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Un "Profeta di Dio" afferma di aver decodificato
il misterioso Manoscritto di Voynich!
Alla fine della seconda Guerra Mondiale molti dei crittografi che erano riusciti a decifrare il codice Enigma e il codice della Flotta Imperiale giapponese si dedicarono alla decifrazione di antichi documenti cifrati e riuscirono a decifrarli tutti, tranne uno: il Manoscritto di Voynich. Si tratta di un libro illustrato, conosciuto come il manoscritto più misterioso del mondo, che per secoli ha sconcertato tutti gli esperti che hanno cercato di decodificarlo. Scritto in caratteri bizzarri e illustrato con disegni che nessuno ha mai capito, da un autore sconosciuto.
Crittografi, storici e bibliofili hanno esaminato questo testo del 15° secolo, ma finora nessuno ha mai elaborato nulla di significativo./http%3A%2F%2Fareeweb.polito.it%2Fdidattica%2Fpolymath%2FhtmlS%2FInterventi%2FArticoli%2FVoynichPeiretti%2FImg%2Fimage004.jpg)
Questo manoscritto incomprensibile ha lasciato perplessi gli esperti per secoli nonostante un elite di crittologi della prestigiosa US National Security Agency abbia cercato di decodificarlo nel 1950.
E' conosciuto come il Manoscritto Voynich, anche se i bibliotecari di libri rari della Yale University, nel Connecticut, lo chiamano semplicemente, il manoscritto MS 408.
Ma ora un uomo d'affari finlandese, Viekko Latvala, ha affermato di essere riuscito a scoprire i suoi segreti nascosti, con l'aiuto di un potere superiore.
Lo ha descritto principalmente come il lavoro di uno scrittore che voleva classificare delle piante per scopi scientifici o medicinali.
Il suo collega, Ari Ketola, ha detto: "Il libro è il lavoro di una vita e una pubblicazione medico scientifica che potrebbe essere utile ancora oggi".Nel 1978 il filologo John Stojko sostenne che il testo era scritto in ucraino, senza le vocali: un’ipotesi anche questa non convincente. Nel 1987 il medico Leo Levitov sostenne invece che era un testo religioso dei Catari, scritto in una specie di “gramelot”, un insieme di termini di lingue diverse. C’è poi chi lo ritiene opera di Leonardo da Vinci, chi è pronto a giurare che sia la versione più segreta della leggendaria “Clavicola di Salomone”, il testo magico per eccellenza, e naturalmente c’è anche chi sostiene che sia opera di una civiltà extraterrestre.
"L'autore era uno studioso di piante, farmacia, astrologia e astronomia. Il manoscritto contiene anche delle profezie per alcuni decenni e centinaia di anni a partire dal momento in cui è stato redatto".
Ketola ha rifiutato di spiegare come ha fatto il signor Viekko Latvala a decifrarlo, dicendo: "Mr Latvala ha detto che nessun "uomo normale" può decodificarlo, perché non esiste un codice o un metodo per leggere questo testo, si tratta di una canalizzazione nella lingua della profezia.
Le persone che hanno questo dono sono molto rare, eppure sono sempre esistite sulla faccia della Terra da millenni fa e fino ad oggi. Il signor Veikko Latvala ha ricevuto questo dono negli ultimi 20 anni".
Il manoscritto "tradotto"
Latvala ha fornito la seguente "traduzione" che descrive quello che lui chiama la pianta 16152, e afferma che oggi la si può trovare in Etiopia:
"Il nome del fiore è Cuore di Fuoco.
Rende bella la pelle quando è usato come un unguento.
Dalle gemme pressate viene l'olio.
Questo unguento viene utilizzato per le rughe.
E' adatto per i reni e la testa, il fiore previene le infiammazioni, è antibiotico.
La pianta ha 10 centimetri di altezza.
Cresce su pendii caldi e secchi.
La pianta è di colore verde brillante".
"Il linguaggio di questo libro è piuttosto contorto, le sillabe fonetiche sono un misto di spagnolo e italiano, con l'aggiunta della lingua che questo autore era abituato a parlare. La sua lingua era un raro dialetto babilonese che si parla in una piccola zona dell’ Asia.
Il signor Ketola ha detto che l'autore del Manoscritto Voynich non sapeva come fare a scriverlo in una lingua esistente, così ha dovuto creare il suo proprio alfabeto e vocabolario inventando una scrittura che sapesse leggere o pronunciare.
Il libro è indicato come il Manoscritto di Voynich dopo che il libraio polacco-americano Wilfrid Voynich, l'acquistò nel 1912 prima che fosse donato alla istituzione della Ivy League nel 1969.
La datazione al carbonio fatta dagli scienziati della University of Arizona, ha permesso di capire che il manoscritto è stato realizzato a partire dalla pelle di animali nei primi anni del 15 ° secolo.
Dallo stile e dai costumi dei personaggi delle illustrazioni possiamo soltanto avanzare l’ipotesi che sia stato redatto alla fine del XIV secolo. La prima notizia certa su questo manoscritto è una lettera del Seicento, ritrovata fra le sue pagine, dalla quale veniamo a sapere che il manoscritto fu acquistato nel 1586, per la considerevole somma di seicento ducati d’oro, da Rodolfo II, Imperatore del Sacro Romano Impero. Successivamente, verso la fine del Seicento, il manoscritto scomparve. L’unico documento che lo riguarda è una lettera che il rettore dell’Università di Praga Joannes Marcus Marci, presumibilmente detentore del manoscritto, inviò nel 1666 al celebre gesuita Athanase Kircher, esperto crittografo, invitandolo a tentare la soluzione del manoscritto, che ricomparve, come abbiamo detto, soltanto nel 1912, in un convento dei gesuiti. Voynich lo affidò immediatamente ai massimi esperti di codici segreti, ma nessuno è riuscito a trovare una soluzione convincente e il mistero rimane ancora oggi.
Il codice ritorna d’attualità in questo periodo per l’ultimo tentativo di interpretazione da parte di un informatico inglese, Gordon Rugg, della Keele University. Si tratterrebbe soltanto di una burla, sostiene Rugg, o meglio di una truffa operata ai danni di Rodolfo II.
Fonte: www.dailymail.co.uk