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Crimea: una guerra alle porte

Un commando di soldati russi ha assaltato un reparto della marina militare a Sebastopoli: prigioniero un ufficiale. Kiev chiama i riservisti, il premie: “Mosca ci ha dichiarato guerra”
Crolla definitivamente la situazione in Ucraina. Kiev ha deciso di richiamare i riservisti per essere pronta a un eventuale attacco russo. Attacco che, effettivamente, non ha tardato ad arrivare.


L’esercito di Mosca ha infatti iniziato l’assalto di un reparto della Marina militare ucraina a Sebastopoli. A renderlo noto è un deputato del partito Udar, Dmitri Bolotserkovets, citato dall’agenzia Unian e dal quotidiano Ukrainskaia Pravda, secondo cui un ufficiale ucraino inviato per trattare è stato fatto prigioniero. In un locale sarebbe scoppiato un incendio. I militari ucraini hanno bloccato un mezzo blindato russo e si preparano alla difesa, mentre lungo il perimetro della caserma sono disposti uomini armati di mitra. I soldati russi in Crimea. Secondo il governo di Kiev, sono già 15 mila e muovono sul territorio senza resistenze. Prendendo il controllo dei luoghi strategici. E sequestrando le armi, come accaduto in una base radar e in un'accademia della Marina militare ucraina.

I russi hanno esortato il personale delle due strutture a schierarsi con quelli che hanno definito i "legittimi" leader della penisola. Dalla base radar di Sudak sono stati portati via fucili, pistole e munizioni, caricati su un'auto. Armi sono state prelevate anche dalla struttura per l'addestramento della Marina a Sebastopoli, la città sul Mar Nero che ospita una base della Flotta russa. Nella notte sono atterrati altri sette aerei militari russi per il trasporto delle truppe e 11 elicotteri.
Ucraina, 15mila soldati russi in Crimea. Kiev: "Sull'orlo del disastro". Merkel a Putin: "Hai violato trattati internazionali"
Situazione tesa anche nella capitale russa dove ci sono stati alcuni fermi durante una manifestazione contro l’intervento militare in Ucraina. La polizia ha cominciato a portar via gli attivisti, almeno sette, mentre protestavano davanti al ministero della difesa, presidiato da un massiccio schieramento di forze dell’ordine.

Commento:

Gli europei potranno ora ringraziare le autorità di Bruxelles per la loro “lungimiranza” nel sobillare i gruppi nazionalisti ucraini e nel provocare la Russia di Putin alle porte dei suoi confini in una regione che ha sempre avuto un delicato equilibrio. Rotto il “vaso di Pandora” usciranno adesso tutti i demoni che si credevano sepolti fra i quali quello della guerra in Europa.

Si spera che almeno saranno cacciati a calci nel sedere come meritano personaggi irresponsabili ed incompetenti come la Caterine Ashton, responsabile agli esteri della UE (nella foto sotto) che si era recata sulla piazza Maidan di Kiev per incitare i dimostranti in nome dell’ “Europa che ce lo chiede”.
La Russia "ci ha dichiarato guerra, siamo sull'orlo del disastro", lo ha detto il premier ucraino Arseni Iatseniuk, che ha ribadito: la Russia "non aveva, non ha e non avrà giustificazioni per l'aggressione armata nel territorio ucraino o nel territorio della Repubblica autonoma di Crimea, che fa e farà parte del Paese".


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