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La Corea del Nord torna a minacciare direttamente Seul, il Giappone e gli Stati Uniti e l'ultimatum che Pyongyang aveva lanciato giorni fa scade proprio oggi.
Intanto dalla Corea del Sud fanno sapere che hanno riscontrato nuovi spostamenti di mezzi nella provincia nordcoreana di Hamgyong Meridionale, in queste zone si trovano già almeno altri due missili Musudan a medio raggio. Seul fa sapere che i mezzi in questione portavano missili 'Scud' a corto raggio o i 'Rodong', anch'essi a media portata.
Il regime di Pyongyang provoca annunciando che potrebbero trasformare in un "campo di battaglia" il Giappone, con attacchi alle sue principali città come Tokyo, Osaka o Kyoto. L'intera situazione d'instabilità ha portato molte agenzie di viaggio a bloccare le prenotazioni.Lo stato di allerta è alto, sia Seul che Washington scrutano con attenzione ogni minima mossa del dittatore nordcoreano.
Il regime di Kim Jong-Un nelle ultime settimane ha intensificato le sue minacce verso i suoi nemici storici (Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti), promettendo "non si sa quando" (come ha scritto l'agenzia di Stato KCNA) un attacco nucleare verso gli Stati Uniti. Il regime ha avvertito le 24 ambasciate presenti sul territorio che dal 10 aprile non potrà essere garantita la sicurezza del personale diplomatico e ha schierato due missili lungo la costa orientale del Paese. Non è ancora chiaro se si tratti di Musudan veri e propri, di una versione modificata di questi ultimi denominata KN-08 oppure (meno probabile) di Taepodong-2. In ogni caso, ecco una guida minima ai missili più pericolosi di cui Kim Jong-Un potrebbe disporre.
MUSUDAN. La Corea del Nord ha dimostrato in una parata del 2010 di possedere missili Musudan (anche se alcuni esperti ritengono che quelli mostrati fossero solo dei mock-up, dei missili finti). Si tratta dei missili con la gittata più ampia finora testati con successo dal regime; su di essi possono essere montate sia testate convenzionali che nucleari. I Musudan possono arrivare fino a 4000 chilometri di distanza, pertanto possono agevolmente colpire la Corea del Sud e il Giappone. L'isola americana di Guam è effettivamente nei pressi del raggio d'azione dei Musudan, ma la Corea del Nord non sembra ancora essere riuscita a superare i problemi riguardanti la precisione del tiro: la probabilità circolare di errore (CEP) è di oltre un chilometro (missili operativi simili per quanto riguarda la gittata sono in dotazione a India e Israele hanno un CEP di poche decine di metri). Nonostante ciò questi vettori sono una minaccia concreta per il territorio della Corea del Sud e Giappone (che Kim Jong-Un potrebbe colpire anche con i vecchi missili Scud di cui sembra essere equipaggiata).
KN-08. Si tratta, apparentemente, di un missile a due o tre stadi, di cui la prima sembra essere una versione modificata del Musudan. Anche in questo caso, gli esperti credono che quelli mostrati fossero missili di "cartapesta" usati solo per la propaganda. Per il regime essi hanno una gittata massima di 10mila chilometri (classificabili quindi come missili intercontinentali ICBM), ma gli esperti abbassano il raggio a massimo 6000 chilometri (retrocedendoli a missili a raggio intermedio IRBM), all'interno del quale, tuttavia, ritroviamo le Hawaii, l'Alaska e la Costa occidentale degli USA. Si tratta, tuttavia, di una minaccia concreta solo nel lungo periodo, secondo gli analisti: se anche la Corea del Nord fosse riuscita a costruire missili di questo tipo, è estremamente improbabile che Kim Jong-Un possa lanciarli con successo senza effettuare test preventivi, cosa di cui non abbiamo notizia. Altri Paesi che hanno già in dotazione missili intercontinentali raramente (se non mai) sono riusciti a svilupparne perfettamente di nuovi tipi al primo tentativo, figurarsi se può farlo un Paese come la Corea del Nord ancora a "digiuno" di ICBM. È possibile che il loro dispiegamento lungo la costa orientale del Paese sia stato fatto per evitare che i missili, in caso di malfunzionamento, finiscano sul territorio nordcoreano. Il loro lancio potrebbe essere previsto entro il 15 aprile, il giorno del 101simo compleanno del fondatore della nazione, Kim Il-Sung: impossibile dire se si tratterà di un test, di un'esercitazione o di un lancio ostile.
TAEPODONG-2. La Corea del Nord, nel recente passato, ha mostrato di avere altri missili intercontinentali (ICBM). Si chiamano Taepodong-2 e sono missili a due o tre stadi, testati (forse) in tre occasioni, nel 2006, nel 2009 e nel 2012, secondo Corea del Sud, Giappone e USA. La Corea del Nord, al contrario, ha affermato che si è trattato di prove di lancio di satelliti per l'esplorazione spaziale. Entrambe le affermazioni non sono verificabili, in quanto il programma missilistico nordcoreano appare indistinguibile da quello spaziale (le immagini del Taepodong-2 e quelle del UHNA-3 in rampa di lancio sono sostanzialmente identiche). Sia come sia, i Taepodong-2 possono essere equipaggiati di armi nucleari, biologiche, convenzionali o HE. La loro gittata varia dai 4000 (come nel caso del missile del 2009) agli 8000 chilometri.