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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Brandon e Bruce Lee: le morti misteriose

Il 10 maggio 1973 si verificò un segno premonitore: Bruce Lee  ebbe un collasso negli studi Golden Harvest mentre procedevano con il doppiaggio dei Tre dell’Operazione Drago. Avvertiva dolori su tutto il corpo, oltre ad avere un edema cerebrale. Fu immediatamente trasportato in ospedale, dove i dottori furono capaci di ridurre il gonfiore tramite somministrazione di mannitolo e lo rianimarono. Alcuni dei sintomi che caratterizzarono il suo primo collasso si ripeterono poi nel giorno della sua morte.
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Il 20 luglio 1973, Lee era ad Hong Kong, doveva cenare con l’attore George Lazenby, con il quale intendeva fare un film. D’accordo con sua moglie Linda, Bruce incontrò il produttore alle 14.00 a casa per discutere riguardo al film Game of death. Lavorarono fino alle 16.00 e poi andarono insieme a casa della collaboratrice di Lee, Betty Ting Pei, un’attrice taiwanese. I tre controllarono la sceneggiatura a casa di Pei, e dopo un po’ Chow se ne andò per un appuntamento a cena.

Poco tempo dopo, Bruce si lamentò per un mal di testa, e Ting Pei gli diede un potente analgesico, ora proibito, l'Equagesic, contenente sia aspirina che rilassante per i muscoli. Alle 19.30 circa Bruce andò a fare una pennichella. Dopo, Bruce non comparì per la cena. Chow arrivò nell’appartamento ma non riuscì a svegliarlo. Fu convocato un dottore, che passò dieci minuti a cercare di rianimarlo, prima che fosse poi portato con l’ambulanza al Queen Elizabeth Ospital. Tuttavia, Bruce morì prima di raggiungere l’ospedale. Non c’erano ferite esterne visibili; tuttavia, il suo cervello si gonfiò considerevolmente, da 1400 g a 1575 g (un aumento del 13%). Bruce aveva solo 32 anni. Le uniche due sostanze trovate durante l’autopsia furono l’Equagesic e della cannabis. Il 15 ottobre 2005 Chow dichiarò che Lee morì per ipersensibilità al rilassante del muscolo contenuto nell’Equagesic (meprobamato), un ingrediente comune negli antidolorifici. Quando i dottori annunciarono ufficialmente la morte di Bruce Lee, fu dichiarata “morte accidentale”.

Un’altra teoria, non ufficiale, dice che Bruce morì per una reazione della combinazione Equagesic-cannabis, all’epoca consumata sottoforma di hashish. Nonostante la teoria sia discussa, essa è supportata sia da Don Langford (medico personale di Lee in Hong Kong) che da Peter Wu (il capo neurochirurgo che salvò Lee dal primo collasso). Il dottor Wu suggerì che, come conclusione del referto ufficiale sulla morte Lee, dovesse essere evidenziata l’ipersensibilità del paziente a quel farmaco o all’hashish, e che il ruolo della cannabis non può interamente essere escluso. Ad aiutare la teoria di Wu fu il fatto che, durante il primo collasso, nel corpo di Bruce non c’era Equagesic. Doveva essere noto che, in medicina, l'uso di cannabis è ammesso come antinfiammatorio, seppur in razioni limitate, in opposizione alla causa ufficiale della morte di Bruce, il gonfiore del cervello[citazione necessaria]. Tuttavia, i dettagli esatti della morte di Lee sono ancora discussi. Lo stato da icona e la morte inusuale di Lee in giovane età condusse diverse persone a sviluppare le più fantasiose teorie sulla sua misteriosa morte, alcune delle quali sono state citate in un numero speciale (almanacco) di Martin Mystère uscito nel 1993 e dedicato all'Estremo Oriente.Secondo la cultura orientale il "chi" , il soffio vitale, agisce nel mondo fisico secondo immutabili leggi, basate su principi matematici.
Questo equilibrio può essere alterato dall'uomo, attraverso scelte sbagliate, come costruire un edificio troppo grande o troppo piccolo, oppure mal orientato o edificato in un posto dove riposano gli spiriti.
Il Feng Shui è una famosa disciplina geometrica, codificata nel XII secolo Avanti Cristo da alcuni filosofi taoisti, capace di regolare l'equilibrio tra il "chi" ed il mondo circostante.
E ancora oggi molti ricorrono ai suoi sacerdoti prima di costruire una casa o un impianto industriale.
Non seguire le indicazioni del Feng Shui può causare gravissimi problemi.
Secondo alcuni infatti, il Feng Shui, sarebbe capace di colpire chi non rispetta i suoi dettami.
E pare, secondo alcune ipotesi "spirituali" sulla misteriosa morte di Bruce Lee, che il famoso attore sia stato colpito per non aver rispettato i dettami del Feng Shui.
Lee infatti dimorava in un quartiere residenziale sotto il quale, secondo il Feng Shui, giacciono degli spiriti, detti I Nove Draghi.
Bruce Lee, attento alle leggende della sua cultura, aveva fatto piazzare a casa sua, da alcuni esperti, uno specchio particolare, detto Pa Kua, dalla forma esagonale e destinato a riflettere via gli spiriti maligni.
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Ma sembra che durante una tempesta il Pa Kua cadde e si spezzò, lasciando Bruce Lee senza difesa.
I Nove Draghi così poterono colpire il famoso attore, vendicandosi per la sua colpa.
Provocandogli una morte che ancora oggi resta un mistero.


Dopo la morte di suo marito, Linda tornò nella sua città natale, Seattle, e seppellì suo marito nel lotto 276 del cimitero di Lakewiew. Suo figlio Brandon è sepolto vicino a lui. Tra i portatori della bara, al suo funerale, c’erano Steve McQueen, James Coburn, Chuck Norris, Dan Inosanto, Taky Kimura, Peter Chin e suo fratello, Robert Lee.

IL FIGLIO: BRANDON LEE



Nel 1993, il giovane attore fu scelto per intepretare "Eric Draven" nel film Il corvo, film basato sul fumetto omonimo. Questo fu anche il primo film in cui Brandon non dovette fare sfoggio di kung fu, ma mostrare capacità recitative in un ruolo drammatico. Il corvo lo rese famosissimo in tutto il globo ma, allo stesso tempo, gli costò la vita.

Era il 31 marzo 1993, Brandon morì durante le riprese di questo film, a causa di un bossolo di un'arma caricata a salve. L'arma, usata precedentemente in altre scene del film, non era stata ripulita dall'armiere e quindi al suo interno era rimasto un frammento del colpo a salve precedentemente sparato. Un terribile incidente che mise sotto accusa per disorganizzazione la produzione (rea di aver ignorato elementari misure di sicurezza sul set, tra cui quella di non puntare mai le pistole direttamente sugli attori) e destò scalpore nell'intera comunità hollywoodiana.

Il suo ultimo film riscosse grande successo, rendendolo un vero e proprio culto e ancora oggi molti ragazzi vedono nella sua figura un idolo. Brandon se ne andò lasciando la sua fidanzata Eliza Hutton, la quale doveva sposarsi con lui subito dopo aver terminato le riprese del film. La sua salma venne sotterrata al "Lake View Cemetery" di Seattle, accanto a quella del padre.

Dopo il decesso dello sfortunato attore, iniziarono a fiorire numerose testimonianze riguardo il suo possibile assassinio.

Alcuni sostengono che Brandon sia stato ucciso per volere della mafia cinese, la quale era imputata anche per l'assassinio del padre Bruce (notizia rivelatasi falsa, in quanto questi morì per un'inaspettata emorragia cerebrale). Il motivo di questa punizione nei confronti del giovane sarebbe dovuto al fatto che Brandon, attraverso i suoi film, mostrava i segreti delle arti marziali al mondo occidentale. Altre voci di corridoio dichiarano che in questa situazione ci fosse stata la Yakuza giapponese, in particolare quella che si muove dietro l'industria cinematografica.

Tutte queste leggende metropolitane vennero accantonate dalla semplice verità che Brandon venne ucciso per un tragico scherzo del destino, dovuto alla distrazione e alla disorganizzazione dello staff e la triste scena non venne usata nel montaggio del film (come molti hanno sostenuto).

Altra diceria riguarda la scena in cui Brandon morì. La più accreditata è quella in cui Eric Draven viene turbato dal ricordo in cui lui e la fidanzata Shelly vengono uccisi dai balordi comandati da "Top Dollar". A quel punto Michael Massee, l'attore che interpretò "Funboy", sparò il colpo a Brandon uccidendolo. Tuttavia alcuni dicono che la parte in cui avvenne l'incidente fu un'altra che non fu inserita nel film.

Secondo i media, la scena della disgrazia fu girata a Wilmington, nel North Carolina. La scena riguardava la morte di "Eric Draven". Lee doveva varcare una porta, portando una borsa contenente droghe. A quel punto Michael Massee avrebbe dovuto sparare un colpo di pistola a Brandon. Per dare maggiore realismo a questa parte, venne posta una piccola carica esplosiva nella borsa che lo sfortunato attore portava con sé. Purtroppo come già detto, un frammento del proiettile a salve, usato in precedenza per le scene dei dettagli, era rimasto nel tamburo della pistola, e Massee sparò a Brandon con il frammento, che lo ferì mortalmente.

A seguito di questa fatalità, la sua morte sul set non venne inserita nella pellicola e si dice che la macabra scena venne distrutta mentre altri dichiarano che venne sequestrata dalla polizia di Wilmington per ragioni investigative. Le inchieste confermarono che la morte di Brandon fu accidentale, senza trovare diretti responsabili (Massee, colui che gli sparò, non fu accusato di omicidio).

Tuttavia, Il corvo fu completato, grazie all'aggiunta di tagli di altre scene e dei montaggi digitali. Inoltre, in molte parti del film, il ruolo di "Eric Draven" venne affidato ad una controfigura.

Questa è una storia vecchia, antica e affascinante che affonda le sui radici nello zoroastrismo. Persia, territorio pre-islamico. Una nuova religione si affacciava per rapire gli animi dei fedeli. Tra dualismo e monoteismo si rincorrevano i simboli archetipici delle ali di un corvo: l'animale benefico e puro che dissipava la corruzione scrutava la gente dall'alto. Il corvo era un animale associato alla saggezza, alla preveggenza, alla lungimiranza ma aveva un altra facciata oscura: rappresentava la morte e la distruzione. Nella mitologia greca era messaggero del dio del Sole e veniva collegato a Crono (tempo), Atena ed Esculapio. Sinonimo di sventura e morte perchè predisse la morte di Platone e Cicerone. Animale magico, medicamentoso, soprattutto gli occhi. La nostra storia dunque comincia con un Corvo e con un rito legato agli occhi di esso. Nella Persia dimenticata dal tempo, l'uomo annegava nel simbolo che è giunto a noi intatto: ci ha solo ricordato della sua esistenza segnando la vita di Brandon: un uomo e un destino beffardo, infame, difficile da digerire. Lee era figlio del grande Bruce, un fardello troppo pesante da portare sulle spalle: doveva scontrarsi con la dura realtà e sopportare il fatto di essere paragonato a suo padre e oggi anche nella morte.

 

 

 

 


 

 

Questi sono i grafici astrologici di Brandon e Bruce Lee. Come non notare immediatamente la pesante eredità? Brandon ha Marte, Plutone e Urano nell'8^ casa, quella legata appunto alla morte e allo scorpione. Bruce invece aveva 4 astri nello scorpione. Poi entrambi con Plutone in ottava casa: la morte misteriosa. I due condividevano il pianeta del genio e della metamorfosi: Nettuno dominava sul medio cielo infondendo quell'aria inafferrabile e irraggiungibile tipica di una star. E poi ancora entrambi col Sole in prima casa: un forte protagonismo e la passione per la recitazione. Brandon con tanti astri nell'acquario aveva ereditato dal padre caratteristiche equivalenti intercettate nell 11^ casa. Tra i due vi era un legame superiore; un legame che potremmo definire atavico, karmico; possiamo utilizzare qualsiasi termine, anche di pura fantasia per descrivere queste spaventose "coincidenze".

 

La IV^casa, quella dei genitori, mostra Giove potente: la forza benevola del padre così famoso e prestigioso ma anche il peso di un genitore troppo ingombrante. Fortunatamente a dispetto del padre Brandon non era affatto sprovveduto: Mercurio in aspetto a Urano oltre a permettergli un ottima intelligenza, ha dato tutti gli strumenti per sfruttare al meglio ogni opportunità; e con metodica pignoleria (Marte in vergine) si è creato un nome nell'Olimpo delle celebrità divenendo egli stesso un mito. Più paziente, meno impulsivo del padre, con l'ascendente capricorno sapeva quello che doveva fare con serietà e costanza. Ma il corvo doveva bussare alla sua porta e giunse un'importante e decisiva proposta di lavoro: doveva rappresentare se stesso sul palcoscenico della vita e del cinema: realtà e finzione si poterono così incastrare per sigillare un copione scritto dal destino
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