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Se in questi anni il fondo lo abbiamo visitato e sperimentato...quest' anno grazie ai governi passati, il buon dottor Monti, premier dell' Italia in ginocchio attuale con più problemi che garanzie, a quanto pare ha deciso che...la decisione del Pdl di porre in Senato la pregiudiziale di costituzionalita’ sull’accorpamento delle province e’ stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non che la decisione di Mario Monti non fosse gia’ maturata ieri. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, aveva gia’ comunicato ai suoi ministri l’intenzione di rassegnare le dimissioni dopo l’ok alla legge di stabilita’. Ma quel passaggio della nota del Quirinale in cui si chiede “un’accelerazione in tempi brevi” delle leggi di stabilita’ e di bilancio fa presupporre anche la possibilita’ di uno scioglimento anticipato delle Camere rispetto alla ‘road map’ prevista in un primo tempo. A questo punto, fanno presenti fonti ministeriali, non si esclude neanche l’ipotesi del voto a febbraio e un nuovo gior di consultazioni da parte del presidente della Repubblica.
Del resto dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e’ arrivato subito un invito a varare celermente il provvedimento. “Siamo prontissimi, stringendo i tempi”, e’ la risposta di Alfano. Il presidente del Consiglio ha formalizzato le sue intenzioni dopo la posizione del Pdl, constatando nelle parole pronunciate dal segretario di via dell’Umilta’ “un giudizio di categorica sfiducia nei confronti dell’esecutivo”. Il Pd e l’Udc avevano invocato nell’incontro al Colle un alt alla politica delle mani libere del Pdl. E il no del Pdl ad alcuni provvedimenti sul tappeto, in primis l’accorpamento delle province, misura che era richiesta anche dal Capo dello Stato, e’ stato percepito dal Capo del governo come un ulteriore segnale di un tentativo di logoramento. Dietro le quinte piu’ di un ministro, riferiscono fonti ben informate, ha avallato la decisione di Monti, incoraggiandola.
“Non ci dovra’ essere nessun galleggiamento”, viene ripetuto. L’obiettivo e’ comunque quello di tenere il Paese al riparo da una crisi, evitando strappi e lacerazioni che potrebbero arrecare un ulteriore danno all’Italia. Ma la decisione di Monti viene interpretato da fonti ministeriali come la determinazione a creare un distacco dalla fase politica che si e’ aperta con l’inizio della campagna elettorale. L’auspicio dei ‘filomontiani’ e’ che il Professore possa utilizzare questo spazio che si apre per lanciare una sua candidatura e mettersi a capo di una sorta di Ppe italiano.
Anche ieri, secondo quanto si apprende, ci sono stati contatti tra alcuni ministri, in primis Passera, Ornaghi e Riccardi, e quell’ala del Pdl che vorrebbe sostenere l’attuale presidente del Consiglio anche dopo la legislatura. Un’area che per il momento comprende Cl, gli alemanniani e altri ‘big’ del partito e che potrebbe ingrandirsi qualora il premier decidesse di scendere in campo. Un passo avanti di Monti e’ atteso soprattutto dai leader della Lista per l’Italia. Non solo da Pierferdinando Casini e da Gianfranco Fini, pure da Luca Cordero di Montezemolo che in questi giorni, ragionando con i suoi, ha legato la stessa presenza di una lista alla discesa in campo di Monti.
Bisogna assolutamente evitare che l’Italia ricada’ nella situazione precedente quando, prima di questo governo, ha rischiato di essere il detonatore che poteva far saltare l’Eurozona. Lo ha detto il premier Mario Monti, intervistato dal canale francese Bfm Business a margine di un convegno a Cannes. Più tardi il premier è tornato sulla situazione italiana: ‘Sarei felice se noi non avessimo bisogno, nonostante le recenti piccole ‘crespaciones’ (increspature, ndr) come direbbe il mio amico Almunia, di usare questi strumenti’.
Al termine del suo intervento alla conferenza del ‘World Policy’, in corso a Cannes, il premier ha concesso un’intervista al canale finanziario francese Bfm Business. L’intervistatore ha chiesto al capo del governo: ‘Berlusconi ha annunciato la sua ricandidatura. Lei ha appena detto che quando e’ arrivato al governo l’Italia rischiava di essere il detonatore che rischiava di far saltare l’Eurozona. Ritiene ancora che ci sia questo rischio?’. ‘Bisogna assolutamente evitare che l’Italia ricada in questa situazione’, ha risposto Monti in francese. ‘E sono convinto – ha aggiunto – che qualunque sia il colore del governo che verra’ dopo di me, la saggezza degli uomini e delle donne della politica italiana prevarra’. Sono certo – ha proseguito – che non ci sara’ la tendenza a distruggere quel che e’ stato fatto in termine di messa in sicurezza delle finanze pubbliche. Resta pero’ enormemente da fare in termini di crescita’.