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10 settembre 2020 4 10 /09 /settembre /2020 21:33

Diverso tempo fa, ancora prima di scrivere l’articolo a riguardo, mi interessai alla storia del fantasma si Ash Manor, un caso davvero emblematico che potrebbe spiegare gran parte delle apparizioni eteree ritenute credibili.

Ma andiamo per gradi. Cosa sono i fantasmi? Esistono molte ipotesi, ma tutte confutabili o non generalizzabili a tutti i casi.

– Residui spirituali: una persona particolarmente legata ad un posto lascerebbe parte della sua essenza che perdurerebbe per diversi anni prima di consumarsi definitivamente.

– Anima del defunto: per un motivo importante, come ad esempio un’azione non compiuta o terminata in vita, l’anima del defunto si attarderebbe sul nostro piano di esistenza finchè non avrà terminato ciò che ha iniziato.

– Un’invenzione: la scienza afferma che non esistono prove di entità ultraterrene e che tutti gli esperimenti svolti in questo senso non hanno risolto il dubbi. Poiché spesso le testimonianze sono contraddittorie o non verificabili si tende a relegare i casi come “falsi”.

– Allucinazioni o errori di valutazione: a volte crede di vedere porta a convincersi di vedere effettivamente. Sono stati svolti esperimenti che hanno dimostrato che se si sparge la voce che un luogo sia infestato pur non essendolo, molti tenderanno ad affermare che ci sia un fantasma e instaureranno una sorta di effetto a catena convincendo altre persone.

– Mondi paralleli: c’è chi addirittura afferma che assieme al nostro coesistano realtà parallele spesso invalicabili e separati da una barriera invisibile, Queste realtà coesisterebbero nello stesso tempo e nello stesso spazio, ma avrebbero anche altre dimensioni e di tanto in tanto tra alcune si genererebbe un “buco” attraverso il quale si vedrebbe cosa succede altrove. I fantasmi sarebbero entità di dimensioni parallele.

E poi c’è l’opinione che ha cercato di spiegare il caso del fantasma di Ash Manor. I coniugi Keel nel 1934 vennero tormentati dallo spettro di un uomo vestito con abiti tipici del 1800 e sia lui, sia sia moglie e sua figlia lo videro e interagirono cercando di colpirlo più volte. Le apparizioni si protrassero a lungo e dopo sedute con medium e indagini di esperti del paranormale si venne a scoprire che l’uomo era in realtà omosessuale e tra lui e sua moglie c’era un forte disagio. La conclusione fu che l’uomo aveva creato inconsciamente lo spettro e che in qualche modo fosse riuscito a materializzare la sua figura davanti a sé ogni volta che era in fase di riposo. In poche parole la sua mente aveva generato quello che tutta la famiglia vedeva come un fantasma.

È davvero possibile che noi, se sottoposti a stress o a periodi psicologicamente difficili, creiamo dei fantasmi? Questa ipotesi può sembrare davvero stupida, ma se pensiamo ai famosi poltergeist diventa un po’ meno ridicola: oggi i poltergeist sono ritenuti fenomeni di psicocinesi creati da adolescenti affetti da tempeste ormonali (spesso ragazzine alle prese con i primi cicli mestruali); prima si pensava che fossero anch’essi entità paranormali (veramente ancora molti credono si tratti di spiriti).

Ciò che vi sto per raccontare sembra essere una conferma di ciò che vi ho scritto e non si parlerebbe più solo di un’ipotesi, ma di una cosa dimostrata.

Chiamato “Philip Experiment”, è passato alla storia per il caso in cui un personaggio inventato apposta finì per manifestarsi come fantasma durante una seduta spiritica. Fu organizzato a Toronto nel 1972 da un gruppo di studiosi Società per la Ricerca Psichica capeggiati dal matematico A. R. G. Owen e dallo psicologo Joel Whitton.

In tutti gli otto studiosi vollero dimostrare l’ipotesi secondo cui il potere della mente fosse in grado di generare forze sconosciute che erano in grado di interagire con il mondo reale. Nel settembre il gruppo di Owen forse dimostrò che i poltergeist ed ogni altra manifestazione spiritica sono frutto del volere della mente umana.

Il gruppo inventò a tavolino un personaggio storico mai vissuti e gli diedero nome Philip Aylesford. Crearono un suo background curato nei minimio particolari e tutti lo studiarono molte volte al giorno ogni giorno: ci vollero settimane per ricostruire i luoghi dov’era ambientata la storia, e le abitudini di vita degli inglesi del 1600, per disegnare l’aspetto fisico di Philip, i suoi sentimenti verso la moglie e verso quella che divenne la sua amante. Una volta pronta, la storia di Philiph sembrava davvero reale.

Philip Aylesford era un aristocratico vissuto nel 1600 in Inghilterra che si era sposato con la figlia di un politico influente per mantenere il buon nome della famiglia e per la dote; sua moglie si chiamava Dorothea, ma tra i due non sbocciò mai l’amore e l’uomo si distaccò da lei occupandosi sempre più spesso dei possedimenti terrieri. Un giorno trovò sulle terre ereditate una carovana di zingari e lì conobbe la bella Margo, di cui si innamorò quasi immediatamente. La loro fu un’avventura travolgente, al punto che Philip e Margò si rifugiarono nella casa del custode del castello di Diddington Manor, dove lui viveva, ma Dorothea ben presto scoprì l’adulterio e per vendicarsi accusò Margo di aver ammaliato suo marito con la stregoneria. Margo finì a processo e Philip, temendo di perdere prestigio e e reputazione, non scagionò la zingara che venne ritenuta colpevole e bruciata sul rogo. Dopo la morte della sua amata Philip fu colto da rimorso e alcuni giorni dopo, nel 1654, si gettò dalla torre più alta del castello.

Una stira triste, strappa lacrime, ma completamente inventata. Non solo Owen, a insaputa degli altri membri del gruppo, inserì anche degli errori grossolani, come il fatto che Diddington Manor esiste realmente, ma non aveva alcun castello.

Quando Owen si convinse che tutti avevano “assorbito” la storia di Philip iniziò una serie di sedute in cui un medium cercava di evocare lo spirito di Philip. Passarono ancora diverse settimane, ma alla fine il tavolino si mosse, pei si sentirono dei colpi nella stana e poi le persiane delle finestre si chiusero con gran rumore.

Stabilirono il classico codice de gli spiritisti: un colpo per il sì e due colpi per il no e i partecipanti cominciarono a fare domande a Philip. Incredibilmente l’entità reagiva alle domande e rispondeva a volte manifestandosi con rumori, movimenti di oggetti e perfino aggredendo gli stessi partecipanti.

Con il passare del tempo Philip assunse un carattere sempre più definito e si arrivò al punto che in seguito di una domanda provocatoria di uno studioso su sua moglie Dorothea il tavolo spostò di peso l’uomo e lo bloccò in un angolo facendo talmente tanta pressione che ci vollero tre persone per liberarlo.

Si fecero diverse sedute, ma ad un certo punto Philip smise di rispondere alle domande e si decise di interrompere l’esperimento. Essendo consapevoli che non esisteva nessun Philip, gli studiosi conclusero che i fenomeni paranormali a cui avevano assistito erano generati dal subconscio del gruppo, anche se non si capacitarono di come quel subconscio potesse creare una forza tale da spostare il tavolo e una persona per tutta la stanza.

Il fantasma non si manifestò mai con parole o apparizioni, limitandosi solamente a muovere tavoli o sbattere porte, ma tutti si resero conto che quell’entità era genuina, seppure originata da un personaggio inventato.

I risultati dell’esperimento furono pubblicati su diversi giornali e fecero il giro del mondo; Hollywood ne ha approfittato e ha girato un film ispirato proprio a questo esperimento, “Le Origini del Male”.

Ma allora tutti i fantasmi sono generati dal nostro subconscio? Beh, non me la sento di estremizzare tutte le migliaia di casi di presunte apparizioni e fenomeni paranormali; sono giunto alla conclusione che in molti casi il nostro cervello sia capace di cose misteriose e difficili da comprendere, perfino farci credere che qualcosa esista anche se non è vero. Credo però anche a casi di residui spirituali, casi di allucinazione, alle anime dei defunti e, purtroppo, a falsi creati ad oc solo per un po’ di fama o di denaro.

FONTE: Misteri dal Mondo – Credere Per Vedere

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25 agosto 2020 2 25 /08 /agosto /2020 22:10
Il “Kotodama” è una forza spiritale misteriosa che sta nella “parola”. I kotodama sono delle frasi, dei suoni vocalici, che hanno una parte molto importante nella vita giapponese.
 
Giappone, si credeva (ed anche oggi è rimasta una sorta di superstizione)  che ogni parola pronunciata si sarebbe un giorno realizzata: In matrimonio giapponese, nessuno dei partecipanti dice le parole che fanno immaginare “separarsi” né “divorziarsi”, non solo per evitare la maleducazione. Hanno paura che succederà per la colpa delle parole.
Se uno studente ha un esame di iscrizione per un’università, la sua famiglia sta attenta di non pronunciare “ochiru” o “suberu”, perché tutti e due significano “bocciarsi”.

 

Se qualcuno sta morendo sul letto in un ospedale, nessuno della famiglia, parenti, e amici inizia a chiamare l’agenzia di funerale. Anzi se lo fa, verrà attaccato dai tutti, magari uno dei questo penserebbe, “Speri che muore prima possibile?”.

“Kotodama” si scrive 言霊. (anche 言魂)
言 “koto” è “parole”.
霊(魂) “tama” (collegando con “koto”, si pronuncia “dama”) è “spirito” o “anima”.
La parola “koto” ha un altro ideogramma 事 che intende “fatto”. Ora i due ideogrammi hanno i diversi significati, ma nell’era antica, anche dopo dell’importo del kanji dalla cina, il “dire” e il “fatto” avevano un concetto uguale. In un libro antico si vede 言 come 事, e viceversa.


E’ KitKat, un prodotto dolciario di Nestlè.
I giapponesi lo pronunciano “kitto katto”, che somiglia un po’ “kitto katsu”, cioè “vincere assolutamente”.
Per cui nel periodo dell’esame vengono acquistati dagli studenti che vogliono  i cioccolatini che portano la fortuna. E’ un esempio di kotodama positivo.

Anticamente in Giappone chiamare qualcuno con il nome vero veniva evitato, perché chiamare così significava di controllare o dominare la personalità dell possessore del nome.

Quando due giovani si frequentano, per la ragazza  fare sapere il suo nome vero è dichiarare che accetta il rapporto d’amore.  Infatti nelle poesie antiche, chiedere il nome, è considerato una proposta di  matrimonio.
In Kojiki, c’è una storia in cui una ragazza che aveva rivelato il suo nome per la richiesta da un imperatore, l’ha aspettato per ottanta anni sperando che lui venisse a prenderla.

L’autorice di Genji Monogatari è conosciuta come Murasaki Shikibu 紫式部. Ma non è il suo nome personale. Dicono che il nome autentico fosse stato Fujiwara Takako o Kaoriko 藤原香子, ma non è chiaro. Murasaki è stato preso dal nome di un personaggio nella storia, Shikibu è il nome del ruolo dilavoro di suo padre.

Non chiamare il nome vero è scomodo, così è nato azana (字) il sopranome per sostituirlo.
(Oggi tra gli amici quello che si usa per esprimere la simpatia si dice adana (あだ名). Col tempo è stato confuso con azana e adana.)

Il nome vero invece si dice imina (諱). Si scrive anche 忌み名, appunto vuol significare “nome da evitare di dire”.

Il noto samurai Miyamoto Musashi, di cui Musashi è azana. Il vero nome è Harunobu. Ma conunque lo chiamiamo Musashi, il nome conosciuto.

Anche oggi si trova facilmente la traccia di questo concetto, anche se oramai non è così presente come una volta.

In Giappone gli imperatori hanno il nome vero, ma durante la loro era, nessuno li chiama con il nome, anche perchè non è neccesario. L’imperatore è sempre e solo uno, per cui basta chiamare “L’imperatore”. Per distinguerlo dagli altri imperatori del passato, lo chiama “Kinjoo Tennoo”, ossia “L’imperatore Attuale”. L’imperatore precedente, con il nome dell’epoca Showa, lo chiamano Showa Tennoo. I Giapponesi si  sorprendono  quando sentono  che all’ estero si usa il nome vero, come ad esempio capitò per L’imperatore Hirohito.

Nella vita quotidiana dei giapponesi, chiamare il nome vero è comunque significativo. Ad esempio nei cartoni animati la protagonista si imbarazza per essere chiamata con il suo nome, non cognome ne sopranome!  Per chi vivere in Giappone, osservando  bene come si chiamano, si capisce  il rapporto o la distanza personale tra le persone.

Nel Reiki con il termine Kotodama, ci si riferisce ai Mantra dei vari simboli. Non è insolito comunque sentire chiamare i Kotodama anche Jumon.
Il termine Jumon, significa “incantesimo” o “magia”. quell’insieme di leggi cosmiche che regolano l’intero universo.

In alcune scuole giapponesi i Kotodama non vengono semplicemente pronunciati ma intonati come dei Mantra: vengono salmodiati a ripetizione o emessi come se fossero un lungo suono. Grazie alle loro vibrazioni, i Mantra producono un effetto di guarigione attraverso la funzione dell’interdipendenza: ogni Mantra possiede una determinata frequenza vibrazionale, per mezzo della quale l’energia liberata può essere indirizzata in modo preciso, al fine di lavorare su tematiche specifiche; siano esse fisiche, mentali o spirituali.

 
 

MANTRA GIAPPONESI (dal KUJI-KIRI o KUJI -IN) e ARTI MARZIALI”

fonte: (il respiro e la voce dr. Alessandro Gelli)

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24 agosto 2020 1 24 /08 /agosto /2020 22:03

Cartomanzia

E’ pericoloso farsi fare le carte, fare sedute di cartomanzia, farsi leggere i tarocchi, le sibille, anche gratis e/o per gioco, oppure al telefono?

Si deve sapere che la lettura delle carte, o dei tarocchi, è una mantica esoterica, ossia la cartomanzia fa parte della magia, dell’occulto e dell’esoterismo in quanto metodo di indagine, anche in prospettiva futura, e conseguentemente è soggetta a tutti quei pericoli o conseguenze negative che si possono trovare affrontando determinati argomenti senza le dovute conoscenze e protezioni.

Leggere le carte, i tarocchi, o le sibille, è un atto magico e si possono, consapevolmente o inconsapevolmente, aprire “porte”, passaggi, che poi, se non si è preparati, non si è capaci di chiudere ed esse diventano passaggio di elementi di negatività, quando non addirittura entità portatrici di energie negative, come possono essere, nella migliore delle ipotesi le larve, oppure, nella peggiore, entità demoniache.

C’è tutta una letteratura esoterica in proposito e solo persone ignoranti e/o sprovvedute affrontano una materia così importante, ma anche così pericolosa, senza le dovute conoscenze.

Ma fuori dubbio il pericolo più grande è quello della infestazione larvale.

Oggi c’è il vizio – mi si consenta questo termine – per ogni sciocchezza o anche problema importante, di rivolgersi alla cartomanzia telefonica. A parte il giudizio negativo sulla cartomanzia fatta al telefono, degli 899 e tutti gli altri numeri a pagamento, con cui i mercanti dell’occulto NON danno alcun servizio di cartomanzia ma speculano sui bisogni e sulla necessità dei quanti chiamano ed all’esoterismo credono, pochi sanno che un modo per essere contagiati dalle larve, se non si è protetti, sta proprio nel telefono. Se, dall’altra parte, vi è qualcuno infestato larvalmente e voi non siete protetti e siete nelle condizioni di poter essere “contagiati” (leggasi debolezza psico-fisica), il collegamento dei due numeri telefonici è per le larve un’autostrada su cui viaggiare e colpire la vittima ignara che, così, dopo la telefonata, si trova “infettata larvalmente” e dà inizio al suo calvario, diventando lui stesso infettivo per altre persone e luoghi magari a lui cari.

Tarocchi

E molte volte l’infestazione larvale ha una sintomatologia molto simile ad quella di una fattura, di un malocchio, di un maleficio, e, se non ci si rivolge a persona esperta, ecco che il dramma si compie tutto nella sua completezza… E TUTTO PER UNA TELEFONATA.

Ma non solo la cartomanzia o la lettura dei tarocchi o le sibille sono pericolose al telefono. Gli stessi pericoli li corrono coloro i quali fanno queste pratiche per gioco o si dilettano a farle agli amici, parenti, facendosi passare per sensitivi e cartomanti, ed anche in questo caso andiamo ad aprire le stesse porte di cui abbiamo parlato sopra. Non farsi fare queste pratiche MAI da persone inesperte, per gioco, per prova, alle fiere, sui forum o in rete, ecc. senza le dovute protezioni, consapevoli che un errore o un atteggiamento superficiale verso tali manzie può diventare un gioco molto, MOLTO pericoloso.

magic pendulum and cards of tarots on astrological background in special mystical lightning

Sedute spiritiche

In Italia c’è una certa tendenza all’occultismo e sono molti ad ammettere di avere partecipato a una seduta spiritica, almeno una volta nella vita. Ma con quali conseguenze? E’ vero che le sedute spiritiche sono pericolose ed è meglio non farle nemmeno per scherzo? Cosa fondamentale da ricordare è che per svolgere una seduta con gli spiriti occorre la presenza di un tramite sensibile, il cosiddetto Medium.

Storicamente, lo spiritismo apparve in Francia nella seconda metà del 1800, ma ai nostri giorni ha decine di milioni di seguaci in molti paesi dell’Europa e del mondo, oltre alla Francia: Spagna, Stati Uniti, Giappone, Germania, Inghilterra, Argentina, Portogallo e soprattutto Brasile.

In Italia, secondo alcuni dati riferiti da Codacons, sarebbero almeno 13 milioni i cittadini che ogni anno si rivolgono al mondo dell’occulto, ma in questa statistica rientrano anche coloro che chiedono consiglio a cartomanti, maghi e fattucchieri.

 

Il pericolo della seduta spiritica

Vediamo di capire qualcosa di più delle sedute spiritiche: qualcuno pensa che siano solo scherzi orditi da burloni che si divertono a vedere le reazioni dei più suggestionabili. E’ davvero così? Occorre fare una premessa, perchè qui c’è una mezza verità: infatti assistere a una seduta spiritica può avere effetti pericolosi se si è psicologicamente deboli. Di fatto, se si è facilmente suggestionabili, si sarà portati a credere a qualsiasi cosa!

Coloro che credono fermamente nella possibilità di parlare coi morti, invece, ritengono che sia necessario approcciare a tale pratica con serietà. In genere alle sedute presenzia anche una persona che non partecipa attivamente alla seduta ma che assiste, osserva e annota gli avvenimenti.

Le comunicazioni spiritiche avverrebbero solo grazie all’intervento di un “medium“, un tramite dotato di particolari sensibilità. A questa persona si riconoscono specifiche doti che permettono proprio la comunicazione fra spiriti e viventi, durante la cosiddetta seduta spiritica.

Lo spiritismo insegna che possiamo comunicare con gli spiriti dipartiti e con altre entità spirituali. Altri insegnano che possiamo cercare uno spirito guida a cui affidare la nostra vita. Coloro che credono si affrettano a dire che Dio nella Bibbia proibisce espressamente di consultare gli spiriti, con e senza l’aiuto degli spiritisti, perchè vi è del male e del pericolo in questa pratica (Levitico 19:31; 20:6,7; Isaia 8:19).

Noi non siamo cristiani, ma pagani; certo è che non è facile gestire certe situazioni se non si è all’altezza.

Fonte: il Web.

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31 luglio 2020 5 31 /07 /luglio /2020 21:36
 Un visitatore dalla Quarta Dimensione! La proiezione di un ipercubo a quattro dimensioni.

L’idea di quarta dimensione è spesso circondata da un alone di mistero e di sospetto. Come osiamo noi, creature di lunghezza, altezza e spessore, parlare dello spazio a quattro dimensioni? Usando tutta la nostra intelligenza tridimensionale è possibile immaginare un “superspazio” o meglio un iperspazio di quattro dimensioni? E come potrebbero essere un cubo o una sfera quadridimensionali? Quando diciamo di “immaginare” un drago gigante con una lunga coda squamata e con le fiamme che escono dalle narici, oppure un super aereo di linea con una piscina e un paio di campi da tennis sulle sue ali, in realtà stiamo delineando un’immagine mentale di come sarebbero queste cose se ci apparissero improvvisamente davanti agli occhi. E questa immagine la disegniamo nello sfondo del familiare spazio a tre dimensioni nel quale sono situati tutti i comuni oggetti, compresi noi stessi. Se è questo il significato della parole “immaginare”, allora è possibile immaginare una figura a quattro dimensioni nello sfondo del comune spazio tridimensionale, allo stesso modo in cui è possibile schiacciare un corpo tridimensionale su un piano

fig24

Il modo sbagliato e quello corretto per “schiacciare” un corpo tridimensionale su una superficie a due dimensioni

Ma, aspettate un momento. In un certo senso, noi siamo in grado di appiattire i corpi tridimensionali sul piano, disegnandoli. In questi casi, comunque, non dobbiamo utilizzare una pressa idraulica o qualche tipo di forza fisica per eseguire tale operazione, semmai dobbiamo applicare il metodo noto come “proiezione”.

La differenza tra i due modi di schiacciare un corpo su un piano (ad esempio un cavallo) può essere compresa immediatamente guardando la figura 24.

 

Per mezzo di un’analogia, ora possiamo affermare che pur non essendo possibile “schiacciare” un corpo quadridimensionale in uno spazio tridimensionale senza che alcune parti schizzino via, è invece possibile eseguire delle “proiezioni” di varie figure a quattro dimensioni nel nostro spazio a tre dimensioni. Dobbiamo ricordare però che allo stesso modo in cui la proiezione sul piano di un oggetto tridimensionale è una figura piana a due dimensioni, la proiezione di un “supercorpo” di quattro dimensioni nel nostro spazio ordinario sarà rappresentata da una figura a tre dimensioni.

fig25

Creature bidimensionali guardano con sorpresa l’ombra di un cubo tridimensionale proiettato sulla loro superficie.

Per chiarire meglio la questione, proviamo a pensare in che modo le creature-ombra bidimensionali che vivono su una superficie potrebbero concepire l’idea di un cubo tridimensionale. Possiamo facilmente immaginarlo, dato che rispetto a loro, noi siamo degli esseri superiori, a tre dimensioni, e possiamo guardare il mondo bidimensionale dall’alto, cioè da una terza direzione. L’unico modo per schiacciare un cubo su un piano è quello di proiettarlo con il metodo mostrato nella figura 25.

Osservando questa proiezione e varie altre proiezioni che si possono ottenere facendo ruotare il cubo originale, i nostri amici bidimensionali potrebbero farsi almeno un’idea su alcune proprietà della misteriosa figura chiamata “un cubo tridimensionale”. Non potranno mai “saltare fuori” dalla loro superficie e visualizzare il cubo nel modo in cui lo vediamo noi, ma osservando semplicemente la proiezione saranno in grado di dire, ad esempio, che il cubo possiede otto vertici e dodici spigoli.

fig26

Un visitatore dalla Quarta Dimensione! La proiezione di un ipercubo a quattro dimensioni.

Se ora osserviamo la figura 26 ci troveremo esattamente nella situazione della povera creatura-ombra bidimensionale che esamina la proiezione di un cubo sulla loro superficie. In realtà, la strana struttura complessa osservata con grande stupore dai membri della famiglia, è una proiezione di un “supercubo”, o meglio un “ipercubo” quadridimensionale nel nostro ordinario spazio tridimensionale. (1)

Se si esamina con attenzione questa figura si riconosceranno facilmente le stesse enigmatiche caratteristiche osservate dalle creature-ombra della figura 25: mentre la proiezione di un cubo ordinario sul piano è rappresentato da due quadrati, uno dentro l’altro e connessi per i vertici, la proiezione di un ipercubo nello spazio ordinario è formato da due cubi, uno dentro l’altro. Si possono facilmente contare 16 vertici, 32 spigoli e 24 facce. Proprio un bel cubo no?

fig27 Proiezione del globo sul piano.

Ora vediamo come potrebbe apparire una sfera a quattro dimensioni. Lo facciamo nel modo che ci è più familiare, quello della proiezione di una sfera ordinaria sulla superficie piana. Pensiamo ad esempio da un globo terrestre trasparente, con i continenti e gli oceani disegnati sulla sua superficie, proiettato su un muro (figura 27).

Sul muro i due emisferi si sovrappongono e, giudicando dalla proiezione, si potrebbe pensare che la distanza tra New York e Pechino sia molto piccola. Ma è solo una impressione. In realtà ogni punto della proiezione rappresenta due punti opposti sul globo e la proiezione di un aereo che vola da New York alla Cina si muoverà fino al bordo della proiezione piana e poi tornerà indietro. Nonostante le proiezioni delle traiettorie di due aerei diversi potrebbero intersecarsi sulla proiezione, non avverrebbe nessuna collisione sul globo dato che essi si troverebbero in due posizioni opposte.

Queste sono le proprietà di una sfera ordinaria. Spingendo un po’ oltre la nostra immaginazione non avremo difficoltà di vedere come potrebbe apparire la proiezione nello spazio ordinario di una “ipersfera”. Allo stesso modo in cui la proiezione piana di una sfera ordinaria è formata da due dischi piatti sovrapposti punto a punto e uniti lungo la circonferenza esterna, la proiezione nello spazio di una ipersfera deve essere immaginata come due corpi sferici sovrapposti e uniti lungo le loro superfici esterne. Nel capitolo precedente abbiamo già discusso una struttura straordinaria come questa, come l’esempio di una forma tridimensionale chiusa analoga ad una superficie sferica. Così, tutto quello che dobbiamo aggiungere qui è che la proiezione tridimensionale di una sfera a quattro dimensioni non è nient’altro che la coppia di mele gemelle siamesi già descritte, formate da due normali mele che sono cresciute assieme lungo la superficie della loro buccia.

Allo stesso modo, con il metodo dell’analogia, possiamo rispondere a molte altre domande concernenti le proprietà delle figure a quattro dimensioni sebbene, per quanto ci proviamo, non riusciamo mai ad immaginare nel nostro spazio fisico una quarta direzione indipendente.

Ma si ci pensiamo un po’ di più, scopriamo che per concepire la quarta dimensione non è per niente necessario diventare dei mistici. Esiste una parola che molti di noi usano ogni giorno per designare ciò che potrebbe, e in realtà dovrebbe, essere considerata una quarta direzione indipendente nel mondo fisico. Intendiamo il tempo che, assieme allo spazio, è usato comunemente per descrivere gli eventi che accadono attorno a noi. Quando parliamo di qualsiasi evento dell’universo, sia che si tratti di un incontro casuale con un amico per la strada o dell’esplosione di una lontana stella, noi non diciamo soltanto dove esso accade, ma anche quando. Così aggiungiamo un fatto ulteriore, una data, ai tre fatti direzionali tipici della localizzazione di un posto.

Se si analizza ulteriormente l’argomento, si realizzerà facilmente che ogni oggetto fisico possiede quattro dimensioni, tre nello spazio e una nel tempo. Così la casa nella quale viviamo si estende in larghezza, lunghezza, altezza e tempo e l’ultima estensione è misurata dal momento in cui la casa è stata costruita fino alla data in cui brucerà oppure sarà abbattuta da qualche ditta, o crollerà per età avanzata.

La direzione del tempo non è la stessa delle tre direzioni dello spazio. Gli intervalli di tempo sono misurati dall’orologio, il cui il tic-tac denota i secondi e il din-don indica le ore; gli intervalli di tempo invece sono misurati con il righello. Se per misurare la larghezza, la lunghezza e l’altezza si può usare un righello, non si può mettere lo stesso righello sull’orologio per misurare la durata del tempo. Inoltre, mentre con il righello si può misurare lo spazio spostandolo in avanti, a destra o verso l’alto, e poi tornare anche indietro, con il tempo non si può tornare indietro e siamo costretti ad andare forzatamente dal passato al futuro.

Una volta chiarite queste differenze tra la direzione del tempo e le tre direzioni nello spazio, possiamo ancora usare il tempo come quarta direzione nel mondo degli eventi fisici, senza però dimenticare che non è esattamente la stessa cosa.

Scegliendo il tempo come quarta dimensione sarà molto più facile visualizzare le immagini a quattro dimensioni discusse all’inizio di questo capitolo. Ad esempio, ricordate la strana figura della proiezione del cubo a quattro dimensioni? 16 vertici, 32 spigoli e 24 lati! Non c’è da stupirsi se i personaggi della figura 26 guardano sorpresi questo mostro geometrico.

fig28

Dal nostro nuovo punto di vista, comunque, un cubo a quattro dimensioni è un cubo ordinario che esiste per un certo periodo di tempo. Supponiamo di costruire un cubo usando 12 asticelle di ferro il primo di maggio, e di smontarlo un mese dopo. Ogni vertice di questo cubo deve essere immaginato come una linea che si estende nella direzione del tempo per una lunghezza pari a un mese. Si potrebbe attaccare un piccolo calendario a ciascun vertice e sfogliare le pagine ogni giorno per mostrare la progressione nel tempo (figura 28).

Ora è facile contare il numero di spigoli nella nostra figura a quattro dimensioni. Abbiamo, di fatto, 12 spigoli spaziali all’inizio della sua esistenza, 8 spigoli temporali che rappresentano la durata di ciascun vertice, e di nuovo 12 spigoli spaziali alla fine della sua esistenza (2). In tutto fanno 32 spigoli.

In modo simile, possiamo contare i 16 vertici: otto vertici spaziali il 7 maggio e di nuovo gli stessi 8 vertici spaziali il 7 giugno. Lasciamo contare in modo simile, come esercizio per il lettore, il numero di facce della nostra figura a quattro dimensioni. Facendolo, si ricordi che alcune di queste facce saranno le normali facce del cubo originario, mentre le altre saranno facce “metà spaziali e per metà temporali” formate dagli spigoli originali del nostro cubo esteso nel tempo dal 7 maggio al 7 giugno.

Ciò che abbiamo detto a proposito del cubo a quattro dimensioni, può essere applicato a qualsiasi figura geometrica o ad ogni altro oggetto materiale attuale o passato.

fig29

In particolare, proviamo a pensarci come una figura a quattro dimensioni, una specie di lunga barra di gomma che si estende nel tempo dal momento della nascita fino alla fine della nostra vita. Sfortunatamente non è possibile disegnare oggetti quadridimensionali sulla carta, perciò nella figura 29 abbiamo tentato di suggerire questa idea per mezzo dell’esempio di un uomo-ombra bidimensionale mettendo, al posto della direzione perpendicolare al piano dell’uomo-ombra, la direzione del tempo.

L’immagine rappresenta solo una piccola sezione della vita del nostro uomo-ombra. L’intera vita dovrebbe essere rappresentata da un barra molto più lunga, piuttosto sottile all’inizio, quando l’uomo è ancora un bambino, e che serpeggia per molti anni fino a raggiungere una forma costante al momento della morte (perché i morti non si muovono), e poi comincia a disintegrarsi.

Per essere più esatti, dobbiamo dire che questa barra quadridimensionale è formata da un gran numero di fasci separati di fibre, ciascuna composta da un singolo atomo. Nel coro della vita, molte di queste fibre stanno assieme in un fascio; solo alcuni di esse si separano, come ad esempio quando ci si taglia i capelli e le unghie. Dato che gli atomi sono indistruttibili, la disintegrazione del corpo umano dopo la morte dovrebbe essere in realtà considerata come la separazione dei filamenti in tutte le direzioni, ad eccezione forse di quelli che formano le ossa.

Nel linguaggio della geometria dello spazio-tempo a quattro dimensioni, la linea che rappresenta la storia di ogni particella materiale di ciascun individuo è chiamata “linea di mondo” [“Linea di universo” o “linea oraria”]. In modo simile, possiamo parlare di un gruppo di linee di mondo che formano un corpo composto.

fig29

La figura 30 è un esempio astronomico delle linee di mondo del Sole, della Terra e di una cometa (3).

Come nell’esempio dell’uomo che salta, qui prendiamo uno spazio bidimensionale, il piano dell’orbita terrestre, e disponiamo l’asse del tempo perpendicolarmente ad esso. La linea di mondo del Sole è rappresentata in questo grafico dalla linea parallela all’asse del tempo, dato che consideriamo il Sole come immobile (4).

La linea di mondo della Terra, che ruota in un’orbita quasi circolare, è una spirale che si avvolge attorno alla linea del Sole, mentre la linea di mondo di una cometa si avvicina al Sole e poi se ne allontana di nuovo.

Vediamo che dal punto di vista della geometria spazio temporale a quattro dimensioni la topografia e la storia dell’universo si fondono in una immagine armoniosa, e tutto ciò che dobbiamo considerare è un intricato fascio delle linee di mondo che rappresentano il moto di singoli atomi, di animali o di stelle.

 

Note

 (1) Per essere precisi, la figura 26 mostra la proiezione nel piano del foglio di una proiezione nello spazio ordinario di un ipercubo.

 (2) Se non lo si capisce, si pensi ad un quadrato con quattro vertici e quattro lati che viene spostato ad una certa distanza perpendicolarmente alla sua superficie (nella terza direzione) per una distanza uguale ai suoi lati.

 (3) A dire il vero in questo caso si dovrebbe parlare di “nastri di mondo”, ma dal punto di vista astronomico si possono considerare le stelle e i pianeti come dei punti.

 (4) In realtà il nostro Sole si muove rispetto alle stelle in modo che, in riferimento al sistema stellare la linea di mondo del Sole dovrebbe essere in qualche modo inclinata da un lato.

http://nicola.scarpel.net/il-tempo-e-la-quarta-dimensione/

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15 luglio 2020 3 15 /07 /luglio /2020 22:32

Il 13 aprile 2029 un asteroide di 340 metri di diametro si troverà a sorvolare il nostro pianeta, un evento raro per una roccia di tali dimensioni. Si chiama 99942 Apophis e volerà sopra la Terra ad una distanza di 31 mila chilometri. Fin dalla sua scoperta, risalente al 2004, Apophis continua ad essere monitorato. Impiega 363 giorni per compiere un’orbita attorno al sole e nel momento di maggiore vicinanza alla nostra stella, al perielio, dista 118 milioni di chilometri, meno della distanza Terra-Sole, pari a 150 milioni di chilometri.Il momento in cui l’asteroide si troverà più vinino alla Terra rappresenterà un’incredibile opportunità per la scienza, consentendo agli astronomi condurre studi sulla sua forma e la composizione, nonché di acquisire dati fondamentali per la difesa planetaria. Apophis sarà visibile anche ad occhio nudo, come un puntino luminoso, nel cielo notturno dell’emisfero australe, passando dalla costa orientale alla costa occidentale dell’Australia. Attraverserà l’Oceano Indiano spostandosi a ovest sopra l’Africa e si muoverà così velocemente da attraversare l’Oceano atlantico in appena un’ora. Questo fenomeno è rarissimo, sia per le enormi dimensioni dell’asteroide sia per la vicinanza che raggiungerà, all’altezza dei nostri satelliti.

Cos’è un asteroide?

la ‘fascia principale degli asteroidi’ si trova tra le orbite di Marte e Giove

Un asteroide è un piccolo corpo celeste, simile per composizione ad un pianeta terrestre, hanno una forme irregolare, spesso allungata. La maggior parte degli asteroidi ha dimensioni inferiori al kilometro, anche se esistono asteroidi di dimensioni molto maggiori del kilometro. La maggior parte di essi si trova nella ‘fascia principale degli asteroidi’, che si trova tra le orbite di Marte e Giove, la loro orbita ha spesso un’elevata eccentricità. Una delle principali classificazioni degli asteroidi si basa sulle loro orbite. Vengono suddivisi in gruppi e famiglie, la prima suddivisione separa gli asteroidi con l’orbita interamente compresa tra le orbite di Giove e Marte e quelli che avevano il perielio e/o l’afelio non compresi tra queste due orbite. Le altre sotto-suddivisioni sono basate sulla dimensione delle orbite, la loro inclinazione e l’eccentricità. Gli ‘asteroidi near-Earth’ intersecano l’orbita terrestre, e proprio per la loro vicinanza è possibile studiarli inviandoci sonde.

L’asteroide Apophis

Apophis ripreso dall’Osservatorio Astronomico di Sormano il 30 dicembre 2004

L’asteroide Apophis è classificato come ‘asteroide near-Earth’. Gli ‘asteroidi near-Earth’ si suddividono in famiglie in base alla dimensione del semiasse maggiore. Apophis fa parte della famiglia Aten, famiglia che racchiude gli asteroidi che hanno il semiasse maggiore di dimensioni inferiori all’unità astronomica. Questa famiglia è la più pericolosa, poiché è la più vicina al nostro pianeta. La scoperta dell’esistenza di Apophis risale al 19 giugno 2004 dal Kitt Peak National Observatory, in Arizona, da Roy A. Tucker, David James Tholen e Fabrizio Bernardi del progetto di ricerca asteroidi finanziato dalla NASA. Apophis ha un diametro di circa 270 m e una massa di 4,6×1010 kg, il suo periodo orbitale è di 323 giorni. Gli scienziati hanno calcolato che il 13 aprile 2036, giorno di Pasqua, l’asteroide tornerà ad essere così vicino, e forse anche di più, rischiando di scontrarsi con la Terra. Comunque sia l’asteroide è tenuto costantemente sotto controllo.

L’avvicinamento del 13 aprile 2029

traiettoria di Apophis il 13 aprile 2029

Venerdì 13 aprile 2029 l’asteroide Apophis si avvicinerà così tanto al nostro pianeta che sarà visibile ad occhio nudo. La distanza a cui passerà è di 31.000 km, non c’è il rischio di collisione. Il suo avvicinamento sarà l’occasione perfetta per poterlo studiare e per poterci difendere da esso in futuro, perché anche se in questa occasione non corriamo rischi, ma in futuro potrebbe scontrarsi con la Terra con gravi conseguenze. Sono presenti vari progetti, che saranno ben studiati e preparati nei 10 anni che rimangono.

 

Il principale progetto prevede di inviare delle sonde sull’asteroide al fine di poterlo studiare, capendo poi di cos’è fatto per sapere se è possibile, in futuro, renderlo innocuo. Per evitare collisioni ci sono attualmente due progetti, ancora non attuabili, a causa della scarsa conoscenza della sua composizione. Il primo prevede di colpire l’asteroide per frantumarlo o deviarne la traiettoria. Un secondo progetto è di colpirlo con un proiettile al fine di separare il nucleo dalle rocce superficiali, per poterlo studiare meglio. Certo è che fino a quando non ne sapremo di più sulla sua composizione, nessuno di questi progetti può essere attuato.

fonte

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8 luglio 2020 3 08 /07 /luglio /2020 21:56
 
La Grande Piramide di Giza potrebbe essere in grado di focalizzare le radiazioni elettromagnetiche all'interno di sacche energetiche contenute all'interno della sua complessa rete di camere interne ricavate al di sotto delle sue stesse fondamenta.
La ricerca teorica condotta da un team di scienziati russi mirava a scoprire come la piramide di Giza avrebbe potuto reagire qualora delle onde radio fossero state indirizzate su di essa, con l'obiettivo di ricrearne la forma su scala nanometrica. Lungi dallo svelare e sfruttare alcune delle proprietà mistiche rilevate all'interno dell'antica struttura egizia, gli scienziati sperano di utilizzare le loro scoperte in innovative applicazioni tecnologiche come la creazione di efficientissime celle solari. Gli esperti si sono avvalsi di modelli matematici per capire come la luce potesse reagire qualora venisse indirizzata e scomposta in un'ipotetica nanoparticella modellata allo stesso modo della gigantesca meraviglia del mondo. "Le piramidi egizie hanno sempre attirato grande interesse", ha affermato il dott. Andrey Evlyukhin della ITMO University, uno degli autori dello studio. "Noi scienziati, siamo sempre stati interessati a queste gigantesche ed enigmatiche strutture, così abbiamo deciso di considerare la Grande Piramide come una sorta di mega particella in grado di dissipare le onde radio in modo risonante". Gli scienziati hanno inizialmente stimato che un cosiddetto stato "risonante" potrebbe essere ottenuto all'interno della piramide di Giza utilizzando le lunghezze d'onda radio oscillanti tra i 200 e 600 m, il che significa che l'energia elettromagnetica andrebbe a concentrarsi nel suo interno e al di sotto dell'intera struttura.
"Per via della mancanza di informazioni sulle proprietà fisiche della piramide di Giza , siamo stati costretti a formulare alcune ipotesi", ha affermato il dott. Evlyukhin.
Durante questo studi, fu creato anche un modello matematico qualora la piramide di Cheope avesse emesso un qualche tipo di risposta elettromagnetica, al fine di calcolare il metodo di estinzione di tale carica e la perdita totale di quell'energia emessa dal flusso steso. 
In questo modo, è stato possibile stimare la quantità di energia assorbita e dispersa dalla piramide, nonché il livello di distribuzione dei campi elettromagnetici. Gli scienziati si sono avvalsi di un sistema magnetico di multipli, con l'obiettivo di analizzare l'interazione tra un campo elettromagnetico e la grande struttura della piramide di Giza . 
I poli magnetici multipli consentono di prevedere la distribuzione dei casuali campi elettromagnetici. La piramide di Cheope è caratterizzata da una forma geometrica adatta a concentrare l'energia elettromagnetica verso le sue camere interne e la sua stessa base. 
 
"Le proprietà energetiche delle piramidi egizie sono state studiate per decenni " ha concluso un gruppo internazionale di scienziati congiunti dell'Università ITMO della Russia e del Laser Zentrum Hannover Institute in Germania. 
Lo studio ha sorpreso molti ricercatori perché, all'interno dei circoli accademici, le interpretazioni della piramide di Giza intesa come un generatore di energia sono state viste estremamente futuristiche. 
Per gli storici e gli archeologi accademici, l'idea dell'elettricità antica è sempre stata messa da parte, sottovalutando le capacità tecnologiche delle antiche civiltà. Lo studio è stato condotto da un gruppo internazionale di fisici teorici, attraverso complessi calcoli matematici. 
Questo è ciò che è stato segnalato dal centro stampa della ITMO University of Russia.
 

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3 giugno 2020 3 03 /06 /giugno /2020 22:10

La foto che vi mostro, quella originale almeno, è stata visualizzata da tecnici della fotografia che ne hanno affermato l’autenticità. Fu scattata nel gennaio del 1929 a Farnham.

Farnham è una cittadina inglese di 38.000 abitanti della contea del Surrey, a circa 50 km da Londra. Farnham però è anche una comunità nella contea di Richmond, nello stato americano della Virginia. Certo, esistono molte città americane con lo stesso nome di quelle nelle nazioni che hanno colonizzato il Nuovo Mondo, ma in questo caso c’è un problema di fondo: dopo tanti anni non si è più sicuri se la foto sia stata scattata in Inghilterra o in Virginia e proprio questo particolare ha fatto perdere l’interesse per quella che sembra una chiara prova dell’esistenza dei fantasmi.

Di notizie attendibili se ne trovano poche, perciò dovremmo accontentarci di ciò che ho messo insieme sfogliando siti italiani e stranieri.

Di questa vicenda se ne parla molto di più sui siti americani che quelli inglesi, pertanto mi viene da pensare che la fotografia sia stata scattata nella contea di Richmond; ad ogni modo alla fine del 1928 il costruttore Robert Walsh decise di ristrutturare il vecchio mulino del paese che aveva acquistato ad un prezzo molto conveniente per via del suo stato fatiscente.

Quel mulino era in disuso da parecchio tempo, ma era molto attivo fino a metà del 1800. Non si riportano episodi spiacevoli che lo coinvolsero in passato, ma è pur vero che se parliamo della Virginia è probabile che le guerre di indipendenza e secessione portarono morte ovunque, anche tra la povera gente.

Poiché Walsh aveva anche un cantiere suo, era solito prendere le misure di ciò che stava aggiustando al mulino per poi creare le varie parti dove teneva tutti i suoi strumenti; spesso quindi si avvaleva di fotografie in modo da non dover andare avanti e indietro ed avere sempre sott’occhio i particolari.

La fotografia in questione mostra la parte superiore della scala del Farnham Wood Mill: Walsh al momento della foto non vide o sentì nulla fuori dal comune, sebbene un giorno ammise che quel giorno il suo cane si era mostrato molto inquieto e abbaiava spesso al nulla nel cortile.

 

Walsh e il suo cane erano le uniche persone nei pressi del mulino quel pomeriggio, pertanto la storia finisce qui: non ci sono altre informazioni utili o testimonianze di eventi sovrannaturali avvenuti in quei giorni e dopo lo sviluppo della foto, quando l’uomo si accorse di aver ripreso qualcosa di anomalo, la figura non fu più immortalata, sebbene Wlash si appostò per settimane nel fare fotografie all’esterno e all’interno del mulino.

Robert Walsh morì nel 1943 e al momento la fotografia originale è in possesso della nipote, che però ha dichiarato di essere stata importunata dai media e ad oggi si rifiuta di farsi intervistare.

Ma cosa ha ripreso Walsh?

Molte persone credono che la foto mostri il fantasma di una donna sulla scala con la mano sulla ringhiera, altri addirittura un angelo; ovviamente gli scettici, non potendo valutare l’originale, affermano che possa trattarsi di una sovrapposizione di scatti, un problema piuttosto diffuso in passato.

Il fatto che la proprietaria della foto non voglia consegnarla ad esperti per un riscontro non fa che alimentare il mistero.

FONTE: Misteri dal Mondo

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21 maggio 2020 4 21 /05 /maggio /2020 22:15
Vedere cuori è bellissimo ed è indice di prossima apertura del cuore.
Aspetta e vedrai che meraviglia quando tutto si unisce nell’Uno.

Simbologia del cuore

Il cuore è stato a lungo utilizzato come un simbolo riferito alla spiritualità, emotività, moralità, insita nell’essere umano. Un tempo si riteneva il cuore sede della mente umana e le rappresentazioni stilizzate di cuori sono molto diffusi in simboli che rappresentano l’amore.

Nel folklore europeo il cuore viene tradizionalmente disegnato in una forma stilizzata, in genere di colore rosso, che indica sia sangue sia, in molte culture, la passione. La forma è solo vagamente simile al cuore umano, tanto che alcune persone sostengono che in realtà rappresenti il cuore di una mucca, mentre secondo altri è la rappresentazione di un monte di Venere di una vulva (come nel simbolo tantrico del “Yoni”). Altre fonti hanno suggerito che il simbolo si riferisca a dei seni femminili, o delle natiche di una donna piegata in avanti.

Alcuni storici ritengono che questo simbolo derivi dalla forma del geroglifico egizio utilizzato per indicare il concetto del cuore (ỉb): a sua volta, questo carattere potrebbe derivare dal seme di silfio, una pianta con virtù anticoncezionali estinta. Questa relazione potrebbe essere giustificata dal significato sessuale del simbolo egizio, combinato con l’ampio uso del silfio nell’antico Egitto per il controllo delle nascite.

 

La simbologia del cuore e la leggenda del Graal 
di Vito Foschi

Per gli antichi egizi il cuore era la sede dell’anima; alla morte il cuore veniva pesato dal dio Anubi e da questa pesa veniva decisa la sorte dell’anima del defunto.
Il testo da cui inizia la leggenda del Graal è il “Perceval”, di Chrétien de Troyes. In tale racconto, il Graal non ha ancora una forma definita. Viene descritto come preziosissimo, fatto in oro e tempestato di pietre preziose. Non si accenna alla sua forma, si intuisce che è un contenitore perché: “il giovane non domanda a chi lo si serva” e poco dopo: “ma non sa a chi lo si serva”.
Il Graal viene portato in processione e viene preceduto da altri oggetti simbolici, tra cui la lancia sanguinante.

Già in questo primo racconto si fa accenno al sangue. In un passo successivo Perceval incontra lo zio Eremita che gli spiega il significato del Graal. Il Graal serve l’ostia, unico nutrimento da dodici anni, al padre del Re Pescatore. Da questo riferimento eucaristico è quasi immediato pensare al Graal come ad un calice.

Dopo pochi anni dalla diffusione dell’opera di Chrétien, Robert de Boron con il suo “Giuseppe d’Arimatea” spiega l’origine del Graal identificandolo con il calice dell’Ultima Cena che poi serve a Giuseppe d’Arimatea per raccogliere il sangue sgorgato dalle ferite di Cristo in croce.

Questa versione del calice contenente sangue fa tornare in mente il geroglifico egizio del cuore, ed è facile identificare il Graal al cuore.

Il calice di Cristo contiene il sangue di Cristo in due modi diversi: nel corso dell’Ultima Cena, quando il vino è il Suo sangue e successivamente quando è raccolto dal Suo corpo sulla croce.

Ricordiamo anche il simbolo del Cristo come un pellicano che si strappa il cuore per nutrire o ridare vita ai figli. Il collegamento col simbolo cristiano del Sacro Cuore di Gesù è evidente.

Citiamo un passo di un articolo in cui si discute sul significato simbolico del cuore: “Il simbolo del cuore indica il centro dell’essere, il luogo in cui si svelano i significati profondi, al di là delle connessioni stabilite dalla razionalità.”

E ancora un passo di un librino dedicato al Sacro Cuore di Gesù, che mette in evidenza come anche nella tradizione cattolica il cuore è associato al centro dell’essere:

“È il nostro centro nascosto, irraggiungibile dalla nostra ragione e dagli altri; solo lo Spirito di Dio può scrutarlo o conoscerlo. È il luogo della decisione, che sta nel più profondo delle nostre facoltà psichiche. È il luogo della verità, là dove scegliamo la vita o la morte. È il luogo dell’incontro, poiché, ad immagine di Dio, viviamo in relazione: è il luogo dell’Alleanza”.

E ribadisce al n. 368: “La tradizione spirituale della Chiesa insiste anche sul cuore, nel senso biblico di ‘profondità dell’essere’, dove la persona si decide o no per Dio.”

Dio parla al cuore dell’uomo, il centro dell’essere, non al suo orecchio, non alla sua mente.

Si legga il seguente passo della Bibbia: “Anzi, questa (sua) parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore” (Dt 30,14).

Si noti lo stesso significato nella seguente citazione: “Il termine arabo per indicare il cuore è ‘Qalb’, che indica l’atto di ricevere ‘da bocca ad orecchio’ (da cui Qabbalah), e significa un’intuizione intellettuale, che è prima di tutto un ascoltare.”

Un’altra assonanza tra cuore e coppa si ritrova nella tradizione islamica quando paragona il cuore dell’arif (il saggio, l’iniziato) ad una coppa contenente potenza e sapienza.

Il simbolo del cuore ha quindi un profondo significato spirituale. Rappresenta il centro dell’essere, la sua anima ed il luogo dell’”incontro” e dell’”Alleanza”.

In questa accezione la cerca del Graal è una ricerca eminentemente spirituale e i luoghi che attraversa il cavaliere non sono luoghi fisici, ma luoghi dell’anima.

Inoltre il simbolo del cuore è equivalente a quello del sole. Il primo, centro dell’essere ed il secondo, centro del cielo. Tutti e due simboli positivi della vita.

Il sole ha un ulteriore aspetto: è il simbolo della regalità. Il re come centro del regno da cui dipende tutto. I suoi raggi arrivano ovunque a portare la sua presenza. È naturale pensare a Luigi XIV, detto Re Sole, ed al suo motto: “Io sono lo Stato”.

Nel “Perlesvaus”, romanzo anonimo ma di area cistercense, Parsifal recupera il Graal diventando Re del Graal e divenendone custode. I due significati si sommano: il cuore puro permette la conquista del centro.

Vedere cuori ovunque,cosa può significare?

Nelle varie ricerche che un essere umano è portato a compiere nella vita per la riscoperta del suo sè e per la ricongiunzione del suo essere all’amore universale,spesso non riesce a soddisfare le sue curiosità o non riesce a comprendere il significato delle risposte che “casualmente” gli vengono poste davanti.
Questa della manifestazione di cuori che prendono forma ovunque,in qualsiasi oggetto o circostanza sta iniziando a far domandare molte persone.Sono molte le persone in tutto il mondo,che hanno iniziato a far caso a questo “evento” ripetitivo e non più casuale nella loro vita. L’amore è ovunque?la risposta è: SI!
 
Queste manifestazioni avvengono spesso quando una persona sta attraversando un periodo difficile della sua vita,cerca risposte profonde dentro se stesso,ha intrapreso un percorso evolutivo interiore o ha perso una persona cara. In molti casi,sono i bambini ha vedere questi cuori materializzarsi davanti a loro,non a caso poi anche i membri più sensibili della famiglia iniziano a visualizzarli in ogni dove.
Come le visualizzazioni dei numeri doppi che riempiono la vita di molte persone donando risposte e conforto,cosi questa dei cuori ha uno scopo ben preciso.
 
Il cuore è il simbolo per eccellenza dell’amore,come abbiamo visto poco sopra,il suo significato è legato all’amore Cristico,al risveglio della coscienza che giace in noi e che vuol esser riscoperta grazie alla potenza suprema dell’amore incondizionato.
 
Quando iniziamo a vedere ripetutamente il simbolo del cuore,vuol dire che siete circondati dall’amore universale e che gli Angeli desiderano mettersi in contatto con voi. Sono li ripetutamente nelle loro manifestazioni di amore per voi,per aiutarvi,per farvi capire che non siete mai soli. Vogliono offrirvi il loro sostegno,è il loro modo di comunicare con voi.
 
 

Gli angeli sono splendidi esseri di luce, nostri compagni di sempre.

Etimologicamente la parola “angelo” deriva dal greco “angelos” che vuol dire “messaggero”.
Essi sono i messaggeri di Dio,in quanto Amore supremo e il loro Cielo è sulla Terra perchè è qui che ciascuno di essi compie il lavoro che Dio loro affida.

Ognuno di noi è abituato a vivere in un mondo materiale ed è facile dimenticare quello spirituale che ci vive attorno.Non riusciamo e “vedere”, a “sentire” ma Loro esistono.
Gli Angeli non ci abbandonano mai,sta a noi riattivare i canali di comunicazione sepolti dal fragore della nostra quotidianità, pervasa dalla brama e dai desideri inutili.
 
 
Ecco perchè molto spesso,questo evento della visualizzazioni di cuori ovunque,viene percepita dai bambini,loro hanno un animo puro,non hanno ancora inseriti in loro i meccanismi sociali e culturali del sistema che tende a dirigere le nostre menti e il nostro essere per poter governare in tutta tranquillità e gli Angeli riescono a comunicare facilmente con loro,per poter offrire il loro amore attraverso di essi.
 
Quando vedete questi cuori,siate felici e consapevoli che il percorso che state facendo è quello giusto per voi.Vedere cuori ovunque non è un caso,è una conferma.
Ringraziate il cosmo,l’amore universale che è in voi e fuori di voi e un’altro tassello di consapevolezza vi si svelerà. Abbiate fiducia in voi e affidatevi in quella sensazione di felicità e benessere che provate quando li vedete,la vostra anima sa ,non cercate risposte fuori di voi e la risposta che cercavate vi si manifesterà,in questo caso,anche con un cuore.La sensazione che provate quando notate questi cuori è la risposta della vostra anima,un aiuto del cosmo,degli Angeli.
 
 
 
Essi sono i nostri amici, i nostri protettori, coloro che ci aiutano nella battaglia contro il “male”. Gli Angeli sono puri spiriti, intelligentissimi, con ognuno una personalità ben distinta.Si può dire che l’angelo è l’Io nel suo più pieno significato, la completa coscienza di sè; più reale, di ogni realtà materiale, esso è concentrazione, nucleo, vetta suprema.
Sono creature delicate e sottili, dotate della stessa potenza degli Arcangeli. Sono pura essenza d’amore, invulnerabili, incorruttibili e privi del decadimento che caratterizza l’uomo.
Vivono in un’altra dimensione e sono dotati di libero arbitrio. Comunicano con noi attraverso il linguaggio dei simboli, dei sogni, delle emozioni e , se previsto dal nostro Karma, si rivelano con manifestazioni eclatanti.La mentalità moderna sembra incontrare una notevole difficoltà ad ammettere l’esistenza e la missione degli Angeli. In genere è portata a vedere in essi la creazione di una mentalità religiosa piuttosto primitiva, che sentì il bisogno di introdurre questa credenza per un senso esagerato della trascendenza divina e per un bisogno di protezione di fronte a forze oscure (naturali, demoniache) da cui l’uomo si sentiva minacciato.

 

Questa concezione mitica del mondo Angelico sembra esercitare un certo influsso anche sui credenti, e ciò in due direzioni opposte. Talora essa alimenta una credenza eccessiva negli spiriti celesti (specie per quello che riguarda i demoni), che tende a forme superstiziose o morbose. Altre volte invece la mentalità moderna blocca ogni forma di credenza e, conseguentemente, di devozione. Nel rapporto con Dio gli Angeli finiscono quindi con l’apparire del tutto superflui, se non addirittura di ostacolo.

Gli Angeli, sono messaggeri di un potere superiore. Anche se, fino a questo momento, non tutti sono stati consapevoli della loro esistenza, del loro influsso benefico determinante sulla nostra vita, essi hanno sempre cercato di aiutarci a trovare le soluzioni migliori ai vari problemi che abbiamo incontrato. Gli Angeli non possono forzare la nostra volontà, possono soltanto suggerirci i comportamenti da seguire,poi sta a noi captare questi messaggi e agire col cuore.

Gli Angeli, quando prendiamo coscienza della loro presenza, pur lasciandoci liberi di agire, intervengono nella nostra vita pratica quotidiana in modo evidente e reale. Taluni, attraverso l’orazione e la meditazione, sono persino giunti a udire le loro voci o vederli sotto forma di globi di cristallo che emanano un’intensa Luce Dorata, arricchita dalla sfumatura di colore caratteristica di ognuno di Essi,altri con la presenza di simboli.

 
 
 
Fonte:https://ragazzaindaco.blogspot.com

 

 

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9 maggio 2020 6 09 /05 /maggio /2020 22:51

Affermare che Nikola Tesla fosse un po’ bizzarro è dir poco. Il suo personaggio sembra uscito dalla penna di uno scrittore di racconti fantastici e la sua personalità si adatta magnificamente al cliché dello scienziato pazzo. Inoltre era affetto da vari disturbi ossessivo-compulsivi, come ad esempio la paura della sporcizia e delle infezioni, la paura per gli oggetti di forma sferica (in particolare le perle), l’ossessione per il numero 3, l’amore morboso e malsano per i colombi. E come ciliegina sulla torta, soffriva di allucinazioni visive e auditive.

Ma non dimentichiamo che stiamo parlando di un grandissimo inventore, fisico e ingegnere elettrico, vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, che ha contribuito in modo notevole allo sviluppo della seconda rivoluzione industriale. Negli Stati Uniti è popolarmente noto almeno quanto  Thomas Edison.

Nikola Tesla (1856-1943), croato di famiglia serba e, nel 1891 naturalizzato statunitense, nella sua vita ottenne almeno 278 brevetti. Fra le varie invenzioni, dobbiamo a Tesla la corrente alternata, il sistema di rete elettrica polifase, il motore elettrico in corrente alternata. Importante è stato il suo contributo agli strumenti per la comunicazione senza filo tra cui la radio, per la quale gli Stati Uniti, nel 1943, hanno conteso il brevetto a Marconi. In suo onore è stata chiamata tesla (T)  l’unità di misura dell’induzione magnetica.

Mi sono divertito a raccogliere alcuni dei molti aneddoti riguardanti la sua vita (l’ordine è quasi casuale).

Aereo a decollo verticale (brevetto di Tesla – 1928)

Volare, oh oh

Fin da bambino aveva una mente creativa. Era affascinato dalla possibilità di inventare una macchina volante. Un giorno salì sul tetto del granaio con un ombrello, respirò a fondo fino a stordirsi e, credendo in questo modo di essere diventato più leggerò si gettò. La mamma lo trovò qualche tempo dopo, svenuto sul terreno, e lo portò a casa. La macchina volante lo ossessionava a tal punto che verso gli undici anni il suo sogno di volare diventava quasi un’allucinazione. Da adulto, nel 1928, ottenne il brevetto per un aereo a decollo verticale.

Un mulino a maggiolini

Tra le sue più stravaganti invenzioni giovanili è da ricordare quello che chiamerei il “mulino a maggiolini”.
“… In uno dei miei successivi tentativi, mi sembrava di agire sotto il primo impulso istintivo che in seguito dominerà la mia vita: imprigionare l’energia della natura per metterla al servizio dell’uomo”. Il piccolo Tesla pensò che si potesse sfruttare in qualche modo il battito d’ali dei maggiolini e costruì una specie di piccolo mulino a quattro pale sulle quali incollò diligentemente numerosi insetti. I poveri maggiolini, tentando di scappare, sbattevano disperatamente le ali producendo una corrente d’aria che faceva girare le pale del mulino. Tesla si vantava di riuscire a far girare il mulino anche per più di un’ora. Sfortunatamente gli esperimenti di “energia entomologica” si interruppero bruscamente quando un amico di Tesla dimostrò un peculiare appetito nei confronti dei maggiolini. Il ragazzo si riempiva la bocca di insetti e li masticava con grande soddisfazione. Tra i suoi denti i maggiolini producevano un disgustoso scricchiolio e Tesla, nel guardare l’amico, vomitò e rinunciò definitivamente a questo tipo di ricerca.

I cento volumi di Voltaire

A scuola, Tesla dimostrava una capacità di concentrazione e una tenacia ferrea che sfiorava la pazzia. Il suo intento era quello di superare in bravura i compagni. Un giorno si mise in testa di leggere tutte le opere di Voltaire. Aveva ormai iniziato l’impresa quando si rese conto che si trattava di un centinaio di volumi stampati a piccoli caratteri. Una volta cominciato non volle smettere e portò a termine la lettura sfiorando, alla fine, il crollo mentale.

Vedere con la mente

Fin dall’infanzia Tesla soffriva di strane allucinazioni. Se osservava troppo a lungo qualcosa di interessante che gli catturava l’attenzione, l’immagine mentale dell’oggetto gli si ripresentava insistentemente anche nelle ore successive e durante la notte. Questa capacità di visualizzare mentalmente gli oggetti era però accompagnata anche da un disturbo allucinatorio: comparivano nella sua mente strani lampi di luce che interferivano con i suoi pensieri. Tormentato da queste immagini mentali dettagliatissime e ossessive, che lo infastidivano parecchio, Testa cercò dei metodi per cacciarle contrapponendo altre immagini mentali create da lui. In questo modo sviluppò una capacità straordinaria di “vedere” gli oggetti con gli occhi della mente, una capacità che lo aiutò nelle sue invenzioni. Tesla racconta che quando inventava una macchina, per prima cosa ne creava un’immagine mentale molto dettagliata e ne sperimentava il funzionamento soltanto con la mente. Solo dopo aver accertato che tutto “funzionasse” come desiderato, iniziava la costruzione reale. Molti anni dopo Tesla si dedicò allo studio di una macchina che fotografasse il pensiero, anche se nessuno vide il risultato della sua ricerca.

La natura è un grande gatto

Il primo contatto con il fenomeno dell’elettricità lo ebbe all’età di tre anni, un giorno d’inverno. Cominciò ad accarezzare il suo gatto di nome Maĉak e vide una pioggia di scintille scoppiettanti. Suo padre gli disse che si trattava di elettricità statica. “La natura forse è un grande gatto?” chiese il bambino “e se così è, chi lo accarezza? Non può essere altri che Dio!” concluse. Più tardi, nella notte, vide il gatto circondato da un’aura luminosa.

Il tubo postale

Il giovanotto Tesla impegnava la sua mente in invenzioni improbabili. La più sorprendente consisteva in un lungo “tubo postale”  da stendere attraverso l’Atlantico che avrebbe permesso la comunicazione tra l’America e l’Europa. Il messaggio doveva essere inserito in un contenitore a prova d’acqua e lanciato attraverso il tubo per mezzo di una potente pompa ad acqua.

Il tonfo della mosca

Nel 1881 Tesla diventò esageratamente sensibile ai rumori, anche i più deboli. Diceva di sentire il tonfo dell’atterraggio di una mosca sul tavolo vicino e la vibrazione della sua sedia al passaggio di un treno a venti miglia di distanza.

Amnesia da stress

Nel 1890 fu colpito da una forte amnesia che gli impediva di ricordare quasi tutti gli eventi della sua vita a parte quelli dell’infanzia.  L’amnesia fu provocata forse dallo stress da lavoro quando era consulente alla Westinghouse Corporation, nel pieno della Guerra delle correnti. Tesla interpretò la malattia come una difesa naturale del cervello che stava per esaurire tutte le sue energie nel tentativo disperato di inventare un sistema per trasmettere le correnti elettriche attraverso il sottosuolo. Non accettò le cure proposte dai medici e recuperò la memoria con esercizi di concentrazione notturni sui ricordi perduti.

Ossessioni

Nikola Tesla soffriva di quel disturbo che attualmente è chiamato disordine ossessivo-compulsivo. Chi ne soffre si vede costretto a ripetere ritualmente determinati gesti. Come esempio, Tesla era ossessionato dal numero tre. Ripeteva per tre volte il giro di certi isolati e quando passeggiava contava sempre i passi. Calcolava il volume della zuppa che stava per mangiare o del tè che stava per bere. In uno degli alberghi che lo ospitarono, il Waldorf-Astoria di New York, esigeva che la cameriera gli mettesse sul tavolo da pranzo una pila di diciotto tovaglioli. Il diciotto non è un numero casuale: è divisibile per tre. In un’altra residenza dove alloggiò, l’Alta Vista Hotel in Colorado Springs, scelse la stanza 207 perché questo numero è divisibile per 3. Era ossessionato dalla pulizia. Si lavava continuamente le mani e non voleva che la cameriera gli pulisse la stanza perché preferiva occuparsene personalmente, con grande pignoleria.

I capelli delle altre persone gli procuravano repulsione e non  li avrebbe mai toccati “eccetto, forse, con la punta di una pistola”.

Nikola Tesla in una illustrazione apparsa nel 1894 sul Sunday World di New York. Tesla appare circondato da folgoranti lingue di fuoco prodotte per effetto elettrostatico

Lo scienziato luminescente

Alla fiera mondiale di Chicago del 1893 Tesla applicò al suo corpo una corrente di duecentomila volt e i cronisti raccontarono che lo scienziato e i suoi vestiti continuarono ad emanare luce per qualche tempo anche dopo l’interruzione del circuito. Tesla riteneva che, con questo sistema, un uomo avrebbe potuto sopravvivere al Polo Nord senza i vestiti.

Elettrificare le scuole

Credeva che un giorno si sarebbe utilizzata l’energia elettrica per provocare l’anestesia; la sua fiducia nelle proprietà della corrente elettrica era tale che  suggerì di stendere dei cavi elettrici lungo il pavimento delle aule scolastiche per stimolare gli alunni annoiati e di elettrificare i camerini degli attori per migliorare le loro prestazioni in scena.

 

Purghe elettriche

Mark Twain nel laboratorio di Tesla

Mark Twain nel laboratorio di Tesla

Tesla si occupò a lungo di vibrazioni elettromeccaniche. Lo scrittore Mark Twain, che era un suo grande amico, volle provare una piattaforma vibrante che Tesla aveva costruito nel laboratorio di New York. Tesla l’aveva annunciata come una fantastica invenzione dagli effetti miracolosi sulla salute umana, che avrebbe radicalmente cambiato la vita negli ospedali e nelle case. Mark Twain gli chiese di provarla subito ma Tesla lo sconsigliò dicendogli che il marchingegno necessitava di ulteriori aggiustamenti.  Twain insistette al punto che Tesla gli disse: “D’accordo Mark, ma non starci troppo a lungo, scendi quando te lo dico io” e chiese ad un suo assistente di accendere la piattaforma vibrante. Twain si ritrovò a ronzare e vibrare sulla piattaforma, agitando la braccia ed emettendo gridolini di felicità come un bambino su una giostra. “Bene Mark, ne hai avuto abbastanza, scendi ora” gli disse Tesla dopo qualche tempo. “No, mi sto divertendo troppo!” rispose Twain. “Te lo dico seriamente – insisteva Tesla – è meglio se scendi subito!”.
Twain continuava a ridere: “Non scendo nemmeno se mi togli da qui con una gru” gridava. Mentre pronunciava queste ultime parole la sua espressione cominciò a farsi seria, si trascinò tentennando verso il bordo della piattaforma, agitando terrorizzato le braccia verso Tesla, per fargli capire di spegnere l’interruttore che azionava il marchingegno. “Presto Tesla, dov’è?”. Tesla sorridendo lo aiutò a scendere e gli indicò la direzione della porta del bagno. L’unico effetto certo della piattaforma vibrante era quello lassativo e Tesla e i suoi assistenti lo sapevano bene.

Come spaccare la Terra

Sosteneva di avere la capacità di rompere il pianeta Terra allo stesso modo in cui si rompe una noce. Iniziò tutto nel 1898, quando riuscì a costruire degli oscillatori tascabili. Un giorno posizionò un dei suoi aggeggi alla base di una colonna di ferro di un edificio. In meno di un minuto l’oscillatore entrò in risonanza con la colonna che iniziò vibrare provocando un piccolo terremoto. Il fenomeno stava diventando incontrollabile e Tesla dovette spaccare l’oscillatore a martellate per salvare l’edificio. Quando arrivarono i giornalisti Tesla affermò di essere in grado, con uno dei suoi oscillatori tascabili, di distruggere il ponte di Brooklyn se avesse avuto idea di farlo. Più tardi dichiarò di riuscire a spaccare l’intero pianeta con la stessa facilità con cui un ragazzo può tagliare in due una mela. Quando gli chiesero in quanto tempo sarebbe riuscito a spaccare la Terra, rispose “un mese, forse un anno o due”. La scienza di far vibrare la terra fu battezzata da lui “telegeodinamica”. Cercò anche di commercializzare un sistema di comunicazione che funzionava colpendo il terreno con un pesante cilindro. Le vibrazioni provocate avrebbero attraversato la Terra raggiungendo qualsiasi altro punto della superficie, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. Tesla non sospettava che le vibrazioni del suolo, in realtà, si attenuano troppo rapidamente. Era convinto che in questo modo tutti i popoli della terra avrebbero potuto comunicare tra loro.

Tesla venusiano

Tesla attirava schiere di occultisti. Alcuni di loro affermavano che lo scienziato non fosse di origine terrestre. Dicevano che Tesla era un venusiano arrivato sulla Terra con un’astronave oppure sulle ali di una colomba bianca. La sua missione sarebbe stata quella di far progredire l’umanità. Tesla disapprovava questo tipo di adulazione e rinnegava i poteri che gli venivano attribuiti.

Adipofobia

Provava avversione per le persone grasse. Quando una delle sue segretarie, un po’ sovrappeso, urtò un tavolo facendo cadere a terra un oggetto, Tesla la licenziò e non cambiò idea nemmeno quando lei si inginocchiò per pregarlo di concederle una seconda possibilità.

Facciamola finita con le notti buie

Uno dei suoi più grandi sogni era quello di eliminare la notte iniettando nell’alta atmosfera una corrente elettrica ad alta frequenza che avrebbe provocato l’incandescenza dei gas e l’illuminazione delle città, delle nazioni, e del mondo intero. Gli aerei avrebbero potuto atterrare anche di notte, diceva, e i viottoli dei porti sarebbero stati più sicuri.

Radiometro, amore mio

Nel 1893 si innamorò perdutamente di un radiometro che considerava la più bella invenzione di tutti i tempi. Il radiometro, inventato da Sir William Crookes alla fine dell’Ottocento, è un piccolo mulino con le pale colorate di nero da un lato e bianche dall’altro. Esposto al sole il radiometro si mette a girare per un effetto dovuto al riscaldamento e la conseguente dilatazione del gas che è più intensa presso la superficie nera.

Febbri radioattive

Nel 1896 perse la testa per i raggi X, scoperti appena un anno prima da Wilhelm Conrad Röntgen. Sperimentava esposizioni ai raggi X esageratamente lunghe, per ottenere fotografie del cervello sempre più dettagliate. Riteneva inoltre che i raggi possedessero un benefico effetto stimolante sul cervello. Cambiò idea quando le ustioni e le vesciche sulla sua pelle lo ridussero ad un mostro. Descrivendo gli effetti dei raggi X scrisse: “Nei casi più gravi la pelle prende una colorazione scura ed in alcuni punti diventa nera, sgradevole e con vesciche malsane; si staccano grossi strati lasciando allo scoperto la carne sottostante. Il tutto è accompagnato da febbre e dolori brucianti”.

Donne

Nel 1893 gli fu presentata la bella Anne Morgan, figlia del ricco industriale J.P.Morgan. Tesla la guardò, e quando vide i suoi orecchini di perle ne fu così disgustato che cominciò a digrignare i denti. Fece del suo meglio per evitarla. In realtà avrebbe avuto piacere di parlare con lei ma la presenza delle perle gli resero la cosa impossibile.

Matrimonio

Tesla non si sposò. Quando un giornalista gli chiese se credeva nel matrimonio lui rispose: “Per un artista, sì; per un musicista, sì; per uno scrittore, sì; ma per un inventore no. I primi tre possono prendere ispirazione dalla presenza femminile ed essere condotti dal loro amore verso risultati migliori. Un inventore possiede una natura così intensa, ricca di caratteristiche così selvagge e passionali che, nel dare se stesso ad una donna che potrebbe amare, perderebbe tutte le sue qualità. Credo che non siate in grado citare alcuna grande invenzione fatta da un uomo sposato”.

 

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Apparato per trasmettere energia elettrica senza uso di cavi (brevetto di Tesla, 1914)

Marziani

Guardava spesso il cielo e speculava sull’esistenza di vita extraterrestre. In particolare, credeva che Marte fosse abitato da forme intelligenti ed era convinto di poter comunicare con loro per mezzo di uno strumento che riusciva ad inviare energia elettrica senza bisogno di cavi. Nel 1900, usando una potente radio, ricevette un segnale intermittente e affermò di aver intercettato un messaggio da Marte. Il fisico Lord Kelvin disse che il mondo doveva credere a Tesla riguardo i segnali marziani: New York era la città tecnologicamente più avanzata della Terra e la sua luce sarebbe stata visibile da Marte, perciò era naturale che i marziani tentassero di comunicare proprio con New York. Hawthorn, un amico di Tesla, affermò che già da tempo i marziani avevano visitato la Terra, ma che avevano scelto di non comunicare con l’ignorante umanità, aspettando che nascesse qualcuno intelligente come Tesla.

Incendiare l’aria

Tesla pensava che elevatissimi voltaggi potessero generare delle reazioni chimiche nell’alta atmosfera tra l’ossigeno e l’azoto, tanto che l’atmosfera stessa si sarebbe potuta incendiare.

Scotofilia

Verso il 1913 Tesla voleva stare al buio. Verso mezzogiorno, quando arrivava nel suo ufficio, come prima cosa chiudeva le imposte. Era convinto di essere più produttivo al buio; gli impiegati lo sentivano parlottare da solo nella stanza chiusa. E’ difficile conciliare questa sua mania con il desiderio di illuminare la notte…

Oh mia colomba

Verso la fine della sua vita Tesla divenne “colombofilo”, cioè si innamorò dei piccioni. Aveva un attaccamento speciale, mistico, forse malsano verso questi volatili. Raccoglieva piccioni feriti ed ammalati e li portava nella sua stanza dell’alberto Waldorf-Astoria dove fu ospite per diversi anni. Impegnava molto del suo tempo per nutrire e curare i piccioni e talvolta, a dispetto della sua mania dell’igiene, li coccolava facendoli mangiare dalla sua bocca. Li chiamava “amici sinceri”. In quel periodo fu costretto a cambiare diversi alberghi perché la sua presenza, con accompagnamento di picconi, non era evidentemente molto gradita. Era particolarmente affezionato ad una colomba bianca con macchie grigie sulle ali. Quando la colomba morì, Tesla portò il suo cadavere avvolto in una stoffa da un amico, chiedendogli di riservargli una degna sepoltura nel giardino della sua casa. Quando l’amico stava per eseguire il suo desiderio, Tesla lo chiamò e gli chiese di riportargli la colomba dicendo di aver trovato un’altra sepoltura più adatta. Nessuno seppe dove finirono le spoglie del volatile.

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5 maggio 2020 2 05 /05 /maggio /2020 20:44

Si parla molto in questo periodo di pandemia del covid19, di 5G ( nuovo sistema di navigazione di 5 generazione), satelliti starlink lanciati di continuo nella nostra orbita terrestre, correlato alla sua propagazione ed esaltato per le onde elettromagnetiche chew serviranno per una navigazione più veloce per essere ''connessi'', al mondo virtuale.

Il programma ''le iene'', intervistano Rosario Marcianò, per esaltare pregi e difetti, soprattutto difetti, altri complottisti che vedono in questa pandemia, un chiaro collegamento tra 5G e coronavirus. 

Interviste che lasciano a chi nutre dei dubbi, una più chiara visione a questi complottisti che si delineano come farlocchi o ciarlatani.

Sarebbe più facile vederla così.

Sarebbe la verità? Marcianò precisa che è meglio non essere pecora informata e non seguire tutto quanto riportato dai media poichè mostrano esattamente cosa fare, dove andare o meglio...non andare. Il Governo che mette a dura prova le popolazioni abituate a lavorare e sopravvivere con il proprio lavoro, a chiudere le attività e...aspettare, anche senza soldi per vivere, pagare le tasse, ecc.

Tutta questa pandemia iniziata in Cina a Wuhan, in pratica, organizzata dall' OMS, Bill GATES, case farmaceutiche, per colpire tutto il mondo con un virus che di mortalità ha ben poco. Si parla di numeri poco eclatanti, se si pensa che solo il fumo, tabacco, uccide un numero di persone molto oltre i numeri che vediamo di continuo sugli schermi televisivi. Rapporto 2018 sulla prevenzione e controllo del tabagismo del ministero della Salute: In Italia sono attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti. E il tabacco non risulta una pandemia, eppure lo si trova in tutto il mondo.

 

Quindi tornando al discorso iniziato, cosa hanno in comune queste due cose, che qualcuno non vede, eppure così evidenti?

Il coronavirus, non aumenta con il 5G. Il coronavirus, ti fa stare a casa per evitare un contagio non controllato e una marea di persone in strutture ospedaliere che collasserebbero come abbiamo già notato, in questo modo, si utilizza in maniera incontrollata internet, giochi online, youtube, tutti i social, scuole online, smart working, creando un problema di carico su velocità di navigazione, serve più copertura e rete, no?

 

Il 5G serve in modo indispensabile a tutti perchè tutti, vogliono un potere in mano, uno smartphone, che possa fare tutto quello che si vuole, dettato da regole invisibili, da grandi menti dietro, che vogliono come dice Rosario Marcianò, un buon popolo di pecore che obbedisce, che non guarda sotto la superficie di una notizia, ma si fa forza sulle notizie che vengono divulgate dai media come ''legge'' indissolubile e se le contesti, esci dal gregge, nessuno ti crederebbe se ti informi o semplicemente, non la pensi come '' il sistema'', creato sulle notizie dei tg, leggi, medici, scienziati, ecc...

Devi credere solo in quello che viene detto. 

L' informazione che si crea in modo volontario, crea il debunking, troppe informazioni sbagliate, mischiate a quelle vere, con la soluzione di chiunque di chiudere la mente ed essere scocciati, seccati da tutto quel dire. Troppa informazione, troppe parole, per mascherare piccole notizie vere. La pandemia esiste?

si.

Il coronavirus covid19 esiste? si.

 

Proprio perchè esiste, dobbiamo utilizzare le nostre risorse, come un futuro ed imminente 5G, con le sue antenne, perchè altrimenti non potremo continuare a lamentarci, a cospirare, a parlare, videochattare, ecc...

Il popolo lo vuole ma non lo vuole. Creerà malattie o patologie nuove? Ogni novità di questo genere ha pro e contro. Anche l' amianto all' inizio della sua scoperta e impiego ha avuto un grande successo: dopo qualche decennio, abbiamo scoperto cosa ha portato. Anche la generazione automobilistica ha avuto un culmine. Ecco perchè il gasolio entro pochi decenni non lo vedremo più.

Cosa vedremo ancora?  Aspetteremo.. Andrà tutto bene.

 

 

Conte Rovescio

  

 

Coronavirus e 5G: cosa hanno in comune
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