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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Costa Concordia: i progetti della sua rimozione

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Quanto tempo servirà alla rimozione della nave naufragata COSTA CONCORDIA? Se lo chiedono in tanti e del progetto che mette in atto questa operazione, eccone i risultati. A poco più di 10 mesi dal naufragio della Costa Concordia avvenuto davanti all'Isola del Giglio, responsabile della morte di 32 persone, arriva la notizia che, nell'ambito dei lavori per la rimozione del relitto, è sostanzialmente conclusa la fase strutturale di messa in sicurezza della nave. 
La notizia arriva dal presidente dell'Osservatorio sulla Costa Concordia, Maria Sargentini, d'intesa con il capo del dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli.

"Resta da completare - precisa Sargentini - la tensionatura dei cavi, interrotta da venerdì pomeriggio a causa delle condizioni meteomarine avverse. Per gli stessi motivi sono state sospese le attività in corso per le perforazioni di grande diametro".
Tali informazioni, rilevate direttamente dall'Osservatorio del quale fa parte anche il Comune di Isola del Giglio, sono state comunicate a tutti i partecipanti nel corso della riunione dell'organismo che si è tenuta venerdì scorso, 26 ottobre.

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"Ricordo - puntualizza la presidente - che il ritardo nella conclusione della fase di messa in sicurezza non incide sul cronoprogramma complessivo. Infatti le attività lato mare sono, com'è noto, iniziate".
L'Osservatorio comunica di aver autorizzato proprio venerdì l'avvio dei lavori per la fase di "grout bags" (cioè il posizionamento dei materassi di cemento sotto il relitto) e che, nel corso della stessa riunione, Costa ha informato su possibili misure di accelerazione di alcune fasi dei lavori, rispetto alle quali sono in corso, con il consorzio Titan Micoperi, le necessarie verifiche di fattibilità. Tali misure sono state definite, anche su richiesta dell'Osservatorio, per garantire i tempi previsti anche nell'eventualità di ulteriori possibili significativi fermi per condizioni estranee alla volontà degli operatori.

L'osservatorio ricorda infine che, a fronte della complessità delle attività di recupero e all'unicità dell'operazione, in mancanza di precedenti analoghi è comunque necessario garantire, contestualmente alla massima celerità, una pari attenzione alla tutela degli operatori in termini di sicurezza e quella delle comunità, dell'ambiente e del territorio.

"Il programma di attuazione dei lavori - conclude la presidente Sargentini - viene costantemente verificato in relazione anche allo sviluppo dei progetti. Ove, sulla base delle verifiche sulla coerenza tra cronoprogramma e avanzamento dei lavori e dei progetti, si evidenziasse un possibile dilazionamento dei tempi, ne sarà data tempestiva comunicazione".

Ma dopo la messa in sicurezza arriva il tasto dolente di tutta l'operazione. Quanto costa rimuovere l'imbarcazione? 

 

Con i soldi, uomini e tecnici impiegati nella rimozione del relitto si potrebbe ricostruire la città de l'Aquila devastata dal terremoto

 

I numeri e i dati sul recupero del relitto della Costa Concordia, nave della flotta Costa Crociere adagiata su un fianco dalla notte del 13 gennaio scorso, sono impressionanti.

Con le cifre impiegate solamente per la rimozione si potrebbe ricostruire quasi interamente la città de l’Aquila devastata dal terremoto del 2009. Ed oggi al centro di polemiche sulla sentenza che ha investito il pool di scienziati della Commissione Grandi Rischi.

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Ma, anche la Costa Concordia non è poi stata tanto diversa da un terremoto: è piombata nel cuore della notte nel porto dell’isola del Giglio scuotendo la tranquillità dei suoi abitanti. Più le settimane trascorrono e sempre di più quel che un tempo era stato uno tra i più eleganti giganti del mare, sta arrugginendo e si sta piegando su se stesso.

Ma quanti sono i milioni di dollari stanziati per la sua rimozione? E le persone che stanno attualmente lavorando al progetto?

Ecco i dati e le curiosità raccolte da Panorama.it:

Costo complessivo del progetto: circa 400 milioni di dollari. Ma la cifra è probabilmente destinata ad aumentare ulteriormente. Inizialmente, solo pochi mesi fa, i milioni previsti erano 300.

Personale attualmente impiegato: 400 tecnici di cui 100 sommozzatori. Gli operai, gli ingegneri e i sommozzatori che stanno lavorando alla rimozione del relitto appartengono a 10 nazionalità diverse.

Progetto: 6 studi di progettazione e ingegneria navale coinvolti nell’elaborazione del progetto rimozione

Ricercatori universitari: 12. Sono figure specializzate impiegate nella tutela e salvaguardia ambientale. L’isola del Giglio è al centro dell’Arcipelago Toscano e del Santuario dei cetacei.

Attività operativa: 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana.

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Mezzi navali a supporto delle attività: 20. Per realizzare parte del progetto ed intervenire nella parte emersa della nave il consorzio Titan Micoperi ha istallato una gru alta 65 metri.

Piattaforme sottomarine: 6. Sono attualmente in produzione e una volta istallate sul fondale occuperanno una superficie pari ad un campo di calcio.

Falso fondale: 400 sacchi removibili . Saranno utilizzati per realizzare il falso fondale in cemento sul quale dovrà poggiare la Costa Concordia.

Cassoni di galleggiamento: 30. In media saranno alti 30 metri e larghi 10 metri, per un peso complessivo di 13 mila tonnellate

Aziende dell’indotto: circa 30

Aziende Italiane: 7. I cantieri italiani saranno impegnati a realizzare circa 27 mila tonnellate di materiale metallico
Altro materiale: 12 pali di ritenuta con in totale 24 cavi

Inoltre la Costa Crociere ha trapiantato quasi 200 esemplari di Pinna Nobilis, molluschi, in una zona sicura. Dopo il naufragio, la riproduzione di questi esemplari era a forte rischio. 

 

Ma come avverra il recupero :

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Ci sono due possibilità, di cui una al momento più probabile.
La prima possibilità, più difficile e non al momento al vaglio dell’azienda, prevede che si smonti la nave pezzo per pezzo. La suddivisione in tronconi trasportabili è però una soluzione difficilmente percorribile, viste le mastodontiche dimensioni della Concordia (293 metri e una stazza di quasi 115mila tonnellate).
La soluzione che al momento la ditta olandese sta valutando prevede che sia prima riparata la falla e poi raddrizzata la nave. Per far questo, si posizioneranno delle enormi travi sul lato opposto all’inclinazione della barca e solo in seguito la nave verrà imbragata e sollevata con l’aiuto di palloni galleggianti che verranno attaccati allo scafo (vedi immagini). L’acqua presente all’interno dovrà essere ovviamente asportata con l’ausilio di pompe.
Queste le dichiarazioni dell’ad di Costa Crociere, Pierluigi Foschi: «Il recupero di Costa Concordia è una delle operazioni più difficili al mondo. Ci sono alcune possibilità di scelta ma prima di tutto dobbiamo pensare a chiudere le falle. Poi la nave dovrà essere sollevata con palloni d’aria e, una volta rimessa in galleggiamento, trainata da rimorchiatori». Trainata appunto in cantiere, dove l’armatore deciderà se restaurarla oppure rottamarla.
Ma al momento, visto il costo della prima operazione e considerata la cattiva fama in relazione all’onere della realizzazione di un nuovo scafo, è probabile che la Costa Concordia abbia già fatto il suo ultimo viaggio.

 

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