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Facebook e foto sul social network: rinuncia al riconoscimento dei volti

 

 

 

 

Privacy: Facebook elimina il riconoscimento facciale

Dopo pochi anni, facebook mostra un suo lato debole ed importante: l' anno scorso, si rendeva nota questa idea, non condivisa da tutti ma in larga parte sociale, di utilizzare un riconoscimento facciale:

 il servizio che identifica in automatico le persone nelle foto su Facebook, annunciato a metà dicembre 2009, raggiunge ora il grande pubblico. Partito in sordina (il social network non ama sbandierare le novità introdotte), è uno strumento comodo per chi lo usa, ma potenzialmente fastidioso per chi lo subisce. C’è un grosso punto interrogativo anche accanto alla privacy. Certo, è possibile disabilitare l’opzione. E chi, come alcune società di sicurezza informatica, consigliano vivamente di farlo.

C’È CHI SCONSIGLIA - L’azienda di sicurezza informatica Sophos mette in guardia: sul blog della società spiega che molti utenti di Facebook riferiscono di avere avuto l'accesso all'opzione di riconoscimento facciale negli ultimi giorni senza essere stati informati in proposito. Infatti: i profili di ciascun utente possono essere associati a foto in cui vengono ritratti, senza alcun loro consenso. Com'è da abitudine per Facebook, la novità viene applicata di default. Sta dunque all’utente stesso disattivarla se desiderato. Ciò nonostante, Facebook permette anche di rimuovere i tag già assegnati con un clic. Tuttavia, chi vuole rimuovere completamente una foto che lo ritrae, deve accordarsi con colui che l’ha memorizzata. Su Facebook si possono eliminare soltanto le foto caricate di persona. Aggiunge Sophos: «Solamente pochi utenti sono abbastanza informati ed esperti per configurare correttamente le impostazioni di privacy».

LE FACCE DI GOOGLE - Decisamente contrari all’introduzione di questa funzione automatica anche i vari gruppi per la privacy. Il motore di ricerca Google aveva già sviluppato in precedenza una simile tecnologia per il riconoscimento facciale, tuttavia aveva interrotto un ulteriore sviluppo a causa proprio di timori sulla privacy. All’agenzia Ap il colosso Facebook ha ammesso di aver dovuto «comunicare meglio» l’attivazione di questa funzione.

E così, questa storia prende una svolta importante a settembre del 2012:

La decisione definitiva di Facebook di rinunciare al riconoscimento dei volti potrebbe creare seri problemi all’azienda di Mark Zuckerberg appena quotata a Wall Street.

DUBBI SULLA PRIVACY – I vertici del social network hanno infatti promesso alle autorità europee, preoccupate per le eventuali violazioni della privacy, di rinunciare ad ogni funzionalità che consente di individuare automaticamente l’identità delle immagini postate dagli utenti (e che consente il suggerimanto tag, per intenderci). Ma le foto costituiscono le Facebook indubbiamente una delle risorse vitali. Il blocco del riconoscimento facciale, tecnologia solitamente applicata alle immagini delle telecamere di sicurezza, potrebbe dunque generare uno svantaggio intermini di profitti e valore dell’azienda, andando nella direzione opposta a quella gradita dagli investiori. Chi ha scommesso in Facebook, infatti, attende che venga trasformata in ricchezza, e dividendi, l’immensa gamma di dati che il social network può controllare.

PROBLEMA DI LIBERTA’ – Le perplessità delle autorità europee sono le stesse dei massimi esperti della normativa sulla privacy. “Lo sviluppo di questi strumenti nel settore privato riguarda direttamente le libertà civili”, ha spiegato riferendosi alle tecnologie per il riconoscimento facciale Chris Hoofnagle, docente di diritto presso l’Università della California di Berkeley, specializzato in privacy online. “Dobbiamo mettere in pratica questi modelli per la videosorveglianza o per identificare automaticamente le persone per scopi di marketing?”, è la domanda che pone il docente.

LA SOSPENSIONE DEL SERVIZIO – Il software di riconoscimento facciale utilizzato da Facebook è stato utilizzato dalla società israeliana Face.com, acquistata dal social network nel mese di giugno. Il suggerimento dei nomi da taggare nelle immagini postate dagli utenti è stato sospeso alcuni mesi fa. Facebook non ha ancora comunicato se e quando sarà possibile usufruire del servizio, ma ha anche reso noto che non lo farà senza l’approvazione delle autorità europee. La promessa del social alle autorità di controllo dell’Ue è conseguente ad un’istruttoria che intende verificare se la raccolta di dati di alcune società sono conformi alle normative in vigore.

300 MILIONI DI FOTO AL GIORNO – L’Europa costituisce una ampia fetta di mercato per Facebook. Circa un quarto degli utenti del social network si connette dal Vecchio Continente, dal quale oltretutto arrivano poco meno di un terzo degli introiti pubblicitari. Complessivamente su Facebook vengono postate circa 300 milioni di foto al giorno. L’azienda di Zuckerberg è riuscita conquistare il settore della condivisione immagini dopo l’acquisto di Instagram, suo principale concorrente in quel campo. Perplessità sull’operato del social sono sorte anche oltreoceano. Il senatore democratico americano Al Franken, eletto in Minnesota, al Congresso degli Stati Uniti ha descritto Facebook come “la più grande banca dati privata senza consenso esplicito degli utenti”.

E per chi ancora ha seguito l' informazione su facebook, riguardo alla privacy, leggete anche:

Numerosi lettori  hanno segnalato che su Facebook sta spopolando questo messaggio di stato che dovrebbe, secondo qualche strana logica, proteggere contro le violazioni della privacy.

fonte

Qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi governo, struttura governativa o privata, utilizzando o il monitoraggio di questo sito o qualsiasi dei suoi siti associati, non ha il mio permesso di utilizzare informazioni sul mio profilo, o qualsiasi parte del suo contenuto compaia nel presente, compreso ma non limitato alle mie foto, o commenti sulle mie foto o qualsiasi altra «immagine» pubblicata nel mio profilo o diario.

Sono informato che a tali strutture è strettamente proibito divulgare, copiare, distribuire, diffondere o raccogliere informazioni o intraprendere qualsiasi altra azione riguardante o contro di me tramite questo profilo e il contenuto dello stesso. Divieti precedenti si applicano anche ai dipendenti, stagisti, agenti o qualsiasi personale sotto la direzione o il controllo di dette entità. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni in esso contenute sono riservate al circolo di persone alle quali esso è destinato. La violazione della mia privacy è punita dalla legge. UCC - 1 - 308 - 1-103.

Facebook è ora un'entità quotata in borsa. Tutti sono incoraggiati a pubblicare un bando come questo, o se preferite, è possibile copiare e incollare questa versione. Non pubblicare tale dichiarazione almeno una volta, indirettamente permette l'uso di oggetti quali immagini e informazioni nei vostri aggiornamenti di stato pubblici.

Questa è una variante:

"AVVISO PRIVACY: Warning - qualsiasi persona e / o istituzione e / o di agente e / o l'agenzia di qualsiasi struttura governativa, compreso ma non limitato ai governi federali e provinciali del Canada, Stati Uniti o qualsiasi paese che tenta di utilizzare o controllare / user questo sito web o uno dei suoi siti affiliati, non hanno il permesso di usare una delle mie informazioni di profilo o di qualsiasi documento contenuto, compreso ma non limitato le mie foto e / o commenti sulle mie foto o qualsiasi altra "immagine" di arte pubblicato sul mio profilo. Si consiglia di non divulgare, copiare, distribuire, diffondere, o prendere qualsiasi altra azione contro di me per quanto riguarda questo profilo e il suo contenuto. I divieti sopra riportati sono validi ai vostri dipendenti, agenti, studenti o qualunque membro del personale sotto la sua direzione o di controllo. Il contenuto di questo profilo è privato e protetto dalla legge e informazioni riservate, e la violazione della mia privacy è punibile dalla legge. UCC 1-103 1-308 TUTTI I DIRITTI RISERVATI senza pregiudizi."


Premesso che richiedere la privacy dei dati pubblicati in un social network è un po' come chiamarsi Kate Middleton e lamentarsi se pubblicano le tue foto in topless all'aperto, affiggere questo genere di clausola burocratica non fornisce alcuna protezione legale reale ed è quindi perfettamente inutile pubblicarla.

Come ben spiegato da Snopes.com, chi si iscrive a Facebook sottoscrive infatti un contratto vincolante, che non può essere alterato unilateralmente, né da Facebook, né dall'utente iscritto, senza il consenso di entrambi. Queste condizioni di contratto prevedono che “l'utente concede a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, per l'utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook ("Licenza IP"). La Licenza IP termina nel momento in cui l'utente elimina il suo account o i Contenuti IP presenti sul suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati.”
Inoltre pubblicare una clausola come questa non limita in alcun modo i poteri legali di terzi, compresi quindi quelli dei governi citati. Tanto vale nascondersi dietro una lastra di vetro e pensare che chiudendo gli occhi si diventi invisibili.

fonte

 

 

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