COMUNICARE CON GLI EXTRATERRESTRI
Gli Alieni, nella maggior parte dei casi, non pensano, si comportano, agiscono e confrontano come noi; ed è per questo, che sono alieni.
Essi sono fatti in modo diverso; alcuni di loro hanno il cervello a un lobo, altri l’hanno a tre e altri ancora addirittura a sei.
Ciò significa un modo totalmente differente di processare le informazioni cosmiche.
Il loro sistema nervoso è, in molti casi, diverso; si formano altri percorsi neuronali e altre sinapsi e le informazioni viaggiano, si muovono, connettono e collegano in modi altri dal nostro.
Alcuni alieni hanno anche una chimica differente dalla nostra e il loro modo di processare le reazioni chimiche e la metabolizzazione di qualsiasi processo è differente.
Il loro modo di esprimersi è differente; molti di loro non hanno la lingua e non parlano; altri non emettono suoni come li emettiamo noi.
I loro linguaggi sono assolutamente diversi, allo stesso modo di come ci sono migliaia o addirittura milioni di diversi linguaggi e di modi di comunicare su questo stesso pianeta.
Ogni specie animale ha il proprio linguaggio, siano essi mammiferi, insetti o rettili, e anche all'interno della stessa specie ci sono differenti modi di processare le informazioni ed esprimere la propria realtà interiore.
L’espressione della realtà interiore è un pacchetto completo di ciò che quell'essere e quella specifica razza sono.
Il modo in cui sono è il modo con cui processano le informazioni; è il modo in cui esprimono il loro modo di vivere, il loro modo di pensare, di percepire e di essere parte di questo intero universo.
Ancora una volta, come facciamo amicizia con loro?
Come comunichiamo con loro?
Naturalmente non adoperiamo la comunicazione verbale, sempre che non incontriamo una razza e facciamo amicizia con entità, con esseri che sono molto simili a noi o addirittura uguali.
In questo caso siamo assolutamente in grado e pronti ad iniziare una tecnologia di traduzione che ci consente di capire come pensiamo.
In molti casi, comunque, come accade su questo stesso pianeta, quando ci incontriamo con chi appartiene ad una diversa cultura, nazione, linguaggio, condizionamenti, e comportamenti collettivi, comunicare è spesso impossibile.
Ci sono situazioni che possono essere espresse; c’è un linguaggio di base, non verbale che ci consente di scambiare informazioni semplici e Primarie che ci consentono di iniziare a costruire un dizionario di significati che sono simili o addirittura gli stessi per entrambi, o per quanti si trovano assieme.
Questa attitudine di base, d’inizio, l’abc di comunicazione e comprensione, è il silenzio.
Il silenzio è lo strumento.
Per mezzo del silenzio, come mi è stato insegnato quel primo incontro che ho avuto con un’entità aliena, con un essere di un’altra dimensione, siamo in grado di vedere, sentire, percepire, trasmettere, scambiare, rapportarsi, fondersi, imprimere.
Questa è la via per iniziare a comunicare.
Questo stesso modo vale per quando abbiamo a che fare con qualsiasi altra specie che non è la nostra.
Quando comunichiamo con gli animali, il silenzio, la sensibilità, il sentire e testimoniare è la via.
Parlare, chiacchierare, emettere parole o suoni o esprimere emozioni di base, funziona; ma ad un livello alquanto minimo.
Il silenzio è la via.
Gli animali semplicemente ci guardano e noi lo sappiamo, se prestiamo attenzione a sufficienza, che qualcosa passa, è trasmesso, è dato e ricevuto tramite quella silenziosa comunicazione.
ognuno poi elabora l’informazione, lo scambio di energia elettronica a modo proprio, decodificando e assemblando il messaggio in un linguaggio significante.
Ma all’inizio il silenzio è il mezzo tramite il quale il silenzio passa e trasmette se stesso, perché l’universo è silente; fuori dell’atmosfera c’è solo silenzio.