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22 maggio 2012 2 22 /05 /maggio /2012 22:21

I blog non sono stampa clandestina: sentenza storica della Cassazione

La Cassazione ha stabilito che i blog non sono da considerarsi come "stampa clandestina". La sentenza ha un valore storico, in quanto fissa un principio e un precedente, ribaltando una condanna ad un blogger. La sentenza stabilisce in pratica che non serve procedere alla registrazione della “testata” presso il Tribunale della Stampa per gestire un blog di informazione, perchè un blog non è di per sé un prodotto editoriale e la figura del blogger non è sovrapponibile con quella del giornalista.
 
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20 maggio 2012 7 20 /05 /maggio /2012 06:38

Come possiamo crederea  qualcuno così potente che può creare acqua dal nulla?" Jabin uno stupito urla che SI PUO' ORA!.  

Questa tecnologia non è più nel regno della fantascienza. Oggi possiamo veramente creare acqua dal nulla!

Crisi idrica mondiale è in crescita.
Ci sono aziende consapevoli di questa situazione critica che cercano di trovare il modo di generare l'acqua quasi dal nulla ...!

Una macchina al mondo unica fornirà le regioni più povere del pianeta con acqua potabile ed elettricità.

E questo è un design ingegnoso dell'Acqua francese Eole società, che è l'inventore della prima turbina eolica in grado di produrre di acqua potabile da condensare l'aria.

Oggi, 150 milioni di persone nel mondo vivono senza accesso all'acqua potabile in aree remote. La turbina eolica WMS1000 non pompare acqua da una sorgente superficie o sotterranea, per distribuire in seguito.

Raccoglie l'acqua dall'aria intorno a noi o, più esattamente, il condensatore grande umidità della macchina con uno scambiatore di calore equivalente di un metro e cinque chilometri di larghezza lungo - rende il lavoro.

Il WMS1000 può guadagnare fino a 1.000 litri di acqua al giorno. E 'possibile quindi che sarà estremamente utile nelle regioni più remote dove l'acqua è scarsa Africa o in Asia.

Attualmente nel deserto vicino a turbina a Abu Dhabi, il  prototipo di lavoro con un'altezza di 24 metri,  produce 62 litri di acqua all'ora.

WMS1000 sono i primi convertiti all'energia eolica in energia elettrica. Si è utilizzata per aspirare aria attraverso il naso della turbina. L'aria passa quindi a sistemi di raffreddamento di potenza, dove emette umidità. Ottenuto in questo modo l'acqua è diretta lungo i tubi in acciaio al serbatoio, che viene filtrato e purificato.

 

Con un minimo di 15 mph di vento è in grado di raccogliere tra i 500 ei 1000 litri di acqua pulita e potabile dall'aria, mentre genera 30 kilowatt di energia elettrica.

 


Un dispositivo, che si stima ultimi 30 anni, attualmente costa 500-600 mila euro, quindi sicuramente sarà in grado di pagare a piccole comunità povere. Tuttavia, nel tempo, se l'interesse in modo da produrre l'acqua aumenterà, il prezzo di turbine sarà ridotto.

L'acqua viene prodotta senza fonte esterna di energia. Nessun altro potere, ma il vento è necessaria per rendere la macchina operativa.

 

A causa delle posizioni in cui il WMS1000 sarà più assolutamente necessari è anche necessario proteggere dalla sabbia e la presenza di una grande quantità di sabbia, che potrebbero compromettere la meccanica del dispositivo. E 'inoltre fondamentale che è in grado di sopportare alte temperature del deserto fino a 50C ed è per questo la decisione di verificare il lavoro svolto ad Abu Dhabi è stata una buona mossa.

 

 

Certo, 500-1000 litri non sembra molto, ma se viene usato solo per bere, allora è sufficiente per fornire 250-500 persone con due litri di acqua potabile al giorno.

Per quanto riguarda l'energia, 30 kilowatt dovrebbe essere sufficiente per fornire luce ed alcuni di refrigerazione per un piccolo villaggio. Soddisfare entrambe le esigenze al tempo stesso consente di risparmiare tempo e manodopera.

La turbina eolica WMS1000 è in grado di produrre mille litri di acqua potabile al giorno e può sostenere il processo di creazione di acqua per decenni, senza alcun rischio di corrosione!

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16 maggio 2012 3 16 /05 /maggio /2012 21:47

http://static.blogo.it/melablog/applevsgoogle_2_03.jpgGoogle ha iniziato la nuova manovra della sua evoluzione, al termine della quale avremo un motore di ricerca profondamente modificato dal punto di vista che più ci interessa: l’interpretazione. Stiamo parlando di quello che negli ultimi è definito come ricerca semantica. Come abbiamo già descritto di questo nuovo fronte nell’ambito della ricerca nel web in questo articolo, la ricerca semantica consiste nel considerare non le singole parole dell’argomento di ricerca immesso, bensì tutta la frase scritta ed il suo significato.

Google ha deciso quindi di iniziare l’upgrade un po’ alla volta, partendo dalla versione inglese del search engine. Le tracce che suggeriscono l’adozione del nuovo tipo di ricerca, o almeno una sua anteprima, consistono in una novità nella pagina del risultati. Infatti sul lato destro del search engine in inglese appare un box in cui è possibile trovare informazioni circa l’argomento da noi cercato, se disponibili. Ad esempio, se come argomento di ricerca si immette un personaggio storico, verranno mostrate biografia, data di nascita, eventi importanti e contenuti multimediali. Lo stesso vale per luoghi noti, personaggi famosi, film, serie televisive e tanto altro.

Per quanto riguarda l’Italia e gli altri paesi, non si sa quando il colosso di Mountain View si appresterà a introdurre le novità della ricerca semantica. A dire il vero, la novità non è stata nemmeno annunciata attraverso il blog ufficiale di Big G, ma è stata introdotta improvvisamente e notata da alcuni utenti del Regno Unito.

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16 maggio 2012 3 16 /05 /maggio /2012 18:44

http://www.blogdreams.it/wp-content/uploads/image/meccanica-quantistica-big.jpgQuando si parla di teletrasporto viene subito in mente l’equipaggio dell’Enterprise che si fa scarrozzare qua e là per la galassia come se nulla fosse. Certo quella è fantascienza, ma la scienza ha comunque a che fare con fenomeni fisici molto simili. Uno di questi è l’entanglmenent quantistico, per cui due fotoni legati tra loro continuano a interagire anche dopo essere stati separati a lunghe distanze. Sfruttando queste caratteristiche, il team guidato dal fisico Juan Yin dell’ University of Science and Technology di Shanghai ha teletrasportato due particelle a 97 chilometri di distanza.

Un nuovo record in questo campo – il precedente ammontava a soli 16 km – che segna un successo nello sviluppo delle tecnologie fotoniche. Come spiega l’articolo pubblicato in pre-print su arXiv.org, nell’arco di 4 ore, l’equipe di Yin ha teletrasportato ben 1.100 fotoni in una stazione sperimentale situata su un lago a 4mila metri di altitudine. Per farlo, gli scienziati hanno impiegato un laser della potenza di 1,3 Watt grazie a cui hanno trasferito informazioni quantistiche attraverso l’ atmosfera.

Infatti l’ entanglement non prevede tanto il trasferimento di materia da un punto all’altro dello Spazio – come avverrebbe per un teletrasporto alla Star Trek –, bensì un passaggio di informazioni che riguardano lo stato quantistico dei fotoni. Con l’unica differenza che lo scambio tra queste particellenon può avvenire facilmente all’interno di cavi in fibra ottica. Ecco perché Yin e i suoi colleghi hanno effettuato gli esperimenti utilizzando un laser da atmosfera.

Come precisa New Scientist, il legame di entanglement tra i fotoni impiegati da Yin fa sì che al variare delle condizioni di una delle due particelle anche l’altra cambi in stretta relazione alla prima. Sfruttando questo fenomeno di sincronizzazione a distanza è possibile generare dei qubits, ovvero pacchetti di informazioni che potrebbero costruire l’unità base di una nuova Internet quantistica.

Non a caso, il prossimo passo degli scienziati cinesi sarà proprio quello di sviluppare un sistema di trasmissione satellitare. A quel punto, i computer e le tecnologie delle telecomunicazioni farebbero un salto quantico mai visto prima.

 

FONTE 

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13 maggio 2012 7 13 /05 /maggio /2012 06:00

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro, nel suo rapporto annuale sulla situazione del mercato del lavoro nel mondo, rilasciato lunedi, prevede che saranno oltre 200 milioni i disoccupati nel 2012. L’agenzia delle Nazioni Unite ha stimato che sono stati 50 milioni i posti di lavoro spazzati via dalla crisi finanziaria del 2008, prevedendo poi nessun tipo di ripresa, per almeno altri cinque anni in tutto il mondo, per quanto riguarda l’occupazione e i redditi.

Il World of Work Report 2012 prevede un tasso globale di disoccupazione del 6,1 per cento nel 2012, con un aumento della disoccupazione totale nel mondo da 196 milioni nel 2011 a 202 milioni nel 2012.

La disoccupazione totale è destinata ad aumentare di altri cinque milioni nel 2013, a un tasso del 6,2 per cento. (Le percentuali sono artificialmente basse perché l’OIL utilizza i dati ufficiali riguardanti la disoccupazione in ogni paese, quando invece le percentuali reali sono molto più elevate. Negli Stati Uniti, ad esempio, il tasso ufficiale è dell’ 8,3 per cento ma, considerando quelli che sono costretti a lavorare part-time o hanno smesso di cercare lavoro, la percentuale reale si avvicina al 14 per cento).

Si prevede che la disoccupazione continui ad aumentare fino a raggiungere i 210 milioni di persone entro la fine del 2016, dice il rapporto, aggiungendo che : “E ‘improbabile che l’economia mondiale crescerà a un ritmo sufficiente nei prossimi due anni sia per chiudere il deficit esistente dei posti di lavoro sia per fornire occupazione agli oltre 80 milioni di persone che dovrebbero entrare nel mercato del lavoro. “

Il rapporto condanna le politiche di austerità adottate nella maggior parte dei paesi industrializzati, in particolare in Europa e negli Stati Uniti, affermando che i tagli alla spesa per i programmi sociali hanno prodotto “conseguenze devastanti” per l’occupazione, mentre i disavanzi di bilancio sono effettivamente cresciuti in quanto le misure di austerità hanno esacerbato la crisi economica .

La relazione osserva che decine di paesi, particolarmente in Europa, hanno introdotto misure volte a “riformare” i loro mercati del lavoro, rendendo più facile per i datori di lavoro licenziare i lavoratori o tagliare i loro salari e benefici. In quasi tutti i casi, il risultato è stato quello di “ridurre la stabilità del lavoro ed esacerbare le disuguaglianze senza riuscire ad aumentare i livelli occupazionali.” Quello che si è ottenuto è stata la crescita di un massiccio esercito di disoccupati di lunga durata: il 40 per cento delle persone in cerca di lavoro nei paesi sviluppati, di età compresa tra i 25 e i 49 anni, sono persone cronicamente disoccupate che non lavorano da più di un anno.

Alcuni principali risultati del rapporto dell’ILO meritano di essere citati:

L’ inedita e prolungata natura della crisi:

“Questo non è un normale rallentamento dell’ occupazione. Dopo quattro anni dall’inizio della crisi globale, gli squilibri del mercato del lavoro stanno diventando sempre più strutturali e quindi più difficili da sradicare. Alcuni gruppi, come i disoccupati di lunga durata, sono a rischio di esclusione dal mercato del lavoro. Ciò significa che essi non sarebbero in grado di ottenere un nuovo impiego anche se ci fosse una forte ripresa. “

Il fallimento delle politiche di austerità:

“In quei paesi che, in misura maggiore, hanno perseguito l’austerità e la deregolamentazione, soprattutto i paesi dell’Europa meridionale, la crescita economica e occupazionale ha continuato a deteriorarsi. Inoltre, in molti casi, le misure non sono riuscite a stabilizzare le posizioni fiscali. “

La crescita del posti di lavoro part-time, temporaneo e “precario”:

“Inoltre, per una percentuale crescente di coloro che hanno un lavoro, l’occupazione è diventata più instabile o precaria. Nelle economie avanzate, i lavoratori part-time e a tempo determinato involontari sono aumentati rispettivamente di due terzi e più della metà. “

L’impatto catastrofico sui giovani:

“La disoccupazione giovanile è aumentata di circa l’80 per cento nelle economie avanzate e di due terzi nelle economie in via di sviluppo. In media, oltre il 36 per cento dei disoccupati in cerca di lavoro nelle economie avanzate sono stati senza lavoro per più di un anno “.

In aumento la povertà e la disuguaglianza:

“La crisi ha portato ad un aumento dei tassi di povertà nella metà delle economie avanzate e in un terzo nelle economie in via di sviluppo. Allo stesso modo, le disuguaglianze sono cresciute nella metà delle economie avanzate e in un quarto delle economie emergenti e in via di sviluppo. Le disuguaglianze sono anche aumentate riguardo l’accesso all’istruzione, alla disponibilità di cibo, terra e credito. “

La crescita del malcontento popolare e le agitazioni sociali:

“Su 106 paesi con dati disponibili, il 54 per cento ha riferito, nel 2011, un aumento nel punteggio dell’indice di disagio sociale (Social Unrest Index) rispetto al 2010 (più alto è il punteggio, maggiore è il rischio stimato). Le due regioni del mondo che mostrano il rischio più elevato di disordini sono l’Africa Sub-Sahariana e Medio Oriente – Nord Africa, ma ci sono anche importanti aumenti nelle economie avanzate e in Europa centrale e orientale “.

Mentre gli economisti e gli analisti dell’OIL sono liberali sostenitori del capitalismo, aderendo generalmente alla visione del riformismo keynesiano piuttosto che alle panacee del libero mercato di ultra-destra, i dati che hanno fornito rappresentano uno sconcertante atto d’accusa al sistema del profitto. Essi hanno fornito i dati ma solo una prospettiva marxista è in grado di fornire l’alternativa politica per la classe operaia.

La massiccia crescita della mancanza di lavoro, in mezzo al crescente bisogno sociale, è un atto d’accusa devastante al sistema capitalista. Milioni di persone hanno bisogno di lavoro, ma questo vasto potenziale umano non può essere mobilitato a causa del profitto e della dittatura del capitale finanziario.

Per rispondere al fallimento del sistema capitalista, la classe operaia deve avanzare un esauriente e globale programma socialista, portando un assalto rivoluzionario diretto alle cause fondamentali della crisi: la proprietà privata dei mezzi di produzione e la divisione del mondo in stati-nazione antagonisti, ciascuno dominato da una élite capitalista che cerca di massimizzare i propri profitti e il proprio potere.

La classe operaia deve portare la ricchezza della società, prodotta dal suo lavoro, nelle proprie mani, cogliendo i beni delle giganti corporazioni multinazionali e rendendoli pubblicamente disponibili e sotto il controllo democratico. Lo sviluppo dell’economia mondiale deve quindi procedere sulla base di un piano internazionale, elaborato per produrre sia la rapida crescita economica che l’abolizione della povertà e della miseria sociale, elevando gli standard di vita delle persone che lavorano in tutto il mondo a un livello decente.

Questo programma non è né utopico né inverosimile. Al contrario, è la prospettiva di una costante depressione del capitalismo, la polarizzazione sociale e la guerra imperialista a risultare irrealistica, anche assurda, dal punto di vista degli interessi della stragrande maggioranza del genere umano.

 

FONTE 

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12 maggio 2012 6 12 /05 /maggio /2012 19:56

Quando si vive un periodo di crisi economica il Fallimento Banca è la situazione limite in cui un Istituto Bancario possa incappare a causa del vortice negativo di eventi economico-finanziari che si generano. Per noi semplici correntisti, ma anche per i più esperti azionisti, la principale preoccupazione è quella di conoscere cosa potrebbe accadere ai nostri risparmi o ai nostri pacchetti azionari in una situazione critica che causerebbe la dissolvenza della Banca stessa.

Esistono garanzie?
Nonostante una situazione di fallimento banca non costituisca mai una condizione ottimale per alcun Istituto, e tantomeno per i suoi clienti, sottolineiamo immediatamente l’esistenza di un importante organo di tutela rappresentato dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che riconosce ad ogni singolo cliente correntista, in base a quanto detenuto all’interno del proprio conto corrente, fino ad un massimo di € 103,291,000. A riguardo vige il contenuto dell’importante D.L. del 4 Dicembre 1996 n° 659.

http://intermarketandmore.finanza.com/files/2009/02/banks-time-of-changing.JPGSiete Correntisti?
Grazie proprio alla presenza del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi tutti i correntisti potranno dormire sonni abbastanza tranquilli anche in casi di fallimento banca. La garanzia messa in campo prevede che ogni titolare di conto corrente, possa vedersi restituire i propri risparmi fino ad un massimo di 103.291,00 €, tutela che riguarda anche i possessori di un nuovo conto corrente online. Specifichiamo, inoltre, come in caso di conto corrente cointestato la tutela prevede la restituzione della cifra per un massimo di 103.291,00 per ognuno dei soggetti cointestatari. Purtroppo, chi aveva depositato una somma superiore a questa cifra subirà la perdita della quota eccedente senza possibilità di recupero alcuna.
Infine, informandovi del fatto che tale Fondi di Garanzia è un Istituto italiano a cui hanno aderito tutte le banche nazionali più qualche banca straniera, vi informiamo anche del fatto che se siete possessori di un conto corrente presso una banca estera in situazione di fallimento sarà consigliabile informarvi della sua eventuale adesione.

Se detenete un mutuo o un prestito
Per i correntisti che avessero aperto un mutuo o ottenuto un prestito dalla banca in fallimento non rischiano di perdere la somma prestata salvo che nel contratto firmato non sia presente la clausola che riserva all’Istituto la facoltà di richiedere indietro la restituzione del prestito.

http://www.messinanews.com/wp-content/uploads/2009/04/bancaamicaii9.jpgSiete azionisti o proprietari di Titoli?
Ma quali sono le conseguenze del fallimento di una banca per chi possiede azioni, titoli, e altre forme di investimento presso quell’istituto?
Per quanto riguarda gli azionisti è bene essere informati come l’andamento delle azioni è strettamente legato all’andamento dell’Istituto o delle aziende che li hanno emessi, per cui una situazione di fallimento banca si ripercuote negativamente sul valore del titolo e sull’investimento stesso.
Per quanto riguarda titoli di stato e affini, invece, essendo l’eventuale banca in stato di crisi solo “gestore” degli stessi non vi sono rischi per l’investimento che rimane sempre e comunque legato ai tassi di interesse. Quando la Banca fallisce i Titoli detenuti sono venduti ad un altro gestore: tale operazione, che prevede un costo, può causare la perdita di una piccola percentuale del valore del singolo titolo per l’investitore.

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12 maggio 2012 6 12 /05 /maggio /2012 19:54

http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/2012/05/merkel-dollari-dollaro-139154-dagospia-198x250.jpgLa zona euro può sopportare un’uscita della Grecia dalla moneta unica: lo ha detto il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble. In un’intervista al quotidiano regionale tedesco Rheinische Post, Schaeuble ha dichiarato che la zona euro è più solida di due anni fa. “Abbiamo imparato molto da questi ultimi due anni e costruito dei meccanismi di protezione. I pericoli di contaminazione per gli altri Paesi della zona euro si sono indeboliti e l’area euro è nel suo insieme diventata più resistente”, ha spiegato. “La crisi ha dimostrato che quando bisogna agire in fretta, l’Europa può reagire rapidamente. L’idea che non siamo in grado di reagire a breve termine di fronte a un imprevisto è falsa”, ha concluso il ministro.

WESTERWELLE, SENZA RIFORME BASTA SOLDI A GRECIA

– Nuovi aiuti alla Grecia solo se rispetterà gli impegni presi. Lo ha detto il ministro degli esteri tedesco Guido Westervelle nel suo intervento al Bundestag. “Noi intendiamo mantenere le nostre promesse di aiuto. Ma questo significa che la Grecia deve varare le riforme che abbiamo concordato”.

BARROSO, VIA SE NON RISPETTA IMPEGNI

– “Se un membro del club non rispetta le regole, è meglio che se ne vada dal club”. Lo ha detto il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, riferendosi alla Grecia, in una intervista a Sky Tg24.
“Ho molto rispetto per la democrazia greca e il parlamento greco. Ma devo anche rispettare gli altri 16 parlamenti nazionali che hanno approvato il programma per la Grecia”, ha spiegato Barroso, sottolineando che “tutti devono rispettare gli accordi”. Ma se questi “non sono rispettati”, ha concluso, “vuol dire che non esistono più le condizioni per continuare” a far parte dell’eurozona.

STAMPA, TIMORE URNE E PRESSING UE FAVORISCE ACCORDI

– Il timore dei risultati di nuove elezioni e le forti pressioni da parte dei partner europei potrebbero produrre un risultato positivo durante la riunione dei leader dei partiti sotto la presidenza del capo dello Stato Karolos Papoulias che potrebbe svolgersi fra domenica 13 e lunedì 14. E’ quanto riferiscono oggi in prima quasi tutti i giornali ateniesi ricordando che stamani il leader del Pasok, Evanghelos Venizelos, riprenderà le consultazioni per la formazione di un nuovo governo incontrando prima il leader di Nea Dimocratia, Antonis Samaras, e quindi Alexis Tsipras di Syriza. Le preoccupazioni per un eventuale nuovo ricorso alle urne si basano sui risultati dei primi sondaggi di opinione condotti in Grecia a quattro giorni dalle consultazioni secondo cui, in caso di nuove elezioni, la Coalizione delle Sinistre radicali (Syriza) avrebbe il maggior numero di voti (23,8%) scavalcando di 6,4 punti percentuali Nea Democratia che passerebbe al secondo posto con il 17,4% delle preferenze. Seguirebbero il Pasok al terzo posto con il 10,8%, Greci Indipendenti (Anexartiti Ellines) al quarto posto con l’8,7%, seguito dal Partito Comunista di Grecia (Kke) con il 6%, Alba Dorata (Chrisi Avghì) con il 4,9% e infine Sinistra Democratica con il 4,2%. La proposta, ieri, del leader di Sinistra Democratica Fotis Kouvelis, per la formazione di un nuovo esecutivo “ecumenico” di cui farebbero parte tutti i partiti, potrebbe essere un buon punto di partenza. A prescindere dalla formula della proposta, l’obiettivo principale è quello di formare un governo di coalizione fra Nea Dimocratia, Pasok e Sinistra Democratica, che disporrebbe di una maggioranza di 168 parlamentari e che potrebbe durare fino alle elezioni europee del 2014. Da un tale esecutivo sarebbero naturalmente esclusi il filo-nazista Chisi Avghì, il partito comunista e i Greci Indipendenti (nazionalista) in quanto non interessati a partecipare ad un governo che avrebbe come obiettivo la revisione e non l’abolizione completa del Memorandum. Per quanto riguarda Syriza, gli analisti politici sostengono che molto difficilmente parteciperebbe a un governo “ecumenico”, specialmente dopo i risultati degli ultimi sondaggi.

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12 aprile 2012 4 12 /04 /aprile /2012 22:26

Tech: Apple crea software contro virus dei Mac

 

- San Francisco - La Apple sta sviluppando un software per rilevare e rimuovere un virus che ha infettato circa 600mila Mac, sfatando il mito dei computer immuni dai malware. La scorsa settimana, il virus - chiamato 'Flashback' o 'Flashfake' - si e' diffuso rapidamente in tutto il mondo, permettendo agli hacker di ottenere l'accesso remoto ai computer delle vittime e rubare dati personali. Le versioni precedenti del malware aprivano una finestra pop-up che proponeva agli utenti l'installazione di una falsa versione di Adobe Flash. Le versioni piu' recenti sfruttano, invece, una falla di Java, infettando i Mac reindirizzando gli utenti verso un sito fasullo. Si tratta, secondo gli esperti, dell'attacco piu' grande e sofisticato mai fatti ai Mac fino ad oggi. Il virus Flashback, si legge sull'Huffngton Post, ha rilanciato le polemiche sulla presunta inattaccabilita' dei Mac. I detrattori della Apple ritengono che l'episodio debba essere un campanello d'allarme pe r gli utenti Mac che spesso considerano i propri computer piu' sicuri dei pc con sistema operativo Microsoft Windows. Tendenza registrata anche da un sondaggio del 2009 condotto dalla societa' ESET che dimostro' come piu' della meta' delle persone che hanno un pc considerano i propri dati 'molto' o 'estremamente' vulnerabili agli attacchi informatici, preoccupazione che riguarda solo il 20 per cento degli u tenti Mac.

 

http://www.agi.it/

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11 aprile 2012 3 11 /04 /aprile /2012 22:18

L’orologio-cellulare di Burg è pronto a sbarcare sul mercato italiano. Annunciato da uno spot che sta andando in onda in questi giorni, questo particolare dispositivo tenta la fortuna in un settore finora mai esploso. L’idea di includere la tecnologia di un telefonino dentro un orologio non è nuova, anzi, ma fino a questo momento non ha mai fatto il botto. Sarà questa società a compiere il balzo? L’ultima parola spetta ai consumatori, nel frattempo vi presentiamo la nuova gamma con diversi modelli dalle caratteristiche tecniche anche evolute (con tanto di schermo touchscreen, microSD e fotocamera). BURG Ltd. è un’azienda nata nel 2004 dall’idea del designer olandese Hermen Van Den Burg proprio per tentare la via dei watchphone, degli orologi-cellulari.Foto: Orologio cellulare Burg

Burg 7 Young and Trendy è il modello appunto che si dedica al pubblico giovane con colori accesi – bianco, verde, giallo, blu, rosa, rosso e grigio – e una buona dotazione tecnica. La rubrica interna contiene fino a 200 contatti, può inviare SMS e MMS, supporta il Bluetooth, monta una fotocamera da 2 megapixel, lettore mp3, radio FM ed è ovviamente un touchscreen a colori.

La famiglia Burg 8 si compone di tre modelli come Berlin con quadrante sportivo e sistema vivavoce e memorizzazione di 9 contatti per chiamate rapide. Stessa scheda tecnica per Burg 8 Ibiza che però è più femminile e classico, mentre Rome è più serio e sobrio, con cinturino di pelle. Burg 10 offre tre modelli come L.A., Dubai e Paris. il primo punta su cinturini modaioli e quadrante generoso, il secondo è più minimalista, il terzo ha accenni metallici. Tutti e tre offrono fino a 200 contatti in rubrica, Bluetooth, vivavoce, sveglia, registro chiamate e chiamate rapide, SMS, organizer, fuso orario e cronometro.

Burg 12 London è decisamente più evoluto, con una scheda tecnica performante che conta su 500 contatti in rubrica, SMS e MMS, Bluetooth, fotocamera da 1.3 megapixel, lettore multimediale e di foto o video, radio FM, slot per espandere la memoria via microSD, navigazione su Internet via Wap 1.2.1 e registratore audio-video. Infine Burg 13 Sao Paolo che prende la medesima scheda tecnica portandola a un livello sensibilmente migliore con schermo touchscreen a colori. Il quadrante è squadrato.

Una serie interessante di Watchphone, dunque, che si dedicano al mercato italiano con una serie di accessori a corredo come adattatori per Auto, accessori bluetooth, caricabatterie, cordini e altro. Tuttavia come già successo per modelli anche più evoluti come l’orologio telefono di LG, è un settore delicato, forse un po’ troppo di nicchia (a parte quello dei modelli più sportivi, come Motorola MotoActv), che non sembra poter contare su un pubblico di massa. Ma potremmo sbagliarci, voi lo acquistereste un telefono al polso?

http://www.tecnocino.it/

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16 marzo 2012 5 16 /03 /marzo /2012 17:49

Niente capita per caso, il mio parere quando notizie di una certa rilevanza, si incrociano con le mie curiosita'.Guardando un programma televisivo, ho sentito parlare della sclerosi multipla ed un metodo che puo' essere impiegato con un discreto successo come cura: la terapia che il dottor Zamboni ha scoperto, e' un' associazione alle vene giugolari che, chiudendosi piano piano, alimentano ancora di piu' questa piaga umana, per l'appunto, la sclerosi multipla.La sua terapia e' semplice, alle prime avvisaglie di questo malessere, dopo un' attenta analisi medica, sottoporsi ad un intervento che riguarda le vene giugolari: far passare un sondino fino alla vena giugolare che, tramite una pompetta, permette di gonfiarsi quel minimo permettendo al sangue di rifluire con normalita' nelle vene.Il beneficio immediato e' testimoniato dai pazienti che si sono sottoposti e rivisitati con interviste dopo diverso tempo.

Piu' la sclerosi multipla viene curata con i metodi attuali, piu'la sclerosi danneggia il nostro sistema vitale.Dato che questo discorso puo' essere molto complesso e difficile, vediamo di riuscire nel migliore dei modi a spiegarlo.

Sclerosi multipla e il metodo Zamboni: e se bastasse riaprire una vena?

 

Cosa hanno a che fare le vene giugolare con la sclerosi multipla prima di tutto?? Per  Paolo Zamboni, chirurgo vascolare e direttore del Centro di malattie vascolari all’Università di Ferrara, c’entrano eccome. Insieme a un neurologo di Bologna, Fabrizio Salvi, ha visto che i malati di sclerosi spesso hanno un restringimento delle giugulari e di una vena del torace che si chiama azygos; e questa stenosi pare legata alla sclerosi a placche, peggiorandone i sintomi e l’evoluzione.

Sta di fatto che Zamboni, in una sperimentazione del 2007, ha operato a Ferrara 65 malati di sclerosi multipla con questa anomalia delle vene, il cui termine tecnico è «insufficienza venosa cerebrospinale cronica » (in sigla, Ccsvi). I risultati, presentati nel 2009, hanno fatto il giro di mezzo mondo, ne ha parlato anche il New York Times, e oggi, dopo un anno in cui il metodo Zamboni ha sollevato controversie, dubbi, interesse, si parte con una serie di sperimentazioni pubbliche per vedere se la correlazione fra vene ostruite e sclerosi esiste, e se riaprirle con l’angioplastica è utile.  

Il professor Paolo Zamboni, docente a Ferrara

Zamboni preferisce non parlare, si è impegnato in una sorta di silenzio stampa «almeno per un po’». E la posizione del ministero resta cauta: «La teoria di Zamboni va approfondita» è, in sintesi, il messaggio. A spiegare che cosa succederà adesso è Augusto Zeppi, vicepresidente della Fondazione Hilarescere (che con l’Università di Ferrara sostiene le ricerche di Zamboni e Salvi). Le indagini avviate, chiarisce, sono più di una.

Quella principale è uno studio epidemiologico su 1.500 pazienti (con 800 volontari sani di controllo) organizzato dall’Aism, l’Associazione italiana sclerosi multipla; dovrà stabilire se la stenosi delle vene è legata alla malattia e si concluderà il prossimo giugno. Un secondo studio, con lo stesso obiettivo, avverrà in Toscana. A interessare di più i malati, perché c’è la possibilità di essere operati, sono però altre due sperimentazioni: nelle Marche riceveranno l’angioplastica 250 pazienti con restringimento venoso; una metà subito, l’altra dopo sei mesi. E in una decina di ospedali italiani partirà uno studio multicentrico (la «lista Zamboni») per il quale si aspetta l’ok del comitato etico dell’Università di Ferrara.

Nel frattempo il passaparola dei malati è inarrestabile. I più fortunati sono entrati nelle liste dei test clinici, molti altri (su Face-book sono 30 mila) premono affinché il governo decida di rimborsare l’intervento di angioplastica, così come avviene per altre patologie. Per ora solo qualche ospedale lo passa, a discrezione della regione. Altri ancora sono disposti a farsi operare in centri privati, a pagamento (circa 5 mila euro).

«Ho un’amica che era in sedia a rotelle, ora cammina con il bastone. Su Facebook ci sono i video di chi è stato operato» racconta Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, malata di sclerosi da 20 anni e presidente onorario dell’Associazione Ccsvi-Sm (le sigle delle due malattie). «Io ho due vene ostruite, potrei farmi operare subito, non ho problemi economici. Ma conduco una battaglia e voglio farlo con tutti gli altri. In Italia ci sono quasi 60 mila malati, come si fa a dire aspettate un anno o due…». Se la tentazione è forte, la corsa al chirurgo è insensata. Intanto occorre diagnosticare con certezza se c’è il restringimento venoso (con l’ecocolordoppler), e dove. «È un esame che dipende molto dall’abilità di chi lo fa, gli operatori vanno addestrati. E non sempre chi opera sa farlo bene» avverte Silvia Chinellato, consigliere nazionale della Ccsvi-Sm. «Sono malata da due anni e mezzo e spero di entrare nella lista di Zamboni. Perché voglio liberarmi, certo, però in una sperimentazione pubblica. Quello che chiediamo al ministero è stabilire un codice di rimborso specifico per questo intervento nel caso della Sm, in modo da avere una casistica utile a fini statistici».

Molti neurologi (la sclerosi multipla è, in un certo senso, competenza loro) restano scettici. Altri studi (su Annals of neurology) hanno dato risultati diversi: non tutti i malati presentavano vene ostruite, e per contro le avevano anche volontari sani. Dati contestati da Zamboni, ma che hanno avuto il loro peso. «Dobbiamo avere la mente aperta, ma questo è un impazzimento collettivo» taglia corto Giancarlo Comi, direttore dell’Istituto di neurologia sperimentale al San Raffaele di Milano. «La sclerosi multipla è una malattia multifattoriale, con fattori genetici e ambientali, è escluso che alterazioni strutturali delle vene ne siano la causa. Invece adesso c’è gente che si è messa a trattare pazienti con gli stent o a fare dilatazioni dei vasi venosi a caso. È inaccettabile. Qualsiasi intervento deve avvenire nel contesto di uno studio scientifico controllato. La sicurezza del malato viene prima di tutto».

Fra i 65 pazienti trattati, tre anni fa, nell’ospedale di Ferrara (la prima sperimentazione da cui è partito tutto) c’era anche Zeppi. «Avevo una parestesia continua a mani e piedi, con varie ricadute l’anno. E due vene chiuse, una all’80 e l’altra al 60 per cento. Oggi ho recuperato gran parte dei segni della malattia e non ho più avuto ricadute. Ai malati dico: non andate a farvi sturare a pagamento dove capita. Io vi capisco, ma fate le cose per bene. È importante».

Adesso finalmente la notizia che aspettavamo:

 

Ferrara, 15 marzo 2012 - Prenderà il via a maggio la sperimentazione finanziata dalla Regione e incentrata sul rapporto tra l'insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (Ccsvi) e la sclerosi multipla. E' stato lo stesso professore Paolo Zamboni a darne l'annuncio, notizia attesa da migliaia di pazienti. La Ccsvi, secondo Zamboni, che ha identificato la patologia, sarebbe una concausa della sclerosi multipla. La sperimentazione, per la quale verranno stanziati 2 milioni e 742mila euro, si chiama 'Brave dreams' e coinvolgerà 685 pazienti, in una ventina di centri. Due terzi dei pazienti saranno sottoposti sia al trattamento diagnostico (flebografia) sia all’angioplastica (l’allargamento delle vene che hanno subito le stenosi che caratterizzano la Ccsvi), il restante terzo subirà solo la flebografia, in pratica non sarà ‘operato’.

“Da questo momento Brave Dreams diventa esclusivamente un marchio scientifico - ha detto Zamboni - nessuno potrà utilizzarlo per raccogliere fondi o per altre iniziative che non siano lo studio stesso che stiamo presentando”.Sono tantissimi i pazienti in tutta Italia che attendono questa innovativa sperimentazione. I pazienti, hanno spiegato i presentatori dello studio, saranno selezionati da appositi centri, presso i quali devono essere stati in cura per almeno due anni. I pazienti saranno inoltre selezionati dal loro neurologo e dovranno decidere se essere inclusi nella sperimentazione o no. Ogni paziente sarà seguito per un anno, lo studio sarà completato entro due anni dall’inizio dei trattamenti.

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