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20 giugno 2012 3 20 /06 /giugno /2012 19:25

http://cdn.blogosfere.it/species/images/science/Caldo-1.jpgÈ atteso per giovedì e venerdì il picco dell'eccezionale ondata di calore che sta investendo l'Italia per l'arrivo dell'Africa dell'anticiclone «Scipione». Il ministero della Salute lancia l'allerta di livello 3, («rosso», con condizioni di «rischio elevato») per 15 città domani e venerdì. Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia (domani allerta di livello 2, «arancione» e «rosso» venerdì), Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara (giovedì «arancione» e venerdì «rosso»), Rieti, Roma, Trieste, Venezia, Verona. Inoltre a Viterbo il livello «rosso» è previsto solo per giovedì mentre per venerdì la situazione torna alla normalità con il livello 1 (giallo).

SCIPIONE - «Ancora 60 ore in compagnia di Scipione, l'anticiclone subtropicale che ha le sue radici nell'Africa sahariana e che tra mercoledì e venerdì spingerà aria molto calda verso le nostre regioni, dove si avranno le temperature più alte d'Europa». Antonio Sanò, direttore del portale web www.ilmeteo.it avverte che «il picco massimo del caldo si toccherà giovedì pomeriggio con i 40° sul foggiano, 40° su molte zone del Sud e della Sicilia, 38-39° sulle regioni adriatiche, 36-37° tra l'Emilia e le zone interne della Romagna, 36 a Firenze e Roma. I 35-36° saranno praticamente una costante nelle maggiori cittá e i 32-34° afosi di Milano saranno percepiti come 38°. Nelle zone emiliane colpite dal sisma si supereranno i 35°».

TEMPORALI NEL WEEK END - «Sabato invece - spiega Sanò - il tempo cambia al Nord con nubi, rovesci e temporali sulle Alpi, Prealpi, Lombardia, Est Piemonte, Ovest Emilia, Veneto, rilievi liguri-emiliani e cuneese nel pomeriggio. Ancora caldo altrove e tantissimo sole, punte di 38° al Sud. Un pò di Bora sull'alto Adriatico». La prossima settimana sono attese belle giornate assolate con 30-33° asciutti.

 

 

 

Fonte

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16 giugno 2012 6 16 /06 /giugno /2012 19:41

L’ondata di calore annunciata da tempo è puntualmente arrivata sull’Italia: le temperature stanno aumentando e si inizia a fare sul serio. Oggi le località più calde tra le stazioni meteo della rete di rilevamento dell’aeronautica militare sono Perugia, Pantelleria e Grazzanise con +34°C, seguite da Roma, Viterbo, Firenze, Decimomannu, Capri e Grottaglie con +33°C, Napoli, Grosseto, Bolzano, Ferrara, Latina, Frosinone, Ciampino, Sigonella, Arezzo e Marina di Ginosa con +32°C, Bologna, Pisa, Verona, Parma e Treviso con +31°C, Crotone, Enna, Lecce, Fiumicino, Alghero e Ronchi dei Legionari con +30°C. In molte zone interne di Toscana, Lazio e Sicilia la temperatura ha raggiunto, per la prima volta in questo 2012, i +35°C.
Più fresco a Brindisi (+25°C), Ancona, Genova, Palermo, Rimini e Lampedusa (+26°C), Cuneo, Pescara, Messina, Cervia, Bari, Ponza, Capo Palinuro, Cozzo Spadaro e Lamezia Terme (+28°C), grazie alla ventilazione e a un’aria più umida.
La temperatura percepita, infatti, anche qui è più elevata: l’indice di calore supera i +30°C! Ricordiamo che l’indice di calore è la temperatura percepita dal corpo umano, che si differenzia dalla temperatura in sè poichè è frutto del rapporto tra i gradi centigradi e la percentuale di umidità relativa. In questa nostra pagina è possibile comodamente calcolare l’indice di calore, avendo a disposizione i dati di partenza, cioè temperatura e umidità. Il risultato sarà la temperatura percepita dal corpo umano.
Le temperature, comunque, sono aumentate su gran parte d’Europa: un pò tutto il “vecchio Continente” sta vivendo la sua prima ondata calda della stagione. Oggi Madrid ha superato i +32°C come Tirana, Atene i +34°C, Praga è arrivata a +31°C, Vienna, Tolosa, e Berna a +30°C come Belgrado.
In Spagna, notevoli i +36°C di Saragozza e Cordova, seguiti dai +35°C di Siviglia mentre fa più fresco a Barcellona (+25°C) e soprattutto sulle coste galiziane, con +19°C di massima sia a Vigo che a La Coruna.
Il caldo anticiclone è arrivato dal nord Africa, e le temperature aumenteranno sempre di più nei prossimi giorni, in modo graduale ma imperterrito dapprima nel weekend, quindi ancora tra stasera e domani, domenica 17 giugno, e poi ancoralunedì 18, martedì 19, mercoledì 20, giovedì 21 … proprio tra mercoledì e giovedìraggiungeremo, in Italia, le temperature più elevate con picchi di +40°C e in qualche caso anche di più! Il caldo insisterà ancora venerdì 22 e nel prossimo weekend, soprattutto al centro/sud, prima di una generale rinfrescata nella parte finale del mese.  Insomma, inizia già a far caldo sul serio ma i giorni di fuoco devono ancora arrivare …
Voglia di fresco? L’unica soluzione “continentale” è il Regno Unito: sì perchè lassù, tra Scozia, Irlanda, Galles e Inghilterra, continuerà a piovere con temperature davvero molto basse, più che autunnali e addirittura quasi invernali, con nuove nevicate sui rilievi!

 

 

http://www.meteoweb.eu/

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1 giugno 2012 5 01 /06 /giugno /2012 22:58

Nelle cartine allegate a questo articolo possiamo osservare le anomalie precipitative per i prossimi mesi, comprendendo come il modello americano non propende affatto per una stagione estiva contornata da lunghi periodi anticiclonici e anzi, stando alle recenti emissioni potrebbe presentarsi invece come una stagione particolarmente dinamica, piovosa e non particolarmente calda.

D'altra parte l'attuale fase meteo-climatica sta trascorrendo all'insegna di una prolungata altalena meteorologica, che ci sta ormai accompagnando da diversi mesi. Tra piogge, rovesci e temporali si susseguono a ruota giornate caratterizzate da una più ampia presenza del sole, magari capace anche di determinare sensibili e alquanto bruschi aumenti delle temperature.

Ma non dura e i periodi di staticità di cui eravamo abituati negli anni passati sembrano ormai solo un lontano ricordo. Quanto durerà questa estrema dinamicità? Difficile dirlo, anche se l'americano CFSv2 propende ancora per un prolungamento dell'instabilità anche nei prossimi mesi, almeno fino a Settembre, seppur sembra che soprattutto le regioni centro-settentrionali possano risentire delle anomalie precipitative più marcate ed accentuate.

Naturalmente si tratta solo di ipotesi che probabilmente potrebbero mutare nel corso dei giorni, anche perchè si tratta di uno scenario abbastanza delicato, che richiede accurate analisi e continui monitoraggi. D'altra parte comunque, con la partenza del Nino e un Vortice Polare ancora particolarmente disturbato, attendersi o aspettarsi l'arrivo di un lungo periodo stabile risulta alquanto impossibile.

Certo, naturalmente non mancheranno giorni in cui l'alta pressione azzorriana o sub-tropicale verrà a farci visita, magari rendendo il clima estivo o fortemente estivo, imprimendo una generale sensazione di caldo insopportabile e talora decisamente intenso. Ma potrebbe trattarsi solo di sortite fugaci, non frequentissime, come dimostrato ad esempio anche dai valori termici previsti (in generale in media su quasi tutto il nostro Paese).

Insomma, in base a quanto mostrato dal modello CFSv2 non dovrebbe essere un'estate particolarmente calda quella in arrivo anzi, probabilmente godremo di una situazione climatica destinata ad esser gestita, il più delle volte, dalla presenza dell'alta pressione azzorriana. I dettagli e le maggiori informazioni le tratteremo in altri specifici e mirati editoriali.

luglio assenza di piogge

agosto piovoso quasi ovunque

settembre piovoso al Nord e Toscanafonte

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29 maggio 2012 2 29 /05 /maggio /2012 17:22

http://www.3bmeteo.com/images/newarticles/b9b8a5ee9fa68ae3564050f93871bc1b_sismicita_protezione_civile.jpgCOLPA DELLA PLACCA ADRIATICA - La serie di terremoti che ha colpito il Nord dall'inizio dell'anno, raggiungendo il suo apice nel Veronese ed in Emilia, sono entrambi legati al movimento della placca Adriatica. Secondo gli esperti dell'INGV, verso Nordest la placca Adriatica spinge verso l'Europa correndo sotto le Alpi, mentre scendendo in direzione Sud la placca ricomincia ad innalzarsi all'altezza del Po, per poi piegare nuovamente sotto l'Appennino, inarcandosi. Un suo movimento può così generare terremoti nella zona di Verona e poi verso il Friuli e le Prealpi, scendendo poi in Emilia Romagna e lungo la dorsale.

TERREMOTI PIU' O MENO PROFONDI - Sempre a causa di questo movimento più a Nord i terremoti sono più profondi, mentre diventano più superficiali (fra 10 e 15 chilometri) spostandosi più a Sud, nel punto in cui la placca incontra il movimento dell'Appennino.

ONDE PIU' VELOCI IN VAL PADANA - Ma è la morfologia della Valpadana che permette alle onde di propagarsi più velocemente che in altre parti del Paese. Ne è la prova Milano che pur non avendo una locale sorgente di onde sismiche, risente dei terremoti più o meno distanti a causa di un meccanismo di amplificazione. Normalmente l' intensità di un terremoto diminuisce di 2 gradi Mercalli ogni 40 km a partire dalla sorgente, ma nella Pianura Padana, a causa di questo meccanismo di propagazione più efficiente, ci vogliono circa 80 km per ottenere la stessa attenuazione.

TERREMOTI PASSATI - Il terremoto di ieri nel Reggiano è stato il più forte dal 1996 nel raggio dei 30 km dall'epicentro, mentre il 23 dicembre 2008 un terremoto di magnitudo 5,2 si verifico più a sud ad una profondità di circa 30 km. Nonostante il reggiano ed il veronese sono aree a bassa pericolosità sismica la loro storia annovera diversi eventi sismici. Nella zona di Verona l'ultimo grande terremoto, all'incirca di 6,4 gradi, era avvenuto nel 1117, mentre nel Reggiano nel 1832 un terremoto tocco i 5.6 gradi. Tra i più violenti ricordiamo quello del 1695 nell'Asolano con magnitudo 6,6 e quello del Friuli del 1976 con magnitudo 6,4 gradi.

Ma il Nord e la Valpadana sono a rischio terremoti? Stando alle carte elaborate dal dipartimento della Protezione Civile la zona più a rischio è sicuramente il Friuli in particolar modo tra Prealpi carniche ed Alpi carniche ove il livello di pericolosità è massimo. Livello di pericolosità 2 per le alte pianure friulane, Prealpi bellunesi, Lessinia, alto Garda, Prealpi bresciane, Appennino emiliano-romagnolo e Romagna.

 

http://www.3bmeteo.com/images/newarticles/b9b8a5ee9fa68ae3564050f93871bc1b_sismicita_invg.jpg

 

 

http://www.3bmeteo.com/images/newarticles/b9b8a5ee9fa68ae3564050f93871bc1b_terremoti_del_passato.jpg

 

 

 

FONTE 3Bmeteo.com 

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29 maggio 2012 2 29 /05 /maggio /2012 17:13

Alle 9 la scossa più forte di 5.8, alle 13 altre tre di oltre 5 gradi. Crollano i capannoni, si scava tra le macerie, centinaia di feriti. Gabrielli: non era assestamento rispetto al 20 maggio, ma nuovo evento. Lutto nazionale il 4 giugno

http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/MED/20120529_mappa.jpg

La terra trema ancora in Emilia e questa volta la scossa, di magnitudo 5.8, ha seminato il panico in tutto il Nord Italia.Il bilancio provvisorio è di 15 vittime accertate, secondo quanto riferito dal capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che si trova nel modenese per coordinare i soccorsi. Il governo intende dichiarare il prossimo 4 giugno giornata di lutto nazionale, come ha dichiarato il sottosegretario Antonio Catricalà, in un'informativa al Senato sul sisma.

Ingv: previste repliche anche forti. Intanto l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) mette in guardia: la sequenza delle repliche «sarà lunga e non si può escludere che possano avvenire altri forti terremoti, come quello avvenuto oggi», ha detto il presidente dell'Ingv, Stefano Gresta secondo il quale si tratta di «un terremoto che si inserisce in una sequenza. Spesso può accadere che durante una sequenza possano avvenire scosse di magnitudo confrontabili a quella della scossa principale».

La paura. La scossa di stamani è stata avvertita in gran parte del Nord: dalla Toscana al Friuli, fino al Piemonte la gente è scesa in strada. Paura a Bologna, scuole evacuate a Firenze, paura nelle strade anche a Milano. La più colpita rimane l'Emilia, dove si registrano ancora vittime e crolli nelle zone già coinvolte dalla scossa delle 4.04 dello scorso 20 maggio. Il bilancio di allora era pesantissimo, 7 vittime e più di 6mila sfollati. Oggi, però, le cose sembrano essere andate anche peggio. Intanto la terra continua a tremare: dopo la prima, fortissima, avvertita anche in Austria, sono state registrate almeno altre 10 scosse. Alle 12.56 la terra trema ancora, per più di 30 lunghissimi secondi, con una magnitudo di 5.3 gradi richter. E poi ancora, alle 13 e alle 13.01, per alcuni secondi, con magnitudo 5.1.

VIDEO - LA SCOSSA IN DIRETTA

Vittime e dispersi. Sono almeno 15 le vittime accertate del sisma nel Modenese. Quattro a Cavezzo, tre operai a San Felice (nel crollo della azienda Meta), tre a Mirandola, un anziano a Concordia, colpito da un cornicione, uno a Finale, uno a Cento, uno a Medolla. Morto anche il parroco di Rovereto di Novi, nel crollo della chiesa, mentre tentava di mettere in salvo una statua della Madonna. E due donne sono morte a Cavezzo. Una delle due è rimasta sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi. Ci sono anche dei feriti, circa 200. Sette i dispersi: uno a Mirandola, tre a Medolla e tre a Cavezzo.

Alcune delle vittime sono morte per il crollo di capannoni industriali che non erano stati precedentemente danneggiati dalla scossa del 20 maggio. Un altro capannone industriale è crollato a Medolla, sempre nel modenese: si scava nelle macerie, alla ricerca dei dispersi. Ed è stato estratto vivo uno dei due operai dispersi nella ditta Bbg di Mirandola, colpita dal sisma. Non è morto, contrariamente a quanto detto in precedenza, il parroco del duomo di Carpi. Non vi sarebbero neanche danni strutturali al Duomo della cittadina.

Ottomila sfollati in Emilia. Il sisma di oggi ha provocato ottomila sfollati che si aggiungono ai seimila della scossa dello scorso 20 maggio, per un totale di 14mila, come ha detto Catricalà in Senato. Saranno allestiti entro la serata 4mila nuovi posti per gli sfollati. La Protezione civile si è attivata per rafforzare con un migliaio di posti le strutture già esistenti, mentre grazie all'aiuto di altre Regioni saranno attrezzati 5 nuovi campi di accoglienza con 1.250 posti. In aumento anche gli alberghi disponibili a ospitare la popolazione delle zone colpite. A Crevalcore due treni speciali con cuccette e posti letto sono stati destinati all'accoglienza di circa 450 sfollati. Nel mantovano gli sono 1300 e saranno accolti in una tendopoli da 500 posti allestita a Moglia e altre nei comuni vicini, per circa 1500 posti.

VIDEO - I crolli

Colpita l'Emilia, dove si sono registrati nuovi crolli nelle zone già duramente colpite dal sisma del 20 maggio, in particolare a Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Il duomo e la chiesa di San Francesco a Mirandola sarebbero crollati. A Bologna, dove domani e dopodomani le scuole rimarranno chiuse, moltissime le persone corse fuori da case e uffici e scese per le vie del centro storico. Diverse anche le scuole e i dipartimenti universitari dove le lezioni erano da poco iniziate e dove studenti e insegnanti sono stati fatti evacuare. Paura anche a Reggio Emilia: gli studenti sono usciti dalle scuole e il sindaco Graziano Delrio ha suggerito di lasciarli fuori fino a quando la situazione non sarà più tranquilla. Moltissime le chiamate ai vigili del fuoco. La zona più colpita è quella di Reggiolo e Luzzara, nella bassa sul confine con Modena, che già aveva subito danni nella prima scossa.

Ancora danni ai monumenti, in particolare in Lombardia, nel mantovano (CONTINUA A LEGGERE).

LA MAPPA - L'epicentro della scossa

Mobilitati i militari del Genio. Cinquanta militari del Genio Ferrovieri di Bologna, con relativi mezzi, sono stati mobilitati per far fronte all'emergenza terremoto di oggi e si uniscono a quelli già in azione dai giorni scorsi. Una ventina di genieri con 4 mezzi si sono già diretti a Cappelletta del Duca, presso San Felice sul Panaro.

La scossa è stata registrata alle ore 9 con magnitudo 5.8. Secondo gli esperti della sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) la scossa «fa parte della sequenza in atto». L'epicentro è stato localizzato a Mirandola (Modena). Il sisma è stato abbastanza superficiale, ad una profondità compresa fra 5 e 10 chilometri: proprio per questo la scossa è stata avvertita così chiaramente in un'area così ampia. Ma la terra ha continuato a tremare: alle 9,07 (magnitudo 4,0), alle 9,11 (3,6), alle 9,13 (3,6), alle 9,30 (3,2) e alle 9,38 (3,1). Il terremoto è stato anche avvertito anche in Austria. Lo ha comunicato l'agenzia stampa Apa, citando l'Istituto di meteorologia e geodinamica di Vienna. L'Austria dista dall'epicentro circa 350 chilometri.

Le tre forti scosse intorno alle 13. La prima scossa è avvenuta alle 12.56 nella zona di Mirandola ad una profondità di 6,8 chilometri. Una seconda scossa di magnitudo 5.1 è stata registrata alle 13 ed una terza, sempre di magnitudo superiore a 5, è avvenuta alle 13.01. Sono in corso i calcoli per stabilire la magnitudo esatta.

Nuova faglia. Potrebbe essere la rottura di una nuova faglia all'origine del sisma, avvenuto sul margine occidentale dell'arco di circa 40 chilometri attivato nel sisma del 20 maggio scorso. Allora le scosse più forti erano avvenute nella zona orientale. «Si temeva che con una struttura così complessa, potesse esserci spazio per altri terremoti di grande entità», ha detto il sismologo dell' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alessandro Amato.

Gabrielli: non era una scossa di assestamento. La violenta scossa di terremoto che si è abbattutta oggi alle 9 sull'Emilia «non è stata una scossa di assestamento, ma un nuovo terremoto», indipendente cioè da quello altrettanto violento che si è verificato il 20 maggio sempre in Emilia. È quanto ha precisato il capo della protezione civile Franco Gabrielli, nel corso del summit sull'emergenza sisma appena conclusosi nel centro provinciale della protezione civile di Modena, a Marzaglia. Il fatto è stato poi confermato da Catricalà in Senato. «Dobbiamo riazzerare le lancette» ha aggiunto Gabrielli, rimarcando che la priorità al momento è «il soccorso ai dispersi». Quanto alle vittime, secondo Gabrielli «il bilancio finale non sarà insignificante». Intanto si teme per le sorti di altre 4 o 5 persone di cui non si ha più notizia.

Numero per le donazioni. Da stasera, come preannunciato da Gabrielli, è attivo il numero telefonico 45500 per inviare sms di solidarietà a favore delle popolazioni terremotate dell'Emilia. In questo modo si potrà donare 2 euro per ogni sms inviato.

Trasporti. Sono state riaperte tutte linee ferroviarie interessate dal terremoto. Sta tornando alla normalità la circolazione dei treni sulla Bologna-Verona, Bologna-Padova, Bologna-Piacenza e Verona-Modena. Lo rendono noto le Ferrovie dello Stato. Il transito dei convogli, che in alcuni tratti procede a velocità ridotta, è stato sospeso per circa 30 minuti per fare il punto sulla situazione delle infrastrutture e i necessari controlli a seguito della scossa tellurica. Nessuna conseguenza per la circolazione sulla rete autostradale. Lo rende noto Autostrade per l'Italia, aggiungendo che immediatamente dopo la scossa tellurica sono state attivate le procedure di verifica dell' infrastruttura.

A Milano numerosi palazzi del centro, compresa la sede della Regione Lombardia, il cosiddetto Pirellone, sono stati fatti evacuare per ragioni di sicurezza poco dopo la scossa. Evacuati anche molti uffici nell'hinterland.

Dalla Toscana alla Val d'Aosta. La scossa è stata avvertita forte anche a Firenze. In molte scuole fiorentine è scoppiato il panico, sono state interrotte le lezioni e sono stati predisposti i piani di evacuazione, la gente è scesa nelle strade. Dopo la seconda scossa di terremoto, avvertita distintamente in tutta la città, per precauzione è stato evacuato il nuovo Palazzo di giustizia che sorge nell'area di
Novoli. Ad Aosta alcuni piani del palazzo regionale sono stati evacuati a scopo precauzionale. Il sisma è stato avvertito anche in Trentino, in modo particolare ai piani alti degli edifici. Evacuati anche qui uffici e scuole, così come a Genova e nel levante ligure. Molte sono state le chiamate al centralino della centrale 115 dei vigili del fuoco da parte di cittadini allarmati. Telefoni in tilt anche in Umbria e Marche.

 

 

FONTE IL MESSAGERO.IT

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1 marzo 2012 4 01 /03 /marzo /2012 19:53

Gli attuali tassi di acidificazione degli oceani sono senza precedenti nella storia della Terra. Questo e’ quanto emerso da uno studio condotto dal Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University e dall’Universita’ di Bristol che ha valutato nel dettaglio una serie di eventi correlati ai cambiamenti climatici nella storia del pianeta, compreso l’impatto di un asteroide che avrebbe eliminato i dinosauri e l’estinzione di massa del Permiano che spazzo’ via circa il 95 per cento della vita sul Pianeta. I risultati dello studio sono riportati sulla rivista Science. Gli oceani stanno assorbendo circa un quarto delle emissioni di CO2 rilasciate nell’atmosfera, abbassando notevolmente il pH della propria superficie: aumenta la presenza di CO2 nell’atmosfera e aumenta la velocita’ con cui si dissolve nell’acqua di mare, promuovendone l’acidificazione. Gli esperimenti di laboratorio effettuati hanno evidenziato che se i l pH continua a scendere, inizieremo a vedere l’impatto sugli organismi marini che saranno soggetti ad una crescita piu’ lenta, a una minore fertilita’, a una perdita di massa muscolare, al nanismo, a una ridotta attivita’ e allo scioglimento dei gusci di carbonato, con conseguenze a catena su tutto l’ecosistema marino. Tuttavia, il numero di processi coinvolti e’ piuttosto ampio e, per questo, e’ diffici le prevedere come gli ecosistemi degli oceani appariranno in futuro e in che modo gli esseri umani saranno in grado di continuare a beneficiare delle risorse marine. Per prevederlo, i ricercatori hanno guardato al passato, studiando gli eventi climatici degli ultimi 300 milioni di anni connessi alle elevate emissioni di CO2 atmosferica, al riscaldamento globale e all’acidificazione degli oceani.
”I risultati suggeriscono – ha spiegato Daniela Schmidt della Bristol University, tra gli autori della ricerca – che l’acidificazione attuale e’ potenzialmente senza precedenti almeno negli ultimi 300 milioni di anni di storia della Ter! ra e sol levano il dubbio che stiamo entrando in un territorio sconosciuto del cambiamento dell’ecosistema marino. Anche se esistono analogie, nulla nei tassi rilevati negli ultimi 300 milioni di anni e’ paragonabile ai numeri attuali in termini di interruzione della chimica naturale dell’oceano, a causa della rapidita’ senza precedenti di rilascio di CO2”.

http://www.meteoweb.eu/

 

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26 febbraio 2012 7 26 /02 /febbraio /2012 10:23

http://image.webmasterpoint.org/news/original/freddo-e-neve-in-tutta-italia.jpgDa Nord a Sud l'Italia vive il suo primo weekend di primavera, con temperature attorno ai venti gradi. Ma un notizia sconvolgente arriva dalla Russia. Gli scienziati di Mosca hanno presentato infatti la loro versione della fine del mondo. Secondo la loro opinione tra due anni avrà inizio un abbassamento brusco della temperatura. La nuova era glaciale durerà non meno di due secoli e letteralmente congelerà il mondo.

Il responsabile del settore della ricerca spaziale dell’osservatorio a Pulkovo dell’Accademia delle scienze russa, dottor Khabibul Abdusamatov ha detto che il pianeta ha già cominciato a raffreddarsi. Analizzando la periodicità dei cambiamenti dell’attività solare si può prevedere i prossimi abbassamenti ed aumenti di temperatura. “Secondo i dati disponibili, la temperatura andrà ad abbassarsi costantemente a partire dal 2014. Il picco sara raggiunto nel decennio del 2050”, ha affermato lo scienziato.

“L’abbassamento si concluderà con la riduzione delle zone seminate. Oltre ai problemi alimentari diventerà più difficile l’estrazione del petrolio e del gas nelle latitudini nord. L’abbassamento toccherà molti paesi, quasi tutti, ma in primo luogo quelli del nord” – avverte Khabibul Abdusamatov.

L’abbassamento previsto può diventare la quinta mini-era glaciale degli ultimi nove secoli. Tali fenomeni climatici sono stati registrati già nel Medioevo, nel 1400, nel 1600 ed a fine Ottocento.

“Come al solito, prima tutti dicono che è una sciocchezza, priva di fondamento scientifico e poco probabile, poi dicono, che c’è da pensarci su, e poi che l’avevamo detto. La teoria dell’abbassamento di temperatura è riconosciuta da tutto il mondo” – conclude Abdusamatov (come riporta il sito 'la voce della Russia').

 

 

Fonte  affaritaliani.libero.it

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22 febbraio 2012 3 22 /02 /febbraio /2012 12:00

Nelle corso delle ultime ore l'alta pressione atlantica ha continuato ad interagire con quella russa, permettendo l'isolamento di un'insidiosa circolazione depressionaria sul Mediterraneo centrale. Il vortice depressionario, collocato tra le coste tunisine e quelle siciliane ha così determinato condizioni di forte maltempo sulla Sicilia in particolare sui settori orientali e sulla Calabria con particolare riferimento ai settori ionici.

150 mm sul messinese - Rovesci e temporali anche di forte intensità hanno così permesso accumuli rilevanti dalla mezzanotte, in particolare sulle province orientali siciliane con punte di 143 mm a Pedara, 116 mm a Nicolosi (entrambe sul catanese), 104 mm ad Augusta (siracusano); è continuato a piovere anche sul messinese dove su alcune località gli accumuli sommati a quelli di ieri hanno superato i 150 mm; proprio a causa delle forti piogge un treno è deragliato nel messinese a causa di una frana, provocando dei feriti lievi. La situazione non è migliore sulla Calabria ionica, dove si registrano accumuli nelle ultime 24 ore superiori ai 100mm su Aspromonte, Serre e Locride, con punte di 130 mm a Sant'Agata del Bianco (reggino).

Venti fino a 100 km/h, onde di 8 m - Il maltempo è stato accompagnato anche da un'intensa ventilazione in rotazione ciclonica con raffiche che hanno raggiunto i 102 km/h a Palermo, 94 km/h a Catania, 78 km/h a Lamezia Terme. Sono pertanto risultati molto agitati il Mare di Sicilia e lo Ionio, fino a grosso nei pressi della costa catanese dove le onde hanno raggiunto un'altezza massima pari a 7-8m.

 

 

http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/s320x320/420687_272059692866559_100001875908966_648028_428735266_n.jpgCATANIA – ”E’ una vera e propria emergenza che sta colpendo duramente la citta’. Raccomandiamo a tutti di muoversi il meno possibile con i mezzi privati evitando di intasare le strade. I cittadini collaborino segnalando eventuali situazioni di pericolo ai vigili del fuoco e alla protezione civile”. Lo ha affermato il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli in merito ai danni causati dal maltempo la notte scorsa nel capoluogo etneo. A Catania sono state decine le chiamate giunte alla Protezione Civile comunale. Tra i provvedimenti adottati la chiusura temporanea del Cimitero, dove il maltempo ha causato la caduta di rami, lo smottamento di alcune zone franose e diversi allagamenti che hanno anche portato all’interruzione della fornitura di energia elettrica. Per gli stessi motivi e’ anche stato vietato l’accesso al pubblico in tutti i parchi comunali. Chiusa al traffico via Acquicella, dove la notte scorsa si e’ verificato il crollo di un ampio costone lavico. E’ in corso un monitoraggio sulla tenuta dei torrenti a rischio esondazioni. La Protezione Civile comunale e’ intervenuta anche per alberi caduti o pericolanti. In Via Passo Gravina un cartellone pubblicitario e’ caduto su un’auto ma l’incidente non ha avuto per fortuna conseguenze per la donna che era alla guida. Transennato anche un semaforo pericolante in Via Asiago. Interventi anche per colmare una piccola voragine che si era aperta sul manto stradale in Via San Giuseppe La Rena. Numerosi allagamenti si sono verificati la notte scorsa nella Zona Industriale, dove sono al lavoro le idrovore e allagamenti si sono registrati anche nella zona di villaggio Vaccarizzo e Primosole. E’ anche in corso una verifica delle condizioni delle scuole.

http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/s320x320/428366_335651343144116_126814370694482_940135_541862523_n.jpg

 

ACIREALE

Anche Acireale viene colpito dal maltempo creando danni non indifferenti anche a strutture al centro della citta'. Violenta mareggiata che  colpisce il porticciolo di Stazzo con mare forza 8 viene ripresa da un videoamatore e pubblicata prontamente da YOU REPORTER:

 

 

  Cosi' riporta un articolo del  meridianamagazine.org:

 In tutto il territorio comunale si registrano disagi causati dall’eccezionale volume d’acqua caduto, ma anche dalle fortissime raffiche di vento. Si tratta solo di un primo monitoraggio.

http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/s320x320/404181_170339713081888_100003175826097_250264_239364074_n.jpg

 

 

 

 

Per quel che riguarda le strutture comunali, la Protezione civile e la Polizia municipale con l’ausilio dell’Ufficio tecnico LLPP lavorano ininterrottamente al fine di lenire le difficoltà. Già ieri il sindaco Nino Garozzo, aveva emanato una specifica ordinanza per la giornata odierna che prevedeva, tra l’altro, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e il monitoraggio costante con presidio degli alvei torrentizi, soprattutto quelli che attraversano Capomulini. Il primo cittadino è in contatto con il personale che sta operando nelle diverse zone del territorio comunale. Assieme ai tecnici per le direttive immediate, si trovano invece l’assessore alla Polizia municipale e Protezione civile, Nino Sorace e l’assessore ai Lavori Pubblici, Nuccio Calabretta.

Segue un primo elenco.

In via Lombardia una struttura precaria di proprietà privata, dopo essersi staccata dalla base su un terrazzo e, dopo aver letteralmente “volato” sulla strada, si è schiantata al suolo, colpendo cinque autovetture regolarmente parcheggiate. Nessun ferito.

I torrenti di Capomulini, anche a seguito degli interventi disposti nei mesi scorsi dal Comune e da altri enti, pur ingrossandosi, non hanno superato gli argini e, comunque, il loro stato – sotto controllo – non ha destato preoccupazioni.

La statale 114 – nel tratto bivio Samperi, Bellavista – è stata chiusa al traffico per circa 2 ore al fine di consentire la rimozione di alcuni alberi
sradicati e finiti sulla carreggiata. Successivamente, per fare defluire il traffico, la Statale è stata riaperta sebbene solo su una corsia.

Alberi abbattuti anche in via Degli Oleandri (una pianta si è schiantata contro una vettura parcheggiata), via delle Zagare, via Delle Mimose. Un palo della pubblica illuminazione verrà messo in sicurezza in queste ore sempre in via degli Oleandri. Alberi caduti in via Sclafani, corso Italia, via S. Girolamo, via Provinciale Per Riposto, via Dottor Alfio Fichera. Sempre in quest’ultima via sono intervenuti i tecnici della pubblica illuminazione il ripristino della rete. Un palo telefonico della telefonia si è staccato dalla base in via Isnello.

Allagamenti sono stati registrati in via Tivoli, ma anche all’interno del Palavolcan.

Alcuni box allestiti lungo il circuito del Carnevale per la vendita di prodotti carnascialeschi, sono stati danneggiati.

A Santa Tecla è stata chiusa la strada prospiciente la spiaggia Cocole per i detriti portati sulla carreggiata dal mare agitato.

Il sindaco Nino Garozzo sul maltempo che ha colpito Acireale:

“La scelta di chiusura delle scuole, che ha anche consentito una migliore mobilità all’interno del centro urbano, e l’attivazione delle procedure già nella serata di ieri, con il coinvolgimento di tutti i settori interessati, hanno consentito di concerto con vigili del fuoco, Anas e altre istituzioni, un pronto intervento al fine di dare risposta immediata all’emergenza. Già ieri sera, e sin dalle prime ore del mattino di oggi, ci siamo preoccupati di monitorare i corsi d’acqua più pericolosi, pronti anche ad eventuali evacuazioni che, fortunatamente, non sono state necessarie”.

 

 

 http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/s320x320/419640_3120285138898_1617635715_2624420_1713682049_n.jpg  Foto:Maria Assunta Privitera (Acireale)

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4 febbraio 2012 6 04 /02 /febbraio /2012 00:58
                                        Un asperatus en Nouvelle-Zélande (Ile du Sud). Source : Cloud Appreciation Society / Tanis Danielson
   In questo decennio nuovi fenomeni si sono presentati davanti ai nostri occhi:si tratta delle ASPERATUS, delle forme di nuvole che recentemente sono state immortalate nei cieli della Gran Bretagna e dellaNuova Zelanda, ma anche in Italia,anche se con forme molto diverse dalle altre nazioni.
Sono nuvole molto particolari, che hanno a presagire un temporale di forte intensita',che  non si verifica, esse rassomigliano al mare agitato ,piuttosto scure e con toni opachi o di colori molto soffusi,  Eppure, esse finiscono sempre col dissiparsi senza produrre niente di particolarmente grave.
Quindi cosa sono queste nuvole spaventose?Come poter dare una spiegazione veritiera a questo fenomeno?Informandosi per bene,si riesce a risalire ad una spiegazione che,e' la piu' semplice: sono nuvole molto simili ad una specie di aerosol e non riescono, al loro interno, a generarsi le condizioni per il passaggio da vapore a pioggia, prendono spunto da un'avvezione di aria fresca (o mite) nei bassi strati dell'atmosfera che transita su un grande lago o un mare, solleva aria umida e la condensa in nube, poi incontra nel suo cammino una catena di montagne sulla quale incagliarsi, si generano così questa sorta di onde nel corpo nuvoloso, nata sia dalla discontinuità del vento che dagli ostacoli orografici incontrati, tali da conferirgli un aspetto aggrovigliato e minaccioso.Da qui l'impossibilità della nube di crescere oltre un certo piano isobarico e dunque nel raggiungere lo stadio del cumulonembo.In Italia io stesso,a Torino,ho potuto ammirare in diverse occasioni,nuvole particolari,arrotondate,sigariformi,nella stagione primaverile:dovute principalmente al vento e alla loro smussatura,che le rendeva molto spettacolari.
 
Asperatus Clouds-asperatus6cop2.jpg
 
      Vittorio Prodi, 71 anni, docente di Fisica e grande esperto di fenomeni meteorologici, non nasconde il suo scetticismo. A sentir parlare di nuvole sconosciute e di oggetti misteriosi il professor Prodi, fratello maggiore, oltre che dell’ex presidente del Consiglio Romano a sua volta fisico e membro associato dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr, ha la classica reazione che hanno gli scienziati di fronte alle fantasie popolari. Scuote la testa. E vuole vedere le prove.

Professore, negli ultimi anni si è occupato, anche a livello europeo, dei rapporti fra perturbazioni e cambiamenti climatici. Le nubi misteriose non potrebbero essere figlie del «Global warming»? Come lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello dei mari?
«Un attimo… Prima di parlare di cause e spiegazioni dovremmo fermarci e capire se queste nuvole hanno veramente delle peculiarità, oppure se non si tratta di nubi comuni, magari particolarmente grosse. Per il momento on esiste alcuna classificazione di questi fenomeni a livello internazionale. E poi questa storia dell’assenza di precipitazioni è veramente improbabile».


Cosa intende?
«Se si trattasse di nubi oscure, come ho letto fra le varie ipotesi che circolano in questi giorni, questo significherebbe anche alto spessore, alto assorbimento di luce e quindi anche una grande quantità di acqua liquida o solida. Non voglio scendere in dettagli tecnici ma in ogni caso le precipitazioni dovrebbero essere abbondanti».

Ciò che più incuriosisce è la loro forma. Anche qui: nulla di strano?
«A livello generale si fa una distinzione fra nubi di ghiaccio, simili a vele, che a volte presentano delle striature, e nubi di acqua liquida, di forma più tondeggiante. Non mi sembra che la forma di queste “Asperatus” si allontani molto da questi due modelli».

Dalle foto sembra si tratti di nuvoloni enormi…
«Le ripeto: le foto che ho visto non dimostrano nessuna specificità. Alcune fanno impressione per la loro estensione, è vero, ma potrebbe tranquillamente trattarsi di falsi».


Ha dei dubbi sulla veridicità delle immagini in rete?
«Ho navigato per un po’ di tempo e mi sono consultato con mio fratello Franco: molte potrebbero essere ritoccate con uno di questi programmi che vanno molto di moda».

Come spiega però che queste nuvole siano oggetto degli studi della Royal Meteorogical Society?
«Guardi, mi sono occupato per anni di fisica dell’atmosfera e c’è un punto fermo dal quale non si scappa: nuvoloni del genere danno vita a fenomeni temporaleschi di una certa intensità. Queste nuvole scomparirebbero misteriosamente senza che sulla terra cada una sola goccia di pioggia. Le dico di più: se ci fossero di mezzo i cambiamenti climatici i temporali sarebbero talmente imponenti che in questo momento saremmo qui a parlare dei loro effetti. Non certo della forma delle nuvole».
 
 
       
 
  Sono certo che, a dir si voglia di ogni tentativo che voglia attribuire a questi fenomeni una diversa spiegazione se non quella meteorologica,di stare attenti a non credere in qualunque versione ufologica o extradimensionale per quanto ne concerne.
Siamo di fronte ad un fenomeno naturale,da ammirare per la sua originale proprieta' e la sua vivace somiglianza a ogni forma che la nostra fantasia ci induca.
 
 
 
 
 
 
 
 

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30 gennaio 2012 1 30 /01 /gennaio /2012 18:09

 

http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2012/01/136.png

 Il maltempo sta sferzando la Sicilia con piogge torrenziali su gran parte della Regione, specie nei suoi settori orientali. Ad Antillo, sui Peloritani, sono caduti ben 145mm di pioggia e continua a diluviare. Molte altre località superano i 40/50mm giornalieri specie tra Catanese e Siracusano, dove Lentini ha raggiunto i 70mm. Nel pomeriggio un nubifragio ha colpito Catania: dieci automobilisti e uno scuolabus pieno di piccoli studenti sono rimasti bloccati in via delle Rose, a Misterbianco, a causa dell’allagamento della strada. Per liberarli dall’acqua e’ stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Allagati pure corso Carlo Marx e la zona industriale. Difficolta’ per la viabilita’ anche a Catania: in via Passo Gravina, via Santa Sofia e lungo la circonvallazione. In quaranta minuti di pioggia sono caduti sul capoluogo 30mm di pioggia.

 

 http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/M/maltempo_neve_web--400x300.jpgAltro che crisi economica. Il crollo di borse e finanze, i problemi legati a spread e Btp che rischiano di mandare in default alcuni Paesi e che da anni tormentano l’Italia e l’Europa passeranno in secondo piano nei prossimi giorni tra le preoccupazioni principali di governi e popolazioni del vecchio continente, a causa dell’arrivo di un’ondata di gelo di proporzioni davvero storiche, una di quelle che per estensione e intensità si verificano più o meno solo una volta ogni 30 anni. E non stiamo parlando di un’ondata di gelo normale, di un freddo localizzato in un’area ristretta, ma del vero burian Siberiano, quel vento gelido proveniente dalle steppe Siberiane di cui oggi abbiamo già scoperto tutti i segreti in questo splendido articolo di Daniele Ingemi. Proprio il burian ha caratterizzato le tre ondate di gelo storico più note alle popolazioni europee del secolo scorso: quella del 1929, quella del 1956 e quella del 1985. Sono quelli i tre mitici anni storici in cui gelo e neve si sono impadroniti del territorio Europeo come mai era capitato in altri anni, e non perchè non ci siano state in altre stagioni delle ondate di freddo altrettanto intense, ma perchè queste sono state ben più durature ed estese su un’ampia porzione di territorio, con gravissime ripercusisoni sulla popolazione in termini di disagi e problematiche.

 

 L’ondata di gelo Siberiano ormai imminente sull’Europa è, almeno all’attuale stato previsionale, assolutamente paragonabile alle tre precedenti e già menzionate. Mai, negli ultimi anni, ci siamo trovati a commentare mappe così impressionanti a pochi giorni dall’evento. E le previsioni sono ormai chiare, eloquenti: il minimo delle varie perturbazioni può spostarsi un pò più a sud o un pò più a nord determinando nevicate più copiose in determinate Regioni e meno in altre, ma la sostanza della mega-irruzione non cambia. Stiamo parlando di super-gelo, di freddo record e di temperature eccezionalmente basse, con l’Europa che andrà completamente nel caos.
Già in questi giorni si stanno battendo i denti nell’est Europeo, e il burian non è ancora arrivato. Stamattina Mosca e Riga hanno registrato -20°C di temperatura minima, Kiruna -19°C, Bucarest -18°C, Minsk, Donetsk e Sofia -17°C, Kiev -16°C, Varsavia -15°C, Helsinki -14°C, Belgrado e Odessa -13°C, Stoccolma -11°C, Berlino e Lipsia -9°C, Praga, Norimberga, Hannover, Salisburgo, Amburgo e Vienna -8°C, Oslo e Goteborg -6°C. Per non parlare delle Massime: Mosca non ha superato i -14°C, Kiev i -11°C, Bucarest e Varsavia i -8°C, Belgrado i -5°C … in Polonia e Ucraina si contano già i primi morti assiderati, mentre i Balcani sono sommersi di neve. Già, la neve: ricopre tutta l’europa dell’est, e il burian avrà il percorso agevolato nei prossimi giorni quando si muoverà dalle lande Siberiane verso il continente Europeo.

 

La sua avanzata sarà rapida e inesorabile: domattina avrà invaso la Russia Europea fin su Mosca, mercoledì all’alba avrà raggiunto l’area Baltica e l’Ucraina, giovedì si farà sul serio proprio in Polonia e in tutta l’Europa orientale, ma già ci sarà il grande gelo anche in Germania, Ungheria, Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Venerdì mattina il grande lago gelido sarà a ridosso dell’arco Alpino e si sarà spinto anche su Francia, Spagna e Inghilterra, mentre poi nel weekend, tra sabato e domenica e poi nei primi giorni della prossima settimana invadrà il Mediterraneo centro/occidentale e addirittura il nord Africa: potrà nevicare persino sulle coste di Marocco, Algeria e Tunisia!
Ovviamente anche l’Italia sarà conquistata dal grande gelo proveniente da nord/est, dapprima solo nelle sue Regioni settentrionali (già da mercoledì), poi gradualmente anche al centro e infine, nel weekend e all’inizio della prossima settimana al sud.
 Le temperature scenderanno su valori davvero incredibili, ma non sarà solo il ghiaccio a provocare problemi: avremo abbondanti ed estese nevicate, ci aspettano giorni tremendi con i trasporti completamente bloccati sia per quanto riguarda gli aerei che per ciò che concerne strade, autostrade e ferrovie. Ma non solo. Fronteggiare neve e ghiaccio sarà difficile ovunque.
Nel weekend il gelo arriverà fin nel Sahara!
Ci saranno vastissimi blackout elettrici, le zone interne rimarranno isolate per giorni, con disagi gravissimi dovuti alle tubature che rischiano di scoppiare per il gelo. Si ghiacceranno corsi d’acqua, laghi e lagune: potrebbe finire ghiacciata anche quella di Venezia!
In modo particolare l’Italia potrà risentire di questi disagi, perchè lo sciopero dei tir nei giorni scorsi ha provocato difficoltà nello reperire beni alimentari di prima necessita. Molti supermercati sono ancora vuoti, per non parlare della benzina: è concreto il rischio che un’ondata di gelo simile a quelle di ’29, ’56 e ’85 oggi possa provocare ancor più disagi perchè ci ritroviamo in una società che è più dipendente da riferimenti decisamente deboli rispetto alla furia della natura, come appunto i trasporti e la corrente elettrica.
Insomma, viviamo con grande apprensione l’arrivo di questo burian che potrà compromettere la regolare quotidianità in gran parte d’Italia e d’Europa.
Una curiosità finale: tra 1929 e 1956 passarono 27 anni; tra 1956 e 1985 ne trascorsero 29; tra 1985 e oggi ne sono passati 27. Insomma, il 2012 deve chiudere il cerchio e non ci sono dubbi sul fatto che ormai si iscriverà di diritto nelle pagine più importanti della storia meteo/climatica d’Europa negli ultimi due secoli.

 

Fonte:Meteoweb.eu 

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