Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Il personaggio che incontreremo è in grado di comunicare con gli angeli; come avrete capito, sono dell' idea chiara che dopo la morte fisica del nostro corpo, non finisce nulla, ma ci si evolve in forme di energie che in pochi hanno la capacità di fare comprendere a chi ascolta. Craig Warwick lo vorrei definire come un ''ponte'' tra il nostro mondo e che abbiamo dopo la morte.
All’età di sei anni Craig inizia a parlare con delle presenze invisibili agli occhi degli altri, cosa che finisce per isolarlo dai coetanei e renderlo a un tempo forte e fragile. Crescendo capisce che quelle figure sono angeli e che a lui è concesso il dono di mettere in contatto le persone con i loro cari scomparsi. La vita lo porta prima negli Stati Uniti – dove collabora con l’Fbi per le ricerche di bambini scomparsi e diventa consulente personale di star del calibro di Kate Winslet –, poi, per amore, a Sciacca. Anche in Italia le sue capacità attirano grande attenzione mediatica, e Craig è oggi un popolare volto televisivo.
Tra credenti, curiosi ed irremovibilmente scettici, ognuno ha una domanda per lui.
Perché Craig riferisce i messaggi che gli angeli gli affidano per i propri cari. Non dunque puro spirito ma entità che hanno vissuto l’esperienza della nascita, della vita e della morte. I “suoi”, sono angeli molti più simili a noi di quanto si possa immaginare. Volitivi, a volte eccentrici e bizzosi, generosi, protettivi.Ma chi sono realmente? “Arrivano sempre come una luce, un flash – dice Craig – mi dicono cosa devo dire e a chi”. E di angeli lui sostiene di averne visti parecchi. A partire dall’età di 6 anni, sino ai giorni nostri.Non solo angeli per Craig Warwick ma anche percezioni. Non a caso, ha collaborato con l’FBI ad alcune indagini relative ai minori scomparsi. È tutto raccontato nel suo libro, cronaca di una vita senza dubbio fuori dall’ordinario. Un “impegno”, quello con gli angeli, che Craig segue a tempo pieno, non esente da attacchi e critiche.
“In Italia – commenta – siete molto abituati ad un gran proliferare di maghi, fattucchiere e presunti sensitivi. Posso solo dire che non sono come loro. Questa per me è una missione e non un lavoro. Non chiedo denaro per incontrare le persone, non le ricevo in uno studio, non gioco con i loro sentimenti”.
Per Craig, ognuno di noi ha un angelo. Tanto che la parte finale del testo, fornisce dei suggerimenti per mettersi in contatto con loro. Una sorta di decalogo di esercizi spirituali che insegnano ad entrare in contatto con la parte meno materiale dell’esistenza.
“La differenza tra me e gli altri – precisa Craig – sta solo nella vicinanza (maggiore o minore) rispetto agli angeli, non nella possibilità o meno di contattarli. Questa non è preclusa a nessuno”.
Domanda secca da cronista: “Quanti angeli hai visto oggi?”. La risposta arriva immediatamente: “Moltissimi, sono sempre in compagnia”.
Anche il cronista ha le sue curiosità da soddisfare. Gli chiedo a telecamera spenta e taccuino chiuso, se c’è qualcuno al mio fianco, chi è cosa vuole comunicarmi. Parecchie domande, incalzanti, che esigono risposte precise. Di certo, non può trattarsi di semplice coincidenza…Molto più probabilmente, angeli o meno, l’amore, quello vero ed incondizionato, non ci abbandona mai…