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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Il Silbervogel: l' aereo bombardiere sub orbitale nazista

Il Silbervogel fu un prototipo nazista dalle dubbie provenienze che sarebbe dovuto diventare un bombardiere sub-orbitale con tanto di motore a razzo in grado di portarlo nella stratosfera.Il progetto non venne mai eseguito,gli scenziati nazisti non si spinsero oltre il modellino della "Galleria del Vento".A tale proposito sono scaturiti infiniti dubbi su come i tedeschi potessero riuscire a creare aerei del genere,pensando dunque a delle scoperte sensazionali di origine ufologica e/o aliena con relativa tecnologia.


Il progetto ero molto innovativo in quanto incorporava la nuova tecnologia del motore a razzo ed il principio fisico del corpo portante, anticipando il futuro sviluppo di spazioplani come lo X-20 Dyna-Soar degli anni sessanta e lo Space Shuttle degli anni settanta. Alla fine fu considerato troppo complesso e costoso da produrre. Il progetto non andò mai oltre il test del modellino nella galleria del vento.

Il Silbervogel era progettato per raggiungere lunghissime distanze grazie ad una serie di corti rimbalzi (concetto che poi si è sviluppato nell'attuale Skip reentry). L'aereo avrebbe iniziato la missione su di una rotaia lunga circa 3 km spinto da una slitta alimentata da 12 razzi dotati dello stesso motore dei V2, fino a raggiungere una velocità di circa 1900 km/h; a quella velocità le ali lo avrebbero fatto decollare. Una volta in aria si sarebbe alzato con un'angolazione di 30° fino a raggiungere l'altitudine di 1.50 km, ad una velocità di 1850 km/h (1149 miglia orarie). A quel punto avrebbe usato il proprio motore, per continuare così a salire ad un'altitudine di 145 km (90 miglia) a cui avrebbe raggiunto una velocità di circa 22 100 km/h (13 800 miglia orarie). Quindi l'aereo sarebbe disceso nella stratosfera fino ad un'altitudine di 40 km, dove l'aumento della densità dell'aria avrebbe generato una portanza sulla pancia piatta dell'aereo che gli avrebbe permesso di riprendere nuovamente quota e ripetere il processo. A causa della resistenza fluidodinamica, ogni balzo sarebbe risultato più basso del precedente, ma secondo i calcoli il Silbervogel sarebbe stato in grado di attraversare l'oceano Atlantico con una bomba da quasi 4 000 kg e raggiungere l'interno degli Stati Uniti.

Benché i tedeschi non disponessero di bombe nucleari, avrebbero equipaggiato il bombardiere con una bomba radioattiva; una volta raggiunta la città o l'obiettivo designato, il bombardiere avrebbe sganciato la bomba, che sarebbe caduta libera fino ad un'altitudine di circa 300 m, dove sarebbe esplosa liberando della silice radioattiva, che cadendo come neve avrebbe provocato intossicazione e morte. L'aereo avrebbe poi continuato a volare verso un sito d'atterraggio nell'oceano Pacifico sotto il controllo del Giappone, un viaggio totale che poteva variare dai 19 000 ai 24 000 km (12 000-15 000 miglia).

Secondo analisi condotte nel dopoguerra, il calore sviluppato dall'attrito contro l'atmosfera durante la fase di rientro avrebbe innalzato la temperatura del Silbervogel ben al di sopra del valore calcolato da Sänger e Bredt, superando il limite di resistenza termica dei materiali con cui era costruito il velivolo, comportando di conseguenza la sua distruzione. Il problema è stato affrontato e risolto nei moderni shuttle con il ricorso agli scudi termici.





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