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Lenta e inesorabile, agli occhi di tutto il mondo, la nave Concordia, incagliata e semiaffondata accanto all' isola del Giglio, ha iniziato a smuoversi dalla sua posizione coricata. Sembrava quasi che dovesse rimanere a d abbellire mostruosamente un piccolo scorcio del mare, dove al meraviglioso scintillio delle onde e il riflesso del sole sul mare, si aggiungesse un colosso di ferro che per poco non ha creato un disastro ambientale...Dopo 7 ore e mezzo dall'avvio delle operazioni, la Costa Concordia ha ruotato di circa 10 gradi e il relitto è completamente staccato dalle rocce su cui si era appoggiato; in serata, lunedì, la rotazione ha superato i 16 gradi. L'operazione, detta parbuckling, per rimettere in asse la Costa Concordia ha un passaggio chiave: quello dei 20 gradi, rispetto ai 65 di rotazione complessiva. «Quando saremo arrivati a 20 gradi - ha spiegato il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli - sarà quello il momento in cui interverranno altre forze esterne: i cassoni riempiti d'acqua e la naturale gravità. La nostra tappa intermedia resta questa».
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Il relitto della Concordia sarà sollevato completamente «entro l'alba» di martedì, riferisce Sergio Girotto, responsabile della procedura per la Micoperi: «Siamo soddisfatti - ha aggiunto Girotto - anche se si allungano i tempi». La parte emersa si distingue nettamente da quella che era già fuori dal fatto che è arrugginita. Si cerca anche di recuperare i due corpi dispersi di Maria Grazia Trecarichi e Russel Rebello, morti durante il naufragio.Nel corso delle operazioni di parbuckling si è registrata una «significativa deformazione della fiancata di dritta», ha spiegato nella mattinata il capo della Protezione civile, Gabrielli. Che ha poi ricordato come «la partita non è finita, gli imprevisti possono verificarsi anche nel tratto terminale». Nel tardo pomeriggio, lunedì, le operazioni si sono interrotte per un'ora e si è reso necessario l'intervento dei tecnici per far scorrere quattro cavi non più in tensione.
«I tecnici si sono arrampicati sui cassoni - ha sottolineato in conferenza stampa l'ingegnere Franco Porcellacchia - Si tratta di un intervento previsto per far sì che i cavi scivolassero lungo i cassoni, per il resto tutto procede. La nave reagisce bene». E Gabrielli ha inoltre spiegato che si «andrà avanti a oltranza tutta la notte» e, alle domande dei cronisti su possibili altre problematiche, ha ribattuto: «Invece di dire "bravi" che vi siete premuniti dite: perché non avete calcolato anche la sfiga? É la logica di questo Paese». «I tecnici che si sono calati erano pronti ad intervenire - ha ribadito ancora Gabrielli - la partita non è finita come ho già detto, ma la strada è ancora abbastanza impegnativa, domani avremo finito, ma mettermi qua a fare lo spulcio delle situazioni previste nei piani, non è utile. Il problema che si è presentato è stato risolto». La Concordia è imbragata con 36 cavi di acciaio con un tiro iniziale di 60 tonnellate. Ogni incremento di tiro equivale a circa 10 tonnellate. Ogni movimento è monitorato con le apparecchiature e per mezzo di telecamere subacquee.
Per riportare in piedi lo scafo i cavi devono essere tirati di circa 21 metri, 3,5 metri per ogni ora in modo da effettuare un'azione costante ma non pericolosa per la struttura della nave. Per ruotare la Concordia i tecnici hanno posizionato sei piattaforme marine, di cui le tre maggiori misurano 15 metri per cinque, sorrette da 21 pali di 1.6 metri di diametro, fissati alla roccia ad una profondità di 9 metri, che assieme ai sacchi di una speciale malta cementizia (da recuperare ad operazioni ultimate) saranno il nuovo letto della nave. I martinetti idraulici collegati alle catene di acciaio sono utilizzati per «tirare» lo scafo da due lati. Tutte le operazioni avvengono da remoto, per motivi di sicurezza.
La Concordia, costruita dai cantieri navali della Fincantieri di Sestri ponente, è stata varata il 2 settembre 2005, mentre la crociera inaugurale è avvenuta il 9 luglio 2006. Un colosso dei mari di oltre 114 mila tonnellate di stazza lorda, 290 metri di lunghezza e 36 di larghezza, 70 metri di altezza, 13 ponti, 1100 uomini di equipaggio e con capacità di 3800 passeggeri.
Il 13 Gennaio 2012 la nave era partita da Civitavecchia per effettuare il “percorso dei profumi” con scali a Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari, Palermo. Alle 21,42 la navigazione della nave terminò su uno scoglio, a 500 metri dal porto dell’Isola del Giglio. A seguito dell’impatto si aprìuno squarcio di 70 metri, che provocò la rotazione della nave su un fianco. I morti furono trenta, di cui due ancora dispersi e decine di feriti. Le operazioni di recupero, costano circa 600 milioni, a carico della Costa Crociere e delle compagnie di assicurazione.
Per ruotare la Concordia i tecnici hanno posizionato sei piattaforme marine, di cui le tre maggiori misurano 15 metri per cinque, sorrette da 21 pali di 1.6 metri di diametro, fissati alla roccia ad una profondità di 9 metri, che assieme ai sacchi di una speciale malta cementizia (da recuperare ad operazioni ultimate) saranno il nuovo ‘letto’ della nave. I martinetti idraulici collegati alle catene di acciaio sono utilizzati per “tirare” lo scafo da due lati. Le funi hanno un ‘tiro’ iniziale di 60 tonnellate, incrementato di 10 tonnellate ogni volta (3,5 metri all’ora per 21 metri totali).
Tutte le operazioni avvengono da remoto, per motivi di sicurezza. Per riportare lo scafo sulla linea di galleggiamento saranno poi utilizzati i cassoni di acciaio (sponsons) posizionati sui lati, che saranno riempiti di acqua e poi svuotati, in modo da dare una spinta in alto alla nave. Tutte le fasi sono monitorate costantemente nella control room, da cui partono anche i comandi in remoto sui martinetti.