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6 luglio 2014 7 06 /07 /luglio /2014 21:34

I Dogon sono una popolazione africana del Mali. Questa popolazione, di circa 300.000 individui, occupa la regione della falesia di Bandiagara a sud del fiume Niger e alcuni gruppi sono stanziati nei territori attigui al Burkina Faso.I Dogon godono, specie tra gli ufologi e in Internet, di una straordinaria popolarità: secondo gli studi dei due antropologi Marcel Griaule e Germaine Dieterlen svolti nel 1931, poi rielaborati ed in parte manipolati dal libro The Sirius Mystery di Robert Temple (1975), la stella Sirio secondo la tradizione Dogon ha una compagna chiamata Po-tolo (che significa qualcosa come granellino) identificabile con Sirio B, che è effettivamente una piccola stella (una nana bianca) compagna di Sirio, orbitante attorno alla primaria con un periodo di circa 60 anni.

 

 
Il mistero legato a Sirio B è dovuto al fatto che essa risulta invisibile ad occhio nudo, e appare strano pensare che essa fosse già conosciuta ai Dogon, non avendo essi alcun mezzo per poterla osservare.

Così Temple risolve la contraddizione sostenendo che i Dogon in passato siano entrati in contatto con una civiltà extraterrestre che avrebbe dato loro queste informazioni.

A rafforzare questa tesi contribuisce la tradizione Dogon ove si parla della venuta di dèi anfibi sulle loro arche.

Un’altra ipotesi è che questa conoscenza abbia avuto origine da contatti con la civiltà occidentale avvenuti negli anni ’20 tramite i missionari.

La tesi più semplice osserva che ciò che fa accostare la coppia mitologica a quella astronomica è il solo fatto di essere “coppia”, e quindi sulla base di ciò ogni altra deduzione può risultare carica di significati non propri.
 
Tradizionalmente, i Dogon praticano l’animismo e nonostante i contatti con l’Islam e con altre religioni monoteistiche, essi mantengono un legame molto forte con la fede animista.

Marcel Griaule, etnologo, ha dedicato molti studi a questa popolazione, in particolare agli aspetti religiosi e alle tradizioni cosmogoniche.

Nel 1936, il ricercatore ebbe una lunga conversazione con il vecchio Ogotemmêli, un hôgon ovvero un capo religioso: il loro incontro ha portato Griaule alla pubblicazione di uno dei saggi più importanti dell’antropologia classica, che è stato a lungo oggetto di dispute e dibattiti in ambito accademico ma non solo.

Il sistema Dogon presenta un unico Dio creatore, Amma, che ha generato i suoi figli con la Terra, sua sposa: Yurugu, essere imperfetto che conosce la prima parola, Nommo essere doppio in quanto sia maschio che femmina è il maestro della parola e la insegna ai primi otto esseri umani Dogon: quattro coppie di gemelli, nati da una coppia d’argilla creata da Amma, che diverranno gli antenati.

 
 

La loro antica religione animista si esprime in cerimonie e danze rituali, in cui le maschere sono il simbolo più importante.

Una volta ogni sessant’anni viene celebrato il Sigui, cerimonia itinerante di villaggio in villaggio, che rappresenta la perdita dell’immortalità da parte dell’uomo attraverso la rievocazione della morte del primo antenato Dyongu Seru, rappresentato dalla iminana una grande maschera che viene intagliata a forma di serpente ed è alta circa 10 metri.

Questa straordinaria maschera viene poi conservata in una grotta segreta. Il villaggio è costruito seguendo le forme umane: la testa è costituita dal togu-na, la casa della parola, una bassa tettoia dove l’hogon e gli anziani si ritrovano per discutere le questioni importanti del villaggio; il tronco e gli arti sono occupati dalle case di fango con i relativi granai dal caratteristico tetto di paglia di forma conica.

Il braccio destro è costituito dallo yapunu guina, la casa dove le donne risiedono durante il periodo mestruale, in quanto impure.

THE REPTILIAN AGENDA – L’AGENDA RETTILIANA
David Icke intervista il Guaritore, sciamano e guida spirituale di milioni di africani, Credo Mutwa.

Lo Zulu presenta per la prima volta la conoscenza, le profezie, i sogni e i racconti della tradizione africana in un quadro ricco e completo che si snoda lungo il racconto della sua vita straordinaria.

Ai nostri giorni possiamo ritrovare la saggezza dell’Africa nelle parole di Credo Mutwa, che hanno la qualità di una medicina per l’anima.

Senza timori e senza mezze parole, Mutwa ci parla del mondo della natura, di ciò che alcuni definiscono sovrannaturale, dei contatti con entità extraterrestri, con una voce che è quella di tutte le razze, di tutte le culture e i valori dell’Africa di oggi;

una voce che fa eco alle lingue più antiche e che è pervasa da una sorta di risata celestiale.













[ Fonte Arcangeli e Demoni ]

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13 giugno 2013 4 13 /06 /giugno /2013 22:16



Sappiamo dalla mitologia greca che le figlie di Atlante si accoppiarono con i più famosi Dei e divennero le antenate degli esseri umani, ma furono collocate in cielo col nome di Pleiadi (...)
Un po’ più in alto di Aldebaran si incontra l’ammasso aperto più noto: quello delle Pleiadi (da plein = navigare o da pleios = molte). Si tratta di un piccolo raggruppamento di stelle che rappresenta un buon test per la vista: normalmente se ne distinguono sei o sette, ma c’è chi ne ha contate 14. Interessante particolare troviamo nel "disco solare di Nebra". Un disco di bronzo e di 32 cm di diametro, con applicazioni di lamina d’oro a rappresentare il sole, la luna, e le stelle ed è la rappresentazione più antica del cosmo conosciuta ad oggi.

Un gruppo di sette punti era stato già in precedenza interpretato come la costellazione delle Pleiadi come appariva 3,600 anni or sono. La spiegazione del proposito del disco getta ora nuova luce sulle conoscenze e capacità astronomiche dei popoli dell’Età del Bronzo. Ma torniamo ai nostri giorni: negli anni 70, emergeva una figura di contattista, lo svizzero Billy Meier, autore di migliaia di foto nitide e di centinaia di video di oggetti volanti non identificati che hanno diviso i ricercatori. Meier ha sempre sostenuto di essere in contatto con i Pleiadiani, personaggi dalle tipiche fattezze nordiche. "Billy" Eduard Albert Meier (nato il 3 febbraio 1937) è una personalità svizzera che afferma avere incontrato gli extraterrestri varie volte. "Billy" afferma di avere incontrato "Pleiadiani" (gruppo di extraterrestri) regolarmente e dice di possedere molte informazioni spirituali e filosofiche ottenute in occasione di questi incontri. Nel 1975, è stato fondato il FIGU,: Freie Interessengemeinschaft für Grenz- und Geisteswissenschaften und Ufologiestudien. OVVERO : Libera Associazione per lo studio delle scienze di frontiera, le scienze spirituali e gli studi Ufologici allo scopo di studiare e approfondire le informazioni ricevute da Billy Meier in seguito ai suoi ripetuti incontri con esseri extraterrestri provenienti dalle Pleiadi L'associazione si trova in "Semjase Silver Star Center". Meier afferma di avere avuto i primi contatti all'età di 5 anni, in 1942. L'extraterrestre si chiamava "Sfath" Questi contatti durano fino a 1953. Dal 1953 al 1964, la donna extraterrestre "Asket" gli rende visite. Per 11 anni, non ha avuto contatti.



Il 28 gennaio 1975, ha incontrato "Semjase". Meier si arruola nella legione straniera, ma non per molto. Ha molto viaggiato, visitando 24 paesi in 12 anni. Nel 1965, Meier perde il suo braccio sinistro a causa di un incidente in Turchia. Nel 1966, sposa una donna greca, Kalliope; hanno tre bambini. Meier ha incontrato molti extraterrestri (dice che sono "uomini" simili agli uomini del nostro mondo). Afferma di aver parlato con loro sia direttamente che per telepatia. Quest'uomini delle Pleiadi si chiamavano Ptaah, Semjase, Quetzal, e Pleija.

 

 Gli avrebbero permesso di provare un'arma extraterrestre su un albero e gli avrebbero dato campioni di un metallo extraterrestre. Queste parti di metallo sono scomparse ed un esame non è ancora possibile. I Pleiadiani che hanno contattato Billy Meier sono esseri umani come noi, fatta eccezione per la loro tecnologia che è più avanzata della nostra di circa 10.000 anni. La loro spiritualità avanza la nostra di circa 22 milioni di anni. La loro vita media, grazie alle migliori condizioni di vita, alle scienze mediche e non solo a questo, è di ben 1000 anni. Il motivo principale della missione dei Pleiadiani è di diffondere la verità su questi temi importantissimi. I Pleiadiani si sentono in parte responsabili delle azioni compiute sulla terra dai loro progenitori in passato. A causa di queste azioni, oggi la verità sugli scopi della nostra esistenza è stata quasi completamente dimenticata e distorta.

Allo stesso modo anche la verità sulle nostre origini, ed il vero scopo della loro missione è quello di riparare agli errori commessi in passato. Essi risiedono su un pianeta di nome Erra posto nel sistema delle Pleiadi nella costellazione del Toro. Il loro pianeta è simile al nostro, ma si trova in una dimensione spazio-temporale diversa dalla nostra, collocata di una frazione di secondo più avanti rispetto a noi. Questo purtroppo per noi è un concetto di difficile comprensione, ma che tuttavia alcuni scienziati più avanzati già ne hanno fatto menzione. Le Pleiadi così come le vediamo noi, ovvero nella nostra dimensione, sono stelle giovani e non adatte ad ospitare la vita umana. Sul loro pianeta vivono in pace da ormai 50.000 anni e fanno parte di una federazione pacifica assieme a molte altre razze di altri pianeti, tuttavia sono dotati di armamenti potentissimi che usano solo a scopo difensivo.

Il loro alto grado evolutivo li spinge a non intervenire mai nell'evoluzione di un pianeta. E' per questo motivo che non ci salveranno mai dai nostri gravi problemi, come ad esempio le guerre, la sovrappopolazione, le carestie,ecc.. Alla stessa maniera non si presenteranno mai per interferire nelle nostre decisioni, giuste o sbagliate che siano, poiché siamo solo noi gli unici responsabili del nostro destino. Il loro compito è quello di insegnarci le vere regole dell'esistenza in modo che noi, ed esclusivamente noi, possiamo risolvere i nostri problemi da soli. Secondo le informazioni ricevute da Billy Meier dai Pleiadiani fino ad oggi lui è la sola persona da loro contattata. Chi afferma di avere contatti fisici o spirituali con questi esseri umani provenienti dalle Pleiadi afferma il falso.

A documentazione delle straordinarie esperienze di contatto di Billy Meier, vi sono video, diapositive e campioni sonori originali riguardanti velivoli extraterrestri , analizzati e giudicati autentici da alcuni dei più rinomati esperti e scienziati mondiali dei rispettivi settori, quali ad esempio Jim Dilettoso (analista fotografico e consulente NASA), M. Malin (tra i responsabili presso la NASA del progetto Mars Global Surveyor), Wendelle C. Stevens (ex tenente-colonnello dell'US Air Force), Marcel Vogel (ingegnere chimico, direttore dei laboratori IBM, detentore di 32 brevetti e "padre" del floppy disk. Luigi Della Chiesa chiude un suo lungo ed interessante articolo scrivendo: Intorno alla vicenda Meier si è costituita un Associazione la quale prende il nome di FIGU, essa è l'unica che tiene le relazioni con Meier e per suo conto gestisce tutti i diritti sul materiale che il contattista ha raccolto a partire dagli anni 70 ad oggi, un archivio unico al mondo, foto comprendenti i negativi, filmati, audiocassette, scritture originali di tutti gli appunti di Meier, gli scettici ritengono che il tutto vada verso la speculazione del materiale, per far soldi facili, a me sembra invece che molti abbiano invece cercato di speculare sulla sua persona.

 Fortunatamente lui lo ha capito in tempo per isolarsi e vivere i suoi prossimi anni insieme alla sua famiglia in serenità e pace lontano dagli avvoltoi che iniziavano a suo tempo a girargli intorno. Ma il caso Meier dopo  anni fa discutere ancora il mondo ufologico, e solo un uomo può conoscere indiscutibilmente la verità, quell'uomo si chiama Eduard Meier ed il caso rimarrà ancora aperto per molti lunghi anni, a noi non rimane altro che cercare, cercare di capire un uomo. 

Nel suo libro "Bringers of the Dawn", la Marciniak afferma che i nordici Pleiadiani sarebbero intenzionati a mettere in atto uno "sfollamento" del pianeta di proporzioni titaniche, quando giungerà il momento della crisi. "Noi stiamo vegliando sulla minaccia di uno spostamento dei poli nel corso della vostra generazione", dicono i Pleiadiani. "Questo porterebbe ad una situazione planetaria in cui nessuno potrebbe sopravvivere. Diventerà necessaria l'evacuazione... Le nostre velocissime astronavi di soccorso saranno in grado di avvicinarsi abbastanza da emettere i raggi di levitazione... ovunque si renderà necessario, gli umani verranno sollevati e fatti levitare verso le nostre navette spola, che come dei taxi trasferiranno le persone sulle astronavi madri stazionanti negli strati più alti
dell'atmosfera, dove ci sono spazio e vettovagliamenti per ospitare e nutrire milioni di persone". Tale operazione non andrebbe identificata quindi come una sorta di "scelta degli eletti" a carattere religioso, quanto una specie di "protezione civile" di stampo galattico.

Le Pleiadi sono un ammasso stellare composto da sei o sette pianeti. Fanno parte della costellazione del Toro e la loro distanza è di circa 500 anni luce. Il caso più sensazionale della comparsa della costellazione delle Pleiadi è accaduto a John Spencer, trafficante di armi, nel monastero di Tuerin, in Mongolia, nel 1920, quando era ospite dei monaci tibetani. Un mattino, mentre si aggirava nei giardini, vide una scala di pietra che portava verso una caverna, ostruita da una specie di porta. Vi entrò e si trovò in una specie di sala ottagonale, e su una parete vi erano raffigurate le costellazioni del Toro. Su un'altra parete vide le costellazioni delle Pleiadi. In questo antro, illuminate da una luce verde fosforescente, scorse una fila di bare, in cui giacevano tre cadaveri. Uno era di un monaco buddista, l'altro di una donna, il terzo era un essere che indossava una tuta d'argento, un casco, e al posto degli occhi due grandi fanali che sprigionavano una luce abbagliante. Il mattino dopo, un monaco lo accompagnò in una sala identica a quella vista il giorno prima: vi erano 15 piccole bare e in una l'essere con la tuta d'argento. Alle domande di Spencer, il monaco rispose: "Quest'essere era un grande maestro venuto dalle stelle". Le uniche spiegazioni logiche dell'episodio si rifanno alle ipotesi più tipiche dell'archeologia spaziale: visitatori stellari discesi sulla Terra in tempi antichi. A quanto sembra i Pleiadiani avrebbero un aspetto umano, alti, biondi o bruni, e molto simile a noi terrestri. I Pleiadiani sembrano essere gli alieni maggiormente percepiti telepaticamente dai channelers, da cui riceverebbero numerosi messaggi di stampo apocalittico/spirituale. Secondo alcuni contattisti, i Pleiadiani sarebbero riconducibili agli angeli dell'Antico Testamento, e farebbero parte di una confederazione galattica di civiltà ultra evolute, il cui principale esponente sarebbe Ashtar Sheran. I loro principali nemici sarebbero umanoidi con la pelle olivastra e gli occhi a mandorla conosciuti
familiarmente con il nome di "uomini in nero", oltre ai rettiliani (o homo-saurus). Principale esponente del contattismo con i Pleiadiani è Billy Meier, che in tre volumi ("Anni luce" 1987, "Contatti dalle Pleiadi" 1990, "Messaggio dalle Pleiadi") ha raccontato le sue esperienze. Secondo alcuni contattisti, i Pleiadiani gestirebbero sulla Luna circa 340 basi dislocate nel sottosuolo, vere e proprie città sotterranee. Assieme ad altri alieni gestirebbero inoltre basi su Marte, Ganimede, e sulla stessa Terra allo scopo di controllare l'operato dei terrestri. Comunque il mistero dei Pleiadiani - che secondo alcuni studiosi avrebbero basi anche nei poli e per questo vengono detti anche "Polariani" - resta ancora oggi irrisolto e avvolto nel più fitto mistero. (Gabriele Zaffiri)

 

fonte   

 

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28 gennaio 2013 1 28 /01 /gennaio /2013 17:28

Mu e Lemuria

Misteri, dubbi, incertezze, molti sono ancora gli enigmi su queste ipotetiche civilta' del passato. In questo bell'articolo troviamo una panoramica sulla presunta nascita della civilta Lemuriana, a partire dalla notte dei tempi!

Cosa di vero e cosa e' solo fantasia lo lasciamo scegliere a voi!

 

Atlantide è solo il più famoso dei continenti scomparsi. Sembra infatti, che ogni oceano abbia avuto il proprio: Mu, la terra svanita, che dovrebbe trovarsi da qualche parte nel Pacifico, e soprattutto Lemuria, che secondo i miti sarebbe appartenuta all’Oceano Indiano. I Lemuri, per i Romani, erano le anime o gli spiriti dei defunti.
MU è la dodicesima lettera dell’alfabeto greco e, per i Latini, la “M” significava “mille”se vi si apponeva sopra un trattino, la cifra diventava un “milione”…
 

All’alba del nostro secolo, un colonnello inglese stanziato in India, James Churchward, ritrovò fra i ruderi di un antico tempio dei misteriosi bassorilievi. Incapace di decifrarli, si rivolse ad un alto monaco buddista, e quello che trovò non fu un semplice aiuto: il sacerdote gli consegnò le chiavi di un mondo antico e sconosciuto.
Gli mostrò delle preziose tavolette provenienti da una delle sette città sacre dell’India, Rishi, appartenenti in realtà ad una collezione ben più vasta: si trattava di tavole scritte in una lingua criptica ed esoterica dai Nacaals, i Sacri Fratelli, che narravano di una misteriosa Terra Madre che avrebbe visto nascere il genere umano.
Fu così che, da un’infedele traduzione, il monaco e il colonnello diedero vita a Mu e al suo mito. Nacque un continente nel bel mezzo del Pacifico, un’immensa isola ondulata che da una parte sfiorava le Hawaii e dall’altra le Fiji. Secondo le reliquie rinvenute, Mu era un Eden ricco di foreste, laghi e specie animali, abitato da dieci stirpi diverse e governate da un unico re, chiamato Ra-Mu.
In Terre perdute (1999) si legge che il nome Mu deriva dalla regina Moo, che era la regina di Atlantide, ma questo nome potrebbe avere anche altre origini. Il regno di Mu veniva chiamato Impero del Sole, infatti i suoi abitanti (i “muani”) adoravano una divinità che venne denominata Ra il Sole, in quanto non ci si poteva riferire ad essa con il suo vero nome.
Mu era popolata prevalentemente dalla razza bianca (e ciò spiegherebbe perché in America vi sono molte raffigurazioni di gente bianca, già da prima della scoperta dell’America). Questo popolo dedito alla navigazione avrebbe toccato le coste di tutti i continenti, portando con sé cultura, religione e scienza.
Secondo la leggenda, figlie di Mu sarebbero state le tribù dei Maya in America, l’Impero Uighur nell’Asia centrale e nell’Europa dell’est, e il regno dei Naga nell’Asia meridionale.
Ma, già prostrato e disgregato da tragiche attività vulcaniche e sismiche, secondo Churchward questo continente scomparve del tutto intorno al 13.000 a.C., colpito da un asteroide, durante il periodo di massimo splendore. Quando s’inabissò, un potente maremoto sconvolse la fisionomia di tutta la Terra, e Mu finì nelle profondità degli oceani con il mistero della sua civiltà.
Churchward non rivelò mai il nome del monaco, né si seppe mai nulla di queste ipotetiche tavolette di Nacaal, la cui lingua solo lui imparò e tradusse.
Nel suo libro cita anche che un certo Niven portò alla luce una raccolta di tavole.
Effettivamente, William Niven nacque nel 1850 e morì nel 1937, fu un mineralogista ed un archeologo, e nel 1911 scoprì alcune antiche rovine sotto strati di cenere vulcanica, presso una cittadina a nord di Città del Messico, Axcapotzalco.
Per più di vent’anni della propria vita si dedicò alla perlustrazione della Valle del Messico, raccogliendo oltre 20.000 reperti che portò nel suo Museo privato nella capitale messicana (poi spostato a Tampico). 2.600 di questi pezzi sarebbero stati interpretati da Churchward come segni dell’alfabeto di MU, simili a quelli riportati sulle tavole Nacaal.
Studiosi come il geologo William Niven hanno individuato nei siti messicani di Texcoco e di Haluepantla, i resti di città vecchie di 50.000 anni. Si tratta di tre città edificate l’una sull’altra che hanno tra loro resti evidenti di un diluvio e di eruzioni vulcaniche, e in questi siti sono state trovate innumerevoli statuette che raffigurano uomini con i lineamenti dell’Asia meridionale e con atteggiamenti tipicamente orientali: questi luoghi dovrebbero essere i principali siti dove si stabilirono gli uomini provenienti da Mu, siti che si trovano sepolti ad una media di nove metri sotto il terreno messicano.

 

La civiltà di Mu, oltre che dominare l’Asia, estese il suo dominio anche in America. Infatti non si contano le raffigurazioni, le leggende e le tradizioni degli antichi popoli mesoamericani, che parlano di uomini bianchi dalle lunghe barbe e dalle ampie vesti, dotati inoltre di un’avanzata tecnologia, i quali vennero in America dalla zona dell’Asia/Oceania (dove un tempo si trovava Mu), per insegnare ai nativi le arti e le scienze. Anche steli Maya riportano una migrazione da una terra nel Pacifico al Sud America, e quasi sicuramente ci si riferisce alla terra di Mu, che era situata ad ovest del Sud America.
Il continente Mu sembra essere il più importante di tutti poiché è “il continente madre” e fu coevo di Atlantide: nello stesso periodo Atlantide regnava nell’Atlantico e Mu nel Pacifico, ed erano entrambe due civiltà avanzatissime che comunicavano tra loro.
Tuttavia Mu non è nota come lo è Atlantide, forse perché non vi sono stati filosofi (come per Atlantide, di cui ci parlò Platone) a tramandarne l’esistenza e, stranamente, non ve ne è menzione neanche ne Le stanze di Dzyan.
Tuttavia per Mu abbiamo resti archeologici validi: nel 1997, nei pressi dell’isola di Yonaguni (area di Okinawa) nel mar della Cina, tra Formosa e il Giappone, sono stati scoperti resti archeologici molto importanti tra cui monumenti a terrazze, appartenente ad una civiltà sprofondata nel Pacifico di cui non si ha traccia nei libri di storia ufficiali.
Il resoconto di questa scoperta lo troviamo in Civiltà sommerse (2002) di Graham Hancock.
I resti appartenevano ad un periodo che oscilla da 4000 a 8000 anni fa, ma alcuni studiosi ritengono che risalgano addirittura a 15.000 anni fa, pertanto sprofondò prima Mu e poi Atlantide.
L’esistenza di una civiltà così evoluta spiegherebbe anche perché la Cina, fin dai tempi antichissimi, era così avanzata dal punto di vista tecnologico: i primi cinesi, nei tempi arcaici, possedevano addirittura un sismografo, costruito con un vaso ed un sistema di leve. I cinesi inventarono la carta, avevano grandi conoscenze mediche, inventarono la bussola… tutto ciò in tempi molto antichi, non a caso i cinesi ci hanno sempre stupito per le loro ingegnose invenzioni, ed oggi possiamo ipotizzare che queste conoscenze possano derivare dalla cultura di Mu.
Eppure, prima di Atlantide e prima ancora di Mu, un’altra terra vanterebbe i natali dell’umanità: Lemuria, nata per fornire un credito alla scienza, e poi esiliata a mito dalla scienza stessa.
Nell’ottocento un gruppo di geologi inglesi notò una strabiliante somiglianza tra i fossili e gli strati sedimentari dell’India e del Sud Africa, e individuò una particolare distribuzione di una razza di scimmie,i Lemuri
Venne subito elaborata la teoria di una terra emersa, un ponte che univa l’Africa, l’Asia meridionale e la penisola di Malacca, per spiegare la distribuzione di una famiglia di lemuri e di animali e piante fossili, sia in India che in Sud Africa che in Madagascar.
I lemuri sono animali notturni strettamente associati alle scimmie che non sono estinti, anzi, vivono in notevole numero in Madagascar, un’isola costituita da un altipiano che migliaia di anni fa, faceva parte di un continente, ed un biologo inglese, P.L. Slater, coniò il termine Lemuria per associazione. Originariamente questo pseudo-continente si doveva situare nell’Oceano Indiano, ma alcuni mistici pensarono di appropriarsi di questa idea, e trasferirono la localizzazione di Lemuria nell’Oceano Pacifico, che divenne quindi la misteriosa e mitica sede di una civiltà perduta.
Haeckel ipotizzò che il continente lemuriano, esistito probabilmente tra il Permiano e il Nummulitico, fosse la culla della razza umana, poiché lo riteneva la sede delle scimmie antropoidi. La discussione, dapprima solo scientifica, fu ripresa poi dalla teosofia, che asserì che il continente Lemuria fosse la dimora della terza razza madre e il luogo di origine dell’umanità.Teosoficamente parlando, l’uomo non si sviluppò a Lemuria secondo un’evoluzione, bensì attraverso un addensamento di materia che venne a formare il corpo. Ovvero: all’inizio coloro che sarebbero diventati uomini erano entità immateriali, che apparivano sulla terra con l’andare del tempo sempre più materiali e corporei.
I corpi della prima razza madre, secondo quanto dice W. Scott Elliot in “Storia della Lemuria sommersa”, erano come giganteschi fantasmi, perché i loro corpi consistevano soltanto di materia astrale. Successivamente la prima razza madre venne dotata di un rivestimento più denso, ed i corpi della seconda razza madre erano definiti eterei ed anch’essi erano invisibili alla vista.
Infine, i corpi della terza razza madre finalmente solidi erano composti di gas, liquidi e materia. Le ossa erano molli come quelle dei bambini (infatti non potevano reggersi in piedi), e solo verso la metà della loro storia poterono godere di una struttura scheletrica più consistente.
I lemuriani di questo periodo possedevano due occhi rudimentali davanti ed uno dietro (detto terzo occhio od occhio astrale), corrispondente alla ghiandola pineale che serviva come centro della vista astrale e fisica. Verso la terza sotto-razza, il corpo gelatinoso dei lemuriani si solidificò ancor di più, e divenne in seguito capace di tenere una struttura eretta e, grazie all’uso del terzo occhio e di una sporgenza nei talloni, di camminare avanti e indietro. Probabilmente verso la quinta sotto-razza si ha l’uomo lemuriano definitivo. Era alto dai tre metri e mezzo ai quattro metri e mezzo, aveva la pelle bruno giallastra, la mascella inferiore allungata e la faccia appiattita. Gli occhi piccoli, penetranti e distanti l’uno dall’altro, permettevano sia la vista in avanti che lateralmente, mentre il terzo occhio dava la vista all’indietro.
Al posto della fronte aveva un rotolo carnoso, la testa era inclinata all’indietro, le braccia erano sproporzionate rispetto alle nostre, ed aveva mani e piedi enormi. Attorno alla testa aveva dei capelli corti ed era vestito con pelli; nella mano sinistra teneva solitamente un bastone e nella destra conduceva con una corda una sorta di rettile simile al plesiosauro, quale aiuto per la caccia.
La settima sotto-razza diede origine ad una razza superiore: aveva sviluppato una sorta di fronte, la sporgenza dei talloni si era ridotta, la testa aveva una forma ad uovo, ed era diminuita l’altezza e la grandezza delle membra.
Questa razza fondò un’importante civiltà che durò migliaia di anni, e dominò gran parte del continente di Lemuria. Inizialmente i lemuriani erano muti, ma poi svilupparono un linguaggio primitivo monosillabico. Dopo la separazione dei sessi, il corpo dei lemuriani si solidificò ed iniziò a vivere in alture, dentro a capanne rudimentali: all’inizio ogni famiglia viveva in una capanna singola, poi si ritenne più sicuro vivere riuniti in comunità. Le capanne, prima costruite in legno, furono edificate con grossi massi, e le armi con cui i lemuriani attaccavano i dinosauri o si difendevano da essi, erano pali appuntiti di legno. L’agricoltura era sconosciuta, le razze lemuriane senza ossa striscianti vivevano di quello che trovavano al suolo, mentre quelle con lo scheletro evoluto mangiavano principalmente carne, ma anche bacche e noci.
Durante la sesta e settima sotto-razza, i lemuriani impararono a costruire città megalitiche e ciclopiche: le prime città si trovavano nella zona del Madagascar, ed un centro urbano famoso era situato vicino all’Isola di Pasqua. Le famose statue dell’isola, costruite nel periodo terminale dei Lemuro-Atlantidei, rappresentavano la fisionomia dei loro costruttori o dei loro antenati.
La religione dei lemuriani non era sviluppata, avevano qualche precetto morale e adoravano un’entità suprema rappresentata dal sole.
Il continente Lemuria, al contrario di quanto si diceva in ambito scientifico, assunse presso i teosofi forme ben più vaste e varie, a seconda dei periodi geologici, e sprofondò a causa di una lunga serie di cataclismi vulcanici. I lemuriani morirono soprattutto per il fuoco e per il soffocamento dovuto a gas prodotti dalle eruzioni vulcaniche, ma la distruzione del Continente non fu repentina, anzi, seguì tempi geologici. Alla fine tutto venne sommerso.
Leggenda si aggiunse a leggenda, e così Lemuria si spostò da un oceano ad un altro, ed accolse col tempo la più bizzarra progenie umana: c’è chi sostiene che fu la terra dei Giganti e dei Titani, dediti a rituali di empietà; c’è chi parla di una razza di ermafroditi che sarebbe decaduta quando scoprì la differenza sessuale; e c’è chi spinge la fantasia ancora oltre, come Helena Blavatsky, e che racconta di una razza di uomini dotata di un terzo occhio, un occhio veramente speciale, che avrebbe concesso loro poteri psichici, primo fra tutti la possibilità di vivere senza il cervello.
Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), fondatrice della “Società Teosofica”, nel 1888 sostenne che Lemuria era davvero esistita. Ne aveva letto in un misterioso libro, intitolato “Libro di Dzyan”, noto anche come “Stanze di Dzyan”, un antichissimo testo scritto ad Atlantide in una lingua ormai estinta, chiamata Senzar.
Il manoscritto racchiuderebbe tutta la storia dimenticata dell’Uomo. La Blavatsky asseriva che dei Maestri o Mahatma residenti in Tibet, le inviavano messaggi telepaticamente e, così, sarebbe venuta a conoscenza di questo libro.
Secondo lei, l’umanità è destinata a svilupparsi secondo sette razze, di cui le prime due non sarebbero state esattamente corporee, mentre la terza sarebbe stata costituita dai giganti ermafroditi che popolavano Lemuria, e la quarta fu quella degli Atlantidei, che conoscevano molto bene la Magia e le scienze esoteriche.
Entrambi i due continenti sarebbero scomparsi in seguito al continuo ricorso alla magia nera, però tra la popolazione distrutta, alcuni Grandi Inziati si sarebbero salvati, portando le loro Conoscenze segrete e ataviche per tutto il mondo. Confinata alla sfera della pseduoscienza, la teoria della Terra Cava continua ad affascinare con la sua meravigliosa leggenda tutti gli adepti dell’esoterismo: Agharti, l’Inaccessibile, il regno sotterraneo costruito da una razza eletta vissuta fra il Tibet e il Nepal, come rifugio contro le calamità naturali che in tempi antichi sconvolsero la crosta terrestre. Un dedalo infinito di cunicoli, che corrono attraverso paesi satelliti e si ricongiungono in un’immensa capitale, Shaballa, la città degli smeraldi, sepolta sotto il deserto del Gobi, dalla quale il Re del Mondo controllerebbe le scelte e il destino di tutti i re, gl’imperatori e i presidenti che si sono susseguiti nella storia.
Questo universo dentro il pianeta, sarebbe illuminato da un “Sole centrale fumoso” (stando alle parole dello scrittore Willis Emerson), e il suo portale d’accesso corrisponderebbe ad un’apertura che sprofonda nel Polo Nord. Esseri superiori popolano questo immenso impero, ancora capaci di utilizzare un’energia, il Vril, che l’uomo comune avrebbe addormentato nel corso dei secoli, un’energia che permette incantesimi degni delle fiabe (volare, leggere nei pensieri, spostare oggetti con la forza della mente…), e che stando alla leggenda può di nuovo essere risvegliata.

 

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22 dicembre 2012 6 22 /12 /dicembre /2012 23:38

Sappiamo dalla mitologia greca che le figlie di Atlante si accoppiarono con i più famosi Dei e divennero le antenate degli esseri umani, ma furono collocate in cielo col nome di Pleiadi (...)

Un po’ più in alto di Aldebaran si incontra l’ammasso aperto più noto: quello delle Pleiadi (da plein = navigare o da pleios = molte). Si tratta di un piccolo raggruppamento di stelle che rappresenta un buon test per la vista: normalmente se ne distinguono sei o sette, ma c’è chi ne ha contate 14. Interessante particolare troviamo nel "disco solare di Nebra". Un disco di bronzo e di 32 cm di diametro, con applicazioni di lamina d’oro a rappresentare il sole, la luna, e le stelle ed è la rappresentazione più antica del cosmo conosciuta ad oggi. Un gruppo di sette punti era stato già in precedenza interpretato come la costellazione delle Pleiadi come appariva 3,600 anni or sono. La spiegazione del proposito del disco getta ora nuova luce sulle conoscenze e capacità astronomiche dei popoli dell’Età del Bronzo. Ma torniamo ai nostri giorni: negli anni 70, emergeva una figura di contattista, lo svizzero Billy Meier, autore di migliaia di foto nitide e di centinaia di video di oggetti volanti non identificati che hanno diviso i ricercatori. Meier ha sempre sostenuto di essere in contatto con i Pleiadiani, personaggi dalle tipiche fattezze nordiche

 

foto di "Billy" Eduard Albert Meier tratta da it.figu.org"Billy" Eduard Albert Meier (nato il 3 febbraio 1937) è una personalità svizzera che afferma avere incontrato gli extraterrestri varie volte. "Billy" afferma di avere incontrato "Pleiadiani" (gruppo di extraterrestri) regolarmente e dice di possedere molte informazioni spirituali e filosofiche ottenute in occasione di questi incontri. Nel 1975, è stato fondato il  FIGU,: Freie Interessengemeinschaft für Grenz- und Geisteswissenschaften und Ufologiestudien. OVVERO : Libera Associazione per lo studio delle scienze di frontiera, le scienze spirituali e gli studi Ufologici allo scopo di studiare e approfondire le informazioni ricevute da  Billy Meier in seguito ai suoi ripetuti incontri con esseri extraterrestri provenienti dalle Pleiadi L'associazione si trova in "Semjase Silver Star Center". Meier afferma di avere avuto i primi contatti all'età di 5 anni, in 1942. L'extraterrestre si chiamava "Sfath" Questi contatti durano fino a 1953. Dal 1953 al 1964, la donna extraterrestre "Asket" gli rende visite. Per 11 anni, non ha avuto contatti. Il 28 gennaio 1975, ha incontrato "Semjase"  
Meier si arruola nella legione straniera, ma non per molto. Ha molto viaggiato, visitando 24 paesi in 12 anni. Nel 1965, Meier perde il suo braccio sinistro a causa di un incidente in Turchia. Nel 1966, sposa una donna greca, Kalliope; hanno tre bambini.
 Meier ha incontrato molti extraterrestri (dice che sono "uomini" simili agli uomini del nostro mondo). Afferma di aver parlato con loro sia direttamente che per telepatia. Quest'uomini delle Pleiadi si chiamavano Ptaah, Semjase, Quetzal, e Pleija. Gli avrebbero permesso di provare un'arma extraterrestre su un albero e gli avrebbero dato campioni di un metallo extraterrestre. Queste parti di metallo sono scomparse ed un esame non è ancora possibile.

Semjase - Schizzo realizzato da un membro della FIGU sulla base degli schizzi originali realizzati dai Plejarani stessi

I Pleiadiani che hanno contattato Billy Meier sono esseri umani come noi, fatta eccezione per la loro tecnologia che è più avanzata della nostra di circa 10.000 anni. La loro spiritualità avanza la nostra di circa 22 milioni di anni. La loro vita media, grazie alle migliori condizioni di vita, alle scienze mediche e non solo a questo, è di ben 1000 anni.
Il motivo principale della missione dei Pleiadiani è di diffondere la verità su questi temi importantissimi. I Pleiadiani si sentono in parte responsabili delle azioni compiute sulla terra dai loro progenitori in passato.
A causa di queste azioni, oggi la verità sugli scopi della nostra esistenza è stata quasi completamente dimenticata e distorta. Allo stesso modo anche la verità sulle nostre origini, ed il vero scopo della loro missione è quello di riparare agli errori commessi in passato. Essi risiedono su un pianeta di nome Erra posto nel sistema delle Pleiadi nella costellazione del Toro.
Il loro pianeta è simile al nostro, ma si trova in una dimensione spazio-temporale diversa dalla nostra, collocata di una frazione di secondo più avanti rispetto a noi. Questo purtroppo per noi è un concetto di difficile comprensione, ma che tuttavia alcuni scienziati più avanzati già ne hanno fatto menzione. Le Pleiadi così come le vediamo noi, ovvero nella nostra dimensione, sono stelle giovani e non adatte ad ospitare la vita umana.
Sul loro pianeta vivono in pace da ormai 50.000 anni e fanno parte di una federazione pacifica assieme a molte altre razze di altri pianeti, tuttavia sono dotati di armamenti potentissimi che usano solo a scopo difensivo.
Il loro alto grado evolutivo li spinge a non intervenire mai nell'evoluzione di un pianeta. E' per questo motivo che non ci salveranno mai dai nostri gravi problemi, come ad esempio le guerre, la sovrappopolazione, le carestie,ecc..
Alla stessa maniera non si presenteranno mai per interferire nelle nostre decisioni, giuste o sbagliate che siano, poiché siamo solo noi gli unici responsabili del nostro destino. Il loro compito è quello di insegnarci le vere regole dell'esistenza in modo che noi, ed esclusivamente noi, possiamo risolvere i nostri problemi da soli.
Secondo le informazioni ricevute da Billy Meier dai Pleiadiani fino ad oggi lui è la sola persona da loro contattata. Chi afferma di avere contatti fisici o spirituali con questi esseri umani provenienti dalle Pleiadi afferma il falso.

 

A documentazione delle straordinarie esperienze di contatto di Billy Meier, vi sono video, diapositive e campioni sonori originali riguardanti velivoli extraterrestri , analizzati e giudicati autentici da alcuni dei più rinomati esperti e scienziati mondiali dei rispettivi settori, quali ad esempio Jim Dilettoso (analista fotografico e consulente NASA), M. Malin (tra i responsabili presso la NASA del progetto Mars Global Surveyor), Wendelle C. Stevens (ex tenente-colonnello dell'US Air Force), Marcel Vogel (ingegnere chimico, direttore dei laboratori IBM, detentore di 32 brevetti e "padre" del floppy disk. 

  
  

Luigi Della Chiesa chiude un suo lungo ed interessante articolo scrivendo: Intorno alla vicenda Meier si è costituita un Associazione la quale prende il nome di FIGU, essa è l'unica che tiene le relazioni con Meier e per suo conto gestisce tutti i diritti sul materiale che il contattista ha raccolto a partire dagli anni 70 ad oggi, un archivio unico al mondo, foto comprendenti i negativi, filmati, audiocassette, scritture originali di tutti gli appunti di Meier, gli scettici ritengono che il tutto vada verso la speculazione del materiale, per far soldi facili, a me sembra invece che molti abbiano invece cercato di speculare sulla sua persona. Fortunatamente lui lo ha capito in tempo per isolarsi e vivere i suoi prossimi anni insieme alla sua famiglia in serenità e pace lontano dagli avvoltoi che iniziavano a suo tempo a girargli intorno. Ma il caso Meier dopo 27 anni fa discutere ancora il mondo ufologico, e solo un uomo può conoscere indiscutibilmente la verità, quell'uomo si chiama Eduard Meier ed il caso rimarrà ancora aperto per molti lunghi anni, a noi non rimane altro che cercare, cercare di capire un uomo.

Se volete studiare il caso Meier dovete necessariamente partire dall'attenta consultazione del sito dell'associazione FIGU : http://it.figu.org/


 

COSA SAPPIAMO DEGLI UOMINI DELLE PLEIADI

Le Pleiadi sono un ammasso stellare composto da sei o sette pianeti. Fanno parte della costellazione del Toro e la loro distanza è di circa 500 anni luce. Il caso più sensazionale della comparsa della costellazione delle Pleiadi è accaduto a John Spencer, trafficante di armi, nel monastero di Tuerin, in Mongolia, nel 1920, quando era ospite dei monaci tibetani. Un mattino, mentre si aggirava nei giardini, vide una scala di pietra che portava verso una caverna, ostruita da una specie di porta. Vi entrò e si trovò in una specie di sala ottagonale, e su una parete vi erano raffigurate le costellazioni del Toro. Su un'altra parete vide le costellazioni delle Pleiadi. In questo antro, illuminate da una luce verde fosforescente, scorse una fila di bare, in cui giacevano tre cadaveri. Uno era di un monaco buddista, l'altro di una donna, il terzo era un essere che indossava una tuta d'argento, un casco, e al posto degli occhi due grandi fanali che sprigionavano una luce abbagliante. Il mattino dopo, un monaco lo accompagnò in una sala identica a quella vista il giorno prima: vi erano 15 piccole bare e in una l'essere con la tuta d'argento. Alle domande di Spencer, il monaco rispose: "Quest'essere era un grande maestro venuto dalle stelle". Le uniche spiegazioni logiche dell'episodio si rifanno alle ipotesi più tipiche dell'archeologia spaziale: visitatori stellari discesi sulla Terra in tempi antichi. A quanto sembra i Pleiadiani avrebbero un aspetto umano, alti, biondi o bruni, e molto simile a noi terrestri. I Pleiadiani sembrano essere gli alieni maggiormente percepiti telepaticamente dai channelers, da cui riceverebbero numerosi messaggi di stampo apocalittico/spirituale. Secondo alcuni contattisti, i Pleiadiani sarebbero riconducibili agli angeli dell'Antico Testamento, e farebbero parte di una confederazione galattica di civiltà ultra evolute, il cui principale esponente sarebbe Ashtar Sheran. I loro principali nemici sarebbero umanoidi con la pelle olivastra e gli occhi a mandorla conosciuti 
familiarmente con il nome di "uomini in nero", oltre ai rettiliani (o homo-saurus). Principale esponente del contattismo con i Pleiadiani è Billy Meier, che in tre volumi ("Anni luce" 1987, "Contatti dalle Pleiadi" 1990, "Messaggio dalle Pleiadi") ha raccontato le sue esperienze. Secondo alcuni contattisti, i Pleiadiani gestirebbero sulla Luna circa 340 basi dislocate nel sottosuolo, vere e proprie città sotterranee. Assieme ad altri alieni gestirebbero inoltre basi su Marte, Ganimede, e sulla stessa Terra allo scopo di controllare l'operato dei terrestri. Comunque il mistero dei Pleiadiani - che secondo alcuni studiosi avrebbero basi anche nei poli e per questo vengono detti anche "Polariani" - resta ancora oggi irrisolto e avvolto nel più fitto mistero. (Gabriele Zaffiri)


Nel suo libro "Bringers of the Dawn", la Marciniak afferma che i nordici Pleiadiani sarebbero intenzionati a mettere in atto uno "sfollamento" del pianeta di proporzioni titaniche, quando giungerà il momento della crisi. "Noi stiamo vegliando sulla minaccia di uno spostamento dei poli nel corso della vostra generazione", dicono i Pleiadiani. "Questo porterebbe ad una situazione planetaria in cui nessuno potrebbe sopravvivere. Diventerà necessaria l'evacuazione... Le nostre velocissime astronavi di soccorso saranno in grado di avvicinarsi abbastanza da emettere i raggi di levitazione... ovunque si renderà necessario, gli umani verranno sollevati e fatti levitare verso le nostre navette spola, che come dei taxi trasferiranno le persone sulle astronavi madri stazionanti negli strati più alti 
dell'atmosfera, dove ci sono spazio e vettovagliamenti per ospitare e nutrire milioni di persone". Tale operazione non andrebbe identificata quindi come una sorta di "scelta degli eletti" a carattere religioso, quanto una specie di "protezione civile" di stampo galattico.

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13 dicembre 2012 4 13 /12 /dicembre /2012 23:30

 

 


Foto di un Mapinguari

l Mapinguari è un gigante terra bradipo-come creatura di leggenda popolare, simile al mostro di Loch Ness, Bigfoot o Chupacabra, ed è noto per vivere nella giungla amazzonica del Sud America. Tuttavia, il Mapinguari è normalmente non associata con l'Australia.Secondo le leggende locali, il Mapinguari, un grande, notturno, dai capelli rossi mostro con un fetore disorientante, vaga per la giungla amazzonica del Brasile. La gente del posto descrivere il Mapinguari come in piedi circa due metri di altezza, quando sulle zampe posteriori.

È interessante notare che i suoi piedi sono rivolti all'indietro, ed è riferito in grado di lacerando palme con i suoi artigli di grandi dimensioni. Sebbene la maggior parte degli scienziati respingere il Mapinguari come mito, alcuni, tra i quali ornitologo David Oren, ritengono che il Mapinguari può effettivamente esistere. Essi ipotizzano che potrebbe essere un superstite bradipo gigante simile al Mylodon, generalmente si pensa di si sono estinte circa diecimila anni fa.Non sarebbe del tutto senza precedenti alla scoperta di un esemplare vivente di una specie ritenuta estinta per un periodo così lungo. Nel 1972, il Dr. Ralph Wetzel scoperti esemplari viventi della Pecari Chacoan, un parente stretto di suini e cinghiali, mentre in una spedizione al Gran Chaco. Prima della sua scoperta, l'unico esempio di questo tipo di pecari erano venuti da resti fossili, e sono stati generalmente considerati si sono estinte circa diecimila anni fa.

La criptozoologia, è lo studio di animali di cui non si ha la reale prova della loro esistenza cioè di tutti quegli esseri viventi che sono stati nominati leggende come il mostro di loch ness o il chupacabras, di loro si hanno soltanto avvistamenti o prove circostanziali della loro esistenza come la parola di poche persone nel caso di nessy (il mostro di loch ness) o segni dei loro passaggi come nel caso del bigfoot o del già citato chupacabras, per il bigfoot fino a poco tempo fa si aveva solo l’avvistamento di poche persone e il ritrovamento di grandi impronte di piede nel sottobosco, ma di recente si è avuto un avvistamento filmato anche se molto sfocato, il video mostra un essere, un incrocio tra una scimmia e un uomo, di enormi dimensioni che si trovava ai margini del bosco ma dal video non si capisce se è un essere reale o un ottimo scherzo attuato da dei burloni;

la legenda del chupacabras (foto di fianco) invece è nata in Messico dopo la strana uccisione di alcuni animali domestici o di allevamento, in pratica le capre, principali prede del chupacabras, venivano dissanguate o mutilate, come è possibile dedurre dal disegno qui di fianco il chupacabras è in bilico tra i criptozoologi e gli ufologi, non solo non si è avuta ancora prova della sua esistenza ma molti pensano che sia un E.T. famelico che giri per i paesaggi messicani.

Non si è mai trovato nessuna prova, non si è mai potuto studiare nessun "animale mitologico", non si è neanche mai trovato il cadavere o i resti di questi animali.

Chi studia questi esseri sono i criptozoologi in pratica sono i c.s.i. del regno animale con l'unico risultato che raramente trovano il "colpevole", o almeno così credevo, le specie animali scoperte negli ultimi 50 anni sono più di un centinaio, è anche vero che la maggior parte non sono altro che una razza diversa della stessa specie ma è pur sempre un punto a favore dei criptozoologi.

Comunque per logica se si avrebbero le notizie necessarie del chupacabras non sarebbe più studiato dai criptozoologi ma dagli zoologi, con questo pensiero voglio farvi capire che un po’ tutti gli animali, chi più facilmente chi meno, sono stati sottoposti a studi da primitivi criptozoologi, come è capitato per il Mesonychoteuthis hamiltoni, da non confondere con il calamaro gigante, nell’ultima parte del secolo scorso, prima si sono avuti degli avvistamenti ma niente di concreto fino a quando non si sono avuti dei ritrovamenti di alcuni esemplari morti arenati sulla spiaggia, poi nel 2004 un gruppo di pescatori neozelandesi arpionano una femmina di Mesonychoteuthis hamiltoni intenta come loro a pescare, anche se ancora immatura, quindi si può quasi definire un cucciolo, le sue dimensioni superano di gran lunga quelle del più grande calamaro gigante mai ritrovato, facendo diventare la sua specie la più grande tra i cefalopodi lo studio di presunti esseri marini è molto più difficoltoso in quanto è difficile reperire prove nel fondo dell’oceano.

La criptozoologia quando si fonde con la storiografia si può studiare la vita degli animali estinti, certo raramente si può studiare ogni minimo particolare della vita degli animali estinti ma ci si può andare molto vicino, si possono conoscere le loro abitudini alimentari dai denti o se erano animali notturni o diurni dalla conformazione degli occhi (cioè se sono animali abituati al buio o meno).

In ogni caso per essere un criptozoologo devi non solo amare gli animali ma anche avere una mente molto aperta e deduttiva, la prima per poter credere alle persone che ti riferiscono di avvistamenti di esseri mai visti prima e la seconda per poter seguire le tracce che i vari animali lasciano ad ogni loro passaggio e saper distinguere quelle di animali già conosciuti da quelli non.

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8 novembre 2012 4 08 /11 /novembre /2012 21:18

Non capita spesso  che gli scienziati sono disposti a discutere apertamente della possibilità di vita extraterrestre. 

 Secondo un famoso professore di astronomia c'è un motivo per cui la maggior parte degli scienziati evita l'argomento - questo per il semplice fatto che esso è censurato! 

Anche se il grande pubblico abbraccia le idee di vita extraterrestre, la scienza dovrebbe evitare questo argomento, non importa quanto sia forte l'evidenza, anche se attraverso una congiura del silenzio.

  Si tratta di una dottrina non scritta della scienza che  dice  che la vita extraterrestre non potrebbe esistere nelle nostre immediate vicinanze, o, che se la vita tale esistesse, non potrebbe avere una connessione con la Terra.

http://www.messagetoeagle.com/images/etlifecensored2.jpgIl Prof. N. Chandra Wickramasinghe è nato a Colombo, Sri Lanka, il 20 gennaio 1939, ha studiato astrofisica all'Università di Cambridge, dove è stato allievo di Hoyle.

Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1963 e un Sc.D. nel 1973, e presso la facoltà di Cambridge. Ora è un professore di matematica applicata e astronomia presso la University College, Cardiff, Galles. Lui è un esperto nell'uso di astronomia infrarossa per studiare la materia interstellare.

"Il mio coinvolgimento personale in questo campo risale al 1970 quando, insieme con il compianto Fred Hoyle, che stava indagando la natura della polvere interstellare.

    In questo lasso di tempo per le molecole organiche nelle nubi interstellari si stavano accumulando ad un ritmo velocissimo, ed i grani di polvere interstellare che  fino ad allora si pensavano fossero composti da ghiacci inorganici sono stati evidenziati da noi come contenitori di complessi polimeri organici di possibile provenienza biologica.

  Queste scoperte è stata una sorpresa per gli astronomi, e per lungo tempo la conclusione fu contrastata e che tali molecole possono avere una rilevanza per la vita sulla Terra, "dice il professor Wickramasinghe.

Hoyle e Wickramasinghe sono stati tra i primi scienziati a creare un collegamento tra molecole organiche complesse in nubi interstellari e la vita sulla Terra.
  "Il mio primo sentore di qualsiasi censura relativa alla vita extraterrestre è venuto quando abbiamo fatto il salto intellettuale prebiology nello spazio di una vera e propria biologia  fuori dalla Terra."

    Capimmo che cominciando ad  esplorare l'ipotesi che i grani interstellari  non erano solo i polimeri organici abiotici, ma anche le cellule batteriche in vari stadi di degradazione,   abbiamo fatto una previsione, cioe' che la polvere interstellare nella regione infrarossa dello spettro doveva avere la firma dei batteri.

La domanda per l'osservazione di questo progetto fatta da mio fratello Dayal T. Wickramasinghe a ANU e David Allen è stata regolarmente respinta come "priva di valore scientifico", spiega il professor Wickramasinghe. "Dopo il 1982, quando le prove per la vita cosmica e panspermia acquisto' una base potenzialmente valida , infinite pubblicazione che erano fino ad allora prontamente disponibili diventarono improvvisamente censurate e chiuse.

    Con la scoperta inattesa che le comete hanno una composizione organica le questioni sulla panspermia e altri argomenti connessi è stata decretata tabù da tutte le riviste rispettabili e le istituzioni. "

Wickramasinghe ritiene che questa campagna di rifiuti espliciti e la censura potrebbe essere stato avviato tra il 1962 e il 1965 quando i microrganismi sono stati effettivamente recuperati dalla stratosfera usando palloncini volati ad altezze tra i 20 ei 43 km.

  "Questo importante lavoro pionieristico, effettuato dalla NASA agli albori dell'era spaziale, probabilmente ha fatto suonare i campanelli d'allarme alle autorità competenti che hanno dovuto reagire, ed hanno reagito come  hanno sicuramente fatto.

  Mi è stato detto da Leslie Hale, uno scienziato atmosferico presso la Penn State University che questo interessante programma di lavoro è stato improvvisamente fermato a causa della mancanza dei fondi. Nulla di più è stato detto, "dice il professor Wickramasinghe.

  Quando Hans Dieter Pflug, un collega del professor Wickramasinghe ha studiato il meteorite Murchison, ha scoperto una vasta gamma di strutture organiche stranamente simili ai microrganismi terrestri Hans Pflug è stato invitato a Cardiff e ha tenuto una conferenza, introdotta da Fred Hoyle, che ha lasciato il pubblico senza parole. 
Riesame recente Richard B Hoover meteorite di Murchison microfossili conferma Hans Pflug scoperte.

  "Utilizzando lo stato dell'arte della tecnologia Hoover conclude che i fossili microbici senza ambiguità esistono in grande profusione. Il clamore che ha salutato questa nuova pubblicazione, con condanna vocale da riviste scientifiche e da capi della NASA, dimostra che tattiche precedenti di rifiuto da parte di silenzio sono stati sostituiti da ranting stridenti e anche insulti personali.

http://www.messagetoeagle.com/images/etlifecensored.jpg                                      C'è vita su altri pianeti? La gente vorrebbe sapere, ma gli scienziati non parlano!

Il  Professor Wickramasinghe è stato recentemente licenziato dal suo posto di lavoro e criticato per il suo sostegno della rivendicazione della vita aliena su Hoover.

  Si deve aggiungere che la ricerca del professor Wickramasinghe ha affrontato solo l'argomento della  vita extraterrestre microbica. Si può immaginare che cosa accadrebbe se gli scienziati improvvisamente iniziassero a discutere in questioni pubbliche relative all'esistenza di tecnologie avanzate o di  vita extraterrestre intelligente.

 
L'Universo avrà sempre la sua ultima parola.

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4 novembre 2012 7 04 /11 /novembre /2012 21:56
La Biblioteca di Alessandria
Alessandria d'Egitto fu fondata nel 332 avanti Cristo per volere d'Alessandro Magno.
Dopo la sua morte, il Regno d'Egitto, toccò in sorte ad una dinastia straniera, quella dei Tolomei, di Macedonia, i quali regnarono rispettando la religione, i costumi, gli usi, le tendenze e persino le classi egiziane. Essi, infatti, si comportarono come se fossero stati re nazionali e si preoccuparono di accrescere la prosperità e lo splendore del loro Stato.
Sotto il loro dominio, Alessandria, che era stata scelta a capitale del regno, diventò il centro del commercio internazionale. Gli scambi marittimi si svilupparono, a tal punto che Tolomeo I, fece erigere un enorme Faro, affinché le numerose navi presenti nel porto, non si urtassero violentemente l'uno contro l'altra. 
Per suggerimento del filosofo greco Aristotele, inoltre, fece costruire ad Alessandria d'Egitto una biblioteca chiamata "Bruchium": questo luogo doveva contenere la linfa del Sapere, fu proprio da questo amore sconfinato per la conoscenza, che Tolomeo I mandò in giro per il mondo, i suoi uomini, alla ricerca di tutto ciò che capitava loro sotto mano, che ritenevano interessante. 
La Biblioteca reale di Alessandria fu la più grande e ricca biblioteca del mondo antico ed uno dei principali poli culturali ellenistici. La Biblioteca di Alessandria fu costruita intorno al III secolo a.C. durante il regno di Tolomeo II Filadelfo. Questo polo culturale, annesso al Museo, era gestito da un προστάτης (sovrintendente), ruolo di grande autorità. Il sovrintendente era nominato direttamente dal re, il primo filologo ad occupare tale carica fu Zenodoto di Efeso. Questi dirigeva una squadra di preparatissimi grammatici e filologi che avevano il compito di annotare e correggere i testi delle varie opere. Di ciascuna opera si redigevano delle edizioni critiche, che venivano poi conservate all’interno della Biblioteca. Si suppone che al tempo di Filadelfo i rotoli conservati fossero circa 490.000, quando non bastò più lo spazio, venne costruita una seconda struttura, la Biblioteca del Serapeo. 
Il "Bruchium", che rimase la maggiore biblioteca d'Egitto, ebbe sempre degli illustri bibliotecari: tra questi ricordiamo il grammatico Aristofane di Bisanzio e il suo discepolo Aristarco di Samotracia; conteneva più di settecentomila rotoli di papiro provenienti da tutto il mondo conosciuto (Mediterraneo e Medio Oriente) con una predominanza della cultura greca ed egiziana. Va ricordato poi, che Eratostene, "professore" in Alessandria d'Egitto, più di duemila anni fa, senza neppure uscire dai confini della propria patria, riusciva a misurare la circonferenza della Terra. Scrisse di filosofia, di teatro e di poesia. 
Gli studi che lo resero celebre furono quelli di matematica e di geografia. Tracciò, con una discreta approssimazione, la prima carta geografica completa delle terre abitate e, poiché era convinto della sfericità della Terra, sostenne la possibilità di giungere dalla Spagna all'India navigando verso ovest. 
Fonti antiche e moderne identificano quattro possibili occasioni dove sarebbe potuta intervenire una distruzione parziale o totale della Biblioteca:
L'incendio del 48 a.C. di Giulio Cesare;
L'attacco di Aureliano intorno al 270 d.C.;
Il decreto di Teodosio I del 391 d.C.;
La conquista araba del 642 d.C.
Fonti più tarde narrano che nel 642 il generale Amr ibn al-As, comandante delle truppe arabe che avevano appena conquistato l'Egitto, distrusse la biblioteca di Alessandria e i libri in essa contenuti su ordine del califfo Omar.
Abd al-Latif (1162–1231) afferma che la biblioteca fu distrutta da Amr, su ordine del terzo Califfo Omar. Il racconto è riportato anche da Al-Qifti (1172-1248) nella Storia degli Uomini Dotti: si ritiene che sia questo il testo su cui Bar Hebraeus basò la sua versione della storia.
La più lunga versione del racconto è rintracciabile nella Historia Compendiosa Dynastiarum, opera dell'autore Siriano di religione Cristiana Bar-Hebraeus (1226-1286), anche noto come Abu'l Faraj. L'opera fu tradotta in arabo e fu integrata da materiale proveniente da fonti arabe, come si è specificato precedentemente. 
Nel testo racconta che un non meglio identificato "Ioannes Grammaticus" chiese a Amr che fare con i "libri nella biblioteca reale". Amr scrisse a Omar per averne istruzione, e "Il califfo rispose: «In quei libri o ci sono cose già presenti nel Corano, o ci sono cose che del Corano non fanno parte: se sono presenti nel Corano sono inutili, se non sono presenti allora sono dannose e vanno distrutte». Gli Arabi perciò bruciarono i libri per alimentare le caldaie dei bagni per i soldati ed essi bastarono per sostenere il fuoco per sei mesi"
Al-Maqrizi (1364 – 1442) menziona brevemente il racconto, parlando del Serapeo. In analogia con questo racconto, Ibn Khaldun (1332 - 1406) riporta che Omar ordinò la distruzione dei libri delle biblioteche dell'impero persiano appena conquistato.
Nel 1713 il monaco Eusèbe Renaudot giudicò il racconto della distruzione della biblioteca ad opera degli arabi falso; nei secoli, altri studiosi condivisero le conclusioni di Renaudot: Edward Gibbon nel XVIII secolo, Alfred J. Butler nel 1902, Victor Chauvin nel 1911, Paul Casanova e Eugenio Griffini nel 1923.
Se Renaudot ha ragione significa che molti documenti che fino ad ora erano stati ritenuti persi per sempre in realtà sono stati tratti in salvo da e probabilmente conservati dagli Arabi. 
Quando ci fu l'ultimo incendio scaturito dalla furia purificatrice dei califfi omayyadi c'erano due ale della biblioteca: quella aperta a tutti e quella privata riservata ai gran sacerdoti discendenti di Tolomeo. In quest'area erano stipati tutti gli scritti che trattavano di esoterismo, cronache antidiluviane e poemi epici considerati "potenti". Benissimo, quando ci fu l'incendio gran parte di questi testi fu salvata dalla fuga anzitempo dei sacerdoti che fondarono poi sotto il falso nome di Hermes Trismegisto la Massoneria Egizia 
I Templari
Nel 1096 fu indetta la prima crociata. In quell'epoca le strade della Terrasanta erano percorse da pellegrini provenienti da tutta Europa, che venivano spesso assaliti e depredati. Per difendere i luoghi santi e i pellegrini nacquero diversi Ordini religiosi. Intorno al 1118-1119 un pugno di cavalieri decise di fondare il nucleo originario dell'Ordine Templare, dandosi il compito di assicurare l'incolumità dei numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare Gerusalemme e assegnandosi anche la missione morale di riscattare il sangue che era stato versato lungo il cammino delle truppe europee. L'Ordine venne ufficializzato nel 1129, assumendo una regola monastica, con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle. Il doppio ruolo di monaci e combattenti, che contraddistinse l'Ordine Templare negli anni della sua maturità, fu sempre fonte di perplessità in ambito cristiano. 
Jacques de Molay, ultimo gran maestro
L'ordine Templare si dedicò nel corso del tempo alle attività finanziarie, gestendo i beni dei pellegrini e arrivando a costituire il più avanzato e capillare sistema bancario dell'epoca. Cresciuto nei secoli in potere e ricchezza, l'ordine si fece nemico il re di Francia Filippo il Bello e andò incontro, attraverso un drammatico processo, alla dissoluzione definitiva tra il 1312 e il 1314.
Ma forse ci fu qualcosa d'altro dietro la persecuzione e lo sterminio dei cavalieri templari? Qualcosa di segreto e importante che coinvolse le alte sfere del Vaticano e che accomuna il destino dell'Ordine a quello dei Catari. 
Nel 1209 un esercito papale di 30.000 soldati al comando di Simon di Montfort calò sulla regione della Linguadoca. Erano stati mandati a sterminare la setta ascetica dei Catari (i Puri) che, secondo il Papa e Filippo II Re di Francia, erano eretici. Il massacro, durato 35 anni, costò decine di migliaia di vite umane e culminò con l'orrendo eccidio al seminario di Montségur, dove oltre 200 ostaggi furono bruciati sul rogo nel 1244. In termini religiosi la dottrina dei catari era essenzialmente gnostica: erano persone dotate di grande spiritualità e credevano che lo spirito fosse puro, ma che la materia fisica fosse contaminata. Sebbene le loro convinzioni fossero poco ortodosse, il timore del Papa in realtà era causato da qualcosa di molto più minaccioso. 
Si diceva che i Catari fossero i custodi di un grande e sacro tesoro, associato ad un'antica e fantastica conoscenza. La regione della Linguadoca corrispondeva sostanzialmente a quello che era stato il regno ebraico di Septimania nell'VIII secolo, sotto il merovingio Guglielmo de Gellone. Tutta la zona della Linguadoca e della Provenza era impregnata delle antiche tradizioni di Lazzaro (Simone Zelota) e di Maria Maddalena e gli abitanti consideravano Maria la "Madre del Graal" del vero cristianesimo occidentale. 
Ai pari dei Cavalieri Templari, i Catari erano apertamente tolleranti verso la cultura ebraica e musulmana e sostenevano anche l'uguaglianza dei sessi. Come livello di apprendimento e di educazione, i Catari erano tra i più colti nell'Europa di quel periodo, permettendo uguale accesso all'istruzione ai ragazzi e alle ragazze. Di tutti i culti religiosi nati in epoca medievale, il catarismo era il meno minaccioso, ma la tradizione sviluppata in Provenza, già dal I secolo, sulla storia dei discendenti di Gesù alla Chiesa romana non piaceva. Al pari dei Cavalieri Templari, i Catari non volevano assolutamente sostenere la tesi che Gesù fosse morto sulla croce. Si riteneva così che possedessero sufficienti informazioni attendibili per smentire clamorosamente la storia della crocifissione. C'era soltanto una soluzione per un regime disperato che aveva paura di perdere credibilità. Dalla Chiesa di Roma fu impartito un ordine: "Uccideteli tutti". Era l'inizio della perscuzione che avrebbe colpito i Templari di lì a breve.
Le battaglie intraprese con gli arabi e la ristrutturazione del Tempio di Salomone permisero ai templari di venire a contatto con conoscenze segrete, retaggio della storiografia antica. Noi crediamo che i Templari scoprirono tra le rovine del Tempio di Salomone archivi di antichi rotoli e documenti della Biblioteca di Alessandria che gli Arabi portarono via prima della distruzione della stessa nel 642 d.C., narranti delle origini dell'uomo, della storia di Atlantide e dei Rettiliani e della vera natura del Cristo e della sua storia. Oltre a ciò recuperarono antichi reperti tecnologici antichi, quali l’Arca dell’Alleanza che custodirono gelosamente. 
I Cavalieri Templari, si ritiene avessero rinvenuto anche documenti relativi alle "Leggi divine dei numeri, dei pesi e delle misure", sostanzialmente quei segreti architettonici e tecnologici della civiltà atlantidea attraverso i quali furono possibili costruire le piramidi egizie/maya e tutti i complessi architettonici megalitici per i quali nemmeno con le conoscenze e con le tecnologie attuali è possibile replicarne oggi i risultati. Di questi documenti rinvenuti sotto le rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme i Templari li avrebbero fornito delle copie agli esponenti delle logge di costruttori e scalpellini in Europa affinché si adoperassero nella costruzione di quei capolavori architettonici che sono le cattedrali gotiche francesi. Le corporazioni di liberi muratori prescelti dai Templari si evolveranno poi nelle logge massoniche operative attive dal XII sec. d.C.
Vorrei a tale proposito focalizzare la vostra attenzione tra le profonde analogie archittettoniche esistenti tra l’originario progetto del Tempio e le principali cattedrali gotiche sorte in Francia dopo l’avvento del potere dei Templari, cattedrali, ricordiamolo ancora una volta, progettate e costruite dalle prime logge massoniche operative sulla base dei documenti rinvenuti dai Templari.
In tutte le cattedrali gotiche sono riconoscibili le due torri campanili che richiamano le colonne poste all’ingresso del tempio conosciute in ambito massonico come Jachim e Boaz.

Cattedrale di Parigi
Cattedrale di Chartres


Tempio di Salomone
Queste cattedrali contengono un insieme di elementi misterici. Le cattedrali gotiche sono dei veri e propri libri di pietra, costruite per tramandare straordinarie conoscenze che solo poche persone iniziate a simboli ed a codici particolari avrebbero potuto comprendere. Infatti la grandiosità, l'imponenza e tutta una serie di misteri non risolti hanno fatto diffondere attorno alle cattedrali gotiche numerose leggende legate a figure ed oggetti leggendari della storia del Cristianesimo, dai Cavalieri Templari al Santo Graal. 
Furono costruite improvvisamente in Europa, intorno al 1128 (cattedrale di Sens), proprio dopo il ritorno dei Cavalieri Templari dalla Terrasanta, con una maestria costruttiva tecnica e architettonica completamente diversa dalle precedenti chiese romaniche. Una dopo l'altra, sorsero le cattedrali di Evreux, di Rouen, di Reims, di Amiens, di Bayeux, di Parigi, fino ad arrivare al trionfo della cattedrale di Chartres. I piani di costruzione e tutti i progetti originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale sia per i tecnici, come per gli architetti del tempo, ad esempio, possiamo vedere come i contrafforti esterni esercitino una spinta sulle pareti laterali della navata, e così facendo il peso, anziché gravare verso il basso, viene come spinto verso l'alto, e tutta la struttura appare proiettata verso il cielo. Le Cattedrali inoltre sono tutte poste allo stesso modo: con l’abside rivolto verso est, cioè verso la luce del sole che sorge, e sono tutte dedicate a Notre Dame, cioè a Maria Maddalena e non come ritenuto dalla maggior parte delle persone alla Vergine Maria, Madre di Dio, anche se unite insieme da un ipotetica linea formano esattamente il disegno della costellazione della Vergine sulla mappa della Francia. 


L'eredità Templare e la Massoneria

L'Ordine dopo la definitiva perdita di Acri e degli Stati Latini in Terra Santa nel 1291 si avviava al tramonto: la ragione fondamentale per la quale era nato, due secoli prima, era ormai venuta meno. Il suo scioglimento, tuttavia, non fu mosso per via ordinaria dalla Santa Chiesa, ma attraverso una serie di accuse infamanti esposte dal re di Francia Filippo IV il Bello, desideroso di azzerare i propri debiti e impossessarsi del patrimonio templare. Le accuse che investirono il Tempio erano infamanti: sodomia, eresia, idolatria. Vennero in particolare accusati di adorare una misteriosa divinità pagana, il Bafometto.
L'origine del nome deriva da due parole greche Baphe e Metis. Le due parole insieme significherebbero "battesimo di saggezza". Se tradotto secondo il cifrario di Atbash (scoperto dallo studioso Schonfield), l'origine del termine sarebbe Sophia, la parola greca per "saggezza" corrispondente peraltro alla verità per gli gnostici. La testa, le corna e la torcia insieme prendono la forma di un Fleur de lys, quello stesso simbolo mariano utilizzato dalle monarchie francesi merovingie, diretti discendenti di Maria Maddalena e Gesù Cristo. 

Il Bafometto


E' la setta degli Assassini prima ancora dei Templari ad adorare il Bafometto. Questa gente era entrata in possesso di alcuni segreti sulle origini dell'umanità, di Cristo e dell'Islam e utilizzavano questi segreti per i loro scopi politico-militari L'indagine dei Templari portò questi ultimi a colloquiare spesso con la Setta degli Assassini e attraverso essi vennero a conoscere diversi segreti occulti sulle origini del mondo e sui poteri esoterici oltre che le verità sulla vera natura del Cristo. I rapporti tra Templari e Assassini furono estremamente amichevoli e questo divenne motivo di sospetto nella chiesa e si trasformò ben presto in un capo di accusa durante il processo ai Templari. 
Quali informazioni ottenero i Templari dagli Assassini non fu mai scoperto neanchè durante gli interrogatori dell'Inquisizione, ma alcune prove sono descritte nella corrispondenza tra il gran maestro Roncelin de Fos (Maestro di Provenza) e Richard de Vichiers. 
In qualsiasi caso i Templari trasferirono le verità simboleggiate nel Bafometto, che per i Templari corrisponde alla Sophia, ovvero alla conoscenza di una verità gnostica completamente opposta alla verità promulgata dalla Chiesa Cattolica. L'adorazione del Bafometto e la conoscenza del vero nome di Satana, che assume quest’ultimo nella accezione templare quelle caratteristiche degli Enkiliti atlantidee, interpretati come avversari degli Enliliti altrettanto divinizzati dagli ebrei, e del Lucifero portatore di luce, ossia conoscenza, all’umanità e della natura del Cristo come profeta il cui obiettivo era insegnare all’umanità la “giusta via” o “Nuova Alleanza” tra il divino Annunaki e l’uomo al fine di superare la prova finale profetizzata nell’apocalisse, furono gli aspetti che più di tutti preoccuparono la chiesa a rischiare di perdere il proprio potere.
La leggenda dice che, prima di morire, il Gran Maestro dei Templari avesse convocato davanti al Tribunale di Dio il Papa entro 40 giorni e il Re di Francia Filippo IV il Bello entro l'anno. Trentasette giorni dopo il supplizio morì Clemente V. Otto mesi dopo fu la volta di Filippo. 
I Cavalieri furono perseguitati in tutta Europa dalla Chiesa e massacrati dall'Inquisizione che voleva cancellare così quella pericolosa verità sulle origini del genere umano e sulla vera natura del Cristo che i Templari custodivano e che avrebbe potuto distruggere il fondamento del potere temporale ecclesiastico. Molti sovrani e nobili inizialmente sostennero i cavalieri e dissolsero l'Ordine nei loro reami solo quando fu loro comandato da papa Clemente V. Roberto I, re degli Scoti, era già stato scomunicato per altri motivi e quindi non era disposto a prestare attenzione ai comandi papali; di conseguenza, molti membri dell'Ordine fuggirono in Scozia; in Portogallo i Cavalieri e il patrimonio del loro ordine confluirono in un nuovo ordine. 
La prova che forse l'avventura dei Cavalieri Templari non si sia chiusa col rogo del loro ultimo Gran Maestro Jacques de Molay a Parigi nel 1314 si trova in Scozia, a Rosslyn, a circa 16 km da Edimburgo. Rosslyn e la sua famosa cappella sembrano fatte apposta per custodire nei secoli un importante segreto. Infatti in gaelico, l’antica lingua celtica usata dagli scozzesi, "Rosslyn" vorrebbe dire: "Antica conoscenza tramandata di generazione in generazione". 

Cappella di Rosslyn (Scozia)
Rosslyn, una località già considerata sacra dai Celti, le sue pietre e le sue sculture sembrano davvero nascondere un antico sapere e, forse, anche un tesoro. Di sicuro la cappella nasconde molti richiami a culti babilonesi ed egiziani, riferimenti celtici e scandinavi, mistica ebraica e cristiana. La Cappella di Rosslyn è stata costruita in soli quattro anni, tra il 1446 e il 1450, da un signore locale: il Conte William di St. Clair. William di St.Clair, sepolto nella cripta di questa cappella. Come molti altri membri della famiglia dei St. Clair, William riposa nella cappella che fece costruire secondo un progetto preciso. I lavori iniziarono il 21 settembre 1446, nel giorno di San Matteo ma anche nel giorno dell'equinozio d’autunno, e la cappella venne inaugurata esattamente 4 anni dopo. William St. Clair era un nobile strettamente legato al mondo esoterico e, come dimostrano alcune incisioni in questa cripta, era anche legato al mondo della Massoneria di cui sembra fosse un alto esponente. 
Non solo, i St. Clair occupano un posto importante nella storia dei Cavalieri Templari: un conte di St.Clair partecipò alla Prima crociata, quella al termine della quale, nacquero i Cavalieri Templari; Catherine di St. Clair sposò il fondatore dell'Ordine, Hugues de Payns nel 1101. Molti membri della famiglia furono in seguito Cavalieri Templari. Ora la Massoneria condivide con i Cavalieri Templari alcuni punti comuni che, guarda caso, il Conte William volle fissare a modo suo a Rosslyn. A Rosslyn è anche la tomba di Henry St. Clair, nonno di William. Alcuni vecchi manoscritti, oltre ad alcune raffigurazioni di aloe e mais su un paio di colonne della cappella, piante sconosciute in Europa prima della scoperta dell'America, fanno pensare che Henry St. Clair abbia raggiunto, quasi un secolo prima di Cristoforo Colombo, le coste americane insieme al navigatore veneziano Antonio Zeno o quanto meno che sapesse dell’esistenza di una terra al di là dell’oceano. 
Di certo c'è che Zeno, con 12 navi, raggiunsealla fine del '300 il Nord Ovest dell'attuale Canada, oggi chiamata non a caso "Nuova Scozia” , stabilendo un presidio a New Poss, a poco più di 30 km da quell'Oak Island dove si pensa che sia stato sepolto il favoloso tesoro dei Cavalieri Templari. 
Non è così inverosimile come si pensa se assumiamo l’ipotesi che tra i documenti scoperti dei Templari fatte durante la permanenza in terra santa ci potessero essere anche mappe geografiche accurate dell’intero planisfero, mappe di epoca atlantidea dalle quali sorsero le note mappe medievali misteriose di cui l’esempio più noto è la mappa di Piri Reis.

Mappa di Piri Reis
A rendere ancora più evidente il parallelo Massoneria-Templari-Rosslyn c'è poi il fatto che la Cappella, secondo i voleri di St. Clair, è costruita secondo la piante del Tempio di Erode, costruito al tempo di Gesù sullo stesso luogo in cui era sorto il Tempio di Re Salomone. Tra i vari punti di contatto tra le due costruzioni ricordiamo che le due colonne dell'Apprendista e del Maestro, corrisponderebbero ancora una volta alle due colonne portanti dell’antico tempio, quelle di BOAZ (l'Apprendista) e JACHIM (il Maestro) così come nelle maestose cattedrali francesi.
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22 ottobre 2012 1 22 /10 /ottobre /2012 22:12
Hathors
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli Hathors dicono di essere un gruppo di esseri interdimensionali e intergalattici che furono legati all’antico Egitto, attraverso i Templi della Dea Hathor, oltre che ad altre culture preistoriche. Verso la fine degli anni ’80 fui “contattato” da loro durante la meditazione ed essi iniziarono ad istruirmi sulla natura vibratoria del cosmo, sull’uso della geometria sacra come mezzo per stimolare il rendimento cerebrale e sull’utilizzo del suono per attivare esperienze psico-spirituali. Per quanto fossi affascinato dalle informazioni, all’epoca la loro descrizione delle proprie origini mi metteva a disagio. Dopotutto, allora ero uno psicoterapeuta praticante, preso dalle ricerche sul cervello. Per farla breve, ero un razionalista. E questi esseri – chiunque fossero e da qualsiasi luogo provenissero – in quel momento non rientravano nella mia visione della realtà.


Nei quasi vent’anni trascorsi da quel primo contatto, ho testato e messo alla prova molte volte le loro “tecnologie interiori” ed ho sempre trovato illuminanti sia i loro metodi che le loro prospettive.


Anche se gli Hathors offrono informazioni sotto forma di linguaggio, la loro principale modalità di comunicazione è attraverso modelli di suono catalitici. Questi suoni vengono “canalizzati” tramite la mia voce durante le “meditazioni sonore”, che spesso tengo durante i seminari e i ritiri. Personalmente trovo interessante che la mia estensione vocale si sia ampliata (insieme alla mia mente, devo aggiungere) negli anni di collaborazione con loro. Quando ho iniziato, avevo un’estensione di quasi tre ottave; ora è poco meno di quattro. Questa ampia estensione vocale si verifica quando canalizzo suoni che provengono effettivamente da altre dimensioni.

Nel libro “I Documenti degli Hathors” che ho scritto insieme a Virginia Essene, è riportato come essi si presentarono:

Noi siamo gli Hathors. Veniamo nell’amore e con il suono di una nuova realtà di sogno per la vostra terra. Se siete pronti a costruire il mondo nuovo, vi invitiamo ad unirvi a noi in un viaggio del cuore e della mente. Siamo i vostri fratelli e sorelle maggiori. Siamo stati con voi per un lunghissimo periodo della vostra evoluzione su questo pianeta. Fummo con voi negli eoni passati – persino nei giorni dimenticati, prima che ogni traccia di noi fosse nota alla vostra attuale storia scritta. La nostra propria natura è energetica e interdimensionale. Originariamente venimmo da un altro universo, per mezzo di Sirio, che è un portale verso il vostro Universo e da Sirio procedemmo poi verso il vostro sistema solare ed i regni eterei di Venere.

In passato abbiamo lavorato particolarmente con e attraverso Hathor, la dea della fertilità dell’antico Egitto. Abbiamo anche preso contatto con i lama Tibetani nel periodo di formazione del Buddismo Tibetano. Nonostante abbiamo interagito con alcune delle culture primordiali della Terra, siamo una civiltà intergalattica con avamposti che abbracciano parti del vostro Universo conosciuto e oltre.

Siamo ciò che voi definireste una civiltà ascesa – un gruppo di esseri che esistono in uno specifico campo vibratorio, così come voi avete un’impronta energetica. È solo che noi vibriamo ad un ritmo più veloce di voi. Ciononostante, facciamo tutti parte del mistero, parte dell’amore che tiene legato insieme l’universo.

Siamo cresciuti di pari passo con voi, ascendendo verso la Sorgente Unica di tutto ciò che è. Siamo cresciuti nella gioia e attraverso la tristezza, come voi. Siamo, in termini di grandezza, un po’ più in alto di voi, lungo la spirale della consapevolezza e della coscienza; pertanto possiamo offrirvi ciò che abbiamo imparato, in qualità di amici, mentori e compagni di viaggio, lungo il cammino che conduce al ricordo di Tutto Ciò Che È .

Noi non siamo salvatori, non siamo messianici. Vogliamo uscire decisamente da quella proiezione, in modo che il lettore capisca che siamo semplicemente dei fratelli e sorelle maggiori, che offriamo la nostra comprensione e ciò che abbiamo imparato. Potete prendere o lasciare, ma noi l’offriamo generosamente. Nella nostra concezione, la convinzione che diverse intelligenze aliene vi salveranno è solo una proiezione della coscienza umana. La speranza che qualcuno, o qualcosa, vi salverà, che non dovrete operare alcun cambiamento in voi stessi, che non dovrete essere responsabili, non è realistica.

La convinzione che possiate rimanere dentro a degli schemi di letargia e inconsapevolezza, e poi prendere qualcosa o farvi dare qualcosa che vi trasformerà senza alcuno sforzo da parte vostra, è pura follia. Non succederà. Ora, potranno esserci intelligenze aliene che atterrano, perché è sicuro che esistono, ma gli umani che contano su altri per la propria ascensione ed elevazione, senza nessun lavoro da parte loro, resteranno molto delusi.

L’ascensione è un processo di consapevolezza di sé e di maestria su tutti i livelli e ha bisogno che tutti i livelli dell’esistenza vengano portati più in alto. È così che la vediamo noi ed è così che abbiamo fatto per millenni.

Offrendovi il nostro aiuto, tuttavia, non desideriamo in alcun modo interferire con gli altri vostri aiutanti spirituali e con le altre relazioni cosmiche, né con la fede religiosa, con le affiliazioni o con le organizzazioni che vi aiutano. Anche così, c’è comunque parecchio che vorremmo condividere.

Conosciamo bene Sanat Kumara, poiché è stato lui a chiederci di entrare in questo Universo. Come Maestro Asceso, Sanat Kumara si è assunto numerose responsabilità associate con l’elevazione del pianeta Terra e di questo sistema solare. Egli sta lavorando per l’ascensione, per l’evoluzione della coscienza nel sistema solare, come noi.

 

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9 ottobre 2012 2 09 /10 /ottobre /2012 21:38

La storia riguardante la setta raeliana si fonde perfettamente con l' ufologia e specialmente sul come la vita sul pianeta Terra sia stata portata: gli aderenti alla setta asseriscono, infatti, di derivare dagli extra-terrestri grazie a complesse operazioni di genetica, come tutto il resto del genere umano. Fra i loro scopi, dichiarano sul sito dedicato alla ''Rivoluzione Raeliana'' (disponibile in 21 lingue), di  "costruire un'ambasciata che accolga gli extraterrestri al loro ritorno sulla Terra. E portare a compimento la clonazione degli esseri umani".

Il fondatore del movimento dei raeliani, l'ex giornalista sportivo francese Claude Vorilhon (55 anni), sostiene che mentre il 13 dicembre 1973 s'arrampicava verso il cratere di un vulcano presso Clermont-Ferrand, in Francia, vide un Ufo da cui scese un extraterrestre. Una piccola premessa su chi sia costui:

Claude Vorilhon nasce a Vichy nel 1946:  Il 13 dicembre 1973 nel cratere del Puy de Lassolas, una delle formazioni vulcaniche che dominano Clermont-Ferrand, sperimenta il "contatto" con un extraterrestre, alto come un bambino, che lo invita a bordo di un UFO dove gli rivela la verità ‒ che sarà completata da successive rivelazioni ‒ riguardo all'origine della vita sul nostro pianeta e all'Antico e Nuovo Testamento. Una parte degli abitanti del loro pianeta d'origine, scandalizzata di fronte ai risultati delle scoperte, ha costretto gli scienziati a proseguire le loro esperienze su un pianeta lontano, la Terra. Qui gli Elohim ‒ cioè gli extraterrestri, "coloro che sono venuti dal Cielo", secondo la parola della Bibbia, impropriamente tradotta con "Dio" ‒ crearono ogni forma di vita sulla Terra, compreso l'essere umano che fecero a propria immagine e somiglianza. L'alieno dettò messaggi nei quali tra l'altro si spiegava come la vita sulla Terra non sia il risultato di un'evoluzione casuale e neanche l'opera di un Dio bensì una creazione voluta da un popolo scientificamente avanzato proveniente da un altro pianeta che, attraverso l'utilizzo del Dna, ha creato gli esseri umani a propria immagine. Vorilhon, che assunse lo pseudonimo di "Rael", fondò il movimento raeliano internazionale con sedi attualmente nei cinque continenti e che afferma di avere più di 55 mila membri in 84 paesi.

- I membri del movimento raeliano devono partecipare al mantenimento dell'organizzazione e del suo capo, Rael.

La terza domenica di ogni mese, in un hotel del centro della città di Montreal, si terrà una conferenza. I partecipanti sono invitati a dare un contributo volontario depositando del denaro in due buste distinte. Una sarà indirizzata direttamente a Rael, mentre il denaro raccolto nell'altra è destinato al movimento.

- I partecipanti ai seminari a Valcourt devono spendere 500$, che includono i 200$ obbligatori di contributo minimo dovuti ogni anno. L'alloggio ed i prodotti alimentari non sono tuttavia compresi in questa somma.

- Questi contributi sono calcolati in funzione del reddito di ogni persona e totalizzano l'11% del reddito lordo. Chi ha un salario di 50.000$ all'anno "sarà dunque invitato a donare" 5.500$.

- Il prezzo del medaglione dei raeliani varia. Richard Baril ha pagato il suo, che include la catena, 200$. Il medaglione in metallo si vende 90$. Lo si può anche avere d'oro e d'argento pagando, ovviamente, un prezzo più elevato

Nonostante ci siano state segnalazioni di questo genere, i raeliani specificano che:


Il Movimento Raeliano è un organizzazione senza scopo di lucro gestita unicamente da individui che non percepiscono alcun salario per ciò che fanno.

fonte fonte

 

Nel 1974 Rael pubblica Il libro che dice la verità, e fonda il MADECH ("Movimento per l'accoglienza degli Elohim cratori dell'umanità"). All'interno del MADECH non c'è tuttavia accordo fra ufologi, curiosi e persone intenzionate a seguire Rael nella creazione di una nuova religione atea. Così, nel 1975, Rael lascia il MADECH. Il 7 ottobre 1975 sul Roc Plat, presso Brantôme, incontra di nuovo gli extraterrestri e stavolta può anche visitare il pianeta degli Elohim. Ne nascono ulteriori rivelazioni raccolte in diversi volumi da cui si apprende, fra l'altro, che la nascita di Rael è il frutto dell'unione fra il capo degli Elohim, Jahvé, e sua madre, rapita a bordo di un disco volante e inseminata come del resto era già stato fatto per la madre di Gesù.

Nel 1976 Rael fonda il Movimento Raeliano. Dopo il successo di una tournée di conferenze tenuta nello stesso anno, Rael si trasferisce nel Québec canadese, dov'è stabilito il centro internazionale del Movimento Raeliano Internazionale, dal 1998 chiamato anche Religione Raeliana. Nel febbraio 1997 Rael fonda CLONAID, la prima compagnia per la clonazione umana, e la pone sotto la direzione di Brigitte Boisselier, vescovo raeliano. In seguito Brigitte Boisselier fonda un'altra compagnia che prosegue il progetto CLONAID, con l'obiettivo principale di fare nascere il primo clone umano e di offrire altri servizi nello stesso settore. Nell'ottobre 2000 ha suscitato scalpore l'annuncio della Religione Raeliana di essere ormai prossima al successo e, nel dicembre 2002, la CLONAID annuncia la nascita della prima bambina clonata, Eva. Nonostante la mancanza di riscontri obiettivi sulla sua esistenza, la Boisselier sostiene che dopo Eva siano nati altri cinque bambini clonati.

 

Il Québec, Paese negli ultimi anni particolarmente tollerante in materia di minoranze religiose, si è rivelato più ospitale per alcune idee di Rael in tema di politica, escatologia e morale sessuale, che in Europa hanno suscitato fiere polemiche, peraltro non del tutto assenti neppure in Canada. Gli Elohim, i creatori dell'uomo, hanno rivelato a Rael che non esistono né Dio né anima, né Paradiso né Inferno. Dopo la morte, coloro che lo meritano saranno "ricreati" sul pianeta degli Elohim. Per facilitare l'opera sarà opportuno che una Guida, cioè un sacerdote raeliano, trasmetta il piano cellulare del fedele agli Elohim, in un'apposita cerimonia, e che al momento della morte l'osso frontale – da cui partirà la "ri-creazione" – sia trasmesso al capo del movimento, la Guida delle Guide: Rael. Il prelievo dell'osso frontale è stato oggetto di specifici accordi fra la Religione Raeliana e alcune agenzie di pompe funebri.

Tra i consigli pratici degli Elohim ve ne sono anche di carattere, per così dire, politico, fra cui la "geniocrazia" secondo cui l'elettorato attivo e passivo dovrebbe essere riservato alle persone con un quoziente d'intelligenza superiore alla media. Di fronte alle polemiche, Rael ha spiegato che la geniocrazia è un sistema di governo ideale, sebbene non realizzabile in tempi brevi. Nel 2008 egli ha lanciato il progetto "Paradismo", un sistema politico che rappresenta una tappa intermedia, di più facile attuazione. Il Paradismo prevede la soppressione del denaro e del lavoro grazie alla diffusione delle nuove tecnologie, che sostituiranno l'uomo in ogni sua attività produttiva. Infine, gli extraterrestri insegnano che, in quanto loro creazioni, gli uomini non sono mai stati chiamati a limitare le possibilità della scienza, né a reprimere i loro desideri e la loro sessualità, che va vissuta senza alcun senso di colpa.

 

La Religione Raeliana diffida del matrimonio come di un inutile contratto e insegna la massima libertà sessuale, in cui la sessualità può fiorire liberamente, nel rispetto degli altri. La propaganda esplicita dei raeliani per la masturbazione, il controllo delle nascite, i rapporti prematrimoniali ‒ sovente con tinte anticattoliche ‒ ha spesso occupato le cronache del Québec e degli altri Paesi. La "meditazione sensuale" insegnata da Rael non si riduce agli aspetti sessuali: mira alla restaurazione dell'armonia fra l'uomo e il cosmo e promette una maggiore pienezza nei rapporti amorosi. Il movimento ha un'organizzazione gerarchica, che distingue fra la "Struttura" – composta dai circa 2.800 membri più coinvolti nel movimento, con al vertice le Guide – e i semplici membri, circa 70.000. All'interno della Struttura si distinguono, dal basso in alto, sei livelli: Aiuto animatore, Animatore, Assistente Guida, Guida Sacerdote, Guida Vescovo e infine Guida Planetaria o "Guida delle Guide", che è Rael stesso, considerato dai suoi seguaci il Maitreya atteso nell'anno 3000 del calendario buddhista. Ogni sette anni, le Guide Vescovo ‒ livello cinque ‒ si riuniscono in conclave per eleggere la nuova Guida delle Guide.

 

Nel 1998 è stato anche creato un ordine religioso riservato alle donne, l'Ordine degli Angeli di Rael, distinte in angeli "piuma bianca" e "piuma rosa", con lo scopo di prendersi cura di Rael, degli altri trentanove profeti e degli Elohim quando torneranno sulla Terra, e soprattutto di diffondere il messaggio raeliano e i valori legati alla femminilità fra le donne che non fanno parte del movimento. Il ritorno degli Elohim è previsto entro il 2035 in un'ambasciata costruita appositamente per accoglierli. I raeliani desiderano costruire quest'ambasciata in Israele, luogo originariamente richiesto dagli Elohim, dove però le difficoltà sembrano insormontabili. Il Movimento Raeliano, a partire dal 1997, ha iniziato a chiedere anche ad altre nazioni di prendere in considerazione la possibilità di ospitare il progetto, che peraltro era in preparazione anche grazie alle attività di UFOland, una sorta di museo e centro propagandistico ufologico installato a Valcourt, nel Québec, che ha da tempo interrotto ogni attività.

 

Il movimento è presente in Italia dal 1983, quando è fondata a Roma un'associazione dall'allora responsabile nazionale Valentino Mancini, seguito nel 1990 da Gian Elio "Ezael" De Marco e nel 2000 da Marco Franceschini, attuale Guida Nazionale; sempre nel 1990 la sede nazionale è trasferita da Roma a Pordenone e, nel 2006, a Trento. Nel corso degli anni, anche grazie a un'intensa serie di conferenze e di propaganda nelle strade e su internet, il numero dei membri ha goduto una certa crescita. L'organizzazione del Movimento Raeliano è affidata a una gerarchia: Guida Nazionale, Responsabili di regione e Responsabili di città. Attualmente i membri battezzati della Religione Raeliana in Italia sono circa seicento, presenti in quasi tutte le principali città italiane. Nel 1999, per la prima volta, l'Italia ha ospitato gli stage europei presieduti da Rael, cui hanno partecipato oltre seicento membri da tutto il mondo. Nei giorni 7-9 ottobre 2011 si è tenuta a Torino la Convention Europea dei raeliani, durante la quale Franceschini ha presentato ufficialmente l'azione "un'Ambasciata in Italia per gli Extraterrestri", la cui costruzione è stata richiesta espressamente dagli extraterrestri come condizione per il loro ritorno ufficiale e che, secondo la Guida Nazionale italiana, è diventata prioritaria tra le attività del movimento.

 

Per i raeliani, il "creazionismo scientifico" trova le sue basi anche nei testi antichi di molte culture. Per esempio sostengono che nella Genesi la parola "Elohim" è stata tradotta in modo errato con la parola Dio al singolare mentre è un termine plurale che significa "coloro che sono venuti dal cielo". Anche i grandi profeti, inclusi Buddha, Mosè, Gesù e Maometto, sono stati per i raeliani messaggeri degli "Elohim".

  Nell'ottobre 2000 dal Canada, dove Vorilhon si è trasferito, i raeliani annunciarono di essere pronti a eseguire la prima clonazione umana. La Clonaid ha quindi offerto la possibilità per soli 5.000 dollari (spese ospedaliere escluse) di avere bebè fotocopia. Dopo gli attentati dell'11 settembre, Rael ha invitato i familiari delle vittime ad approfittare delle tecniche di clonazione per far tornare in vita i congiunti.

Diventare un seguace o dir si voglia, della setta raeliana ha un prezzo e diverse notizie che perlomeno è meglio sapere:

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24 settembre 2012 1 24 /09 /settembre /2012 22:25

 

10 anni fa è saltata fuori una storia incredibile, al limite del fantascientifico, la storia riguarda l’intervista ad una rettiliana che sarebbe la rappresentante di una specie di rettili evoluti, residente nel sottosuolo del nostro pianeta da oltre 60 milioni di anni.
L’intervista ha fatto molto discutere in quanto ci sono sempre stati sostenitori della teoria che vedrebbe implicata una razza rettiliana in tutti gli episodi pi importanti della storia umana, e inoltre che questa razza occuperebbe attualmente sotto mentite spoglie, i maggiori vertici istituzionali del mondo.
Questa storia raccontata da “Lacerta” (questo il nome della rettiliana) non ricalca esattamente la teoria del complotto rettiliano, infatti stando a quanto riportato, quelli della sua specie se ne starebbero in pace sotto il suolo terrestre da milioni di anni, occupati a studiarci e a difenderci… si proprio cosi, difenderci… per capire meglio ecco un breve riassunto della storia.

 

LA PRIMA INTERVISTA

 

Tutto comincia nel 1999, ad un giornalista svedese venne fatta la proposta di intervistare una rettiliana da un altro collega più famoso, che per paura di perdere la sua reputazione cedette lo scoop al collega che aveva meno da perdere. Il giornalista molto scettico sulla cosa, forse un po’ per curiosità, decse di accettare. Il primo incontro tra Ole K. (si firma cosi) e la rettiliana, avveenne il 16 dicembre 1999 a casa dell’amico che propose l’intervista, il giornalista si mostrò subito stupito di vedere un reale essere extraterrestre, decise cosi di dare subito inizio all’intervista vera e propria, che durò circa tre ore e dalla quale vennero fuori 50 pagine di appunti.
L’intervista iniziò e come al solito per prima cosa viene chiseto il nome, che per per qualche motivo non è pronunciabile per noi essere umani, e quindi decise di farsi chiamare “Lacerta”.
La razza di Lacerta sarebbe la razza originaria del pianeta Terra, che da molti milioni di anni vivrebbe sottoterra di nascosto. In quanto rettili a sangue freddo avrebbero bisogno di caldo, e il caldo lo hanno trovato nel sottosuolo terrestre, dove sono state costruite varie città colonia, illuminate e alimentate grazie ad una tecnologia molto evoluta a noi sconosciuta.
La razza rettiloide sarebbe in grado di nascondersi ad occhio umano anche grazie a poteri psichici, che ci farebbero credere di vedere una normale donna quando invece ci troviamo di fronte ad una rettiliana. Fisicamente sono umanoidi ma con tutte le caratteristiche di un rettile, per senza coda, persa durante l’evoluzione dato che un elemento di essere primitivi che non stanno in piedi. Si riproducono grazie a uova, che crescono all’interno della madre come un utero, alla fine della gestazione l’uovo viene espulso dal corpo della madre edil piccolo esce dal guscio , questo li renderebbe quasi un incrocio tra mammiferi e rettili.
Durante l’intervista si capisce che Lacerta anche se fosse una montatura è studiata molto bene, lei fa notare come la nostra specie si sia evoluta in un lasso di tempo molto breve se consideriamo l’età del nostro pianeta. In 65 miloni di anni si sarebbero susseguite sulla terra 7 razze di esseri umani, tutte create da una civiltà aliena (gli Illojim) che userebbe il nostro pianeta come uno zoo per esperimenti scientifici. Gli Illojim modificano geneticamente una razza migliorandone le capacità e le caratteristiche fisiche; quando vogliono passare ad uno stato successivo di evoluzione, arrivano e sterminano quasi totalmente la razza presente nel pianeta, ne modificano alcuni esemplari, poi se ne vanno e tornano dopo qualche migliaio di anni per vedere il risultato del loro esperimento. L’ultima volta che gli Illojim tornarono, fu circa 8500 anni fa, l’inizio della nostra civiltà. Molte costruzioni come le piramidi sarebbero opera di una civiltà precedente alla nostra, sterminata dagli alieni, gli antichi egizi avrebbero solo trovato queste costruzioni e provato ad imitarle senza successo. Il diluvio universale, Atlantide, e tutte le altre storie che si riferiscono a civiltà precedenti alla nostra, sarebbero quindi solo montature escogitate per nascondere lo sterminio alieno, che avverrebbe sotto forma di eventi naturali, terremoti, diluvi etc etc… la nostra storia sarebbe dunque tutta sbagliata.
In passato i rettiliani ci hanno difeso dagli illojim, perchè secondo loro sterminare una razza intera è una cosa barbara, ma la prossima volta non lo faranno dato che pensano che la nostra civiltà si sta rovinando da sola e merita di finire.
L’intervista si conclude con un messaggio rivolto all’intera umanità: “Aprite gli occhi!” e la promessa di rifarne un’altra per capire se qualcuno ha creduto alla prima e per continuare raccontare. Questo solo un piccolo riassunto, per capire bene tutto meglio leggere l’intervista integrale, qui per motivi di spazio non ho potuto raccontare tutto. L’intervista completa la potete trovare nel file infondo alla pagina.

LA SECONDA INTERVISTA

 

La seconda intervista si svolge circa sei mesi dopo la prima, nell’aprile del 2000, nella seconda intervista Lacerta commenta le reazioni avute dai terrestri dopo la prima, non si mostra stupita dello scetticismo degli esseri umani, e nemmeno delle accuse rivoltegli da alcuni religiosi di essere un demonio. Questo scetticismo considerato un vantaggio sia da quelli della sua specie che dagli Illojim, secondo lei la nostra specie sarebbe troppo chiusa mentalmente per comprendere i grandi misteri dell’universo.

Durante il secondo incontro si approfondisce di più l’aspetto dei poteri paranormali in possesso della rettiliana, che non esita a dare dimostrazioni di tali poteri, facendo lievitare oggetti e cose simili. I poteri vengono spiegati come una maggior capacità della sua specie, nel saper gestire i campi di influenza degli oggetti e nel controllo dei campi morfogenetici.
Si parla anche degli UFO che non sarebbero altro che loro navicelle malcelate o navicelle di altre razze presenti nel nostro pianeta. Si parla anche del fantomatico incidente di Roswell, dove si sarebbero scontrate ben due navicelle aliene di due specie differenti, questo avrebbe dato il via ad esperimenti sulla tecnologia aliena ritrovata e molti UFO sarebbero anche navicelle di proprietà del governo degli Stati Uniti, che cerca da anni di sfruttare tali tecnologie senza successo. Per fa notare come la nostra tecnologia si sia letteralmente impennata negli ultimi anni, tutto grazie a tecnologie aliene. Vengono proposte a Lacerta anche 5 foto di UFO, dove ne riconosce 2 come genuine, una sarebbe un nostro esperimento derivato da tecnologia aliena, e l’altro sarebbe un velivolo di una razza presente nel nostro pianeta da circa 35 anni.
L’intervista si chiude con un approfondimento della vicenda che l’ha portata in contatto con il giornalista e con una pi ampia descrizione del mondo sotterraneo. Alla fine Lacerta ha voluto anche lasciarci un messaggio:

"Dovreste imparare ad abbandonare il vecchio condizionamento e a smettere di stare sotto il controllo di qualcosa o qualcuno che se ne già andato da 5000 anni. Voi siete, dopo tutto, spiriti liberi. Queste sono le mie parole finali. "

Ovviamente tutto questo solo un piccolo riassunto generico di tutti gli argomenti trattati durante l’intervista, sarebbe meglio leggere l’intervista per intero per capire meglio se questa storia abbia qualche fondo di verità, potrete trovarla facilmente cercando nel web.

Tutta questa storia incredibile, difficile credere a tutto questo, ma c’ gente che convinta della veridicità di tutta la faccenda. Si dice che la storia sia stata smentita perfino dallo stesso giornalista autore dello scoop. Rimane sempre e comunque una lettura interessante, anche se vista come una specie di romanzo di fantascienza. Trattando di misteri del mondo, ho voluto occuparmi anche di questo caso che, anche se molto strano e controverso è comunque un mistero.

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Published by il conte rovescio - in Razze aliene
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