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La tempesta di neve e vento piu’ violenta che si potrebbe abbattere sulla costa nordorientale degli Stati Uniti dal 1978, quando la ‘Great Blizzard’ fece oltre 50 morti. A New York e Boston – dove vento e pioggia mista a ghiaccio imperversano dalle prime ore del pomeriggio – le autorita’ hanno proclamato lo stato di emergenza, chiudendo scuole, uffici pubblici e parchi, e invitando la popolazione a non uscire di casa e a non mettersi in viaggio per nessun motivo. Il governatore del Massachusetts, Patrick Deval, ha chiuso tutte le strade, cosa che non succedeva dal ’78: e chi violera’ il divieto – ha scritto in un’ordinanza – rischia fino a un anno di carcere, oltre a una salatissima sanzione. Sono sette in tutto gli Stati in cui e’ scattata l’allerta: Connecticut, Massachusetts, New Hampshire, New Jersey, New York, Rhode Island e Vermont. Sono attese nevicate – spiegano i metereologi – che potrebbero seppellire interi centri abitati, con venti da 50 a 75 chilometri orari. L’ America si prepara per quella che da molti e’ stata definita la nevicata del secolo, dopo che il Servizio Metereologico Nazionale ha lanciato l’allarme per l’arrivo di Nemo, questo il nome dato dai media alla nevicata di proporzioni storiche che investera’ i sette Stati americani di New York, New Jersey, Connecticut, Massachusetts, Rhode Island, New Hampshire e Maine. Nel New Wngland sono stati cancellati piu’ di 3000 voli e sono previste nevicate che secondo i calcoli porteranno 30 cm di neve a New York e fino a 95 cm a Boston.
Anche Il Segertario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha fatto tornare a casa tutti i dipendenti della sede di New York, dopo che il Servizio Metereologico ha fatto sapere che le condizioni potebbero rivelarsi seriamente proibitive, dato l’incrociarsi di due fenomeni: alla neve potebbero infatti aggiungersi degli uragani nella costa, che riportano alla memoria degli americani la tragedia dell’uragano Sandy, che pochi mesi fa ha distrutto molte zone del New Englad uccidendo 132 persone. Nella città di New York – ha twittato la municipalità – ci sono 6.300 miglia di strade su cui stanno per essere riversate 250.000 tonnellate di sale per prevenire così il depositarsi della neve. In pratica è come se si effettuasse un viaggio di andata e ritorno da New York City a Los Angeles (California). “State lontani dalle strade, non usate l’auto, state a casa” ha detto in conferenza stampa il sindaco di New York Michael Bloomberg, pesantemente criticato nel dicembre 2010 a causa di una lenta risposta alla tempesta di neve che allora colpì la città. Persino a Wall Street, che continua a lavorare come se nulla fosse, i volumi di scambio sono più contenuti della media, segno che molti trader hanno deciso di lasciare il floor del New York Stock Exchange – la borsa – per mettersi al riparo. Immediatamente il ricordo va all’uragano Sandy, che colpì a fine ottobre scorso lasciando Wall Street chiusa per due sedute. Fu la prima volta in oltre 120 anni che gli scambi rimasero bloccati per più di un giorno a causa di motivi metereologici.
E proprio con il triste ricordo di Sandy ancora vivido, in molti temono un déjà vu. Bloomberg ha infatti anticipato che le zone più esposte alle coste potrebbero vedere l’acqua crescere di nuovo. Interruzioni di elettricità non sono escluse. L’effetto economico della bufera di neve si è tradotto immediatamente in un rialzo dei prezzi dei carburanti, ai massimi dell’anno. Le code ai benzinai per riempire il carburante della propria auto sono diventati una scena che ancora una volta si ripete, in barba alle rassicurazioni di Bloomberg, secondo cui le scorte non mancano. Entro domani, New York City potrebbe essere ricoperta da un manto di neve spesso 25-35 centimetri ma a Boston si potrebbero toccare i 71 centimetri con venti che potrebbero sfiorare i 100 chilometri orari. Le condizioni climatiche che stanno colpendo il nord-est degli Stati Uniti sono frutto di due diverse perturbazioni che, scontrandosi, generano la forte bufera di neve. Quest’ultima potrebbe rubare il primato registrato nel 1978 in New England, quando oltre 70 centimetri di neve ricoprirono la Regione composta dagli Stati del Maine, New Hampshire, Vermont, Massachusetts, Rhode Island e Connecticut. Quella tempesta, avvenuta nel pieno della settimana, provocò decine di morti e messo al tappeto l’intera area per giorni. Questa volta le autorità competenti dicono di essere pronte ad affrontare la situazione.
E l' Italia? A quanto si è vissuto sul territorio, il clima sembra giocare con il territorio, ove sole e bel tempo si alternano con crolli termici e sfuriate invernali. Ma dopotutto...siamo ancora in inverno.
anche il nord Italia si prepara a vivere una grande nevicata: dobbiamo ancora trascorrere tutto il weekend, un weekend molto interessante in cui, come abbiamo già spiegato, si verificheranno nevicate anche abbondanti fino a bassa quota al centro/sud, ma non possiamo non parlare di quanto accadrà tra lunedì 11 e martedì 12 febbraio, quando un poderoso peggioramento Atlantico determinerà un nuovo peggioramento delle condizioni meteo su tutt’Italia, dapprima al nord/ovest, poi al nord/est e al centro e infine, martedì 12, nuovamente al sud. Il tutto con la prospettiva del burian dopo metà mese e un bel ricordo del freddo dell' anno passato. Ma andiamo con ordine e proviamo a focalizzarci sull’evento di lunedì/martedì: la profonda perturbazione rischia di provocare nevicate davvero eccezionali su gran parte del centro/nord, e soprattutto in Liguria, Piemonte, Emilia, Lombardia, Veneto e Friuli, ma anche in Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzo sui rilievi appenninici, fino a bassa quota, ma anche su coste e pianure nelle prime ore della notte e della mattinata di lunedì.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, la zona più colpita dalle precipitazioni sarà quella del nord/est, tra Veneto e Friuli, dove potrebbero verificarsi nevicate davvero storiche ed eccezionali soprattutto tra Belluno, Pordenone e Udine, che rischiano di vedere oltre 60-70cm di neve al suolo, un accumulo che sarebbe epico per queste località! Ma anche a Vicenza, Trento, Bolzano, Treviso e Gorizia nevicherà in modo copioso, con accumuli superiori ai 25-30cm, mentre Venezia e Trieste molto probabilmente rimarranno nel limbo di pioggia mista a neve con qualche sottile imbiancata. Più a ovest, la neve cadrà abbondante anche su tutta la Lombardia e su Verona. Proprio tra Bergamo, Brescia e Verona ci si possono aspettare accumuli superiori ai 50cm, anche in questo caso eccezionali, mentre Milano potrebbe sfiorare il mezzo metro, che senza ombra di dubbio verrà superato tra Varese, Como, Lecco e Monza. Invece Novara, Vercelli, Pavia e Lodi dovrebbero vedere circa 40cm di neve. In Piemonte nevicherà soprattutto nelle zone meridionali della Regione, con possibili accumuli vicini al mezzo metro su Asti e Alessandria, mentre Cuneo e Torino dovrebbero attestarsi sui 20cm. In Emilia, la neve cadrà copiosa su Parma, Piacenza e Reggio, mentre Modena e Bologna sono al limite anche se sicuramente in una prima fase vedranno la “dama”. Attenzione alla Liguria: tra Genova, Savona e Imperia si rischiano accumuli molto abbondanti, addirittura fino a 25-30cm sulla costa, ma le nevicate più importanti si verificheranno sui rilievi delle Cinque Terre e dello Spezzino, con oltre 70-80cm di neve lì dove gli accumuli saranno significativi non proprio dal livello del mare, a La Spezia, ma quasi, a partire dai 50-100 metri di quota.
Nevicate eccezionali si verificheranno anche sull’Appennino Tosco/Emiliano e soprattutto tra le province di Massa e Carrara, Lucca e Pistoia, dove sui rilievi cadranno più di due metri di neve fresca. Anche a Lucca, Pistoia e Firenze potrebbe nevicare con accumulo, specie lunedì mattina, ma la neve cadrà abbondante anche più a sud, sui rilievi di Umbria, Lazio e delle zone interne dell’Abruzzo, con accumuli abbondanti inizialmente, al mattino, anche a bassa quota, poi nel corso della giornata oltre i 600-700 metri di altitudine e localmente anche più basso in serata, intorno ai 500 metri, quando sul Lazio si verificheranno forti nubifragi che colpiranno anche Roma, la capitale.
Martedì 12 il maltempo si sposterà nuovamente al sud, con forti temporali nel basso Tirreno, tra Campania, Calabria e Sicilia, dove la neve tornerà a cadere sull’Appennino oltre gli 800-900 metri di quota, dopo le abbondanti nevicate del weekend.
Insomma, prepariamoci a vivere un evento davvero eccezionale non solo per intensità ma anche per estensione e durata; è alto il rischio di una paralisi quasi totale dei trasporti, da strade e autostrade fino ad aeroporti e ferrovie. E l’incubo potrebbe iniziare già nel weekend al sud, sull’A3 Salerno-Reggio Calabria, dove si verificheranno forti nevicate che rischiano di bloccare la principale arteria tra Campania meridionale, Basilicata e Calabria centro/settentrionale.
E diamo una curiosa occhiata alle nuvole: in questi ultimi periodi...sembrano giocare con i colori. Viola, grigio, nero, filamenti di nuvole e nuvole lavorate dal vento. Curiose, davvero curiose. Se avete delle foto molto speciali, speditemele...le pubblicheremo e faremo un articolo!