La NASA attribuisce una priorità elevata al monitoraggio degli asteroidi che potrebbero intersecare prima o poi l’orbita della Terra: i cosiddetti Near-Earth. Ad oggi si conosce il 98% di oggetti NEO grazie ad una marea di ricercatori, università, enti, coinvolti nella ricerca.Secondo la NASA l’enorme asteroide 1998 QE2 sfiorerà la Terra a fine mese, esattamente il 31 Maggio 2013. L’asteroide 1998 QE2, ha una dimensione di circa 2,7 chilometri, passerà a quasi 6 milioni di km dal nostro pianeta.
Anche se l’evento non è di grande interesse, per i ricercatori di asteroidi pericolosi sarà interessante seguire passo passo il passaggio di questo enorme macigno spaziale, anche per coloro che sono impegnati in astronomia e radio astronomia e avere accesso a un telescopio radar di 70 metri o più.Il massimo avvicinamento avverrà alle 22:59 (ora italiana), e non tornerà a questa distanza dalla Terra per almeno due secoli. Fu scoperto il 19 Agosto del 1998 dal Massachusetts Institute of Technology ed il codice assegnatogli dal Minor Planet Center di Cambridge è 1998 QE2. “Sarà eccitante osservare questo oggetto in modo dettagliato”, ha detto Benner. “Con il radar si può trasformare un semplice puntino di luce in un piccolo mondo con le sue caratteristiche. In un cerso senso – continua – il passaggio di questi oggetti rappresenta un modo per esplorare un’intera classe di oggetti del sistema solare”.
L'antenna radar di Goldstone sarà in grado di osservare qualsiasi struttura superficiale grande almeno 3,75 metri, perfino dai 6 milioni e mezzo di chilometri che ci separeranno dall'asteroide fra qualche settimana.
«Sarà molto interessante vedere immagini dettagliate di quest'asteroide per la prima volta», continua Benner. «Con i radar possiamo trasformare un oggetto da una sorgente luminosa puntiforme a un piccolo mondo che le sue caratteristiche uniche. Questo metodo di fotografare gli asteroidi near-Earth è fondamentale per esplorare un'intera nuova classe di oggetti del sistema solare». Come sarà molto interessante una notizia che continua ad essere finora, solo una interessante missione che come in questo caso, un giorno verrà esaminata e vagliata per fare una storica impresa:
il progetto per catturare nel 2019 un piccolo asteroide Near-Earth largo circa 7 metri e portarlo in orbita attorno al nostro pianeta, dove verrà visitato e studiato dagli astronauti.
«Completare le varie fasi del progetto significa integrare gli aspetti migliori della scienza, della tecnologia e dell'esplorazione umana della NASA e si baserà sull'innovazione dei migliori scienziati e ingegneri dell'America», ha spiegato la NASA in un comunicato stampa. «Questo progetto utilizza le nostre attuali capacità e le nostre capacità ancora in fase di sviluppo di trovare sia grandi asteroidi che minacciano la Terra sia piccoli asteroidi che possono essere dei candidati per l'iniziativa. Inoltre, contribuisce all'avanzamento delle nostre attività di sviluppo tecnologico nella propulsione elettrica a energia solare, e sfrutterà il nostro duro lavoro sulla capsula Orion e sul razzo SLS, che ci aiuteranno a raggiungere l'obiettivo del Presidente Obama di inviare uomini su Marte entro gli anni '30». Già negli anni '70, la NASA aveva pensato di far visita a un asteroide usando le migliori tecnologie dell'epoca. In questi decenni, le nostre conoscenze sono aumentate incredibilmente, soprattutto grazie alla Stazione Spaziale Internazionale che ci ha permesso di studiare meglio gli effetti della vita nello spazio sul corpo umano e di progettare meglio le nostre missioni, spingendo sempre più in là i limiti dell'esplorazione spaziale.
Per ora, la NASA ha rilasciato solamente immagini e rappresentazioni artistiche. L'asteroide verrà catturato da una specie di contenitore rigido grande poco più dell'asteroide. La capsula sarà alimentata da due pannelli solari e si sposterà usando dei propulsori elettrici a effetto Hall. In questi propulsori, il carburante – il gas xeno – viene accelerato da dei campi elettrici, producendo una spinta relativamente moderata ma che può essere sfruttata per lunghi periodi per accelerare lentamente e costantemente. La capsula, una volta nello spazio, percorrerà delle lunghe spirali per 2,2 anni, allontanandosi lentamente dalla Terra. Successivamente, effettuerà una manovra di fionda gravitazionale, che consiste nello sfruttare la gravità di un corpo – in questo caso la Luna – per accelerare. La capsula si ritroverà allora nello spazio profondo e, dopo aver viaggiato per 1,7 anni, incontrerà l'asteroide. Le operazioni di cattura dureranno circa 90 giorni. Ritornare in un'orbita stabile attorno al nostro pianeta richiederà dai due ai sei anni, dopo i quali l'asteroide sarà a portata di mano per essere studiato dagli astronauti della capsula Orion.