Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Se non fosse che ho trattato diverse volte in questi anni, questo discorso, lo troverei alquanto strano. Certo, in questi ultimi anni, ho visto notevoli cambiamenti climatici o meglio dire...più accentuati del solito. Andiamo incontro una nuova era glaciale? Per quanto breve possa esserlo, non basta alle nostre vite corte, per vederlo nascere e morire. Si parla di centinaia di anni, quindi non bisogna crearsi questo genere di problema. Le glaciazioni si sono manifestate in diverse epoche geologiche già a partire dal Precambriano; risultano però distribuite in modo discontinuo essendo intervallate da periodi molto lunghi . Una glaciazione comprende fasi alterne di avanzamento (periodi glaciali) e di ritiro dei ghiacci (periodi interglaciali), che nel loro insieme costituiscono un'epoca glaciale. Arriva veramente? In vare zone del mondo, possiamo dire che hanno a che fare con metri di neve e ghiaccio con il quale combattere. Tuttavia ciò non basta a far inneggiare a una nuova era glaciale.
~~Il meteorologo Paolo Ernani ha lanciato un allarme rilevante e discutibile per il pianeta: si sta andando incontro ad una piccola era glaciale. E’ quanto ha affermato l’esperto al Giornale, ponendosi dunque in controcorrente rispetto alle tesi fino ad oggi sostenute dalla maggior parte degli esperti che, alla luce dell’effetto serra e del surriscaldamento globale prevedono per un imminente futuro del pianeta un Global Warming inevitabile. Secondo Ernani andremo incontro invece, a temperature sempre più fredde, e la prova sarebbe proprio nelle macchie solari. Premesso che “la temperatura media sulla nostra penisola e quella della Terra non è più cresciuta negli ultimi 15 anni ed è, a nostro parere, destinata invece a diminuire sempre più per i prossimi decenni e non ad aumentare” ha scritto l’esperto, come è possibile che “l’Ipcc, struttura sotto l’egida del’Onu” sostenga dunque un futuro dalle temperature molto più calde? macchie-solariL’osservazione delle macchie solari infatti confermerebbe la tesi dell’esperto: “L’ultimo ciclo, ossia il 23, segna un’inversione di tendenza con una presenza di macchie solari inferiori alla media per la prima volta dopo ben 63 anni di picchi superiori alla media. Notare, fatto importantissimo, come in corrispondenza degli anni della durata del ciclo 23, tra il 2000 e il 2014, la temperatura mondiale e quella dell’ Italia non siano più cresciute“ e continua “si può prevedere che seguano 2/3 cicli e forse più, con picchi negativi di macchie solari sempre più marcati a causa della progressiva evidente debolezza del sole (avremo estati sempre più fresche e inverni via via sempre più rigidi e nevosi come, per esempio, quello che sta imperversando sugli Usa, il più freddo da 200 anni) e se è vera la correlazione macchie solari e temperatura della Terra (più macchie più calore, meno macchie più freddo) allora il pianeta Terra andrà incontro, col trascorrere degli anni, a temperature sempre più fredde (Piccola Era Glaciale) come già più volte segnalato da noi ma anche da altri ricercatori (tra i quali va menzionato l’ astrofisico russo Abibullo Abdussamatov) abbastanza in sintonia con la nostra ipotesi“.~~Durante ciascun periodo glaciale si verificarono oscillazioni climatiche che provocarono l'alternarsi di periodi di massima estensione dei ghiacci e periodi di ritiro dei ghiacci. Nelle zone equatoriali, in contemporanea o sfalsati con le glaciazioni, si ebbero periodi di grande piovosità, detti periodi pluviali alternati a periodi di grande siccità, detti interpluviali. Durante i periodi interglaciali, il clima era più caldo di quello attuale, tanto che in Europa poterono vivere perfino gli ippopotami, gli elefanti ed i rinoceronti. Durante le fasi interglaciali si formarono imponenti fiumane che con i detriti trasportati formarono depositi alluvionali che riempirono grandi golfi come quello che un tempo costituiva la pianura padana. Conseguenza delle glaciazioni, fu l'abbassamento più volte, del livello medio del mare, che superò anche 120 metri. Lo scioglimento dei ghiacciai del periodo Pleistocene, sino a raggiungere le dimensioni attuali, ha causato l’innalzamento del livello del mare di circa 140 metri isolando specie animali su isole dove poterono seguire evoluzioni autonome e specializzate per quell'ambiente. Dalla fine dell’ultima glaciazione il livello del mare è aumentato mediamente di 1 cm all'anno. Circa 3 milioni d'anni fa, l'abbassamento del livello degli oceani determinò il completamento del collegamento dell'America Settentrionale con quella Meridionale interrompendo definitivamente il passaggio delle correnti calde dall'Oceano Atlantico all'Oceano Pacifico, che si diressero verso il Polo Nord.
A quei tempi, nonostante le temperature a quella latitudine fossero basse, l'aria secca impediva ogni precipitazione per cui non esisteva ancora la calotta polare. L'arrivo delle correnti calde dalle zone tropicali, portò anche l'aumento dell'umidità, cui seguirono le prime precipitazioni che, congelando per le basse temperature, iniziarono a costruire un gigantesco continente di ghiaccio che dalle regioni settentrionali dell'Europa e dell'America finì per coinvolgere anche il Polo Nord. Da allora, alternando massime estensioni della calotta artica, dette glaciali, con massime contrazioni, dette interglaciali, i ghiacci sono stati sempre presenti nella regione. Le temperature medie si abbassarono, determinando cambiamenti dell'ambiente e delle fonti alimentari degli esseri viventi, cui si dovettero adattare.
Prima dell'ultima era glaciale si ebbe un breve innalzamento interglaciale della temperatura della Terra, che provocò lo scioglimento superficiale dei ghiacci nell'emisfero settentrionale. Si formarono delle pozze d'acqua stagnante o dei laghetti proglaciali, bloccati da dighe naturali di ghiaccio o ghiaia alle loro estremità. Quando sotto l'effetto della spinta dell'acqua accumulata le dighe naturali cedettero, si ebbero violente inondazioni che modellarono la costa della Groenlandia e delle altre regioni artiche. Questo enorme afflusso di acqua dolce riversatosi improvvisamente nel mare, assieme alle variazioni indotte sul mantello terrestre dal peso del ghiaccio, ebbe un'influenza sul momento d'inerzia della Terra che determinò variazioni della rotazione terrestre e quindi effetti sul clima legati all'assestamento postglaciale.