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Attacco hacker contro il mondo web

Nella mappa sono rappresentati in tempo reale i dati dell’attacco informatico. I punti rossi rappresentano i luoghi da cui partono gli attacchi e i gialli gli obiettivi.

In questo momento è in atto il più grande attacco informatico mai dichiarato nella storia di internet, proveniente dall’azienda olandese Cyberbunker. Dalla sua sede, in un bunker dismesso della Nato nei Paesi Bassi, Cyberbunker ha fatto partire un’operazione di “distributed denial-of-service (DDoS)“, che invia traffico anomalo verso i server di Spamhaus, un’organizzazione non profit con sede a Ginevra. Il New York Times l'ha definito uno dei più grandi attacchi hacker della storia, che rischia di paralizzare il web, e causare problemi per milioni di utenti sui servizi Internet di base, come la posta elettronica o l'online banking.

Un effetto collaterale di questo attacco è che gli utenti collegati alle connessioni ad alta velocità stanno sperimentando rallentamenti alla rete in tutto il mondo, dovuti al sovraccarico dei server, conferma James Blessing dell’Ispa, l’associazione che si occupa dell’accesso alla rete nel Regno Unito.Gli attacchi hacker sono iniziati lo scorso 19 marzo con un denial of service, una mossa dove si cerca di fare cadere i server, seguito da tanti altri attacchi a catena.

Spamhaus funziona come un filtro. Traccia indirizzi email che possono essere fonte di spam, e offre questo servizio a migliaia di imprese e organizzazioni, che lo utilizzano milioni di volte al giorno per decidere se accettare email in arrivo o etichettarle come spam, spiega Quartz.

Cyberbunker offre invece hosting per qualsiasi tipo di contenuto, “a meno che non si tratti di pornografia infantile o contenuti legati al terrorismo”, come si legge sul suo sito internet. L’attacco risale al 18 marzo, quando Spamhaus ha aggiunto Cyberbunker alla sua lista nera di “siti sgraditi”.

Niente panico. Paolo Attivissimo, giornalista informatico, non crede che l’attacco hacker stia rallentando il traffico di internet. Citando un articolo di Gizmodo, Attivissimo scrive che “nessuno degli articoli catastrofisti fornisce dati precisi sui rallentamenti causati dall’attacco, che durerebbe da ben oltre una settimana”.L'organizzazione con base a Londra e Ginevra ha fatto sapere di essere bersaglio da metà marzo di un massiccio attacco Denial of service, metodo che sovraccarica intenzionalmente i server con false richieste, sino a renderli inutilizzabili. Responsabili sarebbero alcuni gruppi che sono stati inseriti nelle blacklist con cui Spamhaus filtra il traffico internet, bloccando quello ritenuto spam. In un post pubblicato su un blog online, il gruppo CloudFare con base a San Francisco scrive che gli hacker avrebbero sfruttato la debolezza delle infrastrutture di internet per convogliare miliardi di bit di traffico al secondo su Spamhaus. Secondo Patrick Gilmore, della compagnia Akamai Technologies con sede in Massachusetts, gli effetti dell'attacco sarebbero stati percepiti da utenti internet in tutto il mondo.


Nella versione originale dell’articolo Spamhaus era stata definita “un’azienda olandese” invece di “un’organizzazione non profit con sede a Ginevra”.
L’attacco hacker non avviene tramite l’invio di “migliaia di email di spam” ma con “un’operazione di distributed denial-of-service (DDoS)“.

Per portare avanti l'assalto Cyberbunker avrebbe trovato l'appoggio di "bande criminali" in Russia e in Europa orientale, dove vivono tra gli hacker più abili e potenti al mondo.

 

Ad arginare la valanga ci stanno pensando i giganti del web come Google, che ha messo a disposizione le proprie risorse per "assorbire tutto il traffico".

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