti alcuni utilizzi dell'arma sismica, particolarmente in Algeria e in Turchia. Tuttavia, il caso più discusso è quello del sisma del Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti che hanno preceduto il terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti in cielo. Se certuni vedono in questi eventi il segno che il Cielo ha ritirato la sua fiducia nel Partito comunista, altri li interpretano in maniera più razionale. L'energia utilizzata per provocare il sisma avrebbe anche provocato le perturbazioni della ionosfera. Nei mesi seguenti, il web e i media cinesi hanno diffuso e discusso questa ipotesi che oggi viene data per certa dall'opinione pubblica cinese. (Fonte web)

 

 

Progetto HAARP: che cos'è e cosa potrebbe causare - 1

 

Progetto HAARP: che cos'è e cosa potrebbe causare - 2

 

 

PAMIR, L'ARMA SISMA CHE

ESISTE DAVVERO

Fonte web

Da una dichiarazione di William Cohen, ex segretario di Stato per la Difesa USA, del 28 aprile 1997 (QUI):

"Others [terrorists] are engaging even in an eco-type of terrorism whereby they can alter the climate, set off earthquakes, volcanoes remotely through the use of electromagnetic waves. So there are plenty of ingenious minds out there that are at work finding ways in which they can wreak terror upon other nations.It's real, and that's the reason why we have to intensify our[counterterrorism] efforts.
 

Secretary of Defense William Cohen at an April 1997 counterterrorism conference sponsored by former Senator Sam Nunn. Quoted from DoD News Briefing, Secretary of Defense William S. Cohen, Q&A at the Conference on Terrorism, Weapons of Mass Destruction, and U.S. Strategy, University of Georgia, Athens, Apr. 28, 1997."

Traduzione:

Altri terroristi sono impegnati in un tipo di azione "ecologica", nel senso che essi possono alterare il clima, far scatenare i terremoti, le eruzioni vulcaniche, utilizzando onde elettromagnetiche. Molte menti ingegnose stanno lavorando attualmente per mettere a punto i mezzi per terrorizzare intere nazioni. Tutto questo è reale ed è per questo che abbiamo intensificato i nostri sforzi nella lotta contro i terroristi.

Segretario della Difesa William Cohen, aprile 1997. Conferenza dedicata al contro-terrorismo organizzato dal senatore Sam Nunn. Dichiarazioni segnalate al Dipartimento della Difesa (DoD). Conferenza contro il terrorismo. Armi di distruzione di massa e la strategia degli Stati Uniti. Università della Georgia, Atene, 28 aprile 1997.

Leggiamo tra le righe:

Noi sappiamo che questo è possibile perché da tantissimi anni noi (americani) abbiamo tali armi. Una simile tecnologia ha dei costi accessibili, al contrario della tecnologia nucleare.

Spiegazione:

I terremoti e le eruzioni vulcaniche artificiali non sono impossibili, infatti una minima causa, ben localizzata, può generare un cataclisma.

I terremoti sono legati al movimento delle placche, lungo le faglie. Sappiamo che un terremoto devastante è previsto lungo la faglia di S.Andreas, in California. Ma non sappiamo quando, e dunque non conosciamo, a priori, l'energia sufficiente a scatenare il fenomeno. Ma esiste una tecnica che permette di agire sugli strati profondi del sottosuolo con delle onde elettromagnetiche.

Negli anni settanta i Russi avevano costruito un enorme generatore a pulsioni battezzato "Pamir" che poteva essere trasportato su un grosso camion. Era una variante del generatore di Sakharov (MK1), a compressione di flusso.
Questo generatore chiamato anche Generatore di Pavloski utilizzava dei cannoni elettromagnetici, con un esplosivo chimico che interagiva con un potente solenoide (in regime di numero di Reynolds magnetico elevato).

Questo sistema permetteva di far circolare forti correnti elettriche nel terreno.

Il dispositivo fu ufficialmente presentato come un sistema per analizzare la situazione di un terreno misurandone sulle grandi distanze e a grandi profondità la conduttività elettrica del suolo.

Il sistema, usato con moderazione, può testare il terreno, come quando si danno leggeri impulsi su un blocco in equilibrio per vedere se è pronto a scivolare in un burrone.
Ma un tale sistema potrebbe non solo studiare la situazione pre-sismica del territorio, ma eventualmente innescare il terremoto.
Se la faglia non è pronta a cedere, occorrerebbe una notevole energia per innescare il terremoto.
Al giorno d'oggi ormai sappiamo che una variazione di conduttività è il segno di un imminente terremoto.

Con una simile macchina e dei dati geologici esatti, i militari potrebbero, in aree potenzialmente "ostili", o per ragioni geo-politiche, innescare un devastante terremoto, uno tsunami o un'eruzione vulcanica....

Qui le pagine originali dell'IVTAN, l'Istituto Russo per le Alte Temperature, che parla di uno di questi generatori Pamir: http://www.ihed.ras.ru/mg/otdel6.htm - http://www.ihed.ras.ru/mg/Pamir3U.htm

Un generatore MHD (detto anche "generatore di plasma") a scappamento lineare di Faraday, alimentato con esplosivo (propergol) solido al cesio, o al sodio (sostanze a basso potenziale d'ionizzazione). Lo scappamento espelle gas ionizzato a 3000° tra due o più elettrocalamite. Esso sviluppa 4,8 tesla, e ha elettrodi che raccolgono le correnti generate durante qualche secondo (15000 a 25000 A su 1000V).

Dal documentario " Les colères du climat" (le collere del clima), trasmesso sulla 5 (emissione televisiva franco-tedesca), film che passa in rassegna le differenti catastrofi "naturali" mondiali dal 2002 in poi, un corto estratto sulla "Pamir":
 

 
"Pamir" l'arma sismica!

 

Una misteriosa arma al plasma vista poco prima del terremoto a Nigarta in Giappone, nel Luglio del 2007. Le stesse luci rosse, bianche e celesti riflesse sulle nuvole sono state viste e filmate poco prima del recente disastroso terremoto in Cina.
Quando quest'estate c'è stato il terremoto in Cina, ho subito pensato: "Ecco! Vogliono far dimenticare le polemiche e le proteste internazionali sul Tibet e le olimpiadi!".

Non sono l'unica a pensarlo: China Earthquake caused by HAARP weapon

Jeff Steinberg della La RouchePAC.com (La Rouche Political Act Comitee), dichiara che ci siano le prove che HAARP ha causato il grande terremoto in Cina e che la 3 Guerra Mondiale arriverà con aurore boreali...

Il terremoto in Turchia del 17 agosto 1999: A Duzce, epicentro del terremoto, alcuni sopravvissuti hanno dichiarato che quel giorno la base militare americana era stranamente deserta; inoltre dissero di aver visto una luce strana nel cielo e udito un rumore infernale, essi sono convinti che un ordigno atomico sia stato testato nel sottosuolo della base.

Condoleeza Rice al Senato Americano il 18 gennaio 2005:

"Lo tsunami è stato una meravigliosa occasione (wonderful opportunity) di mostrare il cuore del popolo americano. E io penso che "gli utili" sono stati molto importanti sul fronte diplomatico".

Indonesia il 26 dicembre 2004.
Migliaia di chilometri di coste sono state spazzate via a causa di un maremoto spaventoso.

Simulazione dello TSUNAMI nel sud-est asiatico.

Un fenomeno simile potrebbe essere di origine umana, per camuffare un test di un'arma nei fondali marini, in una regione in cui gli effetti sismici possano essere confusi con dei fenomeni naturali?
 

Base USA di Diego Garcia

Il luogo era ideale per la presenza di una fossa oceanica che protegge le coste e la base americana di Diego Garcia (si sa che più il fondo marino risale velocemente, più il tsunami è devastante) e anche l'ora giusta per far si che ben due satelliti USA passavano lì "per caso", per constatare gli effetti di questa "arma sismica".

Torniamo alla Pamir, che secondo il video dovrebbe funzionare in questa maniera:
attraverso il suolo, in corrispondenza di una faglia e di una falda acquifera, la macchina "inietta" la scarica elettromagnetica.
Il passaggio della corrente vaporizza l'acqua e produce un effetto di sollevamento o scivolamento o spaccatura di una placca.
Questo effetto si può propagare a grande distanza e scatenare un sisma anche molto lontano della zona sollecitata.

In un convegno in USA i russi avevano presentato questa macchina come un "sistema che permette di misurare la conduttività elettrica del suolo" dichiarando che "una variazione di conduttività può essere un segno che annuncia un sisma imminente".

E' logico che i parametri fisici, elettromagnetici del sottosuolo di una regione possano essere modificati in presenza di un terremoto imminente.
Dunque sarebbe logico sistemare intorno ad una regione, a rischio, dei captori passivi (misura dei campi elettrici o attivi (misura della conduttività elettrica del sottosuolo, ecc.)
Ma uno strumento di misura non ha bisogno di mettere in gioco tali intensità in tanto tempo (5-10 secondi).
Dunque questo generatore MHD non è un strumento di misura, ma sicuramente uno strumento capace di agire sull'ambiente sotterraneo.

Ora questo sistema potrebbe essere usato nei fondi marini.
Modificando un banale sottomarino, e modificando i motori con altri alimentati a propenol solido, che funzionano molto bene nell'acqua e sotto pressione (30 bar corrispondono a 300 metri di profondità). Sarebbe così possibile utilizzare un generatore Pamir nelle vicinanze di un faglia marina.

Sarebbe una nuova forma di guerra discreta (silent war), dove indebolire un avversario può semplicemente consistere nel creare dei "fenomeni naturali" sul suo territorio, con dei mezzi modesti .
 

Non escludendo di proporre, in seguito, un "aiuto umanitario"...
Tutto questo ha l'aria talmente semplice e logica che ci possiamo chiedere se questo non è stato già messo in opera.

Qui la traduzione di un articolo (censuratissimo) sulle manipolazioni mediatiche, politiche, e scientifiche sullo tsunami del 26 dicembre 2004: Il più grande crimine di guerra

Un consiglio:

i governi che hanno le loro coste esposte a probabili tsunami, non che, qualche bega in corso con potenze bellicose (esempio USA), dovrebbero rimpiazzare le boe rilevatrici di tsunami, con alcuni Idrofoni sensibili capaci di rilevare esplosioni marine importanti. Un sistema poco costoso, che contribuirebbe inoltre, una volta per tutte, a stoppare la sperimentazione nucleari sotterranea

Riprendendo l'ipotesi che la Pamir, l'arma sismica, sia stata "testata" e utilizzata per scopi politici, prendiamo ad esempio alcuni terremoti che sono coincisi, stranamente, con accadimenti geopolitici, ad esempio: il devastante terremoto in Armenia nel dicembre 1988 contemporaneo all'inizio dei disordini etnici in questa regione; e ancora fra l'Armenia e l'Azerbaijan sempre nel 1988.

Poiché l'Unione Sovietica era in pericolo, qualche generale sovietico non potrebbe, ripeto è solo un'ipotesi, aver cercato di interrompere l'insurrezione nella regione, utilizzando la Pamir?

Terremoti, tsunami, ma un'eruzione vulcanica può essere provocata artificialmente?

Il nome geyser deriva da Geysir che è il nome del più noto geyser islandese.
Un geyser è un pozzo naturale, una colonna piena d'acqua bollente, che scende profondamente nella terra in corrispondenza di una sorgente di calore.
(La cosa sorprendente che quest'acqua è verdognola, a causa dei batteri che vi vivono "nutrendosi di questa energia" e non dell'energia del sole. Questi batteri muoiono se la temperatura scende al di sotto di un certo limite (80-90°)).
L'acqua nella colonna è vicino all'ebollizione. Più la pressione è elevata e più la temperatura è alta.
Quando l'acqua non riesce a bollire il geyser cessa la sua attività, perché il peso della colonna d'acqua crea una pressione sufficiente per impedire l'ebollizione (tutti noi sappiamo che più la pressione è alta più la temperatura d'ebollizione aumenta (perché la pasta in montagna cuoce male).

Ma questo stato è instabile.
La pressione che regna nella colonna non può essere modificata, ma la temperatura aumenta sempre di più fino a creare un punto critico. Allora una bolla si forma e rimonta alla superficie e provoca l'ebollizione dell'acqua che si trova sul suo passaggio. Anche il volume del vapore che monta cresce, e può aumentare di molti metri cubi.
Quando raggiunge la superficie, la bolla esplode e provoca l'emissione di una colonna di vapore, che può arrivare a molti metri di altezza.

Un vulcano attivo ha un modo di funzionare analogo, ma la sua colonna contiene magma e gas in equilibrio. In generale questa colonna è collegata in profondità ad una sacca di magma.
Possiamo capire allora come è possibile, con l'aiuto di micro-onde pulsate a tre bassa frequenza, capaci di trasportare dell'energia termica nelle profondità del vulcano, e riscaldare il magma, rendere instabile il sistema, se questo è vicino al suo punto critico.

L'URSS progettava di devastare l'America.
Articolo numero 914-novembre 1993 della rivista Science et Vie:

I militari sovietici studiavano la " guerra geofisica ".
Durante 20 anni gli scienziati dell'URSS hanno sognato di far crollare gli odiati capitalisti.

"Mentre Gorbatchev discuteva con Reagan dei mezzi per porre fine alla guerra fredda, alcuni generali sovietici, studiavano il modo e i mezzi per devastare l'America con terremoti e tsunami." Così ha dichiarato il generale del KGB, Oleg Kalougine.
La devastazione degli Stati Uniti e del Canada sarebbe stata realizzata grazie “alle bombe sismiche" cioè bombe termonucleari che si sarebbero fatte esplodere sotto terra. Negli anni sessanta, i sismologi sovietici si erano accorti che, ogni volta che procedevano ad un'esplosione sotterranea, vi era un terremoto nei giorni seguenti, a volte a centinaia di chilometri di distanza.
È così, riporta Alexeï Nikolaïev, dell'istituto di geologia di Mosca, che una bomba che era stata fatta esplodere vicino a Semipalatinsk, nel Kazachstan, ha scatenato terremoti nel Tagikistan, l'Uzbekistan ed anche l'Iran.
Si dubitò inizialmente che ci fosse un legame tra le esplosioni termonucleari sotterranee ed i sismi dei giorni successivi, ma infine, l'evidenza era là. E Nikolaïev ed il suo gruppo dimostrarono che anche esplosioni di debole intensità provocavano sismi fino a 1.600 km dall'epicentro.
Alcuni scienziati sovietici sarebbero attualmente persuasi che terremoto che devastò l'Armenia nel 1988 e fece 45.000 morti fu causato da un'esplosione termonucleare a 3.500 km di distanza, a Novaya Zemlya.

I sovietici fecero dunque esplodere 32 bombe sotterranee sul loro territorio, per studiarne gli effetti. All'inizio degli anni ottanta, geologi civili concepirono un progetto per realizzare bombe molto potenti, capaci di provocare spinte violente alle placche tettoniche.
I sismi non si scatenavano mai subito dopo le esplosioni, ma si producevano a molti giorni di distanza, cosa che poteva permettere ai sovietici di dichiararsi innocenti, nel caso di sismi e tsunami devastanti.
Nikolaïev riconosce tuttavia che sarebbe stato difficile dirigere gli effetti contro un obiettivo scelto. Se la California è particolarmente vulnerabile, per il fatto che la faglia di San Andrea coincide con la dorsale (bordo orientale) della placca del Pacifico, le placche tettoniche si prestano male infatti a "giochi" di questo tipo. Ed Ikram Kerimov, direttore assistente dell'istituto di geologia dell'Azerbaigian, ritiene che siano necessario ulteriori studi prima di riuscire a raggiungere l'America, che si trova a oltre 8.000 km della costa orientale della Siberia. Rileviamo, incidentalmente, che giocare in tal modo al "biliardo" tettonico i sovietici avrebbero potuto devastare il Giappone, e che, se fossero riusciti a spingere la placca del Pacifico, nulla dice che la scossa non si sarebbe riflessa sulla placca di Nazca,e devastare anche la costa occidentale del Sud America - Perù, Bolivia, Cile, ecc.
Ex capo del contro-spionaggio diventato da un politico riformista, Kalougine dichiara che scoprì i piani quando fu incaricato, nel 1988, di dirigere le ricerche segrete dell'accademia delle scienze.
Questo tipo di rivelazione senza dubbio indurrà alcuni paesi a verificare se esplosioni nucleari sotterranee (le quali sono state tutte monitorate dai sismografi mondiali) hanno provocato in seguito sismi sul loro territorio. Pensiamo a quello che accadde in Australia, uno dei continenti più stabili, nel 1990 (5,5 sulla scala di Richter, 11 morti, 120 feriti), senza parlare del sisma che devastò, il Tagikistan lo stesso anno.
 

Il nostro commento:

quello scritto nell'articolo potrebbe accadere. Si osserverà che la famosa faglia di San Andrea è nata dall'attrito di due placche una contro l'altra.
Se un sisma si producesse a San Francisco, simile a quello che devastò la città un secolo fa, ci sarebbe un epicentro, un punto dove le due placche inizierebbero a scivolare. Quindi il movimento si propagherebbe allora con rapidità estendendosi su oltre mille chilometri. L'intensità del terremoto cresce in proporzione alla lunghezza della placca interessata.
L'articolo di Science et Vie segnala che i Russi avevano previsto, ancor prima dell'inizio degli anni novanta che esplosioni nucleari sotterranee possano essere utilizzate per scatenare sismi. Ma non si sa come i Russi avrebbero potuto attaccare, in modo diretto un paese come gli Stati Uniti, procedendo con esplosioni nucleari sotterranee nel loro territorio, a oltre otto mila chilometri di distanza, o come avrebbero potuto usare la Pamir vicino alla costa occidentale americana, senza "firmare" il loro atto.
Ricordiamo infine che film Hollywoodiani, come Superman, hanno già ripreso questo tema del sisma nella vicinanze di San Francisco scatenato da esplosioni nucleari sotterranee.

 

 

scie chimiche, Ciccanti: "La difesa sa e non dice"

 

 

Il vaso di Pandora

Non solo Pamir, ma anche il sistema H.A.A.R.P

Fonte web

La scienziata indipendente, esperta in Fisica delle alte energie, Elisabeth Rauscher, avverte che si stanno artificialmente irradiando “energie spaventose all’interno di una configurazione molecolare estremamente delicata” qual è la ionosfera, una sorta di bolla di sapone che si muove a mulinello intorno alla superficie terrestre. Un foro sufficientemente grande potrebbe farla scoppiare. La Dottoressa Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari statunitensi si stanno occupando dei sistemi meteorologici come potenziale arma. Le metodologie comprendono l’aumento delle tempeste e la deviazione delle correnti di vapore dell’atmosfera terrestre allo scopo di causare siccità o inondazioni mirate…”

Anche il fisico Daniel Winter (Waynesville, North Carolina) puntualizza che le emissioni ad alta frequenza potrebbero unirsi con le pulsazioni ad onde lunghe presenti nella griglia terrestre (la magnetosfera n.d.r.) e causare effetti non previsti e collaterali alla “danza della vita nella biosfera”. Le emissioni in Gigawatt (miliardi di W) del Centro H.A.A.R.P. incideranno un lungo taglio sulla ionosfera come un coltello a microonde. H.A.A.R.P. potrebbe far vibrare ogni corda armonica di Gaia con frequenze discordanti. Questi rumorosi impulsi scombussoleranno le linee di flusso geomagnetico, distruggendo le bioinformazioni che mettono in risonanza le corde della vita, predisponendo ogni cosa alla malattia ed alla morte. Due dei maggiori oppositori al sistema globale di distruzione di massa H.A.A.R.P., gli scienziati indipendenti Begich e Manning, autori del libro Angels don’t play this H.A.A.R.P. Advances in Tesla Technologies, avvertono che addizionare energia al substrato ambientale potrebbe avere effetti molto vasti, indefinibili ed incontrollabili. [...]

Essi affermano, senza mezzi termini, che il genere umano ha già aggiunto sostanziali quantità di energia elettromagnetica nel suo ambiente, senza aver la benché minima idea di che cosa potrebbe essere la massa critica o il punto del non ritorno. Stiamo per imbarcarci in un altro assurdo esperimento sull’energia che sguinzaglierà un nuovo e terrificante assortimento di demoni dal vaso di Pandora.

Già il consigliere della sicurezza nazionale del presidente Carter, Brzezinski, metteva sull’avviso che una società, dominata da un gruppo elitario (Brzezinski appartiene alla stessa élite, n.d.r.) e non ostacolato dalle restrizioni tradizionali dei valori liberali, non esiterebbe ad usare le tecniche più moderne per influenzare il comportamento pubblico e tenere la società sotto stretta sorveglianza e controllo. È del resto un fatto ormai assodato che la U. S. Air Force punti sui sistemi elettromagnetici (E.M.) e sulle armi vibrazionali per produrre scompiglio psicologico, distorsione percettiva o disorientamento, per annullare da una parte le capacità di combattimento del nemico e dall’altra accrescere le potenzialità paranormali di altri. Come conferma il geofisico Gordon Macdonald, bombardamenti elettronici prodotti artificialmente produrrebbero pannelli o vortici magnetici in determinate zone terrestri che potrebbero danneggiare seriamente le funzioni cerebrali d’intere popolazioni. Tra le ripercussioni fisiche ricordiamo le seguenti: dolori articolari, mal di testa, vertigini, bruciore agli occhi, nausea, affaticamento, difficoltà respiratorie, allergie, asma, disordini circolatori e cardiaci (infarti che aumentano di circa il 50%), caduta della capacità reattiva, embolie polmonari e trombosi... A livello psicologico, le onde H.A.A.R.P. provocano squilibrio emozionale, irritazione, avversione alla vita, al lavoro ed alla scuola, insicurezza, ansia e depressione (specialmente tra i 40-50 anni), tendenza al suicidio (aumentata del 20% negli ultimi tempi, un milione di morti all’anno specialmente tra i giovani), tossicodipendenza ed omicidi.
 

 

H.A.A.R.P. ha la capacità, lavorando in collaborazione con lo Spacelab, di produrre energie elevatissime, paragonabili alla bomba atomica e può provocare distruzioni epocali e di massa in qualsiasi parte della Terra. Naturalmente il programma può modificare l’ambiente vibrazionale naturale e scatenare inondazioni, uragani e terremoti di qualsiasi entità. Eppure esso sarà “venduto e spacciato” al pubblico come un’arma di difesa, ossia lo “Scudo stellare” o addirittura di studio sull’Aurora Boreale (Alice nel paese delle meraviglie)! La stampa straniera e gli stati occidentali hanno comunque denunciato che il piano antimissile e di laser orbitali “Joint Vision 2020” è estremamente pericoloso: il suo fine è il dominio degli U.S.A. su tutto il mondo.
 

ANCHE LA FLOTTA RUSSA CONFERMA

 
Una relazione della Flotta russa del Nord rivelerebbe che il terremoto che ha devastato Haiti è inequivocabilmente "il risultato di un test, da parte della U. S. Navy, della sua arma sismica".
 
La Flotta del Nord osserva i movimenti e le attività navali degli americani nei Caraibi, dal 2008 quando gli Stati Uniti hanno annunciato la loro intenzione di ricostruire la Quarta Flotta che fu sciolta nel 1950. La Russia aveva reagito un anno più tardi, riprendendo nella regione le esercitazioni della sua flotta, di cui fa parte l'incrociatore atomico lancia-missili Pietro il Grande; esercitazioni sospese dopo la fine della Guerra Fredda.
 
Dalla fine degli anni '70, gli Stati Uniti hanno enormemente migliorato la ricerca sulle armi sismiche.
 
Secondo questo rapporto russo, al giorno d'oggi gli USA utilizzano generatori di impulsi, al plasma e a risonanza, in tandem con bombe Shockwave (a onde di choc)[1]
 
Il rapporto mette a confronto due esperimenti condotti dalla U.S. Navy la settimana scorsa: un terremoto di magnitudo 6,5 vicino alla città di Eureka, California, che non ha fatto vittime, e il terremoto dei Caraibi che ha fatto almeno 140 000 morti.
 
Come spiega il rapporto, è molto probabile che la U.S. Navy fosse pienamente consapevole dei danni che questa esperienza poteva provocare ad Haiti.
 
Per questo, la U.S. Navy aveva inviato in anticipo sull'Isola iuna postazione al comando del generale P.K. Keen, comandante in seconda del SouthCom (Southern Command), per sorvegliare le possibili operazioni di soccorso.
 
Per quanto riguarda l'obiettivo finale di questi esperimenti, dice il rapporto, si trattava della pianificazione della distruzione dell'Iran per mezzo di una serie di terremoti al fine di neutralizzare l'attuale governo islamico.
 
Secondo il rapporto, il sistema sperimentale degli Stati Uniti Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program) permetterebbe inoltre di creare delle anomalie climatiche al fine di provocare inondazioni, siccità e uragani [2]
 
Secondo un precedente rapporto, i dati disponibili coincidono con quelli del terremoto di magnitudo 7,8 sulla scala Richter che si è verificato nel Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008, provocato ugualmente dalle onde elettromagnetiche di HAARP.
 
Sono state osservate delle correlazioni tra l'attività sismica e la ionosfera di HAARP:
 
1. I terremoti in cui la profondità è linearmente identica nella stessa faglia, sono provocati da una proiezione lineare di frequenze indotte.
 
2. Dei satelliti coordinati fra loro consentono di generare delle proiezioni, concentrate, di frequenze in punti specifici (detti Seahorse).
 
3. Un diagramma mostra che i terremoti considerati artificiali si propagano linearmente alla stessa profondità:

 
Località
 
Data
 
Profondità
 
Venezuela
 
08 gennaio 2010
 
10 km
 
Honduras
 
11 gennaio 2010
 
10 km
 
Haiti
 
12 gennaio 2010
 
10 km
 
 
Anche le repliche sono sono state osservate a circa 10 km di profondità.

Dopo il terremoto, il Pentagono ha annunciato che la nave ospedale USNS Comfort, ancorata a Baltimora, ha ordinato al suo equipaggio l'imbarco e ha fatto rotta verso Haiti, anche se ci vogliono alcuni giorni per raggiungere la meta.
L'ammiraglio Mike Mullen, capo di stato maggiore, ha detto che le Forze Armate degli Stati Uniti stava preparando un'emergenza per questa calamità.
 
Il generale Douglas Fraser, comandante in capo del SouthCom, ha dichiarato che alcune navi della Guardia Costiera e della Navy sono stati inviate sul posto, nonostante avessero del materiale e degli elicotteri in numero limitato.
La portaerei USS Carl Vinson è partita da Norfolk (Virginia), con una dotazione completa di aerei ed elicotteri. E 'arrivata ad Haiti il pomeriggio del 14 gennaio, ha detto Fraser. Ulteriori gruppi di elicotteri si aggiungeranno al Carl Vinson, ha continuato.

L'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), era già sul posto ad Haiti prima del terremoto.
 
Il presidente Obama è stato informato del terremoto alle 17 e 52 del 12 gennaio, e ha ordinato l'invio dei soccorsi per il personale della sua ambasciata e gli aiuti necessari alla popolazione.
 
Conformément au rapport russe, le département d'État, l'USAID et le SouthCom ont débuté l'invasion humanitaire en déployant 10 000 soldats et mercennari à la place de l'ONU, pour contrôler le territoire haïtien après le « tremblement de terre dévastateur expérimental ».
 
Secondo il rapporto russo, il Dipartimento di Stato, l'USAID e il SouthCom hanno iniziato l'invasione umanitaria impiegando 10 000 soldati e mercenari, al posto dell'ONU, per il controllo del territorio di Haiti dopo il "devastante terremoto sperimentale".
 
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[1] "Les armes sismiques" (le armi sismiche) di Jean-Pierre Petit. Traduzione: "The quake machine". L'arma sismica.
 
[2] Ufficialmente le force US erano in postazione intorno Haiti per una esercitazione militare che simulava ... un intervento umanitario in Haiti. « Defense launches online system to coordinate Haiti relief efforts », di Bob Brewin, Govexec.com, 15 jgennaio 2010.
 
[3] "Le Programme HAARP : science ou désastre ?" (Il programma HAARP: scienza o disastro?) di Luc Mampaey, Gruppo di ricerca e d'informazione sulla pace e la sicurezza (Bruxelles, 1998).
 
 

 

APPROFONDIMENTO

 

IL FATALE PREMIO GEOLOGICO CHIAMATO HAITI

 

Dietro il fumo, le macerie e il dramma infinito della tragedia umana di questo disgraziato paese caraibico, si sta svolgendo un dramma per il controllo di quella che i geofisici credono che possa essere la zona più ricca del mondo di petrolio e di gas derivato da idrocarburi dopo il Medioriente, possibilmente di grandezza maggiore del vicino Veneuela.

MA COSA STANNO FACENDO SULLA NOSTRA PELLE...???

 

NUOVE ARMI E NUOVI MISTERI

Già, che cosa ci stanno facendo!? Che cosa ci fanno migliaia di antenne, in ettari e ettari di terreno in Alaska, tutte puntate sulla ionosfera terrestre e che ultimamente hanno raggiunto la capacità di "sparare" più di  3,5 (milioni) mega-watts sottoforma di onde elettromagnetiche? Qualcuno spiega: «E' come un gigantesco forno a micro-onde che riscalda la ionosfera con un getto di micro-onde concentrato. Le onde elettromagnetiche rimbalzano per riflessione verso la terra, penetrando ogni cosa vivente e non vivente». Se queste antenne agiscono come un enorme forno a micro-onde sulla superficie terrestre, sono anch'esse responsabili del surriscaldamento medio della Terra e del cambiamento delle stagioni? Il progetto H.A.A.R.P. rappresenta un nuovo tipo di arma elettromagnetica capace di "accecare" le telecomunicazioni via satellite in caso guerra?

 

LE ARMI SEGRETE DEL XXI° SECOLO

In teoria si pensa di essere in democrazia e di poter parlare di qualsiasi argomento, ma in pratica esistono argomenti tabù, ovvero che suscitano reazioni emotive talvolta forti, e favoriscono una sorta di ostracismo ideologico verso chi li tratta. Ad esempio, chi solleva il problema della guerra ambientale, chimica o sismica, suscita reazioni forti, e rischia di passare per credulone, visionario o paranoico. ... Molte persone preferiscono credere che l’attuale sistema sia loro favorevole, che sia guidato da persone autorevoli a servizio di tutti, piuttosto che aprire gli occhi e vedere che non è così. Non si tratta di avercela con qualcuno perché tutti noi vorremmo credere che le nostre autorità sono autorevoli e oneste, ma crederlo quando ciò non corrisponde a verità ci espone a pericoli e a conseguenze negative per tutti. ...

 

fonte

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17 maggio 2013 5 17 /05 /maggio /2013 22:16

 

Intervista al biologo A. Pattera

Storia

 Le prime testimonianze della presenza di strane scie bianche nel cielo risalgono al 1996 in seguito alla segnalazione di alcuni cittadini americani. Questo non significa che il fenomeno sia iniziato precisamente in quell’anno: molto probabilmente la sperimentazione ha avuto inizio diversi anni prima ma in maniera non troppo evidente. Successivamente, con l’intensificarsi della quantità delle scie anomale, alcune persone hanno iniziato ad accorgersi dello strano fenomeno e a documentarlo. Le prime foto che testimoniano la presenza di strane scie nel cielo sono state scattate a Las Vegas il 10 gennaio 1996, seguite da diverse segnalazioni provenienti da altre città statunitensi. Successivamente, anche altri Paesi hanno iniziato a segnalare la presenza di queste scie nei loro cieli: Canada, Nuova Zelanda, Australia, Messico, Haiti, Porto Rico, Cambogia, Bahamas, Sud Africa, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Svezia, Scozia e Italia. Singolare è il caso della Croazia che ha visto queste scie per la prima volta il giorno successivo alla domanda formale di adesione alla Nato.

Le scie segnalate, molto diverse dalle scie di condensazione, si incrociavano tra loro a forma di “X” o “#” creando nel cielo veri e propri reticolati e rimanevano sospese nell’aria per ore e ore espandendosi a dismisura e senza dissolversi completamente. Secondo queste prime testimonianze, le scie anomale erano il risultato del passaggio di aerei bianchi e senza insegna, avvistati anche in spazi aerei non adibiti al traffico civile.

La prima protesta ufficiale contro questo fenomeno è arrivata dal Canada nel 1998 quando, in seguito ad una notevole presenza di scie anomale sopra la cittadina di Espanola, gli abitanti incominciarono ad accusare problemi di salute come: letargia, forti dolori alle giunture, perdita di memoria a breve termine, disturbi alle vie respiratorie, sintomi da depressione e sintomi simili a quelli influenzali. Le lamentele furono ignorate dal Governo dell’Ontario e così alcuni cittadini, prelevarono campioni di acqua e neve dalla propria terra e commissionarono analisi di laboratorio a proprio carico. Dall’esame dei campioni prelevati risultò che essi contenevano una quantità di particolato di alluminio venti volte superiore al limite indicato per l’acqua potabile. Con le analisi di laboratorio alla mano, si ricorse quindi ad una petizione presentata al Parlamento del Governo Canadese ad Ottawa, nella quale i cittadini chiedevano chiarimenti sulla natura del fenomeno e soprattutto esigevano che cessassero le irrorazioni chimiche sopra di loro. Dopo 45 giorni il Governo canadese rispose di non essere coinvolto in tali operazioni e che l’aviazione militare non aveva concesso permessi ad altri paesi di sorvolare il territorio Canadese a tale fine.

Sempre in Canada, ad Edmonton (in Alberta), dopo la comparsa di numerose scie bianche cominciarono a morire le piante di una vasta area che in breve tempo divenne arida. Ad un’analisi chimica del terreno, risultò che la sua conduttività era sette volte superiore alla norma e questo a causa della percentuale altissima di bario e alluminio. In altre zone saturate dalle scie, fra le sostanze rinvenute si riscontrano oltre ad alluminio e bario anche titanio, bromuro e batteri.

Di fronte alle insistenti pressioni di numerosi cittadini americani allarmati da queste anomalie nel cielo e dai risultati delle analisi di laboratorio effettuate, le autorità americane interpellate (EPA, NASA, FAA, NOAA) affermano tutt’oggi, senza portare prove concrete, che non vi è alcunché di anomalo in queste singolari scie e che si tratta di semplici scie di condensazione formate da vapore acqueo.

Nel 2001, però, lo stesso governo americano parla di “chemtrails” in un documento ufficiale. Viene presentata una proposta di legge [HR 2779] per chiedere il bando delle armi nello spazio, firmata dal democratico Dennis J. Kucinich, e sottoposta all’esame di tre commissioni (scientifica, esercito, relazioni internazionali) della House of the Representatives degli USA (l’equivalente della nostra Camera dei Deputati): lo Space Preservation Act .

In questo testo, e per la prima volta in un documento ufficiale, appare il termine chemtrails. Esse vengono definite come una tipologia di arma e vengono menzionate nella sezione “armi esotiche” insieme ad altri voci quali: armi al plasma, elettromagnetiche, soniche, ultrasoniche, psicotroniche, sistemi ULF (ultra low frequency) ad alta quota, sistemi di armi laser, armi biologiche e ambientali.

Lo Space Preservation Act 2001 non viene approvato. L’anno successivo viene approvato lo Space Preservaction Act 2002: il capitolo riguardante le “armi esotiche”, e quindi la voce sulle chemtrails, non compare.

In Italia si inizia a parlare del fenomeno chemtrails grazie alla rivista Nexus. Le prime testimonianze arrivano nel 1999 dalla provincia di Rovigo e dal padovano ma col passare del tempo si è iniziato ad osservare scie chimiche da ogni parte della penisola. La loro presenza nei nostri cieli è stata particolarmente intensa nel 2003, anno in cui si è registrata una grande siccità e un’estate particolarmente calda.

Verso la fine del 2006 si è assistito ad una massiccia irrorazione mai vista prima: per settimane, senza nemmeno un giorno di sosta, scie chimiche e passaggi di aerei a centinaia e centinaia, con un impressionante intensità in alcuni giorni.

I primi cinque mesi del 2007 si sono stati caratterizzati dalla presenza quasi giornaliera delle scie chimiche nel cielo. In alcuni giorni la loro presenza è stata particolarmente “discreta”: alte, non particolarmente lunghe, poco persistenti, in spazi aerei “abituali”. In altri giorni, invece, il loro utilizzo è stato spudoratamente evidente: basse, lunghe da orizzonte a orizzonte, persistenti nell’aria per molte ore, in spazi aerei del tutto inusuali. Un esempio eclatante è stato ciò che è avvenuto il 22 gennaio 2007. Da tutta Italia sono state pervenute segnalazioni di un abnorme numero di scie chimiche visibili anche in spazi aerei dove di solito non passano aerei di alcun tipo. Sono stati fotografati veri e propri reticolati di scie chimiche e si sono contati un numero incredibile di aerei: 5-6 al minuto. Difficilmente un tale via vai può essere riconducibile al normale traffico aereo civile, soprattutto se questo avviene in alcuni giorni si e in altri no. Anche l’ipotesi di un’operazione militare in corso è poco credibile, in quanto è inverosimile che gli aerei militari effettuino delle esercitazione sopra i centri abitati.

Una situazione simile si è verificata il 7 e l’8 maggio 2007, giorni in cui si è assistito a livello internazionale ad una massiccia irrorazione. Sono pervenute segnalazioni da tutto il centro-nord d’Italia, da molto altri stati europei, dal Canada e dagli Stati Uniti. Come si spiegano tutte queste scie concentrate in questi due giorni? Condizioni favorevoli alla formazione di scie di condensazione in mezzo mondo per circa 48 ore continue? E se anche fosse… come si spiega questo intenso traffico aereo concentrato in questi due giorni?

Durante i mesi estivi sono state avvistate corte e di breve durata negli stessi spazi aerei dove i primi mesi dell’anno erano lunghe e persistenti.

All’interno degli stessi spazi aerei dove i primi mesi dell’anno erano tante, basse, lunghe e persistenti, durante i mesi estivi ne sono state avvistate poche, alte, corte e di breve durata. Se è vero l’alto numero di scie che vediamo è dovuto all’incremento del traffico aereo non si spiega come mai proprio nel periodo estivo, periodo nel quale le compagnie aeree mettono a disposizione più voli, si sono viste così poche scie (e aerei).

Il problema delle scie chimiche quindi riguarda l’Italia e non è recente. Nel corso degli anni ci sono state diverse interrogazioni parlamentari, esposti e denunce per chiedere alle autorità dei chiarimenti. Risposte serie ottenute? Nessuna.

Come mai questa ritrosia nel parlare di un fenomeno che riguarda tutti?

 

Composizione ed effetti

 

Perché tutta questa preoccupazione per le scie chimiche?
Il fatto che possano contenere sostanze chimiche nocive è senza dubbio un buon motivo.

Ricercatori, scienziati e singoli cittadini hanno effettuato delle analisi chimiche del terreno, polveri e acqua nelle zone sottostanti spazi aerei irrorati con le scie chimiche. Le analisi più accreditate a livello mondiale accertano la presenza e l’alta concentrazione di sostanze chimiche quali sali di bario, ossido di alluminio, calcio, potassio, magnesio, torio, quarzo.

Le prime analisi sono state effettuate nel 1998 in Canada. Gli abitanti di Espanola cominciarono ad accusare problemi di salute come: letargia, forti dolori alle giunture, perdita di memoria a breve termine, disturbi alle vie respiratorie, sintomi da depressione o simili a quelli influenzali. Dalle analisi chimiche di campioni di acqua e neve risultò una quantità di particolato di alluminio 20 volte superiore al limite indicato per l’acqua potabile. In seguito ad analisi effettuate ad Edmonton, risultò che la conduttività del campione di terra analizzato era 7 volte superiore alla norma e questo a causa della percentuale altissima di bario e alluminio.

Fra le sostanze rinvenute in diverse zone saturate dalle scie, si riscontrano oltre ad alluminio e bario anche titanio, bromuro e batteri che normalmente vivono negli alti strati dell’atmosfera e che inglobati da questi aerosol chimici sono trasportati a terra, con inimmaginabili conseguenze sulla salute dell’uomo.

I primi a risentirne gli effetti sono gli anziani, i giovani e le persone indebolite da malattia o in cattive condizioni fisiche. I sintomi più ricorrenti riportati dagli abitanti in zone largamente irrorate: tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi.

Le conseguenze sulla salute umana possono raggiungere livelli drammatici: aumento vertiginoso di tumori e leucemie di vario tipo, incremento del numero e della gravità di affezioni all’apparato respiratorio specialmente sui bambini, infiammazioni ai muscoli e alle giunzioni muscolari, contaminazione da funghi e batteri sconosciuti, inquinamento ambientale balzato alle stelle. Tutte concause che negli ultimi anni hanno provocato la morte di milioni di persone in tutto il mondo. Altri elementi quali torio radioattivo, carbone, fibre sintetiche, sangue essiccato, virus e batteri sintetizzati in laboratorio, tutti sotto forma di nanoparticelle, possono venire ingeriti e assimilati dal nostro organismo, non predisposto a filtrare materiali di così piccole proporzioni.

 

Limitazione della sovranità nazionale

 

Alla prima denuncia ufficiale contro le chemtrails, il governo canadese rispose ai suoi cittadini di non essere coinvolto in operazioni atte a disseminare nel cielo canadese sostanze chimiche e di non aver autorizzato altri Paesi a farlo.

Probabilmente anche l’Italia non ha concesso ad altri Paesi il permesso di sorvolare i nostri spazi aerei per scopi non ben specificati e di cospargere sostanze chimiche nell’aria che respiriamo, ma ciò potrebbe avvenire anche senza autorizzazione ufficiale poiché:
- aerei militari non italiani (USA\Nato) hanno la libertà di sorvolare i nostri cieli senza dare spiegazione alcuna allo Stato italiano;
- non esiste una legge adeguata relativa allo spargimento di sostanze chimiche nello spazio aereo italiano.

Nel gennaio 2006, l’Onorevole Di Pietro partecipa ad una trasmissione televisiva. Uno spettatore, amico di sciechimiche.org, telefona in studio per chiedere come mai ogni giorno assistiamo al continuo passaggio di aerei militari che rilasciano scie chimiche con metalli pesanti e bario. L’On. Di Pietro non si esprime sulle scie chimiche ma fa un’affermazione importante riguardo la limitazione di sovranità nazionale:

In riferimento agli aerei è un problema complesso. I nostri spazi aerei, i nostri siti marini e terrestri, ancora oggi sono occupati da realtà militari non italiani.”

Non è possibile che altri decidano per noi, è una limitazione di sovranità. Dopodichè noi dovremo assumerci le nostre responsabilità.”

Secondo l’On. Di Pietro, è accettabile il fatto che una determinata nazione abbia sul territorio mondiale luoghi di ammassamento, occultamento e detenzione, ma non è altrettanto ammissibile che certe operazioni avvengano senza il coinvolgimento delle nazioni “ospitanti”, senza nemmeno metterle al corrente.

Questa realtà è confermata da alcuni episodi nei quali aerei militari americani sono stati al centro di polemiche e di incidenti più o meno gravi. Nella sezione “Documentazione” sono state raccolti i verbali di alcune sedute parlamentari su questo tema.

Secondo molte testimonianze (anche di piloti), gli aerei militari coinvolti sarebbero tankers (aerei cisterna) privi di segni identificativi che volano sotto codice Alfa (codice secretato). Altri testimoni affermano che nelle irrorazioni siano coinvolte anche alcune compagnie aeree ad uso civile e si suppone che in questi casi la composizione chimica delle scie sia differente come è differente il loro aspetto. Mesi fa, l‘Indipendent ha pubblicato la notizia che piloti di aerei civili sono colti da malori a causa di alcune sostanze fuoriuscite dai motori e penetrate all’interno della cabina di pilotaggio. Manifestando perdite cognitive e di memoria sono stati incapaci di ricordare le istruzioni vitale delle torri di controllo e quindi di pilotare in completa sicurezza.

Gli aerei di linea devono seguire delle procedure di sicurezza soprattutto per quanto riguarda distanza e quota e non possono sorvolare spazi aerei militari. La maggior parte degli aerei che rilasciano scie chimiche osservati, invece, volano a distanze ravvicinate, spesso si incrociano, percorrono spazi aerei non consentiti al traffico di linea, effettuano delle “inversioni a U” oppure formano dei cerchi nel cielo, volano a quote basse, in alcuni giorni sono più numerosi del solito e spesso volano da orizzonte a orizzonte.

Immaginiamo di osservare un aereo che decolla a Milano per atterrare a Londra. Se lo vediamo volare basso e man mano alzarsi in cielo, ci aspetteremo di vederlo andare sempre più in alto fino a scomparire tra le nuvole. Molti arerei con scia lunga a seguito, invece, una volta che si alzano in cielo ridiscendono percorrendo un tragitto “curvo” che va da orizzonte a orizzonte.

I motori degli aerei a getto raggiungono la massima efficienza a quote superiori agli 8000 metri. Com’è possibile che aerei civili volino così frequentemente a quote economicamente poco vantaggiose? Può succedere, inoltre, che un aereo civile voli all’infuori delle aerovie o faccia un’inversione di direzione. Questo però si può verificare in casi eccezionali e per motivi di urgenza e non così spesso come capita di vedere. Tutte queste considerazioni lasciano supporre che nella maggior parte dei casi non si tratta affatto di aerei ad uso civile o commerciale ma di aerei militari.

In conclusione, sappiamo che aerei militari non italiani volano nei nostri cieli ma non possiamo sapere che cosa fanno. E’ possibile che spruzzino qualche sostanza sopra le nostre teste? Questo non ci è dato saperlo.

 

Tipi di scie chimiche

Dal punto di vista della Fisica, abbiamo visto che queste scie non sono scie di condensazione e che molte di esse non sono generate da aerei civili. Le scie chimiche vengono irrorare ormai quasi ogni giorno e non sempre rispettando le stesse modalità.

In molti giorni le possiamo scorgere alte nel cielo, non particolarmente lunghe e non particolarmente persistenti. Se ci fermassimo un’ora intera ad osservare il cielo potremmo contare decine e decine di scie chimiche di questo tipo. Sono talmente alte che è quasi impossibile vedere l’aereo che le genera più grande di un puntino. Se poi andassimo a controllare le carte aeronautiche noteremmo che i tragitti di quegli aerei non corrispondono ai tragitti degli aerei di linea.

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Altre volte, invece, possiamo vedere delle scie chimiche più basse e più persistenti. A occhio nudo non possiamo calcolare perfettamente la loro quota, ma dal momento che riusciamo a vedere chiaramente l’aereo che le genera possiamo facilmente presumere che si trovino a quote più basse rispetto le altre scie. Come si può valutare a quale altezza si trova un aereo osservandolo ad occhio nudo?

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Immaginiamo di avere di fronte a noi una persona alta 150 cm e un’altra alta 190 cm. Probabilmente non riusciamo a quantificare ad occhio nudo la loro altezza esatta ma senza alcun dubbio siamo in grado di sapere quale delle due persone è più alta e quale è più bassa. Allo stesso modo, se due persone della stessa altezza (o che differiscono di pochi cm) si trovano una a 10 metri da noi e l’altra a 20 metri, probabilmente non sappiamo valutare con precisione a quale distanza esse si trovano, ma con assoluta certezza siamo in grado di affermare quale delle due è la più vicina e quale la più lontana. Gli aerei di linea e i tanker che irrorano scie chimiche hanno all’incirca le stesse dimensioni. Tra i vari modelli può esserci una differenza nelle dimensioni di pochi metri. Osservando dal suolo un aereo che vola a quota di crociera (8000 m), questo ci appare come un puntino nel cielo. Osservando un secondo aereo, che vola alla stessa quota ma che è più grande o più piccolo di pochi metri rispetto il primo, ci appare sempre come un puntino nel cielo. Quando osserviamo un aereo e ad occhio nudo riusciamo a distinguere alcuni particolari come la forma delle ali e il numero di motori, a meno che la nostra vista non sia equiparabile alla vista di Superman, i casi sono due: o quell’aereo è molto più grande rispetto all’aereo che vediamo come un puntino, oppure è molto più vicino. La prima opzione appare abbastanza inverosimile dal momento che si sta parlando di velivoli che differiscono di poco nelle dimensioni, la seconda opzione invece scaturisce alcuni dubbi:
- com’è possibile che un aereo di linea voli così basso? In termini economici, mantenere una quota così bassa non è affatto conveniente;
- dal momento che ad una quota così bassa, la scia dell’aereo in questione non può essere una scia di condensazione… che cos’è? Cosa contiene?

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Le scie di questo tipo oltre ad essere basse sono molto persistenti (permangono nell’aria per ore intere) e spesso lunghe da orizzonte a orizzonte. Nel tempo tendono ad allargarsi fino a formare un sottile strato biancastro che limita la luminosità del sole.

Nei casi peggiori, possiamo assistere ad un esorbitante numero di questa tipologia di scie chimiche rigare il cielo, formare degli incroci a forma di X o di *, formare dei veri e propri reticolati (#). Sembra che in determinati giorni il traffico aereo aumenti a dismisura. Nel cielo si vedono aerei che seguono tragitti che solitamente non percorrono.

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Chi conosce il fenomeno delle scie chimiche da anni ha osservato nel tempo diversi fenomeni (tutti raccolti nella sezione “Fotogallery”) come ad esempio:

- Scie a forma di “fusillo”.

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Se fossero scie di condensazione… com’è possibile che del vapore acqueo si dissolve in maniera così disomogenea?

- Scie vicine tra loro ma diverse nella forma e\o nella lunghezza.

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Se fossero scie di condensazione… com’è possibile che due scie che si trovano alla stessa quota e quindi nelle condizioni atmosferiche siano una lunga e persistente e l’altra corta e di veloce dissolvenza? Com’è possibile, inoltre, che un aereo che non rilascia scia si trova in prossimità di una scia di condensazione, ovvero in condizioni favorevoli alla formazione di scie di condensazione?

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- Aerei bimotore che producono due scie differenti tra loro, differenze visibile anche ad occhio nudo.

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Se fossero scie di condensazione… com’è possibile che un aereo rilasci due scie differenti? Alcuni scettici sostengono che la differenza tra, secondo loro, le scie di condensazione sia dovuta alla differenza delle caratteristiche fisiche dell’aria. Ma com’è possibile che due masse d’aria aventi caratteristiche diverse abbiano un confine così preciso preciso? E com’è possibile che degli aerei riescano a sorvolare così frequentemente proprio questo improbabile netto confine tra due masse d’aria con caratteristiche diverse?

Inoltre, quando la scia di uno dei due motori inizia ad espandersi, ingloba la scia di consistenza diversa. In questo modo si vede chiaramente che la scia più fibrosa ha al suo interno una scia di consistenza nettamente diversa.

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Se fossero scie di condensazione… com’è possibile che all’interno di una scia di condensazione si possa vedere visibilmente un’altra scia sempre di condensazione se esse sono entrambe costituite da vapore acqueo?

- Scie a “trattini” o interrotte.

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Se fossero scie di condensazione… com’è possibile che delle scie di condensazione si formino in determinati tratti e in altri no? I valori di umidità relativa e di temperatura non cambiano da un metro all’altro e quindi è impossibile che un aereo attraversi un’area nella quale sono presenti una o più bolle d’aria con caratteristiche fisiche diverse. D’altra parte, se le lunghe scie visibili dal satellite sono spiegate come “scie di condensazione persistenti dovute alla presenza di elevata umidità relativa”. Ciò significherebbe che i valori dei parametri atmosferici possono essere costanti per centinaia di chilometri ma allo stesso tempo differenti a distanza di pochi metri?

- Scie lunghe a quote inferiori di scie corte; due aerei alla stessa quota: uno con scia e l’altro no; aerei con scie a quote inferiori o alla stessa quota di aerei senza scia. -Scie circolari – Scie a “medusa”

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Se fossero scie di condensazione… com’è possibile che si formino due scie di diversa lunghezza da due aerei che viaggiano alla stessa quota? E se i due aerei volano a quote differenti, com’è possibile che tali condizioni siano presenti alla quota minore? Una quota più bassa rispetto un’altra significa che si è in presenza di una temperatura più alta e di conseguenza in una situazione meno favorevole alla formazione di scie di condensazione.

E ancora…

-Scie circolari

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- Scie a “medusa” (alcune visibili anche ad occhio nudo)

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Aerei implicati

Numerosi testimoni hanno riportato di aver visto scie chimiche irrorate da aerei bianchi senza livree identificative.

Aerei simili a questo:

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- Immagine riportata da Rainews24 -

Oppure lo stesso modello di aerei utilizzati dall’Aeronautica Militare Italiana:

kc135

- KC135 -

Ma con qualche differenza:

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- Kc135 fotografato in Italia -

Nel 2003 il S.U.L.T.A. (Sindacato Unitario Lavoratori Trasporto Aereo) fece una denuncia presso la Procura di Civitavecchia nella quale si sottolineava un anomalo traffico di aerei senza insegna. Altri aerei completamente bianchi sono stati visti nell’aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino.

aereibianchi01

- In Italia come all’estero. Aerei bianchi e senza insegna nell’aeroporto di Colonia/Bonn -

Non sono pervenute risposte ufficiali riguardo la presenza di questi aerei sul nostro territorio e nei nostri cieli.

Gli aerei osservati sono stati identificati come tanker militari. Si tratta di aerei che strutturalmente e nelle dimensioni sono identici ad un classico aereo di linea, ma al loro interno non hanno sedili ma delle cisterne o serbatoi che servono a contenere carburante per rifornire in volo altri tipi di aerei tipo caccia militari o bombardieri che non avendo una lunga autonomia di volo devono per missioni di guerra lontane dalla base di decollo oppure per voli di lunga durata devono rifornirsi senza atterrare in un aeroporto allora fanno il pieno in volo.

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Questo tipo di aerei possono nascere già per questo scopo ed escono dalle stesse linee di produzione dei “fratelli” di linea, oppure possono diventarlo dopo un’apposita trasformazione, si modificano ex aerei di linea che magari sono vecchi per il trasporto di persone ma ancora validi per volare. Una delle ditte specializzate in queste trasformazioni è italiana.

Gli aerei implicati nelle operazioni di areosoldi Tom Bosco – Nexus Italia

Le prime segnalazioni del fenomeno indicavano invariabilmente la presenza di grossi velivoli bianchi senza contrassegni, identificati per lo più come tanker militari del tipo KC-135 e KC-10, ma anche aerei di altro tipo (MD-80, Boeing 757, etc.).

kc10

kc135_image3

Erogatore aereo

Le iniziali spiegazioni delle autorità furono che probabilmente il fenomeno osservato concerneva la manovra di scarico del carburante da parte di questi velivoli, ma per svariate ragioni le cose non potevano assolutamente stare in questi termini.

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Sia quel che sia, i testimoni da terra hanno potuto osservare e fotografare gli aerei impiegati in queste operazioni, mentre rilasciavano scie spesse e persistenti visibilmente emesse lungo l’intero bordo di uscita delle semiali, elemento indicante la presenza di ugelli o di altri meccanismi di emissione.
Si presume che vengano adoperate diverse varietà di aerosol e modalità di diffusione a seconda degli scopi della “missione”. Quanto sopra è suggerito dal fatto che, malgrado questo genere di operazioni vengano condotte principalmente da velivoli militari, di recente sono stati osservati e fotografati anche aerei apparentemente di linea.

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La foto centrale di questa pagina mostra la sonda del carburante di un tanker militare adibito al rifornimento in volo di caccia e bombardieri, modificata rimuovendoil classico “canestro” e sostituendolo con un dispositivo che sembra proprio uno spruzzatore di qualche tipo.
Unita alle evidenze sopra citate, costituisce una prova schiacciante del fatto che i nostri cieli sono percorsi da numerosi velivoli appositamente adibiti al rilascio nell’ambiente di composti chimici la cui natura è ufficialmente sconosciuta.
Le implicazioni economiche e politiche di queste attività, poi, sono sconcertanti: chi può permettersi di finanziare una consistente flotta di velivoli e mantenerla in attività con relativi piloti, tecnici, installazioni logistiche per il rifornimento, la pianificazione e la manutenzione?
E di quale livello di conoscenza dispongono governi e autorità di quei numerosi paesi il cui spazio aereo viene costantemente attraversato da questi voli? Esistono accordi militari o di altro tipo?

Per quale motivo la cittadinanza viene tenuta all’oscuro o, peggio, depistata e disinformata su questioni di tale rilevanza? A qualche livello, con tutta probabilità militare, le autorità sono senz’altro a conoscenza di quanto sta accadendo, ma per qualche motivo i cittadini non nevengono informati. Tuttavia, i tempi sono maturi per un aperto dibattito pubblico su questo delicato argomento e sulle sue implicazioni, le cui conseguenze riguardano tutti noi.

 

Ufficialmente non esistono

Ufficialmente, le scie chimiche non esistono, in quanto nessuna istituzione o governo ha mai ammesso la loro esistenza. Come è stato detto nelle sezioni precedenti, però, esistono dei documenti ufficiali nei quali vengono menzionate.

Non ci sono quindi, documenti ufficiali sui quali poter leggere:

Le scie chimiche sono quelle scie bianche lunghe e persistenti che vediamo nel cielo, rilasciate da appositi erogatori a bordo degli aeroplani militari e non. Le scie chimiche sono chiamate così perché contengono sostanze chimiche. Esse sono nocive per l’ambiente e per al nostra salute.”

Non esiste un documento ufficiale che spieghi cosa siano.
Non esiste un documento ufficiale che spieghi cosa contengano.

Ma noi disponiamo di una nostra testa e con essa possiamo ragionare anche senza l’ausilio di un documento ufficiale.

Non abbiamo bisogno di un documento ufficiale per capire che quelle scie che vediamo nel cielo sono evidentemente diverse dalle semplici scie di condensazione: è sufficiente la nostra percezione visiva.

Non abbiamo bisogno di un documento ufficiale che spieghi la differenza tra contrails e chemtrails: è sufficiente assimilare qualche nozione basilare di Fisica.

Non abbiamo bisogno di un documento ufficiale che ci dica che la maggior parte di quegli aerei non sempre vola a normali quote di crociera e che molte di quelle scie si formano in zone riservate agli aerei militari: è sufficiente apprendere due nozioni base di aeronautica.

Non abbiamo bisogno di un documento ufficiale che ci spieghi che quelle scie che vediamo nelle immagini satellitari non sono normali scie di condensazione.

Non abbiamo bisogno di un documento ufficiale che ci dica che le sostanze chimiche irrorate sono nocive per la nostra salute. Tutte le analisi effettuate sono degli importanti indizi che dovrebbero essere sufficienti a far in modo che i governi e le istituzioni si interessino e cerchino di verificare se effettivamente dobbiamo preoccuparci oppure no. Ma questo, come sappiamo, non avviene.

Allo stesso modo, non esiste un documento ufficiale che spieghi il motivo dell’utilizzo delle scie chimiche. Ciò di cui disponiamo sono ipotesi basate su considerazioni di natura tecnico-scientifica, politica ed economica.

Nella sezione “Ipotesi” troverete un approfondimento relativo alle varie ipotesi sull’utilizzo delle scie chimiche, frutto del lavoro di scienziati e ricercatori che studiano il fenomeno da diversi anni.

Chi studia il fenomeno da anni ha ipotizzato quali saranno le future giustificazioni per motivare le scie chimiche. Di tanto in tanto ci giungono notizie sulla strana correlazione delle “scie degli aerei” con il cambiamento climatico in corso….

 

LA SISTEMATICA DISNFORMAZIONE DELL\’OPINIONE PUBBLICA DA PARTE DI MASS-MEDIA E ISTITUZIONI


 

Tratto da: www.sciechimiche.org

riferimenti:

1) http://www.ecplanet.com/canale/astronomia-9/sole-160/0/0/32805/it/ecplanet.rxdf

2) http://erewhon.ticonuno.it/2002/scienza/magnetico/magnetico.htm

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