Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
20 agosto 2012 1 20 /08 /agosto /2012 21:30

di Pier Giorgio Lepori


 
 

La teoria dell’evoluzione lineare sta alla base degli assunti archeologici e storici della nostra cultura; anzi a dire la verità li condiziona addirittura: quando qualche scoperta "avulsa" viene alla luce, immediatamente la si annovera tra il falso o l’impossibile poiché stride con detta teoria.
Alcuni ritrovamenti archeologici vengono messi al bando oppure lasciati appositamente sotto traccia poiché sarebbero in grado, qualora approfonditi, di ribaltare l’intero equilibrio cognitivo cui siamo abituati dall’inizio della nostra storia culturale.
Il diagramma dell’evoluzione lineare è molto semplice: alla fine del Pleistocene, gruppi umani usciti dalla glaciazione iniziano percorsi di vita fatti non solo di caccia e sopravvivenza, bensì anche di pastorizia e primi approcci agricoli, passando di fatto da una condizione di nomadismo ad una di sedentarietà. La prima conseguenza è la creazione di villaggi e centri protourbani con veli di organizzazione sociale e standardizzazione dei rapporti tra individui.
Sono gli albori di una politica, del riconoscersi "cittadinanza"; probabilmente nascono le prime regole non scritte, quel codice comportamentale che permette la convivenza; si radicano le credenze religiose che danno il via ai "controller" psico-sociali. L’ultima fase è la nascita di un codice univoco finalizzato alla comprensione nelle tribù ossia la scrittura. Le leggi e le regole iniziano ad essere codificati, i simboli assumono carattere interlocutorio.
Da questo istante in poi si entra nella Storia e nell’accezione convenzionale di Civiltà.
Questa teoria si inscrive in un arco di circa 8.000 anni dalla fine dell’ultima glaciazione - Pleistocene, appunto - fino al nostro periodo, l’epoca moderna, ultima parte del Quaternario.
L’assunto di base da cui principia la lineare, risiede nell’assoluta preistoricità dei periodi precedenti, nei quali è pressoché impossibile trovare sia le condizioni naturali generali (climatiche, geologiche e geografiche) favorevoli, sia le capacità/abilità umane in grado di smentire il diagramma. L’umanità preistorica è assolutamente involuta, le vette intellettuali, salvo cuspidi in antichità, si concentrano tutte negli ultimi 2.000 anni.
La storia dell’uomo, intesa come presenza fisica sul pianeta, secondo le convenzioni ortodosse, ha un milione di anni. Le ossa dei nostri antenati testimoniano una morfologia, soprattutto cranica, più simile agli ominidi che alla nostra configurazione attuale, partendo dagli 800 cm3 del Neanderthal fino al nostro range di 1300-1700 cm3.
Si tratta di una capacità cranica posizionata, in media, al doppio delle precedenti in media. In alcuni casi si arriva fino a 4/5 volte rispetto ai crani dei nostri avi.
Un tempo, a partire da 300 milioni di anni fa circa, tra il Paleozoico ed il Mesozoico, a cavallo tra Permiano e Triassico, i dominatori del pianeta erano i Sauri, unità biologiche non complesse, perlopiù mastodontiche e colonizzanti ogni angolo più remoto di terre, cieli, continenti, mari e laghi. La loro origine, autoctona, vanta la nostra stessa provenienza, gli esseri unicellulari e i protozoi residenti negli antichi oceani.
L’aspetto terrestre era di gran lunga diverso da quello attuale; i supercontinenti Gondwana e Laurasia occupavano due terzi della superficie ed un immenso oceano primordiale ne faceva da corona.
Circa 50 milioni di anni più tardi il collasso tra zolle tettoniche avrebbe generato l’ipercontinente Pangea e l’intero globo terracqueo avrebbe goduto di una nettissima distinzione. L’uomo non era nemmeno nei pensieri di Dio.
Tra il Cretaceo ed il Terziario, limite noto con la sigla di KT, il pianeta avrebbe conosciuto una tra le più grandi ferite catastrofiche della propria esistenza: 65 milioni di anni fa un immenso asteroide pose per sempre fine alla stirpe dei sauri impattando la terra a velocità parossistica, scagliandosi nella zona compresa tra Atlantico e Centro America.
Le successive stagioni sarebbero state invivibili e costellate da una prima glaciazione dovuta alla immensa nube di detriti scagliati in atmosfera dal proiettile cosmico. Iniziava l’era del Terziario sotto una luce sinistra, la luce schermata del sole e l’avvio della stirpe dei mammiferi, animali più complessi e resistenti dei Sauri.
Eppure vi sono delle anomalie nel processo degne di nota e di attenzione.

In questo articolo prendo spunto dal testo di Cornelia Petratu e Bernard Roidinger "Le pietre di ICA", Edizioni Mediterranee, Roma 1996, Biblioteca dei Misteri.
Contrariamente alle precedenti recensioni mi addentrerò in riflessioni al di là del racconto mero del testo poiché considero questo scritto, e soprattutto le implicazioni contenute e conseguenti, un’enorme possibilità di virata culturale del pensiero e degli standard di visione della preistoria.
Farò riferimento oltretutto al n. 68 dei "Quaderni" de "Le Scienze", ottobre 1992, per quanto riguarda le scoperte relative all’asteroide killer.

IL PROLOGO
Alcune pietre in andesite, scoperte nei deserti sud americani (peruviani per l’esattezza) vicini alla cittadina di Ica, 360 km da Lima, recano graffiti raffiguranti comportamenti, discipline e morfologie di una civiltà risalente ad un periodo di 65 milioni di anni fa, estremamente evoluta e contemporanea ai sauri. La scomparsa di questa umanità potrebbe essere stata determinata da una catastrofe endogena o esogena, non ne abbiamo sentore in tal senso.
Dapprima considerate come falsi, le pietre furono sottoposte ad analisi, partendo dal sottile strato di ossidazione che ricopriva sia le pietre che le incisioni. Di questo se ne occupò, nel giugno 1967, la "Compagnia Mineraria Mauricio Hocshild"; la supervisione fu affidata a Louis Hocshild, presidente, e al geologo Eric Wolf. I dati furono impressionanti: le ossidazioni riportavano indietro i graffiti di 12.000 anni.
Preoccupato da un errore grossolano, Wolf fece ripetere le analisi al dr. Joseph Frenchen, dell'"Istituto di Mineralogia e Petrografia" dell’Università di Bonn. Il 28 febbraio del 1969 il responso fu lo stesso: 12.000 anni circa. È impossibile quindi stabilire l’esatta collocazione cronologica della stirpe che incise questa enciclopedia "gliptolitica"; ma la cosa più importante risiede nel fatto che non si tratta di un falso. Le raffigurazioni ivi incise, tra cui la convivenza tra uomini e un tyrannosaurus, sposta, per logica descrittiva, l’epoca ad un centinaio di milioni di anni or sono.
Le pietre rivelano l’esistenza di una civiltà sconosciuta, contemporanea ai grandi sauri, collocata 64 milioni di anni prima dell’ipotesi lineare. Ben 11.000 sono le pietre raccolte e conservate nello studio del dr. Cabrera, scopritore e detentore del sito da dove esse provengono. L'ex chirurgo ha dedicato l’intera sua esistenza, mutando una brillante carriera avviata, a catalogare, spiegare e difendere le Pietre di Ica.

UN’ANOMALIA NELLA STIRPE
La stirpe cui accenniamo è naturalmente quella umana e l’anomalia riguarda un antenato in specifico che ha messo in crisi l’assise archeologica internazionale che, naturalmente, si è difesa con i soliti mezzi. Forse non tutti conoscono l’"Uomo di Mouillans"; personalmente non lo conoscevo nemmeno io, ma la storia di questo ramo dell’umanità ha dell’incredibile.
In sostanza non sappiamo nulla del Mouillans; i suoi resti furono ritrovati casualmente quando si cercavano quelli del Neanderthal sulle coste algerine e marocchine.
Questo avo è considerato unico, sia fisiologicamente che culturalmente; ne furono ritrovati a centinaia inumati in tombe comuni.
Il carbonio 14 rivelò un’età di 12.000 anni, ma nessuno ne conosce la provenienza né tantomeno ha un’idea dell’improvvisa comparsa di questo ceppo.
La sua costituzione ha una caratteristica inconfondibile, ovvero il cranio allungato con la base cranica rotonda. In pratica il teschio del Mouillans conservava tratti morfologici infantili, immutabili nella sua rotondità. Mentre il cranio cresceva, il volto rimaneva piccolo, gli occhi incavati e i denti presentavano la mancanza del terzo molare (anatomista inglese Arthur Keith) che, secondo l’opinione dei craniologi moderni, mancherà anche a noi in un prossimo futuro.
Il rapporto volto/fronte negli europoidi è di 3 a 1 mentre nel Mouillans arrivava a 5 a 1. I lineamenti erano particolarmente delicati e moderni e, soprattutto, non avevano nulla a che vedere con i tratti forti della razza negroide.
Negli strati in cui furono ritrovati i resti, vennero alla luce anche gli utensili dei Mouillans, realizzati con una tipologia di lavorazione molto complessa, avanzata e totalmente nuova, senza nessuna concomitanza con altre scoperte relative all’epoca, nessuna documentabilità di livello planetario.
Il cranio aveva la capacità cerebrale più grande che l’umanità abbia mai conosciuto: fino a 2.300 cm3; ciò testimonia una intelligenza fuori dagli schemi e probabilmente un’intellettualità sconosciuta perfino ai nostri giorni.
Un’affascinante considerazione fu fatta dal Dr. Dreman, della "Capeto University" che si chiese se si trattasse di un naufrago del futuro...
La struttura ossea del cranio, allungata e fragile di costituzione, mal si accorda con i periodi di vita del Mouillans; è come se fosse apparso alcuni milioni di anni in anticipo rispetto alle previsioni dei fisiologi i quali immaginano un’evoluzione in tal senso per un lontano futuro dell’umanità. A meno di non ammettere che il paradigma evolutivo dalle realtà più semplici a quelle estremamente complesse non sia lineare ma ricorrente.
Il Mouillans rappresenterebbe uno stadio evolutivo avanzatissimo retrodatando la comparsa dell’uomo a decine, forse centinaia, di milioni di anni fa e non semplicemente uno o due.
Si è voluto vedere nella morfologia dell’Uomo di Mouillans una somiglianza, quanto meno controversa, con i cosiddetti "Grigi" alieni, ma fermo restando la possibilità non scartabile a priori dell’esistenza di razze aliene umanoidi, è davvero difficile poter avvalorare una tesi di questo tipo senza un adeguato "case study" in tal senso. Ad esempio oggettistica non solo di raffinata manifattura ed unica nel suo genere ma soprattutto di sconosciuta provenienza oltre che di impossibile interpretazione sull’uso o il ritrovamento di mezzi assolutamente fuori tempo e luogo rispetto all’epoca; non che il Mouillans non lo fosse, ma le analisi portate sulla composizione ossea ne testimoniano l’assoluta autoctonia terrestre.
Si potrebbe confutare ciò mettendo in discussione l’autoctonia terrestre stessa dell’uomo e pertanto ipotizzare un’origine aliena della razza umana, ma ci troveremmo in un contesto molto distante dalla trattazione in essere e dallo scopo di quest’ultima.

ANOMALIE NELLE RAFFIGURAZIONI
La casistica inerente le raffigurazioni incise sulle pietre di Ica conduce ad un’unica considerazione: siamo di fronte alla più importante scoperta del nostro tempo che non incide solamente in campo archeologico ma antropologico in senso lato ed assoluto.
La storia, il pensiero e le dottrine che fino ad oggi hanno costituito il nostro bagaglio culturale potrebbero essere messe in seria discussione. L’intera concezione scientifica relativa all’arco evolutivo umano, ad oggi ritenuta caposaldo di pensiero, cadrebbe inesorabilmente.
La comprovata autenticità della gliptoteca peruviana, retrodata la presenza della razza umana sul nostro pianeta ad almeno 65 milioni di anni or sono.
Questo significa che l’origine della nostre stirpe si perde nella notte dei tempi.
Come siamo arrivati a determinare un’epoca così remota in cui collocare questa civiltà che il Dr. Cabrera chiama gliptolitica?
Semplicemente osservando i graffiti stessi e analizzandone alcune caratteristiche di importanza fondamentale. Non è tanto la presenza di animali preistorici quali il T-rex o lo stegosauro, bensì la chiara coesistenza tra queste specie e quella umana; vi sono scene di caccia in cui la quotidianità è intrisa di convivenza; addirittura uomini nell’atto di cavalcare uccelli di notevoli dimensioni e dall’incredibile somiglianza con gli pterodattili; ma una delle raffigurazioni meno facilmente discutibili risulta essere la rappresentazione del ciclo biologico di uno stegosaurus. È il caso di fermarci a riflettere.
La scienza ci ha insegnato che il metodo empirico, e dunque la sperimentazione ed osservazione diretta di un fenomeno, è metodologia vincente e probabilmente l’unica via per dimostrare l’assoluta oggettività di alcuni fatti.
Una delle scienze in cui questa via è non solo praticata ma necessaria è sicuramente la medicina in genere.
Le osservazioni direttamente compiute sul campo permettono di approfondire e fondare le conoscenze strutturali, ad esempio, del corpo umano, dei suoi componenti e dei processi base atti alla riproduzione, all’alimentazione, all’esistenza e al congetturare qualora in presenza di individui vivi. In altri casi è l’esplorazione dei cadaveri che ci svela le strutture del nostro corpo.
Questo aspetto è molto importante ritornando alle pietre di Ica. Innanzitutto perché non si può negare che l’artista avesse di fronte un "modello" o che comunque stesse riproducendo graficamente qualcosa suggerito da altri che, giocoforza, l’avrebbero osservato nella realtà. Ma avrebbe potuto trattarsi di un cadavere o dell’immaginazione dell’artista.
È difficile assemblare aspetti oggettivi di una realtà se non si ha nemmeno la percezione di questa; nel caso dello stegosaurus si è di fronte alla rappresentazione di un ciclo biologico e quindi in presenza "contemporanea" di un evento che si sta svolgendo nel medesimo tempo di computazione.
Quell’umanità ha visto il ciclo di trasformazione dello stegosaurus e pertanto si può concludere che fu contemporanea all’animale.
Le implicazioni le immaginiamo tutti; ma vi sono conseguenze ben più profane che possiamo subito analizzare.
Sappiamo, o presumiamo, che i dinosauri fossero ovipari; l’artista raffigura il ciclo biologico mettendo in risalto stadi di trasformazioni in successione dello stegosauro. Questa dinamica è alla base di una metamorfosi e non di una crescita. Si tratta di una caratteristica degli anfibi i quali, dopo la dischiusa delle uova, passano da uno stato larvale fino all’animale adulto e formato.
Altri cicli biologici sono rappresentati, tra cui: il tirannosauro, il lambeosauro, il brontosauro ed il triceratopo.
Una serie di 205 pietre illustra il ciclo vitale dell’Agnathus, un pesce preistorico che, al contrario dei precedenti sauri, visse sul pianeta 300 milioni di anni fa circa.
Se il metodo dell’osservazione è alla base della veridicità di un fenomeno e della sua possibile rappresentazione nel dettaglio e nel corso della sua evoluzione, c’è di che pensare...
Altra pesante prova a carico della vetustà di una razza umana sconosciuta alla storia ordinaria, sono le 48 andesiti che illustrano il ciclo biologico del megachiropterus, un pipistrello enorme vissuto circa 63 milioni di anni or sono; inoltre il graffito ne presenta la riproduzione come un uccello e non come un mammifero.
La gliptoteca di Cabrera è suddivisa in argomenti, così come una normalissima biblioteca; egli ha voluto interpretare in tal maniera lo sforzo immane compiuto dagli antichissimi cesellatori i quali probabilmente attuarono la "registrazione" degli eventi culturali più pregnanti per un motivo ben preciso: la consapevolezza, probabilmente, di non sopravvivere ad un evento straordinario e drammatico.
Alcune pietre raffigurano uomini intenti nell’osservare, tramite un vero e proprio cannocchiale/telescopio, una sorta di cometa o corpo incandescente nel cielo terrestre; in alcuni casi l’osservazione è portata a cavallo di misteriosi mezzi simili ad uccelli, ma dal chiaro aspetto meccanico dovuto alla rappresentazione schematica e metallica dei mezzi in questione.
Le pietre di Ica possono essere di fatto annoverate nel gruppo degli Ooparts.
Sempre a proposito delle raffigurazioni, una in particolare avvalora certe tesi inerenti la geologia del tempo.
Si tratta di due andesiti che riportano un "mappamondo" con configurazioni continentali completamente diverse da quella odierna, ove si contano 8 masse terrestri "galleggianti" su un oceano intervallato da "fiumi" marittimi che lambiscono le coste continentali. Ci troviamo di fronte ad uno stadio intermedio prima dell’attuale configurazione tettonica risalente ad un "range" temporale posizionato tra 100 e 45 milioni di anni fa.
Sulla scorta dei grandi numeri possiamo ipotizzare che la raffigurazione dia un’idea della conformazione planetaria del periodo cretacico-terziario, ovvero 70-60 milioni di anni fa; è esattamente il periodo in cui si presume siano state redatte le iscrizioni gliptolitiche.
L’implicazione, che oserei definire inquietante, svela una conoscenza dell’intero globo terracqueo da parte di questa civiltà che aveva cognizione della sfericità terrestre e di eventuali proiezioni ortogonali delle carte. Mi vengono in mente le origini cartografiche della mappa di Piri Reis o del mappamondo di Oronzio Fineo, di Mercator...
Gli uomini gliptolitici avevano sviluppato una notevole conoscenza tecnica nell’arte della medicina e più in specifico della chirurgia. Alcune raffigurazioni rappresentano delicati interventi cardiaci con il paziente sottoposto a esocircolazione sanguigna tramite un’apparecchiatura simile ad una pompa. Uno dei "medici" interviene con una incisione tramite, chiaramente illustrato, un bisturi. La caratteristica peculiare di queste incisioni è la figura del paziente visto in sezione, che rivela un’ampia cognizione anatomica dell’uomo.
La capacità di intervento chirurgico presuppone anche una conoscenza approfondita degli aspetti patologici e dell’anamnesi; conseguentemente dobbiamo ipotizzare la padronanza dell’uomo gliptolico nella diagnostica e nelle prognosi post-operatorie, che presuppongono, a loro volta, cognizioni farmaceutiche pre e post operazione come interventi anestetici e successivamente analgesici, antinfiammatori e curativi.
Cabrera ha in questo senso suddiviso le 11.000 andesiti in suo possesso a seconda dell’argomento ivi trattato, catalogandole per dottrina: medicina, geologia, astronomia, zoologia e via discorrendo.
L’intento di questa umanità appare chiaro: lasciare un messaggio, annales litici a testimonianza della presenza di una civiltà consapevole del fatto che, da lì a breve, non sarebbe più esistita. Essa volle lasciare una traccia per i posteri, un "memento" per chi avrebbe popolato il pianeta "dopo".

OBIETTIVO TERRA:
UN EVENTO DI LIVELLO "ESTINZIONE" NEL CRETACEO

Ma "dopo che cosa"? Dopo quale evento o fenomeno?
Vi sono due visioni della storia nel panorama dotto, cui ho accennato in "Le Urla del Silenzio": quella evoluzionista e quella catastrofista. Ad oggi il paradigma dell’evoluzione lineare è quello vincente, nel senso cui abbiamo accennato all’inizio dell’articolo. Eppure, prove sempre più schiaccianti a favore di una interpretazione violenta dei cambiamenti globali stanno minando il terreno del cammino storico graduale.
L’ipotesi della supernova killer, causa di distruzione del continente atlantideo, riportata da Brennan, dovrebbe riguardare uno dei molteplici impatti cosmici che torturarono il pianeta nelle ere passate; quest’ultimo addirittura in epoca storica.
Gli impatti asteroidali, meteoritici o cometari sono rari ma non unici come si potrebbe presumere: lo scudo atmosferico e quello elettromagnetico delle fasce di Van Allen, non sempre si sono trovati all’altezza della situazione e proiettili vaganti di una certa consistenza colpirono con una violenza inaudita la superficie di Gaia.
In questo paragrafo affronteremo un discorso di solito accennato e lo esploreremo a fondo.
Negli anni ’90, dopo circa quindici anni di studio, un gruppo di scienziati capeggiati da Walter Alvarez e Frank Asaro, rispettivamente geologo dell’Università di Berkeley in California l’uno, chimico nucleare al Lawrence Berkeley Laboratory l’altro, affermarono di aver risolto il mistero dell’eccidio dei sauri: 65 milioni di anni fa un asteroide di 10 km di diametro impattò il pianeta alla fantastica velocità di 10 km/s (36.000 km/h ca.).
L’energia liberata dall’esplosione fu pari allo scatenarsi dell’intero arsenale nucleare terrestre ma moltiplicato per 10.000: l’Apocalisse!
Le conseguenze furono infernali: dalle piogge acide alle tempeste, dai terremoti ai maremoti, freddo e buio cui fecero seguito riscaldamento per effetto serra ed incendi ovunque.
Quali furono gli indizi che portarono all’ipotesi e dunque alla tesi?
Anzitutto un’estinzione in massa, reputata repentina dagli specialisti; poi anomalie chimiche, minerali ed isotopiche; quindi la presenza globale di queste tracce.
Inoltre, fattore molto importante, la discontinuità tra le rocce sedimentarie fossilifere originatasi 65 milioni di anni fa: animali fino ad allora presenti negli strati sedimentari, scompaiono improvvisamente.
La discontinuità definisce il limite tra Cretaceo e Terziario ed è nota come "limite KT" (Kreide = Cretaceo in tedesco).
Quali furono i tempi dell’estinzione?
Alvarez individuò sedimenti di argilla simili a quelli scoperti nella Gola del Bottaccione (Umbria, Italia) da cui partì l’indagine, in strati calcarei da 6 metri. Il tempo medio in cui si depositarono i calcari, durante un periodo di polarità invertita (sigla 29R) di 500.000 anni, fanno presupporre che gli strati d’argilla e l’estinzione possano essersi sviluppati in un migliaio d’anni.
Jan Smit, dell'Università di Amsterdam, ha condotto uno studio simile sui sedimenti di Caravaca, Spagna del sud, dove la stratigrafia è molto più precisa: i tempi di estinzione si sarebbero svolti in 50 anni; un lasso di tempo, di fronte alla cronologia geologica normale, spaventosamente rapido.
Alvarez e Asaro si concentrarono su un metodo maggiormente efficace per rilevare la datazione del fenomeno e lo individuarono nella misurazione dell’iridio. L’iridio è un metallo raro sulla terra e la sua presenza è dovuta massimamente ad apporti esterni come la continua pioggia di polveri che proviene dallo spazio o il precipitare di meteoriti nel corso delle ere.
Le dimensioni della presenza di iridio nella crosta terrestre sono pari ad una costante di 0,03 parti per miliardo rispetto alle 500 parti per miliardo presenti nelle meteoriti litoidi.
La caduta costante di iridio potrebbe dare l’idea dell’antichità di un sedimento: ad es., più iridio si rileva, maggiore è il tempo di deposizione trascorso.
L’ipotesi sullo strato di Gubbio era così strutturata:
  • ipotesi di sedimentazione del limite KT in 10.000 anni;
  • in assenza di organismi a guscio calcareo e quindi senza carbonato di calcio prodotto dalla fossilizzazione di questi;
  • presenza del 95% di carbonato di calcio e 5% di argilla negli strati superiori;
  • 50% di argilla nel limite KT.
Quindi: qualora l’ipotesi fosse vera, il rapporto iridio/argilla, sia negli strati superiori ed inferiori sia nel KT, dovrebbe essere simile.
Nel 1978, dopo accurate analisi chimiche dello strato KT, si scoprì che la presenza di iridio era assimilabile alle quantità depositatesi negli strati superiori (29R) in 500.000 anni.
L’ipotesi dell’asteroide era più che sensata per poter giustificare una presenza massiccia di iridio come non si era mai vista prima; inoltre, sulla scorta della scoperta, 100 scienziati circa in 21 laboratori di 13 paesi impegnati nella "Gubbio Connection", trovarono negli strati corrispondenti al KT in 95 paesi al mondo, valori anormali di iridio.
Ma c’è di più...
Sempre Jan Smit, nel 1981, scoprì delle sferule di basalto nel KT di Carvaca; ne fu confermata la presenza anche nel KT di Gubbio.
L’origine è quella di goccioline di basalto fuse dall’impatto e raffreddatesi repentinamente durante la traiettoria balistica fuori atmosfera; si trasformarono poi in argilla per alterazione chimica. Equivalgono alle tectiti vetrose, più ricche di silicati e determinate da impatti più modesti.
La composizione chimica del basalto KT fa pensare che sia originario di crosta oceanica, pertanto l’impatto deve aver interessato una zona marina.
Bruce Bohor, dell'"US Geological Survey", di Denver e Triplehorn dell'Università dell’Alaska, scoprirono anche granuli di quarzo con struttra atomica da impatto. I granuli, infatti, presentano delle lamelle planari che si intersecano generando bande di deformazione e sono indicative di shock da velocità.
Granuli di quarzo si trovano, a riprova, nei siti sperimentali nucleari o nei crateri da impatto come il Meteor Crater, dell'Arizona.

OBIETTIVO TERRA:
COINCIDENZE INQUIETANTI TRA IL PROIETTILE E LE FIGURE DI ICA

Due pietre in particolare riportano raffigurazioni che sembrano incastrarsi perfettamente all’interno del discorso fin qui portato; l’una è la pietra dei continenti, l’altra quella raffigurante un uomo che osserva la volta celeste solcata da un corpo simile ad una cometa oppure ad un asteroide, comunque incandescente e particolarmente vicino al pianeta.
La prima pietra, quella dei continenti, sorta di rappresentazione del globo come doveva essere 65 milioni di anni or sono, rappresenta non solo le terre emerse intercorse da mari o da apparenti canali marini ma anche una certa configurazione atmosferica che, a detta di Cabrera, testimonierebbe un effetto serra particolarmente violento e strutturato su scala mondiale. Si riconoscono infatti graffiti del tutto simili ad immensi strati di vapore avvolgenti il pianeta intero.
La seconda pietra riporta un uomo che osserva la volta celeste con un cannocchiale, impossibile da confondere con qualsivoglia altro oggetto o interpretabile in altra maniera alcuna; e in peculiar modo sta osservando un corpo incandescente, completo di coda infuocata, che solca i cieli di Gaia e che probabilmente si scaglierà sulla Terra stessa.
Questa raffigurazione è graffita anche su altre pietre dove l’osservazione avviene, ad esempio, a bordo di "uccelli meccanici": uomini sempre dotati di cannocchiali puntano un corpo del tutto simile ad una cometa o ad un meteorite, asteroide in cui la caratteristica costante è l’energia che lo avvolge.
Interessante è il chiaro dominio medio aereo espresso dalla civiltà di Ica, nonché una notevole tecnologia in grado di appaiare questo misterioso popolo alle vette dei nostri giorni.
Effetto serra, strati di vapore, asteroidi o comete; un popolo che lascia delle testimonianze scolpite sulla roccia, probabilmente poiché riconosciuta come l’unico materiale in grado di conservare le documentazioni "a memoria" e portarle nel futuro resistendo a qualcosa di terrificante.
Asaro e Alvarez, discorrendo sul "killer cosmico", descrivono i modelli di impatto relativi ad una cometa o ad un asteroide, considerando il diametro base (10 km) degli oggetti che giustifica un evento di livello estinzione.
Un asteroide di tali dimensioni, al momento dell’impatto, creerebbe un vuoto atmosferico enorme e l’impatto trasformerebbe l’energia cinetica in calore risolvendosi, come già descritto in apertura, in un’esplosione non atomica ma 10.000 volte più potente dell’intero arsenale nucleare terrestre. I materiali vaporizzati verrebbero scagliati in atmosfera attraverso il vuoto meccanico e la sfera di fuoco espellerebbe il materiale fuori dall’atmosfera stessa, scagliandolo in orbite pronte a farlo precipitare in qualsiasi parte del pianeta.
Chi ha letto "L'ipotesi del Killer Stellare", si ricorderà del mistero relativo ai massi erratici: com’è possibile che massi enormi la cui morfologia geologica e la composizione chimica li fa appartenere senza dubbio alle catene montuose del Nord America si trovino in Siberia?
Le prove raccolte smentirono l’apporto della meccanica glaciale; quei massi furono scagliati violentemente e repentinamente in quei luoghi, non vi giunsero delicatamente e nell’arco di un tempo enorme. C’è di che riflettere...
L’impatto di una cometa è terribilmente più distruttivo; anzitutto si parla di un cratere da impatto di 150 km di diametro; qualsiasi forma di vita all’interno del cerchio di fuoco verrebbe annientata ed inoltre inquietano i modelli ipotetici di un evento livello estinzione: buio, freddo, incendi, piogge acide ed effetto serra.
A proposito delle pietre di Ica - in particolare quelle descritte in questo paragrafo - uno dei paralleli inquietanti è proprio l’effetto serra.
Abbiamo visto che la pietra del mappamondo riporta una raffigurazione di nubi stratificate da vapore.
Nel 1981 Emiliani, dell'Università di Miami, Krause, dell'Università del Colorado e Eugene Shoemaker, lo scopritore della famosa cometa, hanno sancito che un impatto oceanico, oltre ad immettere polvere di roccia in atmosfera immetterebbe anche vapore acqueo; esso risiederebbe più a lungo creando un fortissimo riscaldamento da effetto serra dopo l’inverno da impatto.
O’Keefe e Ahrens, del MIT, hanno proposto un’ulteriore drammatica ipotesi: qualora l’impatto fosse avvenuto in un’area calcarea, l’immissione in atmosfera di anidride carbonica avrebbe peggiorato profondamente l’effetto serra. Probabilmente esseri viventi sfuggiti all’inverno artificiale sarebbero stati successivamente uccisi da un eccezionale calore.
Le piogge acide, secondo Lewis, Watkins, Hartmann e Prinn (MIT), troverebbero origine nel parossistico riscaldamento atmosferico in grado di combinare le molecole di ossigeno e azoto, generando acido nitrico, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare al venir delle piogge. Non solo: gli invertebrati marini, dal guscio calcareo, si sarebbero sciolti a causa della solubilità dei gusci carbonatici in acque acide.
Insomma, in ultima analisi: le pietre di Ica indicano un evento ben preciso che si sposa perfettamente, sia nei tempi sia nelle modalità, con l’impatto del KT.
Vi è da considerare, oltremodo, la presenza di raffigurazioni sauriche esistenti proprio in quell’arco di tempo, anzi, fino a quell’arco di tempo: vedi gli stegosauri, i triceratopi, i tirannosauri e gli pterodattili tutti raffigurati dal misterioso uomo di Ica.
La conclusione cui arriviamo è quella di ipotizzare, senza remore, un disastro globale e umano avvenuto all’alba di un giorno maledetto 65 milioni di anni fa, in cui popolazioni evolute, sia tecnologicamente sia a livello di pensiero, conviventi con i dinosauri, furono sterminate insieme ai coinquilini planetari da un proiettile spaziale vagante.
Nei prossimi paragrafi scopriremo se si tratta di "proiettili vaganti" oppure di drammatici fenomeni costanti.

UN ASSASSINO CHIAMATO VENDETTA
Nel 1984 un’ipotesi inquietante, partita da uno studio dell’Università di Chicago, inizia a farsi strada nel consenso ortodosso: le comete potrebbero colpire periodicamente la Terra.
Raup e Sepkoski pubblicarono uno studio che indicava come estinzioni di massa si siano verificate ad intervalli di 32 milioni di anni.
La conferma dell’ipotesi, non della tesi dunque, fu data da R. Muller, dell’Università californiana di Berkeley: la periodicità è calcolabile.
Quale ipotesi e quali soprattutto i parametri indiziari a disposizione?
L’ipotesi di base contempla una stella compagna del Sole, che compie la sua orbita in 32 milioni di anni intorno alla nostra stella madre. L’interferenza del corpo celeste denominato "Nemesi" ("Vendetta" in greco) avrebbe turbato le orbite cometarie ai confini del sistema scatenandone una pioggia per un milione di anni circa, aumentando la possibilità di impatto singolo o multiplo sulle superfici dei pianeti e del nostro in particolare.
Sottolineo il fatto che Whitemire e Jackson (Southwestern Lousiana e Computer Sciences Corporation) proposero indipendentemente la stessa ipotesi.
Detta realtà sarebbe risultata effettiva e possibile solo se i crateri da impatto mai avessero presentato la stessa periodicità.
Alvarez dovette ricredersi nel momento in cui la conferma arrivò anche su questo aspetto: fu Muller a scoprire la contemporaneità tra fenomeni di estinzione ed età dei crateri terrestri da impatto.
Un intervallo di 32 milioni di anni ci porta facilmente a calcolare due eventi: il primo è senza dubbio quello riguardante il KT; l’altro, a distanza di 65 milioni d’anni, sottolinea l’ipotetico disastro dell’11.500 a.C..
Probabilmente 32 milioni di anni or sono qualcos’altro deve essere accaduto. Starà alla scienza avanguardista, o a quella particolarmente illuminata e progressista, dare una risposta al quesito; noi terremo la rotta in tal senso cercando quanti più indizi possibili.

I TRAPPI DI DECCAN
Ogni ipotesi che si rispetti deve avere un corollario di negazione, sorta di smentita categorica o contro analisi in grado di rimettere in discussione il tutto. Oso dire, che più l’ipotesi è ferrata maggiore dovrà essere la pressione esercitata dalla controparte, e questa pressione deve soprattutto dimostrare credibilità.
Nel caso del limite KT la controparte è rappresentata da ipotesi alternative quali i fenomeni naturali endogeni; uno su tutti è il vulcanismo.
La scienza si è chiesta se un’eruzione violentissima o diverse eruzioni contemporanee possano essere annoverate tra i principali responsabili dell’eccidio cretacico.
I parametri messi in campo sono simmetrici alle prove del KT; l’indiziato principale sono i trappi del Deccan.
  • Il periodo: 65 milioni di anni fa un altro fenomeno di proporzioni immani sconvolgeva il tranquillo assetto planetario. In India si può osservare una conformazione basaltica di proporzioni immani denominata "trappi del Deccan"; sembra che, come il KT, sia avvenuta in un periodo di polarità geomagnetica invertita (V.E. Courtillot, dell'Università di Parigi). Courtillot ha individuato il periodo nel 29R, momento in cui si verificò il KT stesso. Ma la conformazione basaltica stessa smentisce l’ipotesi e scagiona l’imputato; questa è avvenuta nell’arco di 500.000 anni e non si sposa con la scomparsa repentina degli esseri viventi al momento del KT (arco di tempo espresso in 1.000 anni circa, se non meno).
  • L’anomalia dell’iridio: ci si è chiesti anche se le mega eruzioni vulcaniche mai avessero potuto ribaltare i valori dell’iridio sul pianeta. Nel 1983 fu Zoeller, dell'Università del Maryland, a trovare assieme al proprio gruppo di studio quantità notevoli di iridio nei vapori del vulcano Kilauea (arcipelago delle Hawaii). Il rapporto iridio-elementi rari nei fumi vulcanici, comunque, non raggiunge minimamente le quantità rilevate nel KT.
  • Il quarzo con strutture lamellari da shock: le osservazioni di quarzite deformata da esplosione si concentrano anche intorno ai vulcani; tuttavia le strutture lamellari presenti nel KT si possono formare esclusivamente con shock da impatto. Le quarziti oltretutto contengono stishovite (J. McHone, dell'Arizona State University), un quarzo particolare la cui generazione può avvenire esclusivamente ad altissime pressioni, molto più elevate di una qualsiasi esplosione eruttiva; tali pressioni si riscontrano solamente in fenomeni da impatto.
  • Le sferule basaltiche: queste ultime smentiscono il vulcanismo; esso avrebbe potuto generare le sferule tramite normalissime eruzioni laviche ma senza essere in grado di portarle in tutto il globo.
La spiegazione più plausibile è una sintesi tra tesi (impatto) e antitesi (eruzione); ancora oggi, pur essendo possibile lo scatenarsi di vulcanismo parossistico da impatto, i vulcanologi non ne conoscono la reazione meccanica.

LA MEMORIA DEI RETTILI
In ogni uomo risiede la memoria di una o più catastrofi che mutarono per sempre il corso della storia modellando gli eventi fino al punto in cui viviamo noi oggi.
Il Diluvio Universale, con tutte le implicazioni religiose che ivi sono contenute, ci rimanda ad una testimonianza, un vero e proprio vissuto più che ad un racconto terzo, ascoltato.
Chi tramandò il racconto del Diluvio deve averlo vissuto o udito da chi ancora ne serbava il terrificante ricordo non fosse altro perché questo fatto viene raccontato da ogni gruppo umano in ogni istante della storia.
È una delle prove a sostegno della tesi catastrofista, l’imprinting psicologico che ha determinato l’immagine del diluvio; questa stessa tesi viene riportata anche per la memoria che noi esseri umani serbiamo dei sauri.
Per dirla con le parole di Jung, alcuni simboli ricorrenti nello scorrere intellettuale umano nel corso dei millenni, trovano riscontro nel ricordo dei sauri.
Secondo Bylinsky, dell'Accademia delle Scienze di New York, il cervello dei sauri ha un’importanza fondamentale nell’evoluzione della neocorteccia che ha portato alla razionalità la stirpe dell’uomo: esso è "una sorta di anello di congiunzione tra noi e le nostre emozioni".
Vi sono delle correnti di pensiero naturaliste che sostengono il ritorno continuo in noi uomini delle pulsioni rettili; ogni volta che l’uomo disinserisce sentimento e razionalità lasciando correre le emozioni compulsive, si attiva il cervello originario, la parte più antica. Lo sguardo intelligente lascia spazio a pupille fredde, violente e, seppur utilizzando tecnologie di altissimo livello, l’uomo si scaglia contro l’altro uomo in una lotta tesa alla distruzione, né più né meno di come si comportavano i T-Rex o gli allosauri nel lontanissimo Mesozoico.
La nostra stirpe ricorda gli antichi dominatori poiché non solo può vantarne una appartenenza genetica ma addirittura una convivenza e oltretutto scomoda.
È noto come saghe e leggende o più semplicemente le religioni siano infarcite di draghi dalle lunghe corna, squame ed ali; serpenti e mostri che ricordano forme sauriche.
Quale l’origine, dunque, di questo parallelo nel momento in cui, scientificamente, non può esistere contemporaneità esperienziale tra i sauri e l’umanità?
Allora 16 milioni di anni non bastarono a cancellare il terrore dei dominatori mesozoici?
Questo testimonierebbe dunque una vera e propria convivenza; è il terrore misto a fascino, scatenati dai dinosauri, ad indurre la psicoanalisi a chiedersene il perché.
Perché solo scimmia e uomo manifestano terrore immediato senza esperienza di fronte ai rettili?
Che cosa sanno i primati rispetto alle altre specie?
Ma soprattutto: cosa hanno vissuto nella loro antichissima origine...?
Non sono queste delle risposte desunte da atteggiamenti singoli; si tratta invero di atteggiamenti subcoscienti comuni, allargati a tutta la famiglia umana e dei primati.
I test portati sui bambini ribadiscono la radice profonda delle paure suscitate dai sauri: il 40% rabbrividisce di fronte a serpenti e rettili; nei primati (scimmie), il 100%!
Tutti gli altri animali debbono esperire i rettili prima di averne paura. Noi e le scimmie, no.
Quindi il tutto deriverebbe da situazioni esperienziali avvenute nel Mesozoico.
I boscimani rappresentano sulle proprie case enormi serpenti e rettili alati e dotati di corna; in Africa una tribù parla della fuga dal Mindi, enorme serpente dall’odore infausto; gli aborigeni in Australia raccontano di Aman-Tjuni il grande serpente che uscì dal mare per dimorare sulla terra; i cinesi da sempre accompagnano le loro manifestazioni culturali e religiose con i serpenti e i draghi. E poi i Greci, gli Assiri, i Tolteci, gli Aztechi.
I sauri vivono nei nostri ricordi perché la razza umana li vide e vi convisse a lungo.

CONCLUSIONI
In questo articolo ho voluto mettere in risalto il parallelo tra la catastrofe del limite KT e la scomparsa della civiltà di Ica, passando attraverso prove, indizi e considerazioni che, legate tra loro, tracciano un profilo di eventi possibili.
È difficile anche per me arrivare alla conclusione che 65 milioni di anni fa una vicenda umana e animale del pianeta Terra non ebbe più futuro a causa di un impatto cosmico con un corpo che poteva essere una cometa o un asteroide.
Il fatto è che le prove e gli indizi a carico di questa ipotesi sembrerebbero non lasciare dubbi. In una sola espressione: l’evento KT e le Pietre di Ica hanno la stessa età...
Il testo di Petratu e Roidinger merita un posto nelle vostre librerie; avvincente come un romanzo e dettagliato non meno di qualsivoglia saggio archeologico, rivela un passato remoto misterioso ma che inizia ad essere svelato, spiegato e argomentato.
Noi abbiamo l’obbligo a questo punto di dare una sepoltura a uomini di cui non sospettavamo nemmeno l’esistenza; eppure essi ebbero il coraggio di testimoniare la propria esistenza in un momento di profonda e terribile drammaticità, come memoriale destinato a chi sarebbe venuto dopo; perché in loro l’etica umana aveva già un valore assoluto e radicato.
Approfitto per augurare a tutti buone vacanze e rivederci a settembre con nuovi orizzonti conoscitivi.


Tutti gli articoli di Approfondilibri

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in Razze aliene
scrivi un commento
7 agosto 2012 2 07 /08 /agosto /2012 19:17

 di Antonio Marcianò

 

 http://www.cun-veneto.it/images/alie07.jpgSono rare ma inquietanti le testimonianze, all'interno dell'Ufologia, di una razza insettoide. Il ricercatore statunitense Brad Steiger ha proposto una classificazione delle più comuni razze aliene, basandosi sulla casistica. Steiger cataloga quattro tipologie: gli Alfa, i Beta, i Gamma, i Delta. Ai Delta appartengono alieni non umanoidi, affini agli Insetti, ai Rettili, agli Anfibi, ai Pipistrelli. Rientrano nella categoria anche i mostri simili a quelli partoriti dalla fervida fantasia di H.P. Lovecraft.

All'interno di questo gruppo, è possibile isolare gli Insetti come il sinistro Mothman, l'uomo-falena che, secondo John Keel, proverrebbe da una dimensione parallela. La spaventevole creatura fu avvistata negli anni 1966-1969 in West Virginia: alta circa due metri, di corporatura affusolata, con pelle grigiastra, arti inferiori analoghi a quelli umani ed enormi ali dispiegantesi dalle terga. Gli occhi del Mothman sarebbero rossi e rutilanti. La vicenda dell'Uomo-falena è associata alla presenza di oggetti volanti non identificati ed a sciagure. Il mito dell'Uomo falena è stato rinverdito da Mark Pellington che nel 2002 girò la pellicola The Mothman prophecies, basata su un saggio di Keel e con protagonista Richard Gere. 

 Credo che uno dei riferimenti più antichi ad una razza insettoide si possa rintracciare in Africa. Sono reperibili ancora oggi presso tribù dell’Africa australe lacerti di tradizioni che rimontano ad un contatto con esseri preternaturali, di solito in sembianze di serpenti o di insetti. Ad esempio, i San (Boscimani) venerano un dio creatore dal nome Kaggen che significa Mantide. 

 "Secondo il prof. David Jacobs, uno storico della Temple University autore del volume The treath, gli alieni perseguono un piano ben preciso: la modifica biogenetica dei terrestri allo scopo di una convivenza tra umani ed alieni sulla Terra. Tale progetto dovrebbe concludersi tra circa quattro generazioni, quando ormai tutta la popolazione terrestre avrà subito almeno un’esperienza di abduction. A questo punto le persone normali diventeranno civili di seconda classe con diritti molto limitati rispetto agli “ibridi”. Jacobs individua i veri mandanti di tale sinistro piano nei Grandi insettoidi o Mantidi religiose anziché nei Grigi". 

Mantidi fra arte preistorica e gli oscuri meandri dell'Ufologia demoniaca, quindi.

 Osserva Davy, nell'articolo La ragnatela non è tessuta dal Rettile, "E' notevole come simboli nobili ed esoterici, come quello del giglio, si possono trovare sul dorso dei ragni. Alcuni studiosi sostengono che le genealogie merovingie hanno basi radicate in distinte stirpi. Essi affermano che i leggendari e fantomatici vampiri, ora agiscono in sette occulte che compiono orribili sacrifici e riti anche con spargimento di sangue mondiale, ma erroneamente, anche i più rinomati ricercatori, associano l’indole di questi esecrandi adepti di oscure sette al rettile, mentre è evidente che il modus operandi di tali sinistri personaggi è indubbiamente insettoide. Pensando alle rigide società di insetti di in un formicaio o di un alveare, è elementare notare come queste minuscole (agli occhi umani) comunità, siano instaurate sulla base di macchinose gerarchie che possono essere paragonate alle subordinazioni che oggi divengono scopo del Nuovo Ordine Mondiale".

La tessera di Davy dunque si incastra con nel mosaico disegnato da Jacobs.

 Recentemente sono state compiute delle scoperte archeologiche a Rennes Le Chateau. Il ricercatore britannico Ben Hammot, nella località pirenaica legata agli intrighi dell’abate Berenger Saunier ed ai suoi presunti segreti sulla discendenza del Messia, in una grotta presso la Torre Magdala ha reperito un bauletto contenente vari manufatti databili al I secolo d.C. e riferibili alla Giudea. Lo scrigno, databile al XIII secolo, mostra sulla superficie un motivo simile ad un ragno, simbolo della famiglia Hautpoul, i signori di Rennes le Chateau, discendenti dai Templari. 

E’ noto che, a torto o a ragione, i Templari e soprattutto i loro epigoni, sovente interpreti non fedeli dell’insegnamento templare, sono considerati, tra le confraternite che perseguono piani occulti di dominio globale. E’ solo un indizio il ragno araldico, anche se è induce a pensare che il numero tredici, legato all’Ordine dei cavalieri di Cristo, poiché il 13 ottobre del 1307 cominciò la persecuzione dei monaci soldati per opera di Filippo IV il Bello, re di Francia, è anche il numero dei puntini sul dorso della malmignatta.



 E’ comunque nell’Ufologia più sinistra che si rinvengono cenni ad una dominazione insettoide. Philip Imbrogno, intervistato da Lavinia Pallotta, così si esprime a proposito dell’inquietante Progetto Philadelphia: “Hynek venne contattato da una persona che affermò di aver partecipato al progetto. Hynek si recò in Messico per incontrare il testimone Carlos (nome in codice) perché questi sentiva che la sua vita era in pericolo. Sembra che fosse il terzo Carlos e la storia era stata tramandata ai successori. In questa versione del famigerato Project invisibilità, la nave scomparve per andare in un’altra dimensione dove l’equipaggio incontrò esseri intelligenti simili ad insetti che condussero esperimenti su di loro. Quando la nave fece ritorno, metà dell’equipaggio era scomparso. Secondo questa versione, si era aperta una finestra dimensionale: gli esseri dell’altra parte la stanno tenendo aperta per venire nel nostro mondo e noi non siamo in grado di chiudere il portale”. 

 Lo scienziato statunitense, Terence McKenna, autore di True hallucinations e di The invisibile landscape, descrive “un incontro con intelligenze insettoidi che avevano cose curiose da dire sulla natura del tempo”. 

 Stando alle testimonianze raccolte dal chimico Corrado Malanga, autori dei rapimenti sarebbero anche delle spaventevoli mantidi di due metri di altezza, se accucciate. Questi insettoidi sarebbero associati a militari israeliani.


 Nel mito e nelle leggende il ragno è talora associato alla creazione: nella mitologia egizia, questo aracnide è un attributo della dea Neith, come tessitrice del mondo. Secondo i nativi delle isole Nauru, nel Pacifico meridionale, il mondo fu creato da Areop-Enap, Ragno antico. 
 Il ragno, per gli Aztechi era il simbolo dell’oltretomba, mentre in Perù era collegato al dio Huari. 

 L’ape, simbolo tra i più ricchi, è nell’arma dei Barberini e dei Bonaparte: sebbene Frozar e Bludorf associno la raffigurazione di questo imenottero nel blasone della famiglia Barberini all’ipercomunicazione [11], vi si può leggere anche un rigido ordine gerarchico ed una mentalità da alveare dove le operaie sono semplici esecutrici di una volontà a loro superiore. 

Chiudendo il cerchio, non può mancare un cenno alla “mitologia” contemporanea: nel cinema l’evocazione di insetti “alieni” risale già a George Melies: nel film intitolato Viaggio sulla luna (Le voyage dans la lune), cortometraggio di quindici minuti del 1902, ispirato ad opere di Verne e Wells, il pubblico pagante incontra i Seleniti, corpi da insetto e teste da uccello, la cui interpretazione viene affidata agli acrobati del Folies Bèrgeres.

 Nel film L'astronave degli esseri perduti (Quartermass and the pit), durante alcuni scavi viene ritrovata un’astronave con creature senza vita che ricordano le cavallette. Quartermass ne deduce che l'astronave arriva da Marte (?); lo scienziato scopre che gli esseri-cavalletta erano i padroni degli schiavi trovati sul vascello spaziale. Quando il razzo cadde sulla Terra, milioni d'anni prima, si salvarono solo alcuni di questi prigionieri che diedero vita alla razza umana. 



 Ancora cavallette, meccaniche questa volta, nel reboante e noioso Starship troopers. La storia è ambientata nel XXIII secolo: la Terra è governata da una dittatura militare, che porta la violenza come primo strumento di affermazione e che conferisce pieni diritti solo a chi si arruola nei ranghi delle forze armate planetarie, segnando così una divisione netta tra combattenti e civili. Johnny Rico, giovane studente sudamericano, si arruola nelle forze federali, indotto dal professor Rasczak e per seguire la sua fidanzata, Carmen Ibanez. Il loro rapporto è, però, destinato a deteriorarsi a causa della lontananza e delle differenti destinazioni dei due: aviazione per Ibanez, fanteria mobile per Rico. Durante un'esercitazione, muore un commilitone di Rico per sua responsabilità: decide quindi di congedarsi, salvo poi ripensarci. Buenos Aires, città natale di Rico, è stata distrutta da un meteorite lanciato dagli Aracnidi, specie aliena proveniente da un pianeta chiamato Klendathu, già in conflitto con la Federazione Terrestre. Ora combattere è questione di vendetta, e la guerra appena dichiarata agli insetti è l'occasione per ottenerla. I militari vengono inviati sul pianeta inospitale per sterminare il nemico. Arrivati sul mondo alieno, i terrestri si scontrano immediatamente con temibili ed agguerriti insetti giganti. 



 Claustrofobica e conturbante la produzione The bug (2006) per la regia di William Friedkin. Tratto da una piéce di Tracy Letts, il film narra la storia di Peter, ex marito di Agnes e veterano di guerra. L’uomo coinvolge Agnes in un turbinio di agghiaccianti eventi e visioni a base di insetti invisibili che si annidano sotto la pelle. Sintomatico che nella pellicola Peter menzioni il famigerato gruppo Bilderberg ed i suoi diabolici progetti: dal 1982 la popolazione è dotata di un microprocessore sin dalla nascita. L’esercito ha scelto alcune persone per sperimentare il controllo a distanza come accadde con Timothy Veigh, il candidato manciuriano che fu accusato dell’atto scellerato di Oklahoma City. Gli insetti bionici sono parte di un sinistro progetto militare. Sebbene nel film si tenda a presentare le affermazioni del protagonista sotto la speciosa e tranquillizzante giustificazione della paranoia che lo affliggerebbe, restano gli indizi relativi al controllo mentale, ad insidiosi insetti e pure ad una malattia di origine nanotecnologica come il Morgellons. 

Il film The mist del 2007 scritto, diretto e prodotto da Frank Darabont, è la trasposizione cinematografica del racconto di Stephen King La nebbia, contenuto nella raccolta Scheletri.

Bridgton, cittadina del Maine, viene avvolta da una misteriosa nebbia popolata da spaventose creature che mietono vittime tra la popolazione. Un gruppo di persone, rifugiatesi in un supermercato, lotta per sopravvivere.

Il film si apre con David, il protagonista, che sta completando un dipinto. Poco dopo una tempesta elettrica proveniente dal lago, porta lui e la sua famiglia a mettersi in salvo in cantina. Il giorno seguente David, insieme con il vicino Brent Norton e suo figlio Billy, si dirige al supermercato, ma una misteriosa nebbia comincia a dilagare sulla cittadina.

 Gli esseri abominevoli sono cavallette aliene ed è significativo che la causa dell’invasione sia addebitata ai militari che, in seguito ad esperimenti compiuti in una vicina base per l’apertura di un portale verso altre dimensioni, provocano l’ingresso degli insetti. 

Venenum in cauda… la meccanica pellicola Ultimatum alla Terra, rifacimento del classico risalente agli anni 50 del XX secolo. Nella versione del 2008, così distante dal dolente lirismo dell’originale girato da Robert Wise, a mo’ forse di obliquo messaggio, compaiono delle inarrestabili cavallette robot, risultato di nanotecnologia, che distruggono flora, fauna ed oggetti…

La meccanizzazione, come sigillo di un annientamento dell’ultimo barlume di umanità, foss’anche la disperazione.

Colpisce l’immagine che raffigura la magnetosfera: pare un gigantesco Aracnide che, con le sue mostruose zampe, stringe la terra in una morsa fatale. Questa figura ricorda il ragno istoriato a Nazca (Perù): si tratta del Ricinulei, dell’Amazzonia, un animaletto delle dimensioni di sei millimetri circa. Si nota qualche affinità… singolare coincidenza.

 

 

FONTE 

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in Razze aliene
scrivi un commento
7 agosto 2012 2 07 /08 /agosto /2012 19:08

http://www.roswell.it/wp-content/uploads/hoax1.jpgSono poche le persone che possono raccontare di aver visto con i propri occhi la maestosa Città Volante, sede centrale della cultura Draconiana, ed altrettanti sono quelli che hanno avuto l’onore o la sfortuna di incontrare sulla propria strada uno di questi esseri così atipici.
Pare infatti che siano xenofobi ed isolazionisti e che difficilmente abbiano contatti con le altre razze del Reame Incantato.
Quello che si sa è che risiedono nella maggior parte ad Altarupe e che il modo in cui siano comparsi in queste zone rimane ancora oggi un mistero.
La loro città volante, nota col nome di Hopacka, è costruita su un blocco di granito su cui sono scolpiti i potentissimi e antichi incantesimi che gli permettono di restare sospeso nel cielo.
Questa città non ha ancora riconosciuto il trono del Re e mantiene una forma di autogoverno proprio, nemmeno ai tempi del Primo Regno i Re riuscirono ad assoggettare completamente questa orgogliosa razza: la loro roccaforte si è sempre dimostrata imprendibile.
Gli studiosi ritengono questa razza una specie di progenie dei più famosi Draconici, nati da esperimenti magici sulle uova dei Draghi.
Si narra infatti che gli esperimenti degli Adra avessero portato alla nascita di interi eserciti di Draconici di tutte le specie da usare per assoggettare le allora barbariche popolazioni della Penisola.
Alla scomparsa dei loro padroni in seguito alle nefaste conseguenze del loro Grande Rituale, i Draconici si dispersero per il Reame; molti perirono alla continua ricerca di sanguinose battaglie in cui sfogare un antico istinto omicida, mentre altri collaborarono con i loro fratelli Draghi alla costruzione di una città tra le nuvole: la Città Volante appunto.
Da allora poco si è saputo della loro sorte e della loro storia, vero è che nei millenni i Draconici sono stati soppiantati quasi interamente dai Draconiani, di aspetto molto più umano, ma dalla cultura e tradizione pressoché invariate.
I Draconiani sono di corporatura robusta e possente, hanno una pelle coriacea e squamosa dai colori più svariati; molto comuni sono i Draconiani di colore giallastro, ma se ne possono vedere anche di verdognoli, di rossicci, di marroni o di pelle nera.
Questa eterogeneità è dovuta alla discendenza dai Draghi, che come è ben noto assumono diverse gamme e tonalità cromatiche.
Hanno denti affilati e canini pronunciati, sia sulla mascella che sulla mandibola; la coda si è accorciata con le generazioni ed è ora di dimensioni assai ridotte anche se ancora abbastanza visibile, mentre le ali sono scomparse del tutto.
Alcuni individui molto rari, tuttavia, nascono con delle minuscole ali atrofizzate del tutto inutili al volo ma di grande valore simbolico per gli altri individui della stirpe.
Esistono individui in cui i tratti dragheschi sono notevolmente attenuati tanto da essere ridotti ai soli denti acuminati e a delle piccole e molli scaglie sul viso: questi creature vengono fortemente disprezzate dagli altri draconiani e, raggiunto il grado di Apprendista, vengono designati al Campo degli Hutamak.

 
Società Draconiana

La nobile discendenza draghesca li ha portati a costruire una fortissima cultura razzista basata sul concetto di superiorità fisica e mentale rispetto alle altre razze di umanoidi.
Ogni Draconiano che si rispetti ha infatti una altissima stima di sé e delle sue capacità e ritiene gli elementi di qualsiasi altra cultura come degli esseri inferiori, poiché privi del magico sangue ereditato dai grandi rettili del passato.
La loro vita, quando non muoiono in battaglia, può durare fino ai 70 anni ed è sempre scandita da una rigida suddivisione: fino ai 10 anni un draconiano è considerato un Cucciolo, dai 10 ai 30 anni è un Apprendista, dai 30 ai 50 è un Maestro, dopo i 50 è un Saggio.
I loro modi sono precisi e sicuri come se appartenessero tutti ad un unico esercito; sono militareschi in ogni azione ed è difficile vederli usare la magia, privilegio esclusivo degli individui provvisti di ali.
Non hanno mai bisogno di girare a coppie o in gruppo e non mostrano mai le loro relazioni interpersonali agli altri individui di qualsiasi specie in quanto ritengono che i loro rapporti siano troppo complessi e sacri per renderne partecipi le altre razze, ovviamente inferiori.
Amano la violenza e non provano alcun tipo di pietà o di misericordia tanto che infatti sono tra i più esperti nell’utilizzo della tortura.
Se si intraprende una guerra con i Draconiani o anche solo un conflitto è sempre più auspicabile perire sotto i loro colpi piuttosto che divenirne prigionieri; un prigioniero per il Draconiano è una inesauribile fonte di informazioni e di godimento.
Se poi il godimento si ottiene torturando il prigioniero per ottenere informazioni, allora il piacere per il Draconiano in questione viene decuplicato.
La loro scienza anatomica è infatti molto sviluppata e conoscono per ogni razza del Reame Incantato i punti che, se stimolati nel modo giusto, producono il più alto rapporto dolore-voglia di parlare.
Il Sistema giuridico dei Draconiani non è molto complesso ed ogni inquisito viene considerato colpevole fino a prova contraria.
Quando avviene una incarcerazione, questo vale anche per i membri della loro razza, si procede subito al vaglio delle prove ed una volta dimostrato che si è di fronte ad un colpevole si arriva al processo giudiziario.
Questa pratica presso i Draconiani è una pura formalità in quanto la persona inquisita, se è arrivata al processo, significa che è già stata dimostrata colpevole.
La pratica giudiziaria serve solo per presentare all'accusa le prove, a quel punto ormai inconfutabili, e per far capire alla persona in questione quanto sia colpevole e quanto meriti la pena, che in genere è la morte per la maggior parte dei crimini; il grado di sofferenza nel raggiungimento del decesso è determinato dalla gravità del crimine.
Il Consiglio Militare è la più alta autorità politica ed incorpora i poteri legislativo (tanto le leggi sono poche e continuamente suscettibili di variazioni), esecutivo e giudiziario.
Il Consiglio Militare ha rifiutato di riconoscere le Leggi Reali in quanto ritenute troppo permissive e non sufficientemente rigide.
I Draconiani rispettano solo la organizzazione militare e considerano la pietà e la compassione dei fortissimi punti deboli posseduti solo dalle razze inferiori e in quanto tali in via d'estinzione.
La cura dei propri cuccioli è tenuta in grande considerazione.
Tutte le uova che si devono ancora schiudere vengono custodite nella Casa dei Futuri Eroi e accudite da vestali votate a questo unico compito.

 
Vita di un Draconiano

Dopo pochi giorni dalla propria nascita un Draconiano è già in grado di camminare, divorare carne e attaccare un nemico, da questo momento abbandona la Casa dei Futuri Eroi e viene condotto all'Accademia della Vita dove sarà seguito, valutato e plasmato dai Maestri.
È durante questo periodo che gli individui dotati di ali vengono iniziati ai misteri della Magia o degli Dei e che tutti i cuccioli apprendono l'arte della guerra e della tortura in modo da poter diventare veri Draconiani.
Gli allenamenti e le lezioni sono molto dure e le morti accidentali non sono rare.
Raggiunti i 10 anni di età i giovani draconiani vengono suddivisi tra i Palazzi del Sapere a seconda delle proprie attitudini.
I piccoli che denotano una prevalenza marcata delle caratteristiche umanoidi, vale a dire i piccoli privi di ali, di coda e di scaglie degne di essere chiamate tali, vengono inviati al Campo degli Hutamak che, nella loro lingua, può essere considerato come il "Campo delle Prede".
Questa è forse una delle usanze più difficili da comprendere per chi non è un draconiano.
I piccoli Hutamak vengono addestrati per eccellere nell'arte della guerra, del sotterfugio e dell'assassinio, vengono nutriti con i cibi migliori e dotati di armi ed equipaggiamenti di grande raffinatezza fino al raggiungimento dei 15 anni.
Raggiunti i 15 anni gli Hutamak vengono espulsi dalla città e cominciano la loro vita da Prede: i giovani Apprendisti gli daranno la caccia fino a che non li avranno uccisi guadagnandosi così il grado di Giovane Maestro.
Il motivo per cui i draconiani addestrino dei propri simili per poi dargli la caccia è tuttora sconosciuto: secondo alcune teorie questa usanza venne istituita per sottolineare il fatto che, per poter trovare un avversario alla propria altezza, un draconiano deve affrontare un altro draconiano.
È difficile immaginare quanto questa usanza sia rispettata, non si hanno notizie di Hutamak che si siano ribellati al proprio destino, essere un Hutamak è considerato un onore, restare in vita il più a lungo possibile è il sogno dell'intera vita di un Hutamak, morire con onore è il loro unico desiderio: non c’è umiliazione maggiore di quella di essere ricondotto vivo a Hopacka.
Gli altri draconiani trattano con rispetto gli Hutamak e in una delle piazze di Hopacka è stata eretta una statua in memoria di Kryos, l’Hutamak che riuscì a sopravvivere un intero anno all’Inseguimento.

 

 

 


Fonte 

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in Razze aliene
scrivi un commento
4 agosto 2012 6 04 /08 /agosto /2012 22:56

http://www.usac.it/articoli/casale_tipologie_aliene_file/image004.jpgLa razza umana proviene da altri pianeti del nostro universo. La prima razza umana fu seminata sulla terra dalla “Razza Rossa” proveniente da Sirio 200.000 anni fa. Poco dopo, circa 180.000 anni fa, vennero dalle Pleiadi sia la razza bianca che quella gialla. Quest'ultima chiamata anche razza rettiliana. Circa 150.000 anni fa vennero anche gli Assiri, cioè la razza nera, da Sirio.

I siriani ed i pleiadiani vennero con astronavi quando entrambi i gruppi vivevano ancora su pianeti di terza dimensione. Ora i pleiadiani sono in quarta, i siriani in quinta. Non ci sono altri gruppi di terza dimensione sufficientemente vicini da venire qui sulla Terra.

Nessun umano di altre dimensioni può venire nel nostro piano eterico. I nostri piani eterici sono di terza dimensione, e nessuno che sia di altre dimensioni può penetrare nella nostra dimensione. Sono proprio realtà diverse e che non possono comunicare tra loro fisicamente. I tipi di comunicazione con altri piani che esistono sono due: via piani eterici (telepatia, solo con piani eterici di terza dimensione) o via cuore (ologramma, anche con altre dimensioni).

Nei nostri piani eterici possono esserci solo entità che magari si spacciano per gruppi ET. Ma non lo sono. Le entità sono semplici forme-pensiero senza consapevolezza. Sono accumuli di energia e neanche troppo intelligenti.

Solo il piano fisico può contenere consapevolezza. Ed esiste un solo piano fisico per ogni dimensione. Gli altri sono tutti piani eterici. Esseri di altri pianeti possono venire fisicamente sulla Terra solo se sono in terza dimensione. Ma non vi sono pianeti abitati sufficientemente vicini alla Terra da poter permettere ad altri umani tridimensionali di venire qui sulla Terra.

In sostanza, 4 razze aliene vennero sulla terra. Due provenienti da Sirio (rossi e neri) e due provenienti dalle Pleiadi (bianchi e cinesi). I siriani ed i pleiadiani sono gli antenati dei terrestri, e prima che loro arrivassero non c'erano umani sulla Terra. Le 4 razze suddette discendono tutte da Eva. La razza bianca e quella gialla derivano da figli maschi di Eva e perciò sono tendenzialmente mentali, mentre la razza nera e quella rossa derivano da figlie femmine di Eva che sono tendenzialmente emotive. Nel capitolo dedicato alla creazione vedremo come e perché. Oltre a queste razze esistono anche i Grigi che sono una creazione di laboratorio terrestre piuttosto recente. Non c'entrano nulla con l'origine della razza bianca. Anzi, sono proprio i bianchi che li hanno creati.

I Siriani quando vennero 200.000 anni fa si installarono inizialmente in Italia e poi si sparsero pian piano nell'Europa. Gli statunitensi sono composti principalmente da ispano-americani, africani, europei ed in parte da nativi americani. Tutti questi gruppi sono (come razze) discendenti dai siriani. Vi erano due gruppi di siriani: quelli rossi e quelli neri. Quelli rossi sono quelli con la pelle più rossa nel senso che si arrossa quando si prova emozione o si subiscono degli sbalzi climatici, ma anche nel senso che ha delle parti più rosse o rosee. Questi sono quelli che noi chiamiamo "bianchi", cioè americani (tutte le americhe), europei ed australiani. Gli indiani d'america, i lapponi, i tibetani e gli aborigeni australiani hanno la pelle più scura perché sono discendenti di rossi che nel periodo lemuriano si mischiarono con gli antenati degli attuali africani, cioè con neri.

I pleiadiani quando vennero 180.000 anni fa si installarono inizialmente nell'attuale Cina e da lì si sparsero nell'attuale Asia. Come detto, vi erano due gruppi di pleiadiani: quelli bianchi e quelli gialli. Quelli gialli sono quelli con gli occhi un po' a mandorla, quelli bianchi sono gli arabi e gli indiani d'India più altri gruppi minori. Sono chiamati bianchi perché sono sempre bianchi, anche quando provano emozione o il corpo subisce sbalzi climatici (cosa che non avviene, come detto, nei rossi cioè quelli che noi chiamiamo oggigiorno bianchi). Certi gruppi di indiani d'India si mischiarono con dei gruppi di neri nel periodo di Pangea. Per questo alcuni gruppi di indiani d'India (e di paesi limitrofi) sono abbastanza scuri di pelle.



Oltre ai pleiadiani ed ai siriani, altre razze hanno avuto un contatto con la Terra. Sebbene solo i pleiadiani ed i siriani abbiano colonizzato la Terra, anche gli andromedani fanno parte della storia terrestre più recente.

Infatti 600.000 anni fa, quando gli andromedani erano ancora in terza dimensione (ora sono in quarta) vennero sulla Terra per scaricare una sostanza che sul loro sistema solare era di ostacolo alla loro ascensione. Tale sostanza è il cloruro di sodio (sale). Tale sostanza venne scaricata direttamente negli oceani dove si sarebbe dispersa più facilmente. Tendenzialmente non venne scaricata nei fiumi e nei laghi.

Fu tale cloruro di sodio che portò la radioattività sul nostro pianeta. Il cloruro di sodio in sé può essere basato su qualsiasi tipo di energia, ma quello andromedano era radioattivo.

Quindi la radioattività giunse sul nostro pianeta 600.000 anni fa. L'elettricità giunse sul nostro pianeta ben 3 milioni di anni fa. L'elettromagnetismo, invece, giunse sul nostro pianeta ben 18 milioni di anni fa.

La Terra esiste sin dall'inizio dello spazio-tempo. Si dice che è nata in 25° dimensione perché fino ad allora è stata in incubazione, per così dire. In sostanza, fino a che lo spazio-tempo non è caduto alla 25° dimensione vibrazionale, la Terra esisteva ma non era attiva. Aveva già coscienza, naturalmente, ma era un osservatore esterno della realtà. Quando lo spazio-tempo è sceso alla 25° dimensione vibrazionale, la Terra si è attivata nel senso che ha cominciato a far parte del "Gioco della Vita", insieme a tutto lo spazio-tempo allora esistente sopra la 25° dimensione. Ora che abbiamo raggiunto la massima espansione dello spazio-tempo, non c'è nemmeno un quark di tutto lo spazio-tempo che non faccia parte del Gioco della Vita.

Quindi la Terra "si attivò" in 25° dimensione circa 18 milioni di anni fa, quando l'elettromagnetismo giunse sul nostro pianeta. (Vedi anche art. "Siamo soli").

Oggi sappiamo che altre civiltà più evolute della nostra hanno abitato questo pianeta, sin dall’origine dell’uomo. Di esse finora sapevamo quasi nulla, ma ora la verità intera sta venendo alla luce.

Una di queste, ad esempio, fu la civiltà Lemurica vissuta nel continente MU (la Lemuria), ora scomparso. All'inizio sulla terra c'era solo un grande continente che si chiamava Lemuria. Quella Lemuria, che è esistita fino a 120.000 anni fa, era abitata sia da discendenti dei siriani (rossi, neri) sia da discendenti degli Annanuki pleiadiani (cinesi, bianchi). Era un grande continente che occupava a grandi linee gli attuali Oceano Indiano, Asia centro-meridionale, Africa ed Europa.

I lemuriani erano per lo più discendenti dei siriani. Erano poco mentali e più emotivi, ma non telepatici. Piuttosto direi intuitivi. La società lemuriana era divisa in due livelli. C'era una casta di maestri chiamati Mahavishnu che avevano una genetica con 15.000 strati di DNA. Essi erano preposti alla guida della massa della popolazione che si trovava a livello di Bodhisattva con 6.000 strati di Dna.

120.000 anni fa, la Lemuria fu distrutta da una guerra nucleare scoppiata tra i discendenti dei siriani e i discendenti dei pleiadiani. L'unico grande continente della Lemuria fu diviso in due: Pangea e Atlantide. Atlantide comprendeva le zone attualmente sotto l’oceano Atlantico, più le zone costiere orientali degli USA, il Messico, buona parte delle isole del centro America compresa Cuba e la zona nord del Sud America. La zona che noi chiameremo Pangea comprendeva tutta l’attuale Europa, l’Africa, l’Asia (non la Cina orientale, il Giappone, le due Coree e l'Indocina che appartenevano al continente atlantideo) e l’Oceania più le zone rimanenti del Sud America. Fino alla distruzione di Atlantide, quindi, la Terra in superficie comprendeva due vaste aree: quella che chiameremo Pangea e quella che chiameremo Atlantide.

La distruzione della Lemuria comportò una caduta di coscienza sia della terra che della popolazione. I maestri Mahavishnu furono distrutti.

Quanto tempo durò la civiltà lemuriana? Dall'arrivo dei siriani 200.000 anni fa fino a 120.000 anni fa. Durò quindi 80.000 anni. Tra 120.000 e 100.000 anni fa vi fu una glaciazione dovuta all'uso di bombe atomiche che provocarono disastri su Lemuria. Fu in quel tempo che gli esseri umani si rifugiarono nella Terra Cava.

Su Pangea vi era rimasta solo una popolazione formata dai livelli Bodhisattva o più bassi di livello. La popolazione su Atlantide aveva una genetica da 3.000 in giù.

Su Pangea vi erano per lo più discendenti dei siriani, ma vi erano anche pleiadiani. Viceversa su Atlantide.

La civiltà atlantidea iniziò 100.000 anni fa e terminò 40.000 anni fa a causa di un'altra guerra nucleare karmica tra i discendenti siriani e quelli pleiadiani.

Le due suddette ondate karmiche (quella di 120.000 anni fa e l'altra di 40.000 anni fa) rischiano di ripetersi karmicamente oggi tra gli Americani e gli Europei da una parte (discendenti dei Siriani) ed i Cinesi e gli Arabi dall'altra (discendenti dei Pleiadiani). E' anche per evitare un'altra strage che Dio è venuto sulla Terra. Senza il suo intervento un'altra strage sarebbe assicurata.

Il diluvio biblico si riferisce alla distruzione di Atlantide. La guerra durò "solo" 40 mesi, ma le conseguenze climatiche e geologiche che provocarono l' immersione di parte di Atlantide durarono ben 18.000 anni, cioè da 40.000 a 22.000 anni fa. Il livello delle acque è rimasto più o meno lo stesso, perché l'inabissarsi di parte di Atlantide ha fatto salire altre parti prima sott'acqua, come gli Usa occidentali e buona parte del Canada. La storia dell'arca è un mito per indicare il fatto che ci fu qualcuno che si salvò dalla distruzione di Atlantide.

Dalla prima semina della razza umana (da parte dei siriani) a poco tempo fa, si sono susseguiti sulla terra dei periodi di dominio del pianeta e dell'umanità da parte di esseri eterici ed entità, chiamati da Mila ed Oa (della SSOA) "falsi dei". Sono tutti corpi eterici di persone vissute a livello fisico un tempo che si fanno accreditare presso gli esseri umani quali dei. I falsi dei sono entità che hanno perduto il collegamento con la Sorgente, a seguito di ascensioni incomplete, ed hanno assunto compiti che non le competevano.

Fra questi Merduk ed Innana sono stati due fratelli Annanuki che sbarcarono insieme ad altri sulla Terra 180.000 anni fa e che vissero ben 18.000 anni. Non crearono guerre distruttive, ma durante il loro dominio crearono una serie di manipolazioni eteriche e genetiche che causarono la caduta di consapevolezza di molte persone lemuriane. Merduk ed Innana governarono in Oriente nel periodo che va da 180.000 a 162.000 anni fa circa. I loro corpi eterici non sono sulla Terra, dato che se ne tornarono entrambi sulle Pleiadi prima di morire.

Da 162.000 a 120.000 anni fa vi furono diversi domini sul pianeta e non vi fu mai un regno unico globale. Tendenzialmente i discendenti dei siriani vivevano in occidente ed i discendenti dei pleiadiani in oriente. Solo nel periodo tra 122.000 e 120.000 anni fa l'entità Yahweh ebbe un certo potere dall'eterico. L'entità Yhaweh è il corpo eterico di quel Yhaweh capostipite degli ebrei, che visse 124.000 anni fa. Furono lui ed alcuni suoi discendenti che scatenarono i primi tafferugli nella zona attuale del Medio Oriente che portò poi alla guerra nucleare 120.000 anni fa. Yhaweh esiste tuttora ma anche lui non ha più potere a livello globale sulla Terra.

Da 100.000 anni fa a 40.000 anni fa, cioè durante il periodo di Atlantide e di Pangea, non vi furono domini globali. Ashtar (Zeus) è stato un Annanuki vissuto circa 60.000 anni fa. Nel periodo tra 42.000 e 40.000 anni fa l'entità Sanat Kumara ebbe un certo potere. Sanat Kumara fu un pleiadiano-siriano che visse 43.000 anni fa circa.

Nell'epoca moderna, cioè negli ultimi 22.000 anni (da 40.000 a 22.000 anni fa vi fu una glaciazione) non vi sono stati domini globali e nemmeno entità potenti. Melchizedek visse in Egitto circa 10.000 anni fa. Djwal Khul è vissuto in Tibet nel ventesimo secolo; Mahatma è il corpo eterico di Gandhi.

Negli ultimi 2000 anni di Lemuria l'entità di potere fu Yahweh, negli ultimi 2000 anni di Atlantide l'entità di potere fu Sanat Kumara.

Negli ultimi 2000 anni della nostra epoca l'entità di potere è stata Sananda. Sananda è il corpo eterico del Cristo, il figlio di Gesù. Solo Sananda ha avuto potere negli ultimi 2000 anni ed il suo potere è stato ben più forte sia di quello di Yahweh che di quello di Sanat Kumara.

L'entità Sananda è fra tutte quella più grande. La grandezza di un' entità dipende da quanta energia ha preso o gli è stata data da altri. L' entità Sananda, ad esempio, è diventata così grande a livello eterico da essere temuta anche al livello del Tao. Non oltre, però, dato che l'entità Sananda si basa sull'energia elettrica, e tale energia non può andare oltre il livello del Tao, dove ha avuto la sua origine. Oltre il Tao, l'entità Sananda non ha alcun potere e non può danneggiare nessuno.

L'entità Sananda è diventata così grande a causa della venerazione che gli umani hanno avuto negli ultimi 2000 anni per il Cristo.

Sananda non è asceso in modo incompleto fisicamente. Ha semplicemente gonfiato sempre più il suo corpo eterico tanto da farlo giungere a vibrazioni molto alte. Ora, chiariamo però una cosa.

In entrambe le guerre di 120.000 e 40.000 anni fa il tentativo da parte di un gruppo di discendenti dei siriani da una parte e di un gruppo di discendenti dei pleiadiani dall'altra di dominare l'intero pianeta fu una delle cause scatenanti. Oggigiorno tali due gruppi sono rappresentati dagli Usa e dalla Cina.

Ora siamo ad un bivio: riuscirà l'umanità ad evitare una nuova guerra nucleare? Questo è il problema. Bisogna sapere che quando una lezione non viene imparata e superata, allora la volta successiva il modo in cui ci viene messa davanti è ancora più forte. La distruzione di Atlantide è stata più forte di quella lemuriana. Se oggi l'umanità non capisce che la guerra non porta a nulla se non alla morte, questa volta la distruzione sarà ancora più forte che su Atlantide e potrebbe essere quella definitiva.

Oggi queste gerarchie non esistono più. La Madre Terra, e Dio/Dea hanno ripreso in mano il potere ed hanno rispedito questi esseri nelle loro creazioni d'origine. Nonostante il fatto che le gerarchie siano state eliminate, però, molti dei suoi ex-membri cercano ancora di disturbare l'ascensione della Terra con tutti i mezzi a loro disposizione, influenzando quegli uomini assetati di potere.

Le varie religioni, comprese quelle attuali, sorte in epoche diverse, sono state appositamente ispirate da questi falsi Dei, che si sono serviti anche dei cosiddetti Maestri Ascesi che hanno instillato negli uomini determinate forme-pensiero che li hanno trasformati in macchine viventi senz’anima, al fine di mantenerli sottomessi al loro dominio. In verità questi maestri hanno avuto solo un’ascensione incompleta lasciando dietro di sé molte parti inconsce distruttive che non sono state abbracciate.

In realtà, i falsi Dei non desiderano affatto l’ascensione della Terra e dell’umanità, anzi la ostacolano in tutti i modi perché sanno che l’ascensione significherebbe la fine del loro dominio sulla Terra e di conseguenza la maturazione del loro pesante karma di cui finora sono riusciti a ritardarne gli effetti.

La specie umana ha sperimentato, nel corso della sua storia, diverse “cadute” di consapevolezza a seguito di interventi esterni catastrofici.

La razza umana originaria possedeva 36.000 strati di DNA che le garantivano la Piena Consapevolezza di 3° dimensione (Vedi "Livelli di Ascensione").

Ascensione, evoluzione, consapevolezza e patrimonio genetico (numero di strati di DNA o basi azotate) sono strettamente correlati fra loro.

La prima caduta di consapevolezza, a causa degli Annanuki, ridusse il patrimonio genetico a 18.000 strati di DNA (dagli originali 36.000) e conseguentemente anche la consapevolezza. Ciò accadde circa 180.000 anni fa. L’essere umano si separò da Dio e da qui iniziò la lunga caduta di consapevolezza che lo avrebbe portato all’attuale livello più basso in assoluto, con solo 2 strati di DNA ed un’infima consapevolezza.

Quando la razza umana aveva 36.000 strati di DNA, il corpo viveva in media 2.000 anni. Questo lungo periodo consentiva loro di sciogliere tutto il proprio karma in una sola vita terrena.

A seguito di questa caduta il corpo cominciò ad invecchiare e la durata della vita si ridusse a circa 800 anni. Ciò era dovuto alla perdita della forma cristallina delle cellule, per cui queste avevano perso notevolmente la capacità di auto-rigenerarsi continuamente.

La seconda caduta di consapevolezza è avvenuta con la distruzione di Atlantide. Il materiale genetico umano decadde ulteriormente da 18.000 a 3.000 strati di DNA e successivamente agli attuali 2 strati di DNA.

Le ultime due bombe atomiche fatte esplodere durante la seconda guerra mondiale, nel 1945 (Hiroshima e Nagasaki), hanno causato una ulteriore degenerazione del patrimonio genetico in molti giapponesi ad 1,5 strati di DNA.

Questa degenerazione è stata accompagnata dalla frammentazione delle anime con una notevole perdita di coscienza. Oggi, la maggior parte degli esseri umani non possiede un’anima completa, ma frammenti di anima, e questo perché 2 soli strati di DNA non possono sostenere la vibrazione di un’anima intera. Gli esseri umani con 2 soli strati di DNA sono praticamente delle macchine viventi senz’anima, e vivono più sulla 2° che sulla 3° dimensione.

Il processo di ascensione in atto ha lo scopo fra l’altro di recuperare i frammenti di anima per ricostituire un’anima completa, senza la quale non è possibile nessuna ascensione.

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in Razze aliene
scrivi un commento
3 agosto 2012 5 03 /08 /agosto /2012 21:43

I RETTILIANI SONO TRA NOI

avvolta nelle spire del rettiliano

I Serpenti compaionono in tutti i miti e le religioni umane.

Rettili sono gli Annunaki "coloro che dai cieli giunsero sulla terra" o Nephilim (nella Bibbia), gli Dei accadici e sumeri. Secondo Zecharia Sitchin pianeta nibiruc'è un pianeta del sistema solare, il decimo, con un'orbita fortemente ellittica, Nibiru, associato al pianeta Marduk nella cosmogonia babilonese.

Ogni 3600 anni, Nibiru raggiungerebbe il centro del nostro sistema solare e ad esso sarebbe legata la distruzione del Pianeta Tiamat, il Quinto Pianeto, esploso, che si trovava tra Marte e Giove di cui l'astronomo Van Flandern ha provato l'esistenza, seconfo la teoria dell'equilibrio delle masse planetarie. L'esplosione di Tiamat o Mallona, da cui derivò l'attuale fascia degli asteroidi, ha lasciato tracce evidenti sulla superficie sconvolta di Marte.

Secondo la teoria di Zecharia Sitchin, gli Annunaki sarebbero arrivati sulla Terra 433.000 anni da ed avrebbero creato l'Homo sapiens incrociando i propri geni rettiliani con quelli dell' Homo erectus.

L'ipotesi parrebbe peregrina, ma il ritrovamento ad opera degli Scienziati dell'Università di Stato di Bashkir di mappe che rappresenterebbero gli Urali come erano conformati 120 milioni di anni fa, di cui parla questo articolo della Pravda, dimostra che i passaggi degli Annunaki sarebbero stati frequenti.

I Creatori della civiltà mesopotamica sarebbero stati, pertanto, gli Annunaki.

Secondo Alan Alford, gli Annunaki sarebbero giunti sulla Terra da Nibiru non 433.000 anni fa, ma 272.000 anni fa, anche se sarebbero sempre loro i creatori dell'uomo. Infine, sempre loro sarebbero sttati gli artifici della costruzione dell'enorme piattaforma di pietre a Baalbek con blocchi pesanti 750 tonnellate. Nessun mezzo attuale è in grado di spostare, nè tantomeno sollevare, un blocco di tale peso.

C'è, al riguardo, una interessante teoria del Professor Joseph Davidovits del Geopolymer Institute, secondo la quale i costruttori di Balbeek come delle piramidi si sarebbero avvalse delle conoscenze alchemiche che avrebbero permesso, tramite l'estratto di una pianta di origine sudamericana, di ricavare blocchi enormi nel sito della costruzione, riunendo svariati blocchi più piccoli, coesi con tale infuso.

E', ad ogni modo, un esempio di conoscenze che non appartengono alla nostra attuale civiltà.

 

ur.jpg

La prima cultura storica della presente era è la civiltà Ubaid (in Arabo عبي), che va dal 5300 al 4000 a.C. Le divinità rappresentate in quel periodi raffigurano i Creatori rettiliani, come si vede in questa raccolta di statuine di quel periodo, tutte facenti parte di corredi funerari.

 

statuette.jpg&width=150&height=150&quali
ubaid__1.jpg&width=150&height=150&qualit
ubaid__2.jpg&width=150&height=150&qualit
ubaid__3.jpg&width=150&height=150&qualit
ubaid__4.jpg&width=150&height=150&qualit
ubaid__5.jpg&width=150&height=150&qualit
ubaid__6.jpg&width=150&height=150&qualit
ubaid_statuetta.jpg&width=150&height=150

jarmo.jpgVivian Broman Morales ribattezzò i "Vigilanti" queste divinità serpiformi e manufatti di analoga fattura furono ritrovati anche da Robert Braidwood a Jarmo, una antichissima comunità umana risalente al 7000 a.C. nei Monti Zagros (ove si sarebbe sviluppata successivamente la civiltà dei Mitanni), come corredo tombale.

Il popolo di Ubaid riteneva che i Vigilanti, sottraessero i defunti per renderli Funimu, vampiri di forma umana, "spargendo il terrore e portando via uomini e donne per i loro scopi". Le statuine delle dee serpentiformi erano ritenute amuleti sacri, capaci di proteggere i defunti, i cui corpi si ritenevano fossero necessari ai Vigilanti per le loro ricerche genetiche.

Anche nel periodo accadico, sumero, babilonese, assiro e sargonide, moltiplici divinità erano rettili. Si veda la copia di un bassorilievo raffigurante il Dio Mesopotamico Marduk. Lo stesso Marduk, viene raffigurato mentre lotta contro il drago Tiamat.

 

marduk
marduk_combatte_tiamat.jpg

 

Tra i rotoli del Mar Morto rinvenuti nel 1954 assume particolare rilievo. il Manoscritto detto "Il Testamento di Amran", (4Q543, 545-548) dal nome del padre di Mosè, ove si può trovare un riferimento a strani esseri chiamati, anche qui, i "Vigilanti".

Amran vide in sogno due uomini che "...ingaggiavano una grande disputa... Io domandai loro: 'Chi siete voi, per avere su di me un tale potere?' Essi mi risposero: 'Noi abbiamo ricevuto potere e dominio su tutta l'umanità'. Essi mi dissero: 'Quale di noi tu scegli perché ti governi?'. Io sollevai i miei occhi e li osservai. Uno di loro era d'aspetto terrificante, come un serpente, il suo manto era variopinto, ma molto scuro...Ed io osservai di nuovo,...il suo volto era come una vipera, e indossava...tutti i suoi occhi...".

Nella Bibbia i Serafini, "strumenti di Dio", vengono definiti "Serpenti Fiammeggianti".

In arabo "Serpente" è "Hayya", mentre in ebraico, la parola è "Hevia".

Il nome di "Eva", è definito in ebraico "Hawwah", termine praticamente identico all'arabo "Hawwa", etimologicamente legato alla parola araba "Hayat", cioè alla comune radice per entrambe le lingue, "Vita".

Pertanto, per gli Ebrei, Eva è il "Serpente femmina", "Signora del Serpente" e "Colei che dà la Vita", la progenitrice dei Nefilim, descritti come "Awwim", cioè: i "Serpenti".

Le leggende ebraiche narrano che Shemhazai, un Angelo di altro rango, insieme ad un gruppo di angeli a lui sottoposti ricevetterodi istruire gli umani, ma dopo alcuni secoli, gli angeli cominciano ad accoppiare con le femmine umane, istruendole nelle arti magiche e dando luogo ad una progenie ibrida: i Nephilim, appunto.

Nel Libro dei Vigilanti del Libro di Enoch apprendiamo che 200 di questi angeli, chiamati Vigilanti o Guardiani o Grigori, si unirono alle donne della terra, partorendo i Nefilim.

I Nefilim erano di statura gigantesca ed enorme forza, corruppero la Terra a causa della loro amoralità e ferocia, arrivando a divorare gli esseri umani.

giganti.jpg"C'erano sulla terra i Giganti (Nefillim) a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi" (Genesi 6:1-8).

Sempre dal "Libro di Enoch" del I sec. a.C. ricaviamo che ad Enoch era stato rivelato dell'esistenza di due specie di Angeli.

I primi sono creature ascese che vivono nella luce, essi stessi parte dell'Essere Sopremo. Hanno varie denominazioni, le più frequenti quelle di Cherubini o Serafini, i messaggeri di Dio. Gli altri, detti Vigilanti, sono una razza degenerata che, sempre per il "Libro di Enoch" erano "un tempo santi, puri spiriti, viventi di vita eterna, contaminatisi con il sangue delle donne", padri di "giganti, esseri perversi chiamati spiriti maligni".

E' infine da notare che il termine "Vigilanti" è lo stesso attribuito ai Grigi ("The Watchers"), gli extraterrestri che opererebbero le abduction degli umani mentre questi ultimi sono in stato di incoscienza (al riguardo, cfr. Corado Malanga, "Alien Cicatrix").

Rettili sono i viscidi Asura (in sanscrito असुर), demoni, che combatterono contro i Deva, in una battaglia durata centinaia di anni in cui, dapprima i Deva vennero messi in fuga dal bufalo demoniaco Mahisha o Mahishashura, ucciso poi dalla collera di Vishna.

Secondo il racconto del Devi Mahatmyam fu necessario creare la Dea Guerriera Durga per combattere il demone Mahishasura. Vilmente, Mahishasura chiese ed ottenne la grazia da Barhamadi di non poter essere sconfitto da alcun uomo o essere celeste.

Sconfisse i Deva che andarono in aiuto della Trimurti, compresa la Ttrimurti stessa, scatenanfo un regno di terrore satanico sulla Terra,

Poiché solo una donna avrebbe potuto ucciderlo, gli dèi e la triade crearono un abbagliante raggio di luce dal quale nacque, appunto, Durga (in sanscrito Durgā).

dea Durga sconfigge Mahishasura

Durga distrugge il demone multiforme Mahisha.

la forza Questa Dea esprime la Shakti, la Forza Creativa Femminile simboleggiata nei tarocchi dala lama XI, quella della Forza, ove una donna spalanca le fauci di un leone.

In altre leggende i Deva (gli Angeli) combatterono e vinsero contro i Naga (in sanscrito नाग), i Serpenti, a volte simboleggiati a sette teste (sette sono i gradi iniziatici di molte religioni, come quella mitraica).naga_altro.jpg

Svariate statue raffiguranti i Naga sono poste nel tempio cambogiano diAngkor Wat, una delle location, la più suggestiva, del film "Tomb Raider", interpretato da Angeline Jolie nella parte di Lara Croft l'archeologa, più abile di Indiana Jones, eroina degli omonimi videogiochi.

Secondo il noto studioso Graham Hancock, il complesso del Tempio di Angkor Wat è una riproduzione terrestre della Costellazione del Dragone, come sarebbe apparsa nel 10500-11000 a.C.

 

angkor_wat.jpg

Sempre in Cambogia, un'altra leggenda, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, narra che i Naga erano una razza di rettili che possedevano un immenso impero nell'Oceano Pacifico, poi scomparso sommerso dai marosi, il perduto continente di Mu o Lemuria, forse a seguito della guerra mitologica cambattuta contro gli Alieni Ariani di Atlantide (cfr. il nostro articolo "Gli UFO di Hitler").

naga_a_sette_testeUna principessa lemuriana avrebbe sposato il primo re dell'Antica Cambogia, dando appunto origine al popolo cambogiano.

Per tale motivo per i Cambogiani è sacro il numero 7, poiché rappresenta le 7 teste del Naga a cui corrispondono mistiche e religiose corrispondenze, le 7 sfere celesti, i 7 colori dell'arcobaleno, come se in qualche modo le serpi Naga fossero intimamente legate alla nascita dell'uomo.

Secondo le leggende Buddiste, i Naga, oltre ad avere immenso intelligenza, avevano incredibili poteri magici, che permettevano loro di trasformarsi in uomini e vivere inosservati in mezzo a loro.

Proprio ciò di cui parla David Icke, tanto vituperato dalla cosiddetta informazione ufficiale

I Naga, come riporta Icke, sono esseri mutaforme.

Essi possono trasformarsi in svariate forme:
Vero Serpente, Vera Donna o Vero Uomo, Medusa umana con molteplici braccia, Sirena, Immenso Serpente, Serpente con Molte Teste (Idra), Dragone.

Su ciò si legga questo articolo.

“Il drago possiede la capacità di assumere molte forme, che sono però imperscrutabili“ (J.L. Borghes – M. Guerrero, El libros de loso series imaginarios)

E il tutto non sembrerebbe essere soltanto una leggenda se solo si osservi la foto di un naga del Mekong scattata da un gruppo di militari americani durante la Guerra del Vietnam, che lascia sconcertati per le dimensioni del monstrum pescato, superiore ai 9 metri.

naga del mekong

Un'infinità di fonti storiche e mitologiche narrano dei rettiliani.dragone.jpg

Gli Hopi riferiscono di una razza rettiloide chiamata Shefi.

Nella mitologia cinese il drago è una bestia composita.

Ha il muso da coccodrillo, il corpo di serpe, la criniera del leone, le corna da cervo. Era ritenuto positivo e saggio. I cinesi credevano che alla morte di un imperatore, esso volasse in cielo sotto forma di drago.

Anche i Giapponesi hanno una mitologia che fa riferimento ai Naga.

IAppartenente alla mitologia shintoista è Yamata No Orochi (八岐大蛇). Yamata no Orochi è spesso descritto come un drago ad otto teste o un gigantesco serpente.

Secondo la leggenda, Yamata No Orochi, imperversava ad Izumo in Giappone, e qui il mostro richiedeva il sangue di vergini in cambio della salvezza della regione.

Susanoo, Dio del mare si innamorò di una di queste vergini, Kushinada, e per salvarle la vita, organizzò una trappola per il drago.

Susanoo dispose che venissero raccolti otto barili di sake, li dispose davanti alla casa di Kushinada, trasformò la ragazza in un pettine, e si nascose in una vicina foresta.

Orochi, giunto nella casa di Kushinada, trovò il sake e lo bevve titte, finchè tutte le teste caddero addormentate.

Susanoo recise tutte le teste di Orochi ed iniziò a recidere tutte le otto code. Arrivato all'ultima, trovò all'interno la mitica spada Ame no Murakumo.

 

drago_yamata.jpg

 

Nella mitologia norrena, il Ragnarök (o ragnarøkkr) rappresenta la battaglia finale tra le potenze della luce e quelle rettiliane del caos. Al termine il mondo, dopo la sua distruzione, rinasce totalmente rigenerato,

Il Ragnarök verrà preceduto dal Fimbulvetr, un inverno terribile della durata di tre anni. Al termine la violenza, il caos, il terrore regneranno sovrani.

Il dio serpe Miðgarðsormr, figlio di Loki, sorgerà dalle acque, soffiando il suo veleno ed appestando l'intera Terra. Thor interverrà e lo ucciderà con il suo martello, schiacciandolo, ma morrà ucciso dal veleno della serpe.

In tale parte delle leggende norrene è evidente la similitudine all'Apocalisse cristiana, con il Serpente che esce dal Mare.

thor.jpg

 

La lotta tra le forze della luce e quelle rettiliane del caos è presente in tutte le culture.

Secondo alcuni, come abbiamo visto, la leggenda rappresenterebbe il residuo mitologico della reale guerra, scoppiata nella notte dei tempi, tra gli Alieni Atlantidei e i Rettiliani Lemuriani.

L'esempio più evidente di queste leggende è la lotta tra San Giorgio e il Drago.

La Leggenda Aurea di San Giorgio narra che nella città di Selem, in Libia, vi era un immenso stagno, tale da nascondere un drago, il quale si ergeva dalle acque, avvicinandosi alla città, e uccideva con il respiro pestilenziale tutti gli esseri viventi che incontrava. Gli abitanti furono costretti ad offrirgli due pecore al giorno, e quando le pecore iniziarono a scarseggiare, una pecora ed un giovane estratto a sorte.

Un giorno fu estratta la figlia del re, la principessa Silene. Il re tentò in tutti i modi di evitarne la morte,ma il popolo in rivolta lo obbligò a dare corso al triste fato.

Mentre la ragazza si recava verso lo stagno, incontrò il cavaliere Giorgio in viaggio, il quale, conosciuto il destino che l'attendeva, le promise il suo appoggio.

Quando il drago uscì dalle acque in cerca del pasto giornaliero, San Giorgio montò a cavallo e, affrontatolo, lo trafisse con la sua lancia, ferendolo.

Il cavaliere avvolse la cintura della fanciulla al collo del drago e il drago li seguì in città, indebolito.

Gli abitanti si ritrassero inorriditi alla vista del mostro ferito, ma il cavaliere disse loro che lo avrebbe ucciso se tutti avessero operato la conversione alla fede di Cristo.

Così fecero e Giorgio uccise il drago.

 

arcangelo Michele

 

Correlata a questa leggenda, vi è la mitologica figura dell'Arcangelo Michele che, all'inizio del tempo, combattè e mise in fuga, nelle dimensioni più infime, Satana Satana [sà-ta-na] (שָׂטָן Ebraico Satan, Greco e Latino Sátanas, Ebraico Tiberiano Śāṭān; Aramaico שִׂטְנָא Śaṭanâ; ﺷﻴﻄﺎﻥ Šayṭān: "Avversario; accusatore"), demone e serpente, figlio delle tenebre dello Spirito.

 

Molti sciamani del Centro e Sudamerica, per raggiungere uno stato di elevazione mentale superiore, fanno uso di sostanze contenenti dimetiltriptamina, una delle sostanze psichedeliche più potenti.

L'ayahuasca, così si chiama il composto, viene ottenuto dalla Banisteriopsis. Le scaglie della liana, mischiate a Diplopterys cabrerana, vengono fatte bollire per molte ore, fino ad ottenere un liquido nero e denso.

Svariati sperimentatori riportano di avere, nei loro viaggi preterdimensionali ottenuti con tale composto, incontrato entità rettiliane della quarta dimensione.

cecrop.jpg Altre testimonianze storiche o elementi mitologici dimostrano la connessione tra divinità serpentiformi ed umani

Cecrops o Cecrope I, il primo, mitico, re di Atene viene descritto come metà uomo e metà serpe.

Nell'antichità, il serpente rappresentava la terra. Cecrope era figlio della Madre Terra, poiché nacque dal suolo stesso dell'Attica e pertanto la sua natura era duale.

Un altro figlio della Madre Terra era Pitone un immenso drago-serpente che custodiva l'Oracolo di Delfi. In seguito al cambattimento con il Dio Apollo Pitone morì ucciso dalle freccie del divino Arciere.

Apollo si impossessò dell'Oracolo e dei poteri ctonii (dal greco chthon = terra) del drago. Anche questa è una testimonianza miitologica della eterna lotta tra Atlentidei e Lemuriani, tra i cavalieri ed i draghi (leggasi la parte seconda di questo articolo).

 

apollo uccide pitone

 

E' da rimarcare il fatto che il Cristianesimo si impossessò di questo come di altri miti, della liturgia, della teurgia delle religioni del passato e persino della resurrezione del Dio che ha precedenti identici nei culti di Dumuzi/Tammuz, Attis, Dioniso, Mitra, tutti riti che vennero dichiarati pagani e blasfemi e precipitati nell'oblio, al punto che la Chiesa Cattolica riuscì ad imporre il giorno di nascita del Sol Invictus, il 25 dicembre, come data di celebrazione della nascita del proprio Dio, essendo i fedeli ormai dimentichi delle vere origini della festività (dies natalis Solis Invicti, il Dio Sole - Amon - Aton, identificato dai Romani con Mitra).

Gli Ofiogeni, antica popolazione dell'Ellesponto, facevano risalire la loro discendenza ad una divintà rettoloide unitasi sessualmente con la loro prima Regina, Alia.

Queste popolazioni, insieme ai Psilli e ai Marsi furono molto note nel mondo antico, per le capacità e le conoscenze che possedevano nel trattare serpenti pericolosi senza incorrere nel rischio di morsicature. Avevano, inoltre, la facoltà di guarire dal veleno i morsicati.

Le prime notizia dei Psilli si trovano in Erodoto, anche se riferisce fonti e fatti non coevi, poiché, già nella sua epoca, essi erano estinti.

Lo storico Strabone (66 a.C.- 24 d.C.) descrive gli Ofiogeni come esseri derivanti dai serpenti e narrrava come il loro potere antiofidico venisse trasmesso geneticamente ai soli elementi maschi della famiglia.

Per controllare la purezza genetica dei figli maschi, essi venivano esposti al morso dei serpenti. Chi viveva apparteneva alla razza, chi moriva, ovviamente, no.

Ciò rende comprensibile perché di tali popolazioni rimane solo qualche scarno resoconto storico.

 

maschera pristina

 

Questa immagine rappresenta un idolo di terracotta del III secolo a.C., ritrovato a Priština, nel Kosovo. Le somiglianze con gli Alieni Rettiliani khnum_menhit.jpgsono più che evidenti.

Ancora più sorprendenti i collegamenti tra entità serpentiformi (rettiliani) e Dèi Egiziani.

Il Dio della Casa della VIta era Khnum che derivava dalla divinità nubiana Khenmu.

Sarebbe un Ovis longipes, una specie di montone estinto, ma il suo aspetto è tipicamente rettiliano.

Poichè era il vasaio divino, creava gli esseri umani, che plasmava dal limo e della creta del Nilo e poneva nei lombi delle donne perché nascessero.

Era, pertanto, il Dio della Fonte del Nilo e della Vita, ed, essendo il Divino Demiurgo, la divinità più importante del primevo Pantheon Egiziano.

A partire dalla V dinastia, i sacerdoti di Eliopolis associarono la sua figura a quella del Sole, con il nome di Khnum-Ra.

Nel pregevole saggio di Corrado Malanga "Il Dio Serpente, la casa della Vita e dell'Immortalità" (qui il link per scaricarlo in formato .pdf), l'autore evidenzia l'assoluta similitudine tra il Dio Khnum e il Dio Serpente Egiziano Nehebkau .

Nehebkau, viene anche chiamato anche Nehebu-Kau e Neheb Ka.

nehebkaunehebkaunehebkaunehebkaunehebkaunehebkau

"Il Dio che unisce BA e KA ad HA".

Il Ba e il Ka sono due delle cinque parti dell'Anima, nelle credenze egiziane, Ha è il Corpo. Pertanto, Nehebkau era il Dio che univa l'Anima al Corpo. Il penultimo glifo significa anche "serpente a due teste" ed, infatti, Nehebkau, come i Naga cambogiani, è talora raffigurato a due teste.

E' rimarchevole che insieme alla unità-dualità di questi due Dèi, va considerato che il Ka, oltre che parte dell'Anima, è anche il doppio dell'essere umano. Emblematicamente, Nehebkau ha talora una, talora due teste.

L'immagine di Khnum, in basso a sinistra, è perfettamente identica a quella di Nehebkau (a destra), evidenziando la natura unitaria-duale del Dio Khnum-Nehebkau.

khnum.jpgnehebkau.jpg

La dualità, nel mondo antico, rappresenta la contrapposizione-unione tra Bene e Male, Ying e Yang, Angeli e Demoni, Dio e Satana ("l'Avversario"), quindi il Dio duale Khnum-Nehebkau è colui che, secondo Malanga, crea la vita e fa le copie del Ka.

Ma una delle copie è portata al Bene, l'altra è demoniaca, rettiliana.

E' importante, a questo punto, leggere Malanga che afferma, ne "Il Dio Serpente": 'Durante sessioni ipnotiche su soggetti diversi, nel tentativo di far regredire la loro memoria verso ricordi passati, ho, del tutto involontariamente, creato alcuni collegamenti con le memorie delle vite passate dei cosiddetti “carrier” (vedere il lavoro “Abduction scenario”).
Sono apparse scene di vissuti molto antichi, che si svolgevano in una civiltà temporalmente molto lontana da noi: veniva descritto un luogo situato sotto la sabbia di un deserto. Quel luogo appariva come una lunga e grande camera, con una fila interminabile di cilindri di materiale trasparente disposti lungo le pareti. Quasi davanti ad ogni cilindro esisteva un altro contenitore, orizzontale e non trasparente, simile ad una bara. Nei cilindri c’era una sostanza, gialla ed anch’essa trasparente, nella quale erano immersi dei sauroidi dall’aspetto umanoide, con tozze e corte code, disposti l’uno dopo l’altro, ciascuno all’interno del proprio cilindro trasparente.
Nelle bare orizzontali erano disposti esseri umani, bloccati in una smorfia di terrore, che potevano muovere solo gli occhi in uno sguardo disperato.
Ogni tanto in quel luogo entravano due sauroidi molto alti, che conducevano un essere umano e, contro la sua volontà, lo mettevano in una bara orizzontale; quindi dall’essere umano usciva, come una nuvola, una specie di sostanza “spirituale”, la quale entrava, dall’alto, nel cilindro vicino alla bara. Questa “sostanza” aveva una coscienza ed un ricordo di sé, si diceva immortale e corrispondeva, in modo evidente, a ciò che noi, per tradizione religiosa, chiamiamo anima.
Attorno all’anima cominciava a crearsi, a strisce, dapprima una figura indistinta, poi un corpo solido che ben presto assumeva la forma di un sauroide.
A questo punto l’anima cominciava a vibrare fortemente, il cilindro trasparente si spaccava e essa fuggiva dal corpo sauroide in formazione, riconquistando la propria libertà.
Il ritorno nel corpo dell’essere umano da cui proveniva le era inibito e questo, infine, veniva divorato dai rettiloidi, come se fosse un guscio vuoto'.

E' interessante notare che i "carrier" di cui scrive Malanga descrivano quell'epoca come approssimativamente corrispondente al 10.000 a.C., epoca a cui i convincenti rilievi astro-geomorfologici di Hancock-Bauval fanno risalire le Piramidi di Giza.

E' altrettanto interessante che gli addotti definiscano i sauroidi dei loro ricordi ancestrali come i Sacerdoti-serpente della Casa della Vita.

Un'altra curiosa coincidenza è che i tubi verticali che essi descrivono sono del tutti identici alle colonne del pronao del Tempio di Khnum ad Esna. Tali colonne, a differenza du una colonna normale di sostegno, terminano poco prima del soffitto.

Rappresentano i cilindri trasparenti della Casa della Vita di cui parla Corrado Malanga?

 

colonna del pronao di Esna

I CRANI DOLICOCEFALI

teschio.jpgLe dimensioni e la forma di questo cranio dolicecefalo, di epoca incerta, trovato nei pressi di Nazca lasciano ovviamente interdetti, non trattandosi del cranio umano tipico.

La maggior parte degli studiosi ufficiali ritiene che si tratti di una deformazione, ottenuta mediante una fasciatura della testa. Questa teoria non è assolutamente credibile, è addirittura ridicola, poiché la capacità di un cranio rimane invariata prima e dopo la deformazione, mentre i crani in questione presentano un volume superiore rispetto ad un cranio normale, con un volume di 2000 centimetri cubici, contro i 1350 centimetri cubici di un cervello umano.

Inoltre per produrre una tale aberrazione sarebbe stato indispensabile esercitare una forte pressione esterna sul cranio per parecchi anni. Ciò non potrebbe non provocare uno stato ischemico cronico della cute esterna e la conseguente insorgenza di piaghe da decubito.

Senza antibiotici, nessun infante umano sarebbe sopravvissuto per più di qualche mese a tale trattamento. mentre i crani rinvenuti sono quelli di esseri adulti se non anziani.

E' la tipica spiegazione irrazionale della scienza ufficiale ed accettata per la consueta ignoranza e volontà di disinformazione che contraddistingue gli operatori dei mass media ufficiali. I crani appartengono, ovviamente ad una specie non umana, con caratteristiche che corrispondono a quelle degli Dei rettiliani di Ubaid.

akhenat.jpg

Ma le stesse proporzioni le ritroviamo nelle statue raffiguranti i Faraoni, in particolare Akhenaton, convertitosi al Dio Unico Aton.

Un'altra scultura, trovata ad Amarna, mostra una delle figlie di Akhenaton.

La forma del cranio dlicocefalo, simile a quello del padre, lascia oltremodo perplessi e suscita dubbi sull'effettiva appartenenza alla razza umana di Akhenaton e non piuttosto a quella dei sacerdoti-serpenti Shemsu hor

Altrettante perplessità ha suscitato per secoli la conversione di Akhenaton ad un Dio unico rispetto al Pantheon adorato dai suoi predecessori, come se tale credo fosse il retaggio di una diversa condizione.

Mutò il proprio nome da Amenhotep IV (Amon è contento) in Akhenaton (Aton è soddisfatto) e trasferì la capitale in una città appositamente costruita: Akhet-Aton, Orizzonte di Aton, oggi Tell el_Amarna.

figlia_di_akhenaton.jpgLo scontro con il clero di Amon, arroccato attorno al Tempio di Karnak divenne ancora più aspro quando il Faraone, oltre a chiudere il tempio e requisire le proprietà, fece rimuovere persino il nome del Dio Amon dai monumenti.

A differenza delle altre divinità egizie, Aton non è rappresentato in forma antropomorfa ma sempre come un sole, come a voler separare coloro i quali Akhenaton riteneva essere i veri Dei dagli esseri umani.

L'immagine successive è quella della ricostruzione digitale della faccia di Tutankhamon, nipote di Akhenaton.

Tutankhamon, il cui nome fu all'inizio Tutankhaton, dovette cambiare nome per captatio benevolentiae. La distruzione seguita alla fase amarniana ed il ritorno in auge del Dio Amon e del potente clero di Karnak, lo costrinse a mutare nome e religione.

tutankhamon.jpgCiò non lo salvò da una morte da sempre avvolta nel mistero che ha sempre fatto pensare ad un assassinio politico, ma la rozzezza dei metodi usati da Carter per estrarre la mummia dal sarcofago, rompendo a colpi di scalpello ossa e rivestimenti, rende impossibile una ricostruzione esatta.

C'è una teoria estremamente interessante dell'egittologo Walter. B. Emery, (1903-1971) che trovò proprio a Saqqara i resti di individui vissuti in epoca pre-dinastica, biondi, più grandi degli autoctoni e dal dal cranio dolicocefalo dal volume più capiente.

Emery ipotizzò che questo ceppo non era originario dell'Egitto ma aveva svolto in questo paese un ruolo sacerdotale e governativo di prim'ordine. Un ceppo tenutosi a distanza dalla gente comune, unitosi solo con le classi aristocratiche e che lo studioso associava agli Shemsu Hor (Shmsw hr), i "Seguaci di Horus".

Gli Shemsu Hor o Shemsu Heru erano i mitici personaggi che aiutarono Horus a vendicare la morte del padre Osiride assassinato dallo zio Seth. Il loro nome significa i "Seguaci di Horus".

Secondo alcuni miti, però, Horus era fratello di Seth ed Osiride, l'ennesima triade del mondopre-protostorico.

René Adolphe Schwaller de Lubicz, egittologo alternativo, alchemista conosciutissimo sotto lo pseudonimo di Fulcanelli e filosofo di scuola steinerianaafferma al riguardo, "la parola Shemsu, in Shemsu Hor o Shemsu Ra che viene tradotta con 'seguaci' o 'compagni' potrebbe essere tradotta in maniera più corretta come 'emanazioni' o anche come 'coloro che conoscono il segreto'di Ra o di Horus, quando si tratta per esempio dei primi faraoni della preistoria".

horus.jpgIl segreto di Horus sarebbe la "via diretta" per la liberazione dalla materialità, per trasmutarsi in Dei, che si contrappone alla via Osiriana o via del Karma, con la continua reincarnazione.

De Lubicz dichiarava che ci sono, appunto, "due vie, due vie per un solo obiettivo. Due vie che distinguono i 'liberati' da coloro che rimangono, due vie che distinguono coloro che hanno rinunciato da coloro che restano sottomessi ai 'desideri' o che debbono ancora gustare le gioie e le pene di questa vita".

La conoscenza per arrivare alla deificazione, "la via diretta" è riservata al Faraone, mentre la via Osiridea è il peso e il gravame della gente comune, con i continui cicli di vita, immemori delle vite precedenti.

Secondo lo storico egizio Manetone, gli Shemsu Hor governarono l'Egitto pre-dinastico per 6000 anni. E' emblematico che Essi venissero spesso raffigurati come Falchi o come Serpenti.

Gli Shemsu Hor sono sempre stati riconosciuti quali classe sacerdotale dominante in Egitto in epoca predinastica (fino al 3000 a.C. circa).

Vengono menzionati nel papiro di Torino e nelle liste dei re di Abydos.

Al riguardo, Emery scrisse: "Verso la fine del IV millennio a.C. il popolo noto come 'Seguaci di Horus' ci appare come un'aristocrazia altamente dominante che governava l'intero Egitto. La teoria dell'esistenza di questa razza è confortata dalla scoperta nelle tombe del periodo pre-dinastico, nella parte settentrionale dell'Alto Egitto, dei resti anatomici di individui con un cranio e una corporatura di dimensioni maggiori rispetto agli indigeni, con differenze talmente marcate da rendere impossibile ogni ipotesi di un comune ceppo razziale. La fusione delle due razze dev'essere avvenuta in tempi tali da essere più o meno compiuta al momento dell'Unificazione dei due regni d'Egitto".

E' interessante notare che a Malta, nel tempio megalitico di Hal Saflieni sono stati rinvenuti crani dolicocefali analoghi a quelli ritrovati da Emery a Saqqara.

Oltre ai crani allungati appartenenti ad esseri più alti e più robusti dei locali, c'è un'altra assonanza: in Egitto gli Shemsu Hor imposero la religione solare e a Malta tuttora oggi il sole è chiamato "Shem-shi". "Shem" è una parola di origine accadica a sua volta derivante dal termine babilonese per Sole, cioè "Shamash".

Attorno al 2500 a.C. i sacerdoti dai crani allungati, gli Shemsu Hor erano spariti nell'area del Mediterraneo. ma c'era una terza popolazione legata ai semidei dolicocefali, i Mitanni o Naharin, da Nahash, serpente, cioè "le genti del Serpente".

Gli Egizi chiamavano i Mitanni "nhrn" che è pronuinciato come "Nahrin", che in lingua accadica, la lingua della diplomazia dei tempi, può significare "fiume", come, appunto, "serpente". E' da tenere presente, inoltre, che la Mesopotamia era denominata in aramaico, "Beth Nahrin", all'interno dei fiumi, nome data alla Mesopotamia e che chiarisce l'origine dei Mitanni.

mitanni_mappaIl regno di Mitannifu una nazione situata nel Nord della Mesopotamia che si estese, al massimo della sua estensione, tra il 1450 a.C. e il 1350 a.C., dai monti Zagros, al lago Van e ai confini con l' Assiria, abitata dagli hurriti

Nel XIV secolo a.C., il re di Mitanni Shuttama mandò sua figlia Kilu-Hepa o Giluhepa , in Egitto per darla in sposa a Amenhotep III, in occasione di una grave malattia del sovrano egizio, inviò la statua di Ishtar di Ninive, sorella di Shamash, dio del Sole, ritenuta possedere poteri curativi.

Kilu-hepa era sorella di Tushratta, successivo re dei Mitanni, che concesse in sposa ad Akhenaton la sorella Tadu-Hepa o Tadukhipa o Nefertiti.

 

Le caratteristiche fisiche di Akhenaton, con i lineamenti facciali particolarmente allungati, di sua moglie Nefertiti e delle loro figlie, con spiccate caratteristiche dolicocefale, e la comune conformazione del corpo, caratterizzata da cosce particolarmente grosse, ha fatto pensare alla Sindrome genetica di Froehlich o da quella di Marfan.

akhenatonLe anomalie riscontrate in alcune mummie, ma soprattutto nelle molte rappresentazioni scultoree, fanno ipotizzare la presenza della sindrome di Marfan nell’ambito della casa regnante durante i regni di Amenhotep III, Akhenaton, Smenkhkara e Tutankhamon. A ciò si aggiunga l'aspetto femmineo di Akhenaton che ha fatto supporre che, in assenza di eredi maschi, Amenhotep III abbia trasformato la primogenita in uomo, con il nome di Amenhotep IV e Akhenaton dopo e ciò è riscontrabile in una statua in cui Akhenaton ha caratteristiche femminili.

Secondi altri storici, sarebbero state Kile-Hepa e Tadu-Hepa a propagare la sindrome di Marfan nella dinastia amerniana.

Tali ipotesi non sembra convincere appieno. La sindrome di Marfan provoca un allungamento delle ossa, in particolare, delle costole, non riscontrata nelle mummie amarniane. Inoltre non provoca l'allungamento del cranio come nei crani dolicocefali, tipici, invece di Akenaton e successori.

E' molto più probabile, invece, che Kilu-Hepa e Tadu-Hepa abbiano recato con sè geni rettiliani della stirpe dei sacerdoti-serpente, infondendoli nel figlio Amenhotep IV-Akhenaton, figlio della prima e marito della seconda.

Infatti. Thutmose IV, nonno di Akhenaton, non aveva le ossa allungate caratteristiche della dinastia amarniana.

 

Pur non essendo cdel tutto credibile che Akhenaton fosse una donna è d'obbligo ritenere che siano state le principesse Mitanni, con i loroi poteri ctonii, derivanti dagli Dèi Serpenti, ad imporre la religione del Dio unico.

 

Il retaggio dei "sacerdoti serpente" ha come luogo d'origine la Mesopotamia, dove dal 5000 a.C. al 4000 a.C. la cultura ubaid rappresentava le dee madri come divinità dal volto di vipera e dal cranio allungato.

I crani dolicocefali di Malta e della dinastia amarniana sono le prove, di un ceppo sacerdotale che, in tutta l'area mediterranea, governò e condizionò le civiltà più antiche dal 10,000 a. C. fino al 1350 a.C., epoca di Akhenaton.

Proprio attraverso il faraone eretico riuscì ad imporre una riforma religiosa che ha come punto di riferimento gli Dèi rettiliani di Ubaid. Il Dio unico di Akhenaton era lo stesso di Mosè, come attestato da svariate ed accreditate ipotesi storiche.

"Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta",disse il Signore a Mosé. "Chiunque dopo essere stato morso lo guarderà resterà in vita.Mosé fece un serpente di rame  e lo mise sopra l’asta; quando un serpenteaveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita" . Così in Numeri (21): 8-9.

Il che attesterebbe che Mosè possedesse i poteri dei sacerdoti-serpente.

E' così che gli Dèi di Ubaid, i sacerdoti-serpente, gli Shemsu Hor (i Serpenti), sono diventati gli Dèi dei nostri giorni.

 

 

 

FONTE

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in Razze aliene
scrivi un commento

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg