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9 dicembre: aggiornamenti sullo sciopero italiano senza sindacati

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Confermato lo Sciopero dei Forconi dell'8 dicembre 2013 con orari e modalità ancora da definire. La protesta lanciata dell'omonimo movimento si propone l'obiettivo di bloccare per quattro giorni, fino a venerdì 13 dicembre l'intera Italia.

UNATRAS e ANITA, invece, hanno revocato il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto, dopo aver valutato in positivo le risposte ricevute dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, in particolare sul ripristino delle agevolazioni sulle accise e sulla riduzione del costo del lavoro. Le due sigle hanno anche firmato un protocollo d’intesa che impegna il Ministero competente su tutte le altre criticità rappresentate.

Per nulla soddisfatta è, fra le altre sigle, AITRAS: «[…] in quel protocollo non c’è nulla che possa risolvere i problemi dei nostri associati. I 330 milioni di euro serviranno solo e ancora, in larga fetta, a finanziare rimborsi sui pedaggi autostradali e corsi di formazione, tutte cose che non ci riguardano».

Una cura peggiore della malattia dunque? Forse, fatto sta che l'evento potrebbe avere una portata tale da considerarsi una vera rivoluzione. Fatto sta che le parole della Badii, portavoce della protesta non lasciano dubbi sulla sua determinazione: "non state lavorando per noi, abbiamo preso la decisione. Vi licenziamo, vi mandiamo a casa senza offesa, con le mani in tasca" ha affermato ai microfoni di Piazza Pulita.

Lo sciopero dei forconi avrà i seguenti orari e modalità: alle 22 dell'8 dicembre, l'intera Penisola verrà bloccata per "licenziare" un'intera classe politica che ha manifestato più volte la propria inadeguatezza rispetto al ruolo che ricopre. Si tratterà di una protesta non violenta e che si protrarrà per oltre 4 giorni. I "blocchi" riguarderanno strade, autostrade, valichi di frontiera ma non solo, la reale portata dell'evento rende difficile fare previsioni.

L'iniziativa è aperta a tutti ma attenzione a non portare simboli di partiti: qualsiasi connotazione politica è giustamente vietata per una manifestazione che alla politica odierna è fermamente intenzionata a dire basta.

Informazioni maggiormente dettagliate per quel che riguarda presidi, orari e modalità dello sciopero dei forconi dell'8 dicembre 2013 sono reperibili presso la pagina facebook "Coordinamento Nazionale per la rivoluzione dell'8 dicembre 2013".

 

E a questo si aggancia, appoggiato dai sindacati, un altro sciopero importante:

E' tutto pronto per una nuova protesta dei lavoratori metalmeccanici. L'appuntamento è fissato a Roma l'11 ed il 12 dicembre del 2013 nell'ambito di un totale di 36 ore di protesta che sono state organizzate dalla Fiom, Federazione Impiegati Operai Metallurgici.

I lavoratori metalmeccanici torneranno a farsi sentire per chiedere al Governo di adottare politiche industriali tali da mettere al centro il lavoro e la difesa dell'occupazione. In accordo con quanto reso noto dalla Fiom,  nelle vicinanze di piazzale Flaminio mercoledì prossimo, 11 dicembre del 2013, alle ore 9 arriveranno ben trenta camper provenienti da ogni parte d'Italia.

Divisi in gruppi, i lavoratori metalmeccanici intendono portare avanti la protesta sotto i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, e presso i centri dell'informazione televisiva. Questo è quanto avverrà fino alle ore 18 quando poi i camper si concentreranno per passare la notte a piazza del Popolo. Il giorno dopo, giovedì 12 dicembre del 2013, proprio a piazza del Popolo ci sarà un ulteriore concentramento in virtù del fatto che arriveranno tanti pullman da tutta Italia.

I lavoratori poi in corteo si dirigeranno verso Palazzo Chigi, e per l'occasione la Fiom - Federazione Impiegati Operai Metallurgici, chiederà di essere ricevuta dal Governo italiano presieduto dal Premier Enrico Letta per chiedere di andare a rimettere al centro della propria agenda, a livello istituzionale e politico, il lavoro, la difesa dell'occupazione e le politiche industriali.

Pronti a bloccare l’Italia si dicono anche gli associati di LIFE (Liberi Imprenditori Federalisti Europei), Azione Rurale Veneto e altri movimenti con base in Veneto che assommano alle spinte autonomiste la rabbia dei piccoli imprenditori, dei sindacati agricoli e degli autotrasportatori.

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