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A nessuno piace la situazione nella quale ci troviamo: pagare ulteriori tasse sulla già logorata situazione familiare non regala certamente soddisfazioni su un operato che difficlimente riesce a sollevare l' Italia, dalla sua scomoda posizione debitrice: la seconda rata dell' IMU, con due diagrammi può farci comprendere, quanto dovremo elargire per il mese di settembre:
Ebbene, il termine di scadenza per il pagamento della seconda rata è fissato al 17 settembre. In realtà la scadenza esatta sarebbe quella del 16 settembre che però è una domenica e slitta così al primo giorno lavorativo successivo.
È quanto dovranno aspettarsi a settembre i proprietari di immobili locati è di almeno l' 80% in più rispetto all' acconto, in sede di versamento del saldo dell'Imu (per chi ha scelto di pagare in due rate). Secondo i calcoli effettuati dall'Ufficio studi della Confedilizia, l'applicazione della maggiore aliquota deliberata dai vari Comuni, rispetto a quella base uniformemente adoperata per la prima rata e pari al 7,6 per mille.
Se la prima rata infatti era stata uniformata su una base del 7,6 per mille, la seconda rata a saldo avrà un costo di molto maggiore. L'aumento viene imposto anche dall'aumento stesso dell'aliquota, dall'aumento del 60% su base imponibile per via della variazione del moltiplicatore da applicare alla rendita catastale. Lo studio cita gli esempi di città come Roma, Perugia e Napoli dove la seconda rata subita un'aliquota del 10,6 per mille quindi un aumento rispetto alla prima rata del 79%. Si fa l'esempio di un immobile categoria A/2 che ha rendita catastale di 787,60 euro: la prima rata era di 503 euro la seconda toccherà i 900 euro. Totale: 1403 euro di Imu. Per la stessa abitazione una rata di Ici era invece pari a 190 euro. In città come Milano, Torino e Trieste invece, dice sempre lo studio, si pagherà di meno. Il comune infatti ha scelto una aliquota di base del 7,6 per mille: in tal caso per un immobile in affitto calmierato si è pagato 560 euro per la prima rata e si pagherà 399 per la seconda (per un immobile di rendita catastale pari a 877,98 euro). La situazione peggiore è per chi applica i contratti cosiddetti liberi. Secondo Confedilizia la seconda rata avrà aumenti pari al 79% a Roma, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Venezia e Perugia. Qui l'aliquota scelta dai comuni è del 10,6 per mille. Aumento ci sarà anche a Milano seppure del 53% (qui l'aliquota è del 9,6 per mille). La città pesa peggio è quella di Bologna.
Intanto, un'elaborazione dei Caf Cisl dei dati relativi ai versamenti effettuati da 1.2 milioni di lavoratori e pensionati per quanto concerne l'acconto dell'Imu sulla prima casa evidenzia che il poco lusinghiero primato di spesa va ai romani, con una media di 170 euro a proprietario contro gli 80 di quella nazionale, pari a un considerevole +102%. Ma gli abitanti della Capitale sono (purtroppo) in buona compagnia: a Bologna e Genova, infatti, si sono pagati 140 e 107 euro, rispettivamente il 67% e il 27% in più della media.
All'opposto la situazione di Palermo, dove la spesa per la prima rata è stata mediamente di 54 euro, che equivale a un -36%.
Capoluoghi di provincia tartassati anche sulle seconde case (affittate e non), con un esborso di 265 euro contro i 161 del resto d'Italia, pari al +65% rispetto alla media nazionale. Nella specifica 'classifica', al primo posto c'è ancora una volta Roma (325 euro), seguita da Bologna (309), Milano (224), Genova (217), Napoli (206) e Palermo (168).
Infine, una curiosità. Nonostante la possibilità introdotta sul filo di lana di pagare l'Imu per la prima abitazione in tre rate anziché due, solo l'1.6% degli italiani che si sono rivolti ai Caf ha scelto questa opzione. Il motivo? Presto detto. Nel primo caso l'acconto medio era di 81 euro, mentre nel secondo di 229.
Come si calcola la base imponibile per l'IMU?
La base imponibile si calcola prendendo la rendita catastale di inizio anno rivalutata del 5% e moltiplicandola per un indice diverso a seconda dei casi: per le abitazione e cioè per tutti i fabbricati classificati con la lettera A (tranne A 10 che identifica gli uffici), questo coefficiente è 160. Anche per le pertinenze di casa come cantine o box auto, contraddistinti dai codici C/2, C/6 e C/7 il coefficiente è 160.
Per gli uffici (A10) è invece 80.
Le aliquote dell'imposta IMU
L'aliquota ordinaria è pari allo 0,76% e i Comuni possono aumentare o diminuire questa aliquota fino a 0,3 punti percentuali. Anche 0,4 nel caso di immobili locati.
Per la prima casa, o meglio per l'abitazione principale, l'aliquota è un po' più bassa, pari allo 0,4% e i Comuni possono modificarla dello 0,2%. In pratica l'IMU sulla prima casa può andare da un minimo dello 0,2% ad un massimo dello 0,6%.