Seguita in diretta da un numero crescente di appassionati l' eclissi solare che si è mostrata completa in Australia, decine di migliaia di turisti e ricercatori, oltre naturalmente ai residenti, hanno potuto osservare uno spettacolo unico nel suo genere, a volte visibile a stento nel corso di un’intera vita.
Come si svolge un’eclissi di Sole? Nel suo giro, la Luna si colloca tra la Terra ed il Sole, ma poiché la sua orbita è appena ellittica, le distanze del satellite dalla Terra non sono costanti. Nel caso di un’eclissi di Sole totale, invece, si ha la sensazione che il diametro della Luna e quello del Sole coincidano, dando luogo ad una sorta di “Sole nero”, di cui si nota solo la corona luminosa, la cromosfera, che prende il nome dal tipico colore rosso. Nel passaggio in quel preciso punto e visibile da una determinata latitudine, la Luna si allinea perfettamente tra Terra e Sole, tanto da apparirci quasi con lo stesso diametro della stella. Questo però accade solo perché, pur avendo un diametro 400 volte inferiore a quello del Sole, è circa 400 volte più vicina alla Terra, creando così il fenomeno prospettico.
Si stima che la durata dell’eclissi totale di Sole sia direttamente proporzionale al valore della magnitudine: maggiore è la magnitudine, maggiore è la durata di un’eclissi in fase di totalità. La sua durata è massima lungo la zona centrale e decresce in misura progressiva nell’avvicinarsi ai bordi della fascia di totalità, il cono d’ombra.
Eclissi anulare di sole del 1992 - George HallCORBIS
Si stima invece che la durata di un’eclissi anulare di Sole sia inversamente proporzionale al valore della magnitudine: minore è la magnitudine, maggiore è la durata dell’eclissi nella fase anulare.L’eclissi di Sole ibrida ha una magnitudine molto vicina a 1,000 e il fenomeno ha una durata quasi istantanea.Simili modalità si hanno nel caso di un’eclissi di Luna, quando il satellite entra nel cono d’ombra della Terra. Il fenomeno è, però, meno spettacolare rispetto al precedente.
L’osservazione incrociata tra eclissi solari totali e fenomeni sismici più o meno contestuali verificatisi in passato ha mostrato una relazione nel cono d’ombra delle regioni colpite e di quelle immediatamente adiacenti, rispetto alle zone vicine ma del tutto estranee all’evento. La dinamica è stata spiegata ipotizzando una variazione della gravità esercitata sulla Terra nelle zone in cui la presenza del cono d’ombra gettato dalla Luna ha impedito che il Sole esercitasse la consueta attrazione gravitazionale sul pianeta. Il percorso in ombra, dunque, avrebbe indotto le regioni interessate ad una forza gravitazionale inferiore rispetto ad altre parti della Terra. La discrepanza gravitazionale tra le zone interessate dall’eclisse e quelle nelle immediate vicinanze, supportata da una certa differenza termica, avrebbe determinato il sisma nelle regioni adombrate o in quelle adiacenti.
Intensificarsi dei terremoti oltre 5.0 dal 1977 - Shay Addams
Negli ultimi anni è stato notato come forti terremoti si verificassero proprio nelle zone interessate, in prevalenza dove il cono d’ombra della Luna era prominente o l’eclissi di Sole era totale. In realtà il sisma non sempre è stato contestuale all’eclissi, verificandosi spesso a distanza di qualche giorno, prima o dopo il fenomeno; forti eventi sismici sono stati registrati anche a notevoli distanze, ma sempre nello stesso periodo. La coincidenza dei sismi in un breve lasso di tempo rispetto all’eclissi ha suscitato l’ipotesi che una qualche connessione tra i due fenomeni dovesse pur esistere.
Non ci sarebbe da stupirsi quindi se nelle prossime settimane, potremo avere notizie riguardanti a terremoti di almeno 8 gradi di magnitudo della scala riecther nelle zone che sono state coinvolte dall' eclissi: dopotutto se qualcuno in passato diceva che le eclissi erano portatrici di sventure, perchè mai lo avrebe detto se non fosse accaduto nulla?
Di fatto, anche l’abbassarsi della temperatura in quei pochi minuti sembra essere molto relativo. Nel cono d’ombra si ha una riduzione inferiore a dieci gradi centigradi, e l’unica conseguenza diretta è il movimento delle masse d’aria che genera il tipico vento delle eclissi. Oltre a un calo termico, si registra infatti una variazione della pressione. L’aria, raffreddatasi in maniera repentina e divenuta più pesante, tende a scendere verso il basso, determinando un aumento della pressione rispetto alle zone circostanti. È la discrepanza pressoria a causare l’alzarsi del vento, che spira dalla zona buia verso quella illuminata. Il rientro della pressione verso l’equilibrio precedente avviene con un certo ritardo rispetto alla modifica iniziale, generalmente nel giro di mezz’ora. Sembra inoltre che alcuni ricercatori abbiano riscontrato variazioni di umidità relativa, con le dovute differenze in relazione all’altitudine del luogo interessato dall’eclisse. Nel giro di qualche minuto la variazione si arresta, e l’umidità rientra grazie al riscaldamento dei raggi solari quando il fenomeno è svanito.
L’antico popolo mesoamericano ( si, sempre i maya) ebbe la capacità di tracciare il cielo stellato dei nostri tempi, individuando tanto i cicli di Venere quanto le eclissi senza sbagliare i calcoli a distanza di secoli. L’eclissi di Sole dell’11 agosto 1999 fu prevista con – addirittura! – 33 secondi di ritardo. Prima ancora, nel codice di Dresda, l’eclissi totale dell’11 luglio 1991 è citata come “il primo incontro terreno con i Signori delle stelle”. L’avvenimento, perfettamente visibile dal Messico, fu ripreso da centinaia di telecamere che inquadrarono anche una sorta di astronave nel cielo. Da quel momento, sempre più frequenti, a Città del Messico, le sfere di luce che, singole o in flottillas, volteggiano in formazioni misteriose o in EBANI.