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Nuova vista della Nebulosa Tarantola, vista da Hubble. Credit: NASA, ESA, ESO, D. Lennon and E. Sabbi (ESA/STScI), J. Anderson, S. E. de Mink, R. van der Marel, T. Sohn, and N. Walborn (STScI), N. Bastian (Excellence Cluster, Munich), L. Bedin (INAF, Padua), E. Bressert (ESO), P. Crowther (Sheffield), A. de Koter (Amsterdam), C. Evans (UKATC/STFC, Edinburgh), A. Herrero (IAC, Tenerife), N. Langer (AifA, Bonn), I. Platais (JHU) and H. Sana (Amsterdam)
Tantissimi Auguri al Hubble Space Telescope! Il 24 Aprile 1990, il Hubble fu lanciato in una bassa orbita terrestre per osservare il cielo come mai prima! In vista dell'ormai prossimo compleanno, il team di scienziati che lavora con il telescopio ha ottenuto questa spettacolare vista panoramica di 30 Doradus, o la Nebulosa Tarantola! Si tratta della regione di formazione stellare più ricca e attiva del nostro vicinato galattico e ospita alcune delle più massicce stelle di cui siamo a conoscenza. La nebulosa si trova a circa 170.000 anni luce da noi, nella Grande Nube di Magellano, una piccola galassia satellite che orbita la Via Lattea. Nessun'altra regione di formazione stellare nella nostra galassia o dintorni è tanto grande e prolifica quanto 30 Doradus.
Immagine intera ad alta risoluzione.
L'immagine è anche uno dei più grandi mosaici mai assemblati da foto del Hubble e consiste in osservazioni fatte con la Wide Field Camera 3 a bordo del telescopio spaziale, insieme alla sua altra camera, la ACS (Advanced Camera for Surveys). Le osservazioni del Hubble sono state poi combinate con altre misurazioni fatte dal telescopio MPG/ESO da 2.2 metri, dell'European Southern Observatory che ha tracciato l'idrogeno e l'ossigeno nella zona.
Alcune zone particolarmente interessanti del mosaico sopra. Credit: NASA, ESA, D. Lennon and E. Sabbi (ESA/STScI), J. Anderson, S. E. de Mink, R. van der Marel, T. Sohn, and N. Walborn (STScI), N. Bastian (Excellence Cluster, Munich), L. Bedin (INAF, Padua), E. Bressert (ESO), P. Crowther (Sheffield), A. de Koter (Amsterdam), C. Evans (UKATC/STFC, Edinburgh), A. Herrero (IAC, Tenerife), N. Langer (AifA, Bonn), I. Platais (JHU) and H. Sana (Amsterdam)
Le stelle visibili nell'immagine, tutte insieme, arrivano ad una massa totale milioni di volte più grande del nostro Sole. L'immagine è grande circa 650 anni luce in diametro e contiene alcune stelle davvero estreme, da alcune che hanno rotazioni altissime ad altre che sono incredibilmente massicci ad altre ancora in via di espulsioni dalla nebulosa.
Questo intero complesso è abbastanza vicino alla Terra da permettere a Hubble di osservare stelle individuali, dando così agli astronomi l'opportunità di raccogliere importanti informazioni riguardo alla nascita e all'evoluzione delle stelle.Molte piccole galassie hanno starburst più spettacolari di questo, ma la regione 30Doradus, nella Grande Nube di Magellano, è l'unica regione simile che può essere osservata in così alto dettaglio. La frenesia di nascita stellare che la caratterizza potrebbe essere dovuta anche alla relativa vicinanza di questa galassia nana ad un'altra piccola galassia: la Piccola Nube di Magellano.
Le immagini rivelano le diverse fasi di nascita stellare: dalle stelle ancora embrionali a quelle vecchie migliaia di anni ma ancora avvolte nei loro oscuri involucri di gas e polvere fino a stelle gigantesche che moriranno giovani in spettacolari esplosioni di supernove. L'immagine di Hubble svela anche diversi ammassi di stelle giovanissime, con età tra 2 e 25 milioni di anni.
La regione è coronata da un gigantesco e giovane ammasso di stelle chiamato NGC 2070, vecchio solo 2-3 milioni di anni. I suoi abitanti stellari sono tantissimi! Ben 500.000 circa! L'ammasso è già di suo molto denso ma al suo centro c'è una zona estremamente densa pienissima di stelle. Questa zona, conosciuta come RMC 136, ospita alcune stelle che sono ben 100 volte più massicce del nostro Sole!
Immagine ravvicinata dell'ammasso stellare NGC 2070 nella Nebulosa Tarantola. Al suo centro si trova il nucleo stellare RMC 136. Credit: NASA, ESA, D. Lennon and E. Sabbi (ESA/STScI), J. Anderson, S. E. de Mink, R. van der Marel, T. Sohn, and N. Walborn (STScI), N. Bastian (Excellence Cluster, Munich), L. Bedin (INAF, Padua), E. Bressert (ESO), P. Crowther (Sheffield), A. de Koter (Amsterdam), C. Evans (UKATC/STFC, Edinburgh), A. Herrero (IAC, Tenerife), N. Langer (AifA, Bonn), I. Platais (JHU) and H. Sana (Amsterdam)
L'energia delle stelle scava profonde cavità nel materiale circostante grazie a fiumi di luce ultravioletta che disperdono le nubi di gas e polvere intorno. L'immagine rivela un mondo quasi fiabesco con spettacolari pilastri, bordi e vali oltre a misteriosi terreni e stelle di tutti i colori e grandezze.
Quando l'intensa radiazione delle stelle colpisce i spessi muri di gas, questo crea grandi onde di shock che generano nuovi collassi nelle nubi stesse e poi altre stelle. I colori che vedete provengono principalmente dal gas caldo che domina la regione. Il rosso indica il gas di idrogeno mentre il blu indica l'ossigeno.
L'immagine è stata creata a partire da 30 diversi campi di osservazione, 15 per ogni camera. Hubble ha effettuato queste osservazioni nell'Ottobre 2011. Entrambe le camere stavano effettuando osservazioni allo stesso tempo.
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