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Se da una parte ci sono studiosi del clima che asseriscono con le loro tesi di un repentino e inesorabile avvicinarsi di un clima glaciale, altri studiosi del clima, espongono una diversa versione per questa estate che la battezzano come una delle più calde degli ultimi anni: caldo o freddo? Poco cambia per una singola stagione, sicuramente molto incisiva per chi vorrebbe una classica estate da godersi in santa pace, lontano dalle diatribe di ogni genere: tuffarsi nel mare, una scampagnata in montagna, una semplice ''sosta'' per mancanza di fondi nella propria città ma perlomeno con temperature vivibili... comunque sia, questa è la versione di cui parlo. Sarà un’estate caldissima, «fra le più calde in assoluto da dieci anni a questa parte». Met office, massima autorità in Inghilterra nel campo delle previsioni meteorologiche, ha promulgato la sua sentenza. Ora seguirà il solito elenco di commenti approssimativi, che - a seconda del parametro climatologico osservato - appoggerà o meno la dichiarazione dell’organo inglese. Va, comunque, precisato che - benché le previsioni a lunghissimo termine possano rivelarsi dei clamorosi fiaschi – l’ufficio meteorologico del Regno Unito difficilmente sbaglia. Nel 2008, a marzo, disse che ci sarebbe stata un’estate decisamente calda e secca, ed ebbe ragione. A settembre uno studio italiano del Cnr di Bologna, stabilì che fu una delle estati più calde dal 1800, posizionabile all’ottavo posto fra le più bollenti degli ultimi 200 anni, con un notevole incremento medio delle temperature su scala globale.
PRESTO PER FARE PREVISIONI. Stime analoghe sono state fatte da esponenti del Nasa Goddard institute of space studies e della US national oceanic and atmospheric administration. Ma non tutti sono d’accordo. «Non sappiamo ancora come andrà a finire l’inverno, figuriamoci se è possibile prevedere che estate avremo», spiega a Lettera43.it Alessio Grossi, meteorologo di Meteolive. «A parte qualche caso sporadico, tipo 2002, non ricordo estati senza caldo, anche senza scomodare anni 'storici' come il 2003 (con la fusione fra l’anticiclone delle Azzorre e l’anticiclone tropicale africano). Pensiamo piuttosto alla possibile neve di metà gennaio al nord: quella non è affatto da escludere».
TEMPERATURA MEDIA IN AUMENTO DI MEZZO GRADO. Il primo dato preoccupante riguarda la temperatura che secondo gli esperti anglosassoni aumenterà di 0,57 gradi rispetto ai 14 gradi standard del pianeta, riferibili alle registrazioni del trentennio che va dal 1961 al 1990. Le variazioni della colonnina di mercurio non saranno uguali in ogni parte del mondo: farà generalmente più caldo su tutta la superficie del pianeta, ma non è escluso che in rari angoli della Terra potrà addirittura fare più freddo. In ogni caso le oscillazioni della temperatura rifletteranno il range compreso fra 0,43 e 0,71 gradi. È un dato tutt’altro che trascurabile, considerato che, dal 1850 a oggi, c’è stato un aumento medio di mezzo grado e che anche una minima variazione di temperatura, è in grado di creare gravi scombussolamenti climatici su larga scala. Con le alte temperature avremo anche precipitazioni al minimo, con sporadici e violentissimi acquazzoni.
DISCUSSIONE SUI LIVELLI DI CO2. Il responsabile principale per l'aumento delle temperature è sempre l'effetto serra, ossia l’incremento costante di anidride carbonica nel pianeta, a causa dell’attività antropica, comprendente l’utilizzo di combustibili fossili, la deforestazione tropicale, l’impatto industriale. Ne è convinto Dave Britton del Met office, pur ammettendo che la CO2 non sia l’unico elemento in grado di spiegare l’aumento progressivo delle temperature. Recenti studi avrebbero addirittura affermato che non è poi così marcata la relazione fra anidride carbonica nell’aria ed effetto serra. Lo proverebbe il fatto che, nel corso delle varie ere geologiche, si sono avute percentuali di biossido di carbonio più elevate di quelle attuali, in concomitanza con fasi glaciali. Nel tardo Ordoviciano, per esempio, circa 440 milioni di anni fa, i valori della CO2 hanno raggiunto picchi elevatissimi, pur senza contemplare un aumento parossistico delle temperature.
IL RISCHIO INNALZAMENTO DEI MARI. Che sia dunque l’uomo o la natura a causare l’effetto serra, è certo che le previsioni del Met Office non fanno che confermare una tesi corroborata da tempo: la Terra si sta scaldando sempre più. Dal 1750 al 2000 la temperatura dell’emisfero boreale è aumentata di 1,1 gradi, con un’impennata dagli Anni 90 in poi. Si prevede un ulteriore aumento entro il 2040, arrivando a un grado in più rispetto al momento in cui l’uomo è stato in grado di “auscultare” i capricci del clima. Ed entro il 2100 si teme un incremento di altri 1,5 gradi. Se anche l’effetto serra dovesse placarsi entro la fine del secolo, c’è il rischio che i mari e gli oceani del pianeta possano crescere fra 0,5 e 4 metri. Un’ipotesi eclatante se si pensa che 30 delle più grandi città del mondo sorgono praticamente a livello del mare. Le alte temperature saranno la norma, così come l’incidenza di fenomeni estremi, come gli uragani e le alluvioni.