Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Da Corriere Salute (Corriere della sera) del 26-11-90
Un articolo che dal 1990 ha iniziato lentamente, meticolosamente ad interessare una branca ufologica e umana: la definirei un perfetto intermezzo che finora rimane quasi nascosto nell' angolo e che secondo il conte rovescio, potrebbe occupare uno spazio ben più ampio.
Non molti hanno dedicato la propria attenzione verso una nuova zona dell’esopsicologia che impostò i propri ambiti di studio nel campo dell’analisi psicologica, sociologica ed antropologica sui possibili sistemi cognitivi, interattivi e di organizzazione mentale di eventuali civiltà extra-terrestri. Saranno il teologo Ferdinand Dexinger e lo psichiatra svizzero Andreas Hedri a coniare per primi il termine esopsicologia sottintendendo una disciplina che avesse come scopo l’interpretazione e la possibile comprensione della psiche e dei processi ragionativi di eventuali società aliene. A buon diritto si può identificare un forte punto di unione con questa disciplina alla più antica sociologia ed antropologia. Sarà infatti da entrambe che l’esopsicologia attingerà la propria linfa e le proprie mete per ipotizzare scenari inimmaginabili e società non ancora identificate.
Si potrebbe obiettare che, a fronte di ricerche ben più impegnative e scientificamente propositive, un tale approccio potrebbe risultare del tutto privo di valore basandosi sul fatto di cercare di interpretare, o di “indovinare” come taluni sostengono, una possibile forma mentis ed una psicologia mai viste, studiate e neanche identificate. Dubbi ragionevoli che pongono però, nel caso dovessimo condividerli, un limite ed una forte pregiudizialità allo stesso approccio di ricerca del SETI.Entrando direttamente nella disciplina esopsicologica ci si rende subito conto di come debba essere compiuta una prima suddivisione sommaria inerente il livello di sviluppo di altre civiltà extra-planetarie.Il contatto manifesto con civiltà extraterrestri sul nostro pianeta si potrebbe porre unicamente considerando il loro traguardo tecnologico come nettamente superiore al nostro ovvero considerando ed ammettendo la possibilità che questi possano aver colmato quei gap conoscitivi e tecnologici che relegano ancora la nostra specie al pianeta Terra e a pochi pianeti ed asteroidi nelle sue vicinanze.
Non è oggetto di studio di questo nostro lavoro ma le problematica causate ed ipotizzate da un eventuale contatto con altre civiltà nel nostro, odierno, “mondo civilizzato” causerebbero probabilmente uno shock culturale talmente destabilizzante e repentino da sovvertire totalmente quello status quo a lungo maturato negli ultimi millenni. Verso la fine degli anni ’50 lo stesso Carl Gustav Jung, come anche Giordano Bruno oltre 400 anni fa , espressero nelle proprie analisi le problematiche correlate alla “frantumazione” culturale ed intellettuale in cui la nostra civiltà si potrebbe trovare nel caso di tale contatto.
Altro fattore scarsamente considerato può essere visto nella difficile riconoscibilità che una eventuale tecnologia aliena potrebbe avere nei nostri confronti. Una cultura ed una società arretrate e primitive, o semplicemente inferiori rispetto ai “nuovi vicini”, potrebbe essere basata su basi biologiche anziché meccanicistiche lasciandoci ipotizzare un tipo di civiltà totalmente difforme da quelle che conosciamo e che potrebbe appartenere ai “visitatori spaziali”.
La nostra civiltà sta perdendo i suoi valori, per quanto riguarda la “massa”, mentre piccoli gruppi li stanno recuperando e rafforzando. Parlo dell’ideale della pace, dell’uguaglianza e del valore della pluralità delle culture. Valori forse che non abbiamo mai avuto e che oggi, come risposta a una situazione di conflitti imposti e perenni, e di globalizzazione, alcuni di noi stanno rivalutando.
Ci hanno infarcito il cervello di false informazioni sugli UFO (e non solo), hanno coperto, ucciso, eliminato. Si dovrebbe ricominciare da capo, poco alla volta, ad abituare la gente che la realtà che conoscono, su questi fenomeni, non è quella che hanno sempre raccontato…ci vorrebbe molto tempo (o forse no?) ma credo sinceramente che le persone reagirebbero nel migliore dei modi, perché la voglia di conoscenza è insita nell’uomo, e in molti di noi è solo soffocata, repressa, perché in questo modo sembra più facile adattarsi al modello di società che abbiamo/hanno creato.
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