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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Dimensionalità, Propriocezione e Gravità


Trovo che sia molto importante affrontare certe tematiche con la dovuta attenzione. E' importante per due motivi: uno, perché mi permette di riordinare le idee, le scoperte che ho avuto modo di assimilare ma non di esporre e quindi capirle meglio sul piano intellettivo razionale; quindi un capirsi meglio, come scrivere un'equazione giusta dopo averne scoperto il principio.
Due, perché trovo possa essere d'immenso conforto condividere quelle idee, quegli appunti, con qualcuno che vuole capirci qualcosa in più proprio riguardo quelle esperienze che stanno vivendo o, più modestamente, dare un nuovo punto di vista sulla questione e fornire una informazione in più su un argomento che si sta approfondendo.
Quale che sia il caso, è utile esporlo in qualsiasi modo possibile.

I titoli dei miei post si auto compongono ogni qualvolta che diversi argomenti -la maggior parte correlati fra di loro e quasi mai messi a casaccio- vertono su specifici punti di risonanza coscienziale che ho avuto modo di approfondire con adeguata accuratezza e studio. Ne esce quindi un argomento integro e compatto, al cui interno vi è un accordo che lega quei temi da titolo alle dinamiche passate al setaccio dalla mia attenzione.
Quello di cui voglio parlare in questa sede è una casistica di eventi e fenomeni non locali ma interiori, che scaturiscono dalle prime fasi esplorative introspettive, dallo sforzo coscienziale che da i suoi primi frutti.

Un passo indietro, quindi, che non fa mai male e funge da ricapitolazione necessaria e colmativa per tutti quegli argomenti tralasciati poiché aprioristicamente -ma sbadatamente- ritenuti noti al lettore che ha avuto modo di seguirmi in questo percorso.

Per me, come immagino per chiunque altro, la meraviglia suscitata dalle prime esperienze rende queste come le più straordinarie e indelebili. Nonostante lo stupore successivo, scaturito da quelle esperienze irreali ma lucidissime, il grado di straordinarietà delle prime esperienze non può essere battuto. Vuoi perché si tratta del primo approccio all'ignoto -e quello ti risponde-, vuoi per la riuscita di quel qualcosa che si ritene impossibile e che tuttavia sei riuscito a fare con un certo sforzo, ma il primo vero scalino ha dell'impagabile.

Non che il resto delle esperienze non dia spettacolo e meraviglia, eh: son guai grossi, quando si perde la capacità di meravigliarsi di fronte alla grandezza e alla piccolezza. Sarebbe come perdere il bimbo interiore.

Credere di sapere già tutto e guardare ogni cosa con occhi da navigato, rende la mente -e le persone più in generale- vecchi e senza l'animo dell'avventuriero. Per cui facciamo un passo indietro, e vediamo di analizzare quello che succede quando la coscienza apre -per la prima volta- le porte della percezione con un calcio e una preghiera.

*


Nella serie di articoli "How To" sono stati spiegati i meccanismi, le dinamiche e il conseguimento di cui ogni post si prefigge di discutere e spiegare. Gli esercizi vertono, principalmente, sul ricollegare ed espandere la capacità dei canali sensoriali per entrare volontariamente in un certo stato di coscienza alterato.

Il Ricordo di Se, uno dei tanti e fondamentali esercizi, deve essere svolto con costanza e sforzo, ma senza pretendere un risultato immediato dopo i primi due giorni di allenamento. La tempistica varia dalla volontà alla forma mentis dell'alchimista. Una cosa fondamentale che bisogna apprendere, per esperienza personale, è quella di lavorare senza voler nulla in cambio. Quando molli la presa il risultato è garantito; poiché ci si libera dal giudizio e dalla frenesia di conseguire quel fine, è ovvio che si scarica quell'energia barriera che impediva all'obiettivo di avvicinarsi a noi.
Fatto questo, ci si accorge dell'orgasmo coscienziale che fa da contraccolpo alla presa di coscienza istantanea, fulminea.

Cosa succede?
La dimensionalità, partendo dalla visione dell'esterno, viene destrutturata e ricomposta. I bit d'informazione che i nostri organi di senso acquisiscono sono fondamentalmente non filtrati e messi sotto diretto contatto con l'energia solidificata che comunica con la coscienza per trasferirne i veri dati sensoriali al di la della mera visione fisica.
La luminosità si ingigantisce e non acceca. La prospettiva diviene nitida e le cose appaiono solide ma al contempo vibranti, tremule per la luce. La sensazione di irrealtà, di essere in un sogno, si fa sempre più espansiva.

D'altro canto, sarebbero centinaia le sfaccettature di cui sarebbe interessante parlare e sviscerare atomo per atomo, percezione per percezione, per poter comprendere al meglio gli effetti dell'esperienza allucinatoria coscienziale auto indotta. Tuttavia si rischia di dilungarsi troppo; quindi, più opportunamente, cerchiamo i punti cardine che facciano da mappa a questa zona sepolta e inesplorata dell'introspezione.
Dopo aver compreso con poche ed efficaci parole lo stato di percezione e interazione con l'ambiente esterno, si rivolge l'attenzione all'interno. Si passa quindi alla propriocezione, a ciò che si prova, che si sente, che si esperisce al di qua della barriera illusoria collassata.

La propriocezione è classificata come un senso, ormai ufficialmente.
Eppure, in questo frangente di espansione coscienziale, questa parola non è sufficiente a esprimere la complessità delle informazioni extracorporee trasmesse dall'energia alla coscienza.
Bada bene: quando questo processo ha luogo, non sono più i normali organi di senso a recepire le informazioni dall'esterno, quindi non è più il cervello a elaborarle. O meglio: non solo quello.

In questa nuova ottica, la prospettiva del proprio corpo cambia e si adegua al nuovo stato di coscienza, cioè a dire che il corpo viene esperito alla stessa maniera dell'ambiente esterno, come fosse un qualcosa che sta fuori, l'avatar in cui ci siamo calati per giocare, il veicolo che ci permette di interagire con la virtualità. Questo accade perché lo sforzo verso il lavoro alchemico produce uno spostamento del punto di unione, cioè del perno centrale che fa da canale d'esperienza, il punto attraverso cui noi entriamo, siamo e creiamo il mondo e le esperienze che in esso viviamo.
La cosa sensazionale di questa alterazione di coscienza è che ci si riesce totalmente a disidentificare da qualsiasi zavorra crediamo ci appartenga, in essere o avere. La questione non cambia. Ci si dissocia -non in maniera schizofrenica o comunque patologica, anche se qualcuno c'è caduto-  dal corpo, dalla mente cerebrale pensante, dalle espressioni associative dell'inconscio, dalle informazioni che acquisiamo sotto forma di dati sensoriali o vibrazioni sottili.

Si trova quel qualcosa, che può essere meritatamente definito come "Centro di Gravità Permanente", cioè ci si identifica con l'osservatore interiore forgiato col lavoro alchemico, quel punto di coscienza, quel sole che è tutto e alberga in uno spazio adimensionale e privo dell'asse del tempo. Un sole alla cui periferia ruota tutta la realtà, come una incomprensibile forza di gravità che fa ruotare tutto l'universo attorno senza neanche muoversi di un millimetro.

Conseguire questo stato alterato di coscienza costa sforzo costante e, il più delle volte, è effimero. Dura dalle ore ai giorni, dipende molto dalla vostra disposizione personale.
Non scoraggiatevi, ricercatelo ricordando quello che avete provato in tale stato. Riavvicinatevi ad esso col silenzio interiore, l'attenzione e il ricordo della mèta. Una volta cristallizzato -cioè reso permanente- questo stato, avrete tutta un'altra strada da percorrere.

Non illuderti mai di essere arrivato.
Il baratro è sempre in cerca di superbi da sbranare.
Parsifal A. Drake
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