Il Vesuvio è un vulcano monitorato 24/24. Ci sono molti segnali che possono indicare il risveglio del vulcano, e quindi la messa in allerta della popolazione.Una eruzione futura del Vesuvio è più probabile di quanto tutti gli italiani pensino.
La storia eruttiva del Vesuvio è ben conosciuta, e tutti gli studi portano a supporre che prima o poi (purtroppo non è prevedibile quando), il Vesuvio erutterà di nuovo, più o meno violentemente.
Un altro fatto che molti non conoscono, è che nella zona di Napoli non c'è solo il complesso del Somma-Vesuvio, ma ci sono anche i Campi Flegrei, che sono quello che rimane di un enorme vulcano che dopo un'eruzione fortissima avvenuta 20.000 anni fa, è sprofondato dentro la sua camera magmatica, formando la particolare struttura chiamata Caldera, ben visibile dalle foto aereeGli studi sul rischio Vesuvio si moltiplicano ma nessuno riesce a dare un vero allarme, con date e previsioni accurate. E’ quanto si evince da uno studio Made in USA che vuole il Vesuvio esplodere ed in 15 minuti portare alla completa devastazione di tutto il golfo di Napoli, inghiottendo qualsiasi cosa si possa trovare avanti la sua violenza eruttiva. Nell’articolo de Ilfattovesuviano.it si parla dello studio dell’ingegnere Dobran che minuziosamente approfondisce le conseguenze di quella che potrebbe essere una delle peggiori eruzione della storia del vulcano campano.
Di tutti gli allarmi lanciati negli ultimi anni sul rischio Vesuvio, quello più terrificante giunge da Flavio Dobran, esperto di vulcani e docente della New York University. “Il Vesuvio che “dorme” dal 1944 esploderà con una potenza mai vista ed in appena quattro minuti inghiottirà già 5 o 6 Comuni della zona rossa”. È quanto afferma l’ingegnere fluidodinamico nella sua ultima relazione che ricalca, e rende ancora più tremenda, rispetto a quella dello scorso anno in cui gli orizzonti per gli abitanti del Vesuviano non erano già affatto buoni. “Una colonna di gas, cenere e lapilli si innalzerà per duemila metri sopra il cratere – dice l’esperto – Valanghe di fuoco rotoleranno sui fianchi del vulcano alla velocità di 100 metri al secondo con una temperatura di 1.000 gradi centigradi, distruggendo l’intero paesaggio in un raggio di sette chilometri, spazzando via strade e case, bruciando alberi, asfissiando animali, uccidendo forse un milione di esseri umani in appena 15 minuti”.
Si tratta di un’ipotesi documentata, frutto di studi approfonditi con la sola incognita della data in cui tutto ciò si verificherà: “Questo purtroppo non possiamo prevederlo - precisa il professor Dobran - Certo non sarà tra due settimane, però sappiamo con certezza che il momento del grande botto arriverà. La conferma viene dalla storia: le eruzioni su larga scala arrivano una volta ogni millennio. Quelle su media scala una volta ogni 4-5 secoli. Quelle su piccola scala ogni 30 anni. Ebbene, l’ultima gigantesca eruzione su larga scala è quella descritta da Plinio il Vecchio: quella che il 24 agosto del 79 dopo Cristo distrusse Ercolano e Pompei uccidendo più di duemila persone”.
Dobran ha progettato un simulatore vulcanico globale: si tratta di un modello informatico in grado di ricostruire le passate eruzioni dei vari vulcani, e quindi anche del Vesuvio, per descrivere quelle future. “Il simulatore vulcanico globale – continua il vulcanologo – dopo aver analizzato i dati, ha disegnato uno scenario infernale: appena 20 secondi dopo l’esplosione il fungo di gas e ceneri incandescenti ha già raggiunto i 3mila metri di altezza, da dove collassa lungo i fianchi del cono. Un minuto dopo, la valanga ardente si trova già a due chilometri dal cratere. In tre minuti ha già raggiunto Ottaviano, Somma Vesuviana e Boscoreale. In quattro minuti sono spacciate Torre del Greco ed Ercolano. Sessanta secondi dopo è la volta di Torre Annunziata“.
Sotto il Vesuvio e i Campi Flegrei c'è una camera magmatica immensa, di circa 50 km3, che si sta riempiendo piano piano di magma.
Ora, il tipo di eruzione di un vulcano, dipende dal tipo di magma che si trova al suo interno.
Il Vesuvio alterna eruzioni di tipo stromboliano/vulcaniano, ovvero colate di lava, fontanamenti di lava, lancio di balistici (palle di magma solidificato), ad eruzioni di tipo pliniano/subpliniano, con formazione di una nube eruttiva e di colate piroclastiche.
Gli eventi pliniani, come quello di Pompei per intenderci, si sono susseguiti sempre più frequentemente nella storia del Vesuvio, ovvero sono passati sempre meno anni da un evento pliniano all'altro.
http://www.ov.ingv.it/volcanology/vesuvi…
L'ultimo evento di questo tipo è una subpliniana, ed è avvenuta nel 1693.
I vulcanologi hanno stabilito che, nella peggiore dell'ipotesi, se il Vesuvio dovesse riprendere la sua attività, l'eruzione più pericolosa che potrebbe fare è di tipo subpliniano.
Le zone attorno al vesuvio, sono state classificate in base al rischio che corrono nell'eventualità di un'eruzione.
Le zone più vicine alla sommità del vulcano, sono quelle che potranno essere interessate dalle colate di lava.
Tutte le sone in un raggio di vari chilometri, saranno invece interessate dalla caduta di cenere e pomici, che possono causare crolli di tetti, difficoltà respiratorie.
C'è poi la zona rossa, che è quella a rischio maggiore, ovvero quella interessata dalle colate piroclastiche, ovvero flussi di materiale incandescente, a velocità di 300 chilometri orari, che portano con sè, blocchi, alberi, e non lasciano nulla sul loro cammino,
E' stato stimato che una colata piroclastica impiega 5 MINUTI ad arrivare dalla sommità del vulcano al mare.
E' quindi molto importante la prevenzione, e lo studio dei fenomeni vulcanici.
Non si può prevedere il giorno e l'ora, ma si può capire quando potrà iniziare a risvegliarsi, e a far evacuare la gente.