Overblog Tutti i blog Blog migliori Musica e intrattenimento
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

Pubblicità

I poli magnetici e il cambio del clima

Il polo nord magnetico della Terra sembra essersi spostato di 161 miglia negli ultimi 6 mesi. L'improvvisa accelerazione del movimento dei poli magnetici della Terra è senza dubbio uno dei motivi principali dell'aumento dei disastri climatici che si sviluppano sempre piu' spesso.Il vero mistero legato al campo magnetico terrestre riguarda la sua incostanza nel corso del tempo.
 
 
 
 
 
 
 
Questo interessante video, mostra la probabilità che i poli magnetici terrestri potrebbero subire un drastico cambiamento nel prossimo futuro.  Eravamo già a conoscenza di questo fenomeno, non è un segreto che il cambiamento è già avvenuto nel passato del nostro pianeta, e non è un segreto che accada di nuovo.  Da lungo tempo, la Terra sta mostrando i violenti cambiamenti  che sembrano destinati a peggiorare.Ci si chiede che cosa accadra'intorno a noi se l'accelerazione dei poli subira' sempre più un inarrestabile ascesa .
Il nostro pianeta è in una fase molto precaria e allarmante e riguarda il cambiamento climatico che sta provocando veri e propri disastri distruttivi sull'intero Pianeta. Il fatto di sapere che il campo magnetico della Terra  continua a indebolirsi evidenzia unachiara connessione tra i vari fenomeni. L'accelerazione del movimento dei poli magnetici della Terra è certamente una delle ragioni principali per l'aumento della diffusione di disastri climatici che vediamo intorno a noi.  Senza dubbio sono in corso degli studi scientifici per studiare questo importante problema ed è anche probabile che emergeranno nuove idee più specifiche per affrontare un evento del genere, anche se finora ha fornito l'informazione un "giusta".  I media sono troppo "concentrati" sulle notizie di carattere economico e sociale distogliendo l'attenzione della gente dal tipo di problemi che si riveleranno essere irrisolvibili a breve tempo  impedendo  di riavviare un sistema economico che sembra  essere giunto alla fine.Gli studi condotti sul paleomagnetismo, che riguarda l’analisi del magnetismo delle rocce di cui si trova traccia da milioni di anni a questa parte, hanno permesso di chiarire che sulla Terra si sono alternati periodi di polarità normale con periodi di polarità inversa.
Questi periodi vengono definiti "epoche magnetiche". Infatti le rocce contengono minerali magnetici (ossido di ferro) le cui particelle, durante il raffreddamento, si orientano secondo il magnetismo terrestre. Perciò, esaminando il magnetismo degli strati di lava che si sono depositati e raffreddati in epoche diverse, è stato possibile ricostruire l’andamento nel tempo del campo magnetico del pianeta.
Alcuni scienziati ritengono, sulla base dei dati in possesso, sia possibile affermare che i poli magnetici della Terra si siano invertiti oltre una decina di volte negli ultimi 30 milioni di anni, probabilmente non con una frequenza precisa ma all’incirca ogni 300 mila anni.
L’ultima inversione si sarebbe verificata circa 780 mila anni fa, anche se non tutta la comunità scientifica è d’accordo sulla datazione di questi eventi epocali. Il campo magnetico terrestre non è costante: vi sono variazioni giornaliere e secolari. Dall’analisi di antiche formazioni rocciose ignee e sedimentarie è risultato che il campo ha subito una serie di inversioni di polarità distanziate in media da un intervallo di tempo di 200.000 anni. Durante il periodo nel quale i poli si scambiano, il campo magnetico diventa sempre più debole fino a “scomparire” per poi riapparire invertito. Le cause di questo fenomeno non sono ancora state individuate con sicurezza. Il satellite Oersted in orbita intorno alla terra ha misurato enormi variazioni del campo magnetico locale, confrontandoli con i dati raccolti precedentemente dal satellite Magsat. Come sostiene Gauthier Hulot dell’Institut de Physique du Globe a Parigi, potremmo trovarci proprio in uno dei momenti di inversione, che durano anche 4000 anni.Recentemente lo scienziato americano G. Glatzmaier ha affermato che l’indebolimento del campo magnetico terrestre non comporta necessariamente la sua prossima inversione, anche perché questo sarebbe in media quasi il doppio rispetto alla media dell’ultimo milione di anni.
Studiando i modelli matematici della struttura interna della Terra, in cui si considera il nucleo solido e lo strato di ferro allo stato liquido che lo avvolge (i cui movimenti generano, per effetto dinamo, il campo magnetico terrestre) e approntando opportune equazioni magnetoidrodinamiche, Glatzmaier e P. Roberts hanno predisposto dei programmi di simulazione della struttura interna della Terra e delle interazioni tra i fluidi conduttivi e il campo magnetico. In tal modo hanno simulato, con diverse prove, il riscaldamento e una variazione nei movimenti interni del profondo strato di metallo liquido in cui si genera il campo magnetico, per verificare quali conseguenze potrebbero esservi nel campo magnetico terrestre.
Con migliaia di prove Glatzmaier e Roberts sono giunti alla conclusione che le turbolenze interne dello strato generante il campo magnetico provocano dei cambiamenti che possono essere ritenuti "normali".
Durante queste prove di simulazione si è potuto verificare che l’agitazione dello strato di metallo liquido che avvolge il nucleo terrestre comporta una serie di modifiche al campo magnetico terrestre; questo aumenta o diminuisce a seconda dei casi, i poli magnetici si spostano e in alcuni casi si invertono.
Secondo i due scienziati americani queste inversioni richiedono alcune migliaia di anni per completarsi e, a differenza di quello che si pensava, non comportano l’azzeramento del campo magnetico ma una sua modifica.
Durante le inversioni dei poli il campo magnetico non scompare ma modifica la sua struttura e diventa più complesso. Le sue linee di forza in prossimità della superficie terrestre tendono a divenire aggrovigliate e i poli magnetici si spostano prima di completare l’inversione.
Gli scienziati ritengono dunque che in tale evento epocale non vi sia l’azzeramento del campo magnetico ma questo continui ad esistere anche se con caratteristiche che, come abbiamo visto, sono diverse dai periodi di polarità normale.
Anche se ci muoviamo nell’ambito delle ipotesi, perché pur sempre di ipotesi si tratta, gli studi di Glitzmaier e Roberts dimostrerebbero che l’inversione dei poli magnetici non dovrebbe avere conseguenze devastanti per la vita sulla Terra, anche perché darebbero ragione del fatto che se anche ci fossero state almeno due inversioni nell’ultimo milione di anni, la razza umana non si è estinta, anche se forse è giunta prossima all’estinzione diverse volte con gli effetti delle glaciazioni.
Alcuni studiosi annunciano l'imminente inversione dei poli entro pochissimi anni, ma altri smentiscono tale tesi. E' oggettivo però che lo spostamento verso la Russia del polo nord magnetico a tale velocità non sia del tutto normale. Un eventuale inversione dei poli potrebbe avere ripercussioni drastiche per il clima Europeo, rendendolo, forse, freddissimo, con forti ripercussioni per le attività antropiche. Lo spostamento dei poli magnetici non è certo una novità ma da diversi anni suscita molta attenzione sul mondo scientifico:
Ecco un documentario tratto da Discovery Channel:
 
 
 
Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post