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Di conte rovescio
Al via i primi 2,2 miliardi di risorse pubbliche per la banda ultralarga. Il governo ha dato il via libera alla delibera del Cipe, attesa prima della pausa estiva con cui si investirà nelle aree bianche, le aree a fallimento di mercato, in tutto 6mila e 800 comuni con cui sarà colmato il digital divide di varie zone in Italia. Le modalità di investimento, con le prime gare previste in autunno, saranno la partnership pubblico-privata, gli interventi a incentivi con le gare Infratel e gli interventi diretti di Infratel in cui la società in-house del ministero dello Sviluppo economico e soggetto attuatore dei Piani banda larga e ultra larga del governo realizza l'infrastruttura e ne rimane proprietaria. I 2,2 miliardi della delibera sono parte di un pacchetto di 5 miliardi dei Fondi Sviluppo e coesione (Fsc) che andranno ad aggiungersi ai 2 miliardi dei fondi europei gestiti dalle regioni che saranno disponibili dal 2017, più altri 5 si stima arriveranno dalle aziende. Dei 5 miliardi dell'Fsc, il piano del governo prevede di destinare 1,4 mld a incentivi come i voucher o il credito di imposta e al fondo di garanzia. Ma per questi sarà necessario un intervento normativo su cui il governo è ancora al lavoro. L'obiettivo è di portare la fibra a 30Mega per tutti al 2020 e a 100Mega al 50% della popolazione pari a una copertura dell'80% del territorio nazionale.
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