Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Il Monte Marsili e’ un enorme vulcano sommerso, il piu’ grande di tutta Europa, che si trova a 150 chilometri dalle coste della Campania. Topograficamente, il vulcano Marsili, che ha assunto il nome del suo scopritore, si ubica nella porzione meridionale del mare mediterraneo. Oggi quel vulcano che si trova sott’acqua torna a far paura, preoccupando la popolazione che vive in quelle zone: alcune indagini condotte proprio nelle ultime ore hanno messo in allarme l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che ha annunciato che il vulcano, che si trova a 500 metri di profondita’,si innalza di 3000 metri sotto le acque del Mar Tirreno e che ha una struttura lunga 70 chilometri e larga 30, oltre che un cratere che si trova a 450 metri dalla superficie dell’acqua, potrebbe esplodere in qualsiasi momento.il Ministero dello Sviluppo Economico ha conferito il 29 settembre 2009 alla Eurobuilding Spa un permesso di ricerca esclusivo per fluidi geotermici a mare sull'area del Marsili: il programma delle attività prevede in primo luogo la realizzazione di un monitoraggio completo di tale struttura, utilizzando le metodologie e le tecnologie più innovative. Su questo programma la società con sede legale a Servigliano in provincia di Ascoli Piceno, ha già ottenuto una valutazione positiva dalla Direzione Generale per la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale ) del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. In sostanza, lo Stato italiano ha escluso per decreto la valutazione di impatto ambientale.
“Le ultime indagini compiute dicono che l’edificio del vulcano non è robusto e le sue pareti sono fragili. Inoltre abbiamo misurato la camera di magma che si è formata negli ultimi anni ed è di grandi dimensioni. Tutto ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all’improvviso“, queste le parole di Enzo Boschi dell’Ingv in merito al vulcano Marsili.
Le ultime ricerche condotte sul piu’ grande vulcano d’Europa, che si trova sott’acqua, hanno dimostrato che e’ molto probabile che si verifichi un’eruzione, che potrebbe anche causare uno tsunami: “La caduta rapida di una notevole massa di materiale scatenerebbe un potente tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia provocando disastri“. Insomma, un sorvegliato speciale che ha messo in allarme la popolazione che vive su quelle coste.
“Quello che serve è un sistema continuo di monitoraggio, per garantire attendibilità. Ma è costoso e complicato da realizzare. Di sicuro c’è che in qualunque momento potrebbe accadere l’irreparabile e noi non lo possiamo stabilire“: un monitoraggio necessario secondo Enzo Boschi.
UNA STAZIONE AL LARGO DELLA SICILIA
Vulcani sottomarini «spiati» dai fondali
ORION Geostar, la spia che viene dal mare. Si chiama così, infatti, la stazione geomarina situata aL largo della Sicilia che ha il compito di osservare, analizzare, i vulcani sottomarini. In particolare, l'Orion deve occuparsi del vulcano Marsili, una montagna di fuoco sottomarina più grande dell'Etna che risulta ancora geologicamente attiva.
«Il progetto Orion Geostar 3 - dichiara Paolo Favali, direttore del progetto, gestito dall'Istituto nazionale di geologia e vulcanologia - è il terzo, successivo a due precedenti, tutti finanziati dall'Ue nell'ambito del quarto e quinto programma quadro. L'Orion rimarrà sul fondo del mare almeno fino a giugno. Abbiamo calcolato un'alimentazione energetica sufficiente per almeno 6 mesi, quindi non è prevista una manutenzione sottomarina. Le nostre attrezzature sono calibrate per resistere ad una pressione circa 330 volte superiore a quella sopportabile dall'uomo, e sono anche trattate per combattere gli inevitabili danni della corrosione». Ma che cos'è il vulcano Marsili, obiettivo delle analisi dell'Orion? È più grande dell'Etna: misura circa 70 km per 30 ed è alto 3.000 metri. È un vulcano giovane, la cui lava risale a 100.000 anni fa, niente in confronto ad intere ere geologiche. Il Marsili è stato scoperto negli anni '90 sul fondo del Tirreno meridionale dall'Istituto di scienze marine - Ismar - di Bologna, facente capo al Cnr.
Secondo gli studiosi dell'Ismar, l'attività vulcanica recente risulta anche nella circolazione di fluidi ad alta temperatura all'interno della crosta del monte. Aree in cui questi fluidi vengono emessi sul fondo marino, sono state identificate nei vulcani sottomarini e nella porzione sommersa dell'edificio vulcanico di Panarea. Inoltre, sono stati evidenziati sistemi di drenaggio sottomarino, attraverso i quali i sedimenti vengono trasferiti dalle aree costiere agli abissi centrali del Mar Tirreno.
I più importanti assi di questo sistema di drenaggio sono il canyon di Stromboli e la Valle della Sardegna. Sono veri e propri canyon del mare, larghi fino a 4 km e profondi centinaia di metri, che solcano i fondali del Tirreno per circa 250 km. Addirittura, là dove i canyon attraversano aree a pendio elevato, formano cascate del tutto simili a quelle che si trovano sulla superficie terrestre.
«Ma non c'è pericolo di maremoti - dichiara Enzo Boschi, presidente dell'Ingv - il Marsili è attivo geologicamente, ma non è pericoloso». Esistono anche altri due vulcani sommersi che «verranno studiati successivamente», «il Vassilov ed il Magnaghi». Entrambi risalgono a circa 5-7 milioni di anni fa e presentano un'altezza media di 3.000 metri. Sono situati a metà strada tra la Sardegna e il Lazio
http://www.koimano.com/articolo.asp?id=246
Eruzioni vulcaniche e 2012: Il pericolo dal Vulcano sottomarino Marsili
Dopo la Profezia sulla fine del Mondo del Maggio 2011, prevista da un gruppo di parascienziati che imputavano la causa dell'apocalisse all'eruzione del Vulcano sottomarino Marsili, ecco che il potenziale pericolo dell'eruzione di questa grande montagna sommersa, diventa una delle tesi della fine del Mondo del 2012. Ma cosa c'è di vero? Cos'è il Vulcano Marsili? Dove si trova? E' reale il rischio di una violenta eruzione del Vulcano?
Il Marsili è un vulcano sottomarino appartenenete all'arco insulare Eoliano situato nel Tirreno Meridionale.
Il vulcano sommerso si trova a 150 Km dalle coste della Campania, a 140 Km a nord della Sicilia e a circa 150 Km ad ovest della Calabria.
Dal fondale, questa enorme montagna, ha un'altezza di oltre 3000 metri, è lunga 70 Km e larga 30 Km e la vetta del suo cratere arriva a 450 metri al di sotto della superficie del mare. Viste le dimensioni, il Marsili rappresenta uno dei vulcani più estesi d'Europa. Ma non sono tanto la dimensioni, l'oggetto dell'attenzione di numerosi studiosi degli ultimi anni, quanto la sua attività tutt'ora presente. Scoperto negli anni Venti del Novecento, il Vulcano ha preso il nome dallo scienziato italiano Luigi Ferdinando Marsili. Dal 2005 è al centro di studi, riguardanti progetti strategici, del CNR per mezzo di un sistema multibeam ( ovvero un sonar multifascio che irradia il fondo marino con onde acustiche perpendicolari alla rotta della nave, permettendo così di rilevare una fascia di fondale di larghezza circa 4 volte la profondotà dell'acqua) e di reti integrate di monitoraggio per osservazioni oceaniche.
Come abbiamo già precisato, i fenomeni vulcanici del Marsili sono attivi e sui fianchi si stanno sviluppando numerosi apparati vulcanici satelliti.
L'età di inzio dell'attività vulcanica del Marsili sembra si aggiri intorno ai 200.000 anni.
Sono state inoltre rilevate tracce di collassi di materiale dai fianchi di alcuni dei vulcani sottomarini, i quali potrebbero aver causato maremoti nelle regioni costiere tirreniche dell'Italia meridionale.
Il Vulcano in quesione compare nell'elenco dei vulcani sottomarini pericolosi del Mar Tirreno. Sono stati infatti rilevati rischi di crolli potenzialmente pericolosi, a causa di una grande instabilità, dovuta alla troppa fragilità delle sue pareti.
Il rischio sarebbe quindi quello di un collasso esteso, in un unico evento, di un crinale del Monte. Un'estesa porzione della somma del Vulcano risulta inoltre costituita da rocce di bassa densità, fortemente indebolite da fenomeni di alterazione idrotermale.
Il sismologo Enzo Boschi, Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha dichiarato: " La nostra ultima ricerca mostra che il vulcano non è strutturalmente solido, le sue pareti sono fragili. Inoltre abbiamo misurato la camera di magma che si è formata negli ultimi anni ed è di grandi dimensioni. Tutto ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all'improvviso". In ogni modo, gli studi riferiti sinora alla sua attività, non sono sufficienti per chiarire quando sia avvenuta la sua ultima eruzione, la quale si perde sicuramente in epoche assai remote. È però importante non sottovalutare il fatto che, in particolare negli ultimi mesi, esso stia emettendo appositi segnali costituenti oggetto di studio da parte della nave oceanografica “Urania” del CNR. Si tratta di segnali che destano non poche preoccupazioni, i quali non consentono tuttavia di raccogliere indizi significativi tali da azzardarne una attendibile previsione circa la sua più o meno imminente eruzione.