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Rientro del satellite GOCE, fotografato da Bill Chater vicino alle Falkland. Credit: ESA/Bill Chater
Molti giornali e TG ne hanno parlato come un rischio imminente per l'Italia, ed è addirittura stata messa sull'attenti la Protezione Civile, ed i vigili del fuoco, ma, come previsto, l'osservatorio spaziale GOCE, dell'ESA, si è disintegrato nell'atmosfera quasi interamente, ed i pochi resti rimasti sono caduti nell'Oceano Atlantico, non lontanissimo dalle Falkland. Ecco uno scatto, catturato dal fotografo Bill Charter, che mostra il corpo dell'osservatorio, pesante circa una tonnellata e poco più, che fa la fine di tantissimi meteoriti che illuminano ogni anno i cieli della Terra, e che chiamiamo stelle cadenti.
A tutto questo è seguito anche una polemica tra la comunità scientifica, che aveva già spiegato che il rischio era nullo, e la Protezione Civile stessa, che dice di essersi basata sulle informazioni dell'Agenzia Spaziale Italiana, e quindi non in torto in alcun modo. Tutte le informazioni che sono state veicolate in questi giorni dal Dipartimento della Protezione civile - si legge - in riferimento al rientro incontrollato del satellite Goce si sono basate sulle comunicazioni e analisi fornite dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), centro di competenza specifico su queste materie del Servizio Nazionale della Protezione civile".
"Di conseguenza, sorprendono le dichiarazioni del responsabile della missione Goce, Rune Floberghagen, poiché lascerebbero intendere una importante discordanza sul piano scientifico tra le elaborazioni effettuate dall'Agenzia Spaziale Europea e quelle fornite al Dipartimento dall'Asi, agenzie che, al contrario, dovrebbero collaborare per fornire ai Paesi interessati le analisi più puntuali possibili. Ci attendiamo una puntuale precisazione da parte della comunità scientifica al fine di non ingenerare confusione e inutili discrediti", conclude la nota.
In quattro anni di viaggio nello spazio, Goce (Gravity Ocean Circulation Explorer) ha realizzato una mappa globale del campo gravitazionale terrestre e ciò permetterà di comprendere meglio le variazioni dei livelli del mare e dei modelli della circolazione oceanica, con grandi impatti sui modelli riguardo al cambiamento climatico. Ma a quanto pare, fa più notizia il falso allarmismo o le polemiche.