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Il Medio Oriente è costellato da centinaia di sconcertanti strutture a forma di aquilone o ruota, sono circa 400, costruite in pietra, grosse come campi da calcio, situate in Arabia Saudita ad Harrat Khaybar, uno dei numerosi campi vulcanici sparsi nella penisola arabica.
L'identificazione di queste cosiddette “strutture” è incerta, si ipotizza che alcune risalgano a 9.000 anni fa. Una prima prova registrata risale al 1927 quando il tenente della Royal Air Force Percy Maitland pubblicò un articolo riguardo a queste rovine sulla rivista Antiquity, riportando che le aveva sorvolate in un’area lavica e che, insieme ad altre strutture di pietra, erano chiamate dai beduini “opere degli uomini antichi”. I ricercatori ipotizzano che siano state costruite tra i duemila e i novemila anni fa da popolazioni nomadi e antiche tribù dell’area. “Tendiamo a pensare all’Arabia Saudita solo come un deserto, ma in pratica c’è un grosso tesoro archeologico che va identificato e mappato” ha dichiarato Kennedy.
David Kennedy, professore australiano che ha pubblicato la sua ricerca su Arabian Archeology and Epigraphy, non hanno “uno scopo al momento definibile: nessuna spiegazione ovvia può essere avanzata”. Alcuni di questi recinti di pietra hanno muri alti tre metri, altri si estendono in lunghezza per misure che variano dai 13 ai 518 metri. Negli anni Venti in Arabia Saudita furono scoperte strutture simili che in realtà si pensa fossero utilizzate per catturare il bestiame ma sui nuovi reperti, situati nei campi vulcanici a più di 550 miglia da Riad, non c’è certezza. Altre composizioni simili sono state già individuate da un differente gruppo di ricercatori che nel frattempo ha chiesto nuovi permessi per poter esaminare i ritrovamenti.
Oggi, visti dallo spazio, hanno un aspetto lunare o addirittura marziano: piccole colline vulcaniche, laghi di lava congelati e pozzi generati da esplosioni come crateri. Diversi studiosi le hanno paragonate a dei geroglifici come le Linee di Nazca. Il geroglifico è un segno molto ampio ricavato manualmente su una superficie, quindi, anche la funzione di queste misteriose strutture potrebbe essere simile a quella degli enigmatici disegni ritrovati nel deserto peruviano.
Inoltre, se si considera che i cerchi di pietre erano un luogo sacro di preghiera per gli antichi, si può supporre avessero una funzione religiosa.
Tesi avvalorata anche da Huw Groucutt, un borsista presso la Scuola di Archeologia dell'Università di Oxford, il quale non vede “alcun chiaro scopo funzionale” perciò ipotizza che siano siti dove si svolgevano attività rituali.
La verità è che non se ne viene a capo: diverse ipotesi non collimano. E soprattutto c’è scarsa attenzione rispetto ad altri siti archeologici sparsi per il mondo.