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A 27.680 chilometri di quota, passa senza creare problemi l' asteroide in questione. Per 33 ore stazionerà all’interno del Sistema Terra-Luna, transitando all’interno dell’orbita dei satelliti geostazionari. L’asteroide sta sorvolando l’Oceano Indiano orientale, al largo di Sumatra, ad una latitudine di -6° Sud ed una Longitudine di 97.5° Est. La sua orbita è ben compresa, e non si avvicinerà ad una distanza minore di quella indicata. Il corpo celeste ruota intorno al Sole, e la sua orbita non è poi troppo diversa da quella terrestre. Nonostante questo passaggio sia il più ravvicinato, l’attrazione gravitazionale della Terra non ha il potere di farlo deviare come se si trovasse su un bivio autostradale. Al massimo potrebbe imprimere una leggera variazione in relazione ai prossimi passaggi, il cui prossimo avverrà il 16 Febbraio 2046, quando passerà dal punto centrale della Terra a ben 620.000 miglia, pari a poco meno di un milione di chilometri. Ci sono pochissime possibilità che la roccia spaziale possa colpire un satellite o dei veicoli spaziali nell’orbita terrestre. Fortunatamente, infatti, il suo passaggio avverrà nel mezzo tra l’orbita dei satelliti geostazionari e la grande concentrazione di satelliti in orbita molto più vicini alla Terra. L’influenza gravitazionale sarà infinitamente piccola, per cui l’oggetto non sarà assolutamente in grado di apportare modifiche; nessun corpo di queste dimensioni può causare fenomeni sismici, eruzioni vulcaniche o altri tipi di fenomeni.
Si tratta di un’occasione unica per studiare così da vicino uno degli oggetti che orbitano nelle vicinanze della Terra, chiamati Neo (Near Earth Objects) “altrimenti osservabili da vicino solo con costose missioni spaziali” rileva Andrea Milani, docente di Meccanica celeste nell’università di Pisa e responsabile del gruppo di ricerca NeoDyS, specializzato nel calcolare le orbite degli asteroidi più vicini alla Terra.Scoperto nel 2012 da un gruppo di astrofili spagnoli del programma La Sagra Sky Survey, l’asteroide all’inizio ha destato apprensione perché si temeva potesse colpire la Terra nel passaggio del 2026. Le osservazioni recenti, sottolinea Milani, hanno contraddetto questa ipotesi: “non vi è alcuna possibilità di impatto per il 2026, il prossimo passaggio a rischio di questo oggetto è invece nel 2092 quando ci sarà una possibilità su 300.000 che venga colpita la Terra”. Per l’astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope”, è la prima volta che siamo stati in grado di prevedere un passaggio così ravvicinato di un asteroide di queste dimensioni”. Sarà un’occasione da non perdere per astronomi ed appassionati perché l’asteroide sarà visibile anche con piccoli binocoli e con telescopi amatoriali modesti.
Non c’è alcun collegamento tra il meteorite caduto sugli Urali, in Russia, e l’asteroide, fa sapere l’Esa, l’Agenzia spaziale europea.
Quanti asteroidi sono là fuori di dimensioni simili a asteroide DA14?
Gli scienziati ritengono che ci sono circa 500.000 asteroidi vicini alla Terra la cui dimensione sia simile a 2012 DA14. Di questi, meno dell'uno per cento sono stati scoperti.