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28 agosto 2014 4 28 /08 /agosto /2014 21:56

 

 

Fonte: Snowshoefilms *
Trad: Nwo.truthresearch *
Qui sotto ho estratto e tradotto una parte dell'intervista alla Dottoressa Rosalie Bertell fatta qualche anno fa dal sito Snowshoefilms; la Bertell ci racconta un'altra storia scomoda; quella della genesi dei terremoti artificiali e del forte sospetto che il terremoto indonesiano del 2004 sia stato un evento artificiale. La Bertell è uno scienziato di fama internazionale. E' laureata in Biometria con specializzazioni minori in Biologia e Biochimica. Dal 1969 al 1978 la Bertell fu scienziato superiore nella ricerca sul cancro al Roswell Park Cancer Institute.  E' anche stata consulente alla Nuclear Regulatory Commission Statunitense, all'Agenzia di Protezione Ambientale Statunitense e all'Health Canada.[1]  Ne 1983 ricevette la Medaglia Hans-Adalbert Schweigart dalla World Union for Protection of Life. La Bertell è stata presidente dell'International Institute of Concern for Public Health dal 1987 al 2004. Nel 1996 fondò la "Commissione Medica Internazionale Chernobyl" e, nel 1994, anche la Commissione Medica Internazionale Bhopal. La Bertell si è occupata anche di HAARP nel suo libro Planet Earth: The Latest Weapon of War (2000).
Ecco cosa disse Rosalie a proposito dei terremoti artificiali associati ad HAARP:
Pianeta Terra: L'Ultima Arma da Guerra

Snowshoefilms
: Il Terremoto indonesiano è stato il secondo più grande terremoto della storia [26 dicembre 2004, 9,1-9,3 della scala Richter, che ha causato la morte di quasi 200.000 persone]. Hai guardato le anomalie?

 
Rosalie Bertell: C'è stato uno tsunami incredibilmente grande nell'Oceano Indiano che fu devastante non solo per Sumatra, Indonesia, Thailandia, India e Malaysia ma anche per la costa orientale dell'Africa. Esso fu causato da un terremoto, uno spostamento sotto l'Oceano Indiano. Ora sappiamo che la tecnologia c'è e molte nazioni possono indurre terremoti. In effetti, c'è stato uno sforzo, probabilmente per 30-40 anni, per controllare tutti i processi naturali, in quanto ciò darebbe un enorme vantaggio in guerra. Gli Stati Uniti hanno cercato di fare diverse modificazioni climatiche, per esempio, durante la guerra in Vietnam. Lo chiamarono Project Sky Fury e stavano cercando di controllare le piogge monsoniche e i fulmini. Così la tecnologia dei terremoti e la fuori. Ed è utilizzabile. Probabilmente da Stati Uniti, Russia, Giappone, Cina e, forse, India - quindi ci sono molti pochi paesi che hanno questa capacità.
Il terremoto non era usuale, e c'è anche una disputa su dove si trovava il centro. L'Australia sostiene che era a circa 350 miglia a sud di dove dicevano gli Stati Uniti, quindi non c'è neppure un accordo sulla localizzazione dell'epicentro.  Non c'è stato nessun avviso preliminare che sarebbe avvenuto un terremoto. Di solito ci sono scosse di terremoto che vengono raccolte dai centri locali di terremoto. Essi possono raccogliere questi tremori e sanno che è in arrivo un terremoto. Ma non ci fu nessun preliminare; e non ci furono scosse di assestamento identificate. Dopo ci furono delle scosse, ma non erano abbastanza grandi da essere identificate come scosse di assestamento. La gente, infatti, quando ha sentito alcuni di questi tremori, si è preparata per una seconda ondata, che non è mai arrivata.

Una Scossa Secondaria di un Terremoto Naturale è Identificabile

Rosalie Bertel
l: Se non sapete nulla dei terremoti artificiali, come non avete saputo nulla dei test di armi nucleari in Nevada, dovete sapere che se, per esempio, in un terremoto di nove o otto gradi della scala Richter, la scossa di assestamento è di due ordini di grandezza più bassa, è probabile che il terremoto sia artificiale. Se va dai nove agli otto probabilmente è un terremoto naturale, perché quelli artificiali sembrano dare una spinta artificiale alla placca perché non provengono da una pulsazione ritmica della terra, quindi la scossa di assestamento scende ad un livello molto più basso -- perché è artificiale, in fondo, io penso. Quindi non c'è scossa di assestamento e non c'è preliminare.

Così noi sappiamo che i terremoti possono essere fabbricati artificialmente. C'è la controversia su dove sia il centro. E, naturalmente, c'è stato un gran daffare con le comunicazioni. Diego Garcia fu avvertito mentre il popolo non fu avvertito. Sono accadute cose del genere. Ho anche scoperto una nave gestita da SAIC incorporated, che è una sorta di braccio del governo; l'80% del loro lavoro proviene dal governo. Essi non negoziano pubblicamente. E' una società compagnia posseduta dalle persone che ci lavorano. Essi stavano scandagliando alla ricerca di petrolio e gas sotto l'Oceano Indiano proprio vicino all'epicentro, al momento in cui si è verificato il terremoto. Così c'è stato un altro jolly all'interno della situazione.

Snowshoefilms: potresti approfondire su come sono causati i terremoti artificiali..

Rosalie Bertell: La creazione artificiale di un terremoto potrebbe essere fatta in molti modi, ma probabilmente quello che sarebbe usato con più probabilità sarebbe una struttura come HAARP: il progetto di ricerca attivo aurorale ad alta frequenza, che il governo ha stabilito a Gakona, in Alaska, che si trova da qualche parte tra Anchorage e Fairbanks. Si tratta di un riscaldatore ionosferico. Si tratta di una griglia di -- penso che siano 48 -- torri di trasmissione, hanno messo una griglia sei per otto, quindi ci sono tutte queste torri di trasmissione parallele.

Si aspettano di averne 150 quando sarà finito. Ma ora ne hanno 48, e sono operativi (il sito ora comprende 180 antenne operative, n.d.r.).  Essa invia un'onda sincronizzata fino alla ionosfera e ciò che accade è che una parte di questa viene riflessa nuovamente verso la terra. Ora questo è uno spiegamento mobile e flessibile ed essi possono cambiare l'angolo dei raggi di modo che i raggi di ritorno vadano in direzioni differenti. In modo che possano prendere la mira. Le onde di ritorno sono a frequenza bassa ed extra bassa. Sono le onde radio lunghe. E queste sono ritmiche, e possono passare attraverso il centro della Terra e se c'è un'instabilità da qualche parte, possono farla vibrare con un'onda ritmica e causare un terremoto.
Attualmente la stanno usando per diversi fini. Uno è quello che chiamano la tomografia profonda della Terra. Assomiglia ad una mappatura della parte interna della Terra. Hanno localizzato il centro della Terra; hanno trovato che ha un mantello solido  e dentro c'è un nucleo di metallo fuso e quindi, all'interno di questo, c'è una altro nucleo solido. Così stanno studiando cosa succede all'interno della Terra stessa. Sono alla ricerca di bunker sotterranei e forniture di gas e petrolio nel sottosuolo, questo genere di cose. Quindi gran parte del suo (HAARP) finanziamento sta arrivando dal Congresso per compiere una profonda tomografia della Terra. Ma può essere anche utilizzata come arma ad onda diretta e causare terremoti. Potrebbero anche causare accidentalmente un terremoto mentre sono alla ricerca di qualcos'altro. Il fatto è che anche la Russia ha ottenuto questi riscaldatori ionosferici. Ce ne sono alcuni in Antartide. Ce n'è uno anche a Tromso, in Norvegia. Quindi ci sono diversi riscaldatori ionosferici attorno alla Terra, così non possiamo sapere cosa ha fatto HARRP, perché anche altre persone hanno questa tecnologia.
Snowshoefilms: Hai guardato le anomalie del terremoto a Bam, nel sud dell'Iran? [26 dicembre 2003, oltre 40.000 morti, l'antica città di Bam distrutta]
Rosalie Bertell: Non ho sentito nulla. Io non so davvero cosa sia successo in Iran, ma, ancora una volta, è stato enorme. E non sarei sorpresa se alcuni di questi accidenti fossero causati dalla manipolazione del clima e della corrente a getto e la...Ci sono cinque grandi fiumi di vapore sopra l'emisfero nord e cinque in quello sud...Stanno cercando di smuovere queste cose attorno e controllare il clima. Quindi io non sarei sorpresa se questi fossero gli effetti collaterali della manipolazione del sistema terrestre.
Snowshoefilms: Una serie di terremoti erano partiti al largo della Turchia durante i bombardamenti i Iraq...
Rosalie Bertell: In Iraq utilizzarono deliberatamente dei demolitori di bunker. Un demolitore di bunker va in profondità all'interno della terra ed esplode, interessando le linee di faglia, così in Iraq avevamo i demolitori di bunker e abbiamo avuto un grosso terremoto giusto dall'altro lato del confine in Turchia, nel nord dell'Iraq; poi a destra attraverso la linea in Turchia abbiamo avuto un forte terremoto da demolitori di bunker, credo. In Afghanistan avevano demolitori di bunker quando erano alla ricerca di Osama bin Laden nelle grotte. Se vi ricordate ci fu un terremoto molto grande nel nord dell'Afghanistan. Quello che stanno cercando di fare ora, ed è quello per cui stanno chiedendo finanziamenti da parte del Congresso, è quello di rendere i demolitori di bunker nucleari ancora più potenti. Stanno cercando di fare questo perché i loro demolitori di bunker non sono riusciti a scovare Saddam Hussein quando egli era nel suo bunker sotterraneo di cemento. Quindi i loro demolitori di bunker non erano molto forti. Così vogliono fondamentalmente renderli più potenti. Non prestano attenzione al danno periferico che causano. Sai, siamo in grado di fare abbastanza danni alla terra da non farla sopravvivere. Non sembra entrare nella loro testa il fatto che la terra è viva. E' viva. Prende energia dal sole. Produce tutta questa vita. Sai, noi compromettiamo il buon funzionamento di base. Si tratta di sopravvivenza.
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27 agosto 2014 3 27 /08 /agosto /2014 21:57

 

 

deserto del Gobi
 
 
Il Deserto del Gobi è un territorio molto esteso, situato tra la Mongolia meridionale e la Cina settentrionale, con un’area di ben 1.295.000 chilometri quadrati; ha un’escursione termica che può arrivare a 40° di differenza tra il giorno e la notte, e mostra paesaggi desolati ma affascinanti, terreni aridi e sassosi dai colori accesi, interrotti da arbusti e da sterpaglie, poche distese sabbiose (il 3% della sua superficie), pochi animali selvatici (come l’asino Koulan) molte cavità e caverne, e qualche lago salato. Negli anni ‘20, Roy Chapman Andrews, assieme ai suoi uomini, riportò in superficie un gran numero (più di cento) di scheletri fossili di antichi rettili vissuti nel Cretaceo, 70 milioni di anni fa, dal Velociraptor al Tirrannosaurus Rex al Protoceraptor.
Negli anni 40, invece, l’archeologo russo Pyotr Kuzmich Kozlov, scavando tra le rovine della città di Khara Khota (vecchie di almeno 7000 anni), rinvenne dentro una tomba dipinta - a qualche chilometro dagli scavi - una pittura murale che fu poi risultato risalire a 18.000 anni fa, e raffigurante una coppia di sovrani il cui simbolo era costituito da un cerchio diviso in quattro settori, con al centro un segno che è quello della lettera M, il quale è stato poi ripreso dall’alfabeto romano dopo secoli e secoli.
Alcuni commentatori hanno voluto vedere in questo ritrovamento la scoperta della città di Uighur, una delle colonie di Mu la quale, come James Churchwardha scritto nei suoi libri, era un impero che occupava un continente il quale si trovava dove ora ci sono gli arcipelaghi del Pacifico. Questo continente - secondo le testimonianze di Churchward, che - tra l’altro - era un colonnello di Sua Maestà Britannica - sarebbe esistito da 150.000 a 75.000 anni fa per poi scomparire prima della fine del Pleistocene, e non era altro che un pezzo del supercontinente Lemuria, inabissatosi nell’era del Permiano.
Tratti considerevoli del deserto sono cosparsi dalle cosiddette tectiti, scaglie di pochi centimetri dall’aspetto vetroso le quali, secondo lo studioso russo Mikail Agrest (che ha pubblicato diversi articoli in proposito sulla Literaturnaya gazeta) sono costituite da frammenti che si staccarono, durante la preistoria, da veicoli cosmici, per via del forte calore che accompagna la loro penetrazione nell’atmosfera terrestre. La loro composizione le differenzia nettamente dalle meteoriti; esse sono state rinvenute in regioni molto circoscritte e l’analisi chimica della loro struttura induce a credere che la loro origine non sia terrestre. Le tectiti si devono essere solidificate roteando nel vuoto prima di toccare terra. Se davvero si sono staccate da navi spaziali, i loro ammassi, visibili in alcune zone, ci dicono che si deve essere trattato di incrociatori cosmici galattici. Nel mondo, le tectiti sono state principalmente rinvenute nella zona mediorientale che corrisponde al luogo delle città bibliche di Sodoma e Gomorra, nella Valle Della Morte, al confine tra la California e il Nevada e, appunto, nel Deserto di Gobi, del quale vi sono alcuni tratti che appaiono come fatti di vetro, e non di roccia o di sabbia. Tra l’altro, nelle montagne a nord di Gobi (i monti Altai), le pareti di roccia dallo strano aspetto risultano segnate da spirali circolari simili a impronte di ventose.
In certe caverne del deserto, degli studiosi provenienti dall’URSS reperirono - negli anni ‘50 - strumenti montati, millenni fa, su veicoli interplanetari. Sono misteriosi aggeggi - in un certo senso simili al cosiddetto geode di Coso - fatti di una sostanza come ceramica e di un materiale vitreo, a forma di emisfero e che hanno la punta a forma di cono, in cui è contenuta una goccia di mercurio. Guarda caso, i vimana, descritti con dovizia di particolari nei testi indù sanscriti come il Ramayana e il Drona Parva, viaggiavano nel cosmo per effetto del mercurio, che suscitava una specie di “vento solare” propulsore attorno all’astronave.
Le leggende dell’Asia centro-orientale ci riportano spesso al Deserto di Gobi dove, in un tempo molto antico - come viene anche confermato dalla geologia - si sarebbe esteso un grande mare. Vi furono abitanti di un antichissima civiltà vissuti all’epoca in cui ci sarebbe stata un’isola in mezzo a questo mare, popolata da creature coi capelli biondi e gli occhi azzurri (in netto contrasto con le etnie di quel territorio, dunque). Proprio da queste creature - provenienti dal cielo - gli abitanti dell’impero del Pacifico attinsero molte nozioni che li avrebbero fatti arrivare al culmine della loro cultura 75.000 anni fa. Alcuni sciamani , certi sacerdoti di un culto animistico molto antico (tengrismo) che ancora vive tra le zone brulle della Mongolia meridionale, cadendo in trance al ritmo ossessivo di un tamburo, affermano di mettersi in contatto mentale con una dimensione popolata di creature da incubo, umanoidi neri e ingobbiti con mani grosse ed artigli. Essi possono togliersi la loro pelle per rivelare sembianze umane e andare tra gli uomini senza essere riconosciuti ma, vestiti della loro pelle nera vagherebbero - invisibili - nelle acque e nel cielo, a bordo di grosse conchiglie volanti, chiamando i morti.
Un’antichissima tradizione indù vuole che “uomini discesi dalla grande stella bianca” (Venere?) abbiano preso dimora nell’isola del mar di Gobi nell’anno 18.617.841. a.C. (data errata visto che è stata tratta dalle discutibili cronologie del bramanesimo), erigendo dapprima un fortilizio, poi una città, e collegando in seguito l’isola con la terraferma attraverso gallerie sottomarine. Diverse zone del territorio del deserto sono traforate da aperture che conducono a piazze sotterranee da cui si dipartono gallerie inaccessibili, ostruite da tratti crollati. Secondo certi miti tramandati da tempi immemorabili, le gallerie collegherebbero località distantissime tra loro. Sulle pareti degli spiazzi a grande profondità si trovano graffiti rappresentanti disegni indecifrabili. Altre volte le tracce sono più intelleggibili, ma sempre enigmatiche.
Alcuni decenni fa venne rinvenuta nelle caverne del distretto di Bohistan (oggi Kohistan), nella zona himalayana del futuro Pakistan, una mappa celeste (tra l’altro pubblicata in USA nel 1925 dal National Geographic). Gli astronomi notarono che, pur essendo esatta, non corrispondeva a quelle attuali, perchè su quella carta le stelle erano disposte nella posizione che occupavano 14.920 anni fa. E c’è un dettaglio singolare sulla mappa, rappresentato da linee che uniscono la Terra a Venere. Nel 1778, Jean-Sylvain Bailly, politico, matematico e astronomo francese, esaminando certe carte stellari portate dall’India da alcuni missionari, constatò che dovevano essere vecchie di molti millenni ma che, comunque, non potevano essere state realizzate in India, poichè vi erano segnate stelle non visibili dal presunto luogo di origine. I calcoli svelarono a Bailly il punto di osservazione da cui le mappe erano state disegnate: propriola zona dove si trova oggi il Deserto di Gobi! Gli indiani avevano ereditato quelle carte da una civiltà più antica e progredita della loro, forse quella che abitava l’isola in mezzo al mare sul territorio dove ora si stende il deserto?
Fonte: Guide supereva
Autore: Rossano Segalerba

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26 agosto 2014 2 26 /08 /agosto /2014 21:37

Alle mie lamentele che la NASA ha inscenato gli sbarchi sulla Luna, qualcuno mi ha risposto qualcosa sul genere:

“Anche se la NASA avesse contraffatto le missioni Apollo, non è morto nessuno e dunque non è stato fatto nessun torto; perché allora ti interessi della cosa?”


Innanzitutto ci sono accuse che la NASA abbia ucciso qualcuno.

Secondo, anche se la cosa non avesse fatto male a nessuno e non fosse costata nulla ai contribuenti [statunitensi], la bufala degli sbarchi sulla Luna delle missioni Apollo danneggia tutti visto che ha fornito alla gente una visione distorta dell’universo. Questo a sua volta genera altri problemi.

Un esempio estremo potrebbe aiutare a comprendere come un raggiro “che non fa male a nessuno” possa nuocere a una nazione. Mettiamo il caso che la marina militare statunitense, dopo aver contraffatto un viaggio nel fondale dell’oceano Pacifico, affermi di aver scoperto centinaia di città tecnologicamente avanzate piene di sirene. Scartereste un tale raggiro come una burla innocua?

L’effetto di un tale raggiro non sarebbe limitato allo spreco di denaro; per esempio:

• Farebbe sì che milioni di persone al mondo sognino di viaggiare raggiungendo il fondo dell’oceano per visitare quelle città.

• I testi scolastici insegnerebbero agli studenti questa incredibile scoperta delle città di sirene.

• Le aziende private cercherebbero investitori per costruire sottomarini che siano in grado di resistere a una pressione notevole.

• I creduloni statunitensi si vanterebbero che solo gli USA hanno la tecnologia per visitare le città delle sirene.

Consideriamo adesso l’effetto della bufala degli sbarchi sulla Luna delle missioni Apollo.

Gli astronauti riescono a vedere le stelle dalla Luna?

In uno scritto ho proposto una sfida di scienze ; in esso presento un diagramma che spiega la questione. La NASA vuole che crediamo che gli astronauti non furono in grado di vedere le stelle dalla superficie della Luna o in viaggio verso la Luna e di ritorno da essa.

Se gli astronauti non sono in grado di vedere le stelle, che cosa vedono guardando lo spazio esterno? Vedono un chiarore? Vedono un cielo blu? Vedono nuvole?

Se gli astronauti non riescono a vedere le stelle, che cosa vedono guardando lo spazio esterno?
Vedono un cielo bianco? Vedono arcobaleni?

La NASA ha ingannato milioni di persone nel credere che se visitassero la Luna non sarebbero in grado di vedere nessuna stella. (Se avete bisogno di aiuto per comprendere che cosa avrebbero dovuto vedere gli astronauti, date uno sguardo a questa pagina .)

Quanto è pericolosa la radiazione nello spazio?

Prima degli anni 1950, nessuno sapeva cosa fosse lo spazio esterno; negli anni 1950 e negli anni 1960 la NASA lanciò alcune sonde per esplorare lo spazio e scoprì che la luce solare nello spazio esterno è piena di raggi X, protoni, e altre particelle atomiche.

Il campo magnetico della Terra e l’atmosfera ci proteggono dai raggi X e dalle particelle atomiche, oltre che dalla luce ultravioletta, particolarmente quella ad alta frequenza, che viene bloccata dall’atmosfera.

La NASA ha scoperto anche la presenza nello spazio di radiazione gamma non proveniente però per la maggior parte dal Sole ma, piuttosto, da tutte le direzioni.

Cosa più sorprendente, la NASA ha scoperto che provengono più raggi gamma dalla Luna che dal Sole. La superficie della Luna reagisce al bombardamento di particelle atomiche provenienti dall’esterno del nostro sistema solare emettendo raggi gamma.

Si nota lo stesso effetto negli acceleratori di particelle, nei reattori nucleari, e nelle macchine per la produzione di raggi X. In una macchina che genera raggi X gli atomi di un bersaglio metallico bombardato da elettroni ad alta velocità reagiscono emettendo raggi X; tanto più veloci sono gli elettroni che colpiscono il bersaglio, tanto più potenti sono i raggi X emessi in questo modo.

La superficie lunare è bombardata da particelle atomiche provenienti dallo spazio esterno che viaggiano però a velocità di gran lunga superiori a quelle degli elettroni impiegati nelle macchine per la generazione di raggi X. Ne consegue che la Luna emette raggi gamma potenti, non deboli. La Luna è un bersaglio sferico in una “macchina cosmica per la generazione di raggi gamma.”

Se i nostri occhi percepissero i raggi gamma come una luce viola e se potessimo viaggiare oltre l’atmosfera del nostro pianeta, vedremmo che la Luna brillare di luce viola, un viola molto più intenso di quello del Sole.
Un sito internet sull’emissione di raggi X e di raggi gamma da parte della Luna

Lo spazio esterno è un ambiente orribile, simile all’interno di un reattore nucleare, benché la radiazione nello spazio esterno non raggiunga i livelli di concentrazione presenti in un reattore nucleare.

Come ha fatto la NASA a proteggere gli astronauti da tutti quei raggi X, raggi gamma, e particelle atomiche? La NASA afferma che i livelli di radiazione sono insignificanti e quindi non era necessaria un granché di protezione.

La verità sulla radiazione nello spazio non ci sarà mai nota fino a che il mondo non si munirà di governi migliori.

Le orbite terrestri a bassa quota sono più sicura del profondo spazio esterno

John Glenn e altri tra i primi astronauti non avevano bisogno di forti protezioni perché:

  • Sono stati nello spazio solamente per poche ore.
  • Nelle orbite a bassa quota gli astronauti sono protetti dalla maggior parte dei fotoni e degli elettroni che provengono dal Sole venendo questi deviati dal campo magnetico terrestre.
  • La Terra agisce da schermo protettivo per gli oggetti che le sono vicino, come illustrato nel disegno sottostante.
Le frecce nere mostrano che, per gli oggetti che si trovano nelle orbite terrestri a bassa quota, molta radiazione e molti meteoriti vengono bloccati dalla Terra.

Un’astronauta per viaggiare fino alla Luna dovrebbe attraversare le fasce di radiazione di Van Allen; si tratta di una zona ad alta concentrazione di protoni ed elettroni.

Una volta attraversate queste fasce di radiazione verrebbe esposto a raggi gamma, raggi X, particele atomiche, e meteoriti provenienti da tutte le direzioni.

Che cosa accade a una creatura vivente che attraversa le fasce di radiazione di Van Allen? Quanto riuscirebbe a sopravvivere all’interno di tali fasce? E quanto riuscirebbe a sopravvivere nello spazio profondo?

Ci sono anche moltissimi meteoriti minuscoli che viaggiano in tutte le direzioni a velocità estremamente elevate. Per quanto tempo un’astronave è in grado di resistere al bombardamento di questi meteoriti minuscoli? Quanto può resistere a questo bombardamento la tuta spaziale di un’astronauta? Non lo sapremo fino a che non ci muniremo di governi migliori.

Le aurore

Ai poli terrestri, quello nord e quello sud, c’è meno protezione dalle particelle atomiche provenienti dal Sole dato che il campo magnetico terrestre in quelle zone è meno intenso. Alcuni elettroni e protoni provenienti dal Sole colpiscono le molecole d’aria in vicinanza dei poli, facendo sì che gli atomi emettano una luce intensa, proprio come avviene per le lampade al neon. Questo bagliore viene chiamato “aurora.”



Il bagliore delle aurora è una prova che lo spazio è un ambiente mortale.

Le aurora colorate sono stupefacenti ma sono una prova che lo spazio esterno è un posto molto pericoloso. Visto che le particelle atomiche fanno sì che l’atmosfera emetta un bagliore, che cosa farebbero agli astronauti?

Non lo sapremo fino a quando non ci muniremo di governi migliori.

Aggiornamento del luglio 2009: Qualcuno mi ha spedito i collegamenti telematici ad alcune fotografie delle aurore scattate da un astronauta a bordo della stazione spaziale orbitante. Dateci un’occhiata qui !

I viaggi in aeroplano ci espongono alla radiazione

L’atmosfera e il campo magnetico terrestri ci proteggono da parecchie radiazioni e particelle provenienti dallo spazio esterno; conseguentemente quando siamo a bordo di un aeroplano veniamo esposti a un livello di radiazione leggermente superiore di quando siamo a terra; maggiore la quota a cui voliamo e più elevato è il livello di radiazione a cui siamo esposti.

Se volassimo proprio sopra il polo nord o quello sud, verremmo esposti a un livello di radiazione perfino più intenso, fatto presumibilmente noto a tutte le compagnie aeree che infatti evitano tutte di volare in prossimità dei poli.

Le compagnie aeree inoltre alterano le rotte quando il Sole emette grosse quantità di particelle verso la Terra; le compagnie aeree sono maggiormente preoccupate per le particelle atomiche provenienti dallo spazio esterno degli astronauti delle missioni Apollo.

Nel 1969 la NASA ha mandato nello spazio una scimmia

La NASA, prima di mandare qualcuno sulla Luna, decise di condurre un esperimento per stabilire gli effetti di un lungo volo spaziale. Il 29 luglio 1969 la NASA mise in orbita attorno alla Terra una scimmia. Il piano prevedeva che la scimmia orbitasse attorno alla Terra per 30 giorni e che poi venisse riportata a Terra e sottoposta a varie analisi.

La NASA mantiene il segreto su quanto quella scimmia si fosse avvicinata alle fasce di radiazione di Van Allen, ma ammette che, una volta in orbita, le condizioni di salute della scimmia iniziarono a peggiorare pochi giorni dopo. Al nono giorno la NASA decise di far rientrare la navetta spaziale. La scimmia morì otto ore dopo il rientro del modulo spaziale.

Voi salireste a bordo di un’astronave diretta verso la Luna dopo aver assistito alla morte di una scimmia che è stata solo nove giorni in un’orbita terrestre? Ebbene, a una settimana dalla morte di quella scimmia, l’Apollo 11 decollò per la Luna.

La scimmia potrebbe essere morta semplicemente per come la NASA l’aveva confinata in una navetta spaziale minuscola, ma anche se così fosse, considererei quella morte un segno che la NASA non fosse pronta a mandare qualcuno sulla Luna.

Nel 1970 la NASA ha mandato nello spazio alcune rane

Nel novembre 1970, un anno e mezzo dopo aver affermato di avere a disposizione la tecnologia per mandare gli esseri umani sulla Luna, la NASA ha messo in orbita due rane per 7 giorni. Diversamente dal caso della scimmia, la NASA non aveva nessuna intenzione di riportarle nella Terra, ma voleva semplicemente osservare cosa accadeva a quelle rane.

Presumo che la morte di quella scimmia fece sì che alla NASA si fossero chiesti se fossero in grado di mantenere in vita una creatura qualsiasi per più di qualche giorno.

Abbiamo bisogno di protezione dai raggi ultravioletti?

Senza l’atmosfera che rimuove le componenti ad alta frequenza della luce solare ultravioletta, la pelle e gli occhi degli esseri umani verrebbero danneggiati velocemente. Uno dei filmati della NASA tuttavia mostra un astronauta che vaga per la Luna nella luce solare con la visiera opaca alzata.

Potete vedere questo e altri filmati nel sito internet della NASA.
Aggiornamento del 20 luglio 2009: La NASA ha “scoperto” una fotografia di Neil Armstrong nella quale si vede il volto dell’astronauta! Qui trovate un articolo notiziario al riguardo.

Alla fine qualcuno nel centro di controllo sulla Terra gli suggerì di abbassare la visiera opaca.

Molti visitatori della Florida sono più preoccupati per la luce ultravioletta degli astronauti, i quali si comportavano come se fossero sulla scena di un teatro, non in un ambiente misterioso e potenzialmente pericoloso.

L’assenza di gravità è divertente?

La NASA dà l’impressione che l’assenza di gravità sia una condizione molto divertente, equivalente al galleggiare in una piscina d’acqua. Tutti i fatti suggeriscono tuttavia che sia qualcosa di molto peggio che lo stare a bordo di una piccola imbarcazione in acque molto mosse.

L’assenza di peso provoca problemi seri al nostro sistema digestivo e al nostro senso dell’equilibrio, con il risultato che gli astronauti vomitano. Rimanere in assenza di gravità a lungo nuoce alla salute.

Tutti gli astronauti vomitano nello spazio? Con che frequenza vomitano gli astronauti? Hanno difficoltà a dormire? E a ingoiare il cibo?

La verità su tali questioni non sarà nota fino a quando non ci muniremo di governi migliori.

Le rocce lunari sono taglienti?

Gli astronauti, mentre si trovavano sulla Luna, sono caduti parecchie volte, senza mostrare segni di preoccupazione che le rocce frantumate presenti sulla Luna avrebbero potuto lacerare le loro tute spaziali pressurizzate. Non si sono mai presi la briga di ispezionarsi per vedere se ci fosse qualche taglio, né di controllarsi l’un l’altro per vedere se le tute reggevano.

Gli astronauti si comportavano come se fossero su sabbia umida in cui è innocuo cadere. La sabbia umida spiegherebbe anche perché gli astronauti lasciavano orme sul suolo lunare.

Le immagini riprese dalle navette spaziali esploratrici mostrano che la Luna è un misto asciutto di rocce frantumate. (Trovate alcune fotografie nel mio file in formato pdf  sulle missioni Apollo.) Se qualche roccia lunare avesse avuto i bordi taglienti, cadendo, gli astronauti avrebbero potuto lacerare le tute spaziali.

Non sapremo mai la verità su come sia la superficie della Luna finché non ci muniremo di governi migliori.

La NASA alimenta le fantasie di Star Trek

Il programma Apollo ha distorto la nostra percezione dell’universo, specialmente quella dei viaggi nello spazio. La NASA ha dato l’impressione che viaggiare nello spazio sia divertente e facile, il che ha fatto sì che milioni di persone assumano che ci siano forme di vita negli altri pianeti, le quali viaggeranno attraverso lo spazio e un giorno visiteranno la Terra.

Qualche scrittore di fantascienza ha immaginato storie fantastiche secondo le quali l’universo sarebbe pieno di creature intelligenti che viaggiano a velocità superiore a quella della luce e che si riuniscono spesso per bersi una birra.

Lo spazio esterno è un ambiente orribile

Sembra che ci siano milioni di persone affascinate dallo spazio esterno e migliaia di bambini che sognano di diventare astronauti. Se la NASA avesse detto la verità sullo spazio esterno, molti di questi sogni sarebbero andati in frantumi. A milioni perderebbero interesse nei telescopi, nella NASA, nell’astronomia, nei filmati di Star Trek e negli UFO. A milioni inizierebbero a rendersi conto che la Terra è una parte dell’universo incredibilmente bella.

La NASA, benché abbia qualche fotografia molto interessante dell’universo, non ha nulla di tanto bello quanto un’alba o un tramonto, né qualche fotografia in grado di sorpassare in bellezza un campo di fiori, la neve in una foresta, o l’acqua che scorre in un torrente tra le rocce.

La Terra è incredibilmente bella, ma quanti lo notano? A milioni, invece di godersi la Terra, sognano lo spazio esterno e gli alieni.

Il programma Apollo sta inavvertitamente facendo sì che milioni di statunitensi sprechino tempo e denaro per lo spazio e per i razzi. La gente, se si rendesse conto di quanto orribile sia lo spazio esterno, inizierebbe a notare quanto sia bella la Terra e, nel caso degli statunitensi, potrebbe iniziare a domandarsi perché spreca tanto denaro finanziando la NASA quando potrebbero concentrare i propri sforzi nell’abbellire le città con bei giardini.

Gli UFO a Roswell, nel New Mexico

In internet si trovano fotografie, provenienti presumibilmente dal governo statunitense, che mostrano il cadavere di un alieno originario di un altro pianeta, giacente su un tavolo operatorio, che sembra venga sezionato da alcuni medici statunitensi. Le fotografie, come è tipico per quelle che ritraggono gli UFO, sono sfuocate, motivo per cui i dettagli non risultano visibili.

Il governo statunitense a quanto pare cerca di tenere segreta quest’astronave aliena, celandola alle altre nazioni.

Queste fotografie provengono veramente dal governo USA? Presumo di sì; se questo è il caso allora sono una prova che il fenomeno degli UFO sono una bufala messa in circolazione dal governo USA. (Anzi, sembra che sia una bufala opera degli ebrei sionisti. Pare che i giudei sperassero di convincerci che gli alieni sono qui sulla Terra, il che permetterebbe loro di inscenare un’invasione di alieni o un contatto amichevole con essi; ho scritto qualche informazione sui dischi voltanti qui .)

Ci sono persone impaurite dappertutto

Ho idea che sia stato il governo statunitense a mettere in circolazione le voci di essere venuto in possesso del corpo di un alieno. Negli anni 1940 non ero ancora nato ma ho l’impressione che a quel tempo ci fosse una paranoia fortissima nei confronti del comunismo.

Presumo che qualche funzionario del governo statunitense abbia deciso di ingannare i russi nel credere che gli Stati Uniti fossero appena riusciti a mettere le mani su una tecnologia avanzata incredibile proveniente dallo spazio esterno, con lo scopo di intimidire i russi. Purtroppo a essere ingannati furono principalmente gli statunitensi!

La contraffazione di un’astronave marziana (e degli sbarchi sulla Luna) mi fa venire in mente i gatti, i quali cercano di sembrare più grossi e più pericolosi [rizzando il pelo].

Quando sono impauriti, sia gli animali che gli esseri umani cercano di sembrare potenti.

Gli statunitensi, se fossero stati in buone condizioni di salute mentale, avrebbero affrontato i russi rendendo la propria nazione qualcosa di magnifico che avesse inspirato e meravigliato i russi.

Gli statunitensi invece hanno reagito nei confronti dei russi comportandosi come animali stupidi e impauriti.

Invece che stupire il mondo, gli statunitensi impauriti hanno speso quantità di denaro enormi in armi per prepararsi a un attacco nucleare da parte della Russia.

Gli statunitensi sprecano anche tempo e denaro nel tentativo di sembrare potenti, inscenando per esempio gli sbarchi sulla Luna e fingendo di essere in possesso di un’astronave marziana. Attaccano inoltre minuscoli stati indifesi, vantandosi poi di essere una nazione coraggiosa.

Gli USA sono sempre stati un rifugio per i disadattati, gli alcolisti, i criminali, e i mentalmente malati. La maggior parte degli statunitensi sembra soffra di poca autostima; non molti statunitensi inoltre sono in grado di affrontare i problemi del mondo. È facile metter loro paura con lo spauracchio dei comunisti, dei terroristi, di Al Capone, dell’attentato dell’11 settembre, e, specialmente, dei nazisti.

Non intendo dire che le altre nazioni non abbiano cittadini che soffrano di squilibri mentali; in effetti, la maggioranza della gente in tutte le nazioni soffre di un cervello di scarsa qualità. Sembra che a questo mondo non siano in tante le persone felici.

Gli UFO; la categoria dello spettacolo d’intrattenimento

Forse qualcuno di coloro che affermano di essere stati rapiti dai marziani lavora per la CIA, mentre altri potrebbero essere stati ingannati con tecniche di controllo mentale nel credere di essere stati sequestrati dai marziani. Altri potrebbero mentire consapevolmente sugli UFO semplicemente per approfittare della vendita di oggetti a tema UFO.

Coloro che insistono che ci sarebbero alieni qui sulla Terra, fanno un’affermazione non supportata da prove. Qualcuno afferma di aver visto cose strane nel cielo, ma anch’io una volta vidi una strana ombra che si muoveva attraverso il cielo, di notte. Ciò però non dimostra che qui sulla Terra ci siano alieni provenienti da altri pianeti.

A milioni sono affascinati dal pensiero che alieni provenienti da altri pianeti vivano tra di noi. Costoro si attaccheranno a qualsiasi fatto sono in grado di trovare pur di credere all’esistenza degli alieni. Le ipotesi del complotto relative agli UFO fanno parte della categoria dello spettacolo d’intrattenimento.

È accettabile discutere la possibilità che ci siano marziani che vivano segretamente qui sulla Terra, ma affermando che è certo che qui sulla Terra ci siano i marziani o che il governo statunitense sia in possesso di un’astronave marziana si strappa solo una risata di derisione.

Il mio libro e il mio filmato, che affermano che l’attacco dell’11 settembre sia stato un’operazione voluta da certi esponenti del governo statunitense, sono il risultato di un’analisi seria basata su fotografie, dati sismici, e altre prove concrete.

Tuttavia non ci sono prove serie a supporto delle ipotesi sull’esistenza degli UFO. Coloro che credono all’esistenza degli UFO danno alle ipotesi del complotto una cattiva immagine, il che a sua volta è uno dei motivi per cui il governo promuove le storie sugli UFO.

Un altro motivo potrebbe essere che il governo USA potrebbe aver in programma di perpetrare un raggiro in cui viene finto un attacco di marziani ai danni della Terra.

Se il governo USA decidesse di inscenare un attacco da parte dei marziani e la gente ci cascasse, penso che smetterei di tentare di aiutare gli Stati Uniti.

http://hugequestions.com/Eric/Conspiracies11-I.htm

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26 agosto 2014 2 26 /08 /agosto /2014 21:14

Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 agosto nell’oceano Pacifico è successo qualcosa di molto strano. Proprio nella notte in cui un forte terremoto ha colpito la California (magnitudo 6.0), più o meno nella stessa area del misterioso incidente della scorsa notte, è accaduto qualcosa di altrettanto misterioso e particolare, di cui veniamo a conoscenza grazie alla testimonianza di un pilota d’aereo, JPC van Heijst, che si trovava in volo proprio nell’alto oceano Pacifico, diretto in Alaska.

ImmagineQuesta la sua testimonianza, corredata dalle fotografie: “volavo sull’oceano Pacifico, nella zona meridionale della penisola russa di Kamchatka, e ho vissuto l’episodio più raccapricciante mai avuto fin ora nella mia carriera di pilota. Dopo circa 5 ore di volo da quando eravamo partiti da Hong Kong, ormai avevamo lasciato il Giappone ed eravamo comodi a velocità di crociera con altre 4-5 ore di volo per raggiungere l’Alaska. Abbiamo sentito via radio dei terremoti in Islanda, Cile e California, e visto che sul nostro percorso c’erano dei vulcani che potevano entrare in eruzione da un momento all’altro, abbiamo immediatamente controllato in modo molto attento se ci fossero delle attività eruttive. Poi, molto in lontananza davanti a noi, appena oltre l’orizzonte, abbiamo visto verso Terra una luce molto intensa. Sembrava un fulmine, ma molto più intenso e diretto verticalmente in aria”.

Immagine02“Non avevo mai visto prima nulla di simile, è stata una singola esplosione senza altri lampi nè prima nè dopo. Sulla nostra rotta, come confermavano tutti i radar, non c’erano temporali in atto. Ho scattato alcune immagini e ho visto che su tutto l’emisfero c’era una strana luce verde in cielo, una specie di aurora boreale ma molto più dispersa, anche qui mai visto nulla di simile (e di aurore boreali ne avevo viste tante…). Dopo circa 20 minuti ho visto un profondo bagliore rosso/arancione davanti a noi, ed è stato molto strano, come se ci fosse un altro oceano infinito sotto di noi e intorno a noi per centinaia di chilometri. Non potevano essere assolutamente navi o città. Forse si potrebbe pensare ad un’enorme esplosione di un vulcano sottomarino. Ci siamo preoccupati, l’aeroporto più vicino a noi era ad almeno due ore di volo di distanza, e temevamo di ritrovarci in una pericolosissima nube di cenere. Per fortuna non abbiamo incontrato nulla di simile, ma quell’inquietante colore rosso/arancione ci accompagna ancora adesso. Non so se lì s’è formata una nuova isola, ma in questo caso spero che si chiami con il mio nome in quanto l’ho scoperta ufficialmente. Sarebbe una figata“.

Foto 1 di 5

e di molto curioso anche un anno fa, veniva già notato un fenomeno del genere nel Pacifico ma qui ci addentriamo anche in altre zone del mistero:

Quando si parla di triangoli multidimensionali non ci si riferisce esclusivamente a figure geometriche astratte, ma anche a misteriosi luoghi situati negli oceani, aventi appunto la forma triangolare, capaci di inghiottire aerei e natanti. Lo studioso Vincent Gaddis fu uno dei primi a studiare ed indagare in maniera approfondita sulle enigmatiche scomparse che si verificarono nei secoli nella zona dell’oceano Atlantico meglio identificata come Triangolo delle Bermude.

Vincent Gaddis fu il pioniere degli studi intorno alle misteriose sparizioni, egli stesso coniò il nome “Triangolo delle Bermude” quando cominciò ad investigare sul caso dei cinque auto siluranti della Marina statunitense scomparsi nel nulla e della immediatamente successiva scomparsa dell’idrovolante Martin Mariner uscito in ricognizione alla ricerca dei velivoli svaniti nel nulla proprio nella zona in cui presumibilmente vi era stata l’assenza del segnale radar. Più di trecento velivoli e cento navi furono impiegati nella ricerca vana dei mezzi scomparsi.
La storia dei caccia bombardieri si colloca temporalmente nel 1945, ma abbiamo testimonianze di sparizioni già a partire da Cristoforo Colombo che nel  diario di bordo della prima attraversata transoceanica annotò strani fenomeni e bagliori nel cielo, problemi con la strumentazione di bordo ed una sfera infuocata inabissarsi nel mare. Questo fu solo l’inizio, o il presunto inizio. Abbiamo la testimonianza di centinaia e centinaia di casi di sparizioni e le vittime ufficiali sarebbero intorno a mille. Nessun corpo è mai stato trovato. Nessuno è mai sopravissuto ai naufragi o agli incidenti aerei. In alcuni casi è stata ritrovata qualche nave intatta ma senza anima viva a bordo.
Chi di dovere spiega questi fenomeni come sciagure dovute a fenomeni atmosferici di potenza inaudita, a rapimenti da parte di pirati interessati più alle persone che al carico delle navi predate oppure ad esalazioni di idrocarburi marini capaci di far impazzire gli equipaggi che, presi da crisi di isteria si sarebbero gettati in mare sfamando per secoli gli squali.
I sostenitori della teoria sulla Terra cava, cioè coloro che credono che l’interno del nostro pianeta contenga un’ altro pianeta abitato sia da una civiltà umana molto più evoluta della nostra e da colonie di extraterrestri, sostengono che il nostro pianeta sia disseminato di varchi sottomarini che permetterebbero l’ingresso nel mondo sotterraneo ai suoi abitanti in ricognizione sulla superficie.
Un altro triangolo fagocitatore è quello detto del Drago, che si trova nell’oceano Pacifico a circa ottocento miglia dalle coste del Giappone. Tra il 1950 ed il 54 scomparvero in questo tratto di mare dieci navi, per questo motivo il governo giapponese inviò la nave Kaio Maru 5 con un equipaggio di scienziati ad investigare sul motivo delle sparizioni, ma anch’essa sparì tra i flutti oceanici.
Ivan Sanderson, biologo marino e scrittore scozzese vissuto negli Usa nella prima metà del secolo scorso, individuò dodici punti marini e non in cui avvengono sparizioni di velivoli e navi alla stessa stregua del Triangolo delle Bermude e del Diavolo. Sanderson basandosi sulla teoria dell’elettromagnetismo ci parla di vortici che incanalerebbero la materia in continui spazio temporali.
Tra i varchi per il mondo sotterraneo potremmo enumerare quello del lago Titicaca in Perù ma anche il triangolo dell’Adriatico nel nostro paese. Questi pertugi, secondo gli studiosi del caso, si susseguirebbero ad intervalli di settantadue gradi intorno al polo e sarebbero concentrati intorno al trentaseiesimo parallelo di latitudine nord e sud. Le aperture sarebbero utili per l’ingresso all’interno del pianeta nei periodi in cui le aperture polari sarebbero chiuse. Infatti, coloro che appoggiano e studiano la teoria sulla Terra Cava, sono sostenitori della tesi dell’esistenza di aperture naturali ai poli che consentirebbero l’ingresso naturale  in continenti abitati, conosciuti dagli uomini antichi e tramandati fino a noi con aneddoti e leggende,ma non concepibili per le menti moderne.
C’è chi sostiene che gli abitanti dell’interno del globo siano una civiltà molto più evoluta che basa le sue solide radici su concetti spirituali e morali che noi miseri umani neanche riusciremmo ad immaginare.

Gli intraterrestri sarebbero in effetti i nocchieri degli oggetti volanti non identificati, e vigilerebbero su di noi per evitare guai seri. Le loro ricognizioni sulla superficie sarebbero dovute al timore dell’uso distorto dell’energia nucleare che, con un semplice clic sarebbe capace di cancellare la nostra esistenza  terrena; ma sicuramente l’uso funesto di questa energia comporterebbe non pochi problemi anche per i nostri vicini di casa, sia ai piani alti che ai piani bassi.
La tesi complottista  vedrebbe i governanti delle nazioni al corrente dell’esistenza di forme di vita extra ed intraterrestri, ma per motivi di opportunità economica, politica e sociale non potrebbero rivelare ai comuni mortali la verità.
In un fuori onda che sta spopolando il web il presidente russo Medveded confermerebbe l’esistenza degli extraterrestri e che vivono tra noi già da diverso tempo e in collaborazione con i governi; inoltre il presidente non ha mai rettificato la sua posizione.
Questo potrebbe essere il segno che siamo alle soglie di grandi rivelazioni che ci scrollerebbero di dosso l’aura di scetticismo e di negazionismo che aleggia su tutto ciò che non sia scientificamente convenzionale, senza pensare che  la nostra scienza è solo un momento, un piccolo pensiero davanti all’eternità.


 

 

http://www.meteoweb.eu/2014/08/misteriose-luci-verde-bagliori-rossi-nelloceano-pacifico-sta-succedendo-foto/316376/

http://www.diario24notizie.com/index.php?option=com_content&view=article&id=736:triangoli-multidimensionali&catid=32:mistero

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20 agosto 2014 3 20 /08 /agosto /2014 21:41

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Dopo avere esaminato le piramidi di Giza (Egitto), Teotihuacan (Messico) e Xian (Cina), tutte orientate sul terreno secondo le tre stelle della cosiddetta Cintura di Orione collegate a livello interplanetario da una medesima linea retta (trasformabile ovviamente in un arco di circonferenza) lunga quasi venticinquemila chilometri che le attraversa tutte (osservando il globo terracqueo o un planisfero), ho pensato di esaminare altre piramidi, come sempre trascurate dall’archeologia tradizionale che sembra avere stranamente ed inspiegabilmente concesso solo ai faraoni Egizi la patente di costruttori di questi edifici. Si tratta delle piramidi ricoperte da metri di terreno compatto, da detriti ed addirittura alberi, che fanno somigliare il luogo in cui sorgono questi colossi più a delle colline che non a dei solidi geometrici; eppure le piramidi ci sono e, anche questa volta, sono collegate tra loro a livello planetario, esattamente come le loro consorelle che abbiamo citato all’inizio dell’articolo. So che può sembrare strano tutto ciò, eppure vi dimostrerò che anche altre piramidi sono state edificate secondo un unico immenso progetto planetario. Se con la prima teoria della mappatura terrestre si poteva ancora avere qualche perplessità (peraltro incomprensibile dato che per tre punti su un piano passa una ed una sola linea retta comunque trasformabile, ripeto, in un arco di circonferenza, e dato che le piramidi sono sulla terra lo specchio della cosiddetta Cintura di Orione), adesso credo davvero non ci sia più niente da dire; ma procediamo con ordine.

Esistono sul nostro pianeta alcune piramidi colossali, ben più grandi di quelle di Giza. La prima è sicuramente quella di Cholùla, in Messico. Questa città, situata a 2.135 metri sul livello del mare, si trova a 15 chilometri dalla città di Puebla, nello Stato omonimo; il suo nome completo è Cholùla de Rivadàvia e sorge sul sito attribuito ad una antica civiltà precolombiana: i Mixtechi di cui ben poche notizie certe ci sono giunte. La grande collina visibile già da lontano altro non è che la più grande struttura singola mai realizzata dall’uomo sull’intero pianeta: una piramide completamente ricoperta di terra ed alberi e riportata alla luce solo in minima parte. Il resto della immensa struttura è ancora ricoperta di terreno ed addirittura sulla sua sommità è stata edificata dagli Spagnoli, nel 1594, la chiesa di Nuestra Señora de los Rimedios.

Le dimensioni di questo edificio sono impressionanti, dato che ogni lato della base quadrata è lungo circa 450 metri, mentre l’altezza è di 66 metri circa. Il volume è stimato in 4.450.000 metri cubi; se consideriamo che la grande piramide di Cheope, a Giza in Egitto, ha un volume di 2.500.000 metri cubi, ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando. Eppure questa piramide non viene praticamente mai considerata, e gli abitanti del luogo, che la chiamano tlachihualtepetl (montagna artificiale), riferiscono che tradizionalmente l’edificio è dedicato al dio Quetzalcoatl. Il suo interno è attraversato da chilometri e chilometri di gallerie, ma certamente non è possibile stabilire se esse siano coeve alla costruzione o successive ad essa. Un colosso del genere non può essere trascurato, in quanto denota che molte migliaia di anni fa, (tante da giustificare l’accumulo di svariati metri di terreno che hanno trasformato la piramide in una collina), è esistita una civiltà in grado di edificare una vera e propria montagna artificiale. Oggi sarebbe ben difficile realizzare qualcosa del genere.

Per l’archeologia tradizionale si tratta, come al solito, del prodotto di una civiltà neolitica, e siamo alle consuete ed ormai non più tollerabili semplificazioni. Ma Cholùla non è l’unico esempio in tal senso; aVisoko, in Bosnia, nei pressi di Sarajevo, è stata scoperta la presenza, peraltro molto contestata dalla solita archeologia tradizionale, di diverse piramidi; una di esse, detta Piramide del Sole, è alta ben 213 metri, e quindi molto più della piramide di Cheope a Giza, ed è quindi la più alta del pianeta. Lo strato esterno di tale colosso è stato costruito in calcestruzzo, e precisamente in una varietà addirittura più solida di quello utilizzato dagli antichi Romani. Secondo alcuni esperti del settore, lo strato di terra che ricopre tale edificio lo fa risalire ad almeno 12.000 anni fa, e quindi all’epoca dell’ultima grande glaciazione. Lo scioglimento dei ghiacci, che ricoprivano buona parte dell’Europa, potrebbe aver ricoperto le piramidi Bosniache di materiale fangoso e detriti, poi compattatisi nel corso dei millenni, proprio come potrebbe essere successo anche a Cholula in Messico. Anche in questo caso si parla, sempre secondo le fonti ufficiali, dell’ennesimo prodotto del periodo neolitico: e siamo alle solite per l’ennesima volta. Ciò che colpisce anche qui è la grandiosità di questi edifici, entrambi più grandi della piramide di Cheope (Cholula per volume e per base, Visoko per l’altezza) ed entrambi ricoperti da uno strato molto simile di terreno e detriti.

Ma c’è un altro aspetto, a dir poco incredibile, che unisce e collega di nuovo a livello planetario (come per la prima teoria della mappatura delle piramidi), questi due siti: se tracciamo una linea retta (che anche in questo caso può diventare un arco di circonferenza) su un planisfero in modo da congiungerli, noteremo che il prolungamento di detta linea toccherà una città dell’Ucraina, Lugansk, venuta alla ribalta in questi ultimi tempi per una sensazionale scoperta: vi sono, anche in questo caso interrate, alcune gigantesche piramidi. A questo punto si impongono alcune riflessioni:-la teoria della mappatura terrestre delle piramidi è riscontrabile per la seconda volta. Quale sia poi lo scopo di queste linee rette (o archi di circonferenza) è questione da approfondirsi in futuro; forse una riproduzione dell’asse terrestre, forse l’Equatore Celeste (ovviamente all’epoca della edificazione), forse la distanza dal sole. Tante sono le soluzioni possibili. Data la differenza di inclinazione della retta rispetto all’equatore, c’è stato, tra la prima e la seconda serie di piramidi, un qualche importante cambiamento. Quale? Su questo si può ragionare. Indubbiamente lo stato di conservazione ed i metri di terriccio che ricoprono una serie di piramidi rispetto all’altra, denota una vetustà ben diversa tra le due serie di edifici. E’ da prendere in seria considerazione che quelle ricoperte di terriccio e detriti risalgano ad un periodo antecedente la fine dell’ultima glaciazione, mentre la seconda serie, non coperta di detriti (Giza, Teotihuacan e Xian) e che rispecchia la Cintura di Orione, sia di epoca successiva al 12.500 avanti Cristo, termine con cui, sempre approssimativamente, viene stabilita la fine dell’ultima glaciazione appunto.

Ne deriva che:-le piramidi ricoperte di terra sono più antiche di quelle di Giza, Teotihuacan e Xian che non sono mai state completamente ricoperte di detriti. Solo le piramidi Messicane sono state oggetto di una leggenda, tramandata da alcuni Maya, secondo cui detti edifici dovettero essere liberati dalle liane che li ricoprivano. Solo liane, e non certamente metri di terreno, in ogni caso. Ciò significa inequivocabilmente che vi sono state almeno due grandi civiltà (ma penso anche ad una terza e forse anche ad una quarta, quelle che hanno edificato Puma Punku e Balbeek, ossia altre civiltà ad oggi quasi completamente ignorate,un qualcosa di assurdo) prima di quella attuale che l’archeologia tradizionale indica come unica e sola della nostra storia. La verità è ben diversa: una grande civiltà ha edificato, su scala planetaria, le grandissime piramidi di CholulaVisoko e Lugansk. Una ulteriore civiltà, presumibilmente dopo qualche migliaio di anni, ha edificato, sempre su scala planetaria, le piramidi di GizaTeotihuacan e Xian, riproducendo sul terreno le tre stelle della Cintura di Orione. Le prime sono unite, oltre che dalla linea retta, anche dagli strati di terreno che le ricoprono; le seconde, oltre che dalla consueta linea retta, anche dalla rappresentazione della Cintura di Orione.

 

Credo di poter affermare che questi sono fatti, non teorie. L’importante è cominciare finalmente a ragionare su scala planetaria. Fino ad oggi è come se si fosse sempre considerata impossibile l’esistenza di una società unica su tutto il pianeta Terra. La stessa cosa sarebbe sicuramente successa anche per l’impero Romano. In mancanza di fonti scritte, chi avrebbe mai potuto pensare che un popolo che non conosceva l’energia elettrica, la radio e gli aeroplani sia stato in grado di creare un impero che andava dall’Inghilterra al Medio Oriente? Eppure sappiamo che è stato sicuramente così. Perché non credere allora che sia esistita una civiltà (o più di una) ancora più sviluppata dell’impero Romano? Il fatto che esistano linee planetarie che uniscono questi giganti di pietra lo conferma in pieno. Non mi stancherò mai di provare a capire come sia possibile che gli scribi Egizi non parlino MAI e poi MAI della costruzione delle piramidi nella piana di Giza, che non ci sia un solo disegno raffigurante la fase della costruzione, che non ci sia un geroglifico che parla della costruzione, che nessuno già nell’antichità sapesse come erano state edificate le grandi piramidi Egizie, benché quella di Cheope fosse considerata una delle sette meraviglie del mondo.

Eppure proprio questa è stata la più antica ed anche l’unica che sia giunta intatta fino a noi. E nessuno sa da dove sia spuntata fuori. Penso si possa cominciare a pensare a civiltà precedenti la nostra e che avevano una visione realmente planetaria della nostra Terra. L’importante è cominciare ad accettare una sorta di planetarismo archeologico contrapposto ad un localismo non più difendibile. Allo stesso modo va presa in considerazione la ciclicità delle civiltà, (basti pensare all’impero Romano, al buio che ne è seguito ed allo sviluppo della nostra nuova civiltà). Fino ad oggi si è seguita una linea evoluzionistica tanto ferrea quanto ormai indifendibile. Tutto ciò che l’archeologia tradizionale non riesce a concepire o a spiegare viene di norma ignorato o, nella migliore delle ipotesi, bollato come mistero o come eccezione o come prodotto semi-casuale del periodo neolitico: ebbene, l’eccezione la posso concepire in grammatica, ma non in archeologia. A parte le rette planetarie che collegano siti piramidali immensi, mi si spieghi come sia stato possibile, da parte di fantomatici popoli dell’età neolitica, erigere detti colossi . L’onere della prova stavolta non spetta a noi che a queste considerazioni pseudo – neolitiche non ci crediamo più. Credo sia giunto il momento di aprire realmente un dibattito su una nuova archeologia.

Fabio Garuti

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19 agosto 2014 2 19 /08 /agosto /2014 21:57

Su un articolo del corriere del 7 luglio 2008 intitolato Ecco Medusa, l'arma "telepatica" (e che a sua volta si rifa ad un articolo pubblicato sulla rivista New Scientist) possiamo leggere da fonte non sospetta di questo progetto Mob Excess Deterrent Using Silent Audio sviluppato dalla Sierra Nevada Corporation, azienda americana sotto contratto con la marina Usa.


Leggiamo su tale articolo che:

Il dispositivo – ribattezzato "telepatico" - sfrutta il cosiddetto "effetto auditivo delle microonde": un raggio di microonde, nell'interazione con la testa degli esseri umani, produce un suono disturbante che può arrivare ad immobilizzarli. Secondo quanto riporta l'edizione web del periodico scientifico, gli impulsi emessi dall'arma causano un rapido surriscaldamento dei tessuti all'interno del cranio provocando così un violento disturbo avvertito dalle orecchie. Quello percepito dall'individuo colpito dai raggi di MEDUSA è un forte suono che non eccede però – ci tengono a precisare i responsabili del progetto – i limiti dell'inquinamento acustico.
Se lo dicono loro, gli scienziati che sviluppano nuove armi per conto dell'esercito c'è poco da crederci.

Il suono, come spiega al New Scientist, Lev Sadovnik della Sierra Nevada Corporation, non penetra attraverso i timpani e "l'effetto di fastidio è una combinazione data dal volume e dall'irritazione". Grazie ad un'antenna sviluppata appositamente, il raggio può inoltre essere controllato elettronicamente aumentandone o diminuendone l'ampiezza e puntandolo su uno o più obiettivi simultaneamente. Una prima versione dimostrativa sarà pronta in 18 mesi.

I rischi più evidenti sono ovviamente quelli fisici dovuti all'effetto negativo delle micro-onde, ma quelli più nascosti, si precisa nell'articolo sono quelli connessi alla manipolazione mentale:

Per esempio, spiega Sadovnik, invece di creare un rumore intollerabile, MEDUSA può essere configurato in modo da produrre un sussurro percepito dagli individui a livello subliminale. Una simile applicazione può essere utilizzata per influenzarne il comportamento a fini di marketing.

Oppure per manipolare le coscienza affinché accettino le menzogne del potere e trovino normale persino il fatto che decine e decine di aerei spruzzino sostanze chimiche nocive nell'aria da appositi erogatori ben distinti dai motori. Un simile uso potrebbe essere operativo già da tempo in connessione con la pericolosissima operazione clandestina di rilascio di scie chimiche.

Lo strato artificiale di particolato metallico disperso intorno ai 3 km di quota potrebbe infatti servire a confinare e riflettere particolari segnali utili alla manipolazione mentale oltre che a quella climatica.
ARMA TELEPATICA - Il dispositivo – ribattezzato "telepatico" - sfrutta il cosiddetto "effetto auditivo delle microonde": un raggio di microonde, nell'interazione con la testa degli esseri umani, produce un suono disturbante che può arrivare ad immobilizzarli. Secondo quanto riporta l'edizione web del periodico scientifico, gli impulsi emessi dall'arma causano un rapido surriscaldamento dei tessuti all'interno del cranio provocando così un violento disturbo avvertito dalle orecchie. Quello percepito dall'individuo colpito dai raggi di MEDUSA è un forte suono che non eccede però – ci tengono a precisare i responsabili del progetto – i limiti dell'inquinamento acustico. Il suono, come spiega al New Scientist, Lev Sadovnik della Sierra Nevada Corporation, non penetra attraverso i timpani e "l'effetto di fastidio è una combinazione data dal volume e dall'irritazione". Grazie ad un'antenna sviluppata appositamente, il raggio può inoltre essere controllato elettronicamente aumentandone o diminuendone l'ampiezza e puntandolo su uno o più obiettivi simultaneamente. Una prima versione dimostrativa sarà pronta in 18 mesi.

RISCHI E APPLICAZIONI - Ma quali rischi può comportare l'uso di una simile tecnologia? Secondo James Lin dell'Electrical and Computer Engineering Department dell'Università dell'Illinois, le maggior preoccupazioni riguardano eventuali danni cerebrali causate dall'impatto delle microonde con i tessuti. Nel frattempo – come spesso accade per tecnologie Usa sviluppate in ambito militare - si pensa a possibili impieghi non bellici. A cominciare dal commercio. Per esempio, spiega Sadovnik, invece di creare un rumore intollerabile, MEDUSA può essere configurato in modo da produrre un sussurro percepito dagli individui a livello subliminale. Una simile applicazione può essere utilizzata per influenzarne il comportamento a fini di marketing. Altrimenti, se questa applicazione in stile Grande Fratello fallisse, si può sempre pensare ad usi più modesti: per esempio tenere lontani uccelli indesiderati. Pare infatti che i volatili siano molto sensibili all'effetto audio provocato dalle microonde

Nell’ultima revisione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental(Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – noto con l’acronimo di DSM) si scrive che chi “sente le voci” non è necessariamente un soggetto malato. Non solo. Avere delle allucinazione uditive è del tutto normale.
Così tutti quegli studiosi che per anni hanno studiato questo fenomeno sostenendo questa tesi (come Enrico Molinari, Cristina Contini e tanti altri) si potrebbe dire “hanno vinto”, ottenendo così dalla comunità scientifica istituzionale il riconoscimento del principio “Finalmente la scienza il riconoscimento che possono esserci allucinazioni in soggetti normali”,1° commenta il decano di psicologia clinica italiana a Padova e autore di numerosi testi sull’argomento Alessandro Salvini “Ho speso parte della mia vita a scrivere che le allucinazioni in soggetti normali e accolgo con grande soddisfazione la dichiarazione del professor Mario May2° che ammette che l’8-15% della popolazione ha allucinazioni acustiche senza essere psicotico. Per anni sono stati stigmatizzati fenomeni che in molte persone sono naturali e che antropologicamente richiamano alle voci degli antichi padri ebrei r greci, da Platone a Mosè, o anche Jung, che era anche lui uditore di voci per parlare della contemporaneità”.
D. Che cosa significa in sintesi la pubblicazione del professor May?.
R. Significa che le allucinazioni uditive, le cosiddette voci, sono presenti, secondo i dati anche oggi la Psichiatria accetta e fornisce (congresso Sopsi 2012) su un range di popolazione3° che va dall’8 al 15%. Secondo noi i dati sono ancora una volta più alti, riferendosi a persone, che almeno una volta a settimana, sentono una voce”.
D. In che senso questa “scoperta” può essere considerata rivoluzionaria?.
R. La psichiatria ha sempre stigmatizzato questi fenomeni, considerandoli sintomo di psicosi. Se è vero che le allucinazioni possono essere presenti nelle psicosi e in molte altre patologie (epilessie, tumori cerebrali, demenza) è altrettanto vero che l’udire le voci, senza avere nessun altro sintomo, non ha rilevanza dal punto di vista patognomico”.
D. Quindi da oggi si considerano soggetti sani anche coloro che sentono le voci..
R. Sì, la psichiatria internazionale oggi, con il nuovo Dsm, che uscirà a maggio nel 2013, non considera più le voci come sintomo di primo rango e le ritiene finalmente insufficienti, da sole, per formulare una diagnosi di psicosi. Dai nostri studi all’Università di Padova abbiamo campionato centinaia di persone, uditrici di voci, non rilevando alcuna traccia di psicosi”.
D. E allora da cosa dipende questa sensazione che non ha un riscontro nella realtà?.
R. L’antropologia ci ha insegnato che l’attitudine ad ascoltare le voci è presente in ognuno di noi. Validi contributi sono stati forniti dallo studioso Julian Jaynes (La mente bicamerale) e da altri grandi autor. La storia, da Mosè a Gesù, a Buddha, ricordando le grandi religioni, sino ai giorni nostri, attraverso Jung o attori famosi come Anthony Hopkins o Penelope Cruz, ci insegna che l’udire le voci è un’esperienza umana”.
D. Scientificamente come si inquadra questo fenomeno?.
R. Di recente la psichiatria, che oggi ha accettato questo assunto, ha iniziato a parlare di una sindrome subclinica che si chiama like experiece, che riguarderebbe il 20% degli adolescenti e l’8% delle persone e che presenta sintomatologie simili alle psicosi che, però, scompaiono nel 75/90% dei casi. Purtroppo, nonostante queste percentuali (e nonostante poche persone gruppo rimanente transitino verso la psicosi) la psichiatria ritenta di patologizzare una situazione che considera, essa stessa, transitoria”.
La psichiatria, ma sarebbe meglio il complesso industriale-medico psichiatrico, al massimo potrà rivedere qualcosa del suo DSM, ma mai fino in fondo.
Questo parlare di voci, si rimuove costantemente quelle di origine artificiale.
E, queste, non sono paranoie di complottisti, ma una tragica realtà.
New Scientific annuncia una “nuova” tecnologia, pensata per il controllo incruento delle sommosse, che spara un fascio di microonde che genera suoni direttamente dentro la testa del malcapitato, all’altezza dell’orecchio interno, scavalcando qualsiasi cuffia protettiva.4°
La marina degli Stati Uniti ha già pubblicato un rapporto che conferma l’efficacia del principio, microwave auditory effect. Il dispositivo, chiamato MEDUSA, utilizza brevi impulsi di microonde per riscaldare rapidamente i tessuti, producendo un’onda dentro il cranio che è rilevato come suono dall’orecchio. Modulando gli impulsi, si può proiettare una voce dentro la testa di un singolo individuo. La voce di Wikipedia dedicata a quest’effetto, spiega che furono le persone che si trovarono a lavorare nelle vicinanze dei radar, nella seconda guerra mondiale, a notare per prime quest’effetto prima sconosciuto.
E che dire della “Telepatia artificiale”? Essa non è poi così straordinaria. E ‘semplice come la ricezione di un telefono cellulare in chiamata nella propria testa.
Infatti, la maggior parte della tecnologia utilizzata è identica a quella del telefono cellulare. Dei satelliti collegano il mittente e il destinatario. Un computer “multiplexer” indirizza il segnale vocale del mittente attraverso torri di microonde in una posizione molto specifica. Il “ricevitore” si trova monitorato con estrema precisione, ma il ricevitore non è un telefono cellulare è un cervello umano.
Dal nulla, una voce improvvisamente fiorisce nella mente della vittima. Il cranio umano non ha “firewall” e quindi non può chiudere la chiamata. Il ricevitore può sentire i pensieri verbali del mittente. Il mittente, a sua volta, può sentire tutti i pensieri del bersaglio, esattamente come se i pensieri fossero parole. Per questa ragione, l’esperienza potrebbe essere chiamata “sentire le voci”, ma è più propriamente descritta come “telepatia artificiale”.
Ora, se la telepatia artificiale fosse del tutto volontaria, come una conversazione tra amici seduti l’uno dall’altro a una certa distanza, si potrebbe parlare avanti e indietro e lo scambio di pensieri somiglierebbe esattamente a una conversazione telefonica, ma senza mai usare la propria voce o la bocca, ma completamente silenziosa, sublocale. Questa forma di discorso tra amanti sarebbe bellissima. Il problema è che la telepatia artificiale fornisce l’arma perfetta per le torture mentali ed è un furto d’informazioni, Essa fornisce un mezzo molto potente per lo sfruttamento, la molestia, il controllo, che può violentare la mente di ogni persona sulla terra. Si apre la finestra per una quasi esperienza che si potrebbe definire tranquillamente demoniaca, poiché una realtà esterna entra (o cerca di entrare) in di possesso dell’anima di un’altra persona.
Quando viene utilizzato come un sistema “non letale” d’ arma, diventa un mezzo ideale per neutralizzare o screditare un avversario politico. Manifestazioni pacifiche, i giornalisti scomodi e i leader dei gruppi di opposizione, tutti possono essere storditi nel silenzio con quest’arma.
La telepatia artificiale offre anche un mezzo ideale per l’invasione totale della privacy. Se tutti i pensieri possono essere letti, allora password, numeri PIN, e i segreti personali semplicemente non possono essere protetti. Non si può essere soli in bagno o in doccia. Imbarazzanti momenti privati non possono essere nascosti: essi sono soggetti a ogni sorta di commenti e osservazioni offensive. Prove possono essere raccolte per ricattare con facilità incredibile: tutti i torti o cadute morali del proprio passato sono oggetto di controllo.
Perciò alla fine questa revisione della DSM, non è che fumo, per coprire questa tragica realtà.
Il dispositivo d'altronde dovrebbe essere già pronto, secondo quanto riportato nell'articolo citato.
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17 agosto 2014 7 17 /08 /agosto /2014 21:32

Con il termine viaggiatori extratemporali, sopratemporali oppure extratopici ci si riferisce alla presenza ipotetica o immaginaria di persone, oggetti o fatti "al di fuori della storia", ovvero apparentemente estranei alla dimensione temporale o spaziale alla quale la storiografia o la scienza comunemente li ascrive.
Un esempio - in questo caso una congettura del tutto immaginaria - potrebbe essere costituito dal resoconto di un colloquio tra Napoleone e un faraone dell'antico Egitto.
Molti oggetti archeologici o anche personaggi storici sono stati descritti da autori di romanzi di fantascienza o in opere di fantarcheologia come extratemporali ed hanno anche ispirato vari tipi di teorie. In ogni caso sia le opere letterarie sia le teorie descritte qui di seguito non sono mai state dimostrate e sono quindi da considerarsi a seconda dei casi letteratura fantastica o pseudoscienza.
Gli "oggetti extratemporali" 
 Il termine "extratemporali" può essere usato anche per indicare quegli oggetti o meccanismi reali oppure ipotetici, che a rigore di logica non potrebbero trovarsi in un dato luogo in una certa data storica, perché o anticipano la storia dello sviluppo e diffusione della tecnologia per come è conosciuta, o perché addirittura sono del tutto inspiegabili con le attuali conoscenze scientifiche, oppure perché superano le più elevate capacità tecnologiche note o ragionevolmente ipotizzabili nei tempi antichi.
Questi vengono definiti "oggetti fuori dal loro tempo" (in inglese Out of Place Artifacts, abbreviato in OOPArt) e vengono interpretati da alcuni come oggetti extratemporali in quanto si troverebbero in un contesto non manipolabile, "congelato nel tempo". Come esempi vengono riportati alcuni relitti sottomarini, oggetti apparentemente moderni trovati in stratificazioni geologiche antiche.
Archeologia misteriosa extratemporale
Per approfondire, vedi la voce Archeologia misteriosa.
Nel campo dell'archeologia misteriosa (detta anche fantarcheologia) si è spesso immaginata la presenza sulla Terra di civiltà preistoriche molto evolute per i loro tempi, tanto da essere considerate per questo al di fuori del loro tempo. Uno degli esempi più noti è la leggendaria civiltà di Atlantide.
Le poche ed "enigmatiche" tracce lasciate da queste civilizzazioni sarebbero dovute alla loro distruzione per immani cataclismi, le cui cause vengono variamente indicate: grandi tsunami causati dall'impatto di un asteroide o dal crollo di vulcani sottomarini (come quello storicamente noto che distrusse l'isola di Santorini e la civiltà minoica), e secondo alcuni addirittura le distruzioni causate da veri e propri conflitti nucleari.
Vengono inoltre considerati extratemporali le conoscenze che si presumono possedute da alcune popolazioni storicamente esistite, di tipo geografico, storico, tecnologico e scientifico, oppure alcune caratteristiche dei resti che questi hanno lasciato: oggetti e loro lavorazioni, edifici oppure loro particolarità architettoniche e/o ingegneristiche, resti umani con evidenti alterazioni chirurgiche o danni ossei particolari, ecc.
Esempi di presunti oggetti extratemporali, sarebbero l'uomo di Palenque (raffigurazione su una tomba maya che viene immaginosamente interpretata come un uomo alla guida di un'astronave), la Sfinge di Giza (che secondo la fantarcheologia sarebbe più antica della datazione archeologica, a causa del suo orientamento astronomico, considerato allineato con la posizione che la costellazione del Leone aveva 10.000 anni fa), la "Puerta del Sol" della civiltà Tiahuanaco (che anch'essa avrebbe un orientamento astronomico indicante una datazione più antica di quella archeologica).
Ufologia
 Alcuni avvistamenti di UFO (oggetti volanti non identificati) sono stati a volte immaginati come prova di viaggi temporali e/o spaziali da parte di civiltà aliene, i cui esploratori avrebbero visitato la Terra in passate epoche storiche, anche remote.
Presenze di UFO nel passato, precedenti ai primi avvistamenti documentati e all'invenzione del volo, secondo i sostenitori dell'ufologia sarebbero testimoniate da dipinti di varie epoche. Si tratta spesso di piccoli particolari sullo sfondo del dipinto, a volte semplici macchie dovute allo stato di conservazione, o di raffigurazioni simboliche della presenza divina, che vengono invece interpretate come oggetti volanti non identificati. Dagli ufologi è talvolta usato il termine clipeologia per indicare lo specifico studio degli UFO del passato.
Esempi di personaggi storici a volte presentati come extratemporali
Il termine extratemporale può riferirsi anche a personaggi dei quali si conosce perfettamente luogo e data di nascita, ma che si immagina dimostrino la conoscenza di fatti o di tecnologie ritenute improbabili per il loro tempo.
La trasmissione televisiva Voyager ha presentato papa Silvestro II (Gerbert d'Aurillac, nato intorno al 940-950 e morto il 12 maggio 1003) come un "mago", quasi un "viaggiatore nel tempo". Fu il papa che celebrò l'ultima messa dell'anno 999, che secondo le profezie millenaristiche doveva precedere la fine del mondo.
In realtà si trattava semplicemente di un uomo di grande cultura, che era stato precettore dell'imperatore Ottone III. Introdusse la scienza araba in Europa: dall'aritmetica basata sui numeri interi indo-arabici, all'astrologia e all'astronomia. Avendo appreso in Spagna il sistema arabo dei digiti non-zero, poteva effettuare a mente dei calcoli che erano estremamente difficili per quelli che ancora ragionavano in termini di numeri romani. Nella città di Reims, in Francia, costruì un organo idraulico che eccelleva su tutti gli strumenti precedentemente noti.
Mormoni: Gesù presente nel Far-West nel IV secolo 
Un'intera religione, quella dei Mormoni, si basa sul racconto di un fatto extratemporale, vale a dire la presenza di Gesù Cristo tra i nativi americani del Nordamerica nel IV secolo.
Secondo i Mormoni, la storia di quell'evento extratemporale sarebbe narrata in una serie di piastre d'oro consegnate nel 1823 dall'angelo Moroni al profeta Joseph Smith; il testo di tali piastre (mai mostrate in pubblico) costituisce quello che è noto come il Libro di Mormon. Secondo gli scettici, in questo caso si rasenterebbe il concetto di leggenda.
Presunte profezie
Codice Genesi di Michael Drosnin 
Nel libro di Michael Drosnin Codice Genesi conto alla rovescia (pubblicato nel 2003 da Rizzoli), riprendendo alcuni lavori di studiosi ebraici (Doron Witztum, Eliyahu Rips e Yoav Rosenberg), si immagina che l'intero Pentateuco (la Tanach ebraica), contenga un codice criptato. Il codice potrebbe essere decrittato con un sistema ad estrazione saltatoria, a chiave numerica variabile (ma costante per "sessione") e con possibilità di incrocio e verifica col testo in chiaro.
Il testo sarebbe stato portato da viaggiatori (terrestri o extraterrestri) provenienti dal futuro e l'astronave e/o capsula del tempo, sarebbe tuttora conservata in un' "arca di acciaio", sotto profondissimi ed insondabili strati di sale, a Mazra nella penisola salina di Lisan (satellite) (la lingua), sul Mar Morto, in Giordania vicino al confine con Israele. Nel libro si descrive anche un immaginario "futuro ramificato", con cinque opzioni, e che certi eventi si possano rimandare, ma non per sempre.
In risposta alle numerose critiche sul metodo utilizzato, Drosin lanciò una sfida: "When my critics find a message about the assassination of a prime minister encrypted in Moby Dick, I'll believe them" ("Quando i miei critici troveranno un messaggio sull'assassinio di un primo ministro criptato in Moby Dick, io crederò loro"). La sfida fu raccolta e con lo stesso metodo utilizzato da Drosin furono trovati riferimenti in Moby Dick alle morti di Indira Gandhi, Leon Trotsky, Martin Luther King, John F. Kennedy, Abraham Lincoln, Yitzhak Rabin ed altri.
Nonostante la dimostrazione dell'inattendibilità del metodo, ci si occupa ancora delle presunte profezie contenute nel testo criptato. Per il 2006, (anno ebraico 5766) il codice decrittato prevedeva una "catastrofe nucleare". La previsione incrocia nel testo in chiaro la frase di Mosè che afferma "la sventura vi colpirà alla Fine dei giorni". Questa è stata messa in relazione da alcuni con la ripresa dell'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran di Mahmud Ahmadinejad e le paure per le possibili reazioni di Israele ed USA.
Codice Vaticinia di Nostradamus 
Il manoscritto Vaticinia Michaelis Nostredami de Futuri Christi Vicarii ad Cesarem Filium è un codice illustrato del XVII secolo, scoperto nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che secondo alcuni studiosi di Nostradamus preannuncerebbe i papi del futuro ed altri eventi ad essi connessi, come la rivoluzione francese. Su questo argomento l'autore Cesare Ramotti ha scritto una elaborata interpretazione pubblicata in un libro distribuito negli USA.
Un disegno del codice sarebbe interpretabile da alcuni come una raffigurazione della reale natura astronomica della Via Lattea, ovvero una galassia a spirale con due grandi braccia contenenti stelle e gas interstellare. Tale conoscenza mancava all'epoca della redazione del codice (le galassie a spirale, modello per la comprensione della nostra, come la galassia di Andromeda vennero accuratamente osservate con i telescopi riflettori soltanto dopo gli anni venti).

(Tratto da Wikipedia)

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15 agosto 2014 5 15 /08 /agosto /2014 22:07

 

Preparatevi ad entrare in un mondo mistico ai confini con il tempo e le stelle che vi aprirà nuovi orizzonti, e vi porterà a conoscenza di informazioni diverse, ma più credibili di quelle che la storia tradizionale, gli egittologi e gli storici, finora ci hanno raccontato.

E’ il monumento più famoso e studiato al mondo. Eppure intorno alla Piramide di Cheope i misteri e gli interrogativi continuano a superare le certezze. Ci sono teorie più attendibili di altre ma è inutile negare che su molti, importanti aspetti di questa costruzione gli studiosi siano ancora divisi. Spesso in modo radicale… Da chi e come è stata costruita la Piramide di Cheope?

Costruita con l'impiego di circa 2,5 milioni di blocchi di pietra calcarea
del peso medio di circa 2,6 tonnellate per ciascun masso, per un totale
di 6,5 milioni di tonnellate.
Lavorando 24 ore al giorno e ipotizzando di sistemare n° 48 massi al
giorno, corrispondenti a :
1 masso ogni 30'...tempo occorente per ultimare l'impresa = 142 anni.
Nell'arco di questi 142 anni sono stati tagliati dalla roccia 2,5 milioni di
blocchi di pietra, sgrossati, misurati, levigati, trasportati e incastrati nel
punto giusto della piramide.
Che cadenza armoniosa, per un'epoca senza trasporti su ruota e senza
macchine per sollevare pesi, in una zona isolata come il deserto
occidentale, questi antichi architetti dovevano avere perizia e capacità
tecnologiche non comuni...

Alla fine dell'articolo, trovi il link per un film sull'argomento:

Le teorie che illustrerò, sono frutto di moltissimi anni di studio e duro lavoro di Mr.Graham Hancock e Mr.Robert Bauval, rispettivamente Giornalista ed Ingegnere, autori de "Lo specchio del cielo" e "Il mistero di Orione".
Ho deciso di prendere in considerazione soltanto le Piramidi e la Sfinge, ma ogni legame tra cielo e terra che troviamo nella piana di Giza, si riflette con una precisione maniacale anche in Cambogia, Messico, Pacifico, Perù, Bolivia, Inghilterra  (Stonhenge).

Come "Sovrane del tempo", le piramidi, si ergono da migliaia di anni in un luogo dal fascino indiscusso e misterioso, imponendo la loro maestosità ed ingegnosa architettura fino ai nostri giorni. Fin da bambini la storia, quella che c'insegnano dalla scuola dell'obbligo all'Università, le riporta nei libri scolastici come tombe dei faraoni, costruite per mezzo di migliaia di schiavi.
La costruzione della Grande Piramide, intestata a Cheope, si dice abbia richiesto un arco di tempo approssimativo di vent'anni con l'utilizzo di diecimila schiavi per tre mesi l'anno. Ma quale tecnica così rigorosamente precisa ed avanzata, in un tempo dove il metallo più duro era il rame, fu utilizzata?
Sono stati veramente gli antichi egizi per mezzo degli schiavi? Erano veramente delle tombe? Ed il periodo storico in cui furono innalzate?
Penso sia lecito farsi queste domande quando si ha davanti agli occhi il complesso megalitico più imponente sulla faccia della Terra che, non a caso, è l'unica delle Sette Meraviglie del mondo ancora in piedi. Il problema nasce quando andiamo ad analizzare attentamente le tre piramidi senza tralasciar nulla di scontato.
Attenti studi e ricerche ci riportano che per la Grande Piramide il lavoro architettonico e di muratura è stato di gran lunga superiore a quello richiesto per la costruzione di tutte le cattedrali, le chiese ed innumerevoli cappelle medievali d'Europa.
Il suo volume è trenta volte superiore a quello dell' Empire State Building di New York. Al suo interno può contenere tranquillamente l'immensa Cattedrale di S. Pietro in Roma ed altre chiese. La sua altezza è stata stimata intorno ai 145 mt e 75 cm, ma originariamente raggiungeva i 150. Il giornalista inglese Graham Hancock, che l'ha scalata e misurata, ci ha riportato queste misure:

- LATO NORD metri 230 e 25.05 cm
- LATO SUD metri 230 e 45.35 cm
- LATO EST metri 230 e 39.05 cm
- LATO OVEST metri 230 e 35.65 cm

E con zelante maniacalità i suo angoli misurano:
- NORD EST: 90 gradi, 3 primi e 2 secondi.
- SUD EST : 89 gradi, 56 primi e 27 secondi.
- NORD OVEST: 89 gradi, 59 primi e 58 secondi.
- SUD OVEST: 90 gradi e 33 secondi.

Ogni misura differisce dall'altra con un margine d'errore dello 0,1 per cento, un risultato da far invidia ad un edificio di piccole dimensioni dei nostri giorni. Il suo peso conta in 6 milioni e mezzo di tonnellate di blocchi di granito del peso di circa 20 tonnellate ciascuno; in alcuni casi superano le 100 tonnellate. Tutto ciò è incredibilmente sorprendente ed impressionante.
La moderna architettura, con l'utilizzo dei mezzi di costruzione contemporanei, non sarebbe in grado di riprodurre qualcosa di simile. Molte sono le ipotesi portate avanti finora, ma analizzandole una per una crollerebbero come un castello di carte.

TEORIA DELLE RAMPE

Certo che sollevare blocchi dal peso di oltre venti tonnellate non deve essere stato uno scherzo ... e poi perché mettere i blocchi di granito più pesanti, a centocinquanta metri d'altezza?
Tra le teorie varie che si contrappongono su COME sono state costruite le piramidi, vi è quella classica delle rampe verticali. Si ipotizza che gli antichi egizi costruirono una rampa inclinata sul quale facevano scivolare i blocchi di granito sfruttando il limo viscido del Nilo. Soltanto che un "piccolo" problema viene a sorgere:
- dal momento che la pendenza era molta, la rampa doveva svilupparsi in lunghezza man mano che la piramide cresceva in altezza. Questo perché sotto il peso della gravità, a quella pendenza, anche le più forti braccia umane non avrebbero potuto spostare massi del peso di oltre 100 tonnellate ... e se, come ipotizzano, veniva sfruttato il limo viscido del Nilo sulla rampa, a quella pendenza i blocchi avrebbero preso velocità verso il basso per effetto della Forza di Gravità.
Inoltre la rampa avrebbe dovuto raggiungere una lunghezza di oltre un miglio, con un volume tre volte superiore a quello della piramide, poiché per sopportare il peso di simili blocchi, la sua struttura doveva essere completamente piena. Un simile lavoro avrebbe richiesto uno sforzo ed un tempo 10 volte superiore di quello impiegato per la costruzione di tutte tre le piramidi di Giza. Soltanto ad immaginarlo mi viene da ridere ...
L'altra teoria che sfrutta questo principio è quella della rampa a spirale. In questo caso la rampa doveva aggirare la piramide man mano che si procedeva verso la cima. Calcolando una leggera pendenza, intorno al 10%, gli egittologi sostengono che gli schiavi avrebbero potuto farcela. L'unico grande problema della rampa a gomito è che curvando eccessivamente nel salire, avrebbe causato uno scivolamento dei blocchi sugli schiavi, schiacciandoli: mi sembra di dover scartare la teoria delle rampe.
Ed ancora ...Tra le altre teorie sulla costruzione delle piramidi, si è parlato ultimamente anche di operai altamente qualificati.
I sostenitori di questa teoria suppongono che i lavori di costruzione non furono effettuati da schiavi (Ebrei secondo chi sostiene questa tesi), ma da operai egizi (ovviamente) con la conoscenza di grandi tecniche avanzate. Ok, può pure starci che conoscessero tecniche molto avanzate, ma secondo me è stato tralasciato uno dei problemi più grandi: quello del fisico umano:
immaginatevi una miriade di persone, di uomini, a spostar massi con un peso medio di 20 tonnellate (i più pesanti superavano le 100) fino a 150 metri d'altezza sotto una temperatura che toccava i 40° ... il tutto con una gran coordinazione e uniti dallo spirito di gruppo. Tutto ciò per cosa?
Per innalzare la tomba più grande di tutti i secoli, destinata a contenere il cadavere (che poi non è stato mai trovato) di un uomo?
Considerando anche il fatto che il Faraone era come Dio in Terra, non credo che nessuno non si sia mai ribellato a tutto ciò.
Se veramente vi erano operai "iniziati" alla conoscenza di tecniche avanzate, quindi esseri dotati di un'intelligenza molto sviluppata, non credo che avrebbero costruito una piramide di 150 metri sotto il sole in una terra dove non esisteva la minima ombra di pioggia, felici e contenti di farlo, per farci riposare il Faraone da defunto. E proprio l'idea di una tomba piramidale di 150 metri che non riesco a vedere nella testa di uomini così geniali.
Un grande enigma viene poi a sorgere; i massi provenivano da Assuan, una regione a mille km a sud di Giza ... come avrebbero potuto trasportare oltre 6 milioni di tonnellate di blocchi di granito per mille km? Con le barchette? Ma dai ...
Inoltre i blocchi erano perfettamente levigati ... in un'era dove il metallo più duro era il rame, non credo neanche all'idea di un lavoro così utopico come quello della levigazione di 6 milioni di tonnellate di blocchi di granito, con legnetti ed oggetti in rame. Non lasciando nulla di scontato ed incerto, passiamo ad un particolare importantissimo: la stanza del Re situata nella Grande Piramide. Questa stanza è un parallelepipedo perfetto con un rapporto di 2:1 contenente soltanto un sarcofago. Niente scritte, niente affreschi e geroglifici, niente corpo del faraone ed oggetti funerari ... niente. Beh, mi sembrano un po' pochine le prove per intestare la Grande Piramide di Giza a Cheope. Questo perché se andiamo ad analizzare le
tombe della V e VI dinastia di Saqqara, ci accorgiamo di un enorme contrasto: dal vuoto più desolante delle tre piramidi della IV Dinastia ai testi, geroglifici ed affreschi delle piramidi (che oltretutto non hanno niente a che vedere con quelle della piana di Giza) della V e VI dinastia.
Non credo minimamente a questo distacco. L'idea che le tre Piramidi fossero Tombe non la trovo, a questo punto, esatta. Perché tombe così grandi per un cadavere? Perché Faraoni così megalomani non fecero neanche affrescare l'interno della loro sala?

Per vedere il film, streaming, che espone un'altra teoria, ma molto interessante in quanto ci fa vedere la Piramide al suo interno, come pochi hanno avuto la fortuna di vedere.
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14 agosto 2014 4 14 /08 /agosto /2014 21:19

 

Il campo della mente umana è stato socialmente ristretto da chi detiene il potere, così come è stata azzerata la nostra libertà.

Una spedizione scientifica in Antartide (due istituti francesi: il Laboratorio di Geochimica Isotopica e il Laboratorio di Glaciologia, unitamente all’Istituto di Ricerche Climatiche di Leningrado) ha scoperto il clima degli ultimi 160 secoli, non oggi, bensì 27 anni fa. Ma questa scoperta è rimasta in ombra perché ridicolizza la teoria imposta dal sistema di potere del riscaldamento causato dal sedicente buco dell’ozono. In realtà, Gaia va incontro ad una prossima glaciazione. Infatti, nel 1987 un gruppo di scienziati russi e francesi ha ricostruito il clima degli ultimi 160 mila anni e le variazioni registrate fra l’ultima e la penultima glaciazione, che sarebbero state provocate dal mutamento di inclinazione dell’asse di rotazione terrestre.

I dati provengono dall’analisi di campioni estratti con una perforazione profonda due chilometri nei ghiacci antartici presso la stazione di Vostok. Il lavoro pubblicato su Nature, conferma l’ipotesi secondo cui i periodi glaciali sarebbero dovuti ad una variazione dell’asse di inclinazione terrestre. Nel passato l’ambiente del pianeta Terra ha subito sconvolgimenti quasi impensabili di questi tempi: nel Golfo Persico 18 mila anni fa il livello del mare era inferiore di circa 130 metri, rispetto a quello attuale, il Tigri e l’Eufrate sfociavano direttamente nell’Oceano Indiano, si poteva attraversare a piedi la Manica, e andare a spasso dall’Italia alla Jugoslavia, il deserto del Tasili era inondato da un enorme lago.

L’attuale geografia di questi territori è oggi lontanissima da questo scenario del passato remoto, ignoto alla gran parte della popolazione mondiale.

Cosa può aver prodotto variazioni climatiche così estreme? Quando ci si potrà aspettare la prossima glaciazione e un ritorno a queste condizioni del passato?

I dati del gruppo di ricerca franco-russo confortano una lungimirante teoria formulata dal matematico serbo Milutin Milankovitch che nel 1930 pose le basi per una teoria astronomica del clima. Le variazioni stagionali sono prodotte da alcuni parametri dell’orbita terrestre come la processione degli equinozi e l’eccentricità dell’elisse, ma a questa Milankovitch ne aggiunse un’altra: l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre in rapporto al piano della sua orbita. Attualmente l’inclinazione dell’asse è di 23,5°, ma non è fissa e varia, nel corso del tempo, tra i 22° e i 25° con un periodo di 40 mila anni. Sarebbe questo capriccio del globo terrestre a dare un’estensione così ampia alla temperatura media e di conseguenza a produrre enormi mutamenti ambientali e climatici.

Otto Schumann dimostrò matematicamente nel 1952 che la superficie della Terra e la ionosfera interagiscono come due armature di un gigantesco condensatore, dove la Terra è la parte negativa e la ionosfera la parte positiva. 8 hertz è il battito fondamentale della Terra, conosciuto come Risonanza Fondamentale di Schumann: vale a dire risonanze elettromagnetiche globali eccitate dalle scariche elettriche dei fulmini nella cavità che si trova tra la superficie terrestre e la ionosfera.

In realtà, ben prima di Shumann era giunto a questa conclusione Nikola Tesla che aveva scoperto come donare energia naturale gratuita, a tutto il genere umano. Il governo degli Stati Uniti d’America, alla sua morte, nel 1943 si è impadronito di queste scoperte e le ha brevettate al fine di dominare il mondo.

Unitred States of America: riscaldatore ionosferico mobile

I riscaldatori ionosferici (stazioni fisse e mobili) sottopongono a un bombardamento elettromagnetico non solo la superficie terrestre innescando a piacimento cambiamenti climatici, ma anche l’integrità e l’equilibrio degli esseri umani. Le cosiddette scie chimiche, non sono altro che il fenomeno più visibile di queste fenomenologia bellica, utile a schiavizzare il genere umano. Infatti, le chemtrails contengono principalmente alluminio e bario, che a loro volta servono a rendere l’aria maggiormente elettrconduttiva, in modo tale da consentire alle onde elettromagnetiche di colpire Gaia e i suoi esseri viventi.

Detto in maniera più semplice. Le cellule, come tutto l'universo, vibrano e, facendo ascoltare le giuste frequenze alle cellule staminali, queste ultime possono essere istruite per divenire cellule specifiche dei nostri organi. La vibrazione è dunque nel tutto e le vibrazioni possono modificare la materia. Il nostro corpo, che già vibra di suo, è investito da vibrazioni esterne e, se queste non sono in risonanza con le nostre vibrazioni si viene a creare uno sconquasso distruttivo.

Nell'atomo di idrogeno la differenza di fase tra il protone e l'elettrone è di 1 diviso 0,125 che dà come risultato 8. La sua frequenza vibrazionale è quindi 8 hertz. Non è un caso: il corpo umano è costituito quasi al 90 per cento di idrogeno. 8 hz è anche la frequenza subsonica emessa dai delfini e dalle balene. 8 hz è in grado di generare la stimolazione Alfa-Theta del cervello con la quale i nostri due bioemisferi sono in equilibrio. E' dimostrato che i tessuti viventi emettono ed assorbono radiazioni a frequenze precise. La frequenza in cui si registra il massimo assorbimento da parte del DNA corrisponde ad una lunghezza d’onda di 65 nanometri che è il valore preciso della 42esima ottava sopra la frequenza di 256,54 Hz. Quindi gli armonici degli 8hz sono frequenza di replicazione del DNA. Le leggi di Keplero hanno dimostrato che l’arrangiamento planetario del nostro sistema solare segue una scala di sintonia di Do 256 hertz. 

Il principio armonico della vita è la rotazione: gli esseri umani ruotano come gli elettroni e come ogni essere vivente.

tratto da: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it

di Gianni Lannes

http://www.astronavepegasus.it/pegasus/index.php/complottiamo-e-potere/737-svelati-i-misteri-del-clima-ecco-a-che-servono-le-scie-chimiche#.U-0okct02po

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12 agosto 2014 2 12 /08 /agosto /2014 21:05

Il Cristianesimo prende origine da Gesù Cristo, personaggio storico nato, vissuto e morto nell’antica Palestina situata all’incontro di tre continenti e civiltà, l’Asia, l’Africa e l’Europa. Dal tempo della sua esistenza si contano i secoli dell’età moderna. Gesù Cristo nasce a Betlemme dalla stirpe d’Israele. Secondo le testimonianze storiche, sua madre, una vergine di nome Maria, lo concepisce miracolosamente. Egli trascorre la più lunga parte della sua esistenza nel silenzio e nel lavoro quotidiano, nel piccolo villaggio di Nazaret. Ha circa 30 anni quando inizia con autorità tra i suoi conterranei una predicazione pubblica, portando a tutti ed a ciascuno questo annuncio decisivo: “Dio vi chiama a convertirvi, a credere in lui e ad entrare nel su Regno”. In Gesù, Dio si rivolge agli uomini per invitarli ad entrare in comunione con lui, e ricevere da lui la felicità alla quale aspirano. Ma come ha scritto Blaise Pascal: “O Dio esiste o Dio non esiste. Per quale di queste due ipotesi volete scommettere? Per nessuna delle due, la risposta giusta è non scommettere affatto, gli replicano. Vi sbagliate, continua Pascal. Puntare è necessario, non è affatto facoltativo. Anche voi siete incastrato”.    

 


 

Il fatto: un uomo è morto in croce. Il nome: Gesù Nazareno. Il luogo: il Golgota di Gerusalemme. La data: circa 2000 anni fa. I reperti: frammenti di croce. I testimoni a verbale: il gruppo degli evangelisti.
Tanti interrogativi irrisolti'Chi è? Chi lo ha processato' Perché è stato ucciso' Gli informatori hanno detto la verità? Il gallo ha veramente cantato' E soprattutto Cristo è esistito' Torniamo alla Gerusalemme del 33 d.C. e cerchiamo di capire cosa sia veramente successo. 


David Flusser, biblista: 'Giuda Iscariota è un personaggio realmente esistito, era uno dei 12 apostoli e ricevette del denaro, le famose 30 monete d'argento, per rivelare dove si sarebbe trovato Gesù la notte prima di Pasqua [ebraica] e consentire così che fosse condotto alla casa del Sommo sacerdote dove poi nel Sinedrio si sarebbe deciso cosa fare di lui'.

Riguardo a Giuda, si è sempre messo in risalto soprattutto il suo tradimento: «Allora Giuda, il traditore, si pentìriportò le 30 monete ai sommi sacerdoti, dicendo: 'Ho peccato perché ho tradito sangue innocente'. Ma quelli dissero: 'Che ci riguarda' Veditela tu!' Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi» (Matteo 27, 3-5).

Ma la complessità della sua figura è molto forte: è lo stesso Vangelo a sottolinearla nel momento in cui mostra la grandezza del suo travaglio interiore che lo spinge a togliersi la vita.
Riguardo al suicidio di Giuda, un punto controverso è quella del modo in cui si è impiccato. All'epoca l'impiccagione non avveniva attraverso una corda con il nodo scorsoio stretta intorno al collo: probabilmente Giuda si è impiccato con le proprie mani, con una 'forca', ovvero tra la biforcazione di due rami d'albero.

Vittorio Messori, scrittore, afferma: 'Se i Vangeli, come molti dicono, sono stati ampiamente manipolati, sono il risultato di un lungo lavoro di mitizzazione di una storia, magari vera ma ampliata dalla fede, beh, se i Vangeli fossero questi non ci sarebbe alcun Giuda. Giuda è una figura inquietante ed estremamente scomoda per il credente'. Infatti come Albert Vanhoys del Pontificio Istituto Biblico sottolinea: 'Dal punto di vista della Chiesa primitiva si tratta di una situazione scandalosa immaginare che un apostolo scelto da Gesù fosse diventato un traditore; questo infatti sembra andare contro la perspicacia di Gesù stesso!'. 

Ma proprio su tale questione è intervenuta a destabilizzare l'interpretazione tradizionale la recente scoperta e pubblicazione del cosiddetto Vangelo di Giuda. E' uno scritto (su papiro) databile intorno al 280 d. C., la cui scoperta risale agli anni Settanta del secolo scorso. Ha subito una romanzesca serie passaggi di proprietà e trasferimenti. E' stato reso noto al grande pubblico, nel 2006, da un documentario del National Geographic. Ma qual è in sintesi il carattere dirompente del Vangelo di Giuda' E' lui l'apostolo preferito (e forse messo a parte del suo destino) prescelto da Gesù stesso perché, con l'atto del tradimento, il suo sacrificio terreno si compia.
 
Qual è la verità sull'esistenza di Ponzio Pilato'
Nel 1967 in un edificio romano di Cesarea marittima degli archeologi hanno portato alla luce una lapide con un'iscrizione latina sulla quale si possono leggere chiaramente le parole TIBERIUM e PILATUS. Da ciò si può dedurre quindi che Pilato è realmente esistito ed è stato governatore proprio sotto l'impero di Tiberio. Ma è stato veramente lui a volere la morte di Gesù, oppure sono stati i sacerdoti Anna e Caifa'

Secondo il biblista David Flusser: 'L'unico ad avere veramente interesse alla morte di Cristo era il Sommo sacerdote, perché nel tempio Gesù non aveva parlato contro i farisei, né contro gli stessi membri del Sinedrio, ma contro il Sommo sacerdote che era un sadduceo. Dunque il Sinedrio voleva salvare Gesù perché questi era un ebreo, un buon ebreo, un rabbi. Io la penso in modo diverso rispetto a molti ebrei: non sono disposto a pensare a Pilato come alla persona che aveva molto interesse a eliminare Gesù. Pilato era senz'altro un uomo crudele ma era anche un debole e volle compiere la volontà del Sommo sacerdote, infatti si occupava dei rapporti tra Roma e il Sinedrio, perché questo, e quindi il Sommo sacerdote, rappresentava il popolo ebraico di fronte ai Romani'.

Un altro interrogativo è se Gesù sia stato veramente processato. Secondo il giurista Hain Cohen: 'L'assemblea del Sinedrio, tenutasi nella notte prima del processo di fronte a Ponzio Pilato, non fu affatto un processo. Nessun tribunale ebraico avrebbe tenuto un processo di notte, e nessun tribunale ebraico avrebbe tenuto un processo nella notte precedente alla Pasqua'.

Il gallo
«Gesù a Pietro: 'In verità ti dico: proprio tu oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte mi rinnegherai tre volte'. Ma egli con grande insistenza diceva: 'Se anche dovessi morire con te, non tirinnegherò?. Lo stesso dicevano anche tutti gli altri». (Marco 14, 26-32)

Uno degli episodi salienti riguardo le ultime ore di vita di Gesù, è il canto del gallo, considerato da molti studiosi come la prova certa dell'inattendibilità dei Vangeli, in quanto i galli non sarebbero neppure potuti vivere entro le mura di Gerusalemme perché considerati impuri. Alberto Vanhoys però non è d'accordo in quanto in realtà 'nella Bibbia il gallo non è considerato un animale impuro, e inoltre era comune avere animali domestici per il cibo nelle case, e d'altra parte il gallo poteva anche essere un po' lontano e non essere in città?.

A questo proposito è stato dimostrato che i galli non vivevano all'interno delle mura della città ma all'esterno e nonostante ciò il loro canto si poteva ascoltare benissimo anche nei pressi del tempio.

La flagellazione e la crocefissione
Secondo Pierluigi Baima Bollone, professore ordinario di Medicina legale, 'I cittadini erano puniti con dei fasci, mentre le persone libere con dei nervi di bue, infine gli schiavi con dei flagelli i quali erano costituiti da un manico con delle corregge alle estremità dei quali c'erano dei piccoli pesi di metallo, oppure ossicini di animali. Era un pratica molto violenta, Cicerone ci ricorda che Verre aveva ucciso molte persone con questo sistema; Filone ci ricorda che il procuratore Floro uccise un certo numero di Ebrei ad Alessandria proprio con dei flagelli; infine Flavio Giuseppe ricorda di aver fatto punire un proprio avversario politico con questo mezzo, e la violenza dei colpi fu tale che vennero esposti i visceri; ancora qualche anno più tardi, siamo nel 62 d.C., venne punito un rabbino ribelle e i colpi furono così violenti che vennero esposte le ossa'.

Nathan Ben Hurin, diplomatico: 'Barabba secondo molte fonti, era un leader rivoluzionario e non un ladro, e quello che i Vangeli riportano come reazione della massa alla domanda di Pilato riguardo la scelta di liberare uno dei due, è che la scelta ricade su di lui proprio perché per la gente presente era un patriota, un leader dell'insurrezione'. Probabilmente Barabba è esistito davvero e come dicono i Vangeli, venne liberato, e al suo posto venne crocefisso Gesù perché questo era ciò che voleva il Sommo sacerdote.

«Insieme con lui furono crocifissi i due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo steso modo». (Matteo 27, 38)
«Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra e anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano». (Marco 15, 27) «Vennero condotti con lui anche due malfattori per essere giustiziati. Quando giunsero al luogo detto Cranio, crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra». (Luca 23, 32)
«Lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra e Gesù nel mezzo». (Giovanni 18,18)

Gli uomini crocifissi quindi, secondo la tradizione, si sarebbero parlati e questo dialogo sulla croce è stato considerato per moltissimo tempo una delle prove dell'inattendibilità storica della narrazione dei quattro Vangeli: come potevano parlare i crocifissi, infatti, se la posizione dei loro arti incideva direttamente sul diaframma delle corde vocali'
Molti studiosi però hanno cercato di dimostrare che era possibile che i ladroni e Gesù avessero parlato in quanto i ladroni non era inchiodati alla croce, ma legati ad essa, e Gesù che certamente era inchiodato ai piedi, forse aveva un appoggio sul quale riposarsi: in questo caso, dunque, poteva fare un breve discorso così come riportano Vangeli.

«Al di sopra del suo capo posero la motivazione scritta della sua condanna: 'Questi è Gesù, il re dei giudei' [INRI]» (Matteo 27, 37)

Nella Cappella delle reliquie, nella Basilica della Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, sono conservati quello che si suppone essere parte del legno della croce, il titolo che riporta la parola 'nazarenus?, scritto in ebraico, latino e greco e leggibile sia da destra che da sinistra, trovato da sant'Elena nel suo viaggio a Gerusalemme, e diviso poi tra Gerusalemme e Roma, e infine le spine della croce e un chiodo della croce. Queste reliquie vengono considerate come prova dell'attendibilità dei Vangeli.
Inoltre, durante degli scavi a Pompei, è stata ritrovata un'iscrizione considerata molto interessante dagli storici: si tratta di un quadrato magico, composto da lettere che si possono leggere da destra a sinistra, da sinistra a destra e dall'alto in basso e dal basso in alto, e che in realtà è una copertura progettata dagli schiavi cristiani per proteggersi dai padroni romani. La giusta composizione delle lettere, infatti, riporta scritta una croce cristiana costituita dalla parola PATERNOSTER, e affiancata dalle lettere indicanti l'alfa e l'omega. Il fatto che una croce cristiana sia stata trovata a Pompei testimonia l'esistenza di un gruppo di professione cristiana prima del 68 d.C., si tratta quindi di un'altra testimonianza del fatto che quel giorno di Pasqua Gesù fu veramente crocefisso sul Golgota.

La morte di Cristo
«Venuto mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre di pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: 'Eloi, Eloi, lema sabactani'?, che significa 'Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato'? Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: 'Ecco chiama, Elia!' Uno corre a inzuppare di aceto una spugna e postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: 'Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce'. Ma Gesù, dando un forte grido, spirò». (Marco 15, 33-37)

Si è pensato che una posizione come quella del crocefisso a poco a poco rendesse impossibile la respirazione, ma attraverso degli esperimenti si è visto che la trazione agli arti superiori blocca a poco a poco il torace rendendolo inestensibile, mentre il peso dei visceri spinge verso il basso il diaframma, causando così una morte asfittica che prende il nome di asfissia traumatica. Un'altra ragione potrebbe essere che il sangue a poco a poco in quella posizione si accumula nella parte inferiore del corpo: si tratta di un collasso ortostatico, che assommato al danno dell'asfissia provocherebbe una morte in un certo numero di ore.

Nel 1947 vennero ritrovati dei rotoli antichissimi attribuiti alla biblioteca del monastero degli Esseni di Qumran, materiale accumulato e nascosto nelle grotte prima dell'assedio di Gerusalemme e quindi intorno al 68 d.C.

Il ritrovamento fu opera di un giovane pastore  Muhammad ed Di'ib (= il Lupo), che gettò per caso un sasso nell'apertura di una roccia, e ne udì risuonare il rumore di cocci infranti; ritornato sul posto il giorno dopo, spinto dalla curiosità, si introdusse nella grotta e trovò all'interno diverse giare, una delle quali conteneva dei rotoli di cuoio manoscritto. I rotoli,non furono consegnati alle autorità, ma vennero venduti  ad un antiquario di Betlemme, Khalil Iskandar Shahin. L'antiquario ne vendette una parte al metropolita Athanasius Yeshua Samuel del monastero siro di S. Marco di Gerusalemme, e una parte al prof. Eleazar Sukenik dell'Università Ebraica di Gerusalemme.

Nel 1955 fu setacciata la grotta 7 dove non vennero trovati grandi rotoli di pergamena in aramaico o ebraico ma solo 18 miseri frammenti di papiro, il più grande di questi fu indicato con la sigla 7Q5, un frammento di color castano chiaro scritto solo su un verso con inchiostro nero, dell'altezza massima di 3, 9 cm, larga 2,7 e scritto su 5 righe in greco; sono rimaste: sulla prima una sola lettera, quattro sulla seconda, sei sulla terza e quattro sulla quarta e sulla quinta.
Ê
UTÔ Ê
Ê KAITI
NNÊS
THÊSA

Un totale di 20 lettere di cui 9 incerte e sono proprio queste lettere a catturare l'attenzione di Padre O'Callaghan, che dopo anni di ricerche sulla rivista 'Biblica', nel '72 rende nota la sua straordinaria scoperta. Ha prima stabilito quale fosse l'ampiezza delle righe e poi ha diviso tutto in quadretti in modo che ogni lettera occupasse solo un quadretto.

Per il Padre il gruppo di lettre più interessante è quello della quarta riga NNÊS, poiché secondo lui questo gruppo fa parte della parola GENEZARET, uno dei nomi del lago di Tiberiade. O'Callaghan è così andato a cercare nel Nuovo Testamento per vedere dove compare la parola e ha stabilito che il contesto migliore, che può adattarsi in questa griglia paleografica, è il cap. 6 di Marco, versetti 52 e 53: 'si stupivano riguardo ai pani essendo il loro cuore indurito compiuta la traversata approdarono a Genezaret e accorrendo'?

Questa scoperta ha del rivoluzionario: in pratica il tempo intercoso tra la morte di Gesù e la stesura di almeno un primo Vangelo nel testo definitivo che noi ora conosciamo è stato molto più breve di quanto si pensasse in precedenza, e ciò dimostrerebbe almeno due cose:
1) La redazione definitiva dei Vangeli non è stata preceduta da un lungo periodo di tradizione orale e dunque
2) il racconto della passione di Cristo già circolava nella Palestina prima della distruzione del Tempio quando molti testimoni dei fatti erano ancora in vita e quindi avrebbero potuto smentire l'intera narrazione e denunciarla come frutto di fantasia.

Dopo le rivelazioni di Padre O'Callaghan il mondo dei biblisti è esploso in un fiume di polemiche fino al 1986 quando Carsten Peter Thiede ha pubblicato in tedesco un'opera frutto di molti anni di studio Il più antico manoscritto dei Vangeli, nella quale giunge alla conclusione, basandosi sulle regole del lavoro paleografico e della critica testuale, che certamente il frammento 7Q5 corrisponde a Marco 6, 52, 53: il suo Vangelo dunque sarebbe stato scritto intorno al 50 d.C..

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/il-caso-cristo/14/default.aspx

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Published by il conte rovescio - in Mistero
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