Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

Nonostante il tempo passi e l' apparenza di un lento ritorno alla normalità sia ormai giunto, la situazione rimane piuttosto drammatica. L’incidente al reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986 – causato da un mix di difetti strutturali e innescato da insensato esperimento che rese instabile l’impianto e lo portò poi totalmente fuori controllo – ha segnato la storia dell’energia, ha minato alle fondamenta lo sviluppo del nucleare e ha lasciato una pesante eredità di morti e danni incalcolabili, ancora oggi nel 2017.
La nube dei detriti polverizzati, radioattiva, fuoriuscì producendo l'immediata, pesante contaminazione delle aree immediatamente circostanti (Pripyat e Chernobyl, più o meno equidistanti dalla centrale) e di un'area estesa diversi chilometri, ancora oggi quasi del tutto disabitata e definita Chernobyl Exclusion Zone. Poi, spinta dai venti, viaggiò in Europa e arrivò a sfiorare la costa orientale degli Stati Uniti.
Al momento della catastrofe, la centrale nucleare "Vladimir Lenin" di Chernobyl era la più potente dell'URSS. Dopo la catastrofe, gli altri tre reattori rimasero ancora in funzione e per un anno intero, fino al maggio del 1987, proseguì anche la costruzione del 5° e 6° reattore, poi interrotta. L'11 ottobre del 1991, dopo un incendio nella sala macchine venne spento il reattore numero 2. Il reattore più vecchio, il numero 1, venne spento dieci anni dopo la catastrofe, il 30 novembre 1996, dopo che nel 1995 un avaria al sistema di raffreddamento aveva provocato una nuova fuoriuscita di radioattività. Il 15 dicembre 2000 su decreto del presidente ucraino Leonid Kuchma, infine venne spento anche l'ultimo reattore funzionante, il numero 3. Tutto finito? No di certo. Il combustibile nucleare è ancora tutto nei reattori, la cui completa dismissione è prevista soltanto nel 2065. Attualmente nel sito nucleare di Chernobyl lavorano ogni giorno 2000 persone, tre volte meno rispetto alla forza lavoro impiegata trent'anni fa.
Oggi, la radioattività è tale da uccidere anche i robot.
Negli anni Novanta il Governo ucraino promosse un concorso internazionale finalizzato a selezionare il miglior progetto per sostituire il vecchio sarcofago. Novarka, un consorzio di imprese francesi formato dalla Vinci Construction Grands Projets e dalla Bouygues Travaux Publics si aggiudicò l'appalto. I lavori, finanziati da oltre 40 Paesi, iniziarono il 13 marzo del 2012 coinvolgendo oltre mille lavoratori provenienti da venticinque nazioni, tra cui ventidue operai e ingegneri italiani. A distanza di tre anni dall'avvio dei lavori si può ammirare a colpo d'occhio lo sviluppo costante del cantiere. Purtroppo i rapporti tra Russia e Ucraina, compromessi dai primi mesi del 2014, hanno provocato una (breve) interruzione dei lavori a causa del ritiro dei fondi e del personale specializzato russo, che è stato però sostituito da quello ucraino.
Fino ad oggi sono stati utilizzati circa centomila metri cubi di cemento, e siamo appena in vista della metà dell'opera. Viktor Zalizetskyi, responsabile del progetto, ha dichiarato a Focus che l'NSC sarà completato entro la fine del 2017, sottolineando come la struttura sia destinata a durare almeno fino al 2100...
Nel seminterrato dell'Unità 4 della centrale nucleare di Chernobyl c'è un "elefante". Lo hanno trovato gli operai che hanno dovuto pulire il reattore. La miscela tossica penetrata nel seminterrato dal nocciolo del reattore ha prodotto una massa gigantesca, formata dal combustibile radioattivo nucleare, da parti fuse del reattore e dai prodotti delle reazioni chimiche più disparate. Il risultato: un mostro a sette piedi nato dal cemento e dalla sabbia.
La miscela è definita Corium, dall'unione di 'core' (nucleo, in inglese) con il suffisso -ium della gran parte dei componenti chimici del composto. Il 'piede di elefante' di Chernobyl si trova nella parte inferiore del reattore, nel corridoio di areazione, è il più grande esemplare di corium esistente ed è una delle sostanze più tossiche mai viste sulla faccia della terra.
Le immagini del "piede di elefante" sono state scattate solo 10 anni dopo la fusione del reattore, perché scattarle prima avrebbe comportato la morte immediata a causa delle radiazioni. Nel 1986, infatti, è stata misurata la radiazione della massa, equivalente a 10.000 Röntgen all'ora. In condizioni normali, una dose di raggi Röntgen sprigiona circa 2 miliardi di coppie di ioni per centimetro cubo di aria.

Foto: PNNL Library
Dopo appena due minuti trascorsi in prossimità del piede, le cellule umane collassano a tal punto da produrre emorragie. Dopo quattro minuti cominciano a manifestarsi diarrea, febbre e vomito, dopo 300 secondi di esposizione al soggetto restano 2 giorni di vita—Stare per 30 minuti nei pressi del "piede di elefante" equivale a sottoporsi a circa 500.000 radiografie. Nelle settimane successive al disastro, una delle più grandi sfide per le squadre di bonifica sovietiche era proprio quella di raggiungere le zone al di sotto del nocciolo dei reattori: la task force aveva tentato disperatamente di giungervi prima che la miscela tossica colasse nel terreno sottostante e raggiungesse le acque sotterranee.
L'immagine di un uomo che si trova pericolosamente vicino al piede di elefante ha girato su internet dalla fine degli anni '90, ma solo nel 2013 un giornalista è riuscito a rintracciare la persona ritratta nella foto. Il reporter americano stava lavorando a un articolo sul piede di elefante quando è riuscito a scoprire la didascalia originale della foto. "Artur Korneev, vice direttore di Shelter Object, mentre osserva il flusso di lava del 'piede di Elefante', Chernobyl NPP. Fotografo: Sconosciuto, scatto del 1996," c'era scritto.
Ancora oggi, le radiazioni non hanno mai smesso di procurare morte e problemi di salute gravi.