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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Albero di Natale vero o finto. Quale scegliere!

http://fioriefoglie.tgcom.it/wpmu/files/2009/12/albero_natale_vs500.jpgCon l’avvicinarsi del Natale, come ogni anno, ci ritroviamo a farci la stessa domanda: meglio acquistare un albero vero o finto? Se nella vostra scelta non rientra soltanto un principio di estetica o di prezzo, ma anche la scelta di un prodotto ecologico, cerchiamo di capire insieme quale scelta è più responsabile tra le due.

Il primo calcolo che viene in mente è: se compro un albero finto, poi lo posso riutilizzare anche il prossimo anno, poi quello seguente, e così via, per questo è più ecologico. In parte è così, ma con le dovute eccezioni. A meno che non facciate come quella signora che ogni dicembre tira fuori dal’armadio il suo alberello di Natale da ormai oltre 80 anni, forse la scelta del fake tree non è poi così green.

Vanno considerati infatti una serie di fattori. Ad esempio dove è stato fatto? In Italia, ed in generale in Europa, sono pochissime le aziende che producono alberi finti. Se l’albero che volete acquistare proviene da pochi chilometri, è una buona scelta. Il problema è che la gran parte proviene dalla Cina, e dunque già il carico di CO2 che si porta dietro è elevatissimo. Inoltre va aggiunto che in Cina le leggi ambientali sono quasi inesistenti, quindi le aziende che li producono sono molto inquinanti e letteralmente minano la salute dei lavoratori e delle persone che vivono vicine alle fabbriche.

La seconda domanda che dovete porvi è: di cosa è fatto? Se l’albero è prodotto con materiali riciclati ok, ma fate attenzione perché la maggior parte degli alberi finti contiene PVC non riciclabile (derivato dal petrolio), diossina, dicloruro di etilene e cloruro di vinile, tutti materiali che oltre ad essere tossici quando inalati (ricordate che il vostro albero rimane in casa per oltre un mese), diventano problematici da smaltire quando ve ne vorrete liberare.

A volte in questo genere di alberi vengono aggiunti altri materiali per renderli più resistenti come il piombo, che è collegato ad alcune malattie, e persino al cancro del fegato, e danni al sistema neurologico e riproduttivo nei bambini e negli animali che possono mettere in bocca alcune parti di questi materiali. Senza dimenticare che, stando in casa, è facile respirare le particelle emesse, e a lungo andare potrebbero esserci problemi respiratori un po’ per tutti. Dunque se state per acquistare un albero finto, dovete controllare di cosa è composto e dove è stato fatto.

Ma anche gli alberi veri non è che siano esenti da problemi. Lo svantaggio principale riguarda il metodo di produzione. Spesso sono coltivati con pesticidi, e questi poi diventano tossici per la gente che se li porta in casa visto che mediamente hanno un ciclo di vita di almeno 8 anni. Sono anch’essi difficili da smaltire (dato che non si possono tenere in casa da un anno all’altro), producono CO2 nel taglio (anche se ormai chi li commercializza fa in modo che ad un albero tagliato corrisponda uno piantato, e la compensazione delle emissioni è positiva). Dunque anche in questo caso le precauzioni da prendere sono vedere da che tipo di coltivazione proviene l’albero, chiedere al venditore se lo ritira alla fine delle festività, o almeno trovare qualche servizio comunale che lo faccia, oppure, se avete un giardino, acquistare un albero “vivo”, con tutte le radici, da ripiantare nel vostro pezzettino di terreno a gennaio.

 

La strage degli abeti di Natale, distrutta la produzione degli alberi più giovani: 3 milioni di danni

Un milione di alberi di Natale e quasi 3 milioni di euro di danni stimati. E' il conto presentato E' il dalla siccità di questa estate alla produzione di abeti natalizi toscani, in particolare della zona del Casentino. I danni più gravi per gli abeti più giovani (1 anno) la cui produzione è stata completamente distrutta. Non solo, c'è il rischio di provocare serie conseguenze all'assetto idrogeologo dei comuni montani - Montemignaio, Pratovecchio, Castel San Niccolò - dove sono concentrate le aziende vivaistiche specializzate nella produzione di abete.

A lanciare l'allarme, a due mesi dal Natale, è il Consorzio per la Valorizzazione dell'Albero di Natale del Casentino, Coldiretti Toscana e Giordano Pascucci di Cia Toscana in una lettera inviata all'Assessorato all'Agricoltura della Regione Toscana. "Le perdite economiche per le varie aziende agricole – scrivono - sono molto pesanti sia per ciò che riguarda la campagna corrente sia per ciò che attiene alle prossime in quanto, come sopra accennato, i disseccamenti interessano sia abeti che avrebbero dovuto essere commercializzati in questa campagna natalizia (5-6 anni di età), sia piante più giovani di uno, due, tre, quattro anni di impianto. I danni, pertanto, saranno visibili anche per i prossimi 3-4 anni".
"Chiediamo alla Regione Toscana – scrivono – di deliberare un contributo economico necessario per l'acquisto e la messa a dimora degli abeti tale da consentire il mantenimento delle coltivazioni, la lavorazione dei terreni e il non abbandono degli stessi con un probabile, nel tempo, dissesto idrogeologico".
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