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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Il prelievo forzoso dalle banche: L' italia quanto è sicura di essere intoccabile?

Un timore crescente aleggia sull' Italia, su come la situazione che sta vivendo Cipro, si possa ritrovare sulle spalle degli italiani esausti dalla tasse: potremmo dedicare anche un piccolo trafiletto sul COME si possano trarre soldi dagli italiani senza toccare dei conti correnti ma, direttamente, colpendoli su tasse opprimenti e divenute insopportabili, ma ne parleremo un altra volta. Jeroen Dijsselbloem, Presidente dell’Eurogruppo, ha categoricamente smentito che una misura così drastica possa essere attuata fuori dai confini di Cipro, Paese per il quale un intervento del genere risulta invece "inevitabile".

Nonostante le rassicurazioni ufficiali, montano le polemiche. Ad accenderle ci ha pensato Jörg Kramer, capo economista di Commerzbank, che in un'intervista al quotidiano Handelsblatt ha suggerito di introdurre in Italia un prelievo forzoso di addirittura il 15% su depositi e titoli per azzerare il debito pubblico. Ai risparmiatori di Cipro viene imposto un prelievo forzoso del 10% sui saldi di conto corrente. È in discussione la possibilità di esentare i conti con saldi tra i 20 e i 100 mila euro.

ProtestaIl prelievo sarebbe un’operazione a garanzia del prestito che l’Ue erogherà all’Italia, Nelle stanze del Palazzo tutto parrebbe deciso: un prelievo forzoso a maggio dal 6,8 al 9, 9%.

Lo Stato italiano incasserà 130 miliardi, proprio a cifra che il Paese dovrà versare al MES entro giugno. L'ad di Bnl, Fabio Gallia, boccia
la proposta del capo economista di Commerzbank di introdurre
un prelievo forzoso del 15% sui conti correnti italiani per ridurre sensibilmente il debito pubblico. ''Assolutamente no, non e' un'ipotesi praticabile'', ha chiarito il top manager sollecitando i clienti delle banche italiane a ''stare assolutamente tranquilli'' perche' quella prospettata dalla banca tedesca ''e' un'ipotesi da non prendere nemmeno in
considerazione''.Secondo l'amministratore delegato di Bnl-Bnp Paribas non esiste un rischio contagio (''non lo vedo'') e percio' ''non possiamo generalizzare paragonando la
sotuazione italiana alla crisi cipriota''. ''Perche' l'Italia - ha detto ancora Gallia - non ha nulla a che vedere con Cipro''. Semmai la priorita' tutta italiana e' ''ritornare a crescere. Questo - ha evidenziato il top manager - e' il tema importante. Percio' non parliamo di altre cose che non
servono a nulla e nel caso specifico non hanno alcun rilievo con la realta'''.

Le rassicurazioni ad ogni modo, continuano a rimanere nell' ombra e situazioni del genere, l'Italia non dovrà viverle: chi mette la mano sul fuoco?



Quanto innanzi, fatta salva la decisione in arrivo da parte del Parlamento di Cipro che non sembra propenso all'applicazione della tassa straordinaria sui depositi in essere presso le proprie banche nazionali. Cipro con questa imposizione forzosa dovrebbe incassare 5,8 miliardi di euro.

Quello di Cipro sarebbe un intervento incisivo che colpirebbe una quota limitata del patrimonio dei ciprioti (non tutti) e di quanti (russi, europei ed altri) utilizzano le banche locali per custodire e gestire la propria liquidità.Le autorità nazionali e comunitarie nella vicenda greca non hanno mosso un dito in favore dei risparmiatori danneggiati. Al contrario hanno manifestato plauso ed accondiscendenza per l'operazione di brutale esproprio di valori operato dal governo di Atene. La BCE ha tutelato alla grande, concretamente, le banche europee in possesso di titoli greci mediante elargizione di prestiti miliardari a tre anni all’uno per cento d'interesse ed ha scientemente ignorato i piccoli risparmiatori.
Non si comprende perché si ipotizzi di colpire solo i depositi bancari e non, come sarebbe comprensibile ed equo, tutti i patrimoni di tutti i cittadini. Indubbiamente prelevare risorse in denaro contante prontamente disponibile è cosa agevole e veloce, ma disattende platelmente i criteri di ordinaria giustizia fiscale e morale.

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