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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Categoria tempeste: Medicane

Anche il mar Mediterraneo, soprattutto quando le acque sono più calde alla fine dell'estate, può sviluppare cicloni quasi tropicali, chiamati "Medicane" (termine coniato dai meteorologi americani Steven Businger e Richard Reed nel 1989, in analogia con il termine americano "Hurricane"). Negli ultimi 30 anni si sono registrati almeno una ventina di "Medicane", riconoscibili per la formazione dell'occhio del ciclone nelle immagini da satellite. 
Il "Medicane", in analogia con le tempeste tropicali, presenta un cuore caldo e una struttura nuvolosa di celle temporalesche che si avvolgono a spirale attorno all'occhio del ciclone (il cuore caldo) dove la pressione può scendere anche fino a 975 hPa. Siccome traggono la loro energia dal calore delle acque marine superficiali, perdono di intensità rapidamente quando toccano la costa.
Se classificati in base alla scala Saffir-Simpson, solo raramente arrivano a toccare il grado I, ovvero quello di uragano debole, caratterizzato da venti tra 119 e 153 km/h. In questo caso si parla propriamente di "Medicane" o "Mediterranean Hurricane"
Più spesso le velocità del vento medio sono inferiori a 63 km/h ed allora si parla piuttosto di “Mediterranean Tropical Depression” mentre se il vento medio è compreso tra 64 e 119 km/h si parla di “Mediterranean Tropical Storm”.

Come possiamo già dedurre dalla foto di 2 anni fa, la posizione e la grandezza del ciclone sull' Italia, rimane perlomeno della stessa grandezza, anche se la posizione rimane leggermente diversa, come le zone che verranno colpite in questo 2017.

Gli ultimi due che hanno toccato l'Italia si sono verificati l'8 novembre 2014 (nominato Vega o Qendresa I, con particolare maltempo nel Siracusano) e il 3 dicembre 2014 (nominato Xandra che ha interessato le coste Laziali). Il ciclone che il 1 ottobre 2015 ha portato nubifragi in Sardegna non è evoluto in "Medicane", restando una "Mediterranean Tropical Depression". Purtroppo non esiste un censimento dei "Medicane" come quello effettuato per tifoni ed uragani, tuttavia le cronache riportano numerosi eventi tra cui: "Zeo" sulla Sicilia nel 2005, "Celeno" sulla Grecia nel gennaio 1995, "Cornelia" sulla Campania e le Eolie (venti fino 140 km/h) nell'ottobre 1996, "Antinoo" nel 2007 tra Napoli e Sicilia, "Maria" sul Salento il 26 settembre 2006.
Non è noto se il numero di "Medicane" potrà aumentare con l'aumento della temperatura, ma la durata dei fenomeni è certamente più prolungata se la temperatura del mare è più alta.

La caratteristica fondamentale che distingue i “Medicane” dai comuni cicloni extratropicali è rappresentata dalla loro grande “barotropicità”, tipica delle perturbazioni tropicali, al contrario delle depressioni extratropicali delle medie latitudini che sono caratterizzata da “baroclinicità”. In genere un sistema depressionario assume piene caratteristiche “barotropiche” solo quando i minimi di pressione corrispondono perfettamente alle varie quote, uno sopra l‘altro. Di solito le circolazione di tipo “barotropico” si sviluppano durante il termine del processo di “CUT-OFF”, ossia quando avviene la cessazione dell’alimentazione fredda in quota e si chiude l’onda principale (taglio della saccatura ad opera di una spinta zonale dell’anticiclone oceanico o del rinforzo della “Jet Stream” lungo il bordo settentrionale di quest’ultimo) che ha dato origine alla circolazione depressionaria strutturata in quota, isolandola dal flusso perturbato principale. Cosa ben diversa sono le circolazioni “barocline” tipiche dei cicloni extratropicali o delle gocce fredde in quota, i cui minimi alle varie quote non coincidono mai nella stessa posizione. In più, in questo tipo di circolazioni depressionarie extratropicali, le avvezioni fredde dalle alte latitudini si accompagnano sempre al margine occidentale della struttura ciclonica, seguendo le ondulazione del “getto polare” che funge da nastro trasportare per le profonde aree cicloniche delle medie e alte latitudini. La grande potenza di queste ciclogenesi di tipo tropicale deriva dalla grande energia termica sprigionata dalle calde acque del mare. Tutta questa energia potenziale viene poi trasformata in energia cinetica che produce un improvviso scoppio dell’attività convettiva (correnti ascensionali in rotazione vorticosa) attorno il centro della bassa pressione, comportando un notevole approfondimento di quest’ultima a seguito del calore latente sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo messo a disposizione dalla calda superficie del mare.

Solitamente i “Medicane” che si formano sul Mediterraneo sono, in media, 2-3 in ogni stagione,  questi raggiungono lo stadio di “Mediterranean tropical depression” oppure “Mediterranean Tropical Storm”. Molto più rari sono i “Medicane” (Mediterranean Hurricanes) il massimo grado dei sistemi “TLC”. Per “Medicane” si intende un vero uragano mediterraneo, si tratta delle tempeste più potenti e devastanti che il mare Mediterraneo può sfornare. Pur avendo la forma di un “Mediterranean Tropical Storm” o di una più semplice “Mediterranean Tropical depression” il “Medicane” è contraddistinto da venti molto più violenti, spesso possono toccare punte di 140 km/h e da una pressione centrale molto più profonda che può scivolare persino sui 975 hpa, valore estremamente basso per l’area mediterranea. Poi nel “Medicane” il valore barico cosi profondo porta a generare il tipico occhio persistente al centro del sistema temporalesco principale. La media degli ultimi decenni vede la formazione di un “Medicane” almeno una volta ogni 3-4 anni.
Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2017/09/allerta-meteo-le-10-cose-piu-importanti-sapere-sul-medicane-lunedi-11-settembre-colpira-litalia/964114/#kDvAu3vxcq16pESs.99

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