Le piante sono indubbiamente vive. Non solo non amano il rumore umano , ma possiedono anche la capacità di apprendere e comunicare.
Forse ancora più sorprendente è che le piante possono anche fare musica.
Avete mai sentito la musica incredibile delle piante? Le piante possono davvero cantare e comporre musica e l'ascolto è veramente bello e rilassante!
Fin dal 1975, i ricercatori di Damanhur, nel nord Italia hanno avuto modo di sperimentare con le piante, cercando di appoggiarsi di più sui loro proprietà uniche.Questa nuova comunita' si basa sul credo del proprio capo spirituale, Oberto Airaudi, che vede l'essere umano come portatore di una scintilla divina, della quale prendere consapevolezza attraverso la meditazione su di sé e sulla sacralità dell'universo. I damanhuriani usano assumere un nome di animale e talvolta di vegetale, a simbolo di rinnovamento e unione con la natura. I ricercatori usano dispositivi che hanno creato per misurare l'attività delle piante al loro ambiente. I dispositivi registrano la capacità delle piante di imparare e comunicare.
Utilizzando un semplice principio, i ricercatori hanno utilizzato una variante del ponte di Wheatstone, un circuito elettrico utilizzato per misurare una resistenza elettrica sconosciuta da bilanciare due gambe di un circuito a ponte, una gamba che include il componente sconosciuto.
Musica delle piante è bello e rilassante.
Questo dispositivo è dotato di 3 resistenze fisse e 1 una variabile. Differenze elettriche tra le foglie e le radici della pianta vengono misurate. Queste differenze possono poi essere tradotto in una varietà di effetti, tra cui musica, accendere le luci, movimento e molti altri.
Non vi è alcun pericolo per le piante come i ricercatori utilizzano correnti elettriche di bassissima intensità.
I ricercatori a tale proposito affermano che ogni essere vivente sia animale o vegetale, produce variazioni di potenziale elettrico, a seconda delle emozioni vissute in corso al momento.
L'impianto di inviare impulsi al midi-strumenti.
midi Il segnale va ad un midi-thru-box e da lì al software
Il dispositivo che prende le misure è uno strumento da Damanhur chiamato U1.
Le piante hanno le variazioni più sensibili quando segnalano l'arrivo della persona che si prende cura di loro, quando vengono innaffiate, quando parla, durante la creazione di musica, ecc
Sensazioni provate all'interno dello stabilimento provocare una reazione fisiologica, che poi si esprime nelle apparecchiature elettriche, conduttore e variazioni di resistenza.
Queste variazioni possono essere tradotti in modi diversi, tra cui in scale musicali.
Gli esperimenti hanno dimostrato che le piante sicuramente sembrano godere di imparare a usare le scale musicali e anche facendo la propria musica con l'uso di un sintetizzatore.
Gli appartenenti a Damanhur ricercano in svariati campi legati alla sensibilità e alla percezione da loro definita "sottile", non sostenuti da dimostrazioni e protocolli scientifici. Tra questi, uno dei principali è la Selfica, inventata dal capo spirituale Oberto Airaudi, che i damanhuriani affermano essere una tecnica in grado di concentrare e direzionare energie vitali e intelligenti. La parola deriverebbe da una lingua molto antica, nella quale self significherebbe "spirale". La selfica creerebbe infatti strutture basate sulla spirale e sull’utilizzo di metalli, colori, inchiostri speciali e minerali in grado di ospitare energie intelligenti. Ad una struttura meno complessa basata su metalli, particolari sostanze e combinazioni geometriche, la selfica permetterebbe di sovrapporre la complessità di energie "vive". La principale struttura selfica si trova presso il Templi dell’Umanità. Come detto, non vi sono dimostrazioni scientifiche né teorie accreditate che avvalorino tale tecnica, né riferimenti storici od aneddotici sull'uso di metodi simili alla selfica in passato.
Senza entrare troppo nel dettaglio di cosa sia e come operi questa determinata comunita', lo studio sulle piante e di come tramite questi apparecchi, comunicare, rimane affascinante e senza dubbio, sbalorditivo.