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Quando saranno competitive le auto elettriche? Secondo la maggior parte degli italiani tra 10-15 anni. La risposta però non è corretta: sul mercato infatti ci sono già una decina di modelli elettrici pronti per circolare in strada.
I numeri non sono confortanti: nei primi otto mesi del 2012 sono state vendute appena 325 vetture elettriche (fonte: Unrae).
«Bisogna avere pazienza» dicono i costruttori. Anche il diesel, che oggi supera in numero i veicoli a benzina, ha avuto un fase di crescita molto lunga che si è spalmata su un arco di tempo di almeno tre decadi. I problemi erano simili a quelli che oggi si trova ad affrontare la mobilità elettrica: offerta limitata, alti costi d’acquisto e di utilizzo.
L’Unione europea sta facendo la sua parte per dare uno stimolo concreto alla riduzione delle emissioni dei veicoli, ma «è necessaria una strategia più ampia a livello mondiale e nazionale. Questa si deve basare su quattro pilastri fondamentali: l’incentivazione e lo sviluppo delle infrastrutture per la ricarica, l’agevolazione degli acquisti per le amministrazioni pubbliche e per i privati e lo sviluppo del car sharing» ha dichiarato Jaques Bousquet, presidente Unrae, al convegno Una scossa alla città organizzato dal mensile Espansione.
In questo senso dovrebbero andare gli incentivi per la mobilità a basse emissioni previsti a partire dal 2013 (e che continueranno fino al 2015), di cui però pochi operatori sono soddisfatti. I fondi stanziati (140 milioni di euro in tre anni) sono troppo esigui e non sono destinati solo alle auto elettriche, ma a tutte quelle a combustibili alternativi che non abbiano emissioni superiori a 120 gr/km di CO2. Un provvedimento che, a detta degli esperti, aiuterà soprattutto il mercato delle auto a metano.
E pensare che la mobilità elettrica potrebbe essere un’importante leva di crescita e di ripresa per il settore dell’automotive che al momento sta soffrendo molto nel nostro paese. Tre italiani su quattro (fonte: ricerca Interactive-Espansione) vorrebbe un’automobile elettrica, ma l’offerta attuale non soddisfa le esigenze dei potenziali clienti.
La loro wish list è lunga e pretenziosa: l’autonomia dovrebbe essere di almeno 250 km e la velocità massima di 130 km/h. Il prezzo non dovrebbe superare quello delle vetture diesel o benzina, anche se qualcuno comincia a riconoscere alle elettriche un valore più alto. Il 37,5% degli intervistati ha infatti dichiarato che sarebbe disposto a pagarle un po’ di più di un modello equivalente a combustibile tradizionale. Per fare un pieno da 150 km, però, non si vorrebbe spendere più di 10 euro. Non solo: l’energia utilizzata per dovrebbe provenire dalle fonti rinnovabili e la ricarica si vorrebbe poterla effettuare nel garage di casa in non più di un’ora.
Una serie di richieste che non sono però così lontane dalla realtà: esistono già sistemi di ricarica rapida che impiegano solo trenta minuti per un pieno e poi i prezzi delle vetture si stanno abbassando. La media ora è scesa a 30mila euro, ma con gli incentivi e con la formula di noleggio si può arrivare anche a un prezzo inferiore ai 20mila euro.
«Oltre al ruolo attivo delle istituzioni, che dovranno agevolare il passaggio alla mobilità leggera, quello che serve adesso è una comunicazione più ampia ed efficace nei confronti dei consumatori. Da una parte attraverso le prove su strada, dall’altra attraverso l’informazione istituzionale che dovrà essere costruttiva e comunicare anche i vantaggi economici della mobilità elettrica. Allo stesso tempo, bisogna che aumenti il numero delle colonnine. Non si potrà avere un ritorno economico immediato, ma lo sviluppo delle infrastrutture porterà a un incremento delle vendite e viceversa» ha detto a termine del convegno Francesco Fontana Giusti, direttore immagine e comunicazione – Renault Italia al termine del convegno.