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29 gennaio 2012 7 29 /01 /gennaio /2012 22:21

Quella che inizierà domani sarà una settimana,davvero terribile, sul fronte meteorologico, per l’Italia e l’Europa: ci apprestiamo a vivere l’eccezionale ondata di freddo Siberiano di cui parliamo da giorni, provocata da un autentico burian proveniente dalle steppe dell’Asia centrale. Ma non sarà solo gelo: ci sarà anche maltempo a causa del transito di quattro perturbazioni di provenienza Atlantica nel mar Mediterraneo, dove non mancheranno intense precipitazioni che provocheranno precipitazioni nevose davvero copiose, sin dalle bassissime quote.
Gli ultimi aggiornamenti sono davvero chiari, e ogni “run” modellistico abbiamo solo conferme non solo sulla tendenza, ma anche sui dettagli previsionali sempre più evidenti tanto da poter sciogliere la prognosi previsionale.
Il ponte di Weikoff tra l’anticiclone Russo/Siberiano e l’anticiclone delle Azzorre non è molto solido, in quanto a fronte di un poderoso anticiclone Russo/Siberiano con massimi di alta pressione superiori ai 1060 millibàr tra la Scandinavia e la Russia Europea, l’anticiclone delle Azzorre sarà molto più debole e tenderà ad adagiarsi nell’Atlantico senza spingersi troppo a nord, lasciando così la possibilità ad alcuni spifferi freschi e umidi provenienti dal nord Atlantico di insinuarsi, tramite la Francia e la Valle del Rodano, nel Mediterraneo centrale senza affatto compromettere l’entità del gelo in arrivo da nord/est.

Le temperature di mercoledì 1 febbraio: il Burian avanza da nord/est

Già in queste ore il burian sta avanzando, come abbiamo sottolineato in numerosi precedenti articoli, nell’Europa nord/orientale, proprio mentre una saccatura nord Atlantica è piombata nel Mediterraneo portando le nevicate del weekend al nord/ovest. Questa goccia fredda, domani, andrà a congiungersi con una depressione Africana in risalita dal Sahara verso l’Italia meridionale, dando vita alla prima perturbazione della settimana di cui abbiamo già parlato dettagliatamente in quest’articolo. Avremo forti piogge e intensi temporali all’estremo sud con precipitazioni anche nelle Regioni Adriatiche. La neve cadrà a bassa quota sull’Appennino centrale, solo in montagna al sud ma estremamente copiosa specie in Calabria e Sicilia. Dopotutto sarà solo un antipasto rispetto a quello che succederà nei giorni successivi, perchè le nuove perturbazioni saranno ancor più intense e accompagnate da un freddo eccezionale.
La seconda perturbazione interesserà il nostro Paese tra il pomeriggio di martedì 31 gennaio e la giornata di mercoledì 1 febbraio. Sarà una perturbazione molto più intensa della precedente, provocata sempre da una goccia fredda nord Atlantica in discesa dalla Valle del Rodano. Già da martedì pomeriggio inizieranno ad esserci abbondanti precipitazioni in alcune zone del centro/nord, ma mercoledì il maltempo si sposterà al centro/sud e sarà davvero estremo, con temporali diffusi, forti venti e piogge torrenziali. Le precipitazioni risulteranno nevose fin dalle basse quote, in pianura dall’Appennino Tosco/Emiliano e dalle Marche in sù, a bassissime quote nel centro Italia (oltre i 300/400 metri di altitudine), e a quote medie al sud, oltre gli 800/900 metri. Sugli Appennini cadrà moltissima neve. Contemporaneamente il burian continuerà ad avanzare da est, e l’Europa entrerà nella tenaglia del freddo in cui rimarrà poi per tutta la settimana. L’aria fredda non sarà soltanto intensissima, ma anche molto estesa su proporzioni estremamente vaste del territorio: l’isoterma di -10°C a 850hPa andrà dal mare del Nord alla Turchia, inglobando tutta la Germania, l’Austria e i Balcani fin sulle coste Adriatiche e in Grecia! E sarà solo l’inizio … Nei giorni successivi il freddo continuerà a spingere verso ovest. Tra giovedì e venerdì il nocciolo gelido interesserà dapprima l’area Baltica, poi l’est Europeo. Isoterme di -20°C a 850hPa tra Polonia e Germania sono rare, eppure interesseranno un’area molto vasta del territorio Europeo, con gelo che si spingerà fin nell’Irlanda, abbracciando tutto il Regno Unito e portando la neve anche a Londra, e anche in Spagna, oltre il muro Pirenaico.

La perturbazione di venerdì 3 febbraio sull'Italia. Da notare la situazione sinottica con il ponte di Weikoff tra l'Atlantico e la Russia

In Italia avremo una nuova perturbazione Mediterranea, la terza, sempre di origine Atlantica, nella giornata di venerdì 3 febbraio: questa molto probabilmente sarà la più intensa e profonda, fino a 999 millibàr nel centro Italia, e provocherà abbondantissime precipitazioni specie nell’Italia centrale e meridionale, con nevicate eccezionali.
Proprio venerdì, infatti, potrebbe nevicare abbondantemente a Roma e Firenze, Perugia e Ancona, Pescara e Grosseto oltre che in molte altre località di Marche, Umbria, Toscana, Lazio e Abruzzo. Al centro/sud la neve dovrebbe cadere copiosa a partire dai 300/400 metri in Molise, Campania e Puglia centro/settentrionale e oltre gli 800/900 metri in Calabria e Sicilia, dove l’aria gelida arriverà in seguito.
Anche in Sardegna ci sarà maltempo diffuso con nevicate abbondanti fin a quote medio/basse.
Al nord, invece, ci saranno meno precipitazioni e le nevicate interesseranno molto probabilmente solo il Piemonte meridionale e l’Emilia Romagna, grazie alle correnti di nord/est e allo stau, ma ci sarà un grandissimo gelo con isoterme di -20°C a 850hPa a ridosso delle Alpi e -15°C in tutta la pianura Padana, dove le temperature massime potrebbero mantenersi fin a -6/-7°C e le minime rischiano di piombare su valori da record.

Nel weekend, tra sabato e domenica, tutta l'Italia (anche il sud!) nella morsa del freddo Siberiano con nevicate fin sulle coste delle Regioni meridionali

Nel weekend, poi, tra sabato 4 e domenica 5 gennaio, la quarta e ultima perturbazione della settimana dovrebbe interessare il centro/sud, trascinando fin nel Sahara le gelide masse d’aria buranica e determinando copiose nevicate fin in pianura anche in Puglia, Campania, Calabria e Sicilia: secondo gli ultimi aggiornamenti in quei giorni potrebbe nevicare a Bari, Foggia, Lecce, Napoli, Salerno, Cosenza, Reggio, Messina, Catanzaro, Palermo, Catania e Siracusa! Ogni perturbazione, inoltre, porterà con sè forti venti e mari agitati.
Insomma, ce ne sarà un pò per tutti: quest’ondata di burian si prospetta davvero eccezionale per gran parte d’Europa e d’Italia. Apprestiamoci a vivere una settimana da urlo, anche se è bene continuare a tenere d’occhio tutti gli aggiornamenti perchè, come abbiamo già spiegato nei precedenti bollettini, basta uno spostamento di pochi “km” dell’asse dell’anticiclone Russo-Siberiano per far “splittare” la traiettoria del lago gelido Siberiano, così come un posizionamento un pò più a nord o a sud di uno dei vortici depressionari delle 4 perturbazioni che interesseranno il nostro Paese potrà rimescolare le carte in tavola. Saremo qui pronti a segnalarlo. Buon Burian a tutti!


tratto da:http://www.meteoweb.eu/

 


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24 gennaio 2012 2 24 /01 /gennaio /2012 13:45

http://www.daviddarling.info/images/solar_flare.jpgViaggia a circa 2300 km all’ora la tempesta solare più grande degli ultimi (quasi) dieci anni: è una Coronal Mass Ejection che arriva direttamente dallo strato più esterno del Sole. Si tratta di un fenomeno naturale, previsto e affatto sorprendente, visto che, come ricorda Gizmodo, si tratta di qualcosa che succede almeno 2000 volte ogni ciclo solare, della durata di 11 anni: quella che sta viaggiando verso la Terra, però, è particolarmente forte, visto che si tratta del fenomeno più intenso di questo genere dal 2005. E, di più, non arriva nemmeno da sola.

LE TEMPESTE – E’ accompagnata da una tempesta di protoni di livello tre (su cinque), evento molto più raro visto che accade, di solito, “un paio di dozzine per ciclo solare”: e, scrive il portale di tecnologia, “questa potrebbe essere pericolosa”. Relativamente pericolosa, s’intende, perché con qualche attenzione in più nessuna delle apparecchiature potenzialmente sensibili arriverà a subire danni: primo, per tutti gli aeroplani, evitare rotte che passino sopra i poli. “A causa della struttura del campo magnetico che circonda la terra, le cuspidi polari hanno una protezione molto bassa contro i picchi di radiazioni solari, così che qualsiasi aeroplano che passi nell’area finirebbe per essere esposto al problema”, scrive Gizmodo riportando il suo colloquio con Doug Biesecker, fisico della Noaa, l’amministrazione ambientale americana. “Potrebbero essere coinvolti anche i satelliti, che potrebbero dover riavviare i computer di bordo; ancora, potrebbero esserci interferenze nei sistemi di immagine e nella telemetria causata da quelli che vengono chiamati “single events upsets”, fenomeni che cambiano i dati di telemetria. “Essendo noi al corrente di queste interferenze in anticipo, gli ingegneri nelle basi di terra possono prenderle in considerazione e correggere le disfunzioni”, spiega ancora Biesecker.

http://www.daviddarling.info/images/solar_flare_animation.gif

 Solar flare animation. © Gary Palmer

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 DANNI IMPERCETTIBILI – Saranno coinvolti anche i Gps, in maniera però impercettibile dai dispositivi casalinghi che tutti utilizziamo. “Le persone comuni non noteranno niente di questo. Potrete usare il vostro Gps normalmente, ma le persone che usano Gps ad alta precisione – trivellatori, militari, ingegneri, minatori – noteranno sicuramente il problema”, scrive il sito internet di tecnologia; ad alte concentrazioni, una tempesta di protoni potrebbe avere effetto anche sulle persone passeggere di voli ad alta quota, anche se, spiegano gli esperti, quella che abbiamo davanti è ben al di sotto del livello che causerebbe queste preoccupazioni. Finito l’effetto della tempesta di protoni, sarà il turno dell’arrivo della tempesta solare. “Ci sarà un blackout radio di livello R2, che è moderato. Secondo la scala Noaa, causerà “blackout limitati delle radio ad alta frequenza, e perdite di contatto radio per decine di minuti, come anche la degradazione di segnali di navigazione a bassa frequenza per decine di minuti”. Se la tempesta fosse più potente, arriverebbe a coinvolgere in qualche modo anche le linee elettriche, ma in maniera tale da permettere alle compagnie elettriche di affrontare la questione a livello di rete: “Se la tempesta fosse abbastanza lunga, però, potrebbe danneggiare i trasformatori”.

 


 

 

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13 gennaio 2012 5 13 /01 /gennaio /2012 11:21

Se ne parla tantissimo in questi giorni,e giungono tante segnalazioni da tutta italia,e quello che piu' sorprende, che e' davvero un mistero che sembra non avere soluzione,parliamo del Taos Hum.

Il Taos Hum e' chiamato cosi' perche' e'  iniziato nella città di Taos nel New Mexico, così molti esperti chiamano "Taos Hum" un fenomeno che viene segnalato in tutti i continenti.Molte persone lo descrivono come il rumore di un motore diesel al minimo dei giri,che a volte non si ode all'esterno delle abitazioni ma ll'interno,e lo percepiscono come vibrazioni del corpo e non del timpano.

Le prime segnalazioni del fenomeno si sono manifestate negli Stati Uniti nel 1970,ma successivamente gli scienziati hanno scoperto che le segnalazioni di questo strano suono arrivavano dalla Nuova Zelanda,Ingliterra,Svizzera  ed Italia.

In Svizzera abbiamo anche una documentazione video che e' davvero da non perdere:

 

 

Molti come al solito attribuiscono il suono misterioso ad oggetti volanti non identificati e 
fenomeni paranormali.Ma le realta' sono tante e ben diverse,infatti sono state tante le tesi da parte di scienziati e ricercatori.Una di queste e' quella che possa trattarsi dell'ELF (Sistema Extremely Low Frequency), che sono frequenze in grado di attraversare terra e mare in qualsiasi direzione e sono prodotte da mezzi militari quali i sottomarini.Molti lo hanno attribuito al sistema Haarp costruito in Alaska.

Altri ancora hanno supposto che si possa trattare  del movimento delle placche della terra, le onde elettromagnetiche causate dalle meteoriti e le onde prodotte dall'interazione del campo magnetico terrestre con il vento solare,o ancora che si tratta dalle  onde prodotte dalla ionizzazione dell'aria quando si trova vicino a sorgenti con grandi tensioni elettriche.

Resta putroppo  un mistero irrisolto che da' tante teorie ma nessuna risposta concreta alle persone che si fanno tante domande su questo curioso caso.

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3 gennaio 2012 2 03 /01 /gennaio /2012 08:09

 Londra, sta dando segnali di risveglio. Si trova sotto il Laacher See, un lago nei pressi di Bonn, e sarebbe capace di espellere miliardi di tonnellate di magma. E’simile per dimensioni al Pinatubo, che nel 1991 ha segnato la più grande eruzione del XX secolo, causando un calo delle temperature globali di 0.5°C. In quella circostanza il Pinatubo espulse 10 miliardi di tonnellate di magma, 20 miliardi di tonnellate di anidride solforosa e 16 chilometri cubici di cenere. Erutta in media ogni 10 – 12.000 anni, e la sua ultima eruzione risale proprio a 12.900 anni fa, facendo ipotizzare agli esperti che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. E’ coperto da quasi 1000 chilometri quadrati di terra vulcanica e da pietre, e diversi piccoli terremoti nella regione indicano che potrebbe essere molto vicino il suo risveglio. Il 30 luglio 2010, un terremoto di magnitudo 5,6 ha colpito la regione, e vari sciami sismici si stanno susseguendo in queste ore. Gli esperti ritengono che se dovesse esplodere, potrebbe portare alla devastazione diffusa, ad evacuazioni di massa e anche ad un raffreddamento globale a breve termine dovuto alla nube di cenere conseguente che andrebbe a filtrare la luce solare. L’effetto sul Regno Unito è difficile da prevedere, ma è possibile che gran parte del sud dell’Inghilterra possa essere coperto di cenere. I vulcanologi fanno notare come il biossido di carbonio dal magma stia bollendo sino alla superficie del lago, indice che la camera magmatica sottostante è in fase di degasaggio. La camera magmatica rappresenta la zona all’interno di un vulcano definita come una sorta di serbatoio.

                                     

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4 novembre 2011 5 04 /11 /novembre /2011 23:11

pochi mesi fa,un vulcano iniziava a dare segni di risveglio.

piccole scosse telluriche a distanza ravvicinata,fornivano l'inequivocabile risposta di un eruzione che si sarebbe manifestata dai risvolti non molto chiari.

Il vulcano EL HIERRO,situato in una delle isole delle canarie,preoccupa con le sue 268 scosse che,il 28 settembre,trasmette alla sua popolazione e di rimando...chiudono le scuole e delle strade come misura preventiva,

 

 

il 5 ottobre,le scosse non diminuiscono,anzi...Comitato di Stato per il Coordinamento della Protezione Civile viene tenuto per decidere come muoversi per evitare vittime. scienziati provenienti da IGN, l’organo ufficiale per il monitoraggio dei vulcani, rilevavano uno spostamento del fenomeno verso il sud dell ‘isola. il governo quindi mette in atto l'allarme giallo,  raccomandando alla popolazione di seguire le comunicazioni ufficiali. Il suolo si deformava di 35 mm sotto i loro piedi e molti terremoti superavano il magnitudo  3.0 della scala Richter.

 

Il 9 ottobre,il vulcano continua la sua strada composta di scosse e anche frane sul territorio,bloccando delle strade e con il suo scossone di magnitudo 4.3,mette in agitazione i suoi abitanti.Il governatore parla alla gente invitandoli alla calma.

 

I

il 10 ottobre,qualcosa smuove la situazione.

Il vulcano non erutta dal suo cono di 250 metri,ma...inizia a dare sfogo della sua forza dove non ci si aspettava nulla....Il quotidiano spagnolo ''El Mundo'', diffonde la notizia che questa  piccola eruzione  si trova a 7 km dalla costa del vulcano El Hierro ed è stata segnalata da 4 inbarcazioni che stanno attualmente navigando nel mare di Las Calmas dopo  al forte terremoto magnitudo 4.3 della scala Richter avvenuto nel corso dello scorso week-end. Le autorità dichiararono che non c'era nessun pericolo per gli abitanti dell’isola  e nella serata  sarebbe stata data conferma  dell’eruzione dagli scienziati   dell’IGN. L'eruzione sottomarina situata tra i 600 e i 1200 metri di profondita' era quasi non visibile se non con gli strumenti atti a monitorare la situazione in continua evoluzione.

  

 l' 11 ottobre....

                                                       



quello che prima non era visibile,inizia a mostrare un nuovo volto alla eccezionalita' dell'evento.

Dalla  Restiga, il villaggio più meridionale di El Hierro, montata velocemente,diventa una vera e propria base scientifica, con un vai e vieni di scienziati da ogni angolo del mondo per studiare l’insolito e affascinante fenomeno,Intanto gli abitanti,per precauzione,vengono evaquati e spostatiin un area dell'isola sicura.PRENDE CORPO LA POSSIBILITA' che una nuova isola possa nascere.

M a qualcosa mette in allerta il governo,sposta da ALLARME GIALLO a ALLARME ROSSO e si intimorisce sull'evenienza che il vulcano,possa esplodere sott'acqua,almeno 500 abitanti vengono mandati via e continuano a monitorare il vulcano.



il 14 ottobre,delle foto parlano chiaro:





Fino a pochi giorni fa,il 3 novembre,ormai e' chiaro sul come si forma un isola,di cui,traggo delle notizie da METEOWEB:

 

Dopo qualche giorno di relativa calma, s’è nuovamente intensificata l’attività sismica intorno all’isola di El Hierro e, in contemporanea, l’eruzione sottomarina 5 chilometri a sud del vulcano situato nelle Canarie. Ieri ci sono state varie scosse sismiche, di cui la più forte di magnitudo 4,4 richter in serata, ma negli ultimi due giorni sono state una decina le scosse superiori alla magnitudo 3,0 richter, tutte avvertite dalla popolazione dell’isola.
Il vulcano sottomarino ha ricominciato ad eruttare lava proprio come il 10 ottobre scorso, poco dopo una scossa di magnitudo 4,3 richter molto simile a quella di ieri sera.
Una chiazza verde formata dai frammenti dell’eruzione si è estesa nel mare intorno l’isola, provocando la morte di migliaia di pesci.
Il Governo delle Canarie ha avvertito la popolazione di non mangiare pesce pescato nelle zone colpite dall’eruzione vulcanica in quanto dall’autopsia effettuata sui pesci morti trovati nella zona sono state riscontrate lesioni a quasi tutto l’apparato vitale degli stessi. Oltre al divieto di pesca è stato apportato anche quello di navigazione, immersione e balneazione.
Le eruzioni del vulcano sottomarino, da tre settimane a questa parte, hanno innalzato il cratere dello stesso di circa 100 metri. Al cratere mancano 150 metri di acqua per emergere dal mare.
E’ quindi probabile che di cui a breve ci sarà una nuova isola nell’arcipelago delle Canarie.
Intanto il rischio per la prossima eruzione è che la lava venga eruttata fuori dal mare e per questo motivo a El Hierro é stato creato un “rifugio permanente“, il cui fine principale è quello di dare assistenza alle persone che potrebbero essere evacuate dalle loro abitazioni.

il 6 novembre,per via di scosse del 4,4 grado(registrato sull’isola ad una profondita’ di 21 chilometri),si e' giustamente proceduto  a spostare le 200 persone fuori citta’, con i mezzi messi a disposizione dalla direzione del Piano PEVOLCA ma anche con mezzi privati. Quaranta di loro sono stati trasferiti alla “Residencia de Estudiantes” di Valverde,data la situazione insicura dell'evolversi della nuova isola.Le autorita' comunicano che potranno anche esserci nuove scosse piu' importanti.

 

La formazione di una nuova isola,anche per i piu' entusiasti,ci riporta a capire ,quanto tempo ci possa volere per avere per verede un risultato completo.Non si parla di 2 ore come in un classico film..parliamo di settimane?mesi?anni?Solo il vulcano lo puo' dire e,proprio oggi,notizie nuove si aggiungono repentine:

L’eruzione sottomarina,fino ad ora, continua. Nelle scorse ore forti esplosioni hanno provocato l’innalzamento, fino a 25 metri sul livello del mare (nonostante si partisse da diversi metri sotto il livello dell’acqua!) di colonne di fumo e gas altamente tossici. Migliaia di pesci continuano a morire in quel tratto di mare che è completamente interdetto alle ordinarie rotte navali. Oltre a gas e cenere, il vulcano erutta detriti di roccia che pietra pomice che poi rimangono in mare.Le uniche persone che hanno il coraggio o l'incoscienza di retare sull'isola sono i giornalisti e gruppi di studiosi che per nulla al mondo si perderebbero questo evento.

Oggi la bocca del vulcano sottomarino è stata molto vicino alla superficie dell’acqua, mentre fino a qualche settimana fa era profonda diversi metri. La nascita di una nuova isola ormai diventa sempre piu' sicura e il vulcano potrebbe continuare ad eruttare anche dopo l’emersione. Il rischio di esplosione, con conseguenze devastanti non viene mai escluso,anzi,il monitoraggio e' sempre costante.I danni che potrebbe provocare non devono essere mai sottovalutati.

 

.


nella nostra storia,non abbiamo mai avuto il piacere,di poter ammirare come,un'isola nasca nell'atlantico e ci regali per sempre un emozione da raccontare.continuero' ad aggiornare il servizio,qualora si presenti l'occasione.


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=VukCO_3vMxg

 

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=-UbQBhRBJ8A

 

questi indizzi sono riprese fatte da un elicottero.





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30 ottobre 2011 7 30 /10 /ottobre /2011 22:47

Grazie a nuovi studi,possiamo sapere come,il riscaldamento globale e il clima potranno essere piu' incisivi in molte zone del mondo.Gia' oggi,vediamo come il meteo possa giocare strane formazioni temporalesche e purtroppo,anche distruttive...cose che in passato soprattutto qui in Italia,non eravamo certamente abituati a sopportare.

Un nuovo studio, realizzato dal Climate Change Vulnerability Index del centro ricerche Maplecroft, individua i Paesi e le città a maggior rischio a causa del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Il rapporto cataloga 30 paesi ‘a rischio estremo’ e tra questi e’ Haiti ad avere il coefficiente piu’ alto. Seguono Bangladesh, Zimbawe, Sierra Leone, Madagascar, Cambogia, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Malawi, Filippine, Ethiopia, Guinea-Bissau, Nepal, Swaziland, Uganda, Lesotho, Gambia, South Sudan, Guatemala and Myanmar. L’India e’ al 25° posto, la Thailandia al 37°, la Cina al 98° e gli Usa al 160°. L’Italia e’ catalogata a ‘basso rischio’, al posto 124°. All’altro estremo della classifica c’e’ l’Islanda, il paese piu’ sicuro.

Anche se globalmente il nostro paese e’ considerato a basso rischio, specie se paragonata alle nazioni di Asia e Africa, osservando la mappa disegnata dal rapporto non mancano anche da noi aree vulnerabili: i colori piu’ scuri si concentrano in Sicilia, Sardegna e nella pianura Padana occidentale.Aggiungiamo anche se non vibilmente,la Liguria e alata Toscana,che sono interessate in questo periodo ottobre 2011 da forti pioggie e inindazioni di fango che,non solo hanno messo KO dei paesi,ed attualmente,rischiano ancora di essere messe in situazione ancora piu' complicata con l'arrivo di nuove pioggie che di certo non portano aiuto alla sua popolazione.

Anomalia media della temperatura atmosferica a terra e della superficie dei mari, così come ricostruita dall'IPCC, negli ultimi 150 anni

Anomalia media della temperatura atmosferica a terra e della superficie dei mari, così come registrata negli ultimi 30 anni dai satellitiIn climatologia l'espressione Riscaldamento globale è usata per indicare, in riferimento alla storia climatica della Terra, le fasi di aumento della temperatura media dell'atmosfera terrestre e degli oceani dovute a cause naturali (cicli solari, moti della Terra, variazioni dei gas atmosferici,...).

L'espressione è oggi usata come sinonimo di surriscaldamento climatico (global warming nella letteratura scientifica in inglese) che indica il contributo antropico come decisivo alla fase di riscaldamento del clima terrestre degli ultimi 100 anni. Le due espressioni sono entrambe utilizzate e ricomprese all'interno della più vasta tematica sui mutamenti climatici che di per sé comprende anche le fasi di raffreddamento globale, quali ad esempio le glaciazioni, e i cambiamenti nei regimi di precipitazione.

Il riscaldamento globale in sintesi nella seconda accezione (sinonimo di surriscaldamento globale) per riscaldamento globale si intende un incremento delle temperature medie sulla superficie della Terra a cominciare dalla metà del XX secolo. Il quarto rapporto del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) del 2007 stima che la temperatura della superficie terrestre è aumentata di 0.74 ± 0.18 °C durante il XX secolo La maggior parte degli incrementi di temperatura sono stati osservati a partire dalla metà del XX secolo e sono stati attribuiti all'incrementi di concentrazione di gas serra che è il risultato dell'attività umana dato ad esempio dall'uso di combustibili fossili e dalla deforestazione L'oscuramento globale, causato dall'incremento della concentrazione in atmosfera di aerosol, bloccando i raggi del sole in parte mitiga gli effetti del riscaldamento globale. I report dell'IPCC indicano che durante il XXI secolo la temperatura potrà alzarsi di ulteriori gradi (da 1.1 a 6.4 °C a seconda del modello climatico utilizzato. L'aumento delle temperature comporterà un aumento del livello del mare e cambierà anche il modello precipitazioni cui siamo abituati, plausibilmente comportando anche una espansione dei deserti subtropicaliCi si aspetta che il riscaldamento sarà maggiore nella zona artica e comporterà una riduzione dei ghiacciai, permafrost e mari ghiacciati con effetti anche sulla sopravvivenza di specie animali e sull'agricoltura. Il riscaldamento climatico avrà effetti diversi da regione a regione con effetti specifici difficili da prevedereCome risultato dell'incremento in atmosfera del diossido di carbonio, gli oceani saranno più acidi La comunità scientifica è concorde nel ritenere che la causa del riscaldamento globale sia antropica Ciononostante è in essere una ampio dibattito politico che coinvolge anche l'opinione pubblica. Il protocollo di Kyoto vuole mirare alla riduzione dei gas serra prodotti dall'uomo Alla data di novembre 2009 187 paesi avevano sottoscritto e ratificato il protocollo.I cambiamenti recenti del clima vengono analizzati in particolar modo a partire dagli ultimi 50 anni cioè da quando le attività umane sono molto cresciute ed è diventata possibile l'osservazione della troposfera. Tutti i principali fattori ai quale è attribuito il cambiamento climatico sono causati dall'uomo: In particolare questi sonoincremento della concentrazione di gas serra in atmosfera

Un rapporto del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) conclude che la maggior parte degli incrementi di temperatura osservati dalla metà del XX secolo è con molta probabilità da imputare all'incremento di gas serra prodotto dall'uomo;[È molto improbabile (si stima sotto il 5%) che gli aumenti climatici possano essere spiegati ricorrendo a cause naturali. Il riscaldamento interessa sia l'oceano sia l'atmosfera e ha avuto inizio quando i fattori naturali avrebbero dovuto invece produrre un raffreddamento.[

Questa voce non è neutrale!
 .

 

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