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Mangiare i datteri, è divenuta consuetudine di molte persone consumarli in ogni occasione della giornata, per sfizio o per golosità. Non tutti però si fanno una domanda importante: cosa possono fare i datteri, mangiati regolarmente? I datteri sono frutti che possiedono molte proprietà salutari che non tutti conoscono. Il loro nome deriva dal greco daktilos che significa dito, a ricordare appunto la loro forma.
La pianta, nome scientifico Phoenix Dactylifera, appartiene alla famiglia delle Arecaceaeo Palmaceae ed è originaria del Nord Africa.
In Italia la pianta da dattero viene utilizzata principalmente come pianta ornamentale, mentre in altre parti del mondo, come in alcune zone degli Stati Uniti e nella penisola arabica, essa viene coltivata ad uso alimentare.
La pianta dei datteri è una palma molto alta che può raggiungere i 30 metri di altezza e produce fino a 50 Kg. di frutti in un anno. Grazie al loro alto contenuto di zuccheri costituiscono un alimento fondamentale per molte popolazioni, Arabia e Nord Africa in testa.
La raccolta dei datteri avviene nel periodo compreso tra agosto e settembre.
Per aumentare la concentrazione di zuccheri e il tempo di conservazione, la maggior parte dei datteri viene fatta seccare al sole, così da averne la disponibilità durante tutto l’anno.
I datteri secchi sono composti per il 20,50% da acqua, per 63% da zuccheri, 8% da fibre alimentari, dal 2,5 % di proteine, dal’1,6 % di ceneri e dallo 0,4 % di grassi.
Questi i minerali: potassio, che è presente in buona dose, magnesio, fosforo, selenio, calcio, sodio, zinco, rame, manganese, zolfo e ferro.
Le vitamine sono: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, la vitamina C, la vitamina E, K e J. Presenti anche beta-carotene, luteina e zeaxantina.
Gli zuccheri si dividono invece in destrosio, fruttosio, maltosio e saccarosio.
Gli aminoacidi: acido aspartico e acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.
I datteri più salutari sono senza dubbio quelli freschi, dalla forma liscia e cilindrica, molto meno calorici rispetto a quelli secchi e più ricchi di vitamine; per questo motivo possono essere consumati tutto l’anno alla stessa tregua della frutta normale.
I datteri secchi invece sono più scuri e dalla pelle raggrinzita e, siccome talvolta vengono ricoperti con lo zucchero, sono molto più calorici rispetto ai freschi.
Le varietà utilizzate per essere vendute poi come prodotto fresco sono la Hiann e la Berhi, mentre le specie destinate all’essiccazione sono la Ameri, Majhool, Deri, Halawi, Zahidi e Deglet.
Le calorie fornite da 100 grammi di datteri secchi sono 282, mentre per quelli freschiscendiamo a 142 calorie per 100 grammi.
Abbiamo già visto che i datteri possono essere consumati sia freschi che secchi e quali sono le differenze. Si possono consumare con i dolci, si possono utilizzare per la preparazione del gelato e per accompagnare i formaggi, meglio se molto saporiti.
Uniti al latte diventano un ottimo spuntino energetico, che piace anche ai bambini.
Questi frutti sono ottimi se consumati con il tè alla cannella o con un bicchierino di rum, mentre pare siano un ottimo dolcificante se immersi nel tè nero.
Sono molto usati nella cucina mediorientale per creare dolci dal sapore inconfondibile.
Se potete, scegliete datteri secchi che non siano stati ricoperti di zucchero, hanno un sapore meno stucchevole e fanno meno male alla salute.
In pochi lo fanno, ma è molto importante lavarli prima di mangiarli, la loro superficie rugosa si ricopre facilmente di polvere ed altre impurità.
I datteri di Israele sono considerati i più pregiati, sono mediamente più grandi e saporiti dei datteri comuni ed hanno una consistenza corposa che li rende deliziosi.
Fin dai tempi più antichi gli egizi attribuivano alla pianta del dattero il simbolo della fertilità, mentre nella tradizione cristiana le sue foglie rappresentano un simbolo di pace e richiamano l’entrata di Gesù a Gerusalemme.
La pianta da dattero può vivere fino a trecento anni e comincia a portare frutti dopo i suo terzo anno di età. Dai datteri si ricava anche un tipo di miele ed alcune bevande alcoliche tramite fermentazione.
Nella zona compresa tra il fiume Tigri e l’Eufrate la palma da dattero è coltivata da più di 4.000 anni.
Si narra che il seme della prima palma da dattero nata a Roma fu prelevato dalla mensa dell’imperatore Augusto, famoso per la sua predilezione verso i datteri.
In alcuni paesi orientali questa pianta è molto venerata a causa della versatilità dei suoi impieghi. Con le sue foglie si costruiscono capanne, corde, indumenti e stuoie. Dalle fermentazione della sua linfa si ricava invece il vino di palma.
I mussulmani usano mangiare i datteri come primo cibo dopo il digiuno diurno del Ramadan, non soltanto perché lo faceva Maometto ma anche perché è un modo per reintegrare velocemente molti nutrienti.
Per avere maggiori benefici in caso di stipsi è bene immergere i datteri nell’acqua per una notte e poi mangiarli ancora ben impregnati di acqua.
fonte: http://www.mr-loto.it/datteri.html