Dopo la decapitazione, alcuni allievi di Cratone, anch’essi convertiti, portarono il corpo del santo a Terni, e li lo seppellirono. Col tempo si creò confusione e a questa data si cominciò a commemorare anche un altro Valentino. Questo, però, non era mai stato canonizzato, ma era solo un benefattore, vissuto anche lui nel III secolo.
Proprio questo Valentino venne confuso col vero santo. Come si può notare, in questa leggenda non c’è alcunché riguardante gli innamorati. L’associazione di San Valentino agli innamorati si deve semplicemente al fatto che, quando venne diffuso il suo culto, in quella data era molto vicino l’inizio della primavera. Ovviamente si parla del calendario giuliano in uso all’epoca. Si sa infatti che la primavera è la stagione del risveglio dell’attività amorosa negli animali.

