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17 maggio 2013 5 17 /05 /maggio /2013 21:23

Una primavera senza dubbio che il nord Italia si ricorderà per parecchi anni: da decenni se non direttamente da almeno 1 secolo, non vedevamo così tanta acqua nei mesi che contraddistinguono la primavera: non c’e ancora tregua alla pioggia e al maltempo. ”Nuova aria instabile si sta spostando dalle regioni nord occidentali alle regioni nord orientali”, spiega Massimiliano Pasqui, ricercatore del Cnr-Ibimet che precisa: ”Domani sara’ la giornata peggiore per le regioni del Nord che dovranno aprire gli ombrelli dalla mattina alla sera a causa della pioggia. Piovera’ invece meno nelle regioni del Centro mentre splendera’ il sole su quelle del sud. Domenica, una breve parentesi, da lunedi’ pero’ arrivera’ nuovamente il maltempo dal Lazio in su’”.E’ comunque tutto il centro Nord ad essere ancora in allerta per le conseguenze delle piogge, quasi monsoniche, che stanno caratterizzando questa primavera 2013.Intanto è già alta la preoccupazione per il nuovo fronte in arrivo nel weekend sulle Regioni centro/settentrionali. Domani, sabato 18 maggio, avremo forti piogge e nubifragi al nord/ovest, tra Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia, con accumuli giornalieri superiori ai 200mm nelle zone più colpite, e precisamente nell’alto Piemonte. La neve cadrà copiosa oltre i 1.400 metri di altitudine. Domenica 19 il maltempo si estenderà al nord/est e alle Regioni centrali tirreniche, mentre al sud sarà ancora un weekend di sole e caldo.

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 Attenzione, però, anche a medio/lungo termine. A quanto pare l’Italia non riuscirà affatto a uscir fuori dal tunnel del maltempo: le mappe sinottiche del modello ECMWF a corredo dell’articolo sono eloquenti, con continue perturbazioni provenienti da nord e foriere di maltempo transitare sul nostro Paese anche nelle prossime due settimane, da qui a fine mese, per giunta con temperature decisamente basse al centro/nord, con freddo e altre nevicate sui rilievi alpini. L’estate quest’anno sembra solo un’utopia, e con un territorio già duramente provato da mesi di grande piogge è altissimo il rischio di altri fenomeni di dissesto idrogeologico come frane, smottamenti ed esondazioni…

 

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14 maggio 2013 2 14 /05 /maggio /2013 21:50

Aspettavamo con dubbio, una classica ''bordata'' di alta classe meteorologica, sulle nostre regioni. Ecco quindi sfortunatamente l' arrivo di questa brutta ed insidiosa perturbazione che non promette solo tanto vento e pioggia. E’ altissima l’allerta meteo per le prossime ore sull’Italia: ormai ci siamo, il tanto atteso peggioramento estremo di metà mese è imminente e nelle prossime ore arriveranno i primi forti temporali in Sardegna e al nord/ovest. La perturbazione Atlantica che determinerà tanti giorni (almeno 5, fino a domenica, ma probabilmente saranno anche di più!) di forte maltempo su tutto il centro/nord, si è già messa in modo dall’Europa nord/occidentale verso l’Oceano Atlantico, e nelle prossime ore sfonderà sulla penisola Iberica, arrivando così su Spagna e Portogallo. Intanto, come possiamo vedere dall’immagine satellitare a corredo dell’articolo, sull’Italia è già attivo un mite flusso prefrontale proveniente da sud/ovest, e quindi dal nord Africa.

07ALMENO 5 GIORNI DI FENOMENI ESTREMI - Ci aspettano, quindi, tanti giorni di fenomeni estremi sull’Italia: i venti sono già diventati meridionali su quasi tutte le Regioni, e nelle prossime ore si intensificheranno con uno scirocco molto intenso tale da provocare mareggiate sulle coste esposte. L’Italia rimarrà per giorni interi nel cavo dell’onda meridionale, in risalita da sud, lungo il bordo orientale della saccatura Atlantica in affondo nel Mediterraneo occidentale, come possiamo osservare dalla sinottica affianco. Ciò comporterà fenomeni semi-permanenti sulle stesse aree del centro/nord con piogge torrenziali da mercoledì 15 a domenica 19 maggio, e un continuo flusso sciroccale sulle Regioni meridionali dove il cielo sarà costantemente “sporcato” da nubi alte e stratificate, ingenti quantità di sabbia proveniente dal vicino Sahara, e anche qualche piovasco che non farà altro che trasportare al suolo molta sabbia desertica.

27ALLARME PER LE FORTI PIOGGE AL NORD, TANTA NEVE SULLE ALPI: I DETTAGLI - Ovviamente l’attenzione è concentrata in prevalenza al centro/nord, dove avremo tante ore consecutive di forti piogge. Il primo “carico” precipitativo arriverà prestissimo, tra il primo pomeriggio di mercoledì 15 e la serata di giovedì 16. Molto probabilmente sarà il più intenso, con forti temporali dapprima in Sardegna e poi su Liguria, Toscana e nord/est. Le piogge più significative interesseranno tutto il nord/ovest (Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia) per poi spostarsi e concentrarsi su Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. L’Emilia Romagna rimarrà in ombra pluviometrica, ma nelle zone più occidentali della Regione ci saranno forti piogge, con dei nubifragi sulla dorsale Appenninica, in modo particolare nelle zone vicine ai confini con Liguria ed Emilia Romagna, dove diluvierà in modo molto intenso e continuativo. Poi avremo altri nubifragi venerdì 17 e nel weekend, ma molto probabilmente il maltempo insisterà con particolare accanimento al nord/ovest anche la prossima settimana. Nelle aree preAlpine, complessivamente, potranno cadere fino a 500mm di pioggia in 5 giorni, tra mercoledì e domenica. Da segnalare anche l’acqua alta prevista su Venezia per più giorni consevutivi.
22PREOCCUPAZIONE FRANE - Un quantitativo davvero eccezionale che fa pensare quanti fenomeni di dissesto idrogeologico (frane, smottamenti, allagamenti) potrebbero verificarsi nelle aree interessate, già minate da tanti mesi di maltempo, basti pensare ai recenti eventi franosi che hanno devastato il territorio alpino e nord-Appenninico.
FIUMI E LAGHI A RISCHIO - E’ alta l’allerta anche per tutti i bacini idrici: fiumi e laghi del nord sono già adesso, prima dell’inizio del peggioramento, su livelli da massimo storico per il periodo, e potremo avere numerose esondazioni, perchè il maltempo non sarà soltanto intenso, ma anche molto prolungato.
FRESCO IN PIANURA E TANTA NEVE SULLE ALPI – Nonostante il flusso mite proveniente dal nord Africa, le temperature al nord si manterranno fresche e così sulle Alpi cadrà tantissima neve. Tra Torino e Milano le temperature massime rimarranno sui +16/+18°C e le minime scenderanno fino a +12/+13°C, valori tipicamente autunnali. Farà ancora fresco, e oltre i 1.700/1.800 metri avremo abbondanti precipitazioni nevose, con accumuli eccezionali oltre i 2.000 metri di altitudine.

30AL SUD CLIMA SAHARIANO, CALDO E TANTA SABBIA DEL DESERTO - Situazione completamente diversa al sud, dove le temperature aumenteranno di diversi gradi con picchi di +30°C in Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Il clima sarà veramente Sahariano, in quanto il cielo si presenterà molto nuvoloso o coperto con qualche debole piovasco nonostante il caldo, e nell’atmosfera saranno presenti abbondanti particelle di sabbia proveniente dal Sahara con forti venti di scirocco, mareggiate lungo le coste esposte ed effetto favonio nelle aree tirreniche e in alcune zone dell’Adriatico, con caldo secco a causa dei venti di caduta dai rilievi appenninici.

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22 aprile 2013 1 22 /04 /aprile /2013 22:40

Clicca per ingrandire Ci sono alcuni buffi personaggi della disinformazione che, allorquando si presentano per affrontare il tema della geoingegneria clandestina, meglio conosciuta con l'espressione “scie chimiche”, nel negare un'evidenza ormai sotto gli occhi di tutti, affermano: “Non ci sono prove dell'esistenza del fenomeno e d'altronde noi abbiamo eseguito le analisi delle scie di condensa ed abbiamo visto che il prodotto della combustione del carburante aeronautico è semplicemente acqua”.

Questi individui, con arroganza mista a superficialità, vengono spacciati al pubblico come esperti. È il caso di ClassMeteo TV, il cui palinsesto ha visto ripetute partecipazioni dell'illustre (si fa per dire...) Simone Angioni, chimico presso l'Università di Pavia ed esponente del famigerato C.I.C.A.P. Sono contenitori volti ad ingannare, come ovvio. È per questo che è nata la televisione...

Romeo GentileCi si potrebbe attendere che talune affermazioni siano il frutto di sviste, ma non è così, giacché anche gli altri pervicaci negazionisti (uno fra tutti LefouReloaded, al secolo Romeo Gentile) sono usi ad asserire che l'analisi delle loro scie di condensazione (1) mostrano solo acqua (2), nient'altro che acqua! Ma com'è possibile? Sarà piuttosto il contrario, visto che un velivolo A-330 inquina quanto 800 autoveicoli Euro 3. Eppure costoro insistono imperterriti, tanto sanno che il loro pubblico (la maggioranza, ahinoi) è abbastanza stupido da credere a queste fandonie.

Vogliamo vedere, invece, quali sono i prodotti della combustione del kerosene per aviogetti? Ecco di seguito un breve ma esauriente elenco.

Freon 11, Freon 12, Methyl Bromide, Dichloromethane, cis-l,2-Dichloroethylene, 1,1,1-Trichloroethane, Carbon Tetrachloride, Benzene, Trichloroethylene, Toluene, Tetrachloroethene, Ethylbenzene, m,p-Xylene, o-Xylene, Styrene, 1,3,5-Trimethylbenzene, 1,2,4-Trimethylbenzene, o-Dichlorobenzene, Formaldehyde, Acetaldehyde, Acrolein, Acetone, Propinaldehyde, Crotonaldehyde, Isobutylaldehyde, Methyl Ethyl Ketone, Benzaldehyde, Veraldehyde, Hexanaldehyde, Ethyl Alcohol, Acetone, Isopropyl Alcohol, Methyl Ethyl Ketone, Butane, Isopentane, Pentane, Hexane, Butyl Alcohol, Methyl Isobutyl Ketone, n,n-Dimethyl Acetamide, Dimethyl Disulfide, m-Cresol, 4-Ethyl Toulene, n-Heptaldehyde, Octanal, 1,4-Dioxane, Methyl Phenyl Ketone, Vinyl Acetate, Heptane, Phenol, Octane, Anthracene, Dimethylnapthalene(isomers), Flouranthene, 1-methylnaphthalene, 2-methylnaphthalene, Naphthalene, Phenanthrene, Pyrene, Benzo(a)pyrene, 1-nitropyrene, 1,8-dinitropyrene, 1,3-Butadiene, sulfites, nitrites, nitrogen oxide, nitrogen monoxide, nitrogen dioxide, nitrogen trioxide, nitric acid, sulfur oxides, sulfur dioxide, sulfuric acid, urea, ammonia, carbon monoxide, ozone, particulate matter (PM10, PM2.5).

Qualcuno di voi ora penserà che tutto questo ben di Dio non può minimamente arrecar danno, poiché gli aerei volano alti. Peccato che migliaia di velivoli sono attualmente impegnati in operazioni di bassa quota, definite con dicitura tecnica "inseminazione igroscopica delle nubi". Non dimentichiamo, inoltre, che in questa sede si è voluto affrontare solo il tema della combustione e non si è intenzionalmente tenuto conto della miriade di altri elementi chimici e biologici impiegati nelle operazioni clandestine di aerosol.

Quali sono le conseguenze sulla salute?

APNEA
ASMA
TUMORI CEREBRALI
TUMORI
CONGIUNTIVITE
TOSSE
ALTERAZIONI NELLA PERCEZIONE
SONNOLENZA
DISPNEA
CEFALEA
ALTERAZIONI DELL'EQUILIBRIO BIOELETTRICO DELL'ENCEFALO
ENFISEMA
EPISTASSI
ALLUCINAZIONI
PROBLEMI CARDIACI
MALATTIA DI HODGKIN
DANNI AL FEGATO
LACRIMAZIONE
DANNI AI POLMONI
LINFOMI
DEPRESSIONE
DEBOLEZZA MUSCOLARE
MUTAZIONI GENETICHE
LEUCEMIA
RINITE CRONICA
NAUSEA
VOMITO
IRRITAZIONI AGLI OCCHI ED ALLA PELLE
AFFANNO

(1) Il prelievo in quota cui fanno riferimento i disinformatori di regime è una farsa architettata con lo scopo di chiudere l'annosa “questione scie chimiche” e lo abbiamo dimostrato in questo articolo.

(2) Mantenendo la proporzione H2O/kerosene, un velivolo moderno emette circa 0.006 litri di H2O in un metro lineare (0.003 per motore). Quantità chiaramente esigua. Maggiori dettagli in questo studio del fisico Corrado Penna.

PREVISIONI METEO

Nel mese di marzo 2010, con l'articolo "Frozen", affrontando il tema delle correnti a getto, scrivevamo profeticamente: “Assistiamo ad una deleteria sinergia tra fenomeni naturali (di cui alcuni non circoscritti al nostro pianeta) e fenomeni artificiali (H.A.A.R.P. e scie chimiche) le cui implicazioni non sono facilmente valutabili nel breve periodo. Pare, però, che dobbiamo attenderci ulteriori inasprimenti delle situazioni climatiche, con varie ripercussioni sugli equilibri dei biomi, sull'economia, sui flussi demografici, sulle dinamiche geo-politiche. Il tutto potrebbe culminare nei prossimi anni, tra il 2012 ed il 2013, periodo per il quale è prevista un'intensificazione dell'attività solare dopo molti anni di quiescenza. Tale potente attività potrebbe essere ancora più dannosa, se si ricorda che la magnetosfera è stata in questi ultimi anni deteriorata”.

Esattamente tre anni dopo anche i media manistream devono ammettere che qualcosa di aberrante sta accadendo, evidenziando come un'anomala biforcazione della corrente a getto polare (polar jetstream), ha indotto variazioni cliamtiche estreme, con temperature glaciali nel Nord Europa e terribile calura nel Maghreb. Anche in tempi più recenti ci eravamo occupati di correnti a getto e guerra climatica, per cui rimandiamo agli articoli pubblicati su questo blog: qui, qui e qui.

A proposito della manipolazione delle correnti a getto, lo scienziato statunitense Broocks Agnew afferma: “H.A.A.R.P. non influisce sulle correnti a getto direttamente, ma in modo indiretto. Se la ionosfera si espande nello spazio, la stratosfera sottostante ad essa deve modificarsi per colmare quel vuoto e, modificandosi, devia il corso delle correnti a getto di migliaia di chilometri, alterando gli spostamenti dell'umidità nell'atmosfera”.

Un inusuale campo di alta pressione si trova attualmente nel bel mezzo dell'Oceano Atlantico. Ciò implica il prolungarsi della situazione meteo alla quale abbiamo assistito in queste ultime settimane, con temperature più fredde rispetto alla media stagionale, soprattutto nelle regioni settentrionali del paese. Per il giorno 3 aprile si prevede un ulteriore inasprimento delle condizioni, limitato al Sud e Centro Italia, con la possibilità di violenti nubifragi, venti forti e calo improvviso delle temperature. Il Nord Italia dovrebbe uscire indenne dal passaggio di questa ennesima perturbazione atlantica, ma in questo contesto non sarà difficile osservare operazioni clandestine di aerosol, con uso di elementi persistenti nelle zone di confine all'estremo nord del fronte perturbato, utili alla deviazione del medesimo. L'area ciclonica tenderà così a scorrere verso l'Est europeo, mentre i quadranti settentrionali saranno contraddistinti, almeno sino al 7 aprile, da cieli opachi, spesso coperti artificialmente da un'impenetrabile coltre bianca. Qualora si dovessero avere delle schiarite, si potranno scorgere velivoli rilasciare scie di tipo evanescente a bassa quota, nell'ambito del consueto programma di mantenimento elettroconduttivo ed igroscopico del medium atmosferico.

Le nubi che non ci sono più

La guerra climatica in pillole

Articolo originale commentato dai lettori dove si può proporre un proprio commento.

NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.

Autore: Straker

Fonte: tankerenemymeteo.blogspot.com

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17 aprile 2013 3 17 /04 /aprile /2013 21:33

Con la  primavera iniziata in maniera fresca e caldi quasi anomali per il periodo di Aprile 2013, torniamo nuovamente a cercare di prevedere situazioni che possono diventare molto preoccupanti per nuove e forti pioggie per il nostro territorio italiano. Un fattore quasi sconosciuto attualmente è l' esposizione ai raggi X, impossibile a cui sottrarsi perchè provengono dal nostro Sole e filtrati dalle nostre difese atmosferiche.

La scoperta che il Sole emette in grande quantità raggi X fu quasi fortuita. Sino dagli anni '30, alcuni scienziati americani stavano cercando di sviluppare le comunicazioni radio a lunga distanza. Queste comunicazioni sono possibili perchè le onde radio vengono riflesse dalla ionosfera terrestre (nell'alta atmosfera), e si propagano quindi a grande distanza, seguendo la curvatura terrestre. In certi giorni, o periodi dell'anno, le onde non riuscivano a propagarsi, e ciò avveniva quando l'attività solare (misurata per esempio dal numero di macchie solari visibili) era al massimo o durante un brillamento (in inglese 'flare'), cioè un'esplosione che si osserva a volte sulla superficie solare. La radiazione visibile non ha energia sufficiente per alterare o distruggere temporaneamente la ionosfera, e fu dunque supposto che il Sole emettesse in tali circostanze anche radiazione molto più energetica, come l'ultravioletto o i raggi X.

Cresce l’allerta meteo per il weekend e, anzi, già per il pomeriggio di venerdì 19 aprile al nord, dove avremo forti temporali: più alte saranno le temperature raggiunte nella giornata di domani, più estremi saranno i fenomeni di maltempo che colpiranno l’Italia nel fine settimana e soprattutto il centro/nord tra venerdì sera e sabato. Oggi pomeriggio Firenze ha raggiunto i +28°C, Bolzano i +27°C, Roma e Verona i +25°C, Perugia, Bologna, Cuneo, Torino, Milano, Pisa, Parma e Ferrara i +24°C, Venezia, Bergamo, Viterbo, Grosseto, Frosinone, Treviso e Forlì i +23°C. E’ l’ennesimo giorno di sole pieno in tutto il Paese, anche se sui litorali del centro/sud continua a fare più fresco, basti pensare che oggi Bari, Brindisi e Palermo non hanno superato i +18°C, Termoli s’è fermata a +19°C, Lecce, Pescara, Cagliari, Crotone, Trapani, Catania e Gela a +20°C.
Come possiamo vedere dalle mappe a corredo dell’articolo, questa situazione di bel tempo cambierà a partire dalla giornata di venerdì 19 aprile, quando un affondo nordico interesserà il nostro Paese dando vita a una perturbazione con annessa goccia fredda che poi attraverserà tutta l’Italia nel weekend e all’inizio della prossima settimana, con maltempo che insisterà fino alla serata di lunedì 22. Oltre al maltempo, crolleranno anche le temperature: tornerà il freddo ovunque, con minime a una cifra e massime inferiori rispetto alle medie del periodo al punto che sui rilievi cadrà tanta neve, in modo particolare sulle Alpi centro/occidentali (oltre i 1.200 metri di quota) e sull’Appennino centro/settentrionale (oltre i 1.500 metri), ma anche al sud oltre i 1.600/1.800 metri di altitudine. Un peggioramento di questo tipo non è affatto anomalo per il periodo stagionale che stiamo vivendo: siamo ancora a metà aprile e non si può certo pretendere che già da adesso inizi la lunga e mite estate Mediterranea: i periodi di sole e bel tempo diventano, come sta accadendo, sempre più frequenti e duraturi, ma continuano ad essere intervallati da bruschi peggioramenti che riportano fresco e maltempo, rischiando di dar vita a fenomeni estremi come grandinate e trombe d’aria tipiche proprio delle stagioni intermedie, l’autunno e la primavera.

Tra aprile e maggio, infatti, si sono verificati alcuni tra gli eventi più estremi di questo tipo nella storia del clima del nostro Paese. I contrasti termici saranno molto accesi, anche perchè venerdì l’aria fredda arriverà in modo molto rapido dopo che nel pomeriggio di domani alcune località della pianura Padana o in generale del centro/nord potranno aver raggiunto o sfiorato i +30°C! Passeremo in poche ore da una situazione simil-estiva a uno scenario simil-invernale, e il passaggio non sarà dolce: avremo un brusco peggioramento proprio venerdì all’estremo nord, con forti temporali dapprima tra Piemonte e Lombardia e poi in estensione su tutta la pianura Padana nel pomeriggio, con fenomeni estremi a nord del Po, e soprattutto in Veneto. Poi, sabato, il maltempo si accentuerà ulteriormente proprio al centro/nord, spostandosi dal pomeriggio/sera anche al sud dove domenica ci saranno i fenomeni più estremi, anche qui con piogge e temporali.

 

Occorre dunque scomporre, come dicevamo poc'anzi, i vari prodotti modellistici relativi ai traccianti delle masse d'aria, come le correnti a getto, le avvezioni di vorticità, individuare i moti verticali e ricomporre poi mentalmente il puzzle onde pervenire ad una visione reale e tridimensionale della situazione. Certo non è un metodo semplice e necessita di elevata esperienza nonchè di ottima conoscenza del territorio di lavoro. Malgrado ciò, pur con tutti gli accorgimenti del caso, la previsione di un evento estremo, che è quasi sempre a scala locale, non è ancora inquadrabile con sufficiente margine di sicurezza se non in fase di nowcasting, la previsione più prossima, quella che ci porta avanti di non più di qualche ora.

In definitiva il procedimento passo passo per arrivarci quantomeno vicino sarà il seguente:

1) Prendere visione della situazione generale a livello circolatorio onde individuare situazioni potenzialmente portatrici di eventi importanti,

2) Individuare i vari soggetti sinottici tramite analisi sinottico-satellitare.

3) Analizzare a fondo la modellistica scomponendone i vari prodotti.

4) Seguire le animazioni satellitari e radar nella fase di nowcasting.

Così facendo ci si può arrivare, ma rimane pur sempre l'handicap di una risoluzione di griglia di simulazione troppo larga e, statene certi, pur con tutti gli accorgimenti del caso, pur avendo fatto tutto bene, il tempo potrebbe riuscire a raggirarci ancora una volta e infilarci a sorpresa un evento violento o estremo, magari proprio sui cieli di una grande città.

fonte  fonte

 

 

 

 

 

 

 

Nei primi anni successivi alla scoperta, l'origine della corona solare rimase un completo mistero. Secondo le leggi della termodinamica, è infatti impossibile che la radiazione visibile emessa dalla fotosfera, alla temperatura di 5800 K, riscaldi un gas a temperature di milioni di gradi, come quelle che si osservano in corona. Si pensò quindi che il riscaldamento della corona fosse dovuto ad onde d'urto, come quelle generate nell'atmosfera terrestre dagli aerei che superano la velocità del suono, provocate dalla turbolenza esistente alla superficie solare, ma ciò non spiegava la forte disomogeneità della corona osservata nei raggi X. Si fecero dei progressi quando si notò con le osservazioni telescopiche in raggi X che le regioni coronali brillanti sembravano essere composte di tante piccole strutture ad arco, simili alla forma delle linee di un campo magnetico dipolare: come esempio, si pensi al modo in cui si dispone la limatura di ferro quando viene posta nel campo generato da una calamita.

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14 aprile 2013 7 14 /04 /aprile /2013 21:30

E' stato un sabato davvero molto movimentato per la popolazione situata vicino al vulcano Popocateptl, in Messico, poco a sud-est della capitale, città del Messico. Proprio ieri infatti il vulcano è tornato ad esplodere in atmosfera gas e ceneri fino ad un'altezza notevole, tuttavia causando uno stato di allerta.

Le emissioni si sono inizialmente fermate ad una quota di 400 metri, sopra il cratere, per poi subire una notevole impennata quando le esplosioni sono iniziate a divenire sempre più forti. Detriti sono caduti nella città di San Nicolas de los Ranchos e Huejotzingo, così come anche nella parte nord di Puebla.

La quota delle espulsioni, come detto, è salita notevolmente con il passare delle ore fino a portarsi, nel pomeriggio, a 600 metri. Le autorità messicane hanno così limitato l'accesso nell'area a 12 chilometri dal vulcano. Il Popocateptls è una delle vette più alte del Messico ed è situato nel Parco Nazionale a sud-est di Città del Messico.Tre grandi eruzioni pliniane, la più recente delle quali ha avuto luogo circa 800 dC, si sono verificati dal Popocatépetl dalla metà dell'Olocene, accompagnata da flussi piroclastici e lahar voluminosi che ha spazzato bacini sotto il vulcano. Frequenti eruzioni storiche, la prima volta nel codici aztechi, si sono verificati dal periodo pre-colombiano.

messico vulcano

Il ghiacciaio rivestito dallo stratovulcano contiene una ripida parete, 250-450  metri di profondità del cratere. Il vulcano generalmente simmetrico si è modificato dalla forte-visiera Ventorrillo sul NW, un residuo di un vulcano precedente. Almeno tre coni precedenti importanti sono stati distrutti  durante il Pleistocene, producendo enormi detriti di valanga depositati che coprono vaste aree a sud del vulcano.

 

 

 

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9 aprile 2013 2 09 /04 /aprile /2013 21:52

L'Artico sta diventando sempre più verde, e il fenomeno è destinato ad aumentare. Due importanti studi scientifici diffusi nel mese di marzo confermano l'avanzata della “linea verde”, uno tra gli effetti del riscaldamento globale.L'entità relativa di che avranno conseguenze importanti a livello mondiale.

Una ricerca della NASA , basata su osservazioni da satellite e sul terreno effettuate negli ultimi 30 anni, ha stabilito che in alcune zone circumpolari le aree coperte da alberi e cespugli si sono spinte fino a 700 chilometri più a nord rispetto al 1982. Su 26 milioni di chilometri quadrati presi in esame, più di un terzo ha visto un aumento della vegetazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il trend coincide con l'aumento delle temperature. Secondo un altro recente studio, sviluppato da un team di scienziati inglesi e statunitensi e pubblicato su Nature Climate Change, nei prossimi decenni la vegetazione dell'Artico crescerà più del 50%. Per elaborare queste previsioni i ricercatori hanno sviluppato nuovi modelli climatici che includono le specie vegetali in grado di crescere a determinate temperature e livelli di precipitazione.
Le dure condizioni artiche circoscrivono l'analisi a poche specie di alberi e arbusti, rendendo il sistema più semplice e meno soggetto all' incertezza rispetto a regioni come i tropici.
Secondo gli autori, il progressivo aumento della vegetazione nell'area circumpolare avrà effetti sull'intero ecosistema globale, a partire dagli habitat di molte specie animali. Per esempio quelli di alcuni volatili, che migrano verso Nord in determinati periodi dell'anno per trovare ampi spazi aperti dove nidificare a terra. L'esatta natura del cambiamento vegetazione Artico a causa del riscaldamento futuro avrà una forte influenza feedback sul clima, ma della Terra studi di modellizzazione del sistema hanno finora assunto aumenti arbitrari di arbusti evidenziando la necessità di previsioni del futuro della vegetazione. Qui vi mostriamo, utilizzando gli scenari climatici per gli anni 2050 e modelli che utilizzano associazioni statistiche tra la vegetazione e il clima, il potenziale per la redistribuzione della vegetazione estremamente diffusa in tutto l'Artico.

Osservati e previsti distribuzioni di Vegetazione.

Distribuzioni osservate delle classi di Vegetazione (a Sinistra) e previsto per le distribuzioni di 2050 basato do Uno scenario di dispersion Equilibrio (colonizzazione illimitato di alberi), modello Foresta Casuale, HadCM3 AOGCM e A2a ...

Una vegetazione più ampia contribuirà anche all'aumento delle temperature, a causa delle relazioni osservate tra piante e albedo (capacità della superficie terrestre di riflettere le radiazioni solari). Una superficie coperta da alberi e cespugli ha un albedo minore rispetto ad una zona coperta di neve e ghiaccio e assorbe più raggi solari.
La diminuzione dell'effetto albedo nelle zone circumpolari è una delle ipotesi associate alla cosiddetta “amplificazione”, il fenomeno per cui nell'Artico l'aumento della temperatura e gli effetti del riscaldamento globale si sono manifestati ad una velocità due o tre volte superiore rispetto ad altre zone del globo.

“Un significativo mutamento nella distribuzione della vegetazione - ha spiegato uno degli autori, Scott Goetz del centro di ricerca Woods Hole (US) - provocherà un feedback cumulativo sul clima, è probabile che porterà ad un riscaldamento maggiore di quando finora previsto”. "Alte latitudini settentrionali sono sempre più caldo, il ghiaccio marino artico e la durata del manto nevoso sono in diminuzione, la stagione di crescita si allunga e le piante sono sempre più", ha detto Ranga Myneni del Dipartimento dell'Università di Boston Terra e Ambiente. "In Artico al nord e nelle zone boreali, le caratteristiche delle stagioni stanno cambiando, portando a grandi disagi per gli impianti e relativi ecosistemi." Lo studio è stato pubblicato Domenica, 10 marzo nel cambiamento climatico rivista Nature.
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7 aprile 2013 7 07 /04 /aprile /2013 20:25

Ci sono sempre considerazioni da scoprire e valutare, sul nostro clima e sulle ripercussioni che il nostro mondo ci regala, nelle buona e nella cattiva sorte. Sentiamo a pelle questo genere di cambiamento, ne parliamo costantemente con chiunque e speriamo sempre che il clima ci lasci vivere in tranquillità giornate serene; i centri meteorologici, quasi diventano un punto di riferimento per ognuno di noi per come organizzare un week end. Dobbiamo comunque valutare altri aspetti non superficiali di questi cambiamenti climatici che diventano troppo improvvisi e difficili da fronteggiare. Pochi anni fa sentivo da appassionati del mistero e studiosi di astrologia che entrare nell' era dell' acquario, avrebbe avuto un escalation di problemi mondiali dovuti all' acqua e dire acqua, significava dire pioggie torrenziali, esondazioni di fiumi, neve in quantità molto superiori alla media annuale, innalzamento dei mari e degli oceani. Non tutte queste previsioni sono state prese in considerazione e il risultato, in ogni caso, è quello che vediamo. Certamente parlano di primavera già avviata in Italia, un modo paradossitico per mettere a tacere malelingue e far tirare un sospiro di sollievo a che ha paura degli eventi meteo, ma... il tempo ci parla con i fatti e le parole finora, rimangono solo una semplice speranza.  Le variazioni di questo equilibrio dovute ai cambiamenti dell’attività del Sole, alle interazioni tra atmosfera, oceani, ghiaccio, crosta terrestre e biosfera (ove si riscontrano le condizioni necessarie alla vita animale e vegetale) e alla mano dell’uomo (cambiamenti antropogenici) danno origine a ciò che viene comunemente definito come “mutamento climatico”.

E’ il surriscaldamento climatico a causare l’aumento dei terribili uragani, quasi raddoppiati negli anni più caldi rispetto a quelli più freddi, che devastano il pianeta. Lo scrive The Independent, citando i risultati di uno studio coordinato da Aslak Grinsted, del Niels Bohr Institute dell’università di Copenhagen, il quale sulla base dei dati relativi alla misurazione delle maree, a partire dal 1923, ha collegato la frequenza e l’intensità delle tempeste tropicali al riscaldamento della temperatura globale media della terra, aumentata in questi novant’anni di 0,7 gradi. La storia della Terra narra variazioni climatiche di vaste dimensioni verificatesi per cause naturali che hanno provocato immense devastazioni e spesso perdite di vite umane ma durante gli ultimi decenni gli esperti hanno documentato un pericoloso riscaldamento globale che indebolisce il suolo e le acque del nostro pianeta.

Per i maya il 21 dicembre 2012 finiva un ciclo astrologico, terminata la quinta Era (in effetti termina l'Era dei pesci lasciando il posto all'Era dell'acquario) in più in quella data la Terra si sarebbe trovata allineata con il Sole e il centro della nostra Galassia, tra l'altro per i popoli antichi corrisponde al regno degli dei, dal quale i signori del cielo discenderanno nuovamente sulla Terra.

Proprio a causa di questo allineamento il Sole potrebbe scatenare tempesti solari.

Secondo i Maya ci furono cinque Ere cosmiche, corrispondenti ad altrettante civiltà.
Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte concluse a causa di devastanti sconvolgimenti ambientali.Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà, quella distrutta dall’Acqua, era Atlantide.

Nel Popol Vuh dei Maya Quiché, si legge: "un diluvio fu suscitato dal Cuore del Cielo...una pesante resina cadde dal cielo.. la faccia della terra si oscurò, e una nera pioggia cadde su di essa, notte e giorno". Posso pensare semplicemente che questi ''Signori'', siano gli elementi del nostro mondo e che la resina pesante, possa appartenere ai vulcani quando eruttano lapilli che rimangono nella terra distanti diversi chilometri.Secondo alcuni ricercatori, tra i quali Maurice Cotterell e Adrian Gilbert, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare e questo provocherebbe scenari apocalittici in quanto lo spostamento dell’asse cambierebbe il clima in ogni parte del mondo.


Un dossier di oltre trecento pagine commissionato da venti governi e redatto da oltre cinquanta esperti, pubblicato invece da DARA, organizzazione non governativa europea che si occupa dell’efficacia degli aiuti alle popolazioni povere in concerto con il Climate Vulnerable Forum, sostiene che sotto il profilo economico e umano il global warming, provocando 400mila morti l’anno, ha un costo superiore alla crisi finanziaria: 1200 miliardi di dollari cioè l’1,6% del Pil di tutto il pianeta. Senza considerare l’inquinamento provocato dall’uso di combustibili fossili, che uccide 4,5 milioni di persone l’anno, e che secondo il report, sommato al costo del cambiamento climatico toccherà il 3,2% del Pil mondiale.

Costi altissimi che peseranno soprattutto sulle economie più deboli e in via di sviluppo, le quali secondo il dossier subiranno nel 2030, a causa dei cataclismi ambientali, perdite pari all’11% del Pil. “Un aumento della temperatura a livello globale di un grado” ha detto Sheikh Hasina, primo ministro del Bangladesh “equivale a una perdita di produttività agricola del 10%. Per noi questo significa 4 milioni di tonnellate in meno di raccolti ovvero circa 2,5 miliardi di dollari di perdite, circa il 2% del nostro Pil”. Ma anche per le economie sviluppate si preannuncia un orizzonte poco roseo: nel 2030 le catastrofi ambientali costeranno agli Stati Uniti il 2% del Pil, e alla Cina una cifra attorno ai 1200 miliardi di dollari.

“Il cambiamento climatico  è un pericolo presente che oramai viviamo ogni giorno. Il suo impatto economico è già tra noi” conferma Michael Cutajar, del Framework Convention on Climate Change delle Nazioni Unite. E secondo quanto dichiarato nel maggio scorso da Jorgen Randers, della BI Norwegian Business School di Oslo e autore di 2052: A Global Forecast for the Next Forty Years, tra quarant’anni la temperatura media del pianeta salirà di 2 gradi celsius, arrivando a compromettere l’esistenza della specie umana. “Di questo passo, l’aumento della produzione di anidride carbonica provocherà un surriscaldamento precoce, che toccherà i 2,8 gradi nel 2080″ affermava Randers, suggerendo di sostituire i combustibili fossili con un sistema energetico green per i paesi in via di sviluppo, puntando sui governi capaci di una visione di lungo periodo. Insomma, se, anche, considerato l’aumento della popolazione mondiale, continueremo a consumare, spremendo risorse e profitti dalla Terra a questo ritmo – oggi il pianeta consuma in tre settimane quello che dieci anni fa consumava in un mese – moriremo tutti.Il surriscaldamento atmosferico potrebbe accelerare la diffusione di malattie infettive e diffonderne di tropicali influenzando notevolmente lo stato di salute di tutti gli esseri viventi.

“Emettiamo due volte la quantità di gas di serra in un anno che può essere assorbita dalle foreste e dagli oceani del pianeta” prosegue Randers.”Ormai abbiamo superato la disponibilità di risorse della terra, e in alcuni casi vedremo collassi su scala locale già prima del 2052. Non agendo al momento opportuno, l’umanità ora è diretta verso una catastrofe ambientale e sociale che potrebbe colpirci nella seconda metà del XXI secolo”. Le informazioni a riguardo sono troppe e i capi di governo sanno che abbiamo poco tempo per evitare catastrofi sempre peggiori.

Come noto, l’aumento delle temperature comporta degli inevitabili effetti a livello meteorologico. Con l’incremento della temperatura vi è un conseguente aumento dell’evaporazione, per cui si ritiene che, a livello globale, l’inasprimento dell’effetto serra porterà ad una crescita delle precipitazioni e ad una maggiore frequenza delle tempeste di forte intensità. A causa del maggior calore vi sarà una riduzione dell’umidità in varie regioni delle zone tropicali che andranno incontro a frequenti siccità.
Altra conseguenza del riscaldamento globale è l’aumento dei livelli del mare in tutto il mondo (cfr. figura sotto).

L’innalzamento del livello del mare in Europa nel report dell’Agenzia Europea per l’Ambiente è stato così documentati: si stima che il livello del mare abbia subito un lieve calo negli ultimi 40 anni nel mare tra Finlandia e Svezia, salvo salire drammaticamente in Danimarca e la zona mediterranea dell’Europa. Questo fattore comporta un massiccio aumento delle alluvioni, secondo le previsioni saranno 100 all’anno in alcune zone europee.

Relativamente al suolo i ricercatori sostengono che il graduale aumento di anidride carbonica atmosferica (CO2) ha accelerato il rilascio di metano e protossido di azoto nel terreno. Il suolo ospita minuscoli microrganismi che respirano CO2 ed espellono azoto e metano, gas che si diffondono nell’atmosfera accelerando il processo inquinante. Gli studi evidenziati da Nature mettono in risalto anche che l’effetto serra, oltre a riscaldare le acque marine, sia all’origine di forti precipitazioni e uragani nelle zone tropicali favorendo l’erosione del suolo.

L’effetto serra costituirebbe, quindi, il fattore principale del surriscaldamento del pianeta, influenzando la circolazione generale dell’atmosfera e, di conseguenza, l’evoluzione dei principali sistemi atmosferici.

Continuando ad aumentare la concentrazione di anidride carbonica nell’aria, nel giro di 50-100 anni, la temperatura della Terra potrebbe salire in media di due o tre gradi centigradi, valore che a latitudini polari potrebbe anche triplicarsi, con gravi ripercussioni sull’aumento del livello medio degli oceani in seguito alla fusione dei ghiacci.

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6 aprile 2013 6 06 /04 /aprile /2013 20:13

Se da una parte ci sono studiosi del clima che asseriscono con le loro tesi di un repentino e inesorabile avvicinarsi di un clima glaciale, altri studiosi del clima, espongono una diversa versione per questa estate che la battezzano come una delle più calde degli ultimi anni: caldo o freddo? Poco cambia per una singola stagione, sicuramente molto incisiva per chi vorrebbe una classica estate da godersi in santa pace, lontano dalle diatribe di ogni genere: tuffarsi nel mare, una scampagnata in montagna, una semplice ''sosta'' per mancanza di fondi nella propria città ma perlomeno con temperature vivibili... comunque sia, questa è la versione di cui parlo. Sarà un’estate caldissima, «fra le più calde in assoluto da dieci anni a questa parte». Met office, massima autorità in Inghilterra nel campo delle previsioni meteorologiche, ha promulgato la sua sentenza. Ora seguirà il solito elenco di commenti approssimativi, che - a seconda del parametro climatologico osservato - appoggerà o meno la dichiarazione dell’organo inglese. Va, comunque, precisato che - benché le previsioni a lunghissimo termine possano rivelarsi dei clamorosi fiaschi – l’ufficio meteorologico del Regno Unito difficilmente sbaglia. Nel 2008, a marzo, disse che ci sarebbe stata un’estate decisamente calda e secca, ed ebbe ragione. A settembre uno studio italiano del Cnr di Bologna, stabilì che fu una delle estati più calde dal 1800, posizionabile all’ottavo posto fra le più bollenti degli ultimi 200 anni, con un notevole incremento medio delle temperature su scala globale.
PRESTO PER FARE PREVISIONI. Stime analoghe sono state fatte da esponenti del Nasa Goddard institute of space studies e della US national oceanic and atmospheric administration. Ma non tutti sono d’accordo. «Non sappiamo ancora come andrà a finire l’inverno, figuriamoci se è possibile prevedere che estate avremo», spiega a Lettera43.it Alessio Grossi, meteorologo di Meteolive. «A parte qualche caso sporadico, tipo 2002, non ricordo estati senza caldo, anche senza scomodare anni 'storici' come il 2003 (con la fusione fra l’anticiclone delle Azzorre e l’anticiclone tropicale africano). Pensiamo piuttosto alla possibile neve di metà gennaio al nord: quella non è affatto da escludere».
TEMPERATURA MEDIA IN AUMENTO DI MEZZO GRADO. Il primo dato preoccupante riguarda la temperatura che secondo gli esperti anglosassoni aumenterà di 0,57 gradi rispetto ai 14 gradi standard del pianeta, riferibili alle registrazioni del trentennio che va dal 1961 al 1990. Le variazioni della colonnina di mercurio non saranno uguali in ogni parte del mondo: farà generalmente più caldo su tutta la superficie del pianeta, ma non è escluso che in rari angoli della Terra potrà addirittura fare più freddo. In ogni caso le oscillazioni della temperatura rifletteranno il range compreso fra 0,43 e 0,71 gradi. È un dato tutt’altro che trascurabile, considerato che, dal 1850 a oggi, c’è stato un aumento medio di mezzo grado e che anche una minima variazione di temperatura, è in grado di creare gravi scombussolamenti climatici su larga scala. Con le alte temperature avremo anche precipitazioni al minimo, con sporadici e violentissimi acquazzoni.
DISCUSSIONE SUI LIVELLI DI CO2. Il responsabile principale per l'aumento delle temperature è sempre l'effetto serra, ossia l’incremento costante di anidride carbonica nel pianeta, a causa dell’attività antropica, comprendente l’utilizzo di combustibili fossili, la deforestazione tropicale, l’impatto industriale. Ne è convinto Dave Britton del Met office, pur ammettendo che la CO2 non sia l’unico elemento in grado di spiegare l’aumento progressivo delle temperature. Recenti studi avrebbero addirittura affermato che non è poi così marcata la relazione fra anidride carbonica nell’aria ed effetto serra. Lo proverebbe il fatto che, nel corso delle varie ere geologiche, si sono avute percentuali di biossido di carbonio più elevate di quelle attuali, in concomitanza con fasi glaciali. Nel tardo Ordoviciano, per esempio, circa 440 milioni di anni fa, i valori della CO2 hanno raggiunto picchi elevatissimi, pur senza contemplare un aumento parossistico delle temperature.
IL RISCHIO INNALZAMENTO DEI MARI. Che sia dunque l’uomo o la natura a causare l’effetto serra, è certo che le previsioni del Met Office non fanno che confermare una tesi corroborata da tempo: la Terra si sta scaldando sempre più. Dal 1750 al 2000 la temperatura dell’emisfero boreale è aumentata di 1,1 gradi, con un’impennata dagli Anni 90 in poi. Si prevede un ulteriore aumento entro il 2040, arrivando a un grado in più rispetto al momento in cui l’uomo è stato in grado di “auscultare” i capricci del clima. Ed entro il 2100 si teme un incremento di altri 1,5 gradi. Se anche l’effetto serra dovesse placarsi entro la fine del secolo, c’è il rischio che i mari e gli oceani del pianeta possano crescere fra 0,5 e 4 metri. Un’ipotesi eclatante se si pensa che 30 delle più grandi città del mondo sorgono praticamente a livello del mare. Le alte temperature saranno la norma, così come l’incidenza di fenomeni estremi, come gli uragani e le alluvioni.

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27 marzo 2013 3 27 /03 /marzo /2013 19:40

Un' isola che ha fatto molto scalpore per via delle ripetute scosse telluriche che pochianni fa, ha dato un innescoa un eruzione vulcanica sottomarina che ha portato una splendida formazione sottomarina di quello che si posso definire la base di una nuova isola. Avevo già tenuto d'occhio precedentemente quest' isola, proprio perchè è ina posizione che lascia tutta l' informazione e le riprese che meritano la storia delle formazioni sulle isole. Nuovamente ci si preapara ad un secondo round che il vulcano aveva lasciato in sospeso per un piccolo riposo. Piu’ di 60 scosse di terremoto hanno fatto tremare l’isola di El Hierro, nell’arcipelago delle Canarie, in Spagna. Lo ha reso noto l’Istituto nazionale geografico spagnolo. Le 60 scosse sismiche registrate dall’istituto, tutte di magnitudo 2 e 3, sono state avvertite a malapena dai residenti. Piu’ di mille scosse hanno colpito la piu’ piccola delle isole Canarie dal 18 marzo, raggiungendo anche intesita’ di magnitudo 4.1. Gli esperti hanno collegato il fenomeno ai movimenti sottomarini compiuti dal magma terrestre. Secondo i dati degli studiosi, l’isola si sarebbe alzata di 10cm negli ultimi mesi nelle sue aree occidentlai. Nel 2011, ondate di scosse simili si erano registrate sempre nell’isola di El Hierro, prima dell’eruzione di un vulcano sottomarino, durata cinque mesi. L’eruzione, sebbene non avesse provocato danni significativi, aveva comunque prodotto un calo dell’afflusso di turisti nell’isola.

Continua a tremare la terra sull’isola di El Hierro, alle Canarie, dove nella notte si sono registrate 64 nuove scosse di terremoto, il più intenso di magnitudo 3.3 a 15km di profondità alle 05:51 a largo di Frontera, nella zona occidentale dell’isola dove nelle ultime due settimane si sono registrate più di mille scosse. Gli esperti dell’IGN (National Geographic Institute) stanno monitorando la situazione in tempo reale; al momento non c’è motivo di preoccuparsi ma la situazione è tenuta sotto controllo 24 ore su 24.Continua ad intensificarsi la “crisi sismica” iniziata pochi giorni fa appena a ovest di El Hierro, alle isole Canarie, nell’oceano Atlantico. Sono quasi 200 le scosse sismiche verificatesi nella giornata odierna, dalla mezzanotte, e in appena 30 minuti ci sono state sei scosse tra le 16 e le 16:30, di cui tre hanno superato la magnitudo 4 (alle 16:02 magnitudo 4.3, alle 16:07 magnitudo 4.6 e alle 16:28 magnitudo 4.1). Le scosse sono state avvertite fino a Las Palmas e Tenerife!

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16 marzo 2013 6 16 /03 /marzo /2013 19:40

Vi proponiamo, in esclusiva, un’ Intervista al Prof. Mazzarella, sempre molto cordiale e gentile a rispondere a tutte le domande che gli poniamo.

In base ai suoi ultimi lavori abbiamo appreso in che modo l’ ENSO si evolve, e quali possono essere le sue conseguenze sulla salute umana, ci può brevemente spiegare questi fenomeni?

R. Nel lavoro: Mazzarella A., Giuliacci A., Liritzis I.: On the 60-month cycle of Multivariate ENSO Index, Theor. Appl. Climatol., 100, 23-27, DOI: 10.1007/s00704-009-0159-0, 2010) dimostro che il MEI ha un andamento quasi periodico di 60 mesi e questo mi ha permesso di prevedere il prossimo minimo per il 2010 e il prossimo massimo per gli inizi del 2013. Ma il minimo del MEI rappresenta la Nina (perfettamente prevista) ed il massimo del MEI rappresenta El Nino. Nel lavoro: Mazzarella A., Giuliacci A., Pregliasco F.: Hypothesis on a possible role of El Niño in the occurrence of influenza pandemics, Theor. Appl. Climatol., DOI 10.1007/s00704-010-0375-7, 2010) ho dimostrato che tutte le 8 pandemie che hanno colpito il nostro Pianeta dal 1580 sono avvenute subito dopo (circa due anni) l’occorrenza di un El Nino.super o dopo un debole ma prolungato El Nino. Il fenomeno El Nino è in grado di determinare, in Asia e in India, lunghi periodo di siccità, carestie e malattie. Poiché il prossimo El Nino capiterà agli inizi del 2013, risulta probabile che potrebbero verificarsi le condizioni di una pandemia due anni dopo il 2013 . Ribadisco, però, che questa è solo una condizione necessaria ma non sufficiente (infatti la presenza di un super o prolungato El Nino non sempre determina una pandemia).

In che modo la magnetosfera si deforma, al fine di frenare la rotazione terrestre, ed in che modo influisce sul MEI?

R. L’impatto di un vento solare intenso sulla magnetosfera è in grado di determinare degli shock sulla magnetosfera che in cascata sono in grado di frenare prima l’atmosfera e poi la rotazione della Terra determinando l’allungamento della lunghezza del giorno. E’ noto che il fenomeno El Nino (MEI superiore a 1.7) è in grado di determinare una diminuzione degli alisei provenienti da Est verso Ovest e tale diminuzione determina un aumento della circolazione zonale e una diminuzione del LOD.


Cosa ci può dire della prossima estate in Italia in base alla Nina e quali sono i fattori che secondo lei influiranno

R. Quest’anno sarà ancora un anno con una Nina attiva per cui in Italia il caldo dell’estate sarà all’interno della norma ma senza ondate di calore eccessive. Occorre evidenziare che il clima in Italia è determinato dalla NAO e con Scafetta ho sottomesso un lavoro nel quale dimostro che, quando l’integrale della NAO è basso, la componente zonale della circolazione atmosferica diminuisce a favore di quella meridianale con conseguente diminuzione della temperatura. Quando la velocità della circolazione zonale è alta, il vortice polare non riesce a raggiungere le basse latitudini e la temperatura dell’emisfero Nord è più alta .

Recenti ricerche hanno ridimensionato l’ effetto del sole sulla PEG, cosa ne pensa?

R In corrispondenza di un minimo di attività solare i raggi cosmici non sono più filtrati dall’attività magnetica del sole e impattano numerosi sulla magnetosfera producendo un aumento della pressione atmosferica alle alte latitudini (il cosiddetto ovale aurorale) e perciò una NAO negativa. In corrispondenza del massimo di attività solare avviene il contrario e perciò una NAO positiva. Non a caso, il minimo di Maunder è avvenuto con la NAO negativa mentre l’Optimum medievale è avvenuta con NAO positivo (Trouet et al., 2009)..

Secondo lei quale potrebbe essere l’evoluzione climatica nei prossimi decenni, concorda con il fatto che continueremo a risentire degli effetti del GW o andremo verso una fase di controtendenza, e quanto incideranno i parametri astronomici su questi mutamenti?

R Il GW ha manifestato un un rallentamento e la temperatura tenderà a diminuire anche se insieme a qualche sussulto.

In tanti non capiscono come variazioni solari così ridotte possono influire in maniera pesante sull’ andamento del clima , affermando che la responsabilità è soprattutto umana: cosa si sente di dire a queste persone, e quanto secondo lei l’ uomo incide, e come si fa differenziare la CO2 prodotta dall’ uomo da quella di altra origine?

R Nei modelli GCM sono riportate equazioni differenziali che rappresentano le varie leggi di conservazione, dei gas etc. L’attività del Sole è espressa da una costante 1400 W/m2 e si sa che la derivata di una costante è zero. I modelli GCM sono perciò CO2 dipendenti e per nulla Sole dipendenti.

In molti ritengono che le relazioni statistiche tra i parametri astronomici e le mutazioni del clima, non sono sufficienti a spiegare le variazioni climatiche: cosa ne pensa?

R. L’onda di circa 60 anni è stata identificata in diversi parametri climatici: SST, NAO, Numero aurore, irradianza etc. ma l’onda di 60 anni è una conseguenza della quasi commensurabilità dei periodi di rivoluzione di Giove e Saturno intorno al Sole: 5x 11.86 = 2 x 29.46 ~ 60 anni. La quasi commensurabilità implica che la stessa geometria dei tre corpi Sole, Giove e Saturno si ripete ogni 60 anni .

Nonostante l’ attività solare sia stata bassa in questi ultimi anni si è continuato a registrare un aumento delle Temperature globali: come lo spiega?

R Il passaggio da stati termici diversi non avviene mai abruptly ma gradatamente; la temperatura dell’aria tra l’altro segue una sinusoide e non una Dirac function.

Come spiega che il ciclo delle glaciazioni, negli ultimi 1-2 milioni di anni coincide con il ciclo dell’eccentricità dell’orbita terrestre (una glaciazione ogni 100000 anni), mentre prima coincideva con l’andamento ciclico dell’inclinazione assiale (una glaciazione ogni circa 41000 anni)?

R La curva di Vostock evidenzia un ciclo nelle glaciazioni di circa 100000 anni.! Occorre considerare l’accuratezza dei dati che già lasciano a desiderare per quanto rigurada gli ultimo 400 mila anni della curva di Vostock. Insieme all’accuratezza dei dati occorre pure considerare il livello di confidenza dei risultati ottenuti. Tutto questo non credo sia stato fatto per gli ultimi1-2 milioni di anni. .

La corrente del golfo quanto incide sul clima Europeo, ed in che modo?

R La circolazione atmosferica e oceanica è molto complessa e la corrente del Golfo svolge un ruolo dominante nel trssporto del calore . Nell’arco degli anni la corrente del Golfo è destinata a subire variazioni che saranno del tutto naturali. Il Clima non può impazzire perché è stato pazzo da sempre!!

Prof. Adriano Mazzarella, docente presso l’ Università di Napoli Federico II di Fisica Terrestre, Climatologia, Oceanografia, e Meteorologia, nonché responsabile dell’ Osservatorio Meteorologico di San Marcellino ( Napoli) fonte

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