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Quando un virus come quello che sto per iniziare a descrivere per effetti e propagazione, viene paragonato alla SARS, un timore piuttosto grande si insidia in tutti noi. I Coronavirus sono una grande famiglia di virus noti per causare malattie negli esseri umani e negli animali. Questo particolare ceppo di coronavirus non è stato precedentemente identificato nell'uomo. Ci sono pochissime informazioni sulla trasmissione, gravità ed impatto clinico con solo un piccolo numero di casi segnalati finora.Negli esseri umani i sintomi vanno dal comune raffreddore alla sindrome respiratoria acuta grave (SARS). La maggior parte dei pazienti affetti dal nuovo coronavirus ha presentato una sindrome respiratoria acuta grave, che ha richiesto l'ospedalizzazione con febbre, tosse, affanno e difficolta' respiratoria. Molti pazienti hanno sviluppato insufficienza renale acuta, o altri danni viscerali (pericarditi). Sebbene alcuni dei casi potrebbero aver contratto l'infezione per esposizione ad animali, le informazioni disponibili sono limitate. Non e' stato identificato il serbatoio animale e le indagini sulle fonti animali sono in corso. La stragrande maggioranza dei casi ha contratto il virus durante un viaggio nella penisola arabica senza che la sorgente sia stata specificatamente identificata. Che fare se si e' soggiornato di recente nella penisola arabica? Se, nei giorni che seguono il ritorno, si presentano febbre e sintomi respiratori, si raccomanda di consultare il proprio medico segnalando l'avvenuto viaggio. Il trattamento e' sintomatico, non esiste un trattamento antivirale specifico, ne' un vaccino.
La patologia portata da questo virus è nella stragrande maggioranza dei casi irriconoscibile da un semplice raffreddore da rhinovirus (rinorrea, ostruzione delle coane, starnuti, febbricola); tuttavia fa parte di questo genere il temibile virus della SARS che nel 2003 provocò la morte di 775 persone nel mondo. I coronavirus sono responsabili del 20% delle polmoniti virali.Il ministro degli esteri ha invitato i viaggiatori che vanno nella penisola arabica ad osservare le raccomandazioni. Il virus, che viene trasmesso per contatto prolungato, ha contagiato 44 persone nel mondo, 24 delle quali sono morte, attualmente alla fine di maggio 2013 . La metà dei contagi è avvenuto in Arabia Saudita.La sindrome simil-influenzale provocata da questi virus, si risolve in genere in pochi giorni ma raramente si può avere una grave compromissione respiratoria e la morte del paziente.
La trasmissione avviene per via aerea ma anche tramite le mani, la mucosa del naso e la congiuntiva oculare. I coronavirus crescono nelle cellule dell’apparato ciliato respiratorio ma possono infettare anche le cellule del fegato, dei reni e le cellule intestinali.I paesi più a rischio di contagio sarebbero il Pakistan, l’Arabia Saudita, la Giordania e l’ Oman.
Primo caso di nuovo Coronavirus in Italia, il virus simile alla Sars, che ha allarmato gli esperti internazionali. "Dalla Regione Toscana è stato comunicato un caso confermato, di importazione, di infezione da nuovo Coronavirus (attualmente denominato Mers-CoV=Middle East Respiratory Syndrome Coronavirus), in un cittadino di 45 anni, di nazionalità straniera, che vive in Italia e che è stato recentemente in Giordania per 40 giorni, dove uno dei suoi figli sembra soffrisse di una forma influenzale non meglio specificata". Se da un lato quindi le condizioni di salute di quest' uomo sono stazionarie, arriva la classica doccia fredda dalla Francia, dove si leggono le notizie frenetiche: Il primo paziente è morto», ha annunciato la Direzione generale della Sanità. Il primo malato di nuova Sars era stato ricoverato il 23 aprile scorso a Valenciennes, nel nord, dopo essere rientrato da un soggiorno a Dubai. La sua contaminazione da Coronavirus era stata confermata il 7 maggio scorso. La trasmissione del nuovo coronavirus MERS-CoV "non è un problema che ogni singolo paese colpito può tenere per sé o gestire da solo, è una minaccia per il mondo intero". E' il messaggio di allarme lanciato da Margaret Chan, direttore generale della World Health Organization (Oms), nel discorso di chiusura della 66° Assemblea Mondiale della Sanità che si è svolta dal 21 al 27 maggio a Ginevra. " Abbiamo capito troppo poco su questo virus rispetto alla grandezza della possibile minaccia" continua Chan. "Non sappiamo dove il virus si nasconde in natura. Non conosciamo come le persone vegono infettate. Fino a quando non sapremo rispondere a queste domande, siamo a mani vuote in materia di prevenzione. Questi sono campanelli d'allarme. E noi dobbiamo rispondere".