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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Il dislocamento della Crosta Terrestre

La teoria del Dislocamento della Crosta Terrestre è stata divulgata da Charles Hapgood, professore dell'università del New England.
Secondo la teoria infatti questo dislocamento o slittamento della crosta terrestre è dovuto principalmente da una grande differenza di pressione sulla crosta.
Nel 1852, il matematico Joseph Ademar sostenne che la formazione di uno spesso strato di ghiaccio ai poli causava la vibrazione periodica della Terra e lo spostamento dell'equatore nella direzione dei poli.
Un primo accenno riguardante uno spostamento degli assi della Terra si può trovare in un articolo del 1872 intitolato "Chronologie historique des Mexicains" di Charles Étienne Brasseur de Bourbourg, un eccentrico esperto di codici mesoamericani che interpretò degli antichi miti messicani come la prova dei quattro periodi di cataclismi globali che ebbero inizio nel 10500 a.C.
Hugh Auchincloss Brown, un ingegnere elettrico, avanzò l'ipotesi di uno slittamento polare catastrofico influenzato dal primo modello di Adhemar. Brown sostenne anche che l'accumulo di ghiaccio ai poli fu la causa dei continui cambiamenti degli assi, identificando cicli approssimativamente di 7 millenni.
Charles Hapgood è forse ad oggi il migliore dei primi sostenitori che si ricordi, autore di libri come The Earth's Shifting Crust (1958) che include anche una prefazione di Albert Einstein, scritto prima che venisse sviluppata la teoria della tettonica delle placche, e Path of the Pole (1970). Hapgood, lavorando sul primo modello di Adhemar, ipotizzò che la massa di ghiaccio presente su uno o entrambi i poli sovraccarica e destabilizza l'equilibrio rotazionale della Terra, causando lo spostamento di tutta o buona parte della crosta più esterna del pianeta intorno al suo nucleo, che invece conserva il suo orientamento assiale. Basandosi sulle sue stesse ricerche, affermò che ogni scivolamento impiegava approssimativamente cinquemila anni, seguiti da venti o trentamila anni in cui non ci sarebbero stati altri movimenti polari. Inoltre, sempre secondo i suoi calcoli, l'area interessata dallo slittamento non superava mai più di quaranta gradi. Un suo esempio di una recente localizzazione al Polo Nord include la Hudson Bay (60°N, 73°W), nell'Oceano Atlantico tra l'Islanda e la Norvegia, e gli Yukon Territory (63°N, 135°W).
Questo è un esempio di un lento movimento di slittamento polare, che ha portato ad alterazioni molto minori e a nessuna distruzione. Uno scenario più drammatico comporta cambiamenti più rapidi, con alterazioni catastrofiche della geografia e modifiche delle aree coinvolte nelle distruzioni come se fossero percorse da terremoti o da tsunami. Molti libri, anche recenti, presuppongono che i cambiamenti possano durare anche poche settimane, giorni, o persino ore, dando vita a una varietà di scenari di tipo apocalittico.
A proposito della velocità, gli effetti di uno slittamento influiscono sui principali cambiamenti climatici della maggior parte della Terra, come aree che prima formavano la zona equatoriale possono divenire più miti, e aree che prima avevano un clima più temperato possono invece divenire regioni o più equatoriali o più artiche.
Hapgood scrisse a un bibliotecario canadese, Rand Flem-Ath, incoraggiandolo nella sua ricerca di una prova scientifica delle sue affermazioni e nell'espansione delle sue ipotesi. Flem-Ath pubblicò i risultati del suo lavoro nel 1995 nel libro When the Sky Fell, scritto insieme alla moglie Rose.

Cause Reali e Conseguenze

Un punto interrogativo che sembra non essere stato preso in considerazione è il fatto se l'inversione del campo magnetico terrestre potrebbe esserne la causa scatenante dello spostamento della crosta terrestre con conserguenze catastrofiche sia sul clima che sulla geologia terrestre.
Molti ricercatori hanno attribuito l'aumento dell'attività vulcanica e sismica alla fine delle Ere Glaciali,alla diminuzione del peso sulla crosta terrestre,specie lungo le zone di faglia e nelle aree vulcaniche,tuttavia un rapido calcolo ci permette di capire che ciò è essenzialmente impossibile,le forze in gioco sono semplicemente troppo enormi,quindi il peso dei ghiacci è semplicemente troppo leggero anche per il continente dell'Antartide la cui calotta glaciale è tra i 3-5 km si spessore su un'area vasta due volte gli Stati Uniti.

Lo spessore della crosta terrestre non è uguale in tutti i punti della Terra; infatti, all’interno dei continenti, la crosta terrestre può raggiungere uno spessore di circa 70 Km mentre la crosta oceanica è molto più sottile e varia dai 3 ai 7 Km.
La crosta terrestre, quindi, ha uno spessore che varia dai 3 a circa 70 Km.
Durante l'ultimo massimo glaciale, circa 20.000 anni fa, il manto Laurentino ricopriva completamente il Canada, la Groenlandia e la parte settentrionale degli Stati Uniti ad eccezione dell'Alaska, che rimase libera dai ghiacci a causa della scarsità delle precipitazioni. La superficie coperta dai ghiacci in questa zona è stimata in 13-16 milioni di km2, con uno spessore di 4 km e un volume di 30 milioni di km3, cioè più dell'attuale Antartide.
In Eurasia, il manto Finnoscandinavo ricopriva l'Europa settentrionale includendo le Isole britanniche, il Mare del Nord, il Mar Baltico, la Germania, la Polonia, la Russia e la parte occidentale della Siberia. La parte centrale e orientale della Siberia era probabilmente libera dai ghiacci a causa della scarsità di precipitazioni. In totale la superficie coperta dai ghiacci è stimata in 6,7 milioni di km2, con uno spessore di 2 km e un volume di 7 milioni di km3, cioè circa un quarto della situazione americana.
Si può comprendere che lo spessore delle crosta terrestre è quindi fin troppo grande per poter essere soggetto all'effetto dei ghiacciai con un vago spessore da 4-2 km anche su una vasta superficie,le uniche forze in gioco quindi restano gli effetti dell'elettromagnetismo su scala planetaria.
La dinamica del Dislocamento delle Crosta Terrestre risiede nel mantello dalla quale deriva il magma vulcanico e nella polarità magnetica terrestre.
Il magma in se è un'enorme massa di roccia fusa che può contenere elevate percentuali di ferro e in se il ferro è un'ottimo conduttore di elettricità,allo stesso modo con cui il magnetismo attrae principalmente i metalli ferrosi.
-In se le tempeste magnetiche potrebbero influire sul vulcanismo tramite magnetismo,in quanto attraggono le formazioni di metalli all'interno del magma vulcanico e infatt,a riguardo dell'attività vulcanica di El Hierro,alle Canarie,in una dichiarazione, il Ministero dell'Economia, delle Finanze e la sicurezza indica che il ferro aumenta la sismicità nel processo magmatico e stabilizzazione delle deformazioni.
La conferma che questo fenomeno è confermato dai minerali ferromagnetici a polarità invertita che si rinvengono in tutto il mondo,a conferma di numerose inversioni magnetiche durante le quali i flussi di lava,eruttati da fenomeni di vulcanismo,solidificandosi hanno registrato in queste formazioni di minerali la polarità invertità della Terra in numerose epoche.
-Lo stesso fenomeno potrebbe verificarsi proprio da parte della Terra assorbendo l'energia delle tempeste solari una volta che sono reindirizzate ai poli si scarica tramite terremoti ed eruzioni vulcaniche.

Anche il Sole in se contiene elevate percentuali di ferro.

Le parti in rosso sono le regioni contenenti elevate percentuali di ferro,si noti che sono perlopiù concentrate nelle zone polari del sole.
"La piu' importante scoperta riguarda le dimensioni della linea del ferro (la linea di emissione di particelle di ferro altamente ionizzate, cioe' elettricamente cariche) che si estende per almeno tre raggi solari sulla superficie del Sole. E' stato osservato, inoltre, che vi sono regioni specifiche di accrescimento della densita' degli ioni del ferro nella corona."
Se osserviamo il comportamento di un magnete con la limatura di ferro,scopriremo che quest'ultima andrà a concentrarsi effettivamente ai poli del magnete,esattamente come nell'immagine sottostante.

A mio parere le stesse elevate percentuali di ferro presenti nei minerali fusi nel mantello,sono perlopiù concentrate nelle regioni polari del nostro pianeta,e questo spiegherebbe perchè le tempeste solari,essenzialmente energia elettro-magnetica ,raggiungendo la Terra vengono reindirizzate ai poli magnetici del nostro pianeta,dal suo stesso campo magnetico.


Ora calcoliamo se il polo magnetico all'improvviso si spostasse rapidamente in poche settimane oppure si invertisse su nuove posizioni.
Se le elevate concentrazioni di ferro si trovassero in prossimità della zona tra crosta-mantello e anche la crosta ne possedesse in grandi quantità,attratti dalla nuova polarità magnetica queste elevate concentrazioni nel mantello si sposterebbero in concomitanza con il nuovo polo magnetico costringendo anche la crosta stessa a spostarsi su una nuova regione che diventerebbe una nuova regione polare.
La frizione esercitata da questo spostamento indubbiamente oltre che dar luogo a una lunga serie di terremoti lungo buona parte delle regioni del pianeta,genererebbe un'immane quantità di calore sufficiente a liquefare la porzione in prossimità del mantello della crosta terrestre e causare la risalita di magmi lungo le aree più sottili come le dorsali oceaniche,riversando enormi quantità di lava negli oceani che oltre a riscaldarli,solidificandosi i minerali ferromagnetici si riorienterebbero verso la nuova polarità magnetica.
La stessa frizione riattivarebbe una gran quantità di vulcani sottomarini e terrestri,con imponenti eruzioni,questi ultimi raffreddando il clima per decenni sarebbero capaci di dar luogo a una nuova glaciazione,il vapore esalato dagli oceani surriscaldati ricaderebbe alle alte e medie latitudini sottoforma di neve che strato su strato si ricompatterebbe dando luogo alle formazioni glaciali simili a quelle della Groelandia e dell'Antartide.

Se inoltre il calore fosse stato sufficiente avrebbe innescato fino alla superficie forti emissioni di vari tipi di gas compresi quelli del mantello.
Le sacche di gas metano sarebbero esplose in superficie rilasciandone in grandi quantità nell'atmosfera con possibili incendi in diverse regioni del pianeta,il monossido di carbonio degli incendi e intrappolato nelle profondità della crosta avrebbe causato imponenti aumenti di anidride carbonica nell'atmosfera e probabilmente soffocato diversi animali acquatici e della terraferma.
Questo spiega perchè durante altre inversioni magnetiche hanno coinciso con enormi picchi di gas nell'atmosfera.
Infatti il biossido di carbonio non è un gas serra significativo poiché rappresenta meno del 0,039 per cento dell'atmosfera in volume.
Durante l'ultima glaciazione quando il ghiaccio ricopriva il pianeta,i livelli di CO2 erano molto più elevati.
La causa dell'aumento dell'anidride carbonica non è solo antropica,ma ci sono fonti sottomarine che ne immettono di gran lunga di più,se l'anidride carbonica fosse così terribile a quest'ora il pianeta sarebbe un forno già da decenni.
Oltre tre milioni di vulcani si trovano sotto l'oceano e riscaldano le acque,quando eruttano si ha un'acidificazione delle acque con acido solforico dal mix di biossido di zolfo e acqua.
E'una coincidenza se come avvenne durante l'inversione magnetica Matuyama - Bruhnes,durante lo Younger Dryas,un'altra inversione magnetica,si sono avuti forti aumenti della percentuale di metano atmosfericodi circa -46 per mille (‰), cioè ~ 1 ‰ superiore a quello dell'ambiente moderno e che oggi in corrispondenza con un'indebolimento del campo magnetico e un'accelerazione dello spostamento del Polo Nord magnetico stiamo vivendo un'incremento sostanziale del metano nella regione artica?
Lo stesso potrebbe dirsi dell'anidride carbonica(Co2) che aumento durante l'inversione magnetica Matuyama-Bruhnes e aumentò anche durante l'inversione magnetica dello Younger Dryas e stà aumentando anche oggi con'un'accelerazione dello spostamento del campo magnetico che si stà indebolendo e un'attività vulcanica in aumento.
La stessa cosa sarebbe accaduta con i giacimenti petroliferi e di catrame nella profondità della crosta terrestre,riscaldandosi si sarebbero espansi e la crescente pressione potrebbe essere stata sufficiente per farli inondare in superficie,uccidendo piante e animali anche di grossa taglia.
L'ultimo Dryas Recente,10.000-12.000 anni fa sembra proprio corrispondere a questi fatti.

I pozzi di catrame di La Brea si sono sviluppati durante questa inversione magnetica causando la morte di una miriade di animali.
Il 18 febbraio 2009, George C. Page Museum ha formalmente annunciato nel 2006 la scoperta di 16 depositi fossili, che erano stati rimossi dal terreno durante la costruzione di un parcheggio sotterraneo per il Los Angeles County Museum of Art accanto ai pozzi di catrame.
Tra i reperti vi erano resti di un gatto dai denti a sciabola , sei terribili lupi , i bisonti , i cavalli , un gigante bradipo , le tartarughe , le lumache , i molluschi , i millepiedi , i pesci , i roditori , e un leone americano .
E stato anche scoperto un quasi intatto scheletro di mammut, soprannominato Zed; i pezzi mancanti sono solo una gamba posteriore, una vertebra e la parte superiore del cranio, che è stato tranciato dalle macchine per le costruzioni in preparazione per costruire la struttura del parcheggio.
Questi fossili sono stati confezionati in scatole di alberi in cantiere e trasferiti in un composto dietro Pit 91,in materia di proprietà del Page Museum in modo che la costruzione potesse continuare.
Ventitré grandi accumuli di catrame e di campioni sono stati portati al Museo.
Questi depositi sono lavorati in regime nominato "Progetto 23".
Quando il lavoro per il trasporto pubblico della Metro Linea Viola sarà esteso, i ricercatori museali sanno che verranno scoperti altri pozzi di catrame, ad esempio, vicino all'incrocio tra Wilshire e Curson.
Tra le specie preistoriche associati alle Brea Tar Pits vi sono mammut ,i lupi terribili e muso corto,orsi , i bradipi di terra , e il fossile dello stato della California , il gatto dai denti a sciabola , Smilodon Fatalis.
Solo un essere umano è stato trovato, uno scheletro parziale della Donna La Brea datato a circa 10.000 anni solari (circa 9.000 anni di radiocarbonio) BP , che era da 17 a 25 anni al momento della morte, e si trova associata ai resti di un cane domestico.
Il meccanismo del Dislocamento della Crosta Terrestre e lo spostamento del campo magnetico sembrano essere strettamente connessi con l'inizio di nuove Ere Glaciali e numerosi altri fatti avvenuti sul panorama preistorico del nostro pianeta.

fonte

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