Overblog Tutti i blog Blog migliori Musica e intrattenimento
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

Pubblicità

Gli antichi egizi e la costellazione dell' Acquario

L'Acquario è una grande costellazione attraversata dal Sole da fine febbraio a metà marzo.
La sua grandezza è dovuta ad un vasto insieme di stelle poco luminose che apparentemente formano una "cascata" d'acqua che scende da un urna che si crea, grazie ad un asterismo formato dalle stelle γ, ζ, η e π Aquarii.
La costellazione è osservabile con facilità da quasi tutte le aree popolate della Terra.

L'asterismo che forma l'Urna ha sempre affascinato i popoli antichi.

Le diverse correnti astrologiche che si sono sviluppate nei diversi anni, hanno allegoricamente rappresentato questo segno con un uomo che nelle proprie mani armeggia un’anfora, dalla quale fuoriesce il liquido contenuto; da questa rappresentazione si evince un significato simbolico.

Le ondulazioni provocate dal liquido, che è acqua, rappresentano semplicemente la non linearità, gli alti e bassi nella vita umana in relazione con gli obiettivi prefissati.
Nello Zodiaco degli egizi, la rappresentazione emblematica di questo segno era differente da quell dei paesi occidentali, infatti nelle pitture egizie l’uomo portava nelle sue mani non una, ma due anfore.

Sembra che così si volesse mettere in risalto non solo un aspetto qualitativo del segno, ma anche un aspetto quantitativo, il cui significato sarebbe espressione di una doppia tensione dell’essere umano, la forza dello spirito e dell’etereo da un lato, e dall’altro la forza fisica e materiale. Questa rappresentazione grafica degli egizi rappresenta il fiume Nilo come un giovane che versa acqua da una brocca. L’elemento acqua viene vissuto come elemento di fecondazione.

 

Pur essendo l’urna o la brocca formata da quattro stelle piuttosto deboli, nessuno di questi astri è più brillante della magnitudine 4: Sadachbia, la γ Aquarii, seguita da ζ Aquarii e η Aquarii che formano il bordo dell'urna,

 mentre il fondo è indicato dalla stella π Aquarii, l’osservazione è stata facilitata dalla presenza a nord-ovest della brillante stella Enif, appartenente alla vicina costellazione di Pegaso, e dal fatto che l'asterismo si trova a cavallo dell'equatore celeste, diventando visibile da tutte le latitudini della Terra.

Nonostante la sua piccola dimensione e la sua esigua luminosità, si tratta di un asterismo antichissimo, la cui origine è strettamente legata alla figura dell'Acquario, anch'essa di origini remote. L'asterismo rappresenta l'urna da cui fuoriesce un copioso flusso d'acqua, che secondo i vari miti, rappresenta il fiume Nilo o, secondo i Greci, una mistura di acqua e nettare, la bevanda degli dèi.

L’immagine enigmatica del geroglifico, spesso scambiata con altro, si trova nella lista di Gardiner. La lista è una classifica di 743 geroglifici egiziani divisi in 26 sottogruppi. Nel sottogruppo F si possono visualizzare i segni F16 e F17 che corrispondono ad una brocca che versa acqua in un corno simboleggia la purificazione o di purificazione.

 

Fin dai tempi predinastici gli egiziani avevano un'ottima conoscenza del cielo e si ebbero precise mappe celesti. Conoscevano le stelle fisse ed i pianeti (fino a Saturno). Ad Eliopoli sorsero veri e propri osservatori per rilevare con esattezza il passaggio degli astri e già durante la IV dinastia vennero apportate le esatte correzioni. Le costellazioni raffiguravano dei ed animali ( l'unica affine alle nostre era il Leone).

Era noto il calendario di 365 giorni ed un quarto, i mesi erano dodici e le stagioni tre :

  • Akhet ( Inondazione )
  • Peret ( Emersione )
  • Chemu ( Aridità ).

Il calendario egizio, perfezionato nel 238 a.C. dove viene introdotto l'anno bisestile, fu adottato tale e quale da Giulio Cesare e perfezionato ancora da Gregorio XIII è quello in uso oggi. Per essere più precisi gli antichi egizi usavano tre tipi diversi di calendario e cioè :

  • un calendario "agricolo" per l'uso di tutti i giorni
  • un calendario astronomico
  • un calendario lunare utilizzato per certi rituali o eventi

 

Con il calendario "agricolo" l'anno era diviso in tre stagioni di quattro mesi ciascuna; ogni mese era composto da trenta giorni il che significa che un anno era composto da 360 giorni. A questi venivano sommati 5 giorni chiamati "epagenomeni" ed erano considerati come i compleanni di Osiride, Horo, Seth, Iside e Neftis. I mesi, delle tre stagioni nominate precedentemente erano suddivisi come segue :

  • Akhet I = Thot
  • Akhet II = Paopi
  • Akhet III = Athor
  • Akhet IV = Khoiak
  • Peret I = Tobi
  • Peret II = Mekhir
  • Peret III = Pnamenoth
  • Peret IV = Pharmuthi
  • Chemu I = Pakhons
  • Chemu II = Paoni
  • Chemu III = Epep
  • Chemu IV = Mesore

Molti templi tenevano un calendario con l'elenco di tutti i rituali e di tutte le feste che dovevano cadere in date specifiche. Nel tempio di Esna, per esempio, questo elenco è stato scritto su alcune delle colonne. Nel tempio di Horo a Edfu, il mese di Khoiak era particolarmente ricco di feste.

Come ben sappiamo calcolando solamente i 365 giorni per ogni anno, il calendario sarebbe lentamente cambiato : ogni 4 anni il calendario "agricolo" sarebbe aumentato di un giorno. Il nostro sistema attuale di datazione prevede l'anno bisestile mentre gli antichi egiziani, per sopperire a tale discrepanza utilizzarono la strada astronomica per misurare il tempo: hanno osservato il sorgere della stella Sirio insieme con il sole che coincideva sempre con l'inizio dell'inondazione.

Alcuni rituali, specialmente quelli che coinvolgevano Osiride e la divinità lunare Khonsu, dovevano essere compiuti durante specifiche fasi lunari. Per calcolare quando era possibile effettuare tali rituali, gli antichi egiziani tenevano un calendario delle fasi lunari, secondo il quale un mese coincideva con un ciclo lunare.  

La luna era connessa agli dei Thot, Khonsu e Osiride e in epoca ellenistica, con Iside che i Greci vedevano come Selene. La luna era anche connessa con il mito di Osiride, dato che i 14 giorni della luna calante erano simbolizzati nel mito dai 14 pezzi del dio smembrato. La luna era considerata un sole che brilla di notte e dunque aveva le prerogative dell'astro diurno, come quella di essere adorata da babbuini, mentre la notte possono essere gli sciacalli che, con i loro ululati, adorano il satellite. Normalmente era raffigurata come un disco che stava su una falce.

 

 

 

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post