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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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23 DICEMBRE 2012: L' Inizio del nuovo vecchio mondo

Auguri a tutti per il nuovo inizio dell' era dell' Acquario:come era prevedibile, il mondo esiste ancora e l' ultimo katun, concluso non senza problemi creati perlopiù dall' uomo stesso.La fatidica data del 21 dicembre 2012 è stata rinvenuta solamente in due iscrizioni maya, a Tortuguero e, qualche mese fa, a La Corona in Guatemala. Data la relativa sporadicità della sua ricorrenza epigrafica, è lecito suggerire che i Maya non abbiano assegnato a quel particolare giorno un significato epocale, come si tende invece a fare nelle società del consumo mediatico. Questo anche perché, essendo suddivisi in città-stato, non possedevano una cosmologia unificata ed univoca e i loro calendari non erano sincronizzati. Come non lo erano quelli degli altri popoli mesoamericani. La data di fine del mondo (di un’era) per gli Aztechi è il 4-Movimento di un anno 2-Canna. Sarebbe il 2027, o il 2079. I Mixtechi hanno altre date ancora.

Gli stessi indigeni maya dei nostri giorni sono venuti in gran parte a sapere della “loro” profezia su internet o per bocca dei turisti occidentali; il che spiega come mai, tra quelli che divulgano questa credenza, abbondino le allusioni tipicamente euro-americane ai teschi di cristallo, agli alieni e ad Atlantide.

Da 2000 anni circa, il concetto di fine del mondo si è arricchito di una nuova carica religiosa: la fine del mondo coinciderà con il Giudizio Universale, in cui tutti gli uomini saranno giudicati e ripagati per le loro azioni. Ma il concetto di fine del mondo, non è proprio soltanto della sfera religiosa, perché esso ha da sempre rappresentato uno dei timori più diffusi nell'uomo. Parecchi miti sono incentrati sulla fine del mondo, che verrà preannunciata da gravi disastri ed indizi inequivocabili. Tralasciando la carica di pura superstizione che impregna questo discorso, sarebbe interessante cercare di capire o intuire in che modo quantificare o qualificare la fine del mondo. Le domande a tal riguardo sono molteplici e varie, ma una spicca su tutte: per fine del mondo deve intendersi la fine del pianeta Terra, la fine di ogni forma di vita sul pianeta o ancora la fine dell'attuale civiltà e l'inizio di un nuovo periodo di lento progredire? Non è certo cosa facile rispondere e dopo tutto, bisogna ammettere che non è immediata la comprensione di un' idea che afferma che il mondo potrebbe finire da un momento all'altro. Nell'ammettere tali ipotesi entrerebbero in gioco altre domande. Cosa causerebbe la fine del mondo intesa come distruzione del pianeta?

Lo spegnimento del Sole... ma sembra che esso sia solo alla metà del suo ciclo vitale... 

L'impatto con una meteora... ma esse "piccole" per quanto possano Essere sarebbero prontamente tenute sotto controllo.

Uno scompenso gravitazionale, magari causato da improvvisi mutamenti dell'equilibrio del sistema solare... già... una simile ipotesi potrebbe accadere se la Terra si trovasse nel mezzo di un allineamento planetario, che produrrebbe un'elevatissima forza di attrazione che potrebbe far deviare la Terra dal suo naturale percorso. Francamente, però, nessuno scienziato può dirsi in grado di stabilire ciò che effettivamente potrebbe produrre un simile allineamento. A questo punto entra in gioco un sottile alito di mistero che come un uragano sconvolge anche la mente più assennata, riportando parole dimenticate, quasi perse nel tempo, pronunciate nel III sec. a. C. da Berosso, un astronomo: <>. Questa disposizione planetaria è avvenuta il 5 maggio del 2000, senza causare nessun dissesto. Forse, Berosso non voleva imputare la causa della fine del mondo all'allineamento dei pianeti, forse egli voleva soltanto fissare un punto, un evento, un riferimento. 

Si intuisce quindi che a poco o a nulla serve sapere come avverrà la fine del mondo, se non si sa quando, da qui l'esigenza di conoscere e misurare il tempo. Sia che esso, venga diviso in spazi grossolani (Luce-Buio), sia in spazi sempre più precisi (Anni, mesi, giorni, ore, minuti, secondi, millisecondi...), l'uomo ha da sempre cercato di dare e darsi dei precisi riferimenti per catalogare gli eventi. Gli Egizi scandivano il loro tempo sulla base dei periodi di piena del Nilo; altri popoli si basavano su altri elementi, caratteristico è, a tal proposito, il calendario dei mesi dei Lakota che si basava su precisi riferimenti naturali (luna degli alberi scoppiettanti=dicembre; luna quando le ciliege diventano nere=agosto; luna delle foglie cadenti=novembre), si noti come l'elemento astronomico (luna... luna... luna...), appreso grazie ad attente osservazioni dei fenomeni celesti, vada a innestarsi con l'elemento naturale per coprirsi semplicemente di certezza!(ecco raggiunto lo scopo della misurazione del tempo: riuscire a catalogare con precisi riferimenti i vari eventi). 

Tra tutti i popoli e le culture sviluppatesi nel mondo intero, uno soltanto può definirsi come il popolo che aveva ossessione del tempo e voleva misurarlo e conseguentemente controllarlo. Tale popolo era il popolo Maya. Il loro calendario è estremamente preciso, calcola la durata dell'anno solare in 365,2420 giorni (errore per difetto di soli 0,0002 giorni. N.B. quello attualmente utilizzato da noi erra di circa 0,0003 giorni...), e quello lunare in 29,528395 (di poco inferiore al valore reale). Essi avevano altresì sviluppato un perfetto metodo di previsione delle eclissi, avendo nozione che esse possono avvenire soltanto 18 giorni prima o dopo del nodo (=punto in cui l'orbita lunare interseca quella apparente del sole). Conoscevano anche il concetto di zero, inteso come valore nullo, ma concreto allo stesso tempo. Il calendario maya andava oltre, collegandosi ai fenomeni celesti di un latro importante pianeta: Venere. I Maya sapevano che Venere era sia l'astro del mattino e sia quello della sera; sapevano che esso compie un giro intorno al sole in 224,7 giorni, mentre la terra in 365,2420 giorni. Il risultato combinato di questi due elementi è che il pianeta Venere, sorgeva esattamente nello stesso punto del cielo visibile dalla Terra ogni 584 giorni circa. 

I maestri Maya, sapevano che 584 era una quantità approssimata, stimarono infatti i giorni della rivoluzione sinodica media di Venere in 583,92 (è lo stesso numero che si è calcolato ai giorni nostri). I maestri Maya utilizzarono queste loro ampie conoscenze creando un complesso sistema di calcolo calendaristico. Ogni 61 anni venusiani praticavano un aggiustamento di 4 giorni per armonizzare il ciclo sinodico di Venere con il loro anno sacro (composto da 260 divisi in 13 mesi da 20 giorni ciascuno). Nel corso di ogni V ciclo, alla fine della 57^ rivoluzione veniva effettuato un aggiustamento di 8 giorni, che interelava così strettamente l'anno sacro Maya con la rivoluzione sinodica di Venere da produrre semplicemente l'errore di un giorno ogni 6000 anni. Tutta un'altra serie di aggiustamenti facevano si che risultasse interrelato anche il normale calendario solare, che venne reso in grado di funzionare senza errori su archi di tempo eccezionalmente lunghi. La domanda a questo punto è già nata: che motivo avevano i Maya di adottare un così preciso calendario? Il motivo era uno solo, l'ossessione del tempo in quanto essi sapevano esattamente quanto il mondo era destinato a durare. 

Il segreto di ciò sta nel cosiddetto lungo computo. Esso è un sistema per calcolare le date, fortemente impregnato da credenze del passato. Secondo questo il tempo operava in grandi cicli nei quali avevano luogo creazioni e distruzioni del mondo. Secondo i Maya, l'attuale ciclo iniziato il 13 agosto 3114 a.C. è destinato a finire il 23 dicembre 2012 d.C. Questa data, ritornando alle predizioni di Berosso, vedrà una disposizione planetaria così singolare ed unica da verificarsi soltanto una volta ogni 45.000 anni. Nuovamente e per fortuna, nessuno è in grado di dire come e se ciò succederà, resta comunque un interrogativo di non poco conto: che motivo hanno avuto i Maya di creare calendari e sistemi computistici così complessi da ragionare in cifre vicine ai milioni di anni, senza aver creato né nell'architettura, né nell'arte un qualcosa capace di resistere al tempo? Questo modo di contare i giorni e di scandire il tempo è forse frutto di un'antica eredità lasciata da qualche civiltà che soccombette alla fine dell'ultimo ciclo? Sono, queste, domande che sebbene non chiariscono il concetto di fine del mondo, aprono pur sempre la via della ricerca; ricerca di una civiltà che è venuta prima di noi e ci ha lasciato in modo discreto, ma insolitamente penetrante, numerosi indizi dei quali abbiamo raccolto soltanto una minima parte dell'immensa verità cui vogliono condurci.
Nel 2009 il massimo specialista di archeostronomia mesoamericana del mondo, Anthony Aveni, ha pubblicato un suo libricino, intitolato “The End of Time: The Maya Mystery of 2012” che prendeva spunto da uno scambio epistolare con un giovane inglese seriamente preoccupato di dover abbandonare prematuramente il suo corpo alla fine del 2012 e che, conoscendo la sua fama, si era rivolto a lui per chiedere lumi. Aveni esclude recisamente che i Maya avessero in mente un Armageddon ma rimarca che la stele C di Quiriguá in Guatemala registra la cronaca della discesa degli dèi celesti che imposero ai Maya il loro ordine sociale (non particolarmente pacifico, democratico o umano) dando l’avvio a quell’epoca che i Maya descrivevano come la più oscura, quella che precede la necessaria e fortemente sospirata rigenerazione/palingenesi. Poi aggiunge che quella di Tortuguero accenna ad un ritorno dei medesimi. Il che non ha fatto atro che piacere agli adepti del culto degli fratelli cosmici salvatori. Una lettura alternativa è stata fornita da nientemeno che la serie X-Files, che ha scelto proprio il 22 dicembre 2012 come data d’inizio della fase conclusiva dell’invasione aliena.

 

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